Ultimo aggiornamento 1 Febbraio, 2019, 03:07:53 di Maurizio Barra
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Venezuela, liberata attivista italiana
Maura Gallo, con doppio passaporto, arrestata durante protesta
31 gennaio 2019 20:08
L’attivista italiana arrestata nei giorni scorsi in Venezuela durante le proteste dell’opposizione è stata liberata, a quanto si apprende. Laura Beatriz Gallo, con il doppio passaporto italiano e venezuelano, era stata arrestata lo scorso 23 gennaio.La liberazione di Gallo è stata annunciata da Alfredo Romero, responsabile del Foro Penale, una associazione locale di avvocati, che ha precisato che a Yaracuy, nel nord, sono stati scarcerati anche 19 minorenni che erano stati arrestati lo scorso 23 gennaio. La conferma è poi venuta dal giornalista locale Said Gutierrez, che ha pubblicato su Twitter una foto della Gallo mentre esce da un commissariato di polizia a Guama, insieme a una avvocatessa che l’ha assistita. Gutierrez ha segnalato che è stata scarcerata perché ha ottenuto l’arresto domiciliare per motivi di salute.Laura Gallo è madre di Gabriel Gallo, leader locale di Volontà Popolare, il partito di Juan Guaidò, presidente del Parlamento che si è proclamato presidente ad interim.
L’Ue crea gruppo contatto per VenezuelaMogherini: ‘Accompagnare processo per elezioni democratiche’
BRUXELLES31 gennaio 201922:31
– L’Ue ha deciso di “stabilire un gruppo di contatto internazionale per accompagnare il processo democratico verso nuove elezioni presidenziali in Venezuela”. Il gruppo sarà coordinato dall’Ue, il suo lavoro sarà soggetto ad una revisione dopo 90 giorni, ne faranno parte alcuni Paesi dell’Unione, tra cui l’Italia, e Stati dell’America Latina. Lo ha annunciato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al termine della prima giornata di lavori della riunione dei ministri degli Esteri, a Bucarest. “Il gruppo di contatto non è una mediazione o un dialogo formale, ma serve ad accompagnare il percorso” attraverso la pressione internazionale “per permettere ai venezuelani di esprimersi in modo democratico e pacifico con nuove elezioni presidenziali. Se il gruppo di contatto non avrà una dinamica costruttiva o utile sul terreno entro 90 giorni, sarà sciolto. La prima riunione si terrà la prossima settimana”, ha detto Mogherini, che ha spiegato di averne parlato anche col segretario di Stato Usa Mike Pompeo.
Libano: accordo per nuovo governo HaririLe fazioni politiche mettono fine a nove mesi di stallo
31 gennaio 201922:13
– Le fazioni politiche libanesi hanno trovato l’accordo per la formazione del nuovo governo, mettendo fine a 9 mesi di stallo. Il premier sarà ancora Saad Hariri.
Il nuovo governo è formato da 30 ministri. E per la prima volta nella storia del Libano una donna, Raya al Hasan, del partito al Mustaqbal guidato dal premier Hariri, è stata nominata ministro degli interni.
Si tratta di un “governo di unità” nazionale formato da tutti i partiti politici, incluso il movimento sciita libanese Hezbollah. Il Partito di Dio mantiene alcuni dicasteri, come la Salute, e anche il controllo indiretto di altri ministeri grazie a esponenti alleati al movimento filo-iraniano. Saad Hariri, ex alleato dell’Arabia Saudita in Libano, è il premier sostenuto da tutti i partiti politici. Per convenzione, il premier libanese deve essere sunnita, mentre il capo dello Stato cristiano maronita, e il presidente del parlamento sciita.
Meccanismo Ue contro sanzioni Usa a IranSforzi condizionati a pieno rispetto Teheran intesa su nucleare
BRUXELLES31 gennaio 201922:20
– Francia, Germania e Regno Unito hanno avviato ufficialmente un canale speciale (Spv) per i pagamenti con l’Iran, per aggirare l’ostacolo delle sanzioni Usa e tenere in piedi l’accordo sul nucleare con Teheran, traballante dopo l’uscita unilaterale di Washington e la reimposizione delle sanzioni americane con effetto extraterritoriale avvenuta a novembre.
Ma i ministri degli Esteri tedesco Heiko Maas, francese Jean-Yves Le Drian, e britannico Jeremy Hunt, nel presentare lo strumento a margine della riunione dei capi delle diplomazie europee a Bucarest, hanno messo in guardia: “I nostri sforzi per salvaguardare le disposizioni economiche dell’accordo sul nucleare dipendono dal pieno rispetto di Teheran dei suoi impegni”. Una condizione per il momento pienamente assolta dal regime degli ayatollah, secondo quanto certificato dalla recente relazione dall’Aiea, l’agenzia internazionale incaricata dei controlli.
Somalia: 24 Shabaab uccisi in raid UsaComando americano in Africa, ‘colpito campo addestramento’
JOHANNESBURG31 gennaio 201922:36
– E’ di almeno 24 miliziani Shabaab uccisi il bilancio di un bombardamento aereo compiuto dagli Stati Uniti nella Somalia centrale. Lo riferisce l’Africa Command statunitense, precisando che il raid ha preso di mira un campo di addestramento nei pressi di Shebeeley.
Lo scorso anno, gli Usa hanno compiuto circa 50 raid aerei in Somalia.
Trump uscirà da trattato armi atomicheAp, atteso domani annuncio su storico accordo Reagan-Gorbaciov
WASHINGTON31 gennaio 201922:45
L’amministrazione Trump dovrebbe annunciare domani il ritiro degli Usa dallo storico trattato con la Russia per il controllo degli armamenti nucleari (Inf), firmato da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov e pietra miliare della fine della Guerra Fredda.
Era stato lo stesso presidente americano Donald Trump settimane fa a dare la scadenza del 2 febbraio, accusando Mosca di aver ripetutamente violato quegli accordi. Accuse sempre respinte dal Cremlino, che a sua volta ha ammonito la Casa Bianca su una pericolosa ripresa della corsa alle armi nucleari.
La conferma della decisione di uscire dal trattato sarebbe arrivata dopo il fallimento degli ultimi negoziati tra americani e russi svoltisi nell’ultima settimana a Pechino. Tecnicamente il ritiro dall’accordo Inf dopo l’annuncio dovrebbe scattare sei mesi dopo. Questo – spiegano gli esperti – lascia qualche speranza che lo storico trattato si possa ancora salvare con un accordo in extremis tra Washington e Mosca.
Pelosi a Trump: ‘Niente soldi per il muro’Presidente risponde: ‘L’accordo con i Dem così non funziona’
WASHINGTON31 gennaio 201922:46
Per il muro tra Stati Uniti e Messico “non ci sarà nemmeno un soldo”: parola della speaker della Camera del Congresso Usa Nancy Pelosi, tornata a respingere la pressante richiesta di Donald Trump che minaccia un nuovo shutdown. Pelosi si riferisce al testo che repubblicani e democratici stanno negoziando per tentare un compromesso entro il prossimo 15 febbraio.
E Trump risponde: “Un accordo senza muro col Messico non funziona. Sta giocando”. “Pelosi pregherà per un muro”, aggiunge, ricordando l’arrivo di nuove carovane di migranti dall’Honduras.
Zuckerberg è quinto più ricco al mondoIl padre di Facebook scala 2 posizioni con la volata dei titoli
SANEW YORK01 febbraio 201901:
– Facebook vola in Borsa e Mark Zuckerberg guadagna in una giornata 6,2 miliardi di dollari. Una somma che lo fa schizzare al quinto posto nella classifica dei ‘paperoni’, superando in un colpo solo il patron di Zara Amancio Ortega e l’imprenditore messicano Carlos Slim.
Con una ricchezza complessiva di 65,6 miliardi di dollari Zuckberg e’ ora quinto nella classifica dei miliardari di Bloomberg alle spalle di Jeff, primo con 142,1 miliardi di dollari; Bill Gates con 95,8 miliardi; Warren Buffet con 84,9 miliardi; e Bernard Arnault con 76,6 miliardi.
Scomparsi Messico,chiesto intervento OnuRapiti un anno fa Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino
NAPOLI31 gennaio 2019 20:08
– “Il Messico, nel 2008, ha firmato e ratificato la convenzione internazionale per la protezione delle persone contro la sparizione forzata riconoscendo la competenza all’Onu di poter intervenire direttamente. Per questo motivo abbiamo depositato oggi un ricorso alle Nazioni Unite per chiederne l’intervento”. E’ quanto fanno sapere gli avvocati Claudio Falleti e Griselda Herrera Lopez, di Madrid, che si stanno occupando della sparizione di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, di cui non si hanno notizie ormai da un anno. Proprio da un anno fa, infatti, il 31 gennaio del 2018, si sono interrotte le comunicazioni tra i tre napoletani e i loro parenti. “È di pochi giorni fa – spiega Falleti – una sentenza importante ottenuta in Messico che fa da apripista per la nostra situazione. Una circostanza che ci rende fiduciosi. Siamo sicuri dell’intervento del gruppo di lavoro dell’Onu che si occupa delle sparizioni. Si tratta di un importante contributo”.
Bangladesh:5000 licenziati dopo protesteAziende si difendono:dobbiamo soddisfare richieste grandi marchi
DACCA (BANGLADESH)31 gennaio 201922:58
In Bangladesh oltre cinquemila lavoratori che chiedevano salari più alti sono stati licenziati dai proprietari delle fabbriche del Paese asiatico, che è il secondo principale esportatore di indumenti al mondo dopo la Cina. Lo hanno denunciato attivisti per i diritti. La situazione in Bangladesh è tesa da tempo, e migliaia di lavoratori sono scesi in piazza in varie città per chiedere un aumento dei salari, e ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, che hanno provocato un morto e cinquanta feriti, e altrettanti arresti. A novembre, il governo aveva aumentato il salario minimo, ma per i lavoratori era stato giudicato insufficiente. I capi delle imprese, invece, hanno affermato che i lavoratori sono stati licenziati perché coinvolti in atti di vandalismo o altri reati. E che inoltre devono far fronte ad una forte pressione del mercato per soddisfare i prezzi richiesti dai marchi globali.
Cuba: malattia misteriosa, Canada dimezza lo staff diplomaticoIl Canada dimezza lo staff diplomatico
WASHINGTON31 gennaio 2019 20:08
Il governo canadese ha deciso di richiamare in patria la meta’ del suo staff diplomatico a L’Avana dopo aver riscontrato i sintomi di un misterioso malessere su di un altro dipendente. Sintomi che hanno gia’ colpito decine di membri del personale diplomatico americano e canadese a Cuba. Si tratta di giramenti di testa, insonnia, perdita di udito e nausea durante l’uso del computer.
Almeno 14 i cittadini canadesi colpiti. Mentre gli americani sono almeno 26. Le indagini, comprese quelle su una fantomatica arma a microonde per provocare danni all’udito, non hanno pero’ portato finora ad alcun risultato. Il governo cubano ha sempre affermato di essere estraneo alla vicenda. Ma lo scorso ottobre Donald Trump decise l’espulsione di una decina di diplomatici cubani per rappresaglia.
Tav, Delrio: ‘Esposto Pd a Corte Conti su stop appalti’Toninelli, analisi pubblica a metà febbraio
31 gennaio 201920:28
“Il Pd alla Camera presenterà un esposto alla Corte dei Conti per verificare se lo stop alle gare della Torino-Lione configuri un danno erariale”. Lo annuncia il capogruppo dem Graziano Delrio nel corso di una conferenza stampa, a Torino, con il governatore Sergio Chiamparino e Davide Gariglio, deputato Pd in Commissione Trasporti. Delrio ha ricordato che per Telt, la società incaricata di realizzare la Tav, “ogni mese di ritardo comporta un costo di 75 milioni di euro”. “Costituisce fatto notorio – si legge nella bozza di denuncia destinata alla Corte dei Conti – che con riferimento alla realizzazione dell’opera infrastrutturale Torino-Lione, la cosiddetta Tav, il Governo italiano abbia richiesto al Governo francese uno slittamento cronologico per la realizzazione dell’opera, e in particolare un congelamento della pubblicazione dei bandi, in attesa di conoscere le risultanze di un’analisi costi-benefici”. Ma, si legge ancora, “con lettera del 3 ottobre 2018, Telt, soggetto incaricato della realizzazione dei lavori relativi alla sezione transfrontaliera, ha scritto che ‘al di là di un orientamento non significativo di qualche settimana, il decalage ha un impatto medio mensile di 75 milioni di euro e compromette la data-obiettivo del 1 gennaio 2030, dovendosi escludere la possibilità di recuperare tale ritardo attraverso ulteriori contrazioni imposte alle imprese'”. “Poiché al momento della presentazione della presente denuncia – si legge ancora nel testo – il termine di ottobre indicato dalla società è ampiamente decorso, si ritiene configurabile con certezza il danno”. “Vogliamo che Corte Conti accerti responsabilità” – “Al di là delle chiacchiere, rischiamo di perdere i finanziamenti che abbiamo già ricevuto e soprattutto i ritardi nei lavori costano decine di milioni di euro ai contribuenti italiani ed europei”. Lo ha sottolineato Graziano Delrio, annunciando l’esposto del gruppo Pd alla Camera per il presunto danno erariale causato dallo stop alla Torino-Lione. “Qualcuno pensa – ha rimarcato Delrio – che la perdita di tempo sia solo una chiacchiera da giornale, ma la perdita di tempo come certifica un documento che è in nostro possesso del cda di Telt, cioè della società che deve costruire il tunnel, ha conseguenze molto gravi anche dal punto di vista finanziario. Vogliamo quindi – ha concluso – che la Corte dei Conti accerti queste conseguenze e di chi sono le responsabilità di queste gravi perdite valutate in decine di milioni al mese”. “Matteo Salvini ha uno strumento molto semplice per sbloccare i lavori della Torino-Lione: andare in Consiglio dei ministri e dire che il consiglio dei ministri deve dare l’ordine al ministro Toninelli di sbloccare i lavori”. Così l’ex ministro alle Infrastrutture e capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, oggi a Torino. “Non è facendo le gite in Piemonte – ha affermato Delrio – che si sbloccano i lavori, è facendo il proprio mestiere: Salvini deve fare semplicemente il suo mestiere, è il vicepremier non l’usciere di Palazzo Chigi. Non si trovano a Palazzo Chigi per scrivere dei foglietti da sventolare sul balcone o per fare dirette Facebook, si trovano lì per decidere in base alle loro competenze”. “È laddove si riunisce il Cdm – ha concluso – che Salvini può far valere le sue ragioni, non al cantiere”. Toninelli, analisi pubblica a metà febbraio – Sul Tav “nel contratto di governo è scritto di ridiscutere integralmente l’opera nel rispetto dei patti con la Francia, per farlo dobbiamo avere i numeri in mano, tra pochi giorni li avremo, penso che a metà febbraio avremo un primo incontro con la commissaria europea ai trasporti e con il ministro francese, poi renderemo pubblica l’analisi in Italia, ci sarà il dibattito pubblico e ne discuteremo in maggioranza”. Così il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Radio anch’io. “Fra pochi giorni avremo i numeri. Penso che a metà febbraio avremo un incontro con il Commissario europeo e con il governo francese Francia; dopodiché renderemo pubblica la relazione”. Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli riferendosi allo studio sulla Tav. “Non mi interessa – spiega a Radio Anch’io – una analisi fatta da un organo non tecnico e istituzionale ma di parte e che non so dove ha preso i numeri. I numeri noi li abbiamo, li stiamo elaborando e traducendo in francese. Condivideremo i dati con i francesi, perché la Tav è un progetto multinazionale, e subito dopo li renderemo pubblici in Italia”. [print-me title=”STAMPA”]
