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Barachini all'Onu, con IA nuova era, sì a visione umanocentrica

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Ultimo aggiornamento 12 Aprile, 2024, 18:59:21 di Maurizio Barra

“Il primo dei 17 Obiettivi di
Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite è porre fine alla
povertà in tutte le sue forme ovunque. Negli ultimi anni sono
stati compiuti alcuni progressi nella riduzione dei livelli di
povertà, ma ancora molto resta da fare. Nel frattempo, il 2023 è
stato un anno cruciale per l’AI. Non è esagerato affermare che
stiamo vivendo una nuova rivoluzione tecnologica. L’intelligenza
artificiale ha un notevole potenziale per trasformare mercati,
comunità, stili di vita. Siamo all’alba di una nuova era in cui
l’intelligenza artificiale generativa ha aperto prospettive
prima impensate in ambito pubblico e privato. Ed è solo
l’inizio. Usata saggiamente, l’intelligenza artificiale può
portare enormi vantaggi. Ma richiede governance e buone
politiche”. Così il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto
Barachini, ha aperto il suo intervento alla XXIII Infopoverty
World Conference dell’Onu, a New York.
Nell’intervento, Barachini si è soffermato sugli aspetti
positivi dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario,
educativo, agroalimentare e ponendo l’accento, in particolare,
sull’importante contributo che l’intelligenza artificiale può
rappresentare nella lotta alla povertà che, “come è ormai noto,
nelle aree più povere è collegata alla mancanza di istruzione”.

   
“La tecnologia, tuttavia, non è mai neutrale. È sempre legata al
contesto e allo scopo per il quale viene utilizzata. Nel settore
dei media l’uso responsabile ed etico della tecnologia è
centrale. Si profila all’orizzonte – ha manifestato così la sua
preoccupazione Barachini – la progressiva sostituzione della
creatività umana, con conseguenti ricadute sui livelli
occupazionali e sulla nostra cultura generale. Va, quindi,
tenuta ben salda una visione umano-centrica. L’AI è una sfida
decisiva, lavoriamo per una innovazione che migliori la vita
delle persone. Difendiamo insieme l’integrità dell’informazione
dai rischi imminenti dei deep fake e dalle manipolazioni rese
maggiormente possibili dalle tecnologie di AI che, invece,
possiamo usare per rendere più sicuro per i cittadini
l’ecosistema informativo e la libertà d’opinione”.

   

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