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Schlein, bene Sanchez, sì ad un nuovo fondo Next Generation Ue

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“Continuare a investire nel futuro
con un nuovo fondo Next Generation Eu che permetta investimenti
comuni nei beni pubblici europei è una priorità per il Partito
democratico. Piena sintonia con Pedro Sanchez, l’Europa di
domani deve investire in giustizia sociale, conversione
ecologica e innovazione. Non permettiamo alle destre
nazionaliste di chiudere la finestra di opportunità che si è
aperta con il Next Generation EU – l’Europa che vogliamo è
quella degli investimenti comuni, non dei paradisi fiscali, è
quella dei benefici per tutti e non dei privilegi per pochi”. Lo
dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

   

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Mattarella visita la base Nato di Novo Selo

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     Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato la base Nato di Novo Selo, nell’est della Bulgaria. Alla missione dell’Alleanza Atlantica ai confini orientali dell’Unione europea partecipano anche circa 700 militari italiani. 

   “Voi svolgete un compito che punta ad ottenere pace e sicurezza e questa è una caratteristica costante delle nostre Forze Armate nei compiti loro affidati da Parlamento e governo e svolti in tanto luoghi, anche lontani”, ha detto il presidente, salutando il contingente italiano.

    Mattarella ha sottolineato che le missioni militari italiane all’estero sono tutte “svolte per garantire e ripristinare la pace dove questa è messa a rischio”. In questo modo, ha detto ancora il capo dello Stato, si fornisce “un grande contributo alla comunità internazionale”.

   “Siamo sul fronte orientale della Nato, posto in tensione dall’inammissibile invasione russa dell’Ucraina e quindi questa missione ha un compito di deterrenza, per prevenire ed evitare che vi siano incidenti. Una missione che ha come scopo la pace e la sicurezza. Una missione di grande rilievo e importanza”, ha proseguito Mattarella.

     

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L'Aula della Camera esamina il dl Pnrr, oggi il voto finale

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Al via i lavori dell’Aula della
Camera per l’esame del decreto legge Pnrr. La votazione finale
del provvedimento, secondo il calendario ufficiale, è prevista
entro le 17, ma l’obiettivo, a quanto si apprende, sarebbe
quello di chiudere i lavori prima delle 14. Gli ordini del
giorno in tutto sono 147 e tre sono gli accantonati. Tra questi,
l’ordine del giorno del Pd sul diritto all’aborto e i
consultori.

   

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Bernini, gli atenei non sono zona franca per chi commette reati

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“Gli atti discriminatori sono reati
ovunque, non esistono luoghi dove si possano tollerare,
l’università non è una zona franca e non dà l’impunità a chi
commette reati”. Lo ha detto la ministra dell’Università e della
Ricerca, Anna Maria Bernini in audizione al Senato in merito
all’indagine sui fenomeni di intolleranza, razzismo,
antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza connessi
agli avvenimenti in Medio Oriente

   

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Zedda apre al campo larghissimo, ma 'senza esagerare'

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 “Se lo chiedete a me, il candidato sindaco ovviamente vorrebbe una coalizione più ampia possibile a sostenerlo. Dopodiché ne stiamo ragionando insieme agli alleati e decideremo”. Massimo Zedda, candidato sindaco di Cagliari per lo stesso campo largo che ha portato Alessandra Todde alla guida della Sardegna, non chiude la porta a nessuno, che siano rappresentanti dei partiti di Renzi, Calenda, Bonino o Renato Soru.

    Un campo larghissimo, dunque, ma senza esagerare e senza generare “situazioni imbarazzanti”, sottolinea durante la prima conferenza stampa da candidato ufficiale con al fianco la neo presidente della Regione. Senza, quindi, arrivare a candidare proprio l’ex governatore sardo, fondatore di Tiscali, che il partito di cui Zedda è presidente, i Progressisti, aveva seguito per un attimo nella campagna elettorale regionale, per poi tornare nei ranghi del campo largo. “Mantengo ottimi rapporti con lui, le interlocuzioni sia personali che politiche non smettono e se oggi posso parlargli con serenità è perché avevamo chiarito la nostra posizione”.

    Niente volti noti dei partiti che alle regionali non hanno sostenuto Todde, ma sì all’apertura a liste civiche. Il discorso è ancora aperto, il dialogo prosegue ma l’ampiezza dell’apertura trova l’ostacolo del M5s che ha già chiarito la sua posizione fondata sulla coerenza e ribadita da Michele Ciusa: “la scelta di Zedda fa parte di un progetto, l’idea del campo largo va perseguita anche a Cagliari e noi andiamo in coerenza”.

    La parola d’ordine, coerenza, viene ripetuta anche dalla stessa Todde: “Squadra che vince non si cambia, la nostra coalizione è forte e coesa e soprattutto ha progetto e fondamenta. La discussione è in corso nel tavolo, non facciamo liste di proscrizione o distinzioni sulla base delle persone e delle forze politiche. In altri contesti abbiamo stretto accordi con Azione e con Italia Viva, ma ogni contesto è a sé, l’importante è che ci sia coerenza col progetto presentato”.

    Al tavolo con gli altri rappresentanti delle forze dell’alleanza, la neo governatrice ‘battezza’ la scelta di Zedda, già sindaco di Cagliari dal 2011 al 2019: “Finalmente quella visione ed entusiasmo che in questa città sono mancati negli ultimi cinque anni – sottolinea -. Al di là della concretezza dei singoli problemi io e Massimo ci ritroviamo sulla visione della città”.

    Piena sintonia confermata dal candidato sindaco: “Appena mi è stata comunicata la scelta ho incontrato Alessandra e abbiamo parlato a lungo sulla visione del capoluogo della Sardegna.
    Pensate a cosa significa avere accanto la Regione quando si programma il futuro della città”. 

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Time: Meloni tra le 100 persone più influenti al mondo

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni figura tra le 100 persone più influenti del mondo nel 2024 nella lista pubblicata dalla rivista statunitense ‘Time’. La premier è inserita nella categoria ‘leader’ insieme, tra gli altri, a Donald Tusk, Javier Milei, Li Qiang e Yulia Navalnaya.

Nella scheda che parla di lei, si legge che “quando Giorgia Meloni è salita al potere in Italia nel 2022, diventando la prima donna leader del Paese, molti osservatori nutrivano timori per il suo partito di estrema destra e per l’impatto che avrebbe avuto sull’Europa e sul mondo. Ma a due anni di distanza, Meloni rimane popolare, non solo in Italia, dove gode di un rating del 41% nonostante una debole crescita economica, ma anche tra i leader occidentali, molti dei quali sono stati rallegrati dal suo fermo sostegno all’Ucraina (e, in particolare, dalla sua capacità di persuadere leader come l’ungherese Viktor Orban a sostenere i finanziamenti europei a Kiev)”.

“Meloni – si legge ancora sul magazine americano – non ha abbandonato completamente la sua politica di destra. In patria, il suo governo ha perseguito politiche che, secondo i critici, erodono silenziosamente i diritti Lgbtq+. A livello di Unione europea, è stata accreditata come la forza trainante dell’approccio del blocco all’immigrazione, che prevede il pagamento di paesi come Egitto e Tunisia per impedire agli aspiranti migranti di partire. Se il blocco di destra europeo dovesse espandersi dopo le elezioni del Parlamento europeo di giugno, come previsto dai sondaggi, Meloni potrebbe emergere come sua naturale figura di spicco”.
   

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Mattarella, sostegno a Kiev, ma ostinati per una pace giusta

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Abbiamo assistito alla “gravissima
aggressione della Russia: diamo massimo sostegno all’Ucraina per
riaffermare il principio di pari dignità perchè non è possibile
che uno stato più forte possa imporsi con le armi su uno stato
più piccolo. Ciò sovverte i principio di civiltà alla base della
nascita delle Nazioni Unite. Ciò non toglie che cercheremo in
ogni modo, con grande ostinazione, ogni strada per giungere alla
fine del conflitto e a una pace giusta”. Lo ha detto il
presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Sofia
al termine di un colloquio con il presidente bulgaro Rumen
Radev.

   

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Multa a deputati assenti durante votazioni Ars, 180 euro

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I deputati regionali assenti durante le votazioni all’Assemblea siciliana dovranno pagare 180 euro di sanzione, i soldi saranno trattenuti dalle indennità ogni fine del mese. Sempre 180 euro saranno detratti ai componenti delle commissioni parlamentari assenti al momento di votare, in questo caso è stato previsto un tetto massimo mensile pari a 540 euro. Dimezzati i congedi: uno e non più due al mese.
    La stretta anti-assenteisti, apprende l’ANSA, è stata deliberata, all’unanimità, dal Consiglio di Presidenza. Il nuovo meccanismo scatterà dal primo maggio, a proporre la data simbolica è stato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

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Orban: "Meloni può guidare i conservatori in Europa"

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“In passato ho detto che l’Ungheria era troppo piccola per sostenere da sola un movimento conservatore in Europa, e questo è vero anche oggi. Ma le cose stanno cambiando, l’Italia ha un primo ministro conservatore e può ora guidare i conservatori europei, in Francia le cose stanno per cambiare, le forze in campo sono diverse”. Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban, parlando al ‘National Conservatism’ la conferenza delle destre in corso a Bruxelles.

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Diffamazione: il governo chiede il rinvio dell'esame del ddl

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Il governo, in Commissione Giustizia del Senato, ha chiesto il rinvio dell’esame del disegno di legge sulla diffamazione. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sugli emendamenti presentati dal relatore Gianni Berrino (FDI) che prevedevano il carcere fino a 4 anni e mezzo e che sono stati poi ritirati, la presidente della Commissione, Giulia Bongiorno aveva convocato una riunione di maggioranza per fare il punto. E sembrava si fosse trovata un’intesa puntando tutto sul “titolo e la rettifica”, ma senza prevedere la detenzione. Il governo, invece, oggi ha chiesto di rinviare perché “c’è bisogno di altri approfondimenti”.

 

Gasparri: ‘Serve una soluzione per una rettifica efficace’

   “Nessuno intende toccare l’articolo 21 della Costituzione. Il tema vero e lo dico non solo da parlamentare ma anche da giornalista professionista da quasi 40 anni, è l’efficacia delle rettifiche e del ripristino della reputazione. Nelle leggi c’è scritto che le rettifiche e le smentite vanno pubblicate con la stessa evidenza. In realtà questo non avviene mai. Siamo pieni di rubriche delle lettere che smentiscono in corpo otto, nell’angolo di una pagina, titoli di nove colonne in prima pagina che hanno colpito persone che poi, nel tempo, si sono rivelate estranee alle narrazioni fatte.

Siamo pieni di trasmissioni televisive che alla fine leggono la letterina di smentita pervenuta. Il tema è questo”. Lo ha detto il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri intervenendo in Commissione Giustizia a proposito del ddl sulla diffamazione per il quale il governo ha chiesto un rinvio dell’esame. “L’unico giornalista che ha rischiato di andare in carcere fu Sallusti e la vicenda è stata talmente clamorosa che finì con la grazia del Presidente della Repubblica – ha proseguito – nessuno vuole mettere le manette a nessuno e l’unico caso reale che si è verificato finì con una discussione ai massimi livelli della Repubblica proprio per il clamore della possibilità che un giornalista andasse in carcere, anche se non tutti insorsero nel caso di Sallusti perché ci sono le insurrezioni a raggio limitato sulla libertà e sull’articolo 21”.

“Il punto vero è l’efficacia del ripristino della reputazione delle persone danneggiate. Se c’è un titolo a nove colonne, si deve fare una rettifica a nove colonne, altrimenti si devono pagare multe salate, non andare in carcere. Non vogliamo coartare la volontà di nessuno, ma nemmeno si può avere la disponibilità della reputazione altrui impunemente”, ha concluso.

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