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Museo Brigata Ebraica, l'Anpi fermi gli insulti a noi e a Segre

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Ultimo aggiornamento 2 Aprile, 2024, 17:45:40 di Maurizio Barra

“Al presidente Anpi chiedo: faccia
il possibile per fermare gli insulti a Liliana Segre e alla
storia della Brigata Ebraica. E non dimentichi gli ostaggi”. Lo
sottolinea in una nota Davide Romano, direttore del Museo della
Brigata Ebraica di Milano che commenta le parole pronunciate da
Primo Minelli, presidente Anpi Milano in un’intervista.
“Leggo con sorpresa le parole del presidente Primo Minelli,
nella sua intervista a Repubblica parla di ‘Cessate il fuoco
ovunque’ – prosegue -. Una opinione legittima, ma che non credo
rappresenti la pluralità dei partecipanti al 25 aprile, a
partire da quella degli amici ucraini che con noi marciano per
ricordare i loro caduti nella guerra di Liberazione. Con noi
della Brigata Ebraica si era sempre parlato di legare il
‘Cessate il fuoco’ a Gaza alla liberazione degli ostaggi, e il
presidente Minelli si era detto assolutamente d’accordo. Ora la
liberazione degli ostaggi non è citata nell’intervista. Speriamo
sia solo una dimenticanza”. Davide Romano spiega poi come negli
ultimi giorni “sono emerse nuove criticità: l’attacco a Liliana
Segre da parte dell’Api (Associazione Palestinesi in Italia) e
la critica alla legittimità della Brigata Ebraica da parte di
Franca Caffa – conclude -. Chiediamo che ci sia una chiara
condanna di quanto detto da queste persone da parte del Comitato
organizzatore del 25 aprile guidato dall’Anpi. Per un 25 aprile
sereno è necessario chiarire subito che non c’è spazio nel
corteo per chi attacca ex deportati e nega pagine della
Resistenza ebraica”.

   

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