Ultimo aggiornamento 7 Agosto, 2018, 02:30:53 di Maurizio Barra
DALLE 09:59 DI LUNEDì 6 AGOSTO 2018
ALLE 02:30 DI MARTEDì 7 AGOSTO 2018
MILANO, 6 AGO – E’ durato poco il sereno sulle principali borse europee, che si sono adeguate alla chiusura debole registrata in Asia con l’acuirsi delle tensioni sui dazi tra Usa e Cina. A parte Madrid (+0,05%) gli altri listini si portano in territorio negativo da Milano (-0,31%) a Francoforte (-0,28%), con Londra (-0,04%) e Parigi (-0,08%) poco mosse, positivi invece i futures Usa. Le vendite colpiscono il settore siderurgico e minerario, per effetto dei dazi, a partire da Linde (-9,3%), che sconta anche una raccomandazione negativa degli analisti di Kepler Chevreux. Segno meno anche per Rio Tinto (-1,28%), Glencore (-1,15%) e ArcelorMittal (-1,33%).
Segno meno anche per i bancari, da Banco Bpm (-9,73% teorico), che non riesce a fare prezzo in Piazza Affari dopo raccomandazioni peggiorative degli analisti, a Ing (-1,46%) ed Rbs (-1%). In controtendenza Unicredit (+0,51%) alla vigilia dei conti semestrali. Sotto pressione Iwg (-21,97%), con il tramonto della cessione a fondi di private equity.
– Piazza Affari si conferma fiacca (Ftse Mib -0,15%), con Banco Bpm (-6,49%) che affonda dopo la raccomandazione ‘neutral’ di Credit Suisse, che abbassa il prezzo obiettivo da 3,1 a 2,8 euro, e quella a ‘ridurre’ di Kepler, il cui prezzo è in calo da 2,45 a 2,3 euro dopo i conti semestrali di venerdì scorso. Secondo Bloomberg Intelligence c’è “spazio per ulteriori tagli dei costi e progressi nello smaltimento dei crediti dei crediti deteriorati”. Giù Mediobanca (-2,15%), Buzzi (-1,27%) ed Stm (-0,9%), mentre salgono Banca Generali (+1,34%), Azimut (+1,08%), e Campari (+0,96%). Cauta Unicredit (+0,1%) alla vigilia della semestrale, mentre conti e analisti spingono Tod’s (+15,36%). Sprint di Carige (+4,6%), dopo l’ennesima defezione in consiglio da parte oggi di Ilaria Queirolo, la quinta dall’addio del presidente Giuseppe Tesauro, bene Guala Closures (+1,34%), al debutto su Star dopo la fusione con Space4.
– Tornano positive le Borse europee a metà seduta ad eccezione di Milano (Ftse Mib -0,14%) e Madrid (-0,17%), dopo l’inatteso rialzo della fiducia degli investitori nell’Ue misurata dall’Istituto Sentix, nonostante le tensioni sui dazi tra Usa e Cina. Bene Francoforte (+0,55%), Parigi (+0,19%) e Londra (+0,1%), con i futures Usa positivi in assenza di dati. Proseguono le vendite sul settore siderurgico e minerario, legati alla tensioni commerciali, con Linde (-9,66%), dopo la raccomandazione negativa degli analisti di Kepler Chevreux, Rio Tinto (-1,85%), Glencore (-1,35%) e ArcelorMittal (-1,82%) particolarmente colpite a differenza degli automobilistici Bmw (+2,2%) e Daimler (+1,15%), seguite da Ferrari (+0,46%) ed Fca (+0,27%). Pesanti i bancari Banco Bpm (-7,33%), dopo raccomandazioni in peggio degli analisti, Rbs (-3,26%) e Mediobanca (-2,29%). In controtendenza Carige (+5,75%), con la quinta defezione dal Cda, fiacca invece Unicredit (-0,07%) alla vigilia dei conti semestrali.
– FinecoBank ha raccolto 499 milioni di euro nello scorso mese di luglio, con un progresso del 16% rispetto all’analogo periodo del 2017, mentre da inizio anno la raccolta è salita del 20% a 4,09 miliardi di euro. Il patrimonio totale della banca è pari a 70,86 miliardi (+10% sull’analogo periodo del 2017), mentre i nuovi clienti da gennaio sono stati 67.338, in calo del 5% rispetto al 2017, ma il numero complessivo dei clienti è salito a 1,25 milioni (+7%). Commentando i risultati l’amministratore delegato Alessandro Foti parla di “apprezzamento per il modello di ‘one stop solution’ adottato da Fineco, sempre più utilizzata dai clienti come banca principale per tutte le necessità finanziarie”.
– NEW YORK
– Petrolio in netto rialzo a New York in attesa dell’annuncio delle sanzioni Usa all’Iran. Il greggio viene scambiato a 69,35 dollari al barile (+1,26).
La Ceo di PepsiCo, Indra Nooyi, lascia dopo 12 anni la guida del colosso americano dell’industria delle bevande. A prendere il suo posto a partire dal 3 ottobre sara’ Ramon Laguarta, attualmente presidente del gruppo. Nooyi rimarra’ comunque in azienda fino agli inizi del 2019.
Nei primi 6 mesi 2018, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 198,515 miliardi, con un calo di 6,406 miliardi rispetto allo stesso periodo 2017 (-3,1%). Lo comunica il Mef. Il calo è stato influenzato dallo slittamento a luglio del versamento delle imposte in autoliquidazione e dallo spostamento (da maggio a novembre) del versamento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni. Al netto dei suddetti fattori, le entrate tributarie erariali mostrano un incremento del 2,6%.
Le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo si sono attestate nei primi 6 mesi dell’anno a 4.586 milioni (+224 milioni di euro, pari a +5,1%). Bene l’Iva con un gettito a +1.151 milioni (+2%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 952 milioni di euro. Positiva la dinamica del prelievo sulle importazioni (+199 milioni di euro, +3,0%).
– NEW YORK
– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,19% a 25.409,54 punti, il Nasdaq cede lo 0,11% a 7.804,44 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,10% a 2.836,91 punti.
– Lo spread fra Btp e Bund torna sopra i 250 punti base a 251 sui livelli della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,89%.
Il Tavolo al Mise sull’Ilva “è stato un primo tentativo di ripartenza ma è chiaro ed evidente che questo piano occupazionale non può assolutamente soddisfare le nostre esigenze”, dice il ministro, Luigi Di Maio: con Arcelor Mittal “non ci sono passi in avanti”. Dal canto suo ArcelorMittal fa sapere di ritenere l’incontro “positivo perché “ha consentito la ripresa del dialogo” tra le parti. L’azienda conferma l’impegno “di dedicare i prossimi giorni all’approfondimento delle rispettive posizioni, alla verifica di questioni tecniche e legali e alla definizione di successive ipotesi di lavoro in modo da potersi incontrare nuovamente a breve su basi più efficaci”.Intanto “domattina o al massimo nel pomeriggio” il ministero invierà “all’Avvocatura dello Stato la richiesta di parere per quanto riguarda l’annullamento della gara” vinta da ArcelorMittal che entra in Ilva”.Il ministro spera “di poter riconvocare il tavolo Ilva questa settimana. Ma non lo riconvoco – dice – se non ci sono da parte dell’azienda segnali di miglioramento sul piano occupazionale. Non ha senso rivederci se si prevedono 10.000 assunti su oltre 13.500 e tutti gli altri che devono restare a carico dello Stato”. Dopo un incontro “non “soddisfacente”, dice ancora iDi maio, ,’azienda “batta un colpo e cominci a dire se si sposta dai numeri concordati con l’ex ministro Calenda e forse allora possiamo cominciare a ridiscutere”.
– Il gettito delle imposte dirette risulta pari a 102.950 milioni di euro, con una diminuzione di 7.676 milioni di euro (6,9%) rispetto al primo semestre del 2017. Lo slittamento dell’ultimo giorno di versamento dell’Irpef e dell’Ires rende poco significativo il confronto del gettito complessivo con l’analogo periodo dell’anno precedente. Le ritenute Irpef sui lavoratori dipendenti e sui pensionati mostrano una crescita di 2.426 milioni di euro (+3,2%). Nel periodo mostra un incremento significativo il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+54,0%), per effetto del versamento nel mese di febbraio dell’imposta sui risultati della gestione individuale di portafoglio in regime di risparmio gestito, che riflette la performance positiva dei mercati nel corso del 2017.
Significativo anche il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+39,0%) che evidenzia i risultati positivi dei rendimenti medi ottenuti nel 2017 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.
Le entrate dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e le ritenute sugli interessi ed altri redditi di capitale mostrano una crescita pari a +3,4% per effetto dell’andamento positivo delle ritenute sui redditi da capitale diversi dai dividendi e delle ritenute su proventi di fondi d’investimento in valori mobiliari di diritto estero. L’andamento dell’Ires registra una diminuzione del 67,8% per effetto dello slittamento al mese di luglio del versamento dell’imposta.
Il gettito delle imposte indirette, che ammonta a 95.565 milioni di euro, registra una crescita di 1.270 milioni di euro (+1,3%). Il risultato è legato all’andamento del gettito dell’IVA (+1.151milioni di euro, +2,0%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 952 milioni di euro. Positiva la dinamica del prelievo sulle importazioni (+199 milioni di euro, +3,0%). Si segnala una diminuzione dell’entrata delle imposte sulle assicurazioni (-75,5%) dovuta allo spostamento dei termini di versamento (da maggio a novembre) dell’acconto dell’imposta, così come previsto dalla Legge di Bilancio per il 2018. Tra le imposte indirette, mostrano un significativo incremento le entrate dell’imposta di registro (+13,7%, pari a 306 milioni di euro), i versamenti del canone di abbonamento radio e TV (+7,6%, pari a 58 milioni di euro) e dell’imposta di bollo (+9,7%, pari a 321 milioni di euro).
Le entrate dei giochi, nei primi sei mesi del 2018, ammontano a 7.352 milioni di euro con una variazione positiva di 501 milioni di euro (+7,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo si sono attestate a 4.586 milioni (+224 milioni di euro, pari a +5,1%) di cui: 2.340 milioni di euro (-332 milioni di euro, -12,4%) sono affluiti dalle imposte dirette e 2.246 milioni di euro (+556 milioni di euro, +32,9%) dalle imposte indirette.
– Seduta marginalmente negativa per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,03% a 21.580 punti.
– Mercati del Vecchio continente senza spunti: Francoforte ha concluso la seduta in calo dello 0,08%, Parigi dello 0,03% mentre Londra ha segnato in rialzo finale dello 0,07%.
– Lo spread fra Btp e Bund chiude a 251 punti base, sui livelli della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è al 2,90%.
– Prima seduta di settimana tranquilla in Piazza Affari per gli indici generali, in linea con le altre Borse europee, mentre qualche spunto è venuto da alcuni dei titoli principali: l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita dello 0,03% a 21.580 punti, l’Ftse All share in aumento dello 0,02% a quota 23.840.
Fortissimi acquisti in particolare su Tod’s dopo la semestrale con risultati sopra le attese resa nota venerdì a mercati chiusi: il titolo ha chiuso con un rialzo del 17% a 63,4 euro. Molto bene anche Carige che ha concluso in accelerazione in rialzo finale del 9,2%. Giornata invece difficile per Banco Bpm dopo la semestrale: il titolo, passato anche in asta di volatilità, ha chiuso in ribasso del 5,95%. Tra i gruppi a minore capitalizzazione scivolone per Banca Ifis (-8%), mentre nel paniere principale Mediobanca ha segnato un calo dell’1,6%.
Ampiamente positivi Saipem (+3%) e Campari, salita di due punti percentuali.
– “Noi nella Legge di Bilancio vogliamo dare maggiori agevolazioni agli imprenditori sul contratto a tempo indeterminato, abbassando il costo del lavoro e facendo di quello il contratto normale, la normalità”. Lo ha confermato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine della discussione generale sul decreto dignità in Aula al Senato, spiegando che per questo motivo il periodo transitorio che non fa scattare le nuove norme sui contratti a termine in corso è stato fissato al 31 ottobre.
– NEW YORK
– Petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,80% a 69,03 dollari al barile.
Sfiorano quota 430mila i lavoratori agricoli esposti, in Italia, al rischio di un ingaggio irregolare e sotto caporale; e di questi più di 132mila vivono in condizione di grave vulnerabilità sociale e di forte sofferenza occupazionale. Solo in agricoltura il tasso di irregolarità dei rapporti di lavoro è pari al 39%. Un business, quello del lavoro irregolare e del caporalato agricolo, pari a 4,8 miliardi di euro. E il contraccolpo lo sentono anche le casse dello stato, visto che l’altra faccia del lavoro nero un’evasione contributiva stimata in 1,8 miliardi di euro.E’ il quadro che esce dal Rapporto Agromafie e Caporalato condotto per il quarto anno consecutivo dall’Osservatorio Placido Rizzotto Flai Cgil. Intitolato al sindacalista che fu rapito e ucciso da Cosa nostra nel 1948, a partire dal 2015 l’Osservatorio conduce un’approfondita analisi sul fenomeno del lavoro irregolare nelle campagne italiane sulla base di dati Istat, Crea, della Corte dei Conti, della Commissione Parlamentare Antimafia e anche sulla scorta di interviste.Lo studio presentato quest’anno rileva che più di 300.000 lavoratori agricoli, ovvero quasi il 30% del totale, lavorano meno di 50 giornate l’anno. E proprio in questo bacino è presente molto lavoro irregolare/grigio. Su circa un milione di lavoratori agricoli, i migranti si confermano una risorsa fondamentale.Secondo i dati Inps nel 2017 sono stati registrati con contratto regolare in 286.940, circa il 28% del totale, di cui 151.706 comunitari (53%) e 135.234 provenienti da paesi non Ue (47%). Secondo il Crea i lavoratori stranieri in agricoltura, tra regolari e irregolari, sarebbero 405.000, di cui il 16,5% ha un rapporto di lavoro informale (67.000 unità) e il 38,7% ha una retribuzione non sindacale (157.000 unità).Si tratta di lavoratori sottoposti a grave sfruttamento: nessuna tutela e nessun diritto garantito dai contratti e dalla legge; una paga media tra i 20 e i 30 euro al giorno; lavoro a cottimo per un compenso di 3/4 euro per un cassone da 375 chili; un salario inferiore di circa il 50% di quanto previsto dai contratto nazionale.Non solo. I lavoratori sotto caporale devono pagare a questi ultimi il trasporto a seconda della distanza (mediamente 5 euro); beni di prima necessità (mediamente 1,5 euro l’acqua, 3 euro il panino, etc.).L’orario medio va da 8 a 12 ore di lavoro al giorno. Le donne sotto caporale percepiscono un salario inferiore del 20% rispetto ai loro colleghi. Nei casi più gravi di sfruttamento analizzati, alcuni lavoratori migranti percepivano un salario di 1 euro l’ora.Per quanto riguarda le aziende, il Rapporto, dalle informazioni acquisite, quantifica in 30.000 il numero di aziende che ricorrono all’intermediazione tramite caporale, circa il 25% del totale delle aziende del territorio nazionale che impiegano manodopera dipendente.
La riforma della legge Fornero sarà uno dei capitoli della prossima manovra. Secondo quanto si apprende in ambienti di maggioranza, è allo studio l’introduzione di ‘quota 100’, cioè la possibilità di lasciare il lavoro quando si raggiunge 100 tra età anagrafica e anni di contributi versati. Il costo della misura per il primo anno sarebbe di circa 4 miliardi, portando il ‘peso’ complessivo della prossima legge di Bilancio a circa 26-27 miliardi.Sconti per incentivare l’acquisto dei seggiolini anti-abbandono. E’ una delle novità che potrebbe essere inserita nella prossima legge di Bilancio sulla quale c’è un pressing della maggioranza che, in Parlamento, sta approvando una legge ad hoc per rendere i seggiolini con l’allarme obbligatori dal 1 gennaio 2019. La proposta di legge ha avuto il primo ok della commissione Trasporti della Camera, che sta lavorando in sede deliberante (senza necessità di passare dall’Aula). Il testo dovrà poi passare anche al Senato. La stessa commissione ha approvato un emendamento al testo, di due soli articoli, che apre la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo”. Il ministro Danilo Toninelli, che aveva inserito questo intervento tra le priorità del suo ministero, aveva auspicato l’introduzione di una detrazione “fino a 200 euro”. L’arrivo dello sconto dipenderà però dall’esito dell’interlocuzione tra Mit e ministero dell’Economia sulle risorse.
