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Ultimo aggiornamento 9 Aprile, 2024, 22:54:53 di Maurizio Barra
Il linguaggio del corpo che prende
forma nella danza favorisce l’incontro con ‘l’altro’ e accoglie,
supera barriere e pregiudizi. Una metodologia pedagogica che
rompe schemi di incomunicabilità e facilita un dialogo
interculturale partecipato, dando anche spazio alla dimensione
artistica e creativa. E’ intorno a questa idea che si sono
incontrati studenti della periferia romana, con forte disagio
sociale, e migranti provenienti da centri di accoglienza. Ne
parla un libro di Fernando Battista, “Pedagogia del confine.
Storie di corpi in movimento per una geografia delle relazioni”
(Edizioni Junior, 2024), di recente pubblicazione, che riporta i
risultati una ricerca condotta al Liceo Scientifico “Edoardo
Amaldi” di Tor Bella Monaca, in cui utilizzando i linguaggi
della danza, della danzamovimentoterapia e delle arti studenti e
migranti sono riusciti ad ascoltarsi e a dialogare.
Un’esperienza sul campo che conferma la bontà di un approccio
pedagogico, la Pedagogia del confine, su cui riflettere. “Le
arti – dice l’autore all’ANSA – sono una mediazione giusta e i
laboratori in classe, con annessa la formazione dei docenti,
sono occasioni volte appunto all’incontro, in questo caso ai
migranti”. Il tutto a vantaggio di un accrescimento di identità
e di autostima, dello sviluppo della capacità di riflessione
contro discriminazioni e pregiudizi, della lettura del mondo in
cui si vive.
“Questo percorso è nato per trasformare il pregiudizio e
promuovere un attraversamento dei confini territoriali e non”.
Ecco il confine. “Il confine – continua Battista – è una linea
che divide, che non appartiene a nessuno ma che può essere un
elemento da abitare insieme. Siamo noi a dargli un’identità, la
possibilità di un riconoscersi in quel luogo l’uno con
l’altro”.
Battista, che fra l’altro è docente al Master di Educazione
Interculturale all’Università Tre di Roma e
danzamovimentoterapeuta, sottolinea che in questo percorso tutto
è facilitato dall’uso del corpo. Nella “nostra esperienza dopo
aver usato il corpo, la lingua non era più un problema. Ci si
riconosceva. Si tratta di un incontro che cambia le persone, è
l’uso di quel linguaggio corporeo, insieme anche ad altri
linguaggi artistici, come il disegno, che permette la
trasformazione e l’accoglienza”.
Cinque anni di laboratori in classe, un progetto educativo
realizzato in collaborazione con l’ong Intersos, trovano un
positivo riscontro nelle testimonianze dei ragazzi che hanno
partecipato. Dopo tre anni dal progetto, c’è chi ha detto: “Il
progetto mi ha dato sicurezza. Mi ha aiutato ad interpretare
diversamente le cose, a volerle scoprire e a non rimanere
nell’ignoranza, a capire ed aiutare”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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