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Papa Francesco: di fronte alle devastazioni della guerra si dialoghi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Aprile, 2024, 13:16:56 di Maurizio Barra

“Di fronte alle devastazioni e alle sofferenze anche oggi causate dalla guerra”, “se si mette al centro la persona, si può dialogare, lavorare insieme per il bene comune, andando oltre le divisioni, abbattendo i muri dell’inimicizia, superando le logiche dell’interesse e del potere che accecano e rendono l’altro un nemico”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo in Vaticano circa 8.000 volontari della Croce Rossa Italiana.

Per il credente ogni persona è sacra. Ogni creatura umana è amata da Dio e, per questo, portatrice di diritti inalienabili. Animate da questa convinzione, tante persone di buona volontà si incontrano, riconoscendo il valore supremo della vita e, quindi, la necessità di difendere soprattutto i più vulnerabili. I più vulnerabili sono i bambini, in Italia ne sono arrivati tanti dalla guerra in Ucraina, Non sorridono, hanno dimenticato la capacità di sorridere. Pensiamoci”, ha aggiunto il Pontefice. 

Non a caso la Croce Rossa italiana ebbe il suo momento fondativo nel 1864, quando “ci fu un sussulto di umanità che si tradusse in gesti e opere concrete di assistenza e di cura, senza distinzioni di nazionalità, ceto sociale, religione od opinioni politiche. Questa corrente di amore non si è mai fermata: oggi, come ieri, la vostra è una presenza efficace e preziosa, specialmente in tutti quei contesti in cui il fragore delle armi soffoca il grido dei popoli, il loro anelito di pace e il loro desiderio di futuro”.

“Quella di oggi è un’occasione speciale per esprimervi tanta gratitudine per il servizio che rendete nei contesti bellici e per l’aiuto che ogni giorno prestate a chi è nel bisogno in molteplici situazioni di emergenza. Grazie tante per questo”, ha detto ancora Bergoglio, “Il vostro impegno, ispirato ai principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità, è anche segno visibile che la fraternità è possibile”. 

“Nel ringraziarvi per il vostro servizio insostituibile nelle aree di conflitto e nelle zone colpite da disastri ambientali, nell’ambito della formazione e della salute, così come per quello che fate a favore dei migranti, degli ultimi e dei più vulnerabili, voglio incoraggiarvi a proseguire in questa grande opera di carità che abbraccia l’Italia e il mondo”, ha concluso. “Possa la Croce Rossa restare sempre simbolo eloquente di un amore per i fratelli che non ha confini, nè geografici, nè culturali, sociali, economici o religiosi. Non a caso, lo slogan che avete scelto per celebrare il 160mo anniversario è ‘Ovunque per chiunquè. Si tratta di un’espressione che, mentre racconta un impegno, descrive anche uno stile, un modo di essere e di esserci”.

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