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DALLE 12:06 ALLE 20:19

DI GIOVEDì 22 NOVEMBRE 2018

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Pernigotti, continua protesta lavoratori
Azienda aveva chiesto rimuovere presidio Novi Ligure

Inps: contratti stabili 9 mesi +168.937boom trasformazioni a tempo indeterminato, +45,6%

Inps,su domande disoccupazione settembreNei primi 9 mesi 1,38 milioni domande, +5,8%. Cala cig su anno

Bcc:solo ritocchi norme per Alto AdigeRitirati emendamenti della maggioranza, riforma va avanti

Spread Btp-Bund in calo a 305 punti baseTasso al 3,42%

Tav, imprese e associazioni da ConteAll’incontro ci saranno anche Di Maio e Toninelli

Bce: Italia amplificato correzione BorseCosì i verbali della Banca Centrale

Tim: Mise, non progetto segreto scorporoCon emendamento a dl Fisco condizioni per rete unica

Tria, non interventi extra su risparmioSe spread alto a lungo effetto su tassi mutui

Borsa: Milano chiude in calo, -0,69%Ftse Mib a 18.603 punti

Borsa: Europa in calo, Parigi -0,75Londra -1,28%, Francoforte -0,94%

Spread Btp-Bund chiude stabile,308 puntiIl rendimento del decennale è al 3,449%

Borsa: Milano in calo con energia e TimSpread chiude stabile a 308 punti, in luce banco Bpm

Dl fisco: arriva stop condonoEmendamento in sei capitoli, anche rinnovo bonus bebè

Leonardo: Profumo, dopo 9 mesi ancora più fiducia sul pianoConvinto, è strada giusta. Area Med, sviluppo con nostre tecnologie

Decreto fiscale diventa omnibus, dal bonus bebè al condonoSono i sei capitoli contenuti nell’emendamento, anche calamità, Money transfer e detassazione per le sigarette elettroniche

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ALESSANDRIA

– Non si ferma la protesta dei lavoratori della Pernigotti, che hanno respinto la richiesta dell’azienda di mettere fine all’occupazione. “Non se ne parla, finché non ci saranno sviluppi precisi, tutto resta come prima”, spiega Domenico Cichero, rsu Fai Cisl, davanti ai cancelli dell’azione di Novi Ligure in cui la proprietà turca vuole cessare la produzione.
“Continuiamo a dire che si tratta di assemblea permanente e sciopero e non di una occupazione – sostiene Tiziano Crocco, della Uila Uil – Non stiamo bloccando nulla, tantomeno la produzione, poiché già prima del 6 novembre la ditta incaricata aveva provveduto a pulizia e sanificazione dei locali”.
“Per noi continua a essere determinante la trattativa romana – riprende Cichero – In questi giorni sono circolate molte indiscrezioni e notizie non sempre fondate. Non è il momento di creare ulteriori tensioni”.
Le assunzioni dei datori di lavoro privati nei primi 9 mesi del 2018 sono state 5.661.000 (+5,3%) a fronte di 4.996.511 cessazioni (+7,4%) con un saldo positivo di 665.000 contratti. Lo si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Nel periodo la variazione netta per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 168.937 unità. Il risultato è stato positivo soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato passate dalle 272.812 dei primi 9 mesi del 2017 a 397.374 (+45,6%). Nel complesso i nuovi rapporti a tempo indeterminato nei primi nove mesi dell’anno (comprese le assunzioni in apprendistato) sono stati oltre 1,5 milioni.
– A settembre sono arrivate all’Inps 223.555 domande per sussidio di disoccupazione tra Naspi, Aspi, mini Aspi, mobilità e Discoll con un aumento dell’1,9% rispetto a settembre 2017. Lo si legge sull’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione. Nei primi nove mesi del 2018 sono arrivate 1.382.670 domande totali di disoccupazione con un aumento del 5,8%% rispetto allo stesso periodo del 2017. A ottobre l’Inps ha autorizzato alle aziende, nel complesso, 19,2 milioni di ore di cassa integrazione con un aumento del 69,7% su settembre e un calo del 47% su ottobre 2017. Nei primi 10 mesi dell’anno sono stati autorizzati 181,25 milioni di ore di cassa con un calo del 39,76% rispetto ai primi 10 mesi del 2017. L’Istituto ricorda che i dati sulle integrazioni salariali degli ultimi mesi non sono agevolmente confrontabili perché risentono di modifiche sostanziali e procedurali. In particolare è stata modificata la durata delle prestazioni.
– Un ritocco che consenta alle Bcc della Federazione provinciale dell’Alto Adige (le Raiffeisen) di optare per i sistemi di tutela sul modello tedesco. Dovrebbe limitarsi a questo l’intervento sul credito cooperativo della commissione Finanze del Senato, nell’ambito dell’esame del decreto fiscale, evitando, quindi di ‘scardinare’ la riforma.
La maggioranza ha ritirato tutti gli emendamenti della Lega (a prima firma Bagnai), evitando di interferire sui processi di integrazione delle due holding (Iccrea e Cassa Centrale Banca).
– Viaggia in calo lo spread tra il Btp e il Bund. Il differenziale scende a 305 punti base, col tasso sul decennale del Tesoro al 3,42%.
– TORINO

– Il 5 dicembre i rappresentanti del sistema delle imprese, del lavoro, della cooperazione e delle professioni saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, e dal Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Le associazioni “apprezzando la sensibilità del Governo, ribadiscono la necessità di una discussione serena e obiettiva sulle infrastrutture del territorio”.
– La forte correzione della Borsa di New York ha avuto un impatto anche sull’Eurozona, dove “la situazione in Italia, le tensioni commerciali e i timori crescenti per le prospettive di crescita globali hanno probabilmente amplificato la correzione”: Lo si legge nei verbali della riunione del consiglio direttivo della Bce dello scorso 24-25 ottobre.

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Il Ministero dello Sviluppo Economico “non ha ricevuto alcun progetto segreto sullo scorporo della rete Telecom. Con l’emendamento al DL fiscale si creano le condizioni per rendere appetibile e sostenibile la realizzazione di una rete unica a banda ultralarga”. Lo si legge in una nota dello stesso Mise.
“Ho già avuto modo di osservare come i fondamentali” dell’economia italiana “non giustifichino i livelli attuali di spread”. Comunque “non è necessario prefigurare interventi straordinari di tutela del risparmio”.
Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria al question time al Senato, ricordando che “il nostro sistema prevede strumenti che hanno già dimostrato la loro efficacia” in passato. Il ministro ha anche detto che, “se l’aumento dello spread persistesse nel tempo, la traslazione sui tassi praticati dalle banche sui mutui potrebbe risultare più significativa”. Fino a settembre, secondo “i dati della Banca d’Italia”, l’andamento dello spread “non ha influenzato in modo avverso i tassi sui mutui” mentre gli ultimi dati Abi indicano un “aumento del tasso medio a ottobre” sui nuovi mutui.
Sulla legge di bilancio, infine, Tria ha detto: “Ritengo sia nell’interesse del Paese e dell’Ue sdrammatizzare i toni del dibattito interno ed esterno per garantire la prosecuzione del dialogo instaurato”.
– MILANO

– Piazza Affari chiude in calo. Il Ftse Mib cede lo 0,69% a 18.603 punti.
– Seduta in calo per le Borse europee. Francoforte chiude a -0,94% con il Dax a 11.138 punti.
Parigi lascia lo 0,75% con il Cac 40 a 4.938 punti. Londra perde l’1,28% con il Ftse 100 a 6.960 punti.
Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 308 punti base, contro i 309 della chiusura di ieri.
Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,449%.
– Seduta in calo per Piazza Affari così come per le altre Borse europee . Il Ftse Mib cede lo 0,69% a 18.603 punti. Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 308 punti base, contro i 309 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,449%. La flessione dei prezzi del greggio pesa sul settore energetico con Eni che perde il 2,13% e Saipem il 3,36%. Vendite anche su Tim (-1,8%) mentre il vice premier Di Maio ha smentito la messa a punto di progetti di scorporo della rete. Risale invece Banco Bpm che guadagna il 2,98%. Più contenuta Bper (+0,58%) mentre fuori dal paniere principale chiude piatta Carige.
– Via il condono e al suo posto la sanatoria degli errori formali. Ma anche tassa dell’1,5% sui Money Transfer, Fondo per le calamità, detassazione per le sigarette elettroniche, rinnovo del bonus bebè e misure per Campione d’Italia dopo il fallimento del casinò. Sono i sei capitoli contenuti nell’emendamento ‘omnibus’ al decreto fiscale messo a punto da maggioranza e governo depositato in commissione Finanze del Senato. Arriva con il decreto fiscale il rinnovo del bonus bebè per i nati 2019, inizialmente previsto con la manovra. La misura è contenuta nel decreto ‘omnibus’ depositato in commissione Finanze del Senato. Prevista una maggiorazione dell’assegno del “20% per ogni figlio successivo al primo”. La misura vale 440 milioni in 2 anni. Confermate le due soglie di reddito per l’assegno che sarà di 80 euro al mese per le famiglie con Isee fino a 25mila euro e raddoppiato con Isee sotto i 7mila euro. Il bonus vale per il primo anno di vita o di ingresso in famiglia dopo l’adozione.
“Confermo totalmente la fiducia nel piano che abbiamo sviluppato”, dice l’A.d di Leonardo, Alessandro Profumo del piano industriale 2018-2022 che ha presentato lo scorso gennaio delineando ‘un percorso di crescita sostenibile nel lungo periodo’. “Anzi – sottolinea in una intervista

– dopo 9 mesi di lavoro sono ancora più convinto che lo realizzeremo: abbiamo visto i numeri dei primi 9 mesi quindi c’è una piena consapevolezza del fatto che siamo sulla strada giusta”. In una fase in cui gli elicotteri sono tornati a spingere i ricavi, archiviando il profit warning dello scorso novembre, quanto possono incidere oggi rallentamento dei mercati e tensioni internazionali? Può “trarre in inganno”, risponde, “l’andamento dei mercati finanziari che, ovviamente, in questo momento penalizza tutto il sistema Paese. Però non ci preoccupa dal punto di vista della realizzazione del nostro piano industriale”.Mentre, “certamente le tensioni nel commercio internazionale portano ad una riduzione della crescita globale, ed è problematico per tutti, ovviamente. Ma rispetto al nostro settore, che è un po’ anticiclico, le tensioni che inevitabilmente nascono da questa situazione legata a relazioni internazionali, favoriscono lo sviluppo e la crescita di un settore che si occupa di sicurezza”. Alessandro Profumo interverrà domani ai Med Dialogues di Roma, il forum internazionale sul Mediterraneo organizzato da Farnesina e Ispi. Con l’Italia quarto Paese esportatore nell’area, quali opportunità di sviluppo? “Siamo una azienda italiana, ed internazionale nel contempo, fortemente radicata nel Mediterraneo. E’ ovvio che tutto quello che succede nel Mediterraneo è rilevante per il nostro Paese e pensiamo che le tecnologie di Leonardo possano avere un impatto significativo sui processi di sicurezza, quindi sulla crescita e lo sviluppo di questa area”.Il settore aerospazio, difesa e sicurezza “è basato moltissimo sul tema del trasferimento di tecnologia – aggiunge -. Con alcuni Paesi stiamo lavorando per localizzare attività di montaggio, in altri casi di produzione, in altri casi ancora di ricerca e sviluppo. Portiamo anche una crescita delle capacità di questi Paesi nei quali operiamo”. Quali le opportunità, solo gare e commesse o anche joint venture o acquisizioni? E quanto possono essere un condizionamento le partnership che Leonardo ha in altri Paesi, come la Francia che ha forti interessi nell’area Med? “E’ una industria incredibilmente interessante. Con molti soggetti si è in contemporanea partner concorrenti, fornitori e clienti. Leonardo, come è tipico delle aziende del settore, ha una grande flessibilità di modelli: in alcuni casi con gli amici francesi competiamo in altri casi collaboriamo”.Nell’area Med volano oltre 500 elicotteri ‘Leonardo’, con centri di manutenzione, assistenza, formazione. E’ il principale fornitore di radar per il traffico aereo in Marocco oltre a fornire sistemi in Somalia, Kenya, Etiopia, Senegal e altri Paesi. E impiega tecnologie per proteggere le infrastrutture critiche, per sicurezza fisica e cybersicurezza. “Pensiamo all’Algeria dove abbiamo un accordo per lo sviluppo in loco di elicotteri, e pensiamo alla Turchia con la quale lavoriamo sempre nel mondo degli elicotteri ma ci sono anche altre attività”, dice Profumo: “In Turchia abbiamo avviato un centro di controllo su ciò che accade nei mari, a Izmir, ed è estremamente importante per avere consapevolezza di quello che accade nel Mediterraneo”: è stato inaugurato oggi in un PAese in cui Leonardo ha realizzato anche un sistema per la gestione del traffico aereo che connette 20 aeroporti, con oltre 600 postazioni di controllo.

Via il condono e al suo posto la sanatoria degli errori formali. Ma anche tassa dell’1,5% sui Money Transfer, Fondo per le calamità, detassazione per le sigarette elettroniche, rinnovo del bonus bebè e misure per Campione d’Italia dopo il fallimento del casinò. Sono i sei capitoli contenuti nell’emendamento ‘omnibus’ al decreto fiscale messo a punto da maggioranza e governo depositato in commissione Finanze del Senato.

Arriva con il decreto fiscale il rinnovo del bonus bebè per i nati 2019, inizialmente previsto con la manovra. La misura è contenuta nel decreto ‘omnibus’ depositato in commissione Finanze del Senato. Prevista una maggiorazione dell’assegno del “20% per ogni figlio successivo al primo”. La misura vale 440 milioni in 2 anni. Confermate le due soglie di reddito per l’assegno che sarà di 80 euro al mese per le famiglie con Isee fino a 25mila euro e raddoppiato con Isee sotto i 7mila euro. Il bonus vale per il primo anno di vita o di ingresso in famiglia dopo l’adozione.

Rate meno ‘pesanti’ per chi aderisce alla rottamazione ter. La commissione Finanze del Senato ha approvato l’emendamento M5S che consente il pagamento di importi più bassi aumentando da 10 a 18 il numero complessivo delle rate, con le scadenze che passano da 2 a 4 l’anno dal 2020. Nel 2019 si pagheranno quindi 2 rate ciascuna del 10% dell’importo (il 31 luglio e il 30 novembre). Poi ci saranno altre 18 rate, con 4 appuntamenti l’anno, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:27 DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

ALLE 12:09  DI MARTEDì 20 NOVEMBRE 2018

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Tim: bene in Borsa (+3%) dopo Gubitosi
Titolo ha toccato massimo di seduta a 0,555 euro

Difesa e Snam insieme per energia pulitaAlverà e sottosegretario Tofalo firmano memorandum

Spread Btp Bund torna sopra 310Rendimento al 3,50%

Borsa Milano piatta, bene bancheMolto volatili Carige in rialzo e Astaldi in calo

EdiliziAcrobatica debutta in BorsaJerusalmi, sarà anno record per Mercato alternativo capitali

Fincantieri, ponte viabilità alternativaCostruzione in acciaio sul Polcevera per viabilità

Patuelli, uscita da euro è pazziaImmaginate tassi della lira sul debito pubblico

Bankitalia:sale spesa per conto correnteIn 2017, aumento di 1,8 euro

Borsa: Wall Street apre negativaS&P 500 perde lo 0,21%

Borsa:Milano gira in calo,tengono bancheIn stabile rialzo Tim con nuovo a.d, spread sale a quota 318

Spread Btp-Bund supera 320 punti baseTasso al 3,58%

Borsa: Milano chiude in calo (-0,29%)Indice Ftse Mib a 18.823 punti

Borsa: Europa chiude in caloFrancoforte (-0,85%), Parigi (-0,79%), Londra (-0,19%)

Spread chiude in netto rialzo a 322Rendimento al 3,59%

Borsa: Milano chiude in calo con EuropaSu Ftse Mib pesa stacco cedole, spread sale a quota 322 punti

Bitcoin: crolla del 10%, sotto 5.000 dlrE’ la prima volta dall’ottobre 2017

Aeroporti:Trieste,ok Mit a gara cessioneCda approva documentazione. Regione Fvg delibererà su procedura

Alis, attesa per l’assemblea generaleAl Parco della Musica di Roma per presentare le esigenze del settore

Btp Italia, raccolta parte pianoSecondo peggior esordio dopo edizione flop 2012

Bruxelles pronta a bocciatura ManovraMercoledì ”certificazione’ non rispetto regole Patto su debito

Petrolio chiude in rialzo a 57,1 dollariQuotazioni salgono dell’1,26%

Borsa: Tokyo apre in calo (-1,07%)Cambi: yen si apprezza su dollaro ed euro

Titoli Nissan in calo del 6% a TokyoDopo l’arresto di Ghosn scenari incerti sulla guida del gruppo

Borsa: Asia chiude in rosso, giù la CinaMale Tokyo con Nissan e Mitsubishi, yen si rafforza su dollaro

ariOro: ferma corsa a 1221 dollariMetallo scambiato a 1221 dollari l’on

Cambi: euro apre stabile a 1,145Sterlina poco mossa a 1,283. Yen sale a 112,5

Petrolio: Wti in calo a 56,9 dollariBrent cede a 66,43 dollari al barile

Spread Btp-Bund torna a 329 punti, dopo aver toccato i 336Al centro dell’attenzione la manovra ed il confronto con l’Unione Europea

Borsa: Milano apre in calo (-0,34%)Indice Ftse Mib a 18.759 punti

Borsa: Europa apre in caloFrancoforte (-0,88%), Parigi (-0,45%), Londra (-0,11%)

Borsa: Milano scivola -1,2%, sale spreadA Piazza Affari brilla Enel (+1,6%), giù Tim (-1,8%)

Spread Btp/Bund sfonda soglia 330 puntiDifferenziale a 335, rendimento al 3,7%

Borsa:Europa aumenta calo con bancheIn negativo anche il comparto Tlc, euro stabile su dollaro

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Tim si avvicina in rialzo alla boa di metà giornata in Piazza Affari dopo la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato e direttore generale: il titolo, ampiamente positivo dall’avvio, sale del 3,5% a 0,543 euro dopo un massimo di seduta a quota 0,555.
Buoni ma non eccezionali gli scambi: al momento sono passate di mano 70 milioni di azioni, contro i 93 milioni dell’intera giornata di venerdì.
– La Difesa promuove l’uso dell’energia pulita e la mobilità sostenibile delle Forze Armate e sigla con Snam, che sta investendo nell’energia rinnovabile, un protocollo d’intesa per studiare il possibile utilizzo del gas naturale e del gas rinnovabile per gli automezzi delle Forze Armate. “Migliorare e rendere più efficiente il settore della Difesa, è uno dei principali obiettivi che stiamo perseguendo con approcci innovativi e progetti sostenibili” ha detto il Sottosegretario Angelo Tofalo firmando il memorandum a Palazzo Aeronautica. “Avviamo una collaborazione virtuosa in una filiera italiana di eccellenza – ha sottolineato l’ad Marco Alverà – nella quale siamo all’avanguardia in Europa e nel mondo grazie a un parco circolante di circa 1 milione di veicoli e a una rete di circa 1.300 distributori”.
– Lo spread tra Btp e Bund sale a 311 punti base dopo una mattinata sotto la soglia dei 310, con un rendimento del titolo decennale italiano al 3,50%. Il differenziale è in linea con la chiusura di venerdì scorso.
– Piazza Affari arriva a metà giornata avvicinandosi alla parità (Ftse Mib +0,1%), sostanzialmente in linea con l’Europa, dopo l’avvio di seduta più positivo: sempre bene Banco Bpm e Tim che salgono di oltre il 3%, solida anche Ubi (+2,3%), mentre Salvatore Ferragamo cede più di tre punti percentuali.
Qualche acquisto anche su Intesa e Unicredit che crescono dell’1%, in ribasso di due punti Saipem e Tenaris, mentre Mediobanca perde il 3,8% per effetto dell’anticipo dello stacco dei dividendi. Molto volatili i ‘piccoli’ titoli di Carige (+11%) e Astaldi (-15%).
– EdiliziAcrobatica debutta. La società specializzata in lavori su corda e funi ha collocato su Aim oltre 1,7 milioni di nuove azioni per 5,72 milioni di controvalore ed un flottante pari al 23,5% dei 7,72 milioni che compongono il suo capitale. “Nonostante le vicissitudini del mercato, questo sarà un anno record per l’Aim”, ha esordito l’a.d. di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi.
La società “vuole cambiare il modo di fare edilizia in Italia e nel mondo” coinvolgendo “i principali soggetti europei che fanno il nostro mestiere, ad oggi oltre 250 aziende” dice l’ad Riccardo Iovino. “L’obiettivo non è acquistare, ma inglobare nuovi partner che diano una spinta maggiore al sistema”, spiega Iovino, aggiungendo che l’azienda è da tempo su numerosi dossier, ma “stavamo aspettando la fine dell’Ipo per partire con operazioni effettuabili già da oggi in carta contro carta”. Il primo paese su cui punta EdiliziAcrobatica “è la Francia, cui seguiranno Spagna, Germania, Inghilterra e Portogallo”.
– GENOVA

– Fincantieri fornirà il progetto per la realizzazione di un ponte in acciaio sul Polcevera per la viabilità alternativa. Lo si legge in una nota congiunta firmata da Cassa depositi e prestiti, Fincantieri, gruppo Fs Italia, Snam e Terna sul protocollo d’intesa firmato con i commissari per l’emergenza Toti e per la ricostruzione Bucci per il supporto “alla città di Genova e all’ area metropolitana, duramente colpite dal crollo del Ponte Morandi”.
“L’uscita dall’euro sarebbe una pazzia e comporterebbe un effetto devastante sul debito pubblico, immaginate i tassi al tempo della lira sul debito, attuale e prospettico”. Lo afferma il presidente dell’Abi Antonio Patuelli durante un seminario a Ravenna che sottolinea infatti come sia un segno di maturazione nel paese e nel dibattito politico “che nessuno ne parli più”. Il presidente dell’Abi ha sottolineato come “l’euro abbia mitigato le conseguenze di un debito pubblico che, eccettuati alcuni momenti, è sempre cresciuto”. Patuelli ha inoltre ribadito la necessità dell’Italia di appartenenza all’Unione Europea: “siamo un paese strutturalmente povero che vive di export e di turismo e abbiamo grandissimo interesse a non avere barriere”. Certo, rileva, “l’Unione deve affrontare una fase ri-costituente e non un disfacimento” e questo momento potrebbe arrivare “dalle prossime elezioni di primavera 2019”.CARO SPREAD IMPATTA SU PRESTITI Uno spread Btp Bund a “300 punti non è coerente con i fondamentali dell’economia” e occorre ridurlo altrimenti “si avrà un impatto sul patrimonio delle banche, un aumento del costo della raccolta e quindi dei finanziamenti a famiglie e imprese oltre a una loro riduzione” che fino a ora non si è “ancora verificata” grazie anche alle misure Bce. E’ quanto afferma l’Abi in un seminario secondo cui ogni 100 punti di spread si erodono, in media, 35 punti base del patrimonio delle banche.

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Sale la spesa media di gestione di un conto corrente bancario. Secondo l’indagine della Banca d’Italia è cresciuta di circa 1,8 euro rispetto all’anno precedente a 79,4 euro. La crescita, spiega Via Nazionale, deriva “dai maggiori canoni di base ed in misura minore dai maggiori canoni per le carte di credito e di debito, la componente variabile della spesa non ha subito variazioni di rilievo”. Quello del 2017 è il secondo aumento consecutivo (1,1 euro nel 2016) dopo un periodo di prolungata diminuzione. Nel 2010 ammontava a 90 euro.
– NEW YORK

– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,15% a 25.375,84 punti, il Nasdaq cede lo 0,34% a 7.222,55 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,21% a 2.730,98 punti.
– La Borsa di Milano gira in negativo con il Ftse Mib che cede lo 0,1%. Piazza Affari, in linea con gli altri listini del Vecchio continente, risente dell’andamento in calo di Wall Street. E sullo sfondo il confronto politico tra il governo e l’Ue sulla manovra. Lo spread tra Btp e Bund è in rialzo a 318 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,54%.
A Piazza Affari in calo Mediobanca (-3,8%), Banca Mediolanum (-1,9%), Terna (-1,8%), Recordati (-1,6%) e Tenaris (-2,4%), alle prese con l’anticipo dello stacco dei dividendi. Male anche Luxottica (-1,7%) ed Eni (-0,9%).
Stabilmente in rialzo Tim (+3,8%), dopo la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato e la prospettiva più concreta di scorporo della rete. Bene anche le banche con Carige (+11%), Banco Bpm (+3%) e Ubi (+2%).
– Prosegue in rialzo lo spread tra il Btp e il Bund. Il differenziale supera i 320 punti base (321) col tasso sul decennale del Tesoro al 3,58%.
– Piazza Affari chiude in calo. Il Ftse Mib cede lo 0,29% a 18.823 punti.

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Le Borse europee chiudono in calo sull’onda delle forte perdite di Wall Street. Sullo sfondo le tensioni politiche nel Regno Unito sulla Brexit, il confronto tra Italia e Ue sulla manovra finanziaria e la protesta in Francia contro il caro-carburante. L’euro è in rialzo sul dollaro a 1,1446 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 cede lo 0,7%. In rosso Francoforte (-0,85%), Parigi (-0,79%), Madrid (-0,56%) e Londra (-0,19%).
– Lo spread tra Btp e Bund chiude in netto rialzo a 322 punti base, dai 312 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale del Tesoro è al 3,59%.
La Borsa di Milano (-0,29%) chiude in calo, in linea con gli altri listini europei che hanno risentito dell’andamento negativo di Wall Street. Su Piazza Affari ha pesato anche lo stacco delle cedole di Mediobanca (-4,8%), Banca Mediolanum (-1,8%), Terna (-1,5%), Recordati (-1,2%) e Tenaris (-2%) con una incidenza dello 0,18% sul Ftse Mib. Sullo sfondo si guarda al confronto con l’Ue sulla manovra finanziaria. Archivia la seduta in rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco a quota 322 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,59%.
In calo anche il comparto energetico con Saipem (-3,6%), Eni (-1,2%), Italgas (-0,5%) e Snam (-0,1%). In rosso Astaldi (-18,4%), Ferragamo (-3,3%) e Luxottica (-2%).
Archivia la seduta in positivo Tim (+3,9%), con il nuovo amministratore delegato e la prospettiva più concreta di scorporo della rete. Tengono le banche con Carige (+5,8%), Banco Bpm (+3,2%), Ubi (+1,8%) e Bper (+0,9%).PARTE PIANO RACCOLTA BTP ITALIA Partenza debole per il Btp Italia, il primo emesso da quando è entrato in carica il nuovo governo ‘gialloverde’. Nella prima giornata di collocamento del Btp indicizzato all’inflazione, che offre una cedola minima dell’1,45%, sono stati raccolti solo 481,3 milioni di euro. Solo in un’altra occasione, nel giugno del 2012, il Btp Italia aveva fatto peggio, con sottoscrizioni ferme a 218 milioni di euro. Lontani anni luce, i 16,8 miliardi raccolti in un giorno nella quinta edizione. Mentre in tutte le altre edizioni la giornata d’esordio si è chiusa con una raccolta superiore al miliardo di euro.
Il Bitcoin crolla del 10% e scende sotto i 5.000 dollari, a 4.958 dollari, per la prima volta dall’ottobre del 2017. Ancora piu’ pesanti le perdite di Ehter, che cede il 12%, e del Litecoin, che affonda del 13%17.
– TRIESTE

– Aeroporto Friuli Venezia Giulia S.p.A. ha ricevuto il parere favorevole da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito all’avvio di una nuova procedura per la cessione del 55% delle quote della società. Lo annuncia Trieste Airport. Il parere del MIT – informa la nota – aveva a sua volta acquisito e ratificato il nulla osta da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Enac, quali organi competenti. Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporto Fvg S.p.A., riunitosi oggi, ha quindi approvato la documentazione relativa alla gara europea e trasmetterà il materiale all’Assessorato al Bilancio e all’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Fvg che mercoledì, in occasione della prossima Giunta Regionale, sarà chiamata a deliberare e a dare così approvazione definitiva alla procedura per la ricerca di un nuovo partner che affiancherà il socio pubblico.

Nei prossimi mesi “intendiamo costituire un portafogli fino a 500 milioni per lo sviluppo delle nostre aziende associate e di conseguenza dell’intero comparto dei trasporti intermodali”. Così il presidente di Alis (Associazione Logistica Intermodalità Sostenibile), Guido Grimaldi, durante l’assemblea generale 2018 dell’associazione ha annunciato la costituzione di un fondo “che ci darà l’opportunità di supportare l’attività finanziaria dei nostri associati, di dar loro quindi risposte concrete e fatti”. L’accordo raggiunto da Alis con Medio Credito Centrale e Mps “prevede che le imprese associate ad Alis potranno beneficiare con grande velocità di finanziamenti per progetti di crescita e sviluppo grazie all’immediata adozioni di operazioni di ‘tranched cover’ fino a 500 milioni che eleveranno le garanzie a copertura dei prestiti ottenuti dalle imprese richiedenti”.Sulla politica dei trasporti “è indispensabile un rapporto sinergico tra imprese e istituzioni, così come misure incentivanti strutturali per un sistema virtuoso”, ha detto Guido Grimaldi, durante l’assemblea generale 2018 all’Auditorium Parco della Musica di Roma a cui ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini.”Abbiamo bisogna di strategie condivise e strumenti concreti non solo per la risoluzione delle criticità del settore, ma anche per l’applicazione di nuovi modelli di sviluppo del sistema intermodale” ha aggiunto Guido Grimaldi.Alis è la prima realtà associativa italiana nel settore dell’intermodalità sostenibile con oltre 1.350 imprese associate che rappresentano una forza lavoro di 150.000 addetti, 105.000 mezzi, 140.300 collegamenti marittimi annuali e più di 120 linee di Autostrade del Mare.

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Partenza debole per il Btp Italia, il primo emesso da quando è entrato in carica il nuovo governo ‘gialloverde’. Nella prima giornata di collocamento del Btp indicizzato all’inflazione, che offre una cedola minima dell’1,45%, sono stati raccolti solo 481,3 milioni di euro.
Solo in un’altra occasione, nel giugno del 2012, il Btp Italia aveva fatto peggio, con sottoscrizioni ferme a 218 milioni di euro. Lontani anni luce, i 16,8 miliardi raccolti in un giorno nella quinta edizione. Mentre in tutte le altre edizioni la giornata d’esordio si è chiusa con una raccolta superiore al miliardo di euro.
– BRUXELLES

– La Commissione europea è pronta a bocciare nuovamente la manovra dell’Italia e a dichiarare non in linea con le regole del Patto di stabilità e crescita il percorso di rientro del debito pubblico. Lo si è appreso da fonti europee secondo le quali, salvo colpi di scena dell’ultima ora, la Commissione renderà note le sue conclusioni mercoledì prossimo. Si compirà così il primo passo sulla strada che, in assenza di fatti nuovi, porterà all’apertura di una procedura per deficit eccessivo dovuta al debito.
– NEW YORK

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell’1,26% a 57,17 dollari al barile.
– TOKYO

– La nuova correzione sul settore della tecnologia al Nasdaq, con il crollo dei principali titoli del comparto, da Apple, a Facebook ed Amazon, si ripercuotono su Tokyo, in calo in apertura di contrattazioni. L’indice Nikkei cede l’1,07%, a quota 21.587,06, con una perdita di oltre 230 punti. Sotto osservazione il titolo Nissan, dopo l’arresto del presidente Carlos Ghosn nella serata di lunedì, con le accuse di illeciti finanziari. Sul mercato dei cambi lo yen si rafforza sul dollaro a 112,40, e sull’euro a un valore di 128,80.
– TOKYO

– L’arresto del presidente dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, si ripercuote come prevedibile sul titolo della Nissan a Tokyo, con un crollo di oltre il 6%, dopo l’ampia correzione di ieri a Parigi delle azioni della Renault. I media giapponesi parlano di una necessaria e imminente revisione della strategia dell’intero gruppo, in particolare dopo le dichiarazioni dell’attuale amministratore delegato dalla Nissan, Hiroto Saikawa – nella conferenza stampa nella tarda serata di ieri – che si riferiva ‘all’accentramento di troppo potere in una sola persona’. Da giovedì le dimissioni di Ghosn potrebbero essere ufficializzate nel consiglio di amministrazione della società, e una commissione esterna di esperti inizierà ad esaminare il caso. Le accuse sul top manager, da quasi 20 anni alla guida del colosso dell’auto franco-giapponese, riguardano irregolarità e malversazioni sui compensi percepiti e uso improprio dei fondi aziendali per scopi personali.

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Borse asiatiche in netto calo dopo la drastica correzione del listino tecnologico Nasdaq e la crisi innescata a seguito dell’arresto di Carlos Ghosn, presidente dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors. Sugli umori degli investitori pesa anche l’attesa per l’incontro tra Cina e Usa per discutere del tema dei dazi. Guardando al Vecchio continente c’è attesa per la riunione dell’Ecofin.
Chiusura in negativo per Tokyo (-1%) dove il titolo Nissan cede il 5,5%, mentre le azioni dell’altra partner del gruppo, la Mitsubishi Motors, hanno lasciato sul terreno il 7,4%. Sul fronte valutario lo yen si rafforza sul dollaro a 112,50, e sull’euro a 128,80. A mercati ancora aperti in rosso Hong Kong (-1,9%), Shanghai (-1,9%), Shenzhen (-2,4%) e Mumbai (-0,3%).
Chiusura in negativo anche per Seul (-0,8%).
Sul fronte macroeconomico attesi i dati sulla disoccupazione in Francia ed i prezzi alla produzione in Germania. Dagli Usa in arrivo le licenze edilizie e le scorte di petrolio settimanali.
– Si fermano, dopo una corsa di cinque giorni spinta dalle tensioni sui mercati e la Brexit, le quotazioni dell’oro. Il metallo con consegna immediata arretra dello 0,2% a 1221 dollari l’oncia.
– Apertura stabile per l’euro che segna nei primi scambi 1,145 dollari. Poco mossa anche la sterlina a 1,1283 (-0,1%) in attesa degli sviluppi sulla Brexit. In Asia lo yen si rafforza sul dollaro a 112,5.
– Quotazioni del petrolio in calo sui mercati, appesantite dal rallentamento dell’economia globale e dalle stime sulla crescita delle scorte Usa mentre non è ancora chiaro se l’Opec, nella riunione di inizio dicembre, deciderà un taglio della produzione. Ipotesi che era circolata nei giorni scorsi e che aveva sostenuto ieri le quotazioni. Il Wti del Texas ripiega così a 56,97 dollari (-0,4%) mentre il Brent del Mare del Nord cede lo 0,5% a 66,43 dollari.
Lo spread tra Btp e Bund torna sotto quota 330, a 329 punti base, dopo aver toccato un massimo di seduta a 336 punti base. Il rendimento del decennale italiano è in calo al 3,64%.La Borsa di Milano rallenta con il Ftse Mib che cede l’1% a 18.626 punti, in linea con gli altri listini del Vecchio Continente.Al centro dell’attenzione la manovra ed il confronto con l’Unione Europea.Piazza Affari è appesantita dal calo delle banche. Tra le banche in calo Carige (-5,5%), nel giorno del cda. Male anche Ubi (-3,3%), Banco Bpm (-4,5%), Unicredit (-2,9%), Mps (-3,2%) e Intesa (-2,3%). In rosso Tim (-1,8%), dopo la fiammata di ieri con la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato e l’ipotesi sempre più concreto dello scorporo della rete. Con un listino principale quasi completamente in rosso, brilla Enel (+1,6%), nel giorno del nuovo piano strategico 2019-2021 che prevede investimenti per 27,5 miliardi ed un dividendo minimo per azione per l’intero periodo, in crescita di anno in anno.Le Borse europee aumentano le perdite, appesantite dal calo del comparto bancario. Tra gli investitori restano i timori per le vicende legate alle tensioni commerciali. Sullo sfondo il dibattito tra Italia e Ue sulla manovra, e le tensioni politiche interne in Francia e Regno Unito. L’euro è stabile sul dollaro si attesta a 1,1427 a Londra. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,8%. In rosso Francoforte (-1,2%), Parigi (-0,9%), Londra (-0,5%) e Madrid (-1%). Nel comparto bancario (-1,9%) sono in rosso Credit Suisse (-4%), Deutsche Bank (-4,5%), Bnp Paribas (-1,9%), Banco Santander (-1,7%). In negativo anche i titoli tecnologici (-2%), in scia con le forte perdite di ieri del Nasdaq. Procedono in calo Siltronic (-5%), Nokia (-2%), Logitech (-2,3%). Seduta in calo anche per le Tlc (-1,6%) con Iliad (-3,2%), Vodafone (-2,3%), Vivendi (-2,1%) e Orange (-1,3%). A Parigi, amplia il calo Renault (-3,6%) dopo l’arresto di Carlos Ghosn

– MILANO

– La Borsa di Milano apre in calo.
L’indice Ftse Mib cede lo 0,34% a 18.759 punti.
– Le Borse europee aprono in calo dopo la drastica correzione del listino tecnologico Nasdaq.
Sugli umori degli investitori pesano le incertezze politiche nel Regno Unito sul tema della Brexit, le proteste in Francia per l’innalzamento delle tasse sui carburanti ed il confronto tra Ue e governo italiano sulla manovra finanziaria. Si guarda anche alle tensioni commerciali tra Usa e Cina in vista dell’incontro tra i presidenti dei due Paesi. Sul fronte valutario l’euro è stabile sul dollaro a 1,145 a Londra.
L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,6%. In rosso Francoforte (-0,88%), Parigi (-0,45%), Londra (-0,11%) e Madrid (-0,5%).
– La Borsa di Milano rallenta con il Ftse Mib che cede l’1% a 18.626 punti, in linea con gli altri listini del Vecchio Continente. Piazza Affari è appesantita dal calo delle banche mentre lo spread tra Btp e Bund tedesco sale a 331 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,68%. Al centro dell’attenzione la manovra ed il confronto con l’Unione Europea.
Tra le banche in calo Carige (-5,5%), nel giorno del cda.
Male anche Ubi (-3,3%), Banco Bpm (-4,5%), Unicredit (-2,9%), Mps (-3,2%) e Intesa (-2,3%). In rosso Tim (-1,8%), dopo la fiammata di ieri con la nomina di Luigi Gubitosi ad amministratore delegato e l’ipotesi sempre più concreto dello scorporo della rete.
Con un listino principale quasi completamente in rosso, brilla Enel (+1,6%), nel giorno del nuovo piano strategico 2019-2021 che prevede investimenti per 27,5 miliardi ed un dividendo minimo per azione per l’intero periodo, in crescita di anno in anno.

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Lo spread tra Btp e Bund sfonda la soglia dei 330 punti base – sugli schermi Bloomberg – salendo a 335 punti base, il livello più alto dal 19 ottobre scorso. Il rendimento del decennale del Tesoro sale al 3,70%.
– Le Borse europee aumentano le perdite, appesantite dal calo del comparto bancario. Tra gli investitori restano i timori per le vicende legate alle tensioni commerciali. Sullo sfondo il dibattito tra Italia e Ue sulla manovra, e le tensioni politiche interne in Francia e Regno Unito. L’euro è stabile sul dollaro si attesta a 1,1427 a Londra.
L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,8%. In rosso Francoforte (-1,2%), Parigi (-0,9%), Londra (-0,5%) e Madrid (-1%). Nel comparto bancario (-1,9%) sono in rosso Credit Suisse (-4%), Deutsche Bank (-4,5%), Bnp Paribas (-1,9%), Banco Santander (-1,7%).
In negativo anche i titoli tecnologici (-2%), in scia con le forte perdite di ieri del Nasdaq. Procedono in calo Siltronic (-5%), Nokia (-2%), Logitech (-2,3%). Seduta in calo anche per le Tlc (-1,6%) con Iliad (-3,2%), Vodafone (-2,3%), Vivendi (-2,1%) e Orange (-1,3%). A Parigi, amplia il calo Renault (-3,6%) dopo l’arresto di Carlos Ghosn.   [print-me title=”STAMPA”]