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Ultimo aggiornamento 14 Ottobre, 2018, 14:43:33 di Maurizio Barra

DELLE 13:10 E 14:43

DI DOMENICA 14 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Con cuscino, seggiolino è anti-abbandono
Creato da una startup italiana, è in mostra alla Maker Faire

Hi-tech innova aziendeAlla Maker Faire le tecnologie che cambiano modelli di business

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Per trasformare un normale seggiolino in un modello anti-abbandono, senza doverne comprare uno nuovo, basta un cuscino hi-tech. A crearlo è una startup italiana, chiamata Filo, che lo ha portato alla Maker Faire, la fiera degli artigiani digitali organizzata dalla Camera di Commercio di Roma che è in corso nella capitale.
I quattro ragazzi della startup hanno messo a punto “Tata” – questo il nome del dispositivo – guardando alla legge italiana che dal luglio prossimo renderà obbligatori i seggiolini anti-abbandono. Si tratta di un piccolo cuscino, realizzato interamente in Italia, da mettere nella seduta del seggiolino, dotato di sensori che rilevano la presenza del bebè.
A differenza di altri dispositivi che riconoscono solo la pressione, Tata – in arrivo sul mercato a dicembre – “sente” il bambino perché ne rileva la conduttività elettrica, quindi distingue se sul seggiolino c’è il bimbo o, ad esempio, una busta della spesa.
Se il genitore dimentica il figlio in auto, il dispositivo lo avverte attraverso lo smartphone. Nel caso in cui l’avviso fosse ignorato, ad esempio perché il telefono è rimasto in macchina, il cuscino chiama 5 contatti di emergenza preimpostati, inviando anche un sms con la posizione del veicolo.

– Vetrine che capiscono se piacciono o meno a chi le guarda, orologi che monitorano i parametri vitali dei pazienti in ospedale, lampioni in grado di distinguere se a passare è un uomo o un gatto: l’hi-tech sta rivoluzionando le città e le imprese, che grazie alle nuove tecnologie possono rinnovarsi e riposizionarsi sul mercato. Una carrellata degli ultimi strumenti disponibili è in esposizione alla Maker Faire nello stand di Arrow Electronics, multinazionale newyorchese quotata in Borsa con un fatturato di 26,8 miliardi di dollari nel 2017.
Tra le nuove soluzioni messe in mostra dalla compagnia, attiva anche in Italia con 500 dipendenti e una cinquantina di ingegneri, c’è la scheda che “potenzia” le videocamere, consentendo di riconoscere sesso, età e stato d’animo di chi è inquadrato. La tecnologia può ad esempio essere usata nelle vetrine dei negozi, così da poter capire l’impatto che i prodotti e gli allestimenti hanno sui passanti.
Ampio spazio è dedicato ai dispositivi elettronici già presenti sul mercato per i consumatori, ma che vengono forniti alle aziende in una forma già sviluppata e personalizzabile. Si tratta di smartwatch come l’Apple Watch, dotati di sensori per rilevare i parametri vitali, che gli ospedali possono acquistare come prodotto “chiavi in mano”, adattato alle loro esigenze specifiche. Stessa cosa per i tablet, che vengono personalizzati per aziende ospedaliere, sistemi di infotainment delle auto o come interfacce uomo-macchina sui macchinari industriali.
La possibilità di aggiornare i modelli di business con la tecnologia riguarda ogni settore produttivo: si va dai sintetizzatori musicali alle serre idroponiche, dai giubbotti da moto con airbag, come quello di Valentino Rossi, ai lampioni ‘smart’, che si accendono al passaggio di un uomo, ma non di un gatto di un’auto.   [print-me title=”STAMPA”]

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