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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI ED APPROFONDIMENTI

DALLE 09:28 DI VENERDì 08 FEBBRAIO 2019

ALLE 08:39 DI DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA E CULTURA E SANREMO

Sanremo, 9,4 mln e 46.7% per 3/a serata
Ascolti stabili ma in calo sul 2018 che mise a segno uno share record

SANREMO08 febbraio 2019 09:28

Sono stati 9 milioni 409 mila, pari al 46.7% di share, gli spettatori che hanno seguito il 7 febbraio su Rai1 la terza serata del Festival di Sanremo di Claudio Baglioni.
Gli ascolti, stabili rispetto alla seconda serata (300 mila spettatori in più, mezzo punto in meno di share), scontano un calo rispetto alla terza serata del festival 2018, che aveva messo però a segno una media record di 10 milioni 825 mila telespettatori con il 51.6%, lo share più alto dal 1999.
La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.21 alle 23.53) ha fatto segnare 10 milioni 851 mila con il 46.4%, la seconda (dalle 23.58 alle 00.51) 5 milioni 99 mila con il 49%. Un anno fa la prima parte della terza serata aveva avuto 12 milioni 657 mila spettatori pari al 51.1% di share; la seconda 6 milioni 142 mila con il 54.4%.La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.21 alle 23.53) ha fatto segnare 10 milioni 851 mila con il 46.4%, la seconda (dalle 23.58 alle 00.51) 5 milioni 99 mila con il 49%. Un anno fa la prima parte della terza serata aveva avuto 12 milioni 657 mila spettatori pari al 51.1% di share; la seconda 6 milioni 142 mila con il 54.4%.
Sherlock Holmes torna ‘senza’ WatsonIn edicola gli apocrifi di Enrico Solito, suo grande esperto

08 febbraio 201911:39

– Sherlock Holmes è tornato, e lo ha fatto per mano di uno dei massimi esperti della figura del leggendario investigatore creato da Arthur Conan Doyle, Enrico Solito, che, parola sua, spiega che tra i tanti miti da sfatare ci sarebbe la frase “Elementare Watson”. Parola del grande esperto sherlockiano, di cui in edicola e in ebook è uscita l’opera omnia degli apocrifi con 2 romanzi e 30 racconti. Nel mondo degli appassionati di Sherlock Holmes Enrico Solito è noto non solo come uno dei massimi esperti internazionali, ma anche come uno dei più prolifici e validi autori nella prosecuzione fedele delle avventure dell’eroe del giallo. “In ogni volume, a puntate, vengono ovviamente rivelati tutti i segreti dell’investigatore più famoso di sempre – spiegano gli editori – in una dettagliatissima enciclopedia scritta da Solito e da Stefano Guerra dove si racconta ciò che c’è di reale e non in Holmes come, appunto ‘elementare Watson’ che non sarebbe mai stato pronunciato”.
Restaurato pilastro Vasariano dopo danniL’incidente il 27 dicembre scorso, autista venne denunciato

FIRENZE08 febbraio 201913:48

– E’ stato completamente rimesso in sicurezza e restaurato il pilastro del Corridoio Vasariano degli Uffizi a Firenze, danneggiato nella mattina dello scorso 27 dicembre dall’autista di un camion che lo aveva colpito facendo retromarcia nei pressi di Ponte Vecchio. I lavori sono terminati e il pilastro è di nuovo visibile. “Il restauro del pilone danneggiato è consistito nel consolidamento della struttura muraria interna di laterizio e pietra e nel ripristino del suo aspetto estetico”, spiega il curatore del patrimonio architettonico delle Gallerie degli Uffizi, Antonio Godoli.
Sono state tra l’altro sostituite due delle lastre in pietra serena a copertura del pilone: quelle precedenti, risalenti all’Ottocento, sono andate distrutte nell’incidente e al loro posto ne sono state realizzate altre con pietra serena estratta dalla stessa vena, sui colli di Firenze, dalla quale il progettista degli Uffizi Giorgio Vasari, trasse il materiale per costruire le lastre nel ‘500, quando fu edificato il Corridoio.
L’autista del camion, dipendente di una ditta di Caserta, fu individuato e sanzionato lo stesso 27 dicembre dagli agenti della polizia municipale fiorentina per svariate violazioni del codice stradale. In aggiunta, il direttore delle Gallerie Eike Schmidt ha presentato una denuncia ai carabinieri per danneggiamento nei confronti del patrimonio architettonico secondo quanto previsto dal Codice dei Beni culturali.

Bonisoli al Mann per mostra CanovaDirettore Giulierini presenta esposizione con ministro

NAPOLI08 febbraio 201913:58

– ”E’ la prima volta che visito il Mann. E’ una sfida, qui ci si confronta con qualcosa di unico ed eccezionale, ci si sente un po’ piccoli di fronte a quello che si e’ riuscito a realizzare nel passato. Al Museo Archeologico di Napoli c’e’ un piano strategico, non è scontato in Italia .
E’ una novita’. Identita’ e missione devono essere affiancati da strategie e risorse”. Lo ha detto il ministro per i Beni e le attivita’ culturali, Alberto Bonisoli, che ha presentato la grande mostra su Canova (dal 28 marzo) insieme al direttore Paolo Giulierini. Bonisoli ha visitato anche il cantiere del braccio nuovo dove si sta costruendo un auditorium da 300 posti e il ristorante.
”Il Mann e’ una realtà’ con importanti relazioni come quella con l’Ermitage (che promuove la mostra di Canova organizzata da Villaggio globale, ndr) e bisogna sempre sforzarsi per avvicinare il più possibile il patrimonio ai cittadini”.
Campagna Michael Kors by Inez e VinoodhLa modella Binx Walton interpreta una viaggiatrice di lusso

08 febbraio 201915:06

– I fotografi olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin firmano la nuova campagna di Michael Kors per la primavera, dedicata ad una viaggiatrice di lusso. Gli scatti di Inez e Vinoodh catturano la modella Binx Walton nell’intimità della sua suite d’albergo al leggendario Le Negresco a Nizza, in Francia. Gli interni sontuosi e giocosi dell’hotel sottolineano il mix iconico di glamour e semplicità, l’atmosfera del jet set di oggi.
“Ho sempre adorato il modo in cui la moda può sollevare il morale” afferma Kors. “E questa collezione parla di ottimismo, romanticismo e gioia.” Gli abiti sono una miscela di rilassatezza e glamour. Colori vivaci e motivi audaci, fiori e stampe animalier si fondono con silhouette ispirate al surf, broccati metallici e romantiche sangalli, per creare un guardaroba che funziona in tutto il mondo. Gli accessori, tra cui il primo beach club Michael Kors Collection e le borse dipinte a mano “portano un atteggiamento da vacanza in una situazione di città”.

SPETTACOLI CINEMA USICA CULTURA

Musei Juve e Cinema celebrano fumetto
Nelle due sedi l’esposizione ‘Gulp! Goal! Ciak!’

TORINO08 febbraio 201915:32

– Il Museo del Cinema e lo Juventus Museum, tra i più visitati a Torino, uniscono le forze nel nome del fumetto. Con un unico biglietto, da oggi i visitatori possono immergersi nella magia di un secolo di vignette. ‘Gulp! Goal! Ciak!’ è il nome della doppia mostra: centinaia di immagini e 250 video che alla Mole Antonelliana indagano il rapporto tra cinema e fumetto dagli albori della settima arte a oggi; allo Juventus Museum, invece, il tema dominante è quello del fumetto e il calcio.
“Vogliamo convincere anche chi non tifa Juventus a visitare il nostro museo – racconta il presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti – e il fumetto è senza dubbio un fantastico specchio della cultura dell’ultimo secolo, oltre che un eccezionale catalizzatore di interessi”. “Volevamo fare questa mostra da tempo, frutto di una bella sinergia tra i nostri musei”, aggiunge il presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti.

In asta collezione arte George MichaelOltre 200 pezzi. Ricavato ad associazione filantropica artista

NEW YORK08 febbraio 201917:41

– Oltre 200 pezzi della collezione d’arte privata di George Michael andranno all’asta da Christie’s in una vendita dal vivo a Londra il 14 marzo prossimo e in una speciale vendita online. Ma prima la collezione andrà in tour facendo tappa a New York, Los Angeles, Hong Kong, Shanghai e Londra. La collezione comprende anche diverse opere del Gruppo artistico britannico (Young British Artists – YBA) un gruppo di visual artist che cominciò ad esporre collettivamente a Londra nel 1988. Tra questi Damien Hirst, Tracey Emin, Sarah Lucas, Michael Craig-Martin e Marc Quinn. George Michael era solito visitare i loro studi e sviluppo’ anche un’amicizia con molti di loro.
Le opere sono stimate tra i 520 e i due milioni di dollari. Il ricavato della vendita andrà a sostegno del lavoro filantropico avviato dall’artista prima della sua morte, avvenuta nel 2016.
Carl Palmer, ex Elp, il 12/2 a BolognaDal vivo i brani incisi con Keith Emerson e Greg Lake

BOLOGNA08 febbraio 201918:35

– Il batterista inglese Carl Palmer suonerà con la sua ‘Elp Legacy’ il 12 febbraio a Bologna, al Bravo Caffè, ultima data del tour italiano. Suonerà con Paul Bielatowicz chitarra, Simon Fitzpatrick basso e come ospite speciale Lino Vairetti, cantante della band progressive Osanna. Il trio Elp (Emerson, Lake & Palmer) rappresentò negli anni ’70 il meglio della scena pop-rock inglese, con successi planetari per dischi che risentivano anche di influenze dalla musica classica. Keith Emerson, pianista e organista di formazione accademica scomparso nel 2016, aveva già espresso il proprio talento con il trio The Nice e chiamò per il nuovo progetto il bassista-cantante dei King Crimson Grag Lake (morto anch’egli nel 2016), e il batterista, all’epoca ventenne, Carl Palmer. Per quasi tutto il decennio Elp furoreggiarono nelle hit parade europee e oltreoceano, per poi ritornare in concerto per brevi reunion. Palmer negli anni ’80 ha militato tra l’altro nella superband Asia.
Monetiere 60.000 pezzi brilla a FirenzeNuovo allestimento con pezzi pregiatissimi e rari a Archeologico

FIRENZE08 febbraio 201919:05

– Nuovo allestimento del celebre Monetiere del Museo archeologico di Firenze, realizzato col sostegno finanziario della fondazione ‘Friends of Florence’, con donazione di Laura e Jack Winchester. Lo scopo è rendere più fruibile al pubblico una delle più grandi raccolte di monete antiche in Italia. Il Monetiere riunisce circa 60.000 pezzi in oro, bronzo, rame ed elettro, esemplari che documentano le più belle e importanti emissioni di tutte le città greche, del mondo etrusco e soprattutto di quello romano. Per il riallestimento gli esperti hanno selezionato oltre 2.000 esemplari distribuiti in teche. La raccolta numismatica è ospitata in una delle stanze private di Maria Maddalena de’ Medici, sorella di Cosimo II, oggi decorata con arazzi medicei cinque-settecenteschi appositamente restaurati. Il nucleo più antico è stato individuato nella collezione di monete e medaglie raccolte da Piero de’ Medici, detto il Gottoso, poi passata al figlio Lorenzo il Magnifico, che la raddoppiò.
Hit parade, Fedez è primo Ultimo fa trisI tuoi particolari unico brano di Sanremo in classifica

08 febbraio 201919:38

– E’ ancora Fedez con il suo album Paranoia Airlines a dominare la classifica dei dischi più venduti dell’ultima settimana, secondo le rilevazioni di Fimi/Gfk. Segue una new entry, quella del rapper Madman con l’album MM.Vol 3, terzo capitolo di una serie di mixtape iniziata nel 2013 e che vede la luce ogni tre anni. Posizione numero tre per Salmo che scende dal secondo gradino con Plyalist.
Ultimo fa tris: resta saldo al quarto posto con Peter pan, in classifica da 52 settimane, é presente in decima posizione con il più recente album Pianeti, che ha risalito la classifica dal 15 gradino, ed è in classifica da 49 settimane; è quinto tra i singoli più scaricati con la canzone in gara a Sanremo, I tuoi particolari. Merito anche del film Bohemian Rhapsody, la Platinum Collection dei Queen resta ferma al quinto posto. Ma i Queen li ritroviamo in settima posizione con Bohemian Rhapsody (O.S.T.). I Queen primi anche tra i vinili con Greatest Hits.
Singolo più scaricato E’ sempre bello di Coez.
Pirelli HangarBicocca ai Global Fine ArtNomination per la mostra ‘Lucio Fontana: Ambienti/Environments’

08 febbraio 201919:40

– Nomination del museo Pirelli HangarBicocca ai Global Fine Art Awards 2018, in programma a New York il 12 marzo prossimo, per la mostra ‘Lucio Fontana: Ambienti/Environments’. La mostra – a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí – è rimasta aperta al pubblico dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018 a Milano, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana.
Martedì 12 febbraio, invece, sempre al Pirelli HangarBicocca verrà presentata la nuova mostra ‘Giorgio Andreotta Calò – CittàdiMilano’ che resterà aperta al pubblico fino al 21 luglio 2019. L’artista Giorgio Andreotta Calò, veneziano, ha rappresentato l’Italia alla 57/a Biennale di Venezia (2017). Le sue opere comprendono sculture, installazioni ambientali di larga scala e interventi spaziali che trasformano architetture o interi paesaggi.
In nomination ai Global Fine Art Awards 2018 anche Fondazione Prada con una collettiva sugli anni del fascismo: ‘Post Zang Tumb Tuum – Art Life Politics: Italia 1918-1943’.
Tecnici-acrobati a 60 mt Cupola FirenzeControlli su pareti interne Duomo fatte a notevole altezza

FIRENZE08 febbraio 201920:03

– Sono in corso i monitoraggi delle pareti interne del Duomo di Firenze per verificare lo stato di conservazione. Per la prima volta, spiega una nota, operai e restauratori dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dopo essersi specializzati nell’ultimo anno in edilizia acrobatica, stanno controllando il tamburo della Cupola del Brunelleschi a un’altezza di 60 metri come dei veri e propri “alpinisti”.
Allo stesso momento altro personale dell’Opera è impegnato nel lavoro di monitoraggio con l’ausilio di una gru dal braccio di 56 metri. L’intervento odierno fa parte del programma di monitoraggio che l’Opera di Santa Maria del Fiore esegue una volta all’anno sulle pareti interne della Cattedrale e due volte, all’inizio e alla fine dell’inverno, sulle superfici marmoree esterne dei suoi monumenti (Cattedrale, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero).
Musei Juve e Cinema celebrano fumettoNelle due sedi l’esposizione ‘Gulp! Goal! Ciak!’

TORINO09 febbraio 201911:30

Torino celebra un secolo di storia del fumetto grazie all’inedita collaborazione tra due dei più amati musei torinesi, il Museo nazionale del Cinema e lo Juventus Museum, che insieme hanno dato vita ad una grande mostra dislocata nelle loro due sedi dal titolo ‘Gulp! Goal! Ciak!’. Un titolo che racconta la vena profondamente pop e divertente della mostra, ma anche ‘seria’, considerata la sua natura di esposizione storica ed informativa, che fa il verso alle più note parole onomatopeiche usate nei fumetti nonché al famoso DoReCiakGulp di Vincenzo Mollica. Con un unico biglietto, un unico curatore, Luca Raffaelli, che vi ha lavorato per oltre un anno raccogliendo i materiali dalle maggiori collezioni private italiane di fumetti, e l’ambizione, come ha spiegato oggi il presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti, di “attirare un pubblico di tutte le età e ovviamente…di tutte le squadre italiane”. “Come il nostro museo è aperto a tutti, e non solo ovviamente ai tifosi bianconeri – ha aggiunto Garimberti – anche questa mostra vuole parlare a tutti gli amanti del calcio e del fumetto, un’arte dalla lunga storia ingiustamente spesso non considerata nel suo vero valore. Il nostro museo, proprio come questa mostra, non è un museo statico, di cimeli, scarpe e magliette, ma è vivo. Entrambi raccontano una storia in movimento, forse sta anche in questo il suo successo: in sei anni lo hanno visitato oltre un milione di persone e cresciamo ogni anno. Solo nel periodo di Natale abbiamo avuto 14.000 visitatori, il 26% in più dello stesso periodo dell’anno prima”. “Torino è una città di grande tradizione sia nel cinema, sia nel calcio – ha aggiunto il presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti – e questa mostra, che avevamo in animo da tempo, bene lo racconta. Il cinema e il fumetto, proprio come il calcio, sono nati alla fine dell’Ottocento. Sono le nuove forme d’arte delle grandi masse urbane, cui anche il calcio si rivolge, e condividono un linguaggio comune, articolato in ‘sequenze montate’, in ‘azioni’, possiamo dire cavalcando il parallelismo”. Alla Mole Antonelliana sono in mostra centinaia di tavole e disegni e 250 spezzoni di film, tutti affiancati dai fumetti a cui fanno riferimento, come nel caso di Diabolik, Superman, Tex, L’Uomo Ragno, Barbarella e molti altri. Al Museo della Juventus invece centinaia di pagine e di disegni ispirati al calcio. In entrambe le mostre, aperte da oggi al 20 maggio, vi è anche una sezione dedicata ai big internazionali del fumetto come Marvel e Disney e alla Panini.

Mostra ‘Ottocento’ tra Hayez e SegantiniUn percorso in dieci sezioni ai Musei San Domenico di Forlì

FORLI’09 febbraio 201911:30

RLI’ – Dal genere storico alla rappresentazione della vita moderna, dall’arte di denuncia sociale al ritratto, al paesaggio: sono i percorsi ricostruiti nelle dieci sezioni della mostra ‘Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini’, a cura di Francesco Mazzocca e Francesco Leone, circa duecento opere che i Musei di San Domenico di Forlì ospitano dal 9 febbraio al 16 giugno. Un racconto – promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi forlivese – affidato soprattutto a opere di grande formato che propongono temi di impatto popolare e dal significato universale, risolti nel cortocircuito visivo di capolavori indimenticabili. Oggetto dell’indagine sono anni esaltanti e tormentati – tra l’ultima fase del Romanticismo e le sperimentazioni artistiche del nuovo secolo, tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra – che hanno visto intellettuali e artisti impegnarsi sul fronte comune della nascita di una nuova coscienza unitaria, di una identità nazionale che rispecchiasse l’avvenuta unificazione politica del paese.
La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere un periodo di grandi trasformazioni della visione, dal tramonto del Romanticismo all’affermazione di Purismo e Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dalla ‘rivoluzione’ dei Macchiaioli alle sperimentazioni estreme dei Divisionisti. Emergono con i loro capolavori protagonisti di quei tormentati decenni: pittori come Hayez, Maccari, Fattori, Signorini, Segantini, Lega, Zandomeneghi, Boldini, Balla, Boccioni e scultori come Vela, Cecioni, Monteverde, Gemito, Bistolfi. Ma è anche l’occasione per far conoscere al grande pubblico tanti altri artisti oggi ingiustamente trascurati o dimenticati.
In un percorso coinvolgente, anche per la particolarità e la qualità dell’allestimento, la scena cambia continuamente riservando al visitatore non poche sorprese, nell’incontro inatteso e ravvicinato con un Ottocento mai visto. Dai capolavori dell’ ultimo dei Romantici, Hayez, interprete degli slanci della giovinezza, di una bellezza senza tempo e delle passioni del Medioevo, si passa alla potenza visionaria del teatrale ‘Otello’ di Molmenti, del finalmente visibile ‘Valentino a Capua’ di Previati, un immenso dipinto leggendario come le epiche battaglie risorgimentali evocate dai lombardi Induno e Faruffini e dal meridionale Cammarano, presente con un quadro entrato nell’immaginario degli italiani come la travolgente ‘Breccia di Porta Pia’.
L’epica dei vinti, resa universale dal Signorini dell’Alzaia e dalla dolorosa attualità degli ‘Emigranti’ di Tommasi, appare placarsi nella dolcezza di un quadro mitico e amatissimo come le ‘Due madri’ e nei solenni paesaggi alpini, come quello monumentale di ‘Alla stanga’, che fanno di Segantini, celebrato da D’Annunzio, il genio che nei suoi occhi “umili e degni” è riuscito a rendere l'”infinita bellezza” della natura. Quella natura che rivela il suo mistero nel capolavoro finale, misterioso come certi versi del Pascoli simbolista, ‘Lo specchio della vita’ di Pellizza da Volpedo.

Baglioni, stasera 56 ospiti sul palcoserata di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 artisti

SANREMO08 febbraio 201921:22

– “Il nostro mestiere è regalare incanto, stupore, meraviglia al pubblico”, dice Claudio Baglioni spiegando il senso della performance circense che ha aperto la quarta serata di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 artisti con ospiti. “Ci saranno 56 artisti sul palco, un numero mai visto qui, che ci daranno contezza del loro talento, della loro arte, della loro passione”, spiega il DIRETTORE artistico prima di introdurre Virginia Raffaele, in abito monospalla che è tutto un luccichio, e Claudio Bisio con una delle sue giacche ormai proverbiali.

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Baglioni entra con performance circense
completo lurex con i revers della giacca bordati di raso nero

SANREMO08 febbraio 201921:39

– Claudio Baglioni apre la quarta serata del Festival di Sanremo presentandosi in scena con in insolito completo lurex con i revers della giacca bordati di raso nero. ‘Acqua dalla luna’ è il brano scelto per questa sera, accompagnata dalla performance in stile circense tra acrobati, trampolieri e ballerini.
Claudio e Virginia, gag alla chitarra”Qui finisce la mia carriera”, dice sconsolato Baglioni

SANREMO08 febbraio 201922:27

– Virginia Raffaele ha comprato una chitarra in saldo pur di duettare con Claudio Baglioni in Giochi proibiti, ma mancano le corde. “Qui finisce la mia carriera”, dice sconsolato Baglioni. “Ma inizia la mia”, risponde Virginia, chiudendo una gag da archiviare.
Bisio, monologo sul mestiere di padreAnastasio ‘figlio’, l’ospite a sorpresa di questa serata

SANREMO08 febbraio 201923:26

– Le difficoltà del mestiere di padre sono al centro del monologo di stasera di Claudio Bisio.
“Dicono che sono pigri, fannulloni, indolenti, io non credo, do fiducia a questi ragazzi”, anche se “valanghe di asciugamani zuppi sono impilati sul pavimento”, “i portacenere traboccano di residui di canne”, “sotto la macchinetta del caffè c’è l’alone dello zucchero”, “il computer scarica musica ininterrottamente”.
ma se essere padre con la P maiuscola vuol dire “stabilire regole, punire, disciplinare, io non sono un grande interprete – ammette Bisio – quando ci provo ho il tono maldestro di un improvvisatore senza talento”. Poi introduce Anastasio, vincitore di X Factor, che è l’ospite a sorpresa di questa serata”.

Sanremo, 9,6 mln e il 46.1% per i duettiL’anno scorso fu boom con 10,1 milioni e il 51.1%

SANREMO09 febbraio 201910:14

– Sono stati 9 milioni 552 mila, pari al 46.1% di share, gli spettatori che hanno seguito la quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata ai duetti dei 24 Big con gli ospiti che hanno reinterpretato le canzoni in gara.
L’anno scorso la serata duetti aveva raccolto un ascolto boom con 10 milioni 108 mila telespettatori e il 51.1% di share. Si conferma dunque il calo rispetto alla scorsa edizione (-5 punti di share. In lieve aumento, comunque, l’ascolto medio rispetto alla terza serata (che aveva fatto segnare 9,4 milioni). La prima parte della quarta serata del festival (dalle 21.24 alle 23.39) ha ottenuto su Rai1 11 milioni 170 mila spettatori con il 45.5% di share, la seconda (dalle 23.43 alle 00.51) ha avuto 6 milioni 215 mila con il 48.6%. Nel 2018 la prima parte della serata duetti era stata seguita da 12 milioni 246 mila telespettatori pari al 49.1% di share, la seconda da 6 milioni 849 mila con il 57.3%.
Salini, Sanremo è pluralista, non escludo Baglioni ter”Satira mai oltre il lecito. Ora avanti con contenimento costi”

SANREMO09 febbraio 201911:10

Un festival “bellissimo”, che ha messo a segno l’impresa di ringiovanire il pubblico, dando forza al brand della Rai. E soprattutto un festival “pluralista”, senza alcun “tipo etichetta politica”, con buona pace di chi lo ha definito sovranista, e capace di fare satira senza andare mai “oltre il lecito”. Al suo debutto a Sanremo, all’Ariston per assistere alla serata, l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini promuove a pieni voti Claudio Baglioni e apre la porta all’ipotesi di un terzo festival per il ‘dirottatore artistico’: “Se troveremo in Baglioni la volontà di intraprendere un cammino insieme, non lo escludo”.
Il primo festival sovranista dell’era del governo gialloverde? “Non c’è nessun tipo di etichetta politica”, risponde Salini, che finora ha seguito Sanremo in tv e in città è arrivato accompagnato dalla moglie Agata. “In generale, c’è quasi sempre l’esigenza di attribuire un significato politico al festival di turno. Quest’anno è stata fatta la scelta di aprire il festival esclusivamente, o quasi, a una platea di cantanti e di artisti italiani. Da qui però a definirlo sovranista ce ne vuole”. Il suo dovere, sottolinea, “è garantire il pluralismo anche nelle proposte, nei testi delle canzoni. Anche l’ampiezza e la varietà dell’offerta musicale dimostra il pluralismo del festival”.
Tenuta fuori dalle porte dall’Ariston, la politica è rientrata dalle finestre del monologo di Claudio Bisio su Baglioni ‘sovversivo’, dello sketch di Pio e Amedeo, della ‘Lega dell’amore’ versione Bisio-Hunziker. E il vicepremier Matteo Salvini è apparso un po’ come il ‘convitato di pietra’: “Credo che ci siano stati momenti di satira, ma non mi è sembrato che sia mai andata al di là del lecito. Del resto, il festival è specchio del Paese, inevitabilmente un po’ di attualità c’entra, ma credo che sia la satira che le risposte che sono arrivate dalla politica siano state sempre scanzonate. Non attribuirei altri significati a quello che è stato quasi un gioco”. Quanto alle polemiche della vigilia, legate alle dichiarazioni di Baglioni sul tema dei migranti, a giudizio dell’ad “non si sono mai riverberate sul festival”. E con la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, “c’è stata grandissima sintonia – assicura – anche nei momenti più difficili. Ha tutelato l’evento e i talent e questa è stata la risposta migliore alle polemiche”.
Dopo aver messo a segno il record della raccolta pubblicitaria, oltre 31,1 milioni di euro, al festival è riuscita l’impresa di “riconquistare il pubblico giovane: particolarmente rilevante il dato sul pubblico 15-24 anni sul quale è stato superato il 50% che ci ha sorpreso positivamente”.
Forte di questi risultati, la Rai guarda al futuro: “Da domenica pomeriggio inizieremo a pensare alla prossima edizione: se troveremo anche in Baglioni la volontà di intraprendere un cammino insieme, non lo escludo”. Del resto, sottolinea, “Baglioni si è dimostrato una perla nel panorama musicale, ma anche un talento televisivo, in grado di cantare, condurre, accompagnare, fare da spalla”.
A uno dei festival più ‘oculati’ dell’ultimo decennio ha contribuito la policy di razionalizzazione e contenimento dei costi che ha interessato anche i cachet del cast e degli ospiti.
Un punto fondante del nuovo piano industriale di Salini che potrebbe riguardare anche altri volti rappresentativi dell’azienda, come Fabio Fazio o Bruno Vespa: “Penso che la Rai debba assolutamente intraprendere questo percorso, all’interno di un piano industriale che vedrà l’ottimizzazione dei contenuti e dei prodotti e quindi un utilizzo ancora più virtuoso della nostra offerta”. Un percorso che “passa anche attraverso una riflessione sui compensi. Una Rai più plurale e più aperta – conclude – deve intraprendere questa strada”.

Mary Quant mamma mini compie 85 anniCourréges ne rivendicò paternità, lei le diffuse e le accorciò

09 febbraio 201911:35

– Se alla francese Gabrielle Coco Chanel viene attribuito il merito di aver messo i pantaloni alle signore, nella prima metà del secolo scorso, alla britannica Mary Quant, che sta per spegnere 85 candeline, il mondo riconosce di essere stata la “mamma della minigonna”, di aver diffuso nella seconda metà del ‘900 l’indumento femminile più amato dalle ragazze di tutte le latitudini, facendolo indossare da una parrucchiera di 17 anni, Leslie Hornby, detta Twiggy (grissino), antesignana delle top model. Già, perché l’invenzione di quella piccola striscia di tessuto che arrivava a metà coscia e oltre e che si portava obbligatoriamente con alti stivali e collant, anch’essi appena inventati a posto delle calze con giarrettiera, viene invece attribuita ad André Courrèges, che nel 1964 aveva presentato a Parigi corti vestitini dalle linee a trapezio, e che quindi aveva rivendicato la paternità della minigonna.
Ma “Le vere creatrici della mini sono le ragazze le stesse che si vedono per la strada” amava dire Quant.
Fabio De Luigi, ‘mammo’ in commedia10 giorni senza mamma racconta i nuovi papà

09 febbraio 201911:53

Non poteva che essere Fabio De Luigi il protagonista di “10 giorni senza mamma”, la nuova family comedy di Alessandro Genovesi in sala dal 7 febbraio in 400 copie con Medusa. Gigante buono pieno di impacci e tempi comici giusti, De Luigi è davvero perfetto per questa commedia in cui è Carlo, un uomo sposato felicemente con Giulia (Valentina Lodovini) e con tre figli a carico.
Capo delle risorse umane in una ditta di supermercati, Carlo si ritrova all’improvviso ad affrontare una sfida non da poco: quella di dover gestire i tre figli quando la moglie, avvocato che ha rinunciato alla carriera per la famiglia, decide di prendersi una vacanza a Cuba insieme alla sorella.
Ce la farà Carlo ad affrontare la tredicenne Camilla (Angelica Elli) in piena crisi ormonale, Tito (Matteo Castellucci), sette anni e la passione per i videogiochi violenti e la piccola Bianca (Bianca Usai), due anni alle prese con le prime parole? Ma i problemi di Carlo non finiscono qui. Anche sul lavoro le cose non vanno troppo bene, deve infatti vedersela con un collega più giovane che vuole fargli le scarpe e con un capo (Antonio Catania) troppo entusiasta della sua azienda.
Dalla sua parte il prezioso aiuto in famiglia di una inedita Mary Poppins (Diana Del Bufalo).
“Ho cercato in questo film di cancellare il più possibile la retorica e di mettere in piedi la storia semplice e lineare di una famiglia normale, e non in crisi, che deve affrontare questa piccola emergenza” spiega oggi a Roma il regista.
Spiega invece Fabio De Luigi: “Sono molto lontano nella vita reale dal personaggio di Carlo, nel senso che sono abbastanza collaborativo con i miei figli”. Difficoltà a lavorare con i ragazzi? “Non troppe – risponde l’attore con ironia – sono stati tutti molto professionali”.
Alla domanda se la sua carriera sia ormai legata a personaggi fotocopia, uomini impacciati e un po’ inetti, “il fatto è che ci sono cose che funzionano sul mercato e così si tende a non uscire mai dal seminato – spiega De Luigi -. Quando l’ho fatto con un certo coraggio, a volte sono stato criticato proprio da quelli che mi avevano spinto ad osare. Comunque ci ho provato e ci proverò”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO

Delitti e misteri nella Burgos del ‘200
Il monastero delle nebbie, nuovo thriller di Santoro e Brunoldi

09 febbraio 201911:54

ANTONIO SANTORO E PIERPAOLO BRUNOLDI, IL MONASTERO DELLE NEBBIE (NEWTON COMPTON, 329 RIGHE, 12 EURO) Una nuova storia che lascia con il fiato sospeso, ancora con la firma di Antonio Santoro, regista attore e scrittore salernitano, e Pierpaolo Brunoldi, sceneggiatore e scrittore. È uscito di recente in libreria “Il monastero delle nebbie” Newton Compton editori, dopo il successo de “La fortezza del castigo” edito sempre da Newton Compton, che sarà tradotto anche all’estero. Il racconto comincia a Burgos, Castiglia del nord, nel 1217.
Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato – che affianca il protagonista sin dal primo romanzo -, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero.
Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti.
“Con il nuovo libro, che è il seguito de’ La fortezza degli inquisitori, possiamo dire di aver cambiato registro – sottolinea Santoro -. Se nel primo episodio della saga di Bonaventura ci siamo divertiti a incrociare il genere thriller storico con i canoni del romanzo di avventura e di azione, ne’ Il monastero delle nebbie il racconto ha assunto le tinte del giallo e del mistero: un crimine efferato, un’innocente ingiustamente accusata, una folta schiera di indiziati, tutti ugualmente sospettabili, e una catena di delitti difficile da arrestare. L’azione si sposta in Castiglia del nord, nei pressi di Burgos e ai grandi spazi aperti del nostro esordio si sostituisce il clima claustrofobico, opprimente e senza via di uscita di un monastero nel quale si svolge, quasi per intero, la vicenda narrata”. Diverse le ragioni che hanno spinto gli autori a raccontare una storia simile. “Di sicuro il fascino di un monastero femminile risalente alla fine del XII secolo che ha rappresentato un unicum per il suo tempo – spiega Santoro -. Las Huelgas è stato un luogo di grande potere, grazie ai privilegi regi che lo resero una sorta di feudo sottratto all’autorità vescovile. E proprio questa sua unicità ci ha fornito lo spunto per ritrarre molteplici figure femminili nel loro rapporto con il potere: sorelle mosse da invidie, ambizioni, avidità, rancori e gelosie, ma capaci di far fronte comune quando in gioco è il buon nome della loro abbazia”. Sono molti i temi trattati sotto il filo della trama. Ma se il primo romanzo ruotava intorno allo scontro tra ortodossia cattolica ed eresie, in questa seconda avventura sotto la lente di ingrandimento c’è l’animo umano con il suo abisso di orrori, sostituendo alla dimensione politica quella privata, sempre che sia possibile tracciare un confine netto tra le due.
Matera riscopre i monasteri del rupestreLa chiesa di Santa Maria de Armeniis e ‘Santa Lucia-Sant’Agata’

TERA09 febbraio 201912:52

– Nel circuito urbano del rupestre di Matera (Capitale europea della Cultura 2019) alla scoperta di antichi monasteri, segnati dalla presenza silenziosa di uomini dediti alla preghiera e all’arte con la rappresentazione dell’iconografia cristiana e bizantina. L’opportunità è offerta da due siti rientrati a far parte della piena disponibilità dell’amministrazione comunale, che li destinerà a funzioni culturali: si tratta della chiesa rupestre di Santa Maria de Armeniis e del complesso monastico di Santa Lucia e di Sant’Agata.
Situata nel Sasso Caveoso, Santa Maria de Armeniis si affaccia sul “ghetto” che contrassegnava il quartiere ebraico.
L’altro complesso conventuale restaurato, quello di Santa Lucia e di Sant’Agata, si trova a ridosso di Largo Madonna delle Virtù, che separa il Sasso Barisano da quello Caveoso. L’ex monastero si affaccia sulla “gravina” e sui sentieri che portano dagli antichi rioni di tufo al Parco rupestre.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA E SANREMO

Finale, apre Silvestri
L’ordine di uscita della serata

SANREMO09 febbraio 201913:15

– Questo l’ordine di uscita degli artisti in gara il 9 febbraio, gran finale del Festival di Sanremo per la proclamazione del vincitore: apre Daniele Silvestri. Poi Anna Tatangelo, Ghemon, Negrita, Ultimo, Nek, Loredana Bertè, Francesco Renga, Mahmood, Ex-Otago, Il Volo, Paola Turci, Zen Circus, Patty Pravo con Briga, Arisa, Irama, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Einar, Motta.
De Santis, Baglioni grande affrescatoreAncora boom sul target giovani e sui social

SANREMO09 febbraio 201913:22

– Il dirottatore artistico si è rivelato “un grande affrescatore”: è la nuova definizione per Claudio Baglioni suggerita oggi dalla direttrice di Rai1 Teresa De Santis, che ancora una volta sottolinea il successo del festival sul pubblico dei giovani: “Lo share più alto, il 50%, è stato raggiunto sul pubblico 15-24 anni, un dato superiore anche ai target dei 65enni e degli over 65 (49.1). Sui giovani maschi lo share record è stato del 47%, mai così alto dal 1999”.
De Santis segnala ancora “il record di sempre per la diretta streaming, con 496 mila visualizzazioni, +22% sul 2018, mentre il consumo di contenuti on demand sul target 15-24 anni sale a 4.1 milioni di visualizzazioni”. Complessivamente sulle piattaforme social si è arrivati a 10,9 milioni internazioni, +7% sul 2018 e su Instagram si è avuta la percentuale più alta, il 63%, a fronte del 25% su Twitter e del 14% su Facebook.
Quanto agli ascolti, “gli individui sono in crescita nelle puntate. la media su 4 puntate, il 47.5%”.
A Uffizi geometrie contemporanee GormleyA fianco sculture arte antica, anticipo esposizione al via 26/2

FIRENZE09 febbraio 201914:01

Le geometrie contemporanee di Antony Gormley mimetizzate tra le forme classiche delle sculture d’arte antica nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Da oggi due opere dell’artista londinese sono installate al secondo piano del museo fiorentino: si tratta di Another time, collocata nel corridoio di fronte alla grande vetrata che guarda Ponte Vecchio, e del blocco in forma umana Settlement, nella sala 43, che dialoga Ermafrodito dormiente, copia romana di età imperiale da un originale ellenistico del II secolo a.C, spostata a sua volta per l’occasione. Le due installazioni, che a breve saranno seguite dall’arrivo, sulla terrazza sovrastante la Loggia dei Lanzi, di un’altra versione di Another Time, sono un ‘anticipo’ di ‘Essere’, esposizione dedicata a Gormley ospitata agli Uffizi dal 26 febbraio al 26 maggio.
La mostra dell’artista inglese accoglierà numerose opere, realizzate in diversi materiali e dimensioni, che esplorano la doppia tematica del corpo nello spazio e del corpo come spazio.
Virginia Raffaele, festival già mi manca”Ho cercato di personalizzare il ruolo di conduttrice”

SANREMO09 febbraio 201915:05

– “Nonostante le ansie, le tensioni, le paure, il festival inizia quasi a mancarmi, provo una sensazione di vuoto cosmico: Sanremo è magico”. Virginia Raffaele si prepara alla serata finale con la consapevolezza di aver “sperimentato più cose, toccato più generi, la lirica, la voce interrotta, lo slapstick, la mimica. Ho cercato di mettermi al servizio del festival nel ruolo di conduttrice personalizzandolo, punteggiandolo a mio gusto pur rispettando il concorso, la gara, il ritmo della serata”. “Il bilancio lo faccio alla fine, perché sono scaramantica”, spiega in conferenza stampa. “Non c’erano i tempi tecnici per proporre le mie maschere: sono stata chiamata per la conduzione, mi sono divertita, ho giocato, spero di aver portato a termine il mio compito”.
Renga accusato di sessismo, ho sbagliatoAl Dopofestival: “voci maschili più belle di quelle femminili”

SANREMO09 febbraio 201915:40

– Bufera web su Francesco Renga.
Ieri, durante la sua partecipazione al Dopofestival, si è lanciato incautamente in un’analisi sul perché ci siano solo 6 donne al festival su 24 artisti in gara: “La voce maschile è più armoniosa, più gradevole; invece, le voci femminili aggraziate, belle, dolci sono sicuramente poche, molte di meno di quelle maschili”. Un passo falso che gli è costato la gogna mediatica e che lo ha costretto a fare un passo indietro. “Ieri nel cercare di esprimere un concetto tecnico mi sono incartato e ho finito per dire una cosa sbagliata – ha spiegato questa mattina -. Capita. E me ne scuso. Tengo solo a sottolineare che le donne sono il centro della mia vita e accusarmi di sessismo significa strumentalizzare un’opinione”.
Fresu racconta il mito di Chet BakerA Bologna uno spettacolo sulla vita del grande trombettista

09 febbraio 201915:41

– Paolo Fresu alla tromba e al flicorno assieme a un gruppo di dieci musicisti e attori sono i protagonisti de concerto-racconto sulla vita del trombettista e cantante jazz statunitense Chet Baker, ‘Tempo di Chet. La versione di Chet Baker’, in scena all’Arena del Sole di Bologna il 12 e 13 febbraio. Lo spettacolo nasce dalla fusione e dalla sovrapposizione tra la scrittura drammaturgica di Leo Muscato (anche regista) e Laura Perini e la partitura musicale curata da Paolo Fresu, e fa rivivere uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento in un flusso di parole, immagini e musica che rievocano lo stile lirico e intimista dell’artista dell’Oklahoma. “Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero – spiega Fresu – la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz”.
La Salome di Strauss al Comunale BolognaSul podio Juraj Valcuha, regia di Gabriele Lavia

BOLOGNA09 febbraio 201915:44

– Reduce dal successo per l’inaugurazione della stagione sinfonica, Juraj Valcuha torna sul podio del Teatro Comunale di Bologna per la ripresa della ‘Salome’ di Richard Strauss nell’allestimento di Gabriele Lavia che aveva debuttato nel 2010 (repliche il 16, 17, 19 e 20 febbraio). Accanto alla Salome del soprano lituano Ausrine Stundyte, ci saranno Tuomas Pursio nella parte di Jochanaan, Doris Soffel come Erodiade, Ian Storey nei panni di Erode, Enrico Casari in quelli di Narraboth. Lavia mostra una Salome che da candida, dopo la celebre danza dei sette veli con cui ammalia Erode, si avvolge in un manto porpora col quale con fermezza riesce ad ottenere la testa di Giovanni. Testa che non viene servita sul consueto vassoio d’argento ma appare enorme e marmorea dallo squarcio del pavimento, proprio come un’eruzione: Salome estasiata vi si sdraia sopra e può finalmente baciarne le labbra.
Picchi con Bisio in scena e Motta-NadaTrend di crescita su Fb e Instagram

SANREMO09 febbraio 201916:01

– Il picco di ascolto in valori assoluti durante la quarta serata del festival di Sanremo è stato registrato alle 21.45, con 13 milioni 32 mila spettatori per una presentazione di Claudio Bisio, quello di share è stato toccato alle 00.50 con il 51.3% quando Claudio Baglioni ha premiato Motta e Nada per il miglior duetto.
Ancora un risultato straordinario per RaiPlay: mezzo milione di media views per la diretta streaming, con oltre 4 milioni per i video on demand delle tre serate (+32% rispetto al 2018).
Continua il successo anche sui social: la quuarta serata del festival ha sfiorato 3 milioni di interazioni che, sommate alle serate precedenti, arrivano a toccare quota 11 milioni (+7%).
Rispetto alla quarta giornata del 2018 le interazioni sui tre social network sono aumentate del 15%. Si conferma il trend di crescita di Facebook ed Instagram.
Baglioni, rifarlo? prima devo dormireConduttore, ci sarà da riflettere

SANREMO09 febbraio 201917:22

– Claudio Baglioni è ‘voglioso’ di rifare il festival? “Magari per due tre anni di seguito”, risponde con una battuta a un cronista che gli chiede di commentare l’apertura dell’ad Rai Fabrizio Salini all’ipotesi di un terzo festival. “Se riuscissi a dormire per un mese di seguito potrei cominciare a pensarci… oggi non ho facoltà di rispondere. Intanto finiamo, poi ci sarà da riflettere, da pensarci. Chissà dove saremo”.
Achille Lauro, sospetti di plagioRicorso urgente, riff chitarra simile a brano della band Enter

SANREMO (IMPERIA)09 febbraio 201917:29

– Un ricorso in via d’urgenza è stato depositato contro il cantante Achille Lauro, in gara al Festival con la canzone Rolls Royce, per un presunto plagio nei confronti di un testo della band romana Enter. Nel mirino: il riff di chitarra (pattern melodico) del brano in gara, che secondo i legali dello studio Riccio&Narciso, di Caserta, sarebbe “allineato” o “perfettamente sovrapponibile” a quello del brano “Delicatamente”, registrato alla Siae, che la band Enter presentò, nel 2014, a Sanremo Doc, una manifestazione collaterale del Festival. “Il ricorso – afferma l’avvocato Biagio Narciso (che non ha vuole specificare la sede giudiziaria in cui è stato depositato l’atto di accusa) – non solo contiene una richiesta di inibitoria della violazione del diritto d’autore; ma anche l’estromissione dell’artista dalla gara e la sospensione del Festival di Sanremo”.
Chernobyl, primo foto kolossal tvProduzione Sky-Hbo con Harris, Skarsgard, Emily Watson e Buckley

09 febbraio 201919:20

Jared Harris, Stellan Skarsgard, Emily Watson e Jessie Buckley sono i protagonisti di Chernobyl, l’attesa produzione originale Sky e HBO in 5 episodi su Sky a maggio, di cui sono state rilasciate le prime foto di scena. Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’uomo raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro inimmaginabile, quello nucleare nell’Unione sovietica. Jared Harris (Mad Men, The Crown) interpreta Valery Legasov, lo scienziato sovietico scelto dal Cremlino per indagare sull’incidente, fra i primissimi a cogliere la portata della tragedia; Stellan Skarsgård (Melancholia, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle) è Boris Shcherbina, a capo della commissione governativa istituita nelle prime ore successive al disastro; e ancora Emily Watson (Le onde del destino, Everest, Storia di una ladra di libri) nei panni di Ulana Khomyuk, fisica nucleare sovietica impegnata a risolvere il mistero che ha portato al disastro. I suoi sforzi la porteranno a scontrarsi, fino a rischiare la propria libertà e a temere per la propria vita, con chi ha cercato di seppellire un terribile segreto. Infine Jessie Buckley (Taboo) che interpreta Lyudmilla Ignatenko, la giovane moglie di Vasily, un vigile del fuoco che non riuscirà a evitare l’esposizione alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl. Più di chiunque altro, Lyudmilla è il vero volto della tragedia. Affronterà un dolore inimmaginabile.    Scritta da Craig Mazin (Io Sono Tu, Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio), Chernobyl è diretta da Johan Renck (Breaking Bad, Blackstar). I produttori esecutivi per Sister Pictures sono Jane Featherstone (Humans, Broadchurch) e Craig Mazin, affiancati da Carolyn Strauss (Il Trono di Spade, The Wire) per The Mighty Mint e Gabriel Silver per Sky. La serie è co-prodotta da Johan Renck e Chris Fry (Humans, The Smoke) e prodotta da Sanne Wohlenberg (Black Mirror).
Palm Angels debutta a NYDesigner milanese porta show da contenuto sensibile

NEW YORK09 febbraio 201917:36

– Palm Angels, alias Francesco Ragazzi, debutta a New York e fa il botto con uno show che rompe la monotonia di molte passerelle della settimana della moda in corso nella Grande Mela. Il designer milanese, 34 anni, ha presentato la sua collezione autunno/inverso 2019 in uno studio di Chelsea con un messaggio, ‘è ora di andare avanti e mostrare i contenuti sensibili’, ossia contenuti personali e autobiografici. Poi è partito uno show fatto con luci stroboscopiche che ad intermittenza facevano apparire statue greche racchiuse in contenitori trasparenti. “La scenografia – ha detto Ragazzi – mi è stata ispirata da una visita al Victoria and Albert Museum di Londra”. Sono andati in scena, quindi, i contrasti: l’antico e il moderno, il sartoriale e lo sportswear, una ribellione misurata invece che urlata.
Chiara Boni porta a Ny chic europeoContinua storia di successo designer fiorentina in Usa

NEW YORK09 febbraio 201917:38

– Un’eleganza femminile e senza tempo.
Una raffinatezza autentica radicata nella più genuina celebrazione di una bellezza pura e assoluta. Per la stagione Autunno-Inverno 2019, ‘Chiara Boni La Petite Robe’ rinfresca il suo stile moderno, dinamico e pratico, attraverso un’attitudine regale e chic. Imbarcandosi in un immaginario viaggio attraverso l’Europa, la designer fiorentina reinterpreta la sofisticata estetica del vecchio continente, che riecheggia nella preziosità dei tessuti e nella ricchezza degli elementi decorativi. Il tessuto in jersey stretch che caratterizza il marchio e che garantisce vestibilità impeccabile e comfort assoluto è abbinato a nuovi materiali, tra cui un velluto che dona un tocco speciale agli abiti. Il velluto è accostato anche al taffetà nei maxi abiti arricchiti da fiocchi, mentre viene trattato con tecniche tipiche del mondo della corsetteria nei modelli più sensuali che rivelano seducenti trasparenze.
Mantova, ‘Braque vis-à-vis’ dal 22 marzoDopo esposizione su Chagall vista da 75 mila persone

MANTOVA09 febbraio 201917:48

– Dopo Chagall arriva a Mantova la mostra su Georges Braque, capostipite del cubismo assieme a Picasso. La mostra ‘Braque vis-à-vis’, curata da Michele Dantini, docente di storia contemporanea all’università per stranieri di Perugia, si terrà a Palazzo della Ragione dal 22 marzo al 14 luglio. “Sarà una mostra pensata per Mantova così come è stata quella su Chagall” ha detto oggi il sindaco Mattia Palazzi nel presentare l’iniziativa.
Il progetto espositivo presenta 150 opere e privilegia il periodo tra le due guerre e il secondo dopoguerra e sarà dedicata al rapporto tra arti figurative, letteratura, musica e poesia e al particolare interesse che nell’arte di Braque assumono le arti applicate. In esposizione ci saranno opere grafiche, ceramiche, libri d’artisti, olii e gouaches. “Contiamo di ripetere il successo ottenuto con Chagall – ha detto il sindaco -. La mostra , chiusasi domenica scorsa, ha avuto 75mila visitatori in cinque mesi, con 13mila audioguide e 1.800 cataloghi venduti.

Virginia, ho rischiato facendo me stessa”Io al servizio del festival, ho sperimentato nuovi generi”

SANREMO09 febbraio 201918:18

– I momenti da incorniciare? “Il duetto con Ornella Vanoni, molto punk. E poi Claudio Baglioni che fa Costanzo e balla il tiki tiki”. Ma soprattutto i frammenti di ‘umanità’ nel vortice della complessa macchina del festival, come “il karaoke nel backstage con gli autori che lanciano in aria le scalette per cantare tutti insieme Cocciante”. Le ansie della vigilia si stanno allentando, e a poche ore dalla finale Virginia Raffaele ammette che, in fondo, comincia ad avvertire l’astinenza dal festival: “Provo una sensazione di vuoto cosmico: Sanremo è magico”. Alla sua quinta volta all’Ariston, non parla di bilanci (“si fanno alla fine, sono scaramantica”), ma racconta il suo rapporto con un festival in cui ha messo la faccia, rinunciando alle parodie che le hanno conquistato le simpatie del grande pubblico televisivo.
Lo sforzo è stato trovare un equilibrio tra il mestiere di comico, di performer, e la liturgia del festival”, dice l’attrice, 38 anni, romana, la vis comica nel Dna di una famiglia circense

Luis Fonsi, le mie 2 anime”Despacito? Non mi stanca mai. La canterò anche a 60 anni”

SANREMO09 febbraio 201919:04

– Con il tormentone Despacito, Luis Fonsi ha polverizzato qualunque record esistente. Solo in Italia, il brano ha collezionato 336 milioni di visualizzazioni su Youtube. Come se qualcuno avesse guardato ininterrottamente il video per 1817 anni. Collezionati oltre 1,6 milioni di like e un disco di Diamante, il primo assegnato nel nostro Paese. Ma Fonsi, portoricano trasferito a Miami con 20 anni di carriera alle spalle, non si sente affatto ingabbiato in un successo che ha varcato i confini del Sud America per far ballare tutto il mondo. “Stanco di Despacito? No, affatto – dice il cantante 41enne, sbarcato a Sanremo per il duetto con Eros Ramazzotti nel brano “Per le strade una canzone”, nella serata finale del festival -. Anche quando avrò 60 anni, se la gente la vorrà ancora ascoltarla, io sarò felice di cantarla”. Da pochi giorni è uscito il suo nono album Vida e prima di tornare live, con un tour mondiale che partirà in giugno (e toccherà l’Italia a fine estate), sarà anche protagonista in tv

Lotto…e dintorni, 25 mila visitatoriE da domani biglietto unico per i centri lotteschi

MACERATA09 febbraio 201919:10

– La grande mostra “Lorenzo Lotto.
IL richiamo delle Marche” a Macerata va in archivio (domani l’ultimo giorni di apertura) dopo avere superato i 25 mila visitatori e con il varo di un biglietto unico per visitare gli otto centri lotteschi, sparsi sul territorio. Il grande successo di numeri e critica del percorso espositivo maceratese ha rilanciato tutta la rete lottesca marchigiana. “Un progetto culturale di rilievo internazionale – dice l’assessore regionale alla Cultura Moreno Pieroni – con notevole ricadute per la destagionalizzazione turistica”. Oltre 25 mila persone, dal 19 ottobre, hanno ammirato i capolavori a Palazzo Buonaccorsi e una buona parte di amanti d’arte si è diretta anche negli altri centri: +70% di visitatori a Jesi e più che raddoppiati a Ancona, Cingoli, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino. “Macerata è stata il fulcro di una nuova spinta della promozione e valorizzazione dell’itinerario lottesco. Una mostra di ricerca curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, destagionalizzata che ha saputo rilanciare tutto il territorio marchigiano” sottolinea l’assessore alla Cultura di Macerata Stefania Monteverde. Oggi è stato firmato con tutti i rappresentanti dei Comuni coinvolti il protocollo d’intesa che da domani permette di pagare un solo biglietto per avere accesso ai musei di cinque località (Pinacoteca Civica di Ancona, Musei Civici di Palazzo Pianetti di Jesi, Musei Civici di Colloredo Mels di Recanati, il MASM-Museo Arte Sacra di Mogliano, Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale di Cingoli) oltre alla visita del percorso multimediale dell’IME-Istituto Marchigiano di Enogastronomia di Jesi. Le opere di Lotto alla Santa Casa di Loreto e presso la chiesa di Santa Maria in Telusiano di Monte San Giusto sono visitabili gratuitamente, mentre l’ingresso alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino si paga a parte. Il biglietto unico costa intero 10 euro; ridotto 7 euro per le fasce di età 15-25 anni e per i gruppi oltre le 15 persone.
Baglioni, ha vinto la musica”Nessuno è perfetto”, dice Claudio Baglioni

SANREMO09 febbraio 201921:16

– “Nessuno è perfetto”, dice Claudio Baglioni citando la celeberrima battuta di A qualcuno piace caldo. “E in effetti non lo sai mai se hai fatto bene o male, se c’è stato troppo spettacolo o troppo concorso. Io vi dico e vi giuro che abbiamo fatto tutto il possibile perché restasse nel solco di quello dell’anno passato”.
Per Baglioni, “ha vinto la musica, hanno vinto le parole, le speranze di tanti giovani artisti e di altri meno giovani che confidano in quello che accadrà domani e nel vostro affetto, nella vostra attenzione, considerazione, anche critiche. Spero che questo solco non venga smesso, è nello statuto e nella costituzione del festival della canzone italiana. Spero che rimanga tale – conclude, usando parole che fanno pensare a un passaggio di testimone – fino al prossimo Sanremo e a tutti quelli che arriveranno”.
Commozione e lacrime per Anna TatangeloSulle ultime note della canzone ha ceduto all’emozione

09 febbraio 201921:30

– Commozione e lacrime per Anna Tatangelo sul finale del suo brano Le nostre anime di notte. La cantante, con un elegante vestito blu scollato sulla schiena, proprio sulle ultime note ha ceduto all’emozione.
Lunghissimo applauso per UltimoIl giovane l’anno scorso vinse tra le Nuove Proposte

SANREMO09 febbraio 201921:48

– Lunghissimo applauso del pubblico dell’Ariston tributato a Ultimo e alla sua I tuoi particolari.
Il giovane, che l’anno scorso vinse tra le Nuove Proposte, è da tempo il favorito dei bookmaker alla vittoria finale.
Baglioni-Bisio-Raffaele, omaggio MacarioCantano e ballano Camminando sotto la pioggia

SANREMO09 febbraio 201921:54

– Dopo l’omaggio al Quartetto Cetra, stasera l’avanspettacolo si fa spazio sul palco dell’Ariston con Camminando sotto la pioggia. “Vogliamo ricordare Erminio Macario”, spiega Baglioni, e poi canta e balla con Virginia Raffaele (stavolta è lei in tailleur pantalone bianco) e con Claudio Bisio. Ma l’ombrello di Bisio non si apre e l’attore finisce sotto la pioggia.
“Gli sta bene”, chiosa Baglioni. “Noi siamo del centro, lui è del nord, parla venti volte più veloce di noi. E poi secondo me di Claudio ce n’era già uno che bastava”. Virginia. “Stai diventando di nuovo dittatore”. Baglioni: “Fosse anche per l’ultima volta, ma sì”.
Eros Ramazzotti illumina l’AristonCanta anche con Luis Fonsi, star di Despacito

NREMO09 febbraio 201922:33

– All’Ariston arriva Eros Ramazzotti e l’Ariston impazzisce. Torce dei telefonini accese per lui a illuminare il buio del teatro. Sul palco i suoi 35 anni di carriera, iniziati proprio a Sanremo. Dopo aver cantato Vita ce n’è, tratta dal suo ultimo album dal titolo omonimo, il cantautore è stato accompagnato da Claudio Baglioni in Adesso tu. Pubblico in piedi a cantare. Prima di salutare, è arrivata anche la star portoricana Luis Fonsi, che con Despacito vanta il numero più alto di streaming e views della storia. Duetto Per le strade una canzone, sempre dall’ultimo disco.
“Grazie per la musica di questi anni”, lo ha salutato il padrone di casa.
Standing ovation per Loredana BertèPerformance esplosiva in Cosa ti aspetti da me

SANREMO09 febbraio 201922:36

– E’ ancora standing ovation per Loredana Bertè all’Ariston. La sua performance esplosiva in Cosa ti aspetti da me è entusiasma il pubblico.
Problema tecnico per MahmoodIl microfono non va. Canzone interrotta e si riparte

SANREMO09 febbraio 201922:45

– Problema tecnico per Mahmood. Parte l’orchestra, ma il microfono non va. Canzone interrotta e si riparte.
Ex-Otago bacia fidanzata in plateaAlla fine di ogni esibizione è sceso per un abbraccio

SANREMO09 febbraio 201922:56

– Come alla fine di ogni esibizione, Maurizio Carucci, frontman degli Ex-Otago, è sceso in platea per abbracciare alla fine della canzone una fortunata della platea.
Ma stasera seduta tra le prime file dell’Ariston c’era la fidanzata Martina. E l’abbraccio si è concluso con un bacio appassionato.
Bastianich in giuria ma invita votaresu twitter a favore dei Negrita. “Vote Negritaband”

SANREMO09 febbraio 201922:58

– Joe Bastianich è stato chiamato a far parte della giuria d’onore al festival di Sanremo. Giuria che ieri ha decretato il miglior duetto della serata e il cui voto oggi pesa per il 20%. Bastianich però in serata ha fatto il suo endorsement su twitter a favore dei Negrita. “Vote Negritaband”, ha cinguettato, prima di cancellare il messaggio.
Virginia show, medley travolgenteImita Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Ornella Vanoni

SANREMO09 febbraio 201923:03

– Ecco la Virginia Raffaele che il pubblico aspettava: elegantissima, propone un medley travolgente in cui presta voce e mimica a Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia e, naturalmente, Ornella Vanoni…
“però gratis mai più”, conclude, riprendendo il monito dell’artista alla Rai sull’ospitata ‘aggratis’. L’Ariston è in tutto piedi per lei: in prima fila, anche l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, il presidente Marcello Foa e la direttrice di Rai1 Teresa De Santis.
Emozione Elisa, canta Tenco con BaglioniIntensa versione a due voci di Vedrai Vedrai

SANREMO09 febbraio 201923:49

– Brividi d’emozione al festival di Sanremo con Elisa che insieme a Claudio Baglioni rende omaggio a Luigi Tenco, in un’intensa versione a due voci di Vedrai Vedrai, brano del 1965. Platea tutta in piedi.
Prima del duetto con il direttore artistico, che l’ha accolto con un “grazie di essere venuta”, Elisa aveva intonato Anche Fragile, il suo ultimo singolo in radio.
Ultimo, Il Volo e Mahmood sul podioIn corsa per la vittoria. Si riapre il televoto

SANREMO10 febbraio 201900:58

– Ultimo, Il Volo e Mahmood sono i tre artisti in finale al Festival di Sanremo in corsa per la vittoria. Si riapre il televoto.
Questa la classifica dei Big dal 4/o al 24/o posto, in ordine: Loredana Bertè, Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Irama, Arisa, Achille Lauro, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Ghemon, Ex-Otago, Motta, Francesco Renga, Paola Turci, The Zen Circus, Federica Carta e Shade, Nek, Negrita, Patty Pravo con Briga, Anna Tatangelo, Einar, Nino D’Angelo e Livio Cori.
Baglioni, ultimo duetto con Virginia”E’ stato un breve incontro”, ma ha lasciato il segno

SANREMO10 febbraio 201901:00

– “E’ stato un breve incontro”, ma ha lasciato il segno: Claudio Baglioni e Virginia Raffaele si regalano l’ultimo duetto sul palco dell’Ariston con Breve amore.
Contestazioni voto in platea e in stampaOra scatta il rush finale tra i primi tre finalisti

SANREMO10 febbraio 201901:02

– Fischi e contestazioni in platea e in sala stampa per la classifica finale del Festival di Sanremo.
Ora scatta il rush finale tra i primi tre finalisti.
Sanremo: Mahmood vince il festivalCon il brano Soldi. Ultimo al secondo posto, Il Volo terzi

SANREMO10 febbraio 201901:30

– Mahmood vince il 69/o festival di Sanremo con il brano Soldi.
Ultimo si classifica secondo con il brano I tuoi particolari.
Il Volo si classifica terzo con il brano Musica che resta.
Mahmood, non ci sto proprio credendoVirginia Raffaele lo abbraccia, “E’ tutto vero”

SANREMO10 febbraio 201901:40

– “Grazie mille a tutti, non ci sto proprio credendo: e’ incredibile”. E’ visibilmente incredulo Mahmood all’annuncio della sua vittoria al festival.
Virginia Raffaele lo abbraccia e gli dice: “E’ tutto vero”.
Mahmood, 27 anni, è arrivato al festival grazie alla vittoria a Sanremo Giovani. Nato a Milano da madre italiana e padre egiziano, nel 2018 ha pubblicato il suo primo ep, Gioventù Bruciata. Aveva già partecipato tra le Nuove Proposte nel 2016 e prima ancora nel 2012 aveva tentato la strada di X Factor. Nel suo curriculum anche collaborazioni con Fabri Fibra, e ha scritto per Marco Mengoni, Michele Bravi ed Elodie.

Addio a Finney da Poirot a SkyfallAttore britannico aveva 82 anni. Rifiutò titolo di sir da regina

LONDRA09 febbraio 201911:33

E’ morto a 82 anni Albert Finney, attore britannico fra i più grandi della sua generazione, 5 volte candidato all’Oscar. Finney si è spento nel Royal Marsden Hospital di Londra (dove era ricoverato da un mese) con al fianco la moglie e il figlio. Nato a Salford nel 1936, dopo gli esordi teatrali, debuttò sul grande schermo nel 1960 e salì alla ribalta nel ’63 con ‘Tom Jones’, ruolo che gli valse la prima nomination. Ne seguirono 4 (da Assassinio sull’Orient Express a Erin Brockovich). Di lui si ricordano fra l’altro i ruoli in Sotto il Vulcano, Annie, in 2 film di James Bond (fra cui ‘Skyfall’) e l’interpretazione di Churchill nella serie tv The Gathering Storm. Indicato con Tom Courtenay come uno dei protagonisti della new wave di attori figli della working class che rivoluzionarono la recitazione cinematografica e televisiva nella Gran Bretagna degli anni ’60, Finney ricevette nel 2001 il Bafta Fellowship, massima onorificenza della British Academy.
Mentre rifiutò il cavalierato e il titolo di ‘sir’.
Albert Finney raccontato dal critico Giorgio GosettiChi ha conosciuto la smagliante stagione del “free cinema”, quella generazione di arrabbiati che all’inizio degli anni ’60 rivoluzionò lo spettacolo inglese e da lì si sparse nel mondo, non può togliersi dalla mente Albert Finney, smargiasso e irridente nei panni del seduttore Tom Jones, protagonista del film di Tony Richardson (1964). Di quella generazione, insieme a Tom Courtenay, Alan Bates e al veterano Richard Burton, Finney, scomparso oggi a 82 anni, era il volto e il simbolo. Nato a Salford nel Lancashire il 9 maggio del 1936, scapestrato rampollo delle working class di provincia, aveva il teatro nel sangue e divise i banchi della Royal Academy con Peter’O Toole a cui per anni contese la popolarità. Debuttò nel cinema nel 1960 con “Gli sfasati” (pigmalione Tony Richardson) e piacque tanto a David Lean da vedersi offrire il ruolo da protagonista in “Lawrence d’Arabia”. Spaventato dalla lunghezza delle riprese e dall’idea di tuffarsi nelle grandi produzioni, il giovane talento pronunciò il primo “no” della sua carriera, fece strada a O’Toole e preferì “Tom Jones”.Fu un trionfo che gli spalancò le porte di Hollywood, compresa la prima nomination all’Oscar. Ma quella sera Finney era in vacanza nei mari del Sud e non si presentò, come del resto le altre quattro volte in cui avrebbe sfiorato la celebre statuetta. Negli anni ’60 divenne una star del palcoscenico e Laurence Olivier lo designò suo erede. Lui restò legato al suo paese e il vecchio Stanley Donen fu costretto a stanarlo nella meravigliosa campagna inglese e francese per farlo recitare in coppia con Audrey Hepburn in “Due per la strada”(1967). A teatro fu grande in tutti i maggiori ruoli shakespeariani, ma quando Olivier volle passargli ufficialmente il testimone alla testa del National Theatre, per la seconda volta Finney disse “no”. E altrettanti garbati dinieghi avrebbe opposto alla Regina quando gli fu offerta la croce di Comandante dell’Impero Britannico e poi il cavalierato. “Chiamatemi Sir se vi piace – disse ridendo – ma io non dimentico che la nobiltà in Inghilterra fu inventata da baroni che erano prima di tutto dei gran ladri”. Sullo schermo è stato protagonista in quasi 50 pellicole e in tv ha scritto pagine memorabili come quando si calò nei panni di Churchill per “Guerra imminente”, la miniserie del 2002. A teatro per molto tempo non ha avuto rivali (era già il sostituto di Olivier in “Coriolano” nel 1958), ma non ha mai avuto tutti i riconoscimenti che meritava per una naturale ritrosia che ne faceva un orso difficile da domare. “Non mi piacciono le interviste, i parties, le conferenze. Io sono nato per recitare e sono me stesso solo quando recito”. Tre Golden Globes, due premi alla Mostra di Venezia e al Festival di Berlino, riconoscimenti alla carriera e tributi in patria brillano nella sua casa londinese dove ha vissuto un lungo autunno solitario con a fianco la terza moglie, Pene Delmage, sposata nel 2006 dopo molte avventure galanti, una tempestosa storia con Anouk Aimée e un figlio avuto, giovanissimo, da Jane Wenham. Quel che la critica e le giurie non gli hanno dato, Finney lo ha avuto dal pubblico e dai colleghi, specie i registi inglesi che a lui si affidavano per le imprese più rischiose. Basti pensare al giovane Ridley Scott per cui recitò ne “I duellanti” in cambio di una cassa di champagne, a Stephen Frears (“Gumshoe”), Roland Neame (“Scrooge”), Alan Parker (“Spara alla luna”), Peter Yates (“Servo di scena”), Mike Figgis (“I ricordi di Abbey”). Fino a Sam Mendes che gli regalò nel 2012 l’ultima apparizione cinematografica con il formidabile cameo in “Skyfall” nel ruolo del guardiacaccia Kinkaid che affianca James Bond nell’ultima battaglia per salvare il suo capo, M. Oltre oceano le soddisfazioni gli arrivano soprattutto da grandi vecchi e giovani maestri di Hollywood. Sidney Lumet gli affida la parte di Hercule Poirot nel corale “Assassinio sull’Orient Express” (1974) per il quale vince la concorrenza di Alec Guinnes e Paul Scofield e ottiene l’assenso più ambito, quello della stessa Agatha Christie, sull’onda di uno straordinario successo di pubblico. Attore e regista si ritroveranno sul set dell’ultimo film di Lumet, “Onora il padre e la madre” (2006), dando vita a un duetto di virtuosismo dietro e davanti alla macchina da presa. A Hollywood Finney era stato adottato da John Huston (“Per me è stato come un secondo padre”) che lo chiama per “Annie” (1982) regalandogli il più ricco contratto della sua carriera (un milione di dollari) e poi per “Sotto il vulcano” (1984). Il testimone passerà poi ai più giovani Fratelli Coen (“Crocevia della morte”, 1990), Steven Soderbergh (“Erin Brockovich”, 2000) e soprattutto Tim Burton che lo vuole nel suo film più personale e commovente, “The Big Fish” nel 2003. Nel ruolo di un padre sbruffone e sognatore, mentitore e favolista, cinico e romantico, Finney si riconosce totalmente, fino a farne il suo alter ego artistico. Ed è così che oggi merita di essere ricordato: attore e istrione, disincantato e romantico, timido e sfrontato.

Ozon e lo scandalo dei preti pedofili”Grace a Dieu” racconta casi chiesa Lione, in attesa processo

BERLINO08 febbraio 201921:01

– “Lunedì il film esce in Francia, chissà se Barbarin sarà in sala…” Il film è “Grace a Dieu”, di Francois Ozon, che ha portato oggi alla Berlinale lo scandalo di circa 70 bambini abusati da un prete pedofilo, Bernard Preynat, sempre coperto dalla chiesa di Lione. E Philippe Barbarin è il cardinale che ha tentato di tenere la verità nascosta, per non subirne le conseguenze. Ma Ozon, che si è fatto questa domanda davanti ai giornalisti, ha assicurato di essere molto più interessato alle vittime che al clero: “non volevo fare un film politico. Ma civile”. “E mi sono concentrato sulle vittime. Il mio obiettivo era mostrare quanto la parola abbia un effetto liberatorio, su chi ha subito gli abusi e sull’ambiente circostante”. “Grace a Dieu”, che corre per l’Orso, dà voce principalmente a tre uomini, Alexandre (Melvil Paupaud), Francois (Denis Menochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud), che si confrontano con approcci molto diversi ai traumi subiti nell’infanzia, in un climax emotivo che quasi divide il film in altrettante sezioni, con ritmi e registri progressivamente più intensi. Alexandre, credente e logorato dal passato, padre di 5 figli, molto benestante, non ha mai rinnegato il sentimento religioso e tenta di far esplodere il caso all’interno della Chiesa, quando scopre che chi lo molestava da bambino è ancora in servizio, per giunta a contatto con dei ragazzini. Ne vorrebbe la destituzione, ma gli viene spiegato che non la otterrà mai, “resterà prete per sempre”, gli rispondono, “pregherò per lei…”. Una posizione che lo induce a sporgere denuncia in tribunale. Il suo caso però è già in prescrizione, e quindi cerca altre vittime, che possano far avviare il processo. A questo punto il filo della storia passa a Francois, un tipo ben più sanguigno, che gestisce il caso puntando sul clamore mediatico. È qui che nasce l’associazione “La Parole libérée”, cui si uniranno decine di altre vittime. Ma è la terza storia, quella di Emmanuel, a caricare il film di emotività, mostrando le conseguenze tangibili della pedofilia nella vita di una persona rimasta fragile, fra attacchi di epilessia, complessi sessuali, e violenti scontri con la compagna. Anche le famiglie giocano un ruolo importante: ci sono le colpe di genitori, che non hanno voluto vedere – la madre di Emmanuel non aveva mai indagato, quando il figlio le aveva raccontato di un bacio in bocca ricevuto dal prete – o che ancora temono gli effetti della ribalta della cronaca – come nel caso di Alexander. Fondamentale è l’appoggio dei partner, che in due terzi dei casi, è stato spiegato alla stampa, hanno subito a loro volta abusi nell’infanzia. “Non è stato facile finanziare questo film – ha spiegato il produttore Nicolas Alrmayer – anche partner classici sono venuti meno a causa del tema”. Gli attori stessi hanno ammesso di essere intimoriti dall’argomento inizialmente. E il film è stato girato sotto falso titolo, all’inizio, per paura di incorrere in censure. Ma rompere il silenzio è l’unica vera arma contro l’omertà, che caratterizza gli ambienti in cui si verificano violenze sui bambini: “l’80% avviene nelle famiglie, ma poi ci sono lo sport, la chiesa”, ha detto Ozon. Il processo al cardinale Barbarin è ancora in corso – risponde di mancata denuncia in un procedimento inizato nel gennaio 2019 – e uno dei problemi cruciali è il rischio della prescrizione. “Chi ha subito violenza è in grado di parlarne in genere intorno ai 50-60 anni, quando si è costruito una famiglia, ha un lavoro. E per la giustizia a quel punto è troppo tardi”. La prescrizione, che prima scattava a 20 anni dai fatti, adesso ne prevede 30. Ma tre decenni per elaborare l’orrore e denunciarlo spesso non bastano.
‘Selfie’, millennials nei quartieri di camorraDue ragazzi del Rione Traiano allo specchio per Ferrente

09 febbraio 201916:43

– Come dimostra ‘Selfie’ (Ho sognato che Davide era vivo) di Agostino Ferrente, ci sono anche i millennials nei quartieri infestati dalla camorra. Ragazzi che si raccontano con video-selfie, ma potrebbero di colpo passare dal cellulare alla pistola. In attesa della Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi (dal romanzo di Saviano), in concorso, è passato il bel documentario, coproduzione tra Italia e Francia, nella sezione Panorama e che sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà che dimostra ancora una volta la vena inesauribile della camorra sul grande schermo.
E lo fa con il volano della grande prova e autentica spontaneità di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando) due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro complicato quartiere, il Rione Traiano, attraverso la loro vita quotidiana e, soprattutto, l’amicizia che li lega.
Al centro della loro storia, come un ombra, la tragedia vera nel 2014 di Davide Bifolco, un loro amico ucciso da un carabiniere al termine di un inseguimento.

A Masterchef il duetto country tra Gerry e Joe Bastianich

Quando il cuoco amatoriale di Busto Arsizio ed ex maniscalco ha sottoposto ai giudici “Guance di ricciola con polenta”

08 febbraio 201915:17

Cosa succede quando si incontrano un ragazzo che ha vissuto per anni in Texas lavorando anche nei rodei e un grande appassionato di musica ed esperto del genere country? Facile: scatta il duetto. I due protagonisti sono Joe Bastianich e Gerry, rispettivamente giudice e aspirante chef di “MasterChef Italia”Nell’Invention Test di giovedì sera, basato sul quinto quarto di mare, il cuoco amatoriale originario di Busto Arsizio, ex maniscalco, ha sottoposto ai giudici “Guance di ricciola con polenta”, delle guance di ricciola su polenta liquida con crema di carote e pelle croccante. Bastianich sembrava apprezzare e, vedendo in Gerry un “cowboy”, gli ha proposto un duetto country: «La prossima volta ti presenti con due canzoni da cowboy», gli ha detto canticchiando un brano. Perplessi gli altri giudici… lo preferiscono come imprenditore o come musicista?Immagini concesse da Sky. Sito ufficiale http://masterchef.sky.it Il programma va in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno.          [print-me title=”STAMPA”]