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I 30 anni di Pulp Fiction, il cast si riunisce a festival di LA

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Il cast di Pulp Fiction si è riunito a Los Angeles per celebrare il 30/o anniversario del film cult diretto da Quentin Tarantino. L’occasione è stata il TCM Classic Film Festival. Ospiti della proiezione speciale, John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman e Harvey Keitel.
    Grande assente Bruce Willis, purtroppo fuori dalle scene a causa della demenza frontotemporale.
    “Ho la sensazione di aver avuto in tutta la mia vita un legame bello ed in evoluzione con Pulp Fiction – ha detto Uma Thurman durante il dibattito che ha fatto seguito alla proiezione – ha cambiato il cinema e ha cambiato qualsiasi regista che ho incontrato dopo”.
    Pulp Fiction uscì nelle sale cinematografiche statunitensi il 14 ottobre del 1994. Si aggiudicò la Palma d’oro al Festival di Cannes 1994 mentre Tarantino e Roger Avary ottennero il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995, su sette candidature, tra cui miglior film, miglior regista e miglior montaggio. Nel 1998 l’American Film Institute lo ha inserito al 95/o posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. La pellicola è nota per aver ridato nuova vita alla carriera di John Travolta.
   

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Al cinema 'Il giardino delle vergini suicide' restaurato in 4K

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Sono passati 25 anni, era infatti
il 1999, quando l’allora regista esordiente Sofia Coppola
sbarcava per la prima volta al Festival di Cannes con ‘Il
giardino delle vergini suicide’. E per festeggiare
l’anniversario del film, la Cineteca di Bologna, con il suo
progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, porta dal 6 maggio
nelle sale italiane le pellicola diventata nel frattempo cult,
nel restauro in 4K realizzato da Criterion con la supervisione
del direttore della fotografia Ed Lachman.

   
Aveva 27 anni Sofia Coppola quando lesse il romanzo omonimo
di Jeffrey Eugenides, ricavandone una sceneggiatura che
sottopose alla Muse Productions. Grazie anche al sostegno del
padre, Francis Ford Coppola, la regista statunitense girò quindi
il suo film d’esordio in serena indipendenza.

   
Il giardino delle vergini suicide, con un grande cast che va
da Kirsten Dunst a Kathleen Turner, da James Woods a Danny De
Vito, racconta la storia di cinque sorelle che si tolgono la
vita in un inspiegabile e silenzioso suicidio collettivo, sullo
sfondo di una famiglia debole e oppressiva, di un’America anni
Settanta i cui contorni sfumano in una luce lievemente
abbacinata. Di culto anche la colonna sonora, composta dal duo
francese di musica elettronica Air.

   

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I segreti del polpo, serie che "insegna l'empatia"

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(di Lucia Magi)
Il 22 aprile, giornata
mondiale della Terra, arriva su Disney+ I segreti del polpo, un
nuovo capitolo della serie che il National Geographic dedica
all’osservazione a distanza ravvicinata di alcune specie
animali. Dopo aver prodotto i primi due documentari sulle balene
e sugli elefanti, è ancora il regista premio Oscar James
Cameron, ora impegnato con le riprese di Avatar 3 in Thailandia,
a portare sul piccolo schermo tre episodi che esplorano gli
incredibili poteri mimetici, l’intelligenza e la vita sociale di
queste creature marine. Con la voce narrante di Paul Rudd, la
camera scende negli abissi dell’oceano australiano con Alex
Schnell, biologa marina e comunicatrice scientifica, mentre
segue alcuni esemplari nella loro vita quotidiana sui fondali:
la caccia, le strategie per scampare ai predatori, il sonno e,
addirittura, l’amore.


   
“È una serie stupenda”. La benedizione arriva dall’esperta di
polpi più famosa degli Stati Uniti, la naturalista e scrittrice
da milioni di copie Sy Montgomery. Il suo saggio “L’anima di un
polpo. Un viaggio sorprendente nelle meraviglie della
coscienza”, tradotto da Ricca Editore, è stato un caso
letterario, finalista per il National Book Award nel 2015 e tra
i primi bestseller segnalati dal New York Times. “Neppure nella
fantascienza esiste una creatura aliena più sorprendente e
strana. Un essere che può raggiungere i 40 kg di peso e
allungarsi fino a 2 metri e mezzo, ma che è in grado di far
passare il proprio corpo senza ossa attraverso un buco grande
quanto un’arancia”, spiega all’ANSA Montgomery, dalla sua casa
in New Hampshire.


   
“Non potresti trovare un animale più diverso da noi -
continua -. L’ultimo antenato che abbiamo in comune risale a
mezzo miliardo di anni fa. Nonostante questo, il polpo è
curioso, sa godere della compagnia umana. Me ne sono accorta a
marzo del 2011, quando nell’Acquario del New England ho
incontrato per la prima volta Athena, un polpo del Pacifico
gigante. Mi ha fissata, poi si è colorata di rosso brillante, è
sgusciata dal suo rifugio e ha cominciato a tendere i tentacoli
fuori dalla vasca. Ho immerso le braccia nell’acqua salata e lei
mi ha coperto con le sue ventose, sentivo che mi faceva leggeri
succhiotti. Non stava cercando di farmi del male, mi voleva
conoscere, mentre mi fissava dritto negli occhi. Quando ho
accarezzato la sua testa come si farebbe con un cucciolo, lei è
diventata tutta bianca, il colore che la sua specie assume
quando si rilassa”.


   
Un avvicinamento simile si ripete nella serie di Adam Geiger,
prodotta da National Geographic con Earthship, SeaLight Pictures
e Wildstar Films. “Anche a me è capitato che esemplari selvatici
si avvicinassero, poi si voltassero a guardarmi come invitandomi
a seguirli. Ma una delle scene che ho trovato più memorabili e
divertenti – dice l’autrice che dal 2011 non ha più smesso di
studiare (e frequentare) questo animale – è quando un polpo è
tormentato da un gambero, che lo punzecchia con uno sperone
della corazza. Il polpo è visibilmente infastidito e vuole
sottrarsi. Dopo un attimo, ha l’illuminazione: afferra una
conchiglia lì vicino e la usa come scudo. È geniale: davanti a
un problema, trova una soluzione”. Secondo la studiosa, questi
guizzi ci insegnano che “per quanto un polpo sia diverso da una
persona, ama la vita quanto noi amiamo la nostra. Non importa
quanto tu sia diverso da qualcuno, hai comunque da imparare e
puoi stringere un’amicizia. È il segreto dell’empatia”.


   

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Incendio nell'hotel di Shining di Kubrick

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Un incendio è scoppiato ieri sera
nello storico hotel dell’Oregon usato nel 1980 da Stanley
Kubrick per il suo classico dell’horror Shining. Le fiamme,
provocate dalle ceneri ardenti di uno dei camini e limitate alle
soffitte, sono state contenute due ore più tardi grazie
all’intervento di quattro squadre di vigili del fuoco.

   
Il Timberline Lodge di Mount Hood fu usato da Kubrick per
girare scene del film con Jack Nicholson e Shelley Duvall tratto
dall’omonimo romanzo di Stephen King. Costruito interamente a
mano e inaugurato nel 1937 dall’allora presidente Franklin
Delano Roosevelt e dalla First Lady Eleanor, divenne monumento
nazionale nel 1977.

   
Kubrick usò l’albergo per scene in esterno, anche se King era
stato ispirato da un altro grande hotel, lo Stanley in
California. Vedute aeree del Timberline, trasformato
nell’Overlook Hotel nella fiction cinematografica, aprono il
film i cui interni furono girati negli Studi Elstree Studios
dell’Hertfordshire in Inghilterra.

   

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Scamarcio, 'Sei fratelli un film romantico che parla a tutti'

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(
“È un film romantico che parla a
tutti e di tutti”: così Riccardo Scamarcio vede Sei fratelli di
Simone Godano, commedia amara in cui interpreta un conduttore tv
che si ritrova insieme ai suoi cinque fratelli in occasione del
funerale di un ingombrante padre, Manfredi Alicante (Gioele
Dix), che li ha avuti da madri diverse. Questa la famiglia
allargata: Guido (Adriano Giannini), ex atleta e maestro di arti
marziali; Leo (Gabriel Montesi); Luisa (Valentina Bellè),
sorella nuova di zecca; Gaelle (Claire Romain), sorella di fatto
e, infine, Mattia (Mati Galey) il più giovane e imbranato.

   
Si incontrano a Bordeaux dove il padre aveva messo su un
allevamento di ostriche (per ricavarne perle). Per loro nessuna
eredità, solo debiti, ma l’occasione comunque per conoscersi,
litigare e fare anche pace.
“C’è qualcosa di nuovo in questo film che ricorda più una
situazione da commedia francese – sottolinea Scamarcio -. Il
tutto mantenendo un realismo, con vicende credibili, e uno
sviluppo indipendente dei personaggi”. Dice invece Giannini:
“Sono il fratello a cui viene affidata la parte del buono,
quello capace di attutire i conflitti, ma in fondo Guido è un
personaggio irrisolto. E tutto questo in una commedia con una
forte densità emotiva, unica rispetto alle commedie recenti”. Un
film che ricorda quelli di Muccino? Prende le distanze Simone
Godano: “No, è una storia differente. Gabriele è sicuramente un
maestro, ma in questo film pesano di più le cose nascoste. È un
viaggio di persone sole che hanno solo bisogno di avere qualcuno
accanto”.

   

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Ciak per il primo docufilm sulla vita privata di Alberto Sordi

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Sono cominciate le riprese del primo
docufilm sulla vita privata di Alberto Sordi dal titolo Alberto
Sordi secret, tratto dall’omonimo libro scritto dal giornalista
e conduttore Rai Igor Righetti, cugino dell’attore – che ne è
anche il regista – e pubblicato da Rubbettino editore, giunto
all’undicesima ristampa.

   
Il primo ciak si è tenuto nel centro storico di Narni, in
provincia di Terni, dove si sono presentate centinaia di
comparse che hanno sovraffollato la cittadina. Un progetto
internazionale, anche in lingua inglese e spagnola, in cui per
la prima volta i milioni di fan in tutto il mondo dell’Alberto
nazionale scopriranno la vita familiare del grande attore.
Il docufilm si compone di una parte documentaristica con
testimonianze inedite di amici e parenti dell’attore tra i quali
il regista Pupi Avati, l’annunciatrice e presentatrice tv
Rosanna Vaudetti, la nipote di Totò Elena de Curtis, il re dei
paparazzi Rino Barillari, la contessa Patrizia de Blanck,
Sabrina Sammarini (figlia dell’attrice Anna Longhi), foto di
famiglia, video e audio originali. Questa parte si lega a
un’altra dove la narrazione diventa racconto filmico con
personaggi vissuti realmente, in cui viene mostrata l’infanzia e
l’adolescenza di Alberto Sordi negli Anni Venti e Trenta grazie
alle interpretazioni di attori e attrici amati dal grande
pubblico come Enzo Salvi, Fioretta Mari, Emanuela Aureli,
Maurizio Mattioli, Daniela Giordano, Dado Coletti e a tre
bambini di età diverse che impersonano l’attore.

   
Un biopic in cui nulla è fiction, frutto di fantasia, ma in
cui invece i dialoghi, le situazioni e i personaggi ripercorrono
la vita reale e sconosciuta al pubblico di Alberto Sordi. Del
resto è noto come l’attore fosse riservatissimo, non amasse
l’ostentazione e la sua vita privata fosse blindata. Con il
pubblico, a cui era molto legato e riconoscente – e con i suoi
collaboratori – ha condiviso soltanto la sua vita professionale.

   
Un docufilm lontano dai luoghi comuni, ricco di emozioni,
aneddoti e curiosità, orgogliosamente e volutamente
indipendente, in quanto realizzato senza alcun contributo
pubblico.

   
Partner del progetto sono il ministero della Cultura, il
Parco archeologico del Colosseo, il Parco archeologico di Ostia
antica, la Repubblica di San Marino, De Matteis Agroalimentare e
Artemisia Lab. La regia e la sceneggiatura sono di Igor
Righetti, il direttore della fotografia è Gianni Mammolotti,
scenografo e costumista Stefano Giovani, una produzione
Cameraworks, prodotto da Massimiliano Filippini. Le riprese,
oltre che a Narni, si svolgeranno nei luoghi amati da Alberto
Sordi come la capitale, la Toscana, le Marche e la Repubblica di
San Marino.

   

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'Opera Mundi Rigoletto experientia' dal palcoscenico al cinema

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Sarà presentato in anteprima
italiana il 23 aprile alle 21 al Cinema Jolly di Bologna il film
“Opera Mundi. Rigoletto experientia” di Paolo Fiore Angelini
girato al Teatro Comunale di Bologna nell’autunno 2016 durante
l’allestimento di “Rigoletto”, il capolavoro di Giuseppe Verdi
diretto da Renato Palumbo con la regia di Alessio Pizzech.

   
Partendo dal dramma di Gilda e di suo padre Rigoletto
(Vladimir Stoyanov e Scilla Cristiano gli interpreti), il lavoro
di Angelini intreccia il canto e la recitazione al lavoro delle
tante maestranze impegnate dietro le quinte nel febbrile lavoro
di allestimento e a ciò che avviene anche fuori dal teatro, in
questo caso nell’antistante Piazza Verdi ma anche nelle piazze e
in altri luoghi delle tante città coinvolte nelle riprese, Roma,
Ravenna, Siracusa, Palermo, Catania, Parigi, Londra, Berlino.

   
“L’opera – ha spiegato il regista in una conferenza stampa –
ci porta a riflettere sulla morte e sul suo significato. La sera
giunge a oscurare, ma una nuova luce ci soccorre, una luce
salvifica che abita l’umanità da sempre. Per questo credo che
quello del film sia, in fondo, un messaggio di pace, ciò di cui
l’umanità ha disperatamente bisogno in questo momento”.

   
Un messaggio che ha spinto Angelini a collaborare con il
Portico della Pace, rete interculturale e interreligiosa che
promuove iniziative volte a costruire il dialogo, la pace e la
giustizia, alla quale verrà devoluto parte dell’incasso della
proiezione. “Opera Mundi” è anche un omaggio e un’occasione per
rivedere il Teatro Comunale di Bologna, chiuso da un anno e
mezzo per lavori di riqualificazione. Il film, che ha avuto una
gestazione di circa sette anni anche a causa della pandemia e
frutto una larga coproduzione, è stato distribuito su
piattaforma Netflix in Europa e su Amazon in Usa e Gran
Bretagna, mentre in Italia appare, appunto, per la prima volta.

   

   

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Scorsese, 'dopo Gesù un film su Sinatra'

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Dopo Gesu’, Martin Scorsese fara’ un film su Frank Sinatra. A 81 anni il regista italo-americano reduce dalle dieci nominations agli Oscar per Killers of the Flower Moon, continua a sfornare progetti.
    Incurante dell’eta’, il leggendario maestro di pellicole memorabili come Taxi Driver, Questi Bravi Ragazzi, L’Ultima Tentazione di Cristo e L’Eta’ dell’Innocenza, sta pianificando le sue prossime attivita’ e queste includono, oltre al film breve su Gesu’ (80 minuti, non le oltre tre ore delle sue ultime creazioni-fiume, adattati da un libro dell’autore giapponese Shusaku Endo) di cui ha parlato in gennaio anche con Papa Francesco in Vaticano, un biopic del cantante di My Way. Secondo Variety sarebbe coinvolto un cast di eccezione: ci dovrebbe essere Leonardo DiCaprio (frequente collaboratore del regista) nella parte di Frank, mentre a Jennifer Lawrence sarebbe affidato il ruolo della seconda moglie di Ol’ Blue Eyes, l’attrice Ava Gardner.
    Il progetto Sinatra, nel cassetto dal 2009 quando il regista pensava di usare quattro attori per interpretare altrettante eta’ del cantante, non e’ pero’ privo di ostacoli: Tina Sinatra, la 75enne figlia di Frank che ne controlla anche l’eredita’ e i diritti, non ha ancora dato la sospirata benedizione e non piu’ tardi del 2017 Martin aveva cominciato a pensare che il film non si sarebbe mai fatto. Tina, che in passato aveva obiettato a un copione che non faceva mistero dei legami di Sinatra con Cosa Nostra, e’ figlia della prima moglie del cantante, Nancy Barbato, e fu la Gardner a far fallire il matrimonio dei suoi genitori.
    Intanto pero’, con due delle piu’ importanti star del pianeta che hanno dato la loro disponibilita’, importanti studi hanno cominciato a mostrare interesse: Apple, che ha finanziato con 215 milioni di dollari Killers of the Flower Moon, sarebbe interessata a continuare la collaborazione con Scorsese, ma sarebbe la Sony, secondo Variety, che si starebbe delineando come frontrunner per condurre in porto il progetto.
    In controtendenza con il 61enne Quentin Tarantino secondo cui i registi “hanno una data di scadenza”, Scorsese non e’ l’unico ottuagenuario a continuare a mettere in cantiere film di primo piano: nel prossimo cartellone di Cannes ci sono infatti vecchie glorie come l’85enne Francis Ford Coppola con il discusso e autofinanziato Megalopolis, in concorso contro l’81enne canadese David Cronenberg di The Shrouds – I Sudari, mentre agli ultimi Oscar il premio per il miglior film di animazione e’ andato a Il Ragazzo e l’Airone dell’83enne maestro giapponese Hayao Miyazaki, il cui Studio Ghibli riceverà la Palma d’oro onoraria 2024.
   
   

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Agnieszka Holland sul set, un film su Kafka

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Agnieszka Holland sta girando a
Praga, nella Città Vecchia vicino alla casa natale di Franz
Kafka, il suo nuovo film dedicato proprio al geniale scrittore.

   
Il biopic, un film di produzione ceco/polacco/tedesco/francese,
è sul set dall’inizio di aprile e proseguirà fino alla fine di
maggio, con ulteriori riprese previste in Germania.

   
Scritto da Holland e Marek Epstein, il film esplora la vita
di Kafka in forma di mosaico, dalla sua nascita a Praga alla
fine del XIX secolo fino alla sua morte a Berlino nel 1924.

   
L’attore tedesco Idan Weiss interpreta Franz Kafka, insieme
all’attrice ceca Jenovéfa Boková nei panni di Milena Jesenská,
la musa di Kafka. Nel cast figurano anche Ivan Trojan, Josef
Trojan, Karel Dobrì e Stanislav Majer.

   
Agnieszka Holland ha un legame personale con l’opera di
Kafka. Ha sottolineato l’importanza di Kafka come scrittore e la
sua influenza sulla sua percezione di Praga, dove ha studiato
alla FAMU, la Film and TV School of Academy of Performing Arts
una delle tre Accademie della capitale ceca e la quinta più
vecchia scuola di cinema in Europa. La data di uscita del film,
sottolinea FilmNewEurope, deve ancora essere annunciata.

   
Agnieszka Holland, il cui ultimo film Green Border è stato
premiato alla Mostra del cinema di Venezia, è anche produttrice
con Šárka Cimbalová attraverso la Czech Marlene Film Production
in coproduzione con Marcin Wierzchoslawski attraverso la Polish
Metro Films.

   

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C'era una volta, nasce il canale con i capolavori di Leone Film

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“C’era una volta…” è il nuovo canale
digitale sul servizio streaming Prime Video Channels, con alcuni
dei più grandi successi cinematografici italiani esportati nel
mondo. Lo annuncia Leone Film Group. “Con il canale C’era una
volta…, vogliamo far rivivere i capolavori che hanno fatto la
storia del cinema. Vogliamo tornare a quell’esperienza
cinematografica che emoziona, che insegna e che ci ha tenuto
incollati al grande schermo. Tutte le grandi storie cominciano
con c’era una volta… anche questa” ha affermato Andrea Leone,
Presidente e Amministratore Delegato.

   
“C’era una volta… offrirà un catalogo di film iconici e senza
tempo, opere cult che faranno vivere allo spettatore un viaggio
meraviglioso attraverso le opere dei più grandi maestri del ‘900
e non solo”.

   
In catalogo tanti film di Totò, Novecento di Bertolucci, Per un
pugno di dollari, Giù la testa, e anche Ultimo tango a Parigi,
C’eravamo tanto amati, La Chiave.

   
Gli amanti del cinema potranno accedere facilmente ai contenuti
del canale “C’era una volta…”attraverso l’app Prime Video nella
sezione Canali, sottoscrivendo un abbonamento mensile, con una
prova gratuita di 7 giorni, e avranno la possibilità di godere
della visione in streaming in ogni momento, su qualsiasi
dispositivo digitale.

   

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