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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2019, 04:08:32 di Maurizio Barra

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DALLE 18:08 DI GIOVEDì 24 GENNAIO 2019

ALLE 04:08 DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

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Egitto: Macron al Cairo domenica
Prima visita del presidente francese, forte missione economica

IL CAIRO24 gennaio 201918:08

– Il presidente francese Emmanuel Macron sarà domenica al Cairo per la sua prima visita in Egitto da quando é capo di Stato. Lo annuncia un comunicato della presidenza egiziana precisando che Macron, “accompagnato da un’importante delegazione di uomini d’affari”, incontrerà il giorno dopo il presidente Abdel Fattah Al Sisi.
La visita serve “a discutere i mezzi per rafforzare la cooperazione in materia di investimenti tra i due Paesi”, sottolinea il comunicato. “Saranno firmati “accordi e protocolli di cooperazione”, conferma la nota che inquadra i colloqui nella “forte amicizia e partenariato strategico fra l’Egitto e la Francia nei campi della sicurezza, della Difesa per la sicurezza del Mediterraneo, della questione dell’immigrazione clandestina e del dossier libico”.
Negli incontri verranno esaminati anche “i mezzi per rafforzare le relazioni bilaterali nei campi politico, militare, economico e culturale”.
Macron a sorpresa da 300 gilet gialliPresidente applaudito e incalzato. Per sabato ‘notte gialla’

PARIGI24 gennaio 201920:53

– Un po’ perché colti di sorpresa, un po’ per testimoniare comunque il rispetto per chi si mette in gioco, 300 abitanti del paese di Bourg-de-Peage, nel cuore della Francia profonda, si sono alzati in piedi con i loro gilet gialli ed hanno applaudito Emmanuel Macron. A sorpresa, oggi pomeriggio, il presidente si è presentato alla Maison des Associations del paesino di 10.500 abitanti, dove era in programma un “dibattito cittadino” esordendo così: “Mi scuso per essermi autoinvitato all’ultimo momento”. Infaticabile in questi primi giorni di “grande dibattito nazionale” da lui voluto per disinnescare la crisi sociale dei gilet gialli, Macron ha risposto a una domanda di uno dei presenti che si era riferito alle sue origini e al suo lavoro di banchiere: “Ho avuto una vita prima – ha spiegato – poi ho cambiato e sono stato eletto dai francesi”. Intanto, i gilet gialli si preparano per il loro XI appuntamento, sabato prossimo. Si fa strada, sui social, l’idea di una prima “notte gialla”.
Strasburgo, politici Italia incitano all’odioDuro rapporto Assemblea Consiglio d’Europa, respinti emendamenti

STRASBURGO24 gennaio 201921:24

Un aumento dell’incitamento all’odio da parte dei politici, e del razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, particolarmente nei media e su internet preoccupa l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. È scritto nel rapporto di monitoraggio sull’Italia votato a Strasburgo, e che la delegazione italiana, bipartisan, voleva cambiare con emendamenti tutti però rigettati. Nella relazione su cui si basa il rapporto si esprime preoccupazione anche per la chiusura dei porti italiani ai migranti.

Siria, respinto attacco Isis, 50 mortiTra le vittime 34 jihadisti e 16 curdi filo-Usa

BEIRUT24 gennaio 201922:51

Un contrattacco fallito dell’Isis nell’est della Siria ha causato almeno 50 morti, di cui 34 jihadisti e 16 membri delle forze curdo-siriane sostenute dalla Coalizione a guida Usa. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Rami Abdurrahman, il capo dell’ong, ha aggiunto che 21 miliziani dello Stato islamico sono stati catturati.
L’Isis aveva lanciato un attacco nel tentativo di riprendere il villaggio di Baghuz, nella provincia di Dayr az Zor, vicino alla frontiera irachena.
Macedonia: lacrimogeni su protesta AteneManifestazioni in varie città contro ratifica accordo su nome

ENE24 gennaio 201922:51

La polizia greca ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la protesta davanti al parlamento di Atene contro la ratifica dell’accordo con Skopje sul nome della Macedonia. L’intervento degli agenti è scattato quando i manifestanti hanno cercato di forzare un cordone. Migliaia di persone sono scese in piazza ad Atene, davanti al parlamento, e in varie città greche per protestare contro l’intesa fra Grecia e Macedonia: un accordo che mette fine a un contenzioso internazionale durato 27 anni ma che da molti viene ritenuta una concessione al Paese vicino, il cui nome ‘Macedonia’ costituirebbe un richiamo per potenziali pulsioni separatiste dell’omonima regione greca, che diede i natali ad Alessandro Magno. Le manifestazioni precedono di ore il voto di ratifica da parte del parlamento, inizialmente previsto per oggi ma slittato a domani. Oltre ad Atene – dove c’e’ stata anche una manifestazione separata di 4.500 comunisti, 3.000 in piazza a Salonicco e proteste in varie città macedoni.
Venezuela:Guaidò offre amnistia a MaduroPrima intervista del presidente autoproclamato

CARACAS24 gennaio 201923:37

– Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto ieri i poteri di presidente ad interim, ha detto di essere disposto a concedere un’amnistia “a tutti coloro che siano disposti a mettersi dalla parte della Costituzione per recuperare l’ordine istituzionale”, compreso lo stesso Nicolas Maduro.

Trump prepara emergenza nazionaleCnn, 7 miliardi per muro per superare shutdown senza Congresso

WASHINGTON24 gennaio 201923:40

– La Casa Bianca sta preparando una bozza di proclamazione dello stato di emergenza nazionale al confine col Messico ed ha individuato oltre 7 miliardi di dollari da destinare alla costruzione del muro. Lo riporta la Cnn citando alcuni documenti venuti in suo possesso e spiegando che nessuna decisione è stata ancora presa. Il piano servirebbe a porre fine allo shutdown scavalcando il Congresso.
Papa: 250 mila giovani ad apertura GmgA Panama con Bergoglio, secondo gli organizzatori dell’evento

PANAMA25 gennaio 201900:51

– Sono circa 250 mila i giovani che stanno prendendo parte alla cerimonia di apertura della Giornata Mondiale della Gioventù a Panama con Papa Francesco. E’ quanto fanno sapere gli organizzatori dell’evento.
Venezuela: media, Osa frena su GuaidòStessa sorte per ambasciatore nominato dal presidente incaricato

BOGOTA’25 gennaio 201902:16

– Una mozione per riconoscere Juan Guaidó quale presidente incaricato del Venezuela non è riuscita ad ottenere ieri a Washington una maggioranza, di valore unicamente politico, tra i Paesi membri dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa). Lo scrive il quotidiano El Tiempo di Bogotà. Durante una agitata sessione del consiglio permanente dell’Osa, in presenza del Segretario di Stato americano Mike Pompeo, soltanto 16 dei 35 Paesi membri dell’organizzazione si sono messi d’accordo per sottoscrivere una risoluzione di appoggio a Guaidó con la richiesta di elezioni il più presto possibile. Il documento è stato firmato dai delegati di Argentina, Bahamas, Canada, Brasile, Cile, Costa Rica, Ecuador, Colombia, Stati Uniti, Honduras, Guatemala, Haití, Panamá, Paraguay, Perú e Repubblica Dominicana. L’ambasciatore presso l’Osa nominato da Guaidó, Gustavo Tarre, non ha potuto sedersi nel seggio del Venezuela nell’organizzazione.        [print-me title=”STAMPA”]

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