Il terzino del Cagliari Tommaso Augello ha parlato a DAZN Talks del momento della squadra rossoblù: "Abbiamo raddrizzato la nostra stagione, ma siamo ancora in mezzo alla bagarre, non sono concessi passi falsi, dobbiamo continuare cos&igr …
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Domenica la festa dell'Inter, percorso di 8 km per i pullman
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Coppa Italia: 4-1 alla Fiorentina, Atalanta in finale
L’Atalanta si è qualificata per la
finale di Coppa Italia, dove affronterà la Juventus. Nel ritorno
della semifinale, a Bergamo, i nerazzurri hanno vinto 4-1,
ribaltando l’1-0 per i viola all’andata. I nerazzurri sono
andati in vantaggio con Koopmeiners all’8′ e poco dopo Scamacca
ha raddoppiato, rete annullata per un precedente fallo su un
giocatore viola. A inizio ripresa, Milenkovic è stato espulso
per aver falciato Scamacca lanciato a rete, ma nonostante lo
svantaggio numerico la Fiorentina ha pareggiato al 23′ con
Martinez Quarta. Al 30′, Scamacca ha rimesso il risultato
complessivo in equilibrio con una girata al volo, poi nel
recupero Lookman e Pasalic hanno portato in finale l’Atalanta.
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Wta Madrid: Bronzetti ed Errani avanzano al secondo turno
Lucia Bronzetti e Sara Errani hanno
superato il primo turno del torneo Wta 1000 di Madrid Open. Che
invece è costato l’eliminazione a Martina Trevisan ed Elisabetta
Cocciaretto.
Bronzetti ha battuto in due set la qualificata francese
Varvara Gracheva (n.90 Wta) con un doppio 6-3 e al secondo turno
dovrà vedersela con la kazaka Elena Rybakina, n.4 del ranking e
quarta favorita del seeding, la tennista più vincente di questo
2024, reduce dal terzo titolo stagionale conquistato a
Stoccarda. Errani si è imposta in rimonta sulla danese Caroline
Wozniacki, la ex n.1 al mondo che l’anno scorso è tornata in
campo dopo tre anni di stop. La veterana azzurra, 36 anni, dopo
aver perso il primo set 6-3, ha vinto i successivi due per 7-5.
Ora affronterà la brasiliana Beatriz Haddad Maia.
La sfida sui tre set è costata invece l’eliminazione a
Trevisan contro la statunitense Sloane Stephens, che ha vinto
6-3, 5-7, 6-4, dopo una maratona di oltre tre ore e un quarto.
Cocciaretto, infine, ha ceduto per 3-6, 6-4, 6-4, in due ore e
dieci minuti, alla polacca Magda Linette.
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Il vice di Gasp, Gritti: "Una goduria come 15 giorni fa. Scamacca squalificato con la Juve? Non era da giallo, in questo sport c'è il contrasto, altrimenti togliamoli"
Scamacca squalificato per la finale con la Juventus?
“Bisogna cominciare a pensare che si gioca a calcio, in questo sport c’è il contrasto altrimenti togliamoli. Scamacca tocca Gonzalez ma probabilmente di anca e ginocchio, non di piede, altrimenti si ammonisce sempre. Questo è un contrasto, falloso ma non da ammonizione, è un fallo ma finisce lì. Sul gol che c’è stato annullato, Koopmeiners prende per primo il pallone”
A parte questo è felice per questa finale?
“Certo, abbiamo fatto una partita strepitosa, più di così non so cosa potevano fare questi ragazzi. Oggi è stata una goduria come quella di 15 giorni fa”.
Quanto vi siete arrabbiati per quel gol preso su palla inattiva?
“Dobbiamo rivederla, ma il nostro portiere stasera non ha fatto una parata: credo che Terracciano abbia battuto il record dei lanci lunghi”.
Quanta felicità c’è per l’obiettivo raggiunto?
“Credo che sia nel DNA di questa Atalanta, non si è mai posta un solo obiettivo. Quest’anno è il top perché siamo ancora in corsa su tre tavoli. Questi giocatori sono stupendi, pensi che abbiano fatto il massimo e invece riescono sempre a fare una prestazione migliore di quella prima. Per noi è un momento fantastico, ce lo godiamo e speriamo di ottenere qualcosa, non abbiamo alcuna intenzione di fermarci”.
Questa è davvero la stagione giusta per vincere un trofeo?
“Quello che dice il mister è vero, la partita di Liverpool e altre in Europa sono medaglie poi è chiaro che dovesse arrivare un trofeo sarebbe importante ma l’Atalanta in questi 8 anni ha fatto qualcosa di indescrivibile e il merito è ovviamente della società, dell’allenatore e dei calciatori fantastici che ci sono stati”.
Come vice di Gasperini si conferma porta fortuna?
“Dovrò avere un quadrifoglio da qualche parte, dopo la partita d’andata ero convinto che potevamo farne una sottotono ma due no”.
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Opera for Peace, trampolino per i nuovi talenti della lirica
( di Luciano Fioramonti)
Quattordici giovani promesse della
lirica, scelte tra le oltre 360 candidure arrivate per questa
edizione da 76 paesi. E’ a loro che l’ associazione no-profit
Opera for Peace offre il trampolino di lancio verso le più
importanti istituzioni mondiali del canto come La Scala di
Milano, il Teatro dell’Opera di Roma e l’Opéra di Parigi. Opera
for Peace Academy realizzata in collaborazione con la Banca
Europea per gli Investimenti (Bei) e la Fondazione Bnp Paribas
con il supporto di istituzioni e grandi sponsor, ha offerto ai
giovani cantanti l’ occasione di mettersi in luce in quattro
concerti, due la settimana scorsa a Roma Villa Medici, sede
dell’ Accademia Di Francia, e due a Parigi al Campus
international pour étudiants et chercheurs e l’ultimo, il 25
aprile, all’auditorium del Museo L’ associazione assicura
questa opportunità preziosa soprattutto ai nuovi talenti di
nazioni in via di sviluppo o coinvolti nella terribile
esperienza della guerra. In passato, ad esempio, ad emergere
tra i concorrenti è stata l’ iraniana Forooz Razavi, soprano
ventottenne che oggi vive a Milano. ”A 15 anni avevo la mia
band hip hop/RnB underground avrei voluto diventare cantante ma
alle donne nel mio paese è vietato. Poi mi sono innamorata e due
anni dopo mi sono trasferita in Austria. E cominciato così il
mio bellissimo percorso che mi ha aperto le porte per lavorare
con i cantanti più famosi e avere contratti e concerti con
artisti di primo livello”. Johanna Will, tra i selezionati di
questa terza edizione, è nata nel 1991 nella ex Jugoslavia in
piena guerra civile e ricorda che se non fosse stata per sua
madre in fuga su un autobus per farla nascere poi in Germania,
non avrebbe certamente avuto un futuro. ”Dopo avermi portata in
salvo è tornata in Kosovo – ha detto -. In quel contesto di
guerra non sarei mai potuta diventare una artista”.
Dal 2019, l’ anno di nascita a Roma, Opera for Peace ha
aiutato e formato oltre 150 professionisti. I giovani artisti,
tutti fra i 21 e 37 anni d’età provenienti da 11 paesi tra cui
Martinica, Sud Africa, Cile, Russia, Cina, Ucraina e Uzbekistan,
si sono esibiti accompagnati al pianoforte dal maestro Kamal
Khan, direttore artistico e musicale, con la partecipazione del
tenore Renè Barbera, ambasciatore dell’ associazione. ”Siamo
orgogliosi di aver dato vita a un network così speciale e a una
famiglia di artisti così varia e professionale – ha detto Julia
Lagahuzère, direttrice generale di Opera for Peace – . Abbiamo
supportato giovani talenti da tutto il mondo, molti dei quali
non avrebbero avuto la chance di calcare i più importanti
palcoscenici del mondo. In cambio chiediamo loro di essere fonti
di ispirazione per le future generazioni di artisti e di
pubblico”. E’ proprio questo ‘patto sociale’, osserva, la
peculiarità dell’ associazione. ”Il cantante russo e il suo
collega ucraino non hanno avuto difficoltà nel vivere questa
esperienza. Non c’ è mai problema con la musica perchè è un
linguaggio universale. Al nostro programma possono accedere
soltanto quei giovani che ci colpiscono non solo per il loro
talento eccezionale, ma anche per la loro forte motivazione,
l’impegno ad aiutare i futuri cantanti e il desiderio di
divenire ‘Cittadini-Artisti’ desiderosi di contribuire
positivamente nelle community artistiche”.
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Biden firma gli aiuti, i missili Atacms sono già a Kiev
Biden ha firmato gli aiuti a Ucraina e Israele e il bando per Tiktok
Nella lista ufficiale diffusa dal Pentagono sulla prima tranche da un miliardo ci sono sistemi di difesa aerea, proiettili di artiglieria, veicoli corazzati e armi anticarro che si trovano già nei depositi americani in Europa. Tuttavia, secondo indiscrezioni di Politico, un mese fa gli americani avrebbero già spedito a Kiev gli agognati Atacms, che Washington ha sempre negato a Zelensky per il timore di un’escalation con la Russia. E anche se lo scorso ottobre il dipartimento della Difesa aveva mandato in Ucraina, senza troppa pubblicità, quelli a medio raggio, il leader di Kiev aveva continuato a premere per un’arma che potesse colpire oltre le linee di Mosca. I circa 200 missili a lungo raggio sarebbero arrivati a marzo, all’interno di un pacchetto da 300 milioni di dollari, e sarebbero già stati utilizzati due volte dall’esercito ucraino per colpire un aeroporto militare russo in Crimea mercoledì scorso e le truppe russe nel sud-est del Paese durante la notte di martedì. All’epoca membri chiave del Congresso erano stati informati della spedizione segreta di Atacms ma l’amministrazione Biden non aveva fatto nessun annuncio pubblico. Stando a quanto ha rivelato un alto funzionario dell’amministrazione americana, inoltre, anche in questo nuovo pacchetto ci saranno i potenti missili, capaci di colpire fino a 300 km. Per Biden, che ha ringraziato lo speaker repubblicano Mike Johnson per aver sbloccato la legge alla Camera sfidando gli estremisti trumpiani, si tratta di “un investimento” nella sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati.
“L’America non si piega a nessuno, men che meno a Vladimir Putin”, ha avvertito il presidente americano assicurando che gli Stati Uniti “sconfiggeranno i dittatori nel mondo”. “Se i nostri partner sono più forti lo siamo anche noi”, ha sottolineato promettendo, ancora una volta, di non “lasciare da soli” i Paesi amici. Zelensky da parte sua ha ringraziato il Senato americano per aver approvato la legge definendo il prossimo invio di armi un “aiuto vitale” per le sue forze. “Le armi a lungo raggio, l’artiglieria e la difesa aerea sono strumenti fondamentali per ripristinare la pace il prima possibile”, ha dichiarato il leader ucraino che non ha menzionato esplicitamente gli Atacms. Con questo tipo di armi comunque gli ucraini sono stati in grado di infliggere gravi danni alle forze del Cremlino, come dimostrano i video pubblicati dagli abitanti delle zone colpite mercoledì scorso, dove si vedevano incendi devastanti e le finestre delle case vicino all’aeroporto distrutte dall’esplosione. “La chiave ora è la velocità. La velocità di attuazione degli accordi con i partner sulla fornitura di armi per i nostri guerrieri. La velocità con cui si eliminano tutti i piani russi per eludere le sanzioni. La velocità nel trovare soluzioni politiche per proteggere le vite dal terrorismo russo”, ha sottolineato ancora il presidente ucraino. “Ogni leader che non perde tempo è un salvavita. Ogni Stato che sa agire rapidamente salvaguarda l’ordine mondiale basato su regole. Ringrazio tutti coloro – ha detto Zelensky – che nel mondo aiutano il nostro popolo a ripristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.pristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.
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Sofia Goggia imita Francesca Fagnani: 'Lei che belva si sente?'
La campionessa di sci immagina intervista sul suo allevamento di galline
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Lippi su Cannavaro: "Farà bene all'Udinese, garantisco io per lui"
Parola di Marcello Lippi.
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>>>ANSA/ Challengers, per Guadagnino a tennis si gioca in tre
(di Francesco Gallo)
Nel campo da tennis di Challengers si
gioca in tre: due uomini e una donna. Un classico triangolo in
cui ognuno, di volta in volta, ama l’altro e poi lo odia. Questo
lo scenario dell’ultimo film di Luca Guadagnino, in sala da oggi
distribuito dalla Warner Bros. Pictures.
Da una parte c’è la bellissima Tashi Duncan (l’attrice, cantante
e ballerina Zendaya), ex prodigio del tennis diventata, suo
malgrado, allenatrice dopo un incidente sul campo, una donna
irresistibile e anche troppo consapevole del suo fascino. E
dall’altra due tennisti più che amici: il regolare, affidabile e
bello Art Donaldson (Mike Faist) e l’inaffidabile talentoso e
folle Patrick (Josh O’Connor).
Entrambi si innamorano subito di Tashi e lei rivela il suo
carattere trasgressivo e aperto coinvolgendoli a letto dove
tutto diventa fluido.
Con la fotografia calligrafica e sensuale di Sayonbhu Mukdeeprom
che indugia su sudore e nudi maschili e la colonna sonora
sperimentale sincopata e a tutto volume dei premi Oscar Trent
Reznor e Atticus Ross (Soul, The Social Network, Bones and All),
Challengers va avanti e indietro nel tempo, seguendo le vicende
di questo terzetto tra incontri di tennis e d’amore.
E questo fino al crescendo finale: ovvero la partita-duello
definitiva tra Art e Patrick.
È passato molto tempo dal loro primo incontro, ora Tashi Duncan
è sposata ad Art, diventato nel frattempo un fuoriclasse grazie
alla sua guida, ma ultimamente il campione è reduce da tutta una
serie di sconfitte che lo hanno reso insicuro. Così quando Tashi
scopre che il marito sta per sfidare in finale di torneo quel
Patrick, suo ex ancora molto preso da lei, capisce che non sarà
una sfida solo sportiva. Nel match finale molto bello, ritmico
(tanto da farti venire la voglia di ballare) ed epico allo
stesso tempo si tratterà di capire quale sarà nel triangolo la
coppia a prevalere.
Il candidato all’Oscar e al BAFTA Luca Guadagnino (Chiamami col
tuo nome, Io sono l’amore) ha diretto il film – che avrebbe
dovuto aprire l’ultima Mostra del cinema di Venezia, ma fu
ritirato per via dello sciopero degli attori –
da una sceneggiatura di Justin Kuritzkes mentre i produttori
sono lui stesso, Amy Pascal, Zendaya e Rachel O’Connor, con
Bernard Bellew in veste di produttore esecutivo.
Vedere in Challengers qualcosa di The Dreamers di Bernardo
Bertolucci è anche troppo facile. D’altronde Guadagnino non ha
mai nascosto l’ammirazione per questo regista a cui sta appunto
dedicando un documentario che si intitolerà Joie de vivre.
E non finisce qui, il regista ha appena finito di girare Queer
ancora da una sceneggiatura di Justin Kuritzkes e basato sul
romanzo omonimo del 1985 di William S. Burroughs con
protagonista Daniel Craig.
Frase cult di Challengers solo apparentemente scontata: “Non
considerare vinta una partita se non è ancora finita”.
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