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Antognoni: "La Juve è la squadra da battere. Mi aspetto una gara equilibrata"

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Ultimo aggiornamento 6 Aprile, 2024, 13:16:53 di Maurizio Barra

Giancarlo Antognoni, ex giocatore dei viola, ha concesso un’intervista nella quale ha parlato della sfida tra Juventus e Fiorentina.

L’ex giocatore della FiorentinaGiancarlo Antognoni, ha rilasciato un’intervista a la Gazzetta dello Sport, e si è soffermato sulla sfida di domani tra i bianconeri e i viola:

“Domani mi aspetto una gara molto equilibrata. Per quanto riguarda la Coppa Italia: la Juve con il 2-0 dell’altra sera contro la Lazio ha già un piede in finale, più dura per la Fiorentina, l’1-0 non ti dà certezze e a Bergamo al ritorno dovrà giocare una grande partita”.

La scelta di non andare alla Juve? Non me ne sono mai pentito. Certo all’epoca qualche dubbio mi venne, come è normale che fosse. Ero giovane, apprezzato. E quella era la Juventus del Trap, la squadra più forte d’Italia che aveva già vinto un paio di scudetti. La Fiorentina invece finiva sempre lontana dalle posizioni di vertice“.

Gianni Agnelli? L’Avvocato mi stimava, non l’aveva mai nascosto. Ogni tanto lo incrociavo negli androni degli spogliatoi, quando giocavamo contro la Juventus. In verità tornò sull’argomento una sola volta, nel 1982, proprio alla vigilia della finale mondiale con la Germania. Come sa, ero infortunato e quella finale non la giocai, stavo nella hall dell’albergo della Nazionale a Madrid, quando mi si avvicinò l’Avvocato. E mi disse: “Antognoni, lo sa che lei è stato l’unico giocatore ad aver rifiutato la Juventus?“.

Boniperti? Con Boniperti c’era un rapporto amichevole, ci si vedeva più spesso, conoscevo bene anche i suoi figlioli ma no, non abbiamo mai affrontato quella questione. Era una persona talmente rispettosa che non avrebbe mai detto qualcosa di inopportuno. Avevo detto no alla Juve, ed era finita lì“.

La rivalità tra le squadre? È una cosa che dura da un sacco di tempo. I fiorentini sono così. La Juve è la squadra da battere. Ci sono stati anni di grandi tensioni. Penso a quando, prima del Mundial 1982, ce la giocammo punto a punto fino all’ultima giornata”.

Chi meritava lo Scudetto? Diciamo che sarebbe stato giusto giocarcelo nello spareggio. E dieci anni dopo scoppiò la rivolta quando Baggio andò alla Juve, ma anche di recente, con le cessioni di Chiesa e Vlahovic, non è che i rapporti siano migliorati”.

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