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Ultimo aggiornamento 2 Ottobre, 2018, 01:14:39 di Maurizio Barra

DALLE 14:45 DI LUNEDì 01 OTTOBRE 2018

ALLE 01:14 DI MARTEDì 02 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

Traffico anoressizzanti,chiesti 300 anni
Alla sbarra farmacisti, medici e informatori scientifici

Violenza sessuale, ragazzina aggreditaDiciassettenne si divincola e urla costringendo l’uomo alla fuga

In rianimazione dopo pastiglia ecstasyDiciassettenne si accascia a terra, ora è in condizioni stabili

Migranti: aumentano morti in mareIspi,impennata da linea deterrenza Salvini dopo calo con Minniti

Ucciso da cacciatore, vittima con fucileProcura ha scoperto che giovane ucciso aveva anche 50 munizioni

Cervino, trovati resti disperso dal 2014Alpinista giapponese scalava da solo sul versante svizzero

Palagiustizia Bari, processi fermiPrimo giorno dopo la sospensione dei termini prevista per legge

Papa, barca Chiesa investita venti contr”A causa gravi colpe”, “Fedeltà a Sede Pietro imprescindibile”

Cane scopre cavallo legato e agonizzanteAnimale morto dopo arrivo soccorsi. Rintracciato proprietario

Sinodo: ci saranno due vescovi da CinaInvitati dal Papa. Da mercoledì al via l’assise sui giovani

Padre Vanessa Russo,voglio risarcimento”Per onorare memoria, Stato, Comune o Atac devono pagare”

Maltempo ostacola ricerche per dispersoFerito sul fondo di un canalone, contatto telefonico interrotto

21enne violentata,dna uomini a confrontoCon quello di altro stupro di cui è ancora ignoto l’aggressore

Tromba d’aria nel Livornese,nessun dannoA Castiglioncello raffica vento danneggia tetto immobile

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L’ARTICOLO

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Il pm di Roma ha chiesto condanne per oltre 300 anni di carcere nei confronti di un gruppo di farmacisti, medici e informatori scientifici finiti sotto inchiesta tra il 2002 e il 2004 per l’accusa di produzione e traffico di sostanze stupefacenti e anoressizzanti. Il pubblico ministero Maria Teresa Gerace, davanti ai giudici della quarta sezione penale, ha sollecitato condanne dai 7 ai 30 anni di carcere. L’operazione del Nas ribattezzata “Pharma Connection” , che portò ad una serie di arresti e perquisizioni, riguardò dieci regioni e numerose province. Tra i reati contestati, a seconda delle posizioni, anche l’associazione per delinquere finalizzata alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti e dopanti.
– Una ragazzina è stata aggredita, a Milano, da uno sconosciuto che ha cercato di palpeggiarla ma che ha poi desistito grazie alla resistenza della giovane che si è divincolata urlando. Alla fine l’uomo è scappato mentre la minorenne è stata trasportata in ospedale per alcune escoriazioni ed ecchimosi causate dalla colluttazione.
E’ accaduto lunedì mattina alle 6.50 in via Gaggia, nella periferie sud est della città, zona molto frequentata fino all’ alba per la presenza di discoteche e locali etnici. La giovane, una 17enne di origine peruviana, aveva appena salutato un’amica e si stava recando alla stazione Porto di Mare della metropolitana quando l’uomo l’ha afferrata e ha cercato di trascinarla dietro a un cespuglio. Di fronte alla sua opposizione non è riuscito a metterle le mani addosso e allora le ha portato via la borsetta, con dentro un tablet e i documenti.
– LEGNANO (MILANO)

– Un ragazzino di 17 anni è finito in ospedale dopo essersi sentito male per aver assunto una pasticca di Mdma (ecstasy) nella notte fra sabato e domenica in una discoteca di Legnano, a Milano. A quanto si è saputo, il giovane si è accasciato a terra in preda alle convulsioni ed è stato soccorso dal 118 chiamato dai presenti. Ricoverato in rianimazione, le sue condizioni sarebbero ora stabili. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
– A quattro mesi dall’inizio della stretta sui salvataggi in mare con la linea dura del ministro dell’Interno Matteo Salvini, c’è stata una “riduzione relativamente modesta” degli sbarchi in Italia che è coincisa “con un forte aumento del numero di morti e dispersi”. Lo rileva un rapporto dell’Ispi, che esprime dubbi sull’utilità delle politiche di deterrenza nei confronti del soccorso in mare.
Il rapporto confronta tre periodi: 16 luglio 2016-15 luglio 2017; 16 luglio 2017- maggio 2018; giugno-settembre 2018. Nel primo periodo, quello dei 12 mesi precedenti al calo degli sbarchi, si stima siano annegate poco meno di 12 persone al giorno. L’anno che coincide con le politiche Minniti è stato accompagnato da una netta diminuzione del numero dei morti, sceso a circa 3 persone al giorno. Ai quattro mesi di politiche Salvini corrisponde invece un nuovo aumento del numero di morti e dispersi (8 persone al giorno).
– APRICALE (IMPERIA)

– Aveva un fucile da caccia calibro 12 e una cinquantina di munizioni, ma senza avere mai conseguito il porto d’armi, Nathan Labolani, il diciannovenne di Apricale (Imperia) ucciso per errore con un colpo di fucile all’addome ieri da un cacciatore di 29 anni, di Ventimiglia, che l’avrebbe scambiato per una preda. Lo si apprende consultando diverse fonti presso la Procura di Imperia.

La procura sta approfondendo le indagini per verificare di chi sia il fucile trovato accanto al giovane ucciso. Si cerca anche di ricostruire la esatta dinamica dell’incidente e in particolare di verificare i movimenti del giovane morto per capire se fosse o meno nascosto dietro a un cespuglio mentre era in corso la battuta di caccia, alla quale partecipavano una squadra di Camporosso e una di Perinaldo, due Comuni delle vicine vallate. Il cacciatore che ha ucciso Labolani resta indagato per omicidio colposo.
– AOSTA

– Lo scioglimento dei nevai ha fatto riemergere sul versante svizzero del Cervino i resti di un alpinista che risultava disperso da quattro anni e che con ogni probabilità è rimasto vittima di un incidente. Si tratta di un giapponese di 40 anni, che il 23 luglio del 2014 era partito da Zermatt (Svizzera) per affrontare da solo la scalata alla vetta. Da quel giorno di lui non si avevano più avuto notizie. Questo fino alla sera dell’11 settembre scorso, quando un soccorritore svizzero ha trovato alcune ossa umane e dell’attrezzatura alpinistica ai piedi del versante est del Cervino. Le analisi del Dna – fa sapere la polizia del canton Vallese – hanno confermato che quei resti appartengono all’alpinista disperso.
– BARI

– La giustizia penale barese da oggi riprende a camminare, ma solo sulla carta. Nel primo giorno dopo la scadenza della sospensione dei termini imposta dal decreto legge del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ricomincia a decorrere la prescrizione, ma i processi non ricominciano. La sede non è ancora pronta e le decine di migliaia di notifiche per gli 8.500 processi sospesi per legge a causa della inagibilità per rischio crollo del Palagiustizia di via Nazariantz, stanno iniziando a partire in questi giorni. Nella ex sezione distaccata di Modugno, dove avrà sede il Tribunale penale fino al trasferimento nell’immobile di Poggiofranco, non si celebreranno udienze ordinarie almeno fino a novembre.
L’unica novità è che da oggi le direttissime si tengono a Modugno e non più in piazza Enrico De Nicola. “Ci sono circa 11mila processi prendenti”, spiega il giudice Marco Guida, presidente della prima sezione penale

– CITTA’ DEL VATICANO

– “Viviamo in un contesto in cui la barca della Chiesa è investita da venti contrari e violenti, a causa specialmente delle gravi colpe commesse da alcuni dei suoi membri”. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza i sacerdoti della Diocesi di Creteil (Francia).
Nell’udienza ai Rosminiani ha invece sottolineato che “la fedeltà alla sede di Pietro esprime l’unità nella diversità e la comunione ecclesiale, elemento imprescindibile per una fruttuosa missione”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo i Rosminiani, nel giorno in cui comincia il mese del rosario chiesto da Papa Francesco a tutti i fedeli del mondo proprio per superare le divisioni nella Chiesa e per combattere più decisamente la piaga della pedofilia. In un tweet il pontefice ha lanciato l’hashtag #PrayForTheChurc con la preghiera alla Madonna: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio”, “liberaci da ogni pericolo”.
– CASTELVETRANO (TRAPANI)

– Un cane ha trovato un cavallo agonizzante, che poi è morto, legato a un albero in un appezzamento di terreno di contrada Seggio, a Castelvetrano, nel Trapanese. Il cane ha attirato l’attenzione della padrona, che vive nei paraggi, conducendola sul posto dove sono poi arrivati il veterinario dell’Asp Leonardo Strada e i vigili urbani. Il cavallo, dopo circa un’ora, è morto.
Nell’attesa della relazione del veterinario, i vigili urbani hanno già rintracciato il proprietario – attraverso il microchip dell’animale – che sarà sentito nelle prossime ore.
– CITTA’ DEL VATICANO

– Il Sinodo dei vescovi sui giovani, che si apre in settimana, vedrà la partecipazione anche di “due vescovi della Cina continentale”. Lo ha annunciato il Segretario generale del Sinodo, il card. Lorenzo Baldisseri, spiegando che questa partecipazione fa seguito all’Accordo Provvisorio tra Santa Sede e Cina. “Anche nel passato la Santa Sede ha invitato vescovi della Cina continentale ma mai erano potuti venire. In questo caso saranno presenti”, ha aggiunto Baldisseri precisando che sono stati “invitati dal Papa”.
Mercoledì 3 ottobre prenderà il via l’assise. “E’ una sfida”, ha detto Baldisseri. I Padri Sinodali sono 267 mentre tra gli uditori ci sono 34 giovani tra i 18 e i 29 anni.
– “Ad aprile saranno 12 anni che è morta mia figlia, uccisa in metro con cattiveria e crudeltà.
Nessuno potrà mai farmela riabbracciare, ma almeno per la sua memoria chiedo un risarcimento. Chi ha responsabilità in quello che è successo deve pagare”. A parlare è Giuseppe Russo, il papà di Vanessa la ragazza di 22 anni morta ad aprile del 2007 nella metropolitana di Roma dopo essere stata colpita con un ombrello in un occhio durante una lite. Per l’uccisione di Vanessa Russo fu condannata a 16 anni di carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, Doina Matei. “Non è per una questione di soldi – continua il papà di Vanessa Russo – Lo devo a mia figlia. Vorrei impostare una causa civile. Non so se contro lo Stato, il Comune o l’Atac, ma qualcuno deve pagare. Se non altro perché ci sono persone come Doina Matei che vengono fatte circolare liberamente nelle nostre città, senza permesso di soggiorno, e riescono a uccidere i nostri figli. Di chi è la colpa se mia figlia è morta così nella metro?”.
– BOLOGNA

– Sono ostacolate dal maltempo le ricerche di un uomo, 65enne originario della Nuova Zelanda, che dal tardo pomeriggio di ieri è disperso sull’Appennino tosco-emiliano, tra le province di Massa Carrara, Reggio Emilia e Parma. Lo straniero pare essere ferito sul fondo di un canalone, ma il contatto telefonico, spiega il Soccorso Alpino, si è interrotto dalla sera di ieri. Le squadre emiliane, partite da Parma e Reggio Emilia, hanno perlustrato la zona di crinale nord tra il passo del Lagastrello e quello del Cerreto, senza avere riscontro. Un violento temporale le ha poi costrette a rientrare per motivi di sicurezza. Sul versante toscano continuano invece le operazioni e proseguiranno anche di notte.
– FIRENZE

– Il dna del 25enne romeno arrestato a Firenze dopo la violenza sessuale ad una orientale 21enne la notte tra il 23 e il 24 settembre nella periferia di Varlungo sarà confrontato con quello dell’aggressore di uno stupro molto simile avvenuto nella stessa zona di Firenze il 23 giugno scorso. Vittima, quel primo caso a giugno, fu una giapponese che da anni vive e lavora nel capoluogo toscano e che alle 5.30 fu aggredita mentre faceva jogging in un parco. Di questo episodio c’è il dna dell’aggressore ma non la sua identità: ancora non è stato scoperto. Quindi, secondo quanto appreso, l’inchiesta della procura di Firenze aperta sul fatto del 24 settembre andrà ad accostare questi due recenti episodi di violenza sessuale contro due donne in città.
– CECINA (LIVORNO)

– Un’enorme tromba marina si è formata al largo del litorale del Livornese, tra Vada e Marina di Cecina (Livorno), nella tarda mattinata, ma una volta giunta a terra, come spiegano i vigili del fuoco, si è in pratica subito dissolta non provocando danni né a persone né a cose.
Unico intervento dei vigili del fuoco per il maltempo, nel Livornese, a Castiglioncello (Livorno) per una forte raffica di vento che ha danneggiato il tetto di un immobile spostando qualche tegola.
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