Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

In Puglia bufera sul centrosinistra, inchieste sfiorano Emiliano

Tempo di lettura: < 1 minuto

Le inchieste che stanno travolgendo
il centrosinistra in Puglia sarebbero a un passo dal coinvolgere
il governatore Michele Emiliano secondo alcune ricostruzioni dei
quotidiani di centrodestra che – come fa oggi Libero – arrivano
a chiederne le dimissioni. In base a quanto ricostruiscono anche
il Giornale e La Verità, il presidente della Regione Puglia
potrebbe essere indagato per rivelazione del segreto d’ufficio
perché – dopo aver saputo dell’imminente arresto del commissario
dell’agenzia regionale per l’innovazione (Arti) ed ex assessore
regionale all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio – lo scorso 10
aprile lo avrebbe avvertito dicendogli “dimettiti o ti rimuovo”.

   
A rivelarlo al gup sarebbe stato lo stesso Pisicchio mostrando
le schermate della chat con cui il governatore lo avrebbe
avvisato di una vecchia inchiesta che stava avendo una
accelerazione.

   
Pisicchio, in effetti, lo scorso 10 aprile si dimise poche
ore prima che arrivasse la notizia del suo arresto per
corruzione insieme a suo fratello Enzo. E le sue improvvise
dimissioni dall’Arti avrebbero spinto gli inquirenti a
sospettare di una fuga di notizie e quindi ad anticipare
l’arresto che inizialmente sarebbe stato previsto per qualche
giorno dopo.

   
Pisicchio avrebbe aggiunto ai magistrati che a rivelare a
Emiliano notizie riservate sul suo arresto sarebbe stata una
“fonte romana”. E tra i quesiti sollevati sulla vicenda da più
parti del mondo politico c’è proprio questo punto: chi può aver
dato al governatore notizie coperte dal segreto?

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Bonino capolista per Stati Uniti d'Europa nel Nord ovest

Tempo di lettura: < 1 minuto

Emma Bonino sarà capolista di Stati
Uniti d’Europa nel Nord ovest. Lo ha annunciato il leader di Iv,
Matteo Renzi, in un evento a Roma. Gli altri capolista sono: al
Nord Est Graham Watson (Alde), al centro Giandomenico Caiazza
(storico avvocato di Enzo Tortora), al sud il segretario del Psi
Enzo Maraio, nelle isole Rita Bernardini dei radicali. “Non c’è
nessuno di Iv – ha detto Renzi – io sono orgoglioso, perché non
siamo a mettere le bandierine, noi siamo qua per dire che al
progetto degli Stai uniti d’Europa crediamo come scelta
costitutiva”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Gori ai sindaci, 'il 25 aprile leggiamo il discorso di Scurati'

Tempo di lettura: < 1 minuto

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori
ha proposto a tutti i suoi colleghi il 25 aprile di leggere dal
palco delle celebrazioni della festa della liberazione il
monologo che lo scrittore Antonio Scurati avrebbe dovuto fare su
Rai3 e che è stato cancellato. “Ho una proposta per i miei
colleghi sindaci: il 25 aprile – ha scritto Gori sui social –
dai palchi delle nostre città, leggiamo tutti il discorso che
Antonio Scurati ha dedicato a questa ricorrenza. La Rai ha
deciso di censurarlo? I cittadini lo ascolteranno nelle nostre
piazze”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Arianna Meloni: 'Non voglio fare il leader, resto militante'

Tempo di lettura: < 1 minuto
 “Oggi si è parlato tanto di questa mia presenza qui a Viterbo, ci si è chiesti ‘ ha cambiato profilo, improvvisamente vuole fare il grande leader’: non sono qui per sostituire il presidente del Consiglio, per fare chissà cosa, il capo del partito, sono qui da dirigente di FdI e da militante, questo siamo, abbiamo scelto di fare politica senza avere nessuna ambizione personale, è con questo spirito che abbiamo iniziato a fare politica”. Lo ha detto la responsabile della segreteria politica di FdI, Arianna Meloni, a un evento elettorale a Viterbo. Alle sue spalle il manifesto del partito con lo slogan ‘L’Italia cambia l’Europa’. 

“C’è ancora tanto da fare, la vittoria delle politiche è stata sì del centrodestra ma anche del popolo italiano, che ci ha indicato che voleva essere governato da una maggioranza coesa e ha dato vita ad un governo di visione e soprattutto stabile. Oggi abbiamo davanti un’altra sfida, la battaglia delle battaglie le prossime europee, il modello italiano deve essere quello che portiamo in Europa”. Lo ha detto la responsabile della segreteria politica di Fdi, Arianna Meloni, a un evento elettorale per le europee a Viterbo.

 


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Bufera sulla puntata di Porta a Porta sull'aborto, opposizioni all'attacco. La Rai scrive a Vespa

Tempo di lettura: 4 minuti
Bufera su Porta a Porta dopo la puntata dedicata all’aborto con ospiti, a discuterne in studio, soli uomini. “Cinque uomini in studio a discutere di aborto: la Rai ai tempi di Giorgia Meloni lascia che sia un parterre tutto maschile a discutere dei diritti delle donne. Quanto avvenuto nella trasmissioni di ieri sera di Porta a Porta è gravissimo. Porteremo in Commissione di vigilanza questa vicenda, bisogna fermare questo declino e contrastare la palese violazione dei principi della parità di genere”. Così i componenti del Pd della commissione bicamerale di vigilanza Rai. “Sono venuti meno tutti i principi di parità di genere contenuti nel Contratto di Servizio Rai – sottolineano – Un fatto che mina alle basi la credibilità dell’azienda pubblica radiotelevisiva italiana. Meno di un anno fa la Presidente Rai Soldi si era impegnata con il progetto della Commissione europea ‘No women no panel” a garantire una rappresentazione paritaria nei talk e nei dibattiti pubblici. In meno di un anno dobbiamo registrare che alle promesse non sono seguiti i fatti, con l’aggravante – concludono – che l’argomento in discussione riguardava un diritto femminile, quello all’aborto”.

La presidente della Rai Marinella Soldi ha scritto a Bruno Vespa, richiamando al ruolo fondamentale del servizio pubblico in particolare su un tema così sensibile e che chiama in causa direttamente il corpo delle donne.

 

“Ieri sera in Rai è andata in onda una nuova perla di TeleMeloni. Nel salotto di Vespa si discuteva di legge 194 e interruzione volontaria di gravidanza. Grande tavolo con al centro il conduttore e una scritta enorme ‘aborto’. Fin qui tutto bene se non fosse che a discutere di quello che è un diritto delle donne c’erano sette uomini e nessuna donna. Eppure, si dibatteva di consultori, di obiezione di coscienza, di diritto all’interruzione. Ma soprattutto si discuteva dell’emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Pnrr, che mira a coinvolgere nei consultori le associazioni antiabortiste”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama, componente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai.

“Una vera e propria forzatura contro una legge che già oggi rende alle donne difficilissimo ricorrere a questo diritto negli ospedali pubblici. E per discutere di tutto questo per Vespa non servivano le donne, bastano i maschi. L’unica concessione, nel grande schermo alle spalle degli ospiti, una dottoressa ripresa mentre fa una ecografia. Ma l’immagine serviva a porre l’attenzione del telespettatore non sulla donna, ma sull’ecografia. Un’immagine plastica di una società maschilista e patriarcale – continua -. Il diritto delle donne non si tocca ed è mortificante che la Rai, la più grande azienda culturale del Paese, venga usata senza ritegno per una crociata identitaria sul corpo delle donne. Una cosa gravissima, una violazione del codice etico dell’azienda, su cui presenteremo un’interrogazione in Commissione di vigilanza Rai e sulla quale chiederò alla Presidente Floridia di convocare l’amministratore delegato Sergio e il direttore generale Rossi. TeleMeloni, una volta servizio pubblico, è sempre più piegata agli interessi di una maggioranza reazionaria che vorrebbe farci tornare indietro anche sulle conquiste acquisite. Una destra che esalta le ecografie, i feti, loda i non nati e fa la guerra a quelli nati in Italia, ma da genitori non italiani, è una destra da mandare a casa il prima possibile”, conclude De Cristofaro.

“L’ultima parola sull’aborto spetta alle donne, sempre e comunque”. Così, stamani, a Melfi (Potenza) il vicepremier Matteo Salvini.

 

La replica di Porta a Porta: ‘Le donne invitate tutte indisponibili’

 La redazione di Porta a Porta replica, in una nota,  alle polemiche sulla presenza solo maschile sul tema dell’aborto nella puntata di ieri sera del programma di Bruno Vespa. Nella nota si ”fa notare che gli inviti per la trasmissione politica di giovedì 18 aprile sono stati fatti nei giorni precedenti al manifestarsi della polemica. Essendo prevista la presenza del Partito democratico, avevamo invitato tre donne parlamentari del PD (sostituite alla fine dall’onorevole Zan per la loro indisponibilità) e una direttrice di giornale, anch’essa indisponibile. In ogni caso l’aborto è stato solo uno degli otto temi trattati nella trasmissione di ieri. Gli altri sette erano la guerra, Meloni a Bruxelles, il ricorso al governo contro l’Emilia-Romagna sul fine vita, la discussione sulla foto di Berlinguer nella tessera del PD, il 5 in condotta e i sondaggi preelettorali. 

Come sa la stessa interessata, fin dalle 9:47 (prima che uscissero le agenzie con le reazioni polemiche) avevamo valutato la presenza dell’onorevole Sportiello (Movimento 5 stelle) per i Cinque Minuti di oggi, ma la tensione internazionale successiva all’attacco israeliano all’Iran ci costringe ad occuparci di questo. Sarà nostra cura, naturalmente, tornare sul tema alla prima occasione utile”. 

Video Sportiello alla Camera: ‘Oggi sono madre, ma 14 anni fa scelsi di abortire’

 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Verso Tajani capolista in quattro circoscrizioni alle Europee

Tempo di lettura: < 1 minuto
Antonio Tajani si appresta a sciogliere il nodo della sua candidatura alle Europee e, come viene confermato in ambienti di FI, dovrebbe annunciarla al Consiglio nazionale del partito in programma sabato 20 aprile dalle 11 all’Hotel Parco dei Principi. Il leader azzurro dovrebbe essere capolista in quattro delle circoscrizioni. Nelle Isole, invece, per quel ruolo sarebbe stata selezionata Caterina Chinnici, eurodeputata uscente, ex Pd, figlia di Rocco Chinnici, il magistrato del pool Antimafia che fu ucciso nel 1983 da Cosa nostra. 

Magistrato come il padre, Chinnici è europarlamentare dal 2014, quando fu eletta (con 134.207 preferenze) con il Pd che la candidò come capolista nella circoscrizione Insulare, così come nel 2019. È stata candidata per il Pd anche alle Regionali in Sicilia nel 2022 (vinte poi da Renato Schifani), prima di passare a Forza Italia nella primavera del 2023.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Urne aperte domenica e lunedì per 570 mila lucani

Tempo di lettura: 2 minuti
Un’elezione regionale per circa 570 mila lucani con un peso nazionale. Domenica 21 aprile, dalle ore 7 alle 23, e lunedì 22, dalle 7 alle 15, in Basilicata si voterà per eleggere il governatore e 20 consiglieri regionali, 13 per la provincia di Potenza e sette per quella di Matera. Tre i candidati alla carica di presidente della Regione: l’uscente Vito Bardi (centrodestra, sostenuto da sette simboli), Piero Marrese (centrosinistra, con cinque simboli) ed Eustachio Follia (Volt).
    Nel 2024, quella lucana è la terza competizione elettorale, dopo la vittoria del centrosinistra in Sardegna con Alessandra Todde e la riconferma di Marco Marsilio (centrodestra) in Abruzzo. A giugno, nell’election day con le Europee si voterà in Piemonte, poi verso fine anno sarà la volta dell’Umbria, dove non è stata ancora stabilita la data delle elezioni.
    In Basilicata la coalizione di centrodestra per Bardi è composta da Forza Italia, Fdi, Lega, Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti, Azione, Orgoglio Lucano, La Vera Basilicata; quella di centrosinistra per Marrese da Pd, M5s, Avs-Si-Psi Basilicata Possibile, Basilicata Casa Comune, Basilicata Unita; per Follia la lista di Volt.
    In totale gli aventi diritto al voto sono 567.959, dei quali 394.643 nel Potentino e 173.316 nel Materano ed è un numero che va ben oltre i circa 538 mila lucani dell’ultimo censimento Istat: in questo dato, infatti, devono essere considerate diverse migliaia di persone che vivono all’estero. Un elemento che, di conseguenza, avrà un peso determinante sull’affluenza: nel 2019 si arrivò al 53,8%, in crescita rispetto al 47,6 del 2013.
    Nelle 682 sezioni che saranno allestite (453 nel Potentino e 229 nel Materano) – e che comprendono anche quattro seggi nelle strutture ospedaliere (due a Potenza, una a Matera e una a Venosa) – avranno diritto di voto 279.552 uomini e 288.407 donne. Nel Potentino sono 194.369 gli uomini e 200.274 le donne, nel Materano invece 85.183 gli uomini e 88.133 le donne.
    Per i 20 posti da consiglieri (di cui uno sarà assegnato al candidato governatore che arriverà secondo) si sono candidate 258 persone. Non è consentito il voto disgiunto. È possibile esprimere una doppia preferenza di genere. Nel 2019, Bardi vinse con il 42,2%, contro il 33,1% di Carlo Trerotola (candidato dal centrosinistra), mentre il M5S raggiunse il 20,3% con Antonio Mattia. Il primo partito fu il M5S con il 20,2, seguito dalla Lega con il 19,2. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

L'Ue: "Le misure dell'Italia sull'aborto non rientrano nel Pnrr"

Tempo di lettura: 2 minuti
Il tema dell’aborto continua ad essere terreno di scontro politico, ma quello che accade in Italia sui consultori è anche sotto la lente dell’Europa, con la Commissione Ue che bacchetta Roma, sottolineando che “le misure sull’aborto sono estranee al Pnrr”. Non solo: in Italia esplode anche la bufera su Porta a Porta, dopo la puntata dedicata alla legge 194 e ai consultori, nella quale, invitati in studio a discuterne, erano solo uomini. Dalla redazione fanno sapere che le donne invitate non erano disponibili. L’opposizione attacca. La presidente Rai scrive a Vespa, richiamando al ruolo del servizio pubblico su un tema così sensibile “che chiama in causa direttamente il corpo delle donne”. 

 

Le parole della portavoce della Commissione Ue

“Il decreto Pnrr contiene misure che riguardano la struttura di governance del Pnrr, ma ci sono altri aspetti che non sono coperti e non hanno alcun legame con il Pnrr, come ad esempio la legge sull’aborto”. Lo ha detto una portavoce della Commissione europea, interpellata sul dibattito sull’aborto in Italia. 

 

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Salvini, governo Meloni grazie a mia strategia e di Berlusconi

Tempo di lettura: < 1 minuto

“La sera in cui Draghi decise di
dimettersi, per le insanabili divergenze politiche, mi rendevo
conto che avevamo vinto una partita difficilissima grazie alla
solidità della squadra. Se oggi per fortuna c’è il governo
Meloni, fu grazie alle strategie messe a punto col Cavaliere a
Villa Zeffirelli. Nonostante pesantissime pressioni nazionali e
internazionali, avevamo sempre chiaro il nostro obiettivo: prima
gli italiani”. Lo scrive Matteo Salvini nel suo libro
‘Controvento’, di cui viene diffuso uno stralcio in cui, in
sintesi, racconta che Lega e Forza Italia non cedettero alle
pressioni di Parigi e Berlino per sostenere l’ex presidente
della Bce.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

Aggiornamenti, Notizie, Politica, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Opposizioni all'attacco dopo il monito Ue su aborto e Pnrr

Tempo di lettura: < 1 minuto

Opposizioni all’attacco dopo il
monito della Ue sulle norme inserite nel decreto Pnrr
riguardanti i consultori. “Anche l’Ue bacchetta il governo” si
sottolineano da M5s. “Fratelli d’Italia vuole rendere l’aborto
ancora più doloroso” accusano i Dem con Beatrice Lorenzin.

   
“L’aborto non ha legami con il Pnrr, lo dice l’Ue”, osserva
anche Luana Zanella di Avs. Intanto intorno alle nuove norme
nasce un’altra polemica che riguarda il confronto di ieri sera a
Porta a Porta: “Sette uomini in studio a discutere
di aborto: la Rai ai tempi di Giorgia Meloni lascia che sia un
parterre tutto maschile a discutere dei diritti delle donne”,
dicono i componenti Pd della Vigilanza. Il programma risponde:
“Le donne invitate erano tutte indisponibili”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source