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Categoria: Ultim’ora
ULTIM’ORA
In questa sezione del sito confluiscono tutte le ultimissime notizie da tutte le sezioni, sempre aggiornate, in tempo reale
“Sanremo? Non mi ha chiamato nessuno,
non lo farò per ora, ho troppi amici cantanti. Non è ancora il
momento giusto. Chi verrà dopo Amadeus troverà terreno fertile,
è stato bravo a portare in gara artisti che prima erano
superospiti, dovrei dire troppi no, preferisco adesso dirne uno
solo”. Gigi D’Alessio smentisce le ipotesi su una sua guida del
prossimo festival della canzone italiana. Il cantante ha
lanciato la neonata partnership con il gruppo Lama Optical.
L’artista napoletano e la famiglia Lama, titolare del brand,
hanno presentato la collaborazione nello store di piazza Giulio
Rodinò. “Sono felice di annunciare questa partnership – ha
detto D’Alessio – ed è un onore per me collaborare con una
catena retail cosi rispettata e diffusa sul territorio italiano.
Un’azienda che dà lavoro a circa 500 persone. Quando ci fanno
fare, noi napoletani otteniamo sempre ottimi risultati.
Rappresentare questa azienda mi rende orgoglioso”. D’Alessio,
atteso dagli otto concerti a Piazza del Plebiscito, ha parlato
del suo album di imminente uscita. “Sono attento ai giovani,
alle loro capacità – ha detto – stare con loro mi mantiene
giovane, io ho qualcosa da insegnare a loro, ma ho anche tanto
da imparare”.
“I lavoratori Softlab non possono
vivere solo di ammortizzatori sociali, ma vanno individuate
soluzioni condivise idonee a valorizzare le competenze delle
lavoratrici e dei lavoratori del gruppo”. Lo affermano le
segreterie casertane dei sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil,
Fim-Cisl e Uilm in una nota congiunta emessa al termine
dell’incontro avuto a Napoli con i funzionari della Regione
Campania, in cui si è stato anche sollecitato “il pagamento
della CIGS in deroga ancora non percepita dai lavoratori
dall’inizio dell’anno”. Lavoratori, oggi in sciopero per otto
ore, e sindacalisti dell’azienda, hanno tenuto un presidio fuori
alla sede della Regione presso il Centro Direzionale; dai
funzionari hanno appreso dell’imminente inserimento di
Maddaloni, come in cui c’è la sede casertana di Softlab, come
area di crisi complessa, così come richiesto dai sindacati nella
riunione dello scorso 12 aprile sempre in Regione. “Sulla
questione inerente la cassa integrazione – fanno sapere in
sindacati – ci è stato riferito dai funzionari regionali che a
seguito di un lavoro sinergico fra i vari enti istituzionali, il
decreto di CIGS e la richiesta fatta dalla azienda sono a
disposizione dell’INPS, e bisogna solo verificare nei prossimi
giorni se i flussi Uniemens (servizio Inps che permette di
inoltrare le denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti
della Gestione privata) della CIGS sono stati trasferiti in modo
corretto”.
I sindacati ringraziano “la Regione per il lavoro profuso”,
ma ribadiscono “la mancanza di fiducia nei confronti di Softlab”
e insistono per “un continuo controllo ed aggiornamento fino a
quando non arriveranno i bonifici sui conti-correnti dei
lavoratori con le spettanze arretrate”. Sono circa 200 i
lavoratori nella sede casertana di Softlab, tutti ex dipendenti
della multinazionale Jabil con stabilimento a Marcianise
(Caserta), da cui sono fuoriusciti negli ultimi anni per via
della crisi produttiva che attanaglia Jabil. La Softlab aveva
riassunto, dietro incentivi, i lavoratori da Jabil, impegnandosi
davanti a Regione e Ministero ad avviare produzioni nel
Casertano, ma le produzioni non sono mai partite, e gli ex Jabil
sono rimasti quasi sempre in cassa integrazione senza essere
impegnati in commesse produttive, eccetto un piccolo gruppo di
loro, che peraltro avanza da Softlab numerosi stipendi
arretrati.
Sono usciti a piede libero dalla
sede della Procura Suprema egiziana per la Sicurezza dello
Stato, accompagnati dai loro avvocati, gli arrestati di ieri al
Cairo durante una manifestazione per Gaza e il Sudan.
Restano a loro carico le accuse, tra cui quella di “adesione
a un gruppo terrorista” e proseguono le indagini sull’accaduto.
La Procura farà conoscere in seguito le proprie decisioni su
come procedere.
La Commissione europea ha archiviato
sette procedure di infrazione nei confronti dell’Italia, aperte
in passato per violazioni del diritto europeo, con conseguente
riduzione dei casi aperti da 70 a 63, il dato più basso da
luglio 2018. Lo annuncia il ministero degli Affari Europei, il
Sud, le politiche di Coesione e il Pnrr in una nota.
Le sette archiviazioni riguardano due procedure in materia di
recupero di aiuti di Stato, una sulle concessioni autostradali,
una sul reddito di cittadinanza, una delle procedure in materia
di ritardo dei pagamenti. Archiviata anche la procedura sul
Piano nazionale di azione per il radon. E una settima procedura
per il mancato recepimento di norme comunitarie.
Le Borse europee si infiacchiscono
dopo l’avvio di Wall Street, con i principali indici europei che
scivolano sotto la parità: Milano cede lo 0,18%, Francoforte lo
0,13% e Parigi lo 0,04% mentre Londra avanza dello 0,06%. Soffre
il mercato dei bond, con i rendimenti dei titoli di Stato in
deciso rialzo: il Btp decennale sale di 14 punti base al 3,98%,
mentre lo spread con il bund si allarga di quasi 5 punti, a
quota 139.
A Piazza Affari scivola Recordati (-4,3%), in scia alle
indiscrezioni su un possibile disimpegno di Cvc, davanti a
Saipem (-3,2%), Amplifon (-2,1%) ed Eni (-1,9%), nel giorno
della trimestrale. vendite anche su Mps (-1,8%), Brunello
Cucinelli (-1,8%) e Tim (-1,8%) mentre corre Stm (+6,5%), in
scia alle previsioni di Texas Instruments. Positive anche
Mediolanum (+1,2%) e Prysmian (+0,9%) mentre fuori dal Ftse Mib
vola Salcef (+18%) in scia all’Opa che lanceranno gli azionisti
di controllo con i fondi di Morgan Stanley.
La Juventus è in finale di coppa Italia. La conquista con grande fatica ma non importa. Oggi si deve andare al di là del non gioco, della sofferenza, del basso valore tecnico della rosa, delle scelte iniziali di Allegri (Alex Sandro), delle proteste del settore…
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La Procura di Dresda ha avviato
due indagini preliminari, per sospetti di finanziamenti russi e
cinesi, nei confronti del capolista dell’estrema destra tedesca
(AfD) alle prossime elezioni europee, Maximilian Krah. Lo ha
riferito un portavoce della stessa Procura della città est della
Germania. Krah è già al centro di uno scandalo politico a
seguito dell’arresto di uno dei suoi assistenti al Parlamento
europeo sospettato di essere un agente cinese.
Il caso Ilaria Salis, a solo un mese di distanza, torna all’Eurocamera a Strasburgo e questa volta innesca un botta e risposta a distanza tra Fidesz, il partito al governo a Budapest, e il padre dell’italiana detenuta in Ungheria. Oggetto dello scontro, la candidatura alle Europee, nella liste di Alleanza Verdi e Sinistra, dell’insegnante lombarda. “Se fosse eletta non sarebbe la prima criminale al Parlamento Ue”, è stata la stoccata lanciata da Eniko Gyori, eurodeputata del partito di Viktor Orban e ambasciatrice in Italia dal 1999 al 2003.
A risponderle, poco dopo, è stato direttamente Roberto Salis: “Mia figlia è imputata, non è una criminale. La sua candidatura non deve essere un’aggravante”, è stata la replica.
Lo scambio di ‘cortesie’ ha avuto luogo poco prima che in aula finisse una nuova risoluzione del Pe contro l’Ungheria e il mancato rispetto dello Stato di diritto da parte del governo magiaro. Nel testo non è citato il caso Ilaria Salis, ma si denunciano “le carenze del sistema giudiziario ungherese, i conflitti di interesse, le minacce alla libertà dei media ed ai diritti fondamentali in Ungheria”.
La risoluzione è stata presentata e poi approvata con 399 voti a favore, 117 contrari e 28 astenuti, praticamente da tutti i gruppi ad eccezione dei Conservatori e Riformisti e di Identità e Democrazia, che hanno votato contro, incluse le delegazioni di Fratelli d’Italia e Lega.
Da un punto di vista pratico, con la IX legislatura giunta all’epilogo, la risoluzione avrà scarsi effetti concreti. Ma il voto si configura, alla vigilia della presidenza semestrale dell’Ungheria, come un nuovo tassello dei pessimi rapporti tra l’Eurocamera e Budapest dopo che nelle settimane scorse l’aula ha dato via libera al ricorso di Strasburgo alla Corte di Giustizia per l’erogazione, lo scorso dicembre, dei dieci miliardi di fondi comunitari da parte della Commissione.
Con la candidatura di Salis il caso finirà al centro della campagna per le Europee in Italia e non solo. Il padre di Ilaria, tuttavia, ha voluto precisare un punto: “Mia figlia non si è candidata per scappare da un processo, ma perché ritiene di avere diritto ad un giusto processo”. E per Roberto Salis non c’è nulla di equo in una detenzione da “carcere duro” iniziata nel settembre 2023, durante la quale “mia figlia può parlare 70 minuti alla settimana con tre numeri autorizzati dalle autorità”, ha denunciato.
Per Salis il caso di sua figlia è simbolo delle “incongruenze in Ue” in tema di giustizia. “Per un reato che, se confermato, riguarda lesioni guaribili in 5-8 giorni mia figlia rischia fino a 24 anni e in altri Paesi membri si viene rilasciati”, ha spiegato il padre di Ilaria. Al suo fianco l’ex sindaco di Roma e candidato alle Europee con Avs, Ignazio Marino, ha chiosato: “Ilaria Salis, suo malgrado, è un simbolo della dignità dei detenuti”.
Se eletta, il caso giudiziario potrebbe complicarsi ulteriormente. In teoria l’italiana avrebbe l’immunità, ma dovrebbe consegnare fisicamente all’Eurocamera l’atto di elezione. Starebbe, a quel punto, alla giustizia ungherese lasciare che si rechi in Alsazia. Ma in questo caso politica e giustizia sono più che mai intrecciate. “La sinistra strumentalizza questo caso per scopi politici e per attaccare Giorgia Meloni. Da noi politica e giustizia sono separate, apprezzo molto che il governo Meloni rispetti l’indipendenza della giustizia, non importa di quale Paese si parli”, ha sottolineato Gyori, inviando, neanche tanto implicitamente, un messaggio alla leader di FdI. Un rebus spigoloso per i meloniani, che con Nicola Procaccini e Carlo Fidanza hanno sottolineato di considerare “legittima la battaglia” di Roberto Salis spiegando che è invece “inaccettabile l’assoluta mancanza di condanna da parte della sinistra rosso-verde della brutale violenza degli estremisti Antifa collegati a Ilaria”.
Il giornalista Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, è intervenuto a Televomero: "Conte è da escludere per la panchina del Napoli perché temo possa diventare ancora più esigente dato che deve rifarsi anc … source
Sale, nel 2023, l’utile netto
dell’Istituto per il Credito Sportivo che ha toccato i 9,6
milioni di euro. Lo si legge in una nota della banca secondo cui
gli utili cumulati del triennio di piano industriale sono saliti
così a circa 53 milioni di euro i”n linea con gli obiettivi
prefissati”. L’attivo dell’Istituto si attesta a 3,6 miliardi di
euro con uno stock di crediti alla clientela per circa 2,2
miliardi di euro, in crescita del 4,2% vs 2022, grazie al record
di produzione del 2023.
Lo scorso anno, rileva l’sitituto, “sono stati erogati
crediti per 477 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto al
2022. Aumentano significativamente le erogazioni nel settore
“Sport”, che si attestano a 389 milioni di euro, in crescita del
36% rispetto al 2022, grazie alla corposa spinta nel segmento
Enti Territoriali che hanno richiesto numerosi mutui per lo
sviluppo delle infrastrutture sportive”.
Cresce l’impegno della banca nel settore “Cultura”, con
erogazioni complessive per circa 89 milioni di euro, in aumento
del 23% rispetto all’anno precedente. In linea con le attese del
Piano Industriale, il segmento “Cultura”, raggiunge un peso
dell’8% sul totale dell’attivo della banca, a fronte dell’1%
pre-piano. Per il presidente Beniamo Quintieri “abbiamo
raggiunto un nuovo record di impieghi, testimoniando il forte
impatto sociale dei nostri investimenti con un sroi di
portafoglio che ora raggiunge il 3,2x”.