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Ultimo aggiornamento 28 Gennaio, 2019, 23:18:32 di Maurizio Barra

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DI LUNEDì 28 GENNAIO 2019

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Europee: Fb, nuovi strumenti protezione
Più trasparenza e contrasto a interferenze esterne in elezioni

BRUXELLES28 gennaio 201915:50

– Contrastare le interferenze esterne nei processi elettorali nell’Unione europea: è lo scopo dei ‘nuovi strumenti’ che Facebook lancerà nel mese di marzo in vista delle elezioni europee, per cercare di dare una risposta alle preoccupazioni espresse soprattutto dalla Commissione europea dopo il caso Cambridge Analytica. “A fine marzo lanceremo dei nuovi tool per aiutare a evitare l’interferenza esterna nelle prossime elezioni e per rendere più trasparenti le inserzioni politiche su Facebook”, ha scritto oggi in un post la responsabile del gruppo per le elezioni in Europa, Anika Geisel.
Saranno inoltre rese accessibili molte più informazioni alle persone sulle inserzioni politiche. A dare l’annuncio oggi a Bruxelles il responsabile per gli affari globali di Facebook, Nick Clegg, che si trova nella capitale belga per un giro d’incontri in Commissione europea.
Clegg ha precisato tra l’altro che chi vorrà pubblicare le inserzioni politiche su Facebook dovrà prima essere autorizzato dal gruppo per farlo.
Danimarca:’muro’ anti-cinghiali tedeschiIniziativa per prevenire diffusione della peste suina africana

PENAGHEN28 gennaio 201916:00

– La Danimarca ha iniziato a costruire una recinzione di 70 km lungo il suo confine per tenere lontani i cinghiali che entrano nel Paese dalla Germania nel tentativo di prevenire la diffusione della peste suina africana negli allevamenti di maiali.
I lavori sono iniziati oggi a Padborg, una cittadina a 220 km a sudovest di Copenaghen: la recinzione, alta 1,5 metri, costerà circa quattro milioni di euro ed è stata autorizzata dal Parlamento danese lo scorso giugno, dopo che il governo aveva avvertito che le esportazioni di carne suina fuori dall’Ue – stimate in 1,4 miliardi di euro l’anno – potrebbero essere colpite dalla peste suina africana.
Pelosi, stato Unione non sarà domaniSi lavora per definire una nuova data del discorso

WASHINGTON28 gennaio 201916:09

– Nonostante Donald Trump abbia messo fine temporaneamente allo shutdown, il suo discorso al Congresso sullo Stato dell’Unione non si terrà domani, come previsto inizialmente. “Non succederà il 29 gennaio”, ha detto a Usa Today Drew Hammill, un portavoce di Nancy Pelosi. La speaker della Camera aveva revocato l’invito al presidente per motivi di sicurezza legati allo shutdown. Dopo l’annuncio della riapertura del governo, Pelosi aveva riferito ai cronisti che si sarebbe definita una nuova data, precisando che “al momento lo state of the Union non è programmato”.
Sisi a Macron, diritti? conta stabilitàPresidente egiziano, ‘non guardateci con occhi europei’

IL CAIRO28 gennaio 201916:39

– Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, nella conferenza stampa con il capo di Stato francese Emmanuel Macron che ha criticato il rispetto dei diritti fondamentali in Egitto, ha esortato ha esaminare la questione con occhi “egiziani” e non “europei”. “La stabilità e la sicurezza sono molto importanti” in un paese da “cento milioni di abitanti”, ha sottolineato Sisi sostenendo tuttavia che “la libertà di espressione” e “lo stato di diritto sono a disposizione di tutti gli egiziani”.
Libia: Macron,con Sisi contro terrorismoPresidente francese, ‘dialogo stretto ci ha permesso di agire’

IL CAIRO28 gennaio 201916:52

– La Francia sta agendo “di concerto sul terreno” con l’Egitto in Libia con il duplice obbiettivo di sostenere la lotta al terrorismo del generale Khalifa Haftar e agevolare una “riconciliazione nazionale”.
“Lavoriamo insieme, da diversi mesi, sulla situazione in Libia” ha detto il presidente Emmanuel Macron nella conferenza stampa con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi al Cairo. “Il dialogo stretto ci ha permesso di convergere e, soprattutto di agire di concerto sul terreno”, ha aggiunto.

Tunisia: nasce nuovo polo centristaTahia Tounes, seconda forza in Parlamento

28 gennaio 201916:54

– Si è costituito in un partito politico il gruppo parlamentare “Coalizione nazionale”, seconda forza in Parlamento con 44 deputati, dopo il partito islamico Ennhadha. L’annuncio è stato dato domenica in occasione di un grande meeting a Monastir, città natale del “Padre della Patria” Habib Bourguiba. Il nome della nuova formazione politica, capeggiata dall’attuale premier Youssef Chahed è “Tahia Tounes” (Viva Tunisia – Long Live Tunisia), e ha l’ambizione, secondo uno dei suoi leader Slim Azzabi, di riunire “tutta la famiglia modernista attorno a un nuovo progetto per ristabilire l’equilibrio sulla scena politica nazionale”.
Venezuela: 35 morti e 850 arrestiNuovo bilancio dopo le proteste anti-Maduro la scorsa settimana

CARACAS28 gennaio 201917:21

– Il bilancio delle vittime della repressione delle proteste in Venezuela nell’ultima settimana è salito a 35 morti. Lo ha detto Rafael Uzcategui, direttore di Provea, una Ong locale di difesa dei diritti umani. Allo stesso tempo, sempre nella settimana fra il 21 e il 27 gennaio, 850 cittadini venezuelani, fra i quali 77 minorenni fra i 13 e i 14 anni, sono stati “arrestati arbitrariamente e posti sotto custodia delle forze di sicurezza”, secondo quanto ha detto oggi Alfredo Romero, direttore del Foro Penale, una associazione che assiste i prigionieri politici in Venezuela.
Ritiro Afghanistan? Moavero,apprendo ora’Trenta non ne ha parlato con me. Ne riparleremo’

GERUSALEMME28 gennaio 201918:19

– “Lo apprendo adesso che lo avrebbe detto oggi. Non ne ha parlato con me”. Così il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha risposto ad una domanda sull’annuncio della Difesa di aver avviato una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan entro l’anno. “Non appena torno a Roma – ha aggiunto il titolare della Farnesina in visita a Gerusalemme – o non appena dovessi sentire il ministro Trenta, ne riparleremo”.

Venezuela:Lavrov-Zarif, favorire dialogo’Per assicurare pace interna e superamento crisi economia’

MOSCA28 gennaio 201919:23

– Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif hanno discusso la situazione in Venezuela per telefono sottolineando che Mosca e Teheran sono entrambi pronti a contribuire alla soluzione della crisi. I capi della diplomazia russa e iraniana si sono infatti detti disponibili a “facilitare il raggiungimento di una comprensione reciproca tra le forze politiche in Venezuela per assicurare la pace interna e la risoluzione degli urgenti problemi socio-economici”, come riporta una nota del ministero degli Esteri ripresa dalla Tass.
Egitto: Macron, 1mld per riforme SisiPresidente, ribadita la volontà della Francia di appoggiarlo

IL CAIRO28 gennaio 201919:25

– “Ho ribadito al presidente Sisi la volontà della Francia di accompagnare la riuscita delle sue riforme e, per sostenerle, di mobilitare finanziamenti: in particolare, nei prossimi quattro anni, sarà concesso un miliardo di nuovo finanziamento” attraverso “l’Agenzia di sviluppo francese”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in una conferenza stampa congiunta con il capo egiziano Abdel Fattah Al Sisi al Cairo.
Macron, 11 morti a margine gilet gialliPresidente al Cairo elogia ‘professionalità forze dell’ordine’

IL CAIRO28 gennaio 201919:47

– “Depreco che 11 nostri concittadini francesi abbiano perduto la vita durante questa crisi. Noto che tutti hanno perduto la vita per lo più a causa della stupidità umana ma che nessuno di loro, nessuno, è stato vittima delle forze dell’ordine. Nessuno”: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nella conferenza stampa al Cairo riferendosi alle proteste dei gilet gialli.
“Voglio rendere qui omaggio alla professionalità delle forze dell’ordine in questo contesto”, ha detto ancora Macron notando che “questa crisi che la Francia vive da diverse settimane è inedita”.
Venezuela: sanzioni Usa a major petrolioBlocco di 7 miliardi di asset

WASHINGTON28 gennaio 201922:51

– Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha annunciato sanzioni contro la società petrolifera statale venezuelana Pdvsa, con il blocco di sette miliardi di asset. Si tratta delle sanzioni finanziarie più dure inflitte finora da Washington al presidente venezuelano Nicolas Maduro. “Abbiamo continuato a denunciare la corruzione sua e dei suoi compari e le azioni di oggi assicurano che non possa più saccheggiare gli asset del popolo venezuelano”, ha dichiarato Bolton. Pdvsa (Petróleos de Venezuela) è la più grande fonte di ricavi del Venezuela e controlla la società di raffinazione Citgo, il maggiore asset straniero del Paese, registrato in Usa.

Afghanistan: Difesa, ritiro entro 1 annoDecisione già discussa con Usa, Nato e autorità afgane

28 gennaio 201918:10

– “Il ministro Trenta ha dato disposizioni al Coi (il Comando operativo di vertice interforze) di valutare l’avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan”: lo rendono noto fonti della Difesa, aggiungendo che “l’orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi”. Secondo quanto si è appreso ha avuto ripercussioni sulla decisione l’annuncio dato da Trump di voler dimezzare la presenza di truppe in Afghanistan. Per la missione Nato in Afghanistan il Parlamento ha autorizzato, per i primi 9 mesi del 2019, un impiego massimo di 900 militari, 148 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, in gran parte dislocati ad Herat presso il Taac-W. La decisione di avviare una pianificazione per ritirare tutto il contingente di militari italiani in Afghanistan è stata discussa sia con gli alleati americani, sia con la Nato, sia con le autorità afgane.
Venezuela, Guaidò chiama la piazza e ringrazia Macron, Merkel e SanchezPapa: ‘Temo spargimento di sangue. Se hanno bisogno di aiuto si accordino per chiederlo’

28 gennaio 201917:41

Il bilancio delle vittime della repressione delle proteste in Venezuela nell’ultima settimana è salito a 35 morti. Lo ha detto Rafael Uzcategui, direttore di Provea, una Ong locale di difesa dei diritti umani. Allo stesso tempo, sempre nella settimana fra il 21 e il 27 gennaio, 850 cittadini venezuelani, fra i quali 77 minorenni fra i 13 e i 14 anni, sono stati “arrestati arbitrariamente e posti sotto custodia delle forz di sicurezza”, secondo quanto ha detto oggi Alfredo Romero, direttore del Foro Penale, una associazione che assiste i prigionieri politici in Venezuela.”Soffro” per quanto sta accadendo in Venezuela, “temo lo spargimento di sangue”, “il problema della violenza mi terrorizza”. Lo ha detto Papa Francesco sottolineando di appoggiare “tutto il popolo venezuelano” e chiedendo “una soluzione giusta e pacifica”. E per questo – ha aggiunto durante il volo di ritorno da Panama – “chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema”. “Devo essere un pastore. E se hanno bisogno di aiuto, che si mettano d’accordo e lo chiedano”, ha esortato il Papa.”Io appoggio tutto il popolo venezuelano, che sta soffrendo. Se mi mettessi a dire ‘date retta a questi Paesi o a quegli altri’, mi metterei in un ruolo che non conosco. Sarebbe una imprudenza pastorale da parte mia e farei danno. Le parole che ho detto le ho pensate e ripensate, ho espresso la mia vicinanza e quello che sento. Io soffro per tutto questo”. Francesco lancia un appello: “Chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema”. “Dopo tutto lo sforzo fatto in Colombia, quello che è accaduto nella scuola dei cadetti di polizia è spaventoso”, ha detto ricordando l’attentato per cui si è pregato anche alla messa finale della Gmg, ieri a Panama.E il leader dell’opposizione venezuelana autoproclamatosi presidente ad interim Juan Guaidò chiama la popolazione a due nuove mobilitazioni, e intervistato da Le Figaro, ringrazia Macron, Merkel e Sanchez per le loro dichiarazioni in suo sostegno.Bruxelles: lo status quo non è sostenibile, ci aspettiamo un chiaro segnale dalle autorità del Venezuela.Nel paese sudamericano intanto è emergenza sanitaria, con il tasso di mortalità infantile che schizza in alto ai livelli degli anni ’90, con la ricomparsa di malattie una volta debellate come morbillo e difterite.

Gilet gialli: leader ferito, serve calmaRodrigues:’Non mollate mobilitazione ma fatelo in modo pacifico’

PARIGI28 gennaio 201916:49NE

– Il leader ferito dei gilet gialli, Jerome Rodrigues, invita i militanti a restare calmi. In un video pubblicato su Facebook da una stanza d’ospedale, il 40enne chiede a tutta “la famiglia” delle casacche gialle di non abbandonare la lotta.
“Non molliamo, non ci innervosiamo, restiamo calmi, siamo qui per rivendicare, per manifestare. Il nostro messaggio passerà solo se restiamo in pace. Conto su di voi ragazzi, siate numerosi in strada, sabato prossimo, ma siate passivi, non spaccate nulla (…) perché questo danneggerebbe la nostra battaglia e il nostro messaggio”.
Durante l’undicesimo atto della mobilitazione, sabato scorso alla Bastiglia, Rodrigues – che si accontentava di filmare la piazza – è rimasto gravemente colpito a un occhio. Lui ha accusato di essere stato “deliberatamente” preso di mira prima da un flash-ball, i proiettili di gomma che dovrebbero essere usati soltanto in casi di estremo pericolo dalla polizia, poi dallo scoppio di una granata assordante.         [print-me title=”STAMPA”]

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