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Mirafiori cambia: ecco le parole di Tavares

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 23:37:35 di Maurizio Barra

“A Stellantis non parliamo tanto ma ci muoviamo passo dopo passo. Abbiamo tantissime altre idee e che presenteremo per Mirafiori Automotive Park 2030. Proprio per inquadrare meglio le iniziative e per dare al cuore di Stellantis, al cuore di Fiat, la nostra vision che abbiamo per il futuro”. Così Carlos Tavares, ceo di Stellantis, mette a fuoco il suo intervento, le parole attese da settimane per il futuro di Mirafiori. “Oggi inauguriamo il nuovo reparto di trasmissioni a doppia frizione, ma abbiamo già avviato il Battery Tech, l’anno scorso l’hub del riciclo”.

Nessun annuncio tanto sperato di un nuovo modello, o di un restyling della 500 elettrica. Almeno per ora. Nel momento in cui scriviamo, nella sala conferenze della porta 31 di Mirafiori, si parla solo del cambio eDCT per le vetture elettrificate. Stellantis, quindi, non fa retromarcia sull’elettrico.

Lo conferma Tavares, accennando ai timori legati ai dati di mercato, ai tagli del personale. “E per chiunque abbia paura dell’ignoto, chiunque non voglia la trasformazione di questo settore, se ascoltiamo gli scienziati ci raccontano che man mano che aumenta il riscaldamento globale e dovremo combattere per contenerlo di quattro gradi. Riuscite a immagine di poter vivere ad agosto con 50 gradi? Con la nuova mobilità noi assicuriamo la sostenibilità e il futuro dell’ambiente. Posso capire che generi ansia, ma questa è la nostra vision”.

“A Torino ci sentiamo a casa, quando firmiamo accordi con i sindacati sono loro che rappresentano il nostro personale, sono sindacati molto costruttivi. Il dialogo di stamattina è stato molto aperto. Hanno compreso bene che se non ci allontaniamo dal dogmatismo, andremo verso qualcosa di inaccettabile. Se riconosciamo che c’è problema che tutti dobbiamo contribuire a risolvere, allora tutto è possibile

Il nuovo reparto realizzerà oltre 2mila meccanismi all’anno, impiegando a regime almeno 500 persone, su una superficie di 17mila metri quadri. Solo diciotto mesi, viene sottolineato, per avviarlo ed entro fine 2024 sarà a regime.

Tocca a Davide Mele, responsabile Corporate Affairs di Stellantis, presentare Mirafiori Automotive Park 2030. “Nonostante la nostalgia di molti per le produzioni del passato, noi siamo convinti che solo un forte cambiamento sia necessario. Affrontiamo a 360 gradi la sfida della transizione. Dalle auto più iconiche a un lavoro congiunto di offerta e incentivi all’acquisto” ha detto. 

Engineering e design, stile e tradizione e innovazione green: sono questi i concetti che Mele ripete, e torna il concetto del Polo del Lusso, con Maserati e Alfa Romeo, in termini di stile. “Abbiamo sviluppato il più grande centro software di Stellantis con oltre mille addetti“. Una Mirafiori sempre più avanzata tecnologicamente, dunque. Ma le auto?

Davide Mele insiste sulla forza di Fiat 500. Ma il riferimento agli incentivi lascia intendere una strategia basata ancora sul modello attuale. Per il resto, il polo logistico e soprattutto Mobilisights, la divisione autonoma che si occupa di dati, dalla gestione flotte alla ricarica dei veicoli. Una Mirafiori più di testa che di mano, ossia più progettazione, più tecnologia, meno manufacturing?

Per il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, sicuramente è “lungimirante” la strategia di Stellantis pensando a un futuro energetico che superi le difficoltà attuali – il primo cittadino parla delle bollette del Comune, della guerra in Ucraina -, ma alla fine, ricordando che venerdì parteciperà allo sciopero unitario, “io penso alla produzione” aggiunge. Non senza precisare “non me ne voglia l’ingegner Tavares”. Insomma: il governo prenda spunto dal modello Torino, che “quando decide di fare una cosa è in grado di farla”. E ribadisce la capacità produttiva, quella di “fare auto”. Ossia, in pratica quello di cui non si è parlato affatto finora

“Con la nostalgia non si fa business” sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio. Che apprezza che con le nuove sezioni di Mirafiori siano a regime mille lavoratori. “Noi sottoscriviamo la necessità di aumentare la produzione. E qui utilizziamo bene i fondi europei. Siamo il luogo dove l’auto è nata”. Tutto insomma valido a ricordare a Stellantis “che per voi è conveniente restare qui“. Pragmatismo e ottimismo. “Fiducia – ha detto -. Questo è lo sforzo che dobbiamo fare. Cito un caso agricolo, da imprenditore: non continuo a coltivare come e dove facevano i miei nonni, perché il tempo è cambiato. Dobbiamo muoverci nel rispetto del tempo che cambia. Senza accettare supinamente la transizione, ma accompagnandolo. Con impegno e serietà”.

E come a compensare questa fiducia, proprio nel finale, Tavares va a svelare il futuro dell’ultima Fiat rimasta a Torino. 

+++ notizia in aggiornamento +++

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