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Bari, bufera per una frase di Emiliano su Decaro: "Sconcertante" | Lui replica: "Frainteso"

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Ultimo aggiornamento 24 Marzo, 2024, 21:03:34 di Maurizio Barra


Bari, bufera per una frase di Emiliano su Decaro: "Sconcertante" | Lui replica: "Frainteso" - foto 1

Tgcom24




 

L’aneddoto – “Un giorno –  racconta Emiliano a margine della manifestazione “Giù le mani da Bari” – , quando ero sindaco, sento bussare alla porta. Decaro (all’epoca suo assessore, ndr) entra bianco come un cencio, e mi dice che era stato in piazza San Pietro e uno gli aveva messo una pistola dietro la schiena, perché stava facendo i sopralluoghi per la ztl di Bari vecchia. In due andammo a casa della sorella di Antonio Capriati, che era il boss di quel quartiere, e andai a dirle che questo ingegnere è assessore mio e deve lavorare, perché c’è il pericolo che qui i bambini possano essere investiti dalle macchine.Quindi, se ha bisogno di assistenza, te lo affido”

 

La polemica – Roventi le prese di posizione del centrodestra, a partire da Marizio Gasparri. “Parole sconcertanti di Emiliano – tuona su X il capogruppo di Forza Italia al Senato – Se i boss minacciano si va in Procura non a casa loro”. Segue Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “Emiliano condusse Decaro dalla sorella di un boss. Da “la mafia ha paura” a ”affidarsi alla mafia” è un attimo. Atroce” .  «Scusate, non posso crederci  – rincara la dose Rota dalla Chiesa (FI) sempre su X –  Ma davvero sono state pronunciate queste parole? Da Michele Emiliano, un magistrato”. Anche i parlamentari FdI della Puglia giudicano “gravissime le parole del Presidente della Regione Puglia Emiliano” e annunciano che il “senatore Gianluca Cantalamessa, responsabile del dipartimento Antimafia della Lega e capogruppo in commissione, ha chiesto di convocare il governatore in Commissione”.

 

La replica di Emiliano –  Il governatore a stretto giro ha replicato spiegando di essere stato frainteso e che anzi lui ha contribuito a far condannare il boss. “Leggo agenzie nelle quali si fraintende una frase che ventimila persone presenti in piazza hanno perfettamente compreso. Ho raccontato un fatto realmente avvenuto quando chiudemmo al traffico Bari Vecchia. E di fronte a un episodio nel quale avevano invitato il mio assessore ad andarsene dai luoghi dove stava lavorando, andai di persona dalla sorella incensurata del boss Antonio Capriati, che avevo arrestato e fatto rinviare a giudizio e poi condannare per omicidio, per farle capire che le cose erano cambiate, quegli atteggiamenti non erano più tollerati, che potevano rivolgersi all’assessore solo con modi civili ed educati (e qui l’iperbole “te lo affido se ha bisogno di bere, di assistenza”) visto che si trovava li’ per svolgere il suo lavoro”. E aggiunge: “Quando dopo pochi mesi confiscammo come Comune di Bari le case della famiglia Capriati site lì vicino, nessuno si oppose e adesso quelle case sono centri sociali importanti e mai nessuno li ha più infastiditi. Questi i fatti. Questa la mia condotta, che ripeterei”.

 

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