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MONDO TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 3 Febbraio, 2019, 21:05:55 di Maurizio Barra

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DALLE 10:34 ALLE 21:05

DI DOMENICA 03 FEBBRAIO 2019

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Siria: raid coalizione nell’est
Lungo la linea del fronte tra Isis e forze governative

BEIRUT03 febbraio 2019 10:34

– E’ di due militari siriani governativi feriti il bilancio di un raid aereo della coalizione anti Isis a guida Usa nell’est della Siria contro la postazione dell’esercito siriano. Lo riferisce l’agenzia governativa siriana Sana secondo cui l’attacco è avvenuto alle 23.30 ora locale nel distretto di di Abukamal lungo la linea del fronte tra Isis e forze governative siriane.
Lancio navicella Israele verso la lunaPartenza tra due settimane. A bordo copia Torah

03 febbraio 201913:43

Si avvicina il lancio della navicella israeliana ‘Bereshit’ (‘All’inizio’) che dopo due mesi di viaggio dovrebbe atterrare sulla luna. Lo ha ricordato il premier Benyamin Netanyahu sottolineando che “il progetto è un grande orgoglio per Israele. La missione – ha aggiunto – ci mette in linea con le grandi potenze mondiali e gli israeliani possono esserne fieri. Israele è una forza mondiale che cresce in tutti i sensi”.
Il premier ha poi chiesto al ministro della scienza Ofir Akunis che a bordo del veicolo spaziale sia posta una copia della Torah, il libro sacro ebraico. ‘Bereshit’ sarà messo in orbita tra due settimane.
Molestie: soprano contro ritorno DutoitSono 10 le donne che accusano il maestro d’orchestra di abusi

PARIGI03 febbraio 201913:41

Una soprano francese, che sostiene di essere molestata dal direttore d’orchestra Charles Dutoit, sta protestando per il ritorno del maestro svizzero sul palco a Parigi, in occasione del il concerto di Berlioz.
Anne-Sophie Schmidt è una delle 10 donne, in tre differenti Paesi, che affermano di essere state aggredite, molestate o in un caso violentate dal direttore d’orchestra che per lo scandalo molestie nel passato ha cancellato numerose apparizioni in pubblico.
Il legale della donna, James Carr, ha denunciato che nessuna forza di polizia ha “ritenuto necessario interrogarlo”.
Dutoit nega ogni addebito mentre le donne che lo accusano hanno spiegato di non essersi rivolte alla polizia per il timore di mettere a rischio le proprie carriere musicali.
L’Orchestre National de France ha dichiarato di aver ingaggiato Dutoit per il concerto di Berlioz perché era l’unico direttore disponibile con le competenze necessarie.
Nissan non produrrà suv X-Trail in GbDomani l’annuncio ufficiale del colosso giapponese

03 febbraio 201913:25

Il colosso giapponese delle automobili Nissan ha deciso di non produrre più in Gran Bretagna il suo suv X-Trail. Lo riferiscono fonti a Skynews. L’annuncio ufficiale è previsto domani.
Nissan aveva annunciato l’avvio della produzione del suv nel Regno Unito quattro mesi dopo il referendum sulla Brexit, mossa che era stata vista con ottimismo dal mondo dell’industria e della finanza britanniche.
Venezuela: gruppo contatto Motevideo 7/2Lo annunciano Mogherini e presidente Uruguay Vazquez

BRUXELLES03 febbraio 201913:31

– “L’Uruguay e l’Unione europea ospiteranno giovedì 7 febbraio la riunione inaugurale del Gruppo di contatto internazionale sul Venezuela. L’incontro a Montevideo, si terrà a livello ministeriale”. E’ quanto riferiscono in una dichiarazione congiunta l’Alto Rappresentante Ue Federica Mogherini ed il Presidente dell’Uruguay, Tabaré Vazquez. Il gruppo di contatto riunirà l’Ue e otto Stati membri (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito) e paesi dell’America latina (Bolivia, Costarica, Ecuador e Uruguay).
Regeni: amb. Cantini depone fioriNel terzo anniversario del ritrovamento del corpo

IL CAIRO03 febbraio 201915:13

– L’ambasciatore d’Italia in Egitto, Giampaolo Cantini, ha deposto oggi un mazzo di fiori gialli sul ciglio della superstrada Cairo-Alessandria dove fu ritrovato il corpo martoriato di Giulio Regeni. Lo si é appreso al Cairo.
Cantini ha compiuto il gesto nel terzo anniversario del ritrovamento del corpo del giovane ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso in Egitto. L’ambasciatore ha deposto fiori anche alla stazione della metropolitana di El Behoos, dove Regeni fu sequestrato.
Carcere Ny senza luce e riscaldamentoProteste davanti a struttura Brooklyn. De Blasio invia coperte

NEW YORK03 febbraio 201915:15

– Proteste fuori dal carcere Metropolitan Detention Center, a Brooklyn. La struttura è con elettricità e riscaldamento razionati da giorni, lasciando i detenuti al freddo e senza luce. Una condizione esasperata dall’ondata di freddo che si è abbattuta su New York facendo crollare le temperature. Le condizioni all’interno del carcere – affermano i manifestanti – violano i diritti umani.
Nel carcere ci sono 1.600 detenuti, al freddo a causa di un problema elettrico: un incendio ha infatti fatto saltare il pannello per il controllo dell’elettricità lasciando il carcere quasi al buio e senza riscaldamenti. Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha inviato generatori e coperte per i detenuti, mentre le autorità carcerarie spiegano che la situazione tornerà alla normalità a breve.
Macron, un referendum anti-Gilet gialli’Piano segreto’ del presidente per voltare pagina delle proteste

PARIGI03 febbraio 201915:45

– E’ un referendum l'”arma segreta” del presidente Emmanuel Macron per voltare la pagina delle proteste e mettere fine alle proteste dei gilet gialli nel paese: lo annuncia oggi Le Journal du Dimanche citando “confidenze” di stretti collaboratori del capo dello stato. Il referendum, che dovrebbe svolgersi il 26 maggio, nella stessa domenica delle elezioni europee, dovrebbe contenere una serie di quesiti su temi che ricorrono nelle varie piattaforme dei gilet gialli, dalla riduzione del numero dei parlamentari alle varie forme di democrazia diretta (referendum di iniziativa popolare, politiche pubbliche gestite dalla società civile, iscrizione nella Costituzione dell’obbligo di partecipazione dei cittadini).
Venezuela: Trump, uso forza? è opzioneTratterebbe con Maduro? ‘Ha chiesto incontro e l’ho respinto’

NEW YORK03 febbraio 201916:24

– ”E’ un’opzione”. Così Donald Trump risponde, in un’intervista alla Cbs, a chi gli chiedeva cosa lo avrebbe spinto a usare l’uso delle forze militari americane in Venezuela.
“Non voglio dirlo. Ma sicuramente è qualcosa, è un’opzione” dice Trump rispondendo a chi gli chiedeva cosa lo spingerebbe a usare la forza militare in Venezuela, se fosse per motivi di sicurezza nazionale. Alla domanda se tratterebbe direttamente con Maduro per convincerlo a lasciare, Trump dice: “ha chiesto un incontro e l’ho respinto”. L’incontro, spiega Trump, è stato chiesto alcuni mesi fa. “Ho detto no allora per le cose terribili che stanno accadendo nel paese. Era il paese più ricco in quell’area del mondo, che è un’area molto importante del mondo. E ora guardate alla povertà al crimine e a tutto quello che sta accadendo”.
Superbowl: Trump, sport pericoloso’Non spingerei mio figlio Barron in questa direzione’

NEW YORK03 febbraio 201916:26

– Donald Trump lascerebbe suo figlio Barron giocare a football americano se volesse, ma non lo spingerebbe a farlo perche’ si tratta di uno sport “pericoloso” Lo afferma il presidente americnao in un’intervista a Cbs a poche ore dal Superbowl. “Lo lascerei giocare se volesse? Si’. Lo spingerei a giocare? No”, dice Trump. “E’ uno sport pericoloso”, aggiunge, spiegando come le coperture e le attrezzature sono “migliorate”, i caschi sono migliorati ma questo non risolve il problema. “Mi dispiace dirlo perché mi piace guardare il football. penso che la NFL sia un grande prodotto. Ho sentito anche giocatori della NFL dire che non lascerebbero i loro figli giocare”.
‘Truppe in Siria se l’Isis si rafforza’Trump, ‘Abbiamo aerei veloci, fantastica base in Iraq’

NEW YORK03 febbraio 201917:12

– Gli Stati Uniti potrebbero rinviare truppe in Siria nel caso in cui l’Isis riguadagnasse terreno. Lo afferma Donald Trump in un’intervista a Cbs, dicendosi consapevole che a fronte di un ritiro delle forze americane l’Isis e altri gruppi terroristici potrebbero riguadagnare forza in Siria e in Afghanistan. “Abbiamo aerei veloci. Possiamo tornare rapidamente. Abbiamo una base fantastica in Iraq”.
Ambasciatore in Iraq passa con GuaidòE’ il primo diplomatico a mollare Maduro

03 febbraio 201917:14

– L’ambasciatore del Venezuela in Iraq, Jonathan Velasco, ha annunciato di aver deciso di sostenere Juan Guaidò quale legittimo presidente del suo Paese, divenendo così il primo diplomatico venezuelano a disconoscere la legittimità di Nicolas Maduro. In un video messaggio diffuso sui social media, di cui riferisce il quotidiano degli Emirati arabi in lingua inglese The National, Velasco, afferma che “l’Assemblea nazionale è l’unico potere della Repubblica che ha etica, legittimità e legalità”.
Incidente bus a sud di Mosca, 7 mortiIncidente su strada innevata. A bordo bimbi di un club di danza

SCA03 febbraio 201917:18

– Un bus con 48 persone a bordo, che trasportava i bambini di un club di danza ad una competizione si è rovesciato finendo capovolto sul bordo di una strada locale innevata 190 km a sud di Mosca. Nell’incidente sono morte 7 persone di cui 4 bambini. Le autorità russe hanno riferito che il bus era diretto nella città di Kaluga e che l’incidente è avvenuto a circa 190 km a sud della capitale La causa dello schianto non è ancora chiara. I filmati rilasciati dagli addetti alle emergenze hanno mostrato che l’autobus giaceva sul lato della strada coperta di neve.
La Spagna è pronta a riconoscere GuaidòAllo scadere dell’ultimatum dato a Maduro per nuove elezioni

03 febbraio 201917:21

– Il governo spagnolo renderà effettivo domani il riconoscimento di Juan Guaidó come presidente del Venezuela e non è escluso che presenti le sue prime proposte per aiutare la transizione politica del Paese. E’ quanto riferiscono fonti dell’esecutivo citate da El Mundo.
Stanotte scadranno infatti gli otto giorni dati a Nicolas Maduro dal premier Pedro Sanchez (e da altri cinque governi dell’Ue) perché convochi nuove elezioni. Resta da vedere quale sarà il formato con cui la Spagna renderà ufficiale questo riconoscimento, ma in ogni caso, sottolineano le fonti, qualcosa sarà fatto domani.

Trump, a breve dettagli incontro con KimIl presidente: ‘è in via di definizione’

SANEW YORK03 febbraio 201917:24

– L’incontro fra Donald Trump e il leader nord coreano Kim Jong Un e’ in via di definizione: i dettagli saranno annunciati presto. Lo afferma il presidente Donald Trump in un’intervista a Cbs. I dettagli potrebbero essere resi noti durante il discorso sullo Stato dell’Unione o prima.
Maduro, la gente si sta già armandoUna guerra civile? ‘Dipenderà dalla follia di Usa e alleati’

febbraio 201917:26NE

– Le probabilità di una guerra civile? “Nessuno può rispondere con certezza. Dipende dal livello di pazzia dell’impero settentrionale e dei suoi alleati”. Lo dice Nicolas Maduro in un’intervista al programma ‘Salvados’, in onda stasera sulla tv spagnola e di cui un’estratto è anticipato da La Vanguardia. “La gente si sta già armando. L’opzione militare è sul tavolo di Trump. Cosa dovrebbe fare un Paese? Arrendersi?”, prosegue Maduro, invitando Trump a “fermarsi: stai facendo errori che ti sporcheranno le mani di sangue”.
Nei Balcani resta emergenza inondazioniPiogge, forti venti, scioglimento neve per alte temperature

03 febbraio 201918:40

– In larga parte dei Balcani permane l’emergenza per il pericolo di acqua alta, inondazioni e frane conseguenza delle piogge insistenti e del repentino scioglimento della grande quantità di neve caduta a fine gennaio. Le situazioni più critiche sono segnalate oggi in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia, con lo straripamento di fiumi e torrenti che hanno reso necessario evacuare gli abitanti di villaggi rimasti isolati. Violenti temporali e venti fortissimi hanno flagellato nelle ultime ore in particolare l’Istria, con molti quartieri di Pola andati sott’acqua. Numerose le strade interrotte nei Paesi colpiti dal maltempo, e dove si registrano temperature insolitamente alte per questo periodo dell’anno, anche superiori ai 17 gradi.
Papa in viaggio per Abu DhabiPrimo Pontefice in Penisola araba, dove resterà fino a martedì

CITTA’ DEL VATICANO03 febbraio 201914:07

– Papa Francesco è partito per il suo viaggio di tre giorni negli Emirati Arabi Uniti, 27/o del suo pontificato, che porta a 41 i Paesi da lui visitati. Ad Abu Dhabi, capitale del Paese, dove resterà fino a martedì, il Papa – primo Pontefice nella Penisola araba, culla dell’islam – parteciperà domani all’incontro interreligioso sulla Fratellanza umana, insieme ad altri 700 leader di varie religioni, con al fianco il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Martedì, quindi, incontrerà la comunità cattolica locale, composta soprattutto da lavoratori immigrati dalle Filippine e dall’India, nella grande messa pubblica alla Zayed Sports City, la prima celebrata in pubblico e a questi livelli, con 135 mila fedeli previsti, in tutta la Penisola araba. Il Papa atterrerà all’aeroporto presidenziale di Abu Dhabi alle 22.00 locali, le 19.00 in Italia e sarà accolto dal principe ereditario, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, che lo ha invitato nel Paese e sarà salutato dal grande imam di Al Azhar.
Papa:appello per Yemen, rispetto accordiPreoccupa crisi umanitaria, popolazione soffre conflitto e fame

CITTA’ DEL VATICANO03 febbraio 201913:57

– “Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen. La popolazione è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame: il loro grido e quello loro genitori sale al cospetto di Dio. Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza il rispetto degli accordi, assicurare il cibo e lavorare per il bene della popolazione. Invito tutti a pregare per i nostri fratelli dello Yemen”. E’ l’appello lanciato da papa Francesco all’Angelus.
Dopo queste parole il Papa ha incoraggiato la piazza a pregare l’Ave Maria per lo Yemen. “Preghiamo forte – ha esortato – perché sono dei bambini che hanno fame, hanno sete, non hanno medicine, sono in pericolo di morte. Portiamo con noi questo pensiero a casa”.

Molestie: soprano contro ritorno DutoitSono 10 le donne che accusano il maestro d’orchestra di abusi

PARIGI03 febbraio 201913:41

Una soprano francese, che sostiene di essere molestata dal direttore d’orchestra Charles Dutoit, sta protestando per il ritorno del maestro svizzero sul palco a Parigi, in occasione del il concerto di Berlioz.
Anne-Sophie Schmidt è una delle 10 donne, in tre differenti Paesi, che affermano di essere state aggredite, molestate o in un caso violentate dal direttore d’orchestra che per lo scandalo molestie nel passato ha cancellato numerose apparizioni in pubblico.
Il legale della donna, James Carr, ha denunciato che nessuna forza di polizia ha “ritenuto necessario interrogarlo”.
Dutoit nega ogni addebito mentre le donne che lo accusano hanno spiegato di non essersi rivolte alla polizia per il timore di mettere a rischio le proprie carriere musicali.
L’Orchestre National de France ha dichiarato di aver ingaggiato Dutoit per il concerto di Berlioz perché era l’unico direttore disponibile con le competenze necessarie.         [print-me title=”STAMPA”]

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