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La Rai cancella Scurati sul 25 aprile, Meloni prende le distanze

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    Non andrà in onda su Rai3, come previsto, nel programma CheSarà. Ma diventa virale, condiviso perfino da Giorgia Meloni sul suo profilo Facebook, il monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile che la Rai ha bloccato a 24 ore dalla messa in onda. Ad annunciare lo stop, in mattinata, è la conduttrice Serena Bortone, che rivela di aver appreso ‘con sgomento, e per puro caso’, che era stato ‘annullato il contratto’ con l’autore della trilogia bestseller su Mussolini, ‘senza spiegazioni plausibili’.

    Una scelta criticata dall’opposizione, che grida alla ‘censura’. La Rai replica: nessun veto sul nome dello scrittore, ma ‘accertamenti di natura economica e contrattuale’. Si smarca la presidente del Consiglio, pubblicando integralmente il testo, ‘perché chi è sempre stato ostracizzato e censurato dal servizio pubblico non chiederà mai la censura di nessuno’.

    Dall’omicidio di Matteotti a Marzabotto, nell’intervento – il cui testo diventa presto virale ovunque – Scurati definisce il fascismo ‘un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista’ e punta il dito contro la stessa Meloni, che ‘ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023)’. La chiosa è netta: ‘Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana’.

    ‘Telemeloni censura Scurati sul 25 aprile, la Rai spieghi’, affonda Sandro Ruotolo del Pd. ‘La Rai torni sui suoi passi’, chiedono dal M5s sollevando il caso in Vigilanza. E anche la presidente della commissione Barbara Floridia sollecita ‘risposte dettagliate’ dall’azienda. ‘La Rai non è tua, datti una regolata’, scrive su X Carlo Calenda rivolto a Meloni. L’azienda ‘è sempre più piegata a interessi di parte’, dice da Avs Peppe De Cristofaro.

    La risposta di Viale Mazzini è affidata alle parole di Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento: ‘Nessuna censura. La partecipazione di Scurati non è mai stata messa in discussione’, spiega, ricordando che il nome dello scrittore era stato inserito nella scaletta ufficiale degli ospiti e invitando a ‘non confondere aspetti editoriali con quelli di natura economica e contrattuale, sui quali sono in corso accertamenti a causa di cifre più elevate di quelle previste e altri aspetti promozionali da chiarire connessi al rapporto tra lo scrittore e altri editori concorrenti’.

    Nel mirino sarebbe finita dunque la richiesta economica – che sarebbe stata di 1.800 euro – e il rischio di fare indirettamente pubblicità alla serie di Sky tratta da M. Il figlio del secolo, il libro premio Strega 2019 di Scurati. La Rai avrebbe pensato di ospitare lo scrittore gratis poi avrebbe provato a chiudere a 1.500 euro. Una nota interna all’azienda riporta però che la partecipazione è stata annullata ‘per motivi editoriali’.

    La Rai ‘chiarisca sul super compenso di Scurati’, chiede da Fratelli d’Italia il presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone. Gli fanno eco gli esponenti FdI in Vigilanza, annunciando la richiesta di audire i vertici di Viale Mazzini: ‘Si deve accertare se corrisponde al vero che per leggere un monologo di un minuto sul 25 aprile la Rai avrebbe dovuto pagare circa 2mila euro’ e ‘se la mancata messa in onda sia da addebitare a una scelta editoriale o invece economica’.

    Interviene poi Meloni sui social: ‘In un’Italia piena di problemi, anche oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25 aprile. La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi semplicemente rifiutata di pagare 1.800 euro (lo stipendio mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo. Non so quale sia la verità, ma pubblico tranquillamente io il testo del monologo (che spero di non dover pagare)’. E mentre, dal palco della manifestazione con la Uil, anche il segretario della Cgil Maurizio Landini punta il dito contro ‘l’oscuramento’ di Scurati, il testo dello scrittore sarà letto in diverse piazze e teatri italiani il 25 aprile, su invito del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. 
   

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Stati Uniti d'Europa sarà a Milano con la Brigata Ebraica

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    Il 25 aprile Stati Uniti d’Europa, la lista che unisce Italia Viva e +Europa, parteciperà alla manifestazione nazionale per il 25 aprile e sfilerà “insieme alla Brigata Ebraica, alla Fiap-Federazione Italiana Associazioni Partigiane, alle associazioni Ebraiche, alle comunità ucraina, iraniana, russa, georgiana, lituana, bielorussa e a molte altre associazioni dell’area Liberal-Democratica” lo hanno annunciato insieme il presidente di Italia Viva Milano Sergio Scalpelli ed il Portavoce di +Europa Milano Paolo Costanzo.

    “I valori della Resistenza – hanno sottolineato – non si possono riassumere in uno slogan come quello voluto da ANPI: cessate il fuoco ovunque. Stati Uniti d’Europa sostiene i valori della Resistenza che si riassumono nella difesa della democrazia, dello stato di diritto e nella lotta ad ogni forma di dittatura. La liberazione dell’Italia è avvenuta grazie al contributo di tutte le forze della Resistenza, di tutti gli orientamenti politici e religiosi. La Campagna d’ Italia nella Seconda Guerra mondiale vide in campo corpi di spedizione militare di ben 11 paesi. Il contributo della Brigata Ebraica inquadrata nelle forze armate Inglesi fu importantissimo”. E “oggi – hanno aggiunto – dobbiamo difendere la pace e proprio per questo Il 7 ottobre e la barbara aggressione di Hamas non possono essere dimenticati, nel nome di un indistinto pacifismo. Gli ostaggi devono essere liberati e le salme devono essere restituite. Israele ha il diritto di esistere e il dovere di difendersi”. 

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Scurati, l'autore che esplora il senso della storia

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      “Una delle menomazioni dell’umanità del nostro tempo è aver smarrito il senso del storia”. È la frase sull’homepage del sito ufficiale di Antonio Scurati, lo scrittore premio Strega finito al centro delle polemiche dopo che Serena Bortone ha denunciato sui social l’annullamento della sua partecipazione alla puntata di CheSarà in onda stasera su Rai 3, dove l’autore avrebbe dovuto proporre un monologo sul 25 aprile.

    Docente di letterature comparate e di scrittura creativa all’Università Iulm, romanziere, saggista ed editorialista nel suo percorso per testate come La Stampa, Corriere della Sera e La Repubblica, Antonio Scurati nasce a Napoli nel 1969, cresciuto tra Venezia e Ravello e vive a Milano. Laureatosi in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, prosegue gli studi all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e completa la sua formazione un dottorato di ricerca in Teoria e analisi del testo all’Università di Bergamo. Cofondatore del festival letterario Officina Italia, esordisce come romanziere con Il rumore sordo della battaglia (Mondadori) nel 2002. Nel 2003 esce il saggio Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale, finalista al Premio Viareggio. Nel 2005 pubblica il romanzo Il sopravvissuto (Bompiani), vincitore del Premio Campiello e del Premio Nazionale Letterario Pisa per la Narrativa. Del 2006 è il saggio La letteratura dell’inesperienza, seguito da altri studi, tra cui la monografia Guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri.

    Pubblica, fra gli altri, anche Una storia romantica (Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (del 2009, con il quale perde per un voto al Premio Strega, andato a Tiziano Scarpa), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013), Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio-Rèpaci e Premio Selezione Campiello). “Io credo nella letteratura, nel suo enorme valore umano.

    Contano i libri, la loro forza di rigenerazione dell’umano – aveva detto all’ANSA nel 2014, dopo aver di nuovo perso per pochi voti al premio Strega (cinque di differenza dal vincitore Francesco Piccolo) -. Una forza che si scolpisce nel tempo. Al confronto, i premi sono aria e polvere, vanità di vanità. Ma tutti noi siamo impastati di entrambe le cose”. Nel settembre 2018 lo scrittore pubblica M. Il figlio del secolo, primo volume di una tetralogia su Benito Mussolini e il fascismo (il secondo volume M. L’uomo della provvidenza, esce nel 2020 e il terzo “M. Gli ultimi giorni dell’Europa” nel 2022), destinata a raccontare la storia italiana dal 23 marzo 1919 giorno della fondazione dei Fasci di combattimento, fino al 1945.

    Con M. Il figlio del secolo, bestseller che resta in vetta alle classifiche per due anni consecutivi, definito dal New York Times “una lezione di antifascismo sotto forma di romanzo”, Scurati vince il Premio Strega nel 2019. Una vittoria dedicata “ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che poi fra loro trovarono il coraggio di combatterlo – commenta – E insieme vorrei dedicare il Premio ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto 100 anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia”.

    Dal libro è tratta anche una serie in 8 puntate, diretta da Joe Wright con Luca Marinelli protagonista, in arrivo nel 2024 su Sky. Per Scurati, che ha collaborato con gli sceneggiatori la trasposizione “ha ereditato l’impegno etico che era del romanzo”. Quando “rappresenti il male e soprattutto come ha segnato e continua a segnare la storia, devi portare lo spettatore nella gabbia ma poi devi portarlo anche fuori: se il leone ti sbrana non hai fatto un buon servizio”.

    Premiato nel 2019 con l’Ambrogino d’Oro, nel 2020 ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
   

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Meloni pubblica il testo di Scurati, nessuna censura

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In un’Italia piena di problemi, anche
oggi la sinistra sta montando un caso. Stavolta è per una
presunta censura a un monologo di Scurati per celebrare il 25
Aprile. La sinistra grida al regime, la Rai risponde di essersi
semplicemente rifiutata di pagare 1800 euro (lo stipendio
mensile di molti dipendenti) per un minuto di monologo. Non so
quale sia la verità, ma pubblico tranquillamente io il testo del
monologo (che spero di non dover pagare)”. Lo scrive su Facebook
la premier Meloni allegando il testo dello scrittore e spiegando
la sua scelta con due ragioni: 1) Perché chi è sempre stato
ostracizzato e censurato dal servizio pubblico non chiederà mai
la censura di nessuno. Neanche di chi pensa che si debba pagare
la propria propaganda contro il governo con i soldi dei
cittadini. 2) Perché gli italiani possano giudicarne liberamente
il contenuto”.

   

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FI chiede un segnale sulla giustizia prima delle europee

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   Anche Forza Italia vuole la sua parte sulle riforme. Se la Lega è impegnata strenuamente nella battaglia per portare a casa in tempo per le Europee l’approdo in Aula alla Camera dell’Autonomia ed FdI incasserà martedì il primo via libera, in commissione, sul premierato, gli azzurri chiedono un segnale sulla separazione delle carriere prima del voto dell’8 e 9 giugno. Autonomia, premierato e separazione delle carriere ricorda il leader azzurro Antonio Tajani, rappresentano un “tridente delle riforme” che, secondo i patti tra alleati, vanno portate avanti insieme, con tempi che guardano, appunto, al prossimo appuntamento elettorale. Gli azzurri vorrebbero dunque ottenere un segnale sulla giustizia e per questo vanno in pressing sul ministro Carlo Nordio che ha da tempo annunciato un ddl governativo in materia che dovrebbe a breve – secondo alcune indiscrezioni non confermate addirittura martedì – approdare in Cdm. “Noi – sottolinea Tajani – siamo assolutamente convinti che si debba procedere con la riforma della giustizia. Nordio sta lavorando e il prima possibile la porterà, se ce la farà per martedì sono ben lieto”. Anche perché il calendario delle Aule da qui al voto di giugno è complicato e se i tempi si dilatassero troppo sarebbe difficile arrivare a un primo voto parlamentare in tempo per le Europee.

    Tra l’altro – come ricorda il vice presidente della commissione Giustizia della Camera Pietro Pittalis – le proposte di legge in materia sono già presenti in Parlamento e si sono già svolte le audizioni. E l’arrivo del ddl Nordio potrebbe, per paradosso, far rallentare i tempi qualora si decidesse di ripatire da quel testo per gli approfondimenti che si svolgono prima dell’avvio dell’iter parlamentare. “Forza Italia non si fidi”, è il monito del deputato di Azione Enrico Costa. “Il governo – osserva – sta mettendo in campo un’azione dilatoria, non sta accelerando: faccia andare avanti il Parlamento. Noi siamo pronti a votare come testo base quello già presentato da FI”. Secondo il parlamentare la separazione delle carriere non è destinata ad approdare in Cdm già la prossima settimana. “Martedì sarà l’ennesima fumata nera, FI non si fidi”, commenta.

    Per ora, però, gli azzurri stanno a vedere ma restano guardinghi avendo dalla loro anche la possibilità di incidere sui tempi d’esame dell’Autonomia che la Lega vuole tassativamente in Aula alla Camera entro il 29 aprile. Lunedì il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, comunicherà in ufficio di presidenza il nuovo timing sul provvedimento. E sarà poi tour de force fino a sabato 27 per chiudere in commissione. Intanto nella serata del 23 aprile il premierato otterrà il suo via libera in commissione al Senato per l’Aula.   

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Serena Bortone, da Agorà al pubblico pop

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      Giornalista, autrice (è da poco uscito anche il suo primo romanzo, ispirato da fatti e persone della sua adolescenza, A te vicino così dolce, edito da Rizzoli) e conduttrice, Serena Bortone, romana, classe 1970, professionista che unisce al lavoro tante passioni (fra le altre per letteratura, opera, cinema, viaggi), è cresciuta professionalmente nel servizio pubblico, facendo la classica gavetta. Inizia il suo percorso in Rai nel 1989, all’interno della redazione di Alla ricerca dell’Arca condotto da Mino Damato.

   Negli anni della direzione di Angelo Guglielmi a Rai 3 lavora tra redazione e studio in programmi che variano nei temi dalla comicità, all’approfondimento sociale alla politica: fra gli altri Avanzi, Ultimo minuto, Mi manda Raitre, Telecamere e Tatami. “La Raitre nella quale sono entrata io nel 1989 (avevo 18 anni e facevo l’assistente ai programmi a contratto) non era una rete tv, era una comunità – ha scritto sui social nel 2022, commentando la notizia della morte di Guglielmi – unita dalla condivisione del valore del servizio pubblico e della necessità del racconto della realtà”. Nel 2007 guida come responsabile comunicazione e ufficio stampa la campagna per le Primarie del Partito Democratico. Nel 2010 entra nella squadra del programma di approfondimento politico della mattina di Rai 3 Agorà, dove, dopo le prime edizioni guidate prima da Andrea Vianello e poi da Gerardo Greco, diventa conduttrice nel 2017.

    Nel 2020 scommette su un suo appeal più pop l’allora direttore di Rai 1 Stefano Coletta, che la vuole come conduttrice del nuovo contenitore del pomeriggio dell’ammiraglia Rai, Oggi è un altro giorno. “Entrerò in studio come sempre senza un’idea preconcetta, pronta al confronto acceso, perché il bello del pluralismo è anche accalorarsi per un’idea” aveva detto all’ANSA la conduttrice all’esordio del programma, in onda fino a giugno 2023. Per il suo stile diretto e ironico (già emerso ad Agorà), la risata, l’amore per le citazioni di autori famosi e la parlata veloce ricca di intercalari, si guadagna anche l’imitazione quasi simbiotica di Barbara Foria. Gli ascolti la premiano, quindi fa discutere la scelta dell’azienda, nel 2023, con la nuova dirigenza, di cambiare programma e conduttrice per quella fascia sul primo canale, dove arriva a settembre Caterina Balivo con La volta buona. “Il pubblico di Rai1, che mi ha seguito generosamente in questi ultimi 3 anni, sa che ho sempre valorizzato autenticità, libertà e diversità – dice Bortone nell’ultima puntata di Oggi è un altro giorno -. Volevo ribadirlo ancora una volta nel momento in cui li salutavo definitivamente. Nella vita si paga sempre un prezzo per tutto, ma ci sono valori che per me sono irrinunciabili. In questo senso, non hanno prezzo”.

    Bortone riapproda su Rai 3 con una nuova trasmissione, Che sarà, in onda ogni sabato e domenica alle 20 circa, dove stasera avrebbe dovuto ospitare il monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile: ” Si propone di essere un programma accogliente – spiega parlando della nuova avventura – mai dogmatico, aperto e curioso – parte sempre dall’attualità e mette al centro le emozioni, le sicurezze e le incertezze che caratterizzano il nostro tempo. Uno spazio di riflessione e ragionamento sulla contemporaneità”. 

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Da Saviano a D'Amico, le accuse di censura alla Rai

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     Il caso Scurati, con il monologo sul 25 aprile atteso questa sera a Chesarà su Rai3 e poi saltato, è solo l’ultimo di una serie di vicende che hanno visto negli ultimi mesi Viale Mazzini finire al centro di accuse di censura.

    Annunciato a luglio nell’offerta dell’autunno 2023, qualche settimana dopo finisce fuori dal palinsesto Insider, Faccia a Faccia con il Crimine di Roberto Saviano, quattro puntate già registrate dedicate a un viaggio attraverso le organizzazioni criminali. “Una scelta aziendale, non politica”, spiega l’Ad della Rai Roberto Sergio. Ma lo scrittore insorge e parla di “decisione chiaramente politica” e chiama in causa pressioni del vicepremier Salvini, con cui spesso l’autore di Gomorra entra in rotta di collisione.

    A innescare l’ennesima scintilla tra Saviano e il ministro delle Infrastrutture, qualche giorno prima, un tweet dello scrittore sulla candidatura di Carola Rackete alle Europee: uno scontro social che porta il leader leghista a minacciare querela e gli esponenti della destra di governo a chiedere l’allontanamento dell’autore da Viale Mazzini, in nome del ‘metodo Facci’, con la cancellazione della striscia del giornalista e polemista prevista su Rai2 dopo alcuni giudizi sulla giovane accusatrice di La Russa Jr.

    A ottobre dell’anno scorso scoppia il caso Fedez: la Rai blocca la sua partecipazione a Belve. A denunciarlo è la conduttrice, Francesca Fagnani: l’azienda “non l’ha ritenuta opportuna”, spiega la giornalista dissociandosi. Peraltro le scintille con il rapper non sono mancate, dalla polemica sul suo intervento al Concertone del 2021 al freestyle politicamente scorretto a Sanremo 2023, con le critiche alla ministra Roccella sull’aborto e al viceministro Bignami, di cui il rapper strappa la foto con l’uniforme nazista, senza dimenticare il bacio fluido con Rosa Chemical nella puntata finale del festival. Un caso poi rientrato: Fedez è stato ospite di Belve il 9 aprile.

    È ancora l’Ariston, a febbraio, a fare da sfondo alle polemiche, in particolare dopo gli interventi a sostegno della causa palestinese dal palco e dopo lo “stop al genocidio” pronunciato da Ghali e finito nel mirino dell’ambasciatore israeliano in Italia. Una vicenda che spingerà l’Ad della Rai Roberto Sergio a diffondere un comunicato di vicinanza al popolo israeliano. Le tensioni di scaricano sulla puntata speciale di Domenica In in onda da Sanremo a chiusura dalla settimana festivaliera e una pioggia di critiche colpisce Mara Venier, che legge la nota Rai, interrompe Dargen D’Amico mentre parla del tema migranti e bacchetta in un fuorionda i giornalisti che hanno chiesto a Ghali un commento sulla presa di posizione dell’ambasciatore d’Israele. Tutta benzina sul fuoco delle polemiche del Pd contro ‘Telemeloni’, che qualche giorno prima aveva portato al sit-in organizzato dai dem davanti ai cancelli di Viale Mazzini. 
   

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Europee: Schlein, Bonaccini capolista al Nord est

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“Le elezioni dell’8 e il 9 giugno
sono una sfida decisiva per il futuro dell’Europa. E dobbiamo
schierare tutte le energie migliori di cui disponiamo. Per
questa ragione ho chiesto a Stefano Bonaccini di guidare la
lista del Nord est: la sua esperienza decennale da presidente
dell’Emilia-Romagna e il suo ruolo di presidente del Pd ne fanno
una proposta molto forte per la battaglia che dobbiamo condurre
e l’Europa che vogliamo costruire. Lo ringrazio per aver
accettato”. Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly
Schlein.

   

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Il testo del monologo di Antonio Scurati per il 25 Aprile

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Il testo del monologo di Antonio Scurati per il 25 Aprile, pubblicato in versione integrale sul sito di Repubblica. 

“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro”.

“Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania”. “In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati”. “Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via”.

“Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023)”. “Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana”.

 

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Stop a Scurati su Rai3, era previsto un monologo sul 25 aprile

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Stop alla presenza dello scrittore
Antonio Scurati, che questa sera su Rai3, nella puntata di
CheSarà, doveva proporre un monologo sul 25 aprile. Ad
annunciarlo è la conduttrice del programma Serena Bortone con un
post su Instagram.

   
“Nella puntata di questa sera di Che sarà – ha scritto la
giornalista su Instagram – era previsto un monologo di Antonio
Scurati sul 25 aprile. Ho appreso ieri sera, con sgomento, e per
puro caso, che il contratto di Scurati era stato annullato. Non
sono riesce a ottenere spiegazioni plausibili. Ma devo prima di
tutto a Scurati, con cui ovviamente ho appena parlato al
telefono, ea voi telespettatori la spiegazione del perché
stasera non vedranno lo scrittore in onda sul mio programma su
Raitre sono riuscito a ottenerla nemmeno io”.

   

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