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Meloni: 'Recupero evasione da record, lo Stato non è un nemico'

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Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 15:06:19 di Maurizio Barra

      “Dei risultati” che “abbiamo” ottenuto da quando siamo al governo “quelli che ci hanno dato più soddisfazione sono i dati economici”, con il “record del numero degli occupati”, dei “contratti stabili” e dell’occupazione femminile: “ieri era l’8 marzo” ed è stato “uno dei più brillanti”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione con la Regione Umbria.

    La premier ha parlato anche del “reddito reale delle famiglie” citando i dati Ocse: “In Italia, cresce dell’1,4% sette volte di più della media degli altri paesi”. E “in Italia il rischio povertà diminuisce di due punti”, ha aggiunto citando dati di “due giorni fa”.

   Dopo un inciso scherzoso – “siamo al governo da 14-15 mesi mesi, ma a me sembrano 15 anni – ” Meloni ha sottolineato che “noi non viviamo in nazione composta di 20 monadi” ed è per questo che è necessaria una “strategia” nazionale aggiungendo: “Siamo capaci di rafforzare un territorio se è messo in relazione con tutto il resto”. 

 

 

‘Recupero dell’evasione fiscale da record, lo Stato non è il nemico’

   “Lo scorso anno l’agenzia delle entrate ha certificato maggiore gettito per 26 miliardi di euro. Quando tu non disturbi e, anzi, cerchi di dare una mano a chi produce la ricchezza lo Stato ne beneficia”. “Nello stesso anno, il 2023 l’agenzia dell’entrate ci dice anche che abbiamo avuto il record di recupero dell’evasione fiscale. Un dato straordinario”, ha detto la premier.

    Meloni ha parlato di “un approccio diverso”, “collaborativo” e “non vessatorio, per cui lo Stato rischia di diventare un nemico”. E ha aggiunto: “Se sei in difficoltà ti vengo incontro, se poi mi vuoi fregare per forza allora devo essere deciso nella mia reazione”.

   “Lo Stato è la nostra azienda di famiglia – ha spiegato  se non capiamo questo non risolveremo mai i nostri problemi. Noi siamo l’unica nazione nel mondo in cui esiste il detto ‘fatta la legge trovato l’inganno'” e dunque “il problema è cambiare l’impostazione culturale e capire che facciamo parte tutti dello stesso destino. Quindi quando aggiri lo Stato, stai aggirando anche te stesso”.

‘Non punto al consenso immediato su ciò che è giusto’

   “Secondo me può fare la differenza nella credibilità delle istituzioni il fatto che non ti risparmi e che non butti risorse, non metti i tuoi interessi davanti a quelli della nazione, davanti a quelli degli italiani, non ti interessa più il consenso di quello che è giusto perché sulla
lunga distanza la gente capirà quello che è giusto, più del consenso immediato. Io ho fatto questa scommessa. Magari la perdo, ma per ora si direbbe che non la sto perdendo”, ha detto la premier.

   “Io ho sempre investito sugli italiani – ha spiegato, rispondendo a una domanda dell’ANSA su questo primo periodo di governo – anche quando dicevano che non ci fosse la possibilità di crescere, di fare meglio. Io penso che questa nazione sia fatta soprattutto di tantissime persone perbene che vogliono solamente vedere che le istituzioni e la politica ce la mettono tutta. Poi c’è quando va meglio e quando va meno bene. E c’è anche quando sbagli, perché siamo tutti umani”

‘Lo Stato non si può permettere di non far arrivare a terra 70 miliardi’

    “Mettiamo a disposizione di questo territorio quasi 240 milioni di euro, risorse che serviranno a finanziare 36 progetti strategici”, permettendo di “attivare investimenti per 280 e oltre milioni di euro”, ha detto Meloni, intervenendo alla firma dell’accordo per
lo sviluppo e la coesione con la Regione Umbria.

    I “fondi di coesione e sviluppo”, ha sottolineato, sono “straordinariamente importanti e abbiamo scoperto che nella vecchia programmazione 2014-2020” di “126 miliardi ne erano stati spesi 46. Una nazione come l’Italia, che di problemi di divari ne ha diversi, lo Stato non si può permettere di non far arrivare a terra 70 miliardi”.

   Di qui, Meloni ha spiegato che sono state introdotte “alcune differenze” di gestione “rispetto al passato: noi finanziamo progetti
proposti dalle Regioni e condivisi dal governo. Questo ha fatto arrabbiare”.

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