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CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 5 Dicembre, 2018, 13:32:41 di Maurizio Barra

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DALLE 10:36 ALLE 13:32

DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

13enne costretto a rubare dai bulli
Ha sottratto ori e soldi a casa. 14enne finisce ai domiciliari

Rappresentazione ‘educativa’ con SSLega attacca, monito prefettura. ‘Ma è solo un metodo educativo’

Uccise la moglie, condannato a 16 anniLei aveva 46 anni, era stato arrestato dopo tre giorni di fuga

Baita No Tav, reato Grillo prescrittoFurono violati i sigilli alla struttura – presidio

Migranti,prefettura, Cpr Macomer si faràConfermati servizi e numeri, revoca bando è solo “tecnica”

Tav, Grillo prescritto non assoltoGiudici Appello su episodi legati a baita-presidio No Tav

Minorenni schiave, vittima anche incintaVolevano vendere bambino per 28 mila euro

Vandali contro presepe,via testa MadonnaRaid nel Vercellese la scorsa notte, indaga polizia municipale

Cassa depositi e prestiti presenta il piano industriale’Dall’Italia per l’Italia – Il risparmio degli italiani per lo sviluppo sostenibile del Paese’ – diretta dalle 15.00

Menarini: corte appello, assolti AleottiRiformata la sentenza di primo grado

Sit-in madri ragazzi morti in carcereOrganizzatori, sono 61 i suicidi dall’inizio dell’anno –

Corona: Pg, deve andare in carcere
Entro lunedì ricorso contro decisione Sorveglianza,violata legge

Bonafede, investire su lavoro detenutiCertezza della pena ma ridare dignità

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MILANO

– Un 14enne a capo di una banda di bulli, a Milano, è finito agli arresti domiciliari per aver costretto un coetaneo a rubare a casa dei genitori. Lo riporta oggi il Corriere della Sera.
L’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Procura per i minorenni, ha al centro un 13enne, la vittima, “costretto a rubare prima dei gioielli e poi dei soldi in casa – scrive il Corriere – da ‘offrire’ alla stessa banda”. Gli investigatori, allertati dalla denuncia di un papà, hanno trovato indizi evidenti su un cellulare. Il genitore avrebbe anche precisato di essersi rivolto subito alla scuola dove si sarebbe sentito dire da una professoressa che in quell’istituto della zona Sud di Milano il bullismo non esisteva.
“Invece secondo le indagini il bullismo c’era e andava avanti da parecchio tempo – riporta l’articolo – almeno dal 2016” grazie a una banda di 4-5 giovanissimi che accerchiava compagni, li minacciava e in un caso forse ne ha picchiato uno.
– E’ di nuovo polemica, nel Milanese, sulle rievocazioni storiche di un educatore e assessore all’Istruzione di un comune dell’hinterland (a guida Pd) che da una decina d’anni organizza delle “drammatizzazioni storiche” in cui sfoggia divise da SS, manette e manganelli coinvolgendo gli studenti a fini educativi per ricordare l’orrore dell’oppressione nazista. Questa volta, dopo la denuncia di una consigliere comunale della Lega, Paola Malcangio, è intervenuta la prefettura, che con una lettera al sindaco della cittadina, Cernusco sul Naviglio, ha richiamato alla “prudenza” per non “turbare la coscienza civica” pur riconoscendo che si tratta di un metodo educativo. Così, alla fine, la rappresentazione, pare, si farà, ma senza simboli nazisti. Nell’aprile dello scorso anno una interrogazione parlamentare di Debora Serracchiani al ministro Minniti aveva stigmatizzato un patrocinio per una rievocazione storico-militare a sfondo nazista a Cologno Monzese (Milano) definita “grave revisionismo storico”.
– GENOVA

– E’ stato condannato a 16 anni, con rito abbreviato dal gup Silvia Carpanini, Javier Pareja Gamboa, operaio di 52 anni accusato di avere ucciso lo scorso aprile la moglie Angela Reyes Coello, 46, in casa a Genova. L’uomo era stato arrestato dopo tre giorni di fuga e aveva confessato l’omicidio. Il pm aveva chiesto la condanna a 30 anni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era rientrato a Genova dall’Ecuador dopo essere stato via alcuni mesi proprio perché la situazione con la moglie era diventata insostenibile. Lei lo aveva convinto a rientrare ma i due avevano litigato subito.
Gamboa, dopo l’omicidio, era scappato di casa e aveva vagato per la città per due giorni. Era stato fermato a Voltri in stato confusionale. “Lei mi tradiva e mi umiliava – aveva detto – mi aveva fatto tornare dicendo che avrebbe chiuso con il suo amante. E invece lui era stato con lei la sera prima. Quando ne abbiamo iniziato a discutere lei mi ha provocato, insultato e umiliato. Io ho perso la testa e l’ho uccisa”.
– TORINO

– La Corte d’appello di Torino ha dichiarato la prescrizione di un reato attribuito a Beppe Grillo in occasione di una sua visita in Valle di Susa, nel dicembre 2010, agli attivisti No Tav. Si trattava della violazione dei sigilli apposti dalle autorità a una baita-presidio. In primo grado, nel 2014, Beppe Grillo era stato condannato a quattro mesi di reclusione senza condizionale.
– CAGLIARI

– Centro permanente per i rimpatri di Macomer confermato. A dirlo è la prefettura di Nuoro, in una nota, che arriva dopo le polemiche che sono seguite alla revoca del bando per la gestione della struttura che sta nascendo nell’ex carcere di Bonu Trau. “A breve sarà avviata, mediante pubblicazione sul sito, la nuova procedura di gara per la gestione del Cpr, i cui lavori proseguiranno e saranno conclusi entro breve termine”, spiega l’ente statale.
La revoca della gara, avvenuta causalmente proprio nel giorno in cui a Macomer veniva arrestato un presunto affiliato all’Isis,”è stata assunta in via esclusivamente tecnica – osserva la Prefettura nuorese – allo scopo di poter aderire alle indicazioni contenute nei nuovi schemi di capitolato recentemente adottati al riguardo”.
– TORINO

– La Corte d’appello di Torino ha dichiarato la prescrizione di un reato attribuito a Beppe Grillo in occasione di una sua visita in Valle di Susa, nel dicembre 2010, agli attivisti No Tav. Si trattava della violazione dei sigilli apposti dalle autorità a una baita-presidio. In primo grado, nel 2014, Beppe Grillo era stato condannato a 4 mesi di reclusione senza condizionale.
“Non sussistendo i presupposti per una pronuncia assolutoria per motivi di merito ai sensi dell’articolo 129 del codice di procedura penale – scrivono i giudici della seconda sezione della Corte d’appello nella motivazione – dovendosi sul punto richiamare le motivazioni della sentenza appellata, si impone, dato atto del parere favorevole espresso dal procuratore generale, la pronuncia di estinzione per intervenuta prescrizione”.
– BARI

– Avrebbero fatto prostituire almeno tre ragazze di nazionalità romena di 16 e 17 anni, una delle quali incinta al settimo mese, i sei indagati dalla Dda di Bari e dalla Procura per i Minorenni, tutti romeni appartenenti allo stesso nucleo familiare, ora in carcere per i reati di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e sequestro di persona. I sei fermati – che vivono in un campo nomadi, in via San Severo, a Foggia – sono una coppia, i loro tre figli (due dei quali minorenni) e una 26enne compagna di uno dei ragazzi. A quanto si è appreso, gli indagati volevano vendere per 28 mila euro il bambino che portava in grembo una delle minorenni romene ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Una delle persone finite oggi in carcere avrebbe proposto agli altri “la possibilità di vendere il nascituro ad un soggetto da lei conosciuto per la somma di 28mila euro”. Le ragazze erano segregate in baracche e venivano picchiate: una è stata stata pestata con calci, pugni e persino cinghiate

– VERCELLI

– Una sagoma raffigurante la Madonna è stata decapitata la scorsa notte a Varallo (Vercelli). La figura faceva parte del presepe allestito nella centrale piazza Vittorio Emanuele, la stessa in cui si trova il municipio, sotto la collegiata di San Gaudenzio. Le sagome in plastica che compongono la Natività riproducono alcune statue che si trovano nel Sacro Monte di Varallo, il percorso formato da 44 cappelle e 800 statue dichiarato nel 2003 patrimonio Unesco. La polizia municipale è al lavoro per risalire ai vandali tramite le registrazioni del sistema di video sorveglianza.

La Cassa depositi e prestiti presenta il piano industriale 2019-2021.’Dall’Italia per l’Italia – Il risparmio degli italiani per lo sviluppo sostenibile del Paese’ è il titoloDiretta dalle ore 15

– FIRENZE

– La corte di appello di Firenze, riformando la sentenza di primo grado, ha assolto i fratelli Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, figli del patron Sergio Aleotti nel processo Menarini dove erano imputati di riciclaggio. Disposta anche la restituzione agli Aleotti di tutte le somme sequestrate durante l’inchiesta: furono all’inizio 1,2 miliardi di euro di cui oggi, chiuse tutte le pendenze tributarie, residuavano circa 700 milioni di euro.
“Siamo felici di questa decisione della corte d’appello che ha assolto Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti rispetto a tutti i capi d’imputazione. Sono trascorsi moltissimi anni dall’inizio di questa dolorosa vicenda, ma finalmente il giudice ha riconosciuto l’estraneità degli azionisti di Menarini dai fatti per cui erano accusati ingiustamente”, si legge in una nota del Gruppo Menarini. Carlo Colombini, consigliere d’amministrazione, sottolinea che i giudici hanno riconosciuto la correttezza del Gruppo, che non ha mai “gonfiato” i prezzi dei farmaci.

– MILANO

– Le madri di due giovani morti in carcere si sono ritrovate stamani davanti al Tribunale di Milano per un presidio per testimoniare la “rabbia nei confronti di uno Stato nelle cui prigioni si muore quotidianamente”. Fianco a fianco, la madre di Alessandro Gallelli, che nel 2012 a 21 anni morì a San Vittore, e quella di Francesco Smeragliuolo, deceduto a 22 anni nel carcere di Monza, hanno partecipato al sit-in, assieme al ‘collettivo Olga’, denunciando anche “i tentativi di insabbiare le responsabilità” per quelle e “tante altre morti” nelle case di reclusione.
Il caso di Gallelli, tra l’altro, è ancora aperto e per il 13 dicembre, davanti al gip di Milano, è fissata l’udienza per discutere l’opposizione all’archiviazione dell’inchiesta sulla morte del 21enne. “Sono 61 i morti ‘suicidi’ dall’inizio dell’anno – si legge in un volantino distribuito al presidio – e la ‘giustizia’ di questo Stato, di fronte a questa realtà, resta muta”.

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MILANO

– Sarà depositato entro lunedì prossimo il ricorso per Cassazione della Procura Generale di Milano contro l’ordinanza con cui venerdì scorso il Tribunale di Sorveglianza ha confermato l’affidamento territoriale a Fabrizio Corona rigettando la richiesta del carcere avanzata dall’avvocato Avvocato generale Nunzia Gatto.
Il pg Gatto, da quanto si è saputo, sta scrivendo l’atto di impugnazione con cui si ribadisce che l’ex agente fotografico deve espiare la pena in cella per le molte violazioni sia della legge sugli stupefacenti che prevede l’affidamento in prova in casi particolari sia delle prescrizioni ordinarie.
– NAPOLI

– “Dobbiamo investire nel lavoro dei detenuti come forma di rieducazione principale. Se c’è uno strumento che può dare dignità al detenuto quello è il lavoro”.
Lo ha detto a Napoli il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “Basta incrociare il loro sguardo quando lavorano per cogliere l’energia, il gusto di una vita onesta – ha sottolineato – Il principio della certezza della pena deve essere sempre la cornice ma lo Stato deve investire tutto nella rieducazione”.      [print-me title=”STAMPA”]

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