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ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 12 Gennaio, 2019, 02:16:03 di Maurizio Barra

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DALLE 10:52 DI VENERDì 11 GENNAIO 2019

ALLE 02:16 DI SABATO 12 GENNAIO 2019

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Istat,verso proseguimento fase debolezza
Difficoltà di tenuta dei livelli produttivi, peggiora fiducia

11 gennaio 2019 10:52

– L’attuale fase di debolezza del ciclo economico italiano potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, alla luce della nuova flessione dell’indicatore anticipatore. E’ quanto stima l’Istat nella nota sull’andamento dell’economia a dicembre. Nel mese, ricorda l’Istituto, il clima di fiducia dei consumatori ha segnato un ulteriore calo: le aspettative per il futuro hanno registrato la diminuzione più sostenuta e le attese sulla disoccupazione sono aumentate. Peggiorata anche la fiducia delle imprese. L’andamento del settore manifatturiero conferma la difficoltà di tenuta dei livelli produttivi.
Gelata in Europa sull’industria, giù anche Germania, Francia, Spagna e Gb

11 gennaio 201912:31

Il dato italiano sulla produzione industriale diffuso oggi dall’Istat segue a quelli dei giorni scorsi che rigurdano la Germania e la Francia. mentre è sempre di oggi il -2,6% registrato in Spagna e il -0,4% in Gran Bretagna.GERMANIA – Nel paese, che quotidianamente s’interroga sulle prospettive della sua solida economia, si registra un calo della produzione industriale a novembre dell’1,9% (mentre si attendeva appena un -0,3). La gelata rilancia i timori di una recessione, che proprio oggi diversi economisti tendevano a ridimensionare, dalla prima pagina della Welt, dedicata al tema della “crisi”. Recentemente tutti gli istituti economici hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita (l’Ifo per il 2019 parla addirittura di un 1,1% con un taglio dello 0,8 rispetto alle stime autunnali). E anche la Bundesbank non ha fornito scenario dei più rosei, col taglio del Pil del 2018 di uno 0,5%, al 2.Fra i fattori di rischio tenuti sotto stretta osservazione dai tedeschi, innanzitutto la Brexit: del resto lo spauracchio di un’uscita disordinata non è affatto alle spalle in queste ultime ore. Quindi, i complicati rapporti con Donald Trump, e lo scenario di una guerra commerciale, che potrebbe dare seri problemi all’industria dell’auto. Gli esperti però avvertono che la tenuta della locomotiva tedesca dipenderà soprattutto da quello che accade in Cina. FRANCIA – Una gelata arriva anche sulla produzione industriale della Francia: a novembre l’istituto statistico Insee ha calcolato un calo mensile dell’1,3%, contro stime degli economisti per un dato invariato. Segna -1,4% la produzione manifatturiera. SPAGNA – La produzione industriale in Spagna ha registrato a novembre 2018 un calo del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2017. La frenata, riporta Bloomberg in base ai dati dell’istituto di statistica spagnolo, è evidente anche su base mensile, con una diminuzione dell’1,5%GRAN BRETAGNA – L’economia inglese continua a rallentare: la crescita a novembre si è fermata allo 0,2, con un rialzo dello 0,3% dei servizi e un calo dello 0,4% della produzione industriale. Lo scrive la Bloomberg citando i dati dell’ufficio statistico. Il settore manifatturiero è in calo da cinque mesi consecutivi, fatto che non accadeva dal 2008-2009, e con un calo nei tre mesi a novembre dello 0,8%. Il dato sul Pil indica un rallentamento a +0,3% nei tre mesi a novembre, con un rallentamento progressivo della media mobile a tre mesi, risultato a 0,8% ad agosto, 0,6% a settembre, 0,4% a ottobre.

Borsa:Europa rallenta con dati industriaGiù auto dopo crollo produzione, ingrana marcia euro su dollaro

11 gennaio 201912:34

– Le Borse europee rallentano dopo i dati in sulla sulla produzione industriale nei maggiori Paesi del Vecchio continente. A Londra (+0,2%) faro sul dibattito per l’accordo sulla Brexit. Ingrana la marcia l’euro sul dollaro a 1,1524 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 guadagna lo 0,2%. In rosso Francoforte (-0,1%) e Milano (-0,2%), piatta Parigi (-0,08%) mentre è in controtendenza Madrid (+0,4%). In calo il comparto dell’auto (-1,5%), con il crollo della produzione a novembre.
Scivolano Renault (-2,6%), Volkswagen (-2%) e Porsche (-1,2%).
A Piazza Affari in calo le banche con Banco Bpm (-3,1%), Ubi (-1,6%), Bper (-1,4%), Mps (-0,7%) e Intesa (-0,6%). Andamento negativo per Brembo (-5,2%), Fca (-0,7%), Pirelli (-0,6%) e Ferrari (-0,3%). In calo anche Ferragamo (-2,2%), dopo che gli analisti di Credit Suisse hanno abbassato il prezzo obiettivo da 21 a 14 euro.
Con la Bce in uscita, torna la corsa delle banche ai BTPEsposizione ai massimi dal 2017, aumentano i rischi

11 gennaio 201913:27

Le banche italiane sono tornate in prima linea nel comprare il debito pubblico, facendo da argine allo spread mentre gli investitori privati si tenevano al margine del mercato, quelli esteri scaricavano Btp e la Bce riduceva gli acquisti del Qe portandoli verso lo zero. Se lo spread tornasse ad aumentare, quel debito pubblico messo a bilancio potrebbe essere una zavorra problematica.La conferma del trend – che per alcuni osservatori riaccendo il problema del ‘doom loop’, il legame perverso fra rischi del debito sovrani e rischi bancari che l’Europa ha per anni invitato gli Stati a spezzare – arriva dalla Banca d’Italia. E offre un quadro meno ottimistico sul 2019.A dispetto dell’asta da sette miliardi di Bot chiusa oggi con tassi in calo (7 centesimi in meno) buon segnale per l’appuntamento con i Btp domani, salutata dal vicepremier Matteo Salvini come una “dimostrazione della grande fiducia degli investitori” in una “economia sana alla faccia dei gufi”.I dati di Bankitalia raccontano che scendono le sofferenze, ossia i crediti in default a imprese e famiglie. Ma il valore dei titoli di Stato nel bilancio delle banche italiane – molte ancora oggettivamente fragili – ha raggiunto i 379 miliardi di euro a novembre, quasi sei in più rispetto al mese precedente.E’ un livello che non si toccava dall’aprile 2017, e che conferma per l’anno appena concluso una chiara inversione del trend visto nel 2017: le banche sono tornate ad acquistare. Lo hanno fatto nei mesi in cui lo spread tornava in tensione, offrendo una forma di sostegno alle necessità di finanziamento. E hanno compensato disinvestimenti degli operatori esteri e una clientela di risparmiatori che si tiene lontana dai ‘buoni’ (è sotto il 5%).Va detto che il dato di novembre, che misura lo stock dei titoli in pancia alle banche, risente dell’aumento in valore di quei bond (in quel mese i prezzi erano lievemente saliti).I database della Bce, che offrono invece uno spaccato delle transazioni vere e proprie, mostrano per novembre 2,6 miliardi di euro di acquisti lordi da parte delle banche italiane, e 5,1 miliardi di deflussi da parte degli investitori esteri. Ma in un anno (da novembre 2017 a novembre 2018) in cui il valore dei Bot, Btp e altri titoli, è complessivamente sceso (lo spread ha guadagnato oltre 100 punti base), l’aumento dello stock di debito pubblico nei bilanci bancari è di oltre l’11%.Un fatto che – se lo spread dovesse tornare ad accelerare – aggiungere nuove grane al settore bancario, in un anno in cui la Bce non è più compratore netto di Btp e la crescita rischia di trasformarsi in recessione.  Un aumento dello spread infatti spinge al ribasso le quotazioni dei titoli bancari e finanziari proprio perché le banche e le assicurazioni italiane detengono in portafoglio un’elevata quantità di titoli di stato italiani, con la conseguenza che il ribasso del prezzo dei titoli di stato indebolisce il capitale e il patrimonio degli istituti.

Borsa:Europa giù con timori su crescitaSu listini pesa il comparto auto, in rialzo euro su dollaro

11 gennaio 201913:50

– Le Borse europee peggiorano con i timori per il futuro della crescita dopo i dati negativi sulla produzione industriale nei maggiori Paesi del Vecchio continente. Sui listini pesa il settore automobilistico (-1,7%).
Sullo sfondo restano sempre l’attesa per gli esiti del dialogo tra Usa e Cina sul fronte commerciale e per il dibattito politico sulla Brexit. L’euro sul dollaro prosegue in rialzo a 1,1535 a Londra.
L’indice d’area stoxx 600 cala dello 0,1%. In rosso Parigi e Francoforte (-0,5%), Milano (-0,2%) e Londra (-0,1%). In controtendenza Madrid (+0,3%).
A Piazza Affari le banche restano deboli con Banco Bpm (-2,8%), Ubi (-2,2%), Bper (-1,9%), Mps (-1,6%) e Intesa (-0,9%). In positivo Unicredit (+0,4%), dopo le indiscrezioni sull’ipotesi che potrebbe essere il partner per Carige se ci sarà una ‘dote’ statale. In fondo al listino Brembo (-4%) e Ferragamo (-1,8%). In positivo Unipol e Campari (+2%), e Tim (+1,2%), quest’ultima dopo il pressing di Vivendi sul cda.
Petrolio in rialzo a 52,9 dollariQuotazioni salgono dello 0,61%

NEW YORK11 gennaio 201915:14

– Il petrolio in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,61% a 52,91 dollari al barile.
Wall Street apre in calo, Dj -0,47%S&P 500 perde lo 0,48%

NEW YORK11 gennaio 201915:35

– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,47% a 23.894,50 punti, il Nasdaq cede lo 0,58% a 6.947,88 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,48% a 2.583,90 punti.
Borsa: Milano chiude in lieve ribassoL’indice Ftse Mib a 19.290 punti

MILANO11 gennaio 201917:40

– La Borsa di Milano chiude gli scambi in lieve ribasso (-0,06%) a 19.290 punti.
Mef: Carbone nuovo capo gabinetto TriaVia libera dal Consiglio di Stato. E’ esperto di semplificazioni

11 gennaio 201919:00

Luigi Carbone arriva a via XX Settembre a rinforzare la squadra di Giovanni Tria dopo il via libera del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (l’ok è arrivato con 11 voti favorevoli e 3 contrari). Carbone, il più giovane consigliere di Stato e consigliere parlamentare del Senato di sempre, assume così l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Sostituisce Roberto Garofoli che ha lasciato a dicembre dopo molte polemiche perchè accusato – ma difeso da Tria – di essere stato la ‘manina’ colpevole di aver inserito in manovra una norma in favore della Croce Rossa Italiana.
Carbone, un ‘problem solver’ specializzato in semplificazioni con una forte impronta internazionale (ha presieduto due comitati Ocse) e ‘maestri’ del calibro di Sabino Cassese e Giuliano Amato è nato a Napoli il primo dicembre 1964, padre di due figli, pianista per vocazione. Nel 1992 ha vinto il concorso per Consigliere di Stato. Dal 2010 è stato nominato Presidente di Sezione. E’ stato  anche componente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico dal febbraio 2011 al gennaio 2016.

Foodora, accolto ricorso ex riderGiudici, per retribuzione applicare contratto collettivo

TORINO11 gennaio 201917:43

– La corte d’Appello di Torino ha accolto per una parte sostanziale il ricorso di cinque ex rider di Foodora che chiedevano il riconoscimento della subordinazione del rapporto di lavoro. In primo grado, lo scorso giugno, le istanze erano state integralmente respinte. I giudici hanno sancito il diritto dei ricorrenti ad avere una somma calcolata sulla retribuzione stabilita per dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci.
“Non possiamo non dirci soddisfatti, la sentenza dimostra che non eravamo dei pazzi quando affermavamo che queste persone avevano dei diritti”, commenta a caldo l’avvocato Silvia Druetta, uno dei legali degli ex fattorini Foodora, alla pronuncia della Corte d’Appello di Torino. “E’ la conferma – aggiunge – che i diritti esistono”.
Visco ricorda Einaudi, chi governa conosca principi economiaGovernatore cita le ‘prediche inutili’

11 gennaio 201917:50

– Chi governa “deve ‘conoscere per deliberare'”. Ricordando Luigi Einaudi e la sua famosa frase contenuta nelle ‘Prediche inutili’, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sottolinea come chiunque sia impegnato nelle istituzioni a cui è affidato il compito di governare l’economia di un paese, deve comprenderne i principi, esser dotato di un sano senso pragmatico, essere consapevole dell’importanza della storia”. Il “tema della conoscenza – rileva – è un filo rosso che percorre tutte le dimensioni dell’attività di Einaudi”. Il governatore, premettendo di essersi voluto soffermare anche su un questo tema della ricerca nell’attività di Einaudi, rimarca come sia “rilevante anche oggi per qualsiasi banca centrale e, in particolare, per la Banca d’Italia”.

Borsa: l’Europa chiude in ribassoIn calo anche Londra (-0,36%) e Franoforte (-0,31%)

11 gennaio 201917:54

– Le Borse europee chiudono in ribasso: Parigi cede mezzo punto (-0,51%), come Londra (-0,36%) e Parigi (-0,31%).
Banche, Visco: necessari strumenti per una soluzione rapida delle crisi”La vigilanza bancaria riduce la probabilità che si verifichino episodi di dissesto ma non può annullarla”

11 gennaio 201917:55

“Sono necessari strumenti adeguati e procedure ben definite che, nel nuovo contesto regolamentare europeo, consentano di intervenire in modo rapido ed efficace nelle situazioni di crisi, limitandone le conseguenze sul tessuto economico”. Lo afferma il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco a proposito della vigilanza bancaria.”La vigilanza bancaria riduce la probabilità che si verifichino episodi di dissesto ma non può annullarla”.

Spread Btp chiude in calo a 261 puntiTasso sul decennale al 2,84%

11 gennaio 201918:23

– Chiusura di settimana in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale scende a 261 punti base da 263 punti. Il rendimento del decennale del Tesoro si attesta al 2,84%.
Borsa: Milano poco sotto parità,Fca+2,5%A Piazza Affari giù le banche, in contro tendenza Unicredit

11 gennaio 201918:24

– Le Borse europee chiudono in ‘rosso’ la settimana di contrattazioni per i timori innescati dai dati negativi della produzione industriale. Piazza Affari però lima le perdite sul finale e l’indice principale, il Ftse Mib, si ferma poco sotto la parità (-0,06%). La giornata registra anche i buoni risultati dell’asta dei Btp, con lo spread sostanzialmente stabile a 264 punti base. A Milano soffre Brembo (-3,89%) dopo che Kepler Chevreaux ne ha ribassato il giudizio. Negative anche le banche: Ubi (-3,01%), Banco Bpm (-2,97%), Bper (-1,68%), Mps (-1,31%) e Intesa (-0,5%). Fa eccezione Unicredit (+0,8%), che le indiscrezioni vogliono tra i candidati alla acquisizione di Carige. La revisione al rialzo delle stime di Gm tonifica Fca (+2,5%). Bene anche Campari (+2,31%). Fuori dal listino principale sale Mediaset (+3,08%), Terna (+0,38%) chiude a 5,29 euro vicina ai massimi. Vola Stefanel (+8,08%) col sì del tribunale al concordato.
Crollo Ponte: Toninelli, Aspi pagherà ricostruzione E anche immobili sfollati

11 gennaio 201919:48

“Aspi ha comunicato al commissario Bucci impegno a pagare ponte di Genova, immobili sfollati e imprese e quanto ha distrutto con il crollo. Come avevamo detto non ricostruirà, ma pagherà. Ora andiamo avanti su ogni fronte, concessione compresa”. Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, su twitter.

Petrolio: chiude in calo a NyQuotazioni perdono il 1,97%

NEW YORK11 gennaio 201920:36

– Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni dell’1,97% a 51,59 dollari al barile.
Dbrs, rating Italia BBB (high)Trend stabile, secondo l’agenzia di valutazione

NEW YORK11 gennaio 201922:53

– L’agenzia di rating Dbrs conferma la propria valutazione sull’Italia a ‘BBB (High)’, con trend stabile.”Il rating è sostenuto da un’economia ampia e diversificata, anche se l’incertezza politica resta elevata” si legge in una nota di Dbrs, nella quale si precisa che ”nonostante un debito elevato rispetto al pil, stimato al 131,7% nel 2018, il costo implicito del debito pubblico al 2,8% resta vicino al livello più basso degli ultimi trenta anni”.
La conferma del trend stabile riflette l’evitata procedura di infrazione europea e i progressi delle banche nel ridurre i non performing loan. ”La maggiore preoccupazione di Dbrs è nella mancanza di focus del governo sui temi strutturali. I prossimi mesi saranno essenziali per valutare se l’agenda del governo si sposterà dalle radicali promesse elettorali a un programma più conservatore”. ”Detto questo, la possibilità di un rimpasto del governo o di elezioni anticipate resta elevata” aggiunge Dbrs.

Sblocco gare e procedure, ministero Infrastrutture gestirà appalti per RomaObiettivo è ‘accelerare l’avvio di lavori inderogabili’

ROMA11 gennaio 201913:01

Il Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna del Mit diventa stazione appaltante per il Comune di Roma. Lo annuncia il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in una nota. Sblocco degli appalti e procedure più rapide nella realizzazione delle opere ordinarie e straordinarie indispensabili per la Capitale sono i risultati attesi dal protocollo d’intesa tra il Comune di Roma e lo stesso Provveditorato del Mit, secondo quanto si legge.Con la firma dell’accordo, si legge ancora nella nota, il Provveditorato alle opere viene delegato nelle funzioni di stazione appaltante e centrale di committenza per Roma Capitale, “così da accelerare l’avvio di lavori importantissimi e inderogabili ed evitare le lungaggini amministrative e burocratiche che da troppi anni hanno, di fatto, bloccato la Capitale”.”Il team messo in campo dal Provveditorato gestirà integralmente la realizzazione delle opere, dalla progettazione alla direzione lavori fino alla consegna degli interventi realizzati”.

Apple taglia prezzi degli iPhone XR in CinaSconti ai rivenditori partner per incentivare le vendite

11 gennaio 201912:46

Apple taglia i prezzi dei nuovi iPhone in Cina nel tentativo di rilanciare le vendite, in frenata nel Paese asiatico. Stando a quanto riferito da Yahoo Finance, Apple ha ridotto di circa 100 dollari la cifra a cui fornisce l’iPhone XR ai canali di vendita partner, tra cui il sito di e-commerce JD.com e Suning, il “Best Buy” della Cina. Ai partner, Apple avrebbe inviato una nota chiedendo di abbassare i prezzi praticati ai consumatori finali, in modo da incrementare le vendite in vista del capodanno cinese che cade a febbraio.La compagnia di Cupertino non sta offrendo sconti in modo diretto ai cittadini cinesi, ma i rivenditori esterni questa settimana hanno iniziato ad abbassare i prezzi dei melafonini.L’iPhone XR viene ora venduto a prezzi che oscillano tra 5.380 e 6.199 yuan cinesi, 790-915 dollari, cifre inferiori al listino di 6.499 yuan (960 dollari) praticato da Apple sul suo sito e nei negozi.L’abbassamento dei prezzi arriva dopo che Apple, il 2 gennaio scorso, ha tagliato le stime sui ricavi trimestrali proprio a causa di un rallentamento delle vendite in Cina, che è l più grande mercato al mondo per gli smartphone. Nei giorni scorsi il quotidiano economico giapponese Nikkei ha riferito che Apple avrebbe ridotto del 10% la produzione di iPhone prevista nel trimestre in corso, in quello che sarebbe il secondo taglio produttivo nel giro di due mesi.        [print-me title=”STAMPA”]

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