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ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 3 Dicembre, 2018, 03:05:01 di Maurizio Barra

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DALLE 11:24 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

ALLE 03:04 DI LUNEDì 03 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Manovra: dal taglio Imu sui capannoni al superenalotto, ecco gli emendamenti

Manovra: niente emendamento pensioni oroFonti M5s,taglio assegni arriva al Senato.Assenti norme famiglia

Natale: consumi a 10,2 mld (+2,5%)Confesercenti, più cibo e regali meno addobbi

Novi Ligure sfila per Pernigotti, è la nostra storiaIn centinaia a manifestazione contro la chiusura dell’azienda

Alitalia: sindacati sul piede di guerra, conto alla rovescia sul prestitoA breve l’indicazione della data della mobilitazione

Cmc: ok cda a concordato con riservaCon attuale tensione cassa percorso più efficace

Borsa: Tokyo, apertura in rialzoAccordo su dazi fino a gennaio sostiene progressione indici – Borsa, Shanghai apre a +2,29%
Avvio di slancio anche per Shenzhen, a +2,62%

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L’ARTICOLO

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Non c’è il taglio delle pensioni d’oro, nel pacchetto di emendamenti alla manovra depositato in commissione alla Camera. Le proposte di modifica sono in tutto 54: 15 del governo e 39 dei relatori. Tra le norme attese c’era il pacchetto per la famiglia, che non risulta tra le modifiche, e il taglio delle pensioni sopra i 90 mila euro che però secondo fonti M5s sarà introdotto con un emendamento al Senato. Dalla Lega confermano che una seconda, corposa, tranche di modifiche alla legge di bilancio arriverà a Palazzo Madama.
Da oggi il voto in Commissione. Per mercoledì è previsto l’appordo in aula. Su contenuti ed eventuali  riduzioni del deficit, atteso vertice con il premier.
– Il taglio dell’Imu sui capannoni raddoppia. Un emendamento presentato dai relatori alla manovra che porta dal 20% al 40% la deducibilità dell’Imu ai fini Ires e Irpef, per gli immobili strumentali. La misura costa 290,3 milioni nel 2020 e circa 166,9 milioni dal 2021: le risorse arrivano dal Fondo per l’attuazione del programma di governo previsto dall’articolo 55 della legge di bilancio, che per il 2020 ha una dotazione totale di 430 milioni.
Superenalotto, superstar, sivincetutto, Eurojackpot, winforlife. Si allunga di un anno (comunque non oltre il 30 settembre 2019) il diritto di Sisal di gestire i “giochi numerici a totalizzatore nazionale”, in attesa dell’assegnazione di una nuova concessione. Lo stabilisce un emendamento del governo alla manovra che di fatto – aggiungendo un articolo (l’89 bis) – proroga la gestione a Sisal la gestione del Superenalotto. Le maggiori entrate, quasi 71 milioni, si aggiungono al “fondo per l’attuazione del programma di governo”
La flat tax al 15% alle partite Iva non viene riconosciuta alle “persone fisiche nei casi in cui l’attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro” con i quali il soggetto lavora o ha lavorato “nei due anni d’imposta precedenti”. L’emendamento dei relatori per evitare abusi nell’accesso al nuovo regime forfetario dei minimi per le partite Iva fino a 65mila euro. Il blocco scatta anche per soggetti “direttamente o indirettamente riconducibili” al vecchio datore di lavoro.

– IL natale 2018 segna, secondo le prime previsioni consumi in crescita del 2,5% a 10,2 miliardi ed una spesa procapite di circa 170 euro. Sono le prime indicazioni che arrivano dal monitoraggio del Codacons sulla propensione delle famiglie ai consumi in vista delle prossime feste.Secondo l’associazione dei consumatori cresceranno le spese per i regali ed il cibo, scenderanno quelle per gli addobbi A dare un impulso importante agli acquisti, tuttavia, è stato il recente Black Friday, con 1 cittadino su 3 tra coloro che hanno approfittato di promozioni e sconti del “venerdì nero” che ha deciso di anticipare i regali di Natale.
Sotto l’albero troveremo quest’anno più prodotti hi-tech, più elettronica e un maggior numero di articoli di abbigliamento, e appare in crescita anche la propensione ai consumi alimentari e dei prodotti tipici delle festività; il 35% degli acquisti complessivi, inoltre, avverrà online attraverso l’e-commerce

– NOVI LIGURE (ALESSANDRIA)

– Novi Ligure dice no alla chiusura della Pernigotti e alla fine del suo marchio, oltre 160 anni di storia intrecciata in modo indissolubile a quella della città. In centinaia hanno sfilato nel pomeriggio dallo stabilimento di viale della Rimembranza alla centrale piazza Delle Piane, con tanto di fumogeni tricolore, per difendere il lavoro degli oltre cento dipendenti e ribadire l’intenzione di non voler perdere un simbolo riconosciuto del made in Italy.
“Non vi lasceremo soli”, afferma in lacrime il sindaco Rocchino Muliere, in fascia tricolore come gli altri sindaci del territorio intervenuti alla manifestazione, dietro lo striscione “#salviamolapernigotti”. “Noi chi siamo?”, urla uno speaker.
“Siamo la Pernigotti di Novi Ligure. Lavoro, lavoro, lavoro!”, rispondono i lavoratori, applauditi dai cittadini che assistono al corteo.
Anche nell’incontro di ieri a Roma, la proprietà turca della Toksoz è rimasta sulle sue posizioni, confermato l’impegno, anche attraverso un advisor specializzato, nell’individuare soluzioni concrete di re-industrializzazione del sito di Novi Ligure, ma a supporto della richiesta di trattamento di cassa integrazione per cessazione di attività. “Forse, nell’incontro dell’altro giorno, la proprietà non si è intesa col premier Conte”, ironizza il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, presente alla manifestazione insieme con consiglieri regionali e parlamentari di diversi schieramenti.
“La situazione, purtroppo, è sempre la stessa – aggiunge il governatore – Tutto è rinviato all’incontro dell’8 gennaio. Come Regione, siamo al fianco dei lavoratori e rinnoviamo l’appello affinché la richiesta di cassa integrazione per cessazione venga modificata in cassa integrazione per ristrutturazione”.
“Il nostro unico obiettivo è continuare la storia della Pernigotti. Qui, a Novi Ligure – sottolinea Luca Patelli, uno dei portavoce della protesta dei lavoratori -. Perché la Pernigotti è Novi e come noi abbiamo bisogno della città, la città ha bisogno dell’azienda…”.

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I sindacati si preparano alla mobilitazione dei lavoratori di Alitalia ed a breve decideranno la data della mobilitazione che sarà sicuramente prima del 15 dicembre, cioè la scadenza per il rimborso del prestito ponte. Un avvertimento era arrivato già nei giorni scorsi dal segretario della Cgil Susanna Camusso che ha detto che senza la convocazione del tavolo permanente promesso dal Governo si procederà alla mobilitazione.
Il Governo lavora ad una nuova proroga, probabilmente di altri sei mesi, del termine per il rimborso del prestito ponte, attualmente fissato al 15 dicembre. Il provvedimento è atteso in consiglio dei ministri mercoledì.

Il consiglio di amministrazione di Cmc ha deliberato di richiedere l’ammissione della società alla procedura di concordato preventivo “con riserva”. Lo annuncia una nota del gruppo cooperativo di costruzioni. Cmc ritiene, si legge che “nell’attuale frangente di tensione finanziaria di cassa l’accesso al concordato con riserva rappresenti il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio della società e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi.
La richiesta sarà depositata martedì al Tribunale di Ravenna.
– TOKYO

– La Borsa di Tokyo apre la prima seduta della settimana in rialzo, in scia alla tregua concordata – almeno fino a gennaio – tra il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping sui dazi commerciali a margine del G20 di Buenos Aires. Il Nikkei avanza dell’1,25%, a quota 22.630,68, con un guadagno di 279 punti. Sul mercato valutario lo yen si indebolisce lievemente sul dollaro a un livello di 113,30 ed è stabile poco sopra un valore di 129 sull’euro.

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PECHINO

– Le Borse cinesi aprono la seduta di slancio, in scia alla tregua Usa-Cina sul commercio siglata sabato nel summit di Buenos Aires tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping: l’indice Composite di Shanghai sale nelle prime battute del 2,29% a 2.647,38 punti, mentre quello di Shenzhen del 2,62%, a quota 1.372,75. Congelando il rialzo dei dazi per 90 giorni da inizio 2019, le parti si sono tra l’altro impegnate a trovare nello stesso periodo un accordo ad ampio raggio sul commercio.      [print-me title=”STAMPA”]

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