Ultimo aggiornamento 12 Settembre, 2018, 14:47:22 di Maurizio Barra
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DI MERCOLEDì 12 SETTEMBRE 2018
SOMMARIO
TUTTE LE NOTIZIE MONDO
Siria: Onu si prepara a emergenza
Pronte centinaia di migliaia di aiuti e scorte alimentari
Juncker, rafforzare guardia costiera Ue’Fino a 10mila unità da qui al 2020′
Ostaggi in una banca a MoscaSul posto le forze dell’ordine, al momento le cause sono ignote
Serbia: fiamme su aereo egizianoSi incendiano pneumatici, bloccata la pista. Nessuno a bordo
Nessun allarme in banca di MoscaPresa di ostaggi in filiale era un’esercitazione
Skripal: Putin, trovati sospetti autori’Sono civili, spero si facciano avanti da soli’
Trump, Florence più grande del previstoPresidente rassicura, protezione civile pronta
Il Parlamento Ue condanna OrbanApplicazione art.7 per Ungheria con 448 sì, 197 no, 48 astenuti
Juncker, ‘no al nazionalismo malsano”E’ un veleno. Diciamo sì al patriottismo illuminato’
Juncker, Ue resti tollerante’Non sarà mai un’isola e resterà multilaterale’
Merkel, nessuna scusa per attacchi naziMusulmani ed ebrei appartengono a nostra società come cristiani
Junker, stop a cambio ora già dal 2019Paesi scelgano entro aprile se restare a ora solare o legale
Putin, preoccupano missili Usa PacificoPresidente russo parla a Vladivostok
Gaza: Hamas, la resistenza continua
Appello ad Abu Mazen: cessi cooperazione sicurezza con Israele
Spd, ‘odio rende brutti’. Protesta AfdSocialdemocratico, ‘estrema destra in parlamento disgustosa’
50 deputati Tory pronti a sfidare MayDestino premier discusso apertamente da avanguardia euroscettici.
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L’ARTICOLO
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BEIRUT
– Le Nazioni Unite si preparano all’emergenza umanitaria nel nord-ovest della Siria e preparano
centinaia di migliaia di scorte alimentari e materiale umanitario vario per soccorrere le centinaia di migliaia di civili che potrebbero fuggire dall’annunciata offensiva governativa, russa e iraniana su Idlib. La zona di Idlib è sotto influenza turca ed è dominata da gruppi armati anti-regime, tra cui spiccano milizie qaidiste.
Russia, Iran e Turchia hanno nei giorni scorsi trovato un accordo su Idlib ma la minaccia militare incombe. Da giorni ci sono intensi raid aerei a sud di Idlib da parte dell’aviazione governativa e russa. E ieri l’Onu affermava che ci sono circa 30mila civili in fuga negli ultimi giorni. Secondo stime Onu, a Idlib ci sono circa 850mila civili a rischio su una popolazione totale di 3 milioni di persone.
– STRASBURGO
– “Oggi propongo un rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea fino a 10mila unità da qui al 2020 ed un’agenzia europea per l’asilo”. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione alla Plenaria a Strasburgo.
– MOSCA
– Un uomo si è asserragliato in una filiale della Sberbank a Tushino, quartiere a nord di Mosca, e ha preso degli ostaggi. Lo riportano i media russi. La Sberbank è il principale istituto di credito della Russia. Sul posto vi sono polizia e Guardia Nazionale. Al momento non vi sono altre informazioni.
– BELGRADO
– L’aeroporto ‘Nikola Tesla’ di Belgrado è chiuso al traffico aereo da alcune ore a causa di un velivolo egiziano rimasto bloccato sulla pista di atterraggio per l’incendio dei pneumatici.
Come hanno reso noto i responsabili dell’aeroporto, il Boeing 737-800 della Egypt Air, senza passeggeri a bordo e destinato a un volo charter da Belgrado, è atterrato alle 4.11 nella capitale serba, ma ha avuto problemi tecnici che hanno portato all’incendio dei pneumatici. E’ rimasto così bloccato sulla pista, impedendo decolli e atterraggi.
Non vi è stato alcun pericolo per le persone e la situazione nello scalo belgradese è sotto controllo e in condizioni di piena sicurezza. I voli in arrivo vengono dirottati su altri scali regionali, mentre per le partenze i passeggeri vengono tenuti informati sui nuovi orari. Assicurazioni sono venute dal ministro dei trasporti Zorana Mihajlovic, secondo cui si attende la rimozione del velivolo egiziano, con il traffico aereo che potrà riprendere entro mezzogiorno.
– MOSCA
– Allarme rientrato a Mosca. La crisi con ostaggi in una filiale della Sberbank si è infatti rivelata essere “un’esercitazione”. Lo ha confermato la stessa banca in una dichiarazione alle agenzie di stampa russe.
Queste “esercitazioni programmate” mirano a proteggere i clienti e i dipendenti della banca da “azioni illegali”, si legge nella nota. I dipendenti, la polizia e i servizi di emergenza hanno preso parte all’esercitazione. Le foto e i video dei veicoli della polizia sulla scena sono stati pubblicati online suscitando allarme.
– MOSCA
– Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia “ha identificato” i presunti agenti segreti russi responsabili secondo Londra degli attacchi al nervino contro gli Skripal. “Noi sappiamo chi sono, li abbiamo trovati, spero che si facciano avanti da soli, sarà meglio per tutti”, ha detto Putin, precisando che si tratta di “due civili”. Le autorità britanniche avevano indicato Alexander Petrov e Ruslan Boshirov come i responsabili dell’attacco. Lo riportano le agenzie.
– “Sembra che l’uragano Florence sia più grande di quanto anticipato. Arriverà presto. FEMA (la protezione civile americana, ndr), i Primi Soccorritori e le Forze dell’Ordine sono equipaggiate e pronte. Siate al sicuro!”: lo ha scritto oggi il presidente americano Donald Trump in un tweet.
– BRUXELLES
– Il Parlamento europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria, dando così l’ok all’applicazione dell’articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può condurre a sanzioni contro il Paese. A favore hanno votato 448, 197 si sono espressi contro, 48 si sono astenuti, per un totale di 693 votanti. Ora la parola passa al Consiglio europeo, ovvero ai capi di Stato e di governo dell’Unione.
– STRASBURGO
– “Vorrei che si dicesse ‘no’ al nazionalismo malsano, sì al patriottismo illuminato”. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione alla Plenaria a Strasburgo.
“Il patriottismo è una virtù, il nazionalismo incontrollato è un veleno che schiaccia”, ha aggiunto. “Io amo l’Europa e continuerò a farlo”, ha poi concluso.
– STRASBURGO
– “L’Europa deve restare un continente di apertura e tolleranza, non sarà mai una fortezza in un mondo che soffre, non sarà mai un’isola, resterà multilaterale, il pianeta non appartiene a pochi”. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione alla Plenaria a Strasburgo.
– BERLINO
– “Non c’è nessuna scusa per sobillazione all’odio, per parole naziste, attacchi a ristoranti ebrei, e alla polizia”. Lo ha detto Angela Merkel, parlando al Bundestag dopo il capo di Afd Alexander Gauland, in una seduta parlamentare in cui vengono dibattuti i fatti di Chemnitz. La “relativizzazione” è un “errore”. “Ebrei e musulmani, esattamente come i cristiani e gli atei, appartengono alla nostra società”, ha aggiunto. “Le regole non possono essere sostituite dalle emozioni, questa è l’essenza dello stato di diritto”, per la cancelliera.
– BRUXELLES
– Stop al cambio d’ora già dall’anno prossimo, con un ultimo passaggio all’ora legale il 31 marzo 2019 e, per quei Paesi che volessero invece scegliere di restare all’ora solare, il 27 ottobre 2019. E’ la proposta presentata con il discorso sullo stato dell’Unione del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. “È necessario abolire lo spostamento delle lancette, gli Stati membri dovrebbero decidere da soli se i loro cittadini devono seguire l’ora legale o quella solare”, ha annunciato a Strasburgo. La proposta intende assicurare che qualsiasi modifica avvenga con il coordinamento tra Paesi confinanti, in modo da non turbare il corretto funzionamento del mercato interno e da evitare una situazione di frammentazione, che potrebbe presentarsi se alcuni Stati membri conservassero l’ora legale mentre altri la abbandonano. Ogni Paese dovrà notificare entro aprile se applicherà in modo permanente l’ora legale o quella solare. Serve però l’ok di Parlamento e Consiglio entro marzo.
– MOSCA
– Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che Mosca è preoccupata per l’avanzamento dei sistemi missilistici difensivi americani nel Pacifico. “I problemi di sicurezza sono di grande importanza”, ha detto Putin a Vladivostok.
“Naturalmente non possiamo non essere preoccupati sui molti aspetti della cooperazione militare nella regione del Pacifico, compreso l’avanzamento dei sistemi missilistici difensivi americani”, ha sottolineato il leader russo che questo rappresenta “un tema nel dibattito” regionale. Lo riporta la Tass.
– GAZA
– Tredici anni dopo il completamento del ritiro israeliano dalla striscia di Gaza ordinato da Ariel Sharon, Hamas ha pubblicato un documento in cui sostiene che esso fu dovuto ”alla intensa pressione da parte della resistenza palestinese”. Hamas ribadisce poi che la ”opzione della resistenza, inclusa la lotta armata, e’ la nostra scelta strategica per difendere i palestinesi e i loro diritti”.
Nel documento Hamas sostiene che l’opzione dei negoziati di pace con Israele e’ fallita, ”dopo aver provocato conseguenze catastrofiche per i palestinesi”. Hamas fa appello al presidente dell’Anp Abu Mazen affinche’ blocchi la cooperazione di sicurezza con Israele e ”cessi la campagna di arresti in corso in Cisgiordania”. Abu Mazen, secondo Hamas, dovrebbe anche annullare le sanzioni economiche imposte a Gaza nell’ultimo anno. Al presidente Donald Trump e ad Israele Hamas annuncia che il cosiddetto ‘accordo del secolo’ non andra’ in porto e che non sara’ possibile ”liquidare la causa palestinese”.
– BERLINO
– I parlamentari tedeschi di Alternative fuer Deutschland hanno lasciato in massa l’aula parlamentare, durante il dibattito in corso al Bundestag. Hanno reagito così alle affermazioni di un esponente dei socialdemocratici, Johannes Kahrs, il quale aveva attaccato: “Gli estremisti di destra in parlamento sono disgustosi. L’odio rende brutti: guardatevi allo specchio!”
– LONDRA
– Inizia il conto alla rovescia fra i deputati Conservatori britannici dell’ala euroscettica ultrà verso la sfida per provare a scalzare in futuro Theresa May dalla leadership del partito e quindi del governo. Lo riportano i media del Regno, dando notizia di una riunione promossa ieri apertamente dal gruppo che fa capo a Jacob Rees-Mogg, rampante paladino della ‘hard Brexit’, pronto apparentemente a confluire dietro l’ipotetica candidatura alternativa di Boris Johnson.
Alla ‘cospirazione’ hanno aderito finora 50 deputati e altri potrebbero aggiungersene, anche se il ministro dell’Ambiente, Michael Gove, brexiteer rimasto per ora leale al governo May, ha liquidato l’iniziativa come “chiacchiere a tempo perso”, invitando il partito a restare “unito dietro il primo ministro”.
In teoria, per sfidare la leadership Tory e imporre una nuova elezione interna basta la firma di 48 deputati. Ma il gruppo di Rees-Mogg si è limitato per il momento ad avviare “una discussione” su come e quando sferrare il colpo.
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