La presidente della Rai Marinella Soldi ha scritto a Bruno Vespa, richiamando al ruolo fondamentale del servizio pubblico in particolare su un tema così sensibile e che chiama in causa direttamente il corpo delle donne.
“Ieri sera in Rai è andata in onda una nuova perla di TeleMeloni. Nel salotto di Vespa si discuteva di legge 194 e interruzione volontaria di gravidanza. Grande tavolo con al centro il conduttore e una scritta enorme ‘aborto’. Fin qui tutto bene se non fosse che a discutere di quello che è un diritto delle donne c’erano sette uomini e nessuna donna. Eppure, si dibatteva di consultori, di obiezione di coscienza, di diritto all’interruzione. Ma soprattutto si discuteva dell’emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Pnrr, che mira a coinvolgere nei consultori le associazioni antiabortiste”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama, componente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
“Una vera e propria forzatura contro una legge che già oggi rende alle donne difficilissimo ricorrere a questo diritto negli ospedali pubblici. E per discutere di tutto questo per Vespa non servivano le donne, bastano i maschi. L’unica concessione, nel grande schermo alle spalle degli ospiti, una dottoressa ripresa mentre fa una ecografia. Ma l’immagine serviva a porre l’attenzione del telespettatore non sulla donna, ma sull’ecografia. Un’immagine plastica di una società maschilista e patriarcale – continua -. Il diritto delle donne non si tocca ed è mortificante che la Rai, la più grande azienda culturale del Paese, venga usata senza ritegno per una crociata identitaria sul corpo delle donne. Una cosa gravissima, una violazione del codice etico dell’azienda, su cui presenteremo un’interrogazione in Commissione di vigilanza Rai e sulla quale chiederò alla Presidente Floridia di convocare l’amministratore delegato Sergio e il direttore generale Rossi. TeleMeloni, una volta servizio pubblico, è sempre più piegata agli interessi di una maggioranza reazionaria che vorrebbe farci tornare indietro anche sulle conquiste acquisite. Una destra che esalta le ecografie, i feti, loda i non nati e fa la guerra a quelli nati in Italia, ma da genitori non italiani, è una destra da mandare a casa il prima possibile”, conclude De Cristofaro.
“L’ultima parola sull’aborto spetta alle donne, sempre e comunque”. Così, stamani, a Melfi (Potenza) il vicepremier Matteo Salvini.
La replica di Porta a Porta: ‘Le donne invitate tutte indisponibili’
La redazione di Porta a Porta replica, in una nota, alle polemiche sulla presenza solo maschile sul tema dell’aborto nella puntata di ieri sera del programma di Bruno Vespa. Nella nota si ”fa notare che gli inviti per la trasmissione politica di giovedì 18 aprile sono stati fatti nei giorni precedenti al manifestarsi della polemica. Essendo prevista la presenza del Partito democratico, avevamo invitato tre donne parlamentari del PD (sostituite alla fine dall’onorevole Zan per la loro indisponibilità) e una direttrice di giornale, anch’essa indisponibile. In ogni caso l’aborto è stato solo uno degli otto temi trattati nella trasmissione di ieri. Gli altri sette erano la guerra, Meloni a Bruxelles, il ricorso al governo contro l’Emilia-Romagna sul fine vita, la discussione sulla foto di Berlinguer nella tessera del PD, il 5 in condotta e i sondaggi preelettorali.
Come sa la stessa interessata, fin dalle 9:47 (prima che uscissero le agenzie con le reazioni polemiche) avevamo valutato la presenza dell’onorevole Sportiello (Movimento 5 stelle) per i Cinque Minuti di oggi, ma la tensione internazionale successiva all’attacco israeliano all’Iran ci costringe ad occuparci di questo. Sarà nostra cura, naturalmente, tornare sul tema alla prima occasione utile”.
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