Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2018, 17:52:05 di Maurizio Barra
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DI SABATO 29 DICEMBRE 2018
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Rissa in Aula e tensioni: per manovra voto al fotofinish
Avranno inizio alle 17 le dichiarazioni di voto sulla fiducia
29 dicembre 201811:59
Avranno inizio alle 17 le dichiarazioni di voto sulla fiducia che il governo ha posto sulla Manovra. La chiama sulla fiducia avrà inizio alle 18.30. I capigruppo di Montecitorio hanno deciso che dopo il voto sulla fiducia l’Aula continuerà a votare fino alle 24 per esaminare i 244 ordini del giorno presentati sul testo.
La seduta riprenderà poi dalle 9 di domani. Ieri caos a Montecitorio, con l’intervento dei commessi per evitare la rissa. Dem oggi in piazza. Conte intanto non esclude un rimpasto a gennaio e un ‘tagliando’ per il contratto M5s-Lega.E’ una corsa contro il tempo condita da risse e liti, il via libera alla legge di bilancio. Entro il 31 dicembre, per evitare di arrivare a esercizio provvisorio di bilancio, il testo deve essere sulla scrivania di Sergio Mattarella per la firma, che il capo dello Stato potrebbe accompagnare – si ragiona in ambienti parlamentari – con una lettera diretta al governo con alcuni rilievi. Le opposizioni protestano perché la versione finale della manovra “non è stata esaminata né votata” dalle due Camere: “Si mortifica il Parlamento”, denuncia il Pd che ha fatto ricorso alla Consulta e il 9 gennaio avrà una prima risposta. Ma il governo, testa bassa, punta al risultato: incassare il voto finale sulla manovra entro domenica 30. “Non volevamo deliberatamente comprimere i tempi ma si è creata una situazione non ideale: confidiamo che non si ripeta più”, promette Giuseppe Conte. Ma mentre il premier tiene la conferenza stampa di fine anno, nell’Aula di Montecitorio lo scontro tra maggioranza e opposizioni trascende. Si fa fisico. Il presidente della Camera Roberto Fico diventa per ore bersaglio degli attacchi. E il sottosegretario Massimo Garavaglia viene colpito alla testa da un faldone della manovra lanciato da Emanuele Fiano, deputato Pd e uomo “simbolo” della giornata per la foto che lo ritrae placcato dai commessi mentre con Luigi Marattin ed Enrico Borghi litiga con i leghisti. Nel pomeriggio, all’ennesimo litigio condito da insulti e parolacce, Fico sbotta: “Evitiamo di dare questo spettacolo”. La rissa scatta quando il leghista Nicola Molteni fa segno ai Dem di tacere: Marattin scatta. Volano fogli. Fatuzzo srotola una bandiera del partito dei pensionati: gliela portano via e lui ne estrae un’altra. Il ministro Riccardo Fraccaro pone la fiducia e le opposizioni fischiano e urlano. Fico, che presidia tutto il giorno l’Aula, fatica a tenere la calma. La minoranza denuncia la “mortificazione del Parlamento”, la “violazione della Costituzione”. I Dem, che oggi saranno in piazza, presentano ricorso per conflitto d’attribuzione: sulla ammissibilità la Corte Costituzionale si pronuncerà il 9 gennaio. Non era mai successo che una manovra venisse approvata a scatola chiusa, denuncia Ettore Rosato, che rimarca l’imbarazzo di Fico. E il presidente non nega: “Non è mio compito parlare del governo ma rispetto al lavoro del Parlamento, per me non è un modo giusto di procedere, non c’è dubbio”, dichiara. E manifesta così un disappunto che è del presidente del Senato Elisabetta Casellati ma che anche il presidente Mattarella potrebbe esprimere nel suo discorso di fine anno o, appunto, in una lettera rivolta al governo al momento della firma della manovra. Ora però, spiega Fico, c’è da evitare l’esercizio provvisorio perché il 31 dicembre incombe. A sera, il governo – presente in Aula Giovanni Tria, assenti i vicepremier – pone la fiducia sul testo. Sarà votata sabato sera ma poi ci sono altri 250 voti su ordini del giorno: non si finirà prima di domenica. La minoranza non fa sconti. In Aula ci saranno i sindacati, che annunciano mobilitazioni. E non finisce qui. Leu, con Federico Fornaro e Loredana De Petris, si appella a Mattarella. Emma Bonino, con +Europa, annuncia “varie iniziative a gennaio” contro questa “deriva senza precedenti”. I ritardi sono dovuti alla trattativa con l’Europa, non si poteva fare altrimenti: ripetono il premier e i suoi ministri. La legge di bilancio, assicura Conte, non è stata scritta a Bruxelles: al centro, ci sono reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Ma è proprio sulle misure di bandiera che si aprirà a gennaio un secondo tempo già carico di tensioni per il governo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini vorrebbero varare un unico decreto, alla metà di gennaio. Ma i decreti alla fine potrebbero essere due. Il reddito di cittadinanza resta il nodo: ci sono bozze, ma ancora tanti aspetti da definire su tempi e modalità. E così ci prova Conte a tranquillizzare: annuncia i primi assegni “ad aprile” e difende la misura e Di Maio, che “è stato crocifisso”.
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Sit-in Pd si apre con “Bella ciao”
Cartello con “Di Maio e 5s ciarlatani dell’onestà”
29 dicembre 201811:37
– Militanti e simpatizzanti hanno intonato ‘Bella ciao’ al sit-in del Pd davanti a Montecitorio contro i contenuti e il modo in cui si avvia ad approvazione la manovra economica. Presenti alcune decine di persone che espongono cartelli come ‘Di Maio e i 5 stelle ciarlatani dell’onesta'”.
Manovra, ‘Bella ciao’ a sit-in Pd davanti Camera. Delrio: ‘Di Maio-Salvini autisti ubriachi’Fiano, contro dittatura maggioranza
29 dicembre 201813:27
Militanti e simpatizzanti hanno intonato ‘Bella ciao’ al sit-in del Pd davanti a Montecitorio contro i contenuti e il modo in cui si avvia ad approvazione la manovra economica.
“Dovete tornare nelle strade”, quasi grida una donna all’ex premier Paolo Gentiloni al sit- in. “Torniamo a San Giovanni”, la storica piazza della sinistra, dice un militante. “Dovete svegliarvi” e “Unità” sono altre esortazioni e incoraggiamenti dei manifestanti contro la manovra e il governo ai loro eletti, che si mescolano alla piccola folla. Cartelli e slogan contro M5S e Lega, a un tratto alcuni intonano l’inno italiano.
“Ripudiamo lo scontro fisico in Aula, ma siamo nervosi perché alcuni nella maggioranza pensano che il consenso dei cittadini é una dittatura della maggioranza. Qualcuno vuole cambiare la democrazia parlamentare e noi non possiamo permetterlo”. Lo ha detto il deputato Pd Emanuele Fiano al sit-in davanti alla Camera. Presenti una trentina di deputati dem guidati dal capogruppo Graziano Delrio. Tra gli altri il presidente Pd Matteo Orfini e i candidati alla segreteria Maurizio Martina e Francesco Boccia. Tra i militanti in piazza l’altro candidato Dario Corallo. I manifestanti hanno scandito il coro “Onestà, dove sta?”
“Grazie per essere qui, siamo lì dentro per rappresentare tutti voi. E’ l’inizio di un anno di mobilitazione”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al sit-in contro la manovra davanti a Montecitorio, che ora raggruppa circa duecento persone. “L’Italia apra gli occhi, Di Maio e Salvini sono come autisti ubriachi che ci portano a sbattere – ha aggiunto-. Si vergognano di quello che hanno messo nella manovra, per questo vogliono approvarla senza discuterla. C’è il condono fiscale, ad esempio, ci sono più tasse alle imprese e per i pensionati”. Tra i deputati in piazza l’ex premier Paolo Gentiloni, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato – che ha ricordato il ricorso del Pd alla Corte costituzionale contro l’iter della manovra – e l’ex ministro dello Sport Luca Lotti.
Tajani, governo calpesta ParlamentoQuesta manovra aumenta le tasse e colpisce i più deboli
29 dicembre 201812:01
– “Lo dico da presidente del Parlamento europeo: non possiamo non riconfermare la centralità del Parlamento in ogni sistema democratico, mentre il governo fa l’opposto di quel che sostiene sul Parlamento”. Così il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani in conferenza stampa alla Camera sulla manovra. “Questo è un governo non eletto dai cittadini, ma frutto di un accordo tra due forze che si erano presentate divise alle elezioni – ha aggiunto-. La Manovra aumenta le tasse, colpisce i cittadini più deboli.
Risultati economici disastrosi arriveranno, aumenteranno Iva e disoccupazione. Il reddito di cittadinanza sarà pagato dal Nord e andrà a meno persone di quanto promesso e il Sud non avrà nulla”.
Furia nuovo segretario Pd PiemonteCanalis è vicesegretario, presidente assemblea Biondelli
TORINO29 dicembre 201814:27
– È Paolo Furia il nuovo segretario regionale del Pd piemontese. Il giovane ricercatore biellese è stato eletto dai delegati riuniti nell’assemblea regionale con 199 voti, contro i 133 andati al senatore renziano Mauro Marino, che alle primarie aveva ottenuto il maggior numero di consensi.
L’assemblea, che dopo giorni di tensione ha trovato l’accordo questa mattina, ha votato come vicesegretario l’altra candidata alla segreteria, la cattolica Monica Canalis; presidente è stata invece eletta Franca Biondelli, espressione della corrente di Marino.
Eletti in Commissione di garanzia Luca Deri, Andrea Benedino, Isa Crivellari, Franco Ferrara e Lorenzo Gentile.
Manovra: Delrio, ci porta a sbattereInizia anno mobilitazione, loro si vergognano di legge bilancio
29 dicembre 201814:44
– “Grazie per essere qui, siamo lì dentro per rappresentare tutti voi. E’ l’inizio di un anno di mobilitazione”. Lo ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al sit-in contro la manovra davanti a Montecitorio, che ora raggruppa circa duecento persone.
“L’Italia apra gli occhi, Di Maio e Salvini sono come autisti ubriachi che ci portano a sbattere – ha aggiunto-. Si vergognano di quello che hanno messo nella manovra, per questo vogliono approvarla senza discuterla. C’è il condono fiscale, ad esempio, ci sono più tasse alle imprese e per i pensionati”.
Facebook: Zuckerberg, anni per risolvere problemi privacyAltri temi non hanno soluzione definitiva. Ma 2019 sarà migliore
29 dicembre 201814:53
“Per essere chiari, risolvere i problemi” legati alla sicurezza, alle interferenze nelle elezioni ed alla privacy “non è una sfida che durerà un anno. In alcuni casi, come le interferenze nelle elezioni o gli incitamenti all’odio, questi problemi non potranno mai essere risolti pienamente”. In un lungo post di fine anno, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ripercorre l’anno appena concluso, universalmente riconosciuto come il più difficile per il colosso statunitense dopo l’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, promettendo un maggiore impegno per il futuro: “nel passato non ci siamo concentrati su questi temi quanto avremmo dovuto, ma adesso siamo molto più proattivi” e sono “orgoglioso dei progressi che abbiamo fatto”.
Alla fine del post, in cui vengono ripercorsi tutti gli impegni presi da Facebook per colmare le lacune emerse, Zuckerberg rivendica i 2 miliardi di persone che “usano i nostri servizi ogni giorno per restare connessi con quelli a cui più vogliono bene”, oltre che il miliardo di dollari raccolto per buone cause e il milione di posti di lavoro trovati. “Costruire comunità e unire le persone conduce a molte cose buone e sono impegnato a proseguire i nostri progressi in queste aree. Sarà un grande anno a venire”, conclude.
Allarme dell’Anci: ‘Rischiamo più tasse e meno servizi'”Per i Comuni d’Italia è stato un 2018 difficile, un altro terremoto, il crollo del ponte a Genova, i sindaci impegnati in una fase di ricostruzione”.
BARI29 dicembre 201815:06
“Era finito il periodo dei tagli e ci aspettavamo che ci restituissero 560 milioni che non sono arrivati. Per questo alcuni sindaci dovranno aumentare le tasse e altri dovranno tagliare i servizi”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, commentando la manovra finanziaria. “Nel 2018 abbiamo avuto problemi nel rapporto con il Governo che abbiamo superato per fortuna sulle periferie. Erano stati tolti dei soldi che abbiamo ritrovato in finanziaria anche se ci sono problemi nella gestione dei bilanci, perché alcuni impegni non sono stati mantenuti”.”Per i Comuni d’Italia è stato un 2018 difficile, un altro terremoto, il crollo del ponte a Genova, i sindaci impegnati in una fase di ricostruzione. Prima di occuparsi delle macerie fisiche, si sono dovuti occupare ancora una volta delle macerie sociali e di ricostruire le proprie comunità”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente nazionale dell’Anci, Antonio Decaro, tracciando un bilancio annuale per i Comuni italiani con un augurio per il nuovo anno. “L’auspicio per il 2019 – ha detto Decaro – è che questo Paese torni a sentire un senso di comunità non solo nei momenti difficili, nelle tragedie, come è successo a Genova, lì l’abbiamo sentita la comunità, ma che sia un senso di comunità quotidiano: cittadini non più chiusi nelle loro case e presi dalla paura, ma una comunità di cura, di cittadini che scendono per strada, si prendono per mano e stringono la mano più forte soprattutto a chi ne ha più bisogno”.
Mattarella premia 33 cittadini per atti “eroismo” 2018Per impegno a solidarietà e testimonianza valori repubblicani
29 dicembre 201815:20
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Mattarella ha individuato alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.
Di Maio, Pd-Fi contro aiuti a più deboliAnche M5S si comportava così ma per difendere poveri e pmi
29 dicembre 201817:18
– “Mi stupisce che molti si scandalizzino per quello che l’opposizione ha fatto in aula in questi giorni. Noi abbiamo fatto lo stesso quando stavamo all’opposizione. Noi quando facevamo opposizione difendevamo i pensionati minimi, le pmi, i disoccupati e quelli che finivano nella morsa dell’azzardopatia e tante altre fasce deboli. Questi qui invece lo fanno per opporsi a un aiuto vero a tutti i disoccupati, a chi vive sotto la soglia di povertà, a chi è stato truffato da quelle banche che loro hanno salvato”. Lo scrive su Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio. [print-me title=”STAMPA”]
