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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 3 Febbraio, 2019, 23:15:11 di Maurizio Barra

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 10:23 ALLE 23:15

DI DOMENICA 03 FEBBRAIO 2019

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

Traini: “Sono pentito, dentro di me non c’è più odio”
“Vorrei incontrare le mie vittime, chiederei loro scusa”

03 febbraio 201910:23

“Il lupo resta un simbolo, la caccia è finita quel giorno. Già quando sono tornato a casa dopo la sparatoria, per cercare la bandiera tricolore, mi sono sentito svuotato, esaurito. Tutto si era compiuto. Ma se sei lupo, lo rimani per sempre”, dice Luca Traini, l’estremista di destra che un anno fa a Macerata prese a bersaglio i neri, sparando e ferendo 6 persone. In un’intervista dal carcere all’ex direttore di Repubblica Ezio Mauro, dice di essere pentito, “e non da oggi”.Parla di cosa l’ha mosso quella mattina. Voleva essere “il vendicatore”: “È stata come un’esplosione dentro di me”, “per me gli spacciatori avevano ucciso Pamela, e gli spacciatori erano loro, i negri. Li chiamavo così. Oggi li chiamo neri. Poi, in questi mesi passati in carcere, ho lentamente capito che gli spacciatori sono bianchi, neri, italiani e stranieri. La pelle non conta”.”Tutta la mia ideologia politica, Dio, patria, famiglia, onore, ha pesato in quel mix esplosivo – aggiunge -. La tragedia di Pamela ha fatto da innesco”. “L’odio – dice – non nasce per caso, è frutto di tante cose, anche di politiche errate, a danno sia degli italiani che degli immigrati”. Incontrerebbe le persone a cui ha sparato per chiedere scusa: “ho già chiesto scusa durante il processo. Io sono pronto”, conclude.
Di Battista: “È ora di tagliare stipendi Fazio e Vespa””Sacrifici li fanno tutti, tranne politici e conduttori Rai”

03 febbraio 201911:48

“Adeguamento dei contratti di Fazio e Vespa. Sono giornalisti e guadagnino come loro (massimo 240.000 euro lordi all’anno)”. E’ una delle “cose fondamentali” da fare secondo Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 stelle che, in un post su Facebook, elenca i possibili tagli. “È giunto il tempo di una sforbiciata senza precedenti dei costi della politica e non solo”, è la premessa, perché “i sacrifici li fanno tutti, tranne i politici o i conduttori Rai pagati con denaro pubblico che sono giornalisti, ma non hanno contratti da giornalisti”.”Tagliare stipendi parlamentari di 3500 euro”  – Ridurre di 3500 euro al mese gli stipendi dei parlamentari e ridurne il numero: sono le “cose fondamentali” che Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle cita su Facebook, incoraggiando su questo Palazzo Chigi: “Questo Governo ha la possibilità di farlo. Coraggio!”. Di Battista elenca sette punti di altrettanti tagli da fare: i primi 5 sulla politica, poi in casa Rai. “Taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio dei deputati (con un risparmio di circa 22 milioni di euro all’anno); – scrive l’ex deputato 5S – taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio dei senatori (risparmio circa 11 milioni all’anno); taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio di tutti i consiglieri regionali (circa 36 milioni di euro all’anno); abolizione totale di tutte le doppie indennità, sia alla Camera che al Senato che nei Consigli regionali; taglio di oltre 300 parlamentari”. Al settimo punto, mette l’abolizione del Tfr per i parlamentari e aggiunge: “Io, per una sola legislatura ho preso 43.000 euro, ovviamente restituiti, pensate le centinaia di milioni di euro che finiscono nel Tfr dei parlamentari”.
Pd: Zingaretti, Martina e Giachetti ufficialmente candidati alle primarie Sono i tre candidati che parteciperanno al voto del 3 marzo

03 febbraio 201915:26

Sono Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti i tre candidati che parteciperanno alle primarie del Pd il 3 marzo. Lo ha annunciato Gianni Dal Moro, presidente della Commissione Congresso del Pd alla Convenzione nazionale del partito in corso a Roma. Dal Moro ha inoltre riferito l’esito delle votazioni degli iscritti nei circoli: Zingaretti è il candidato più votato con 88.918 voti, pari al 47,38%. Martina ha ricevuto 67.749 voti pari al 36,10% dei voti, Giachetti 20.887 voti pari all’11,13% degli iscritti. Alla Convenzione che si sta svolgendo all’hotel Ergife, Martina e Matteo Richetti, che corrono in tandem, si sono presentati con una maglietta con la scritta “Siamo somma, non divisione”.Con l’inno europeo e l’inno di Mameli si è aperta a Roma la Convenzione nazionale del Pd, che da il via alla fase del congresso che porta alle primarie del 3 marzo.”Siamo somma, non divisione”: è la scritta sulle magliette che indossano Maurizio Martina, Matteo Richetti e i sostenitori della loro mozione, alla Convenzione nazionale del Pd che si è aperta all’hotel Ergife di Roma. “Siamo la mozione dell’unità”, ha commentato Martina entrando in salaCon 88.918 voti, pari al 47,38%, Nicola Zingaretti è il candidato più votato dagli iscritti al Pd nei circoli. Lo ha annunciato Gianni Dal Moro, presidente della Commissione Congresso del Pd alla Convenzione nazionale del partito in corso a Roma. Maurizio Martina ha ricevuto 67.749 voti pari al 36,10% dei voti, Roberto Giachetti ha ottenuto 20.887 voti pari all’ 11,13% degli iscritti. Dal Moro ha proclamato ufficialmente l’accesso alle primarie di questi tre candidati.Dopo gli interventi dei capigruppo Dem alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo, l’Assemblea proseguirà con un talk tra Frans Timmermans, candidato dei Socialisti europei alla presidenza della Commissione europea e Enrico Giovannini, fondatore e portavoce ASviS, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.Poi la parola passerà ai tre candidati alle primarie: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Seguirà il dibattito e potrebbero intervenire gli altri candidati che non accedono alle primarie ossia Francesco Boccia, Maria Saladino e Dario Corallo. Potrebbero annunciare se appoggiano uno dei tre Dem in corsa. La Convenzione si chiuderà entro le 16.

Delrio, Salvini vada a processoNessuno ti impedisce di fare le tue politiche ma non scappare

03 febbraio 201912:42

– “Ci scandalizza se uno dice prima gli italiani, perché a noi pare che prima di tutto occorre voler bene alle persone. Ci abbiamo messo Secoli per dire che le donne sono come gli uomini, che non c’ nessuna distinzione di razza o religione. Per questo a Salvini dico: non scappare dal processo.
Nessuno ti impedisce di fare le tue politiche, ma vogliamo impedirti di farle stando al di sopra della legge”. Lo ha detto Graziano Delrio, capogruppo alla Camera, alla Convenzione nazionale del Pd.
“La legalità è questo – ha proseguito Delrio – il problema di questo governo è questo. I Costituenti hanno voluto un potere diffuso, perché il popolo può esser manipolato, indotto a non parlare davanti ai campi di sterminio. Per questo il Ministro non deve essere sopra la legge, per difendere il popolo. Noi siamo andati a Castelnuovo e a Siracusa non per difendere i migranti, ma per difendere i nostri figli. Cominciano con i migranti e poi lo fanno con gli oppositori politici”, ha concluso.
Viminale toglie la scorta a Sandro RuotoloProtestano anche M5s. Orlando: ‘Salvini si vendica per inchieste?’ Saviano: ‘Così rischia’

03 febbraio 201912:58

Il Ministero dell’Interno toglie la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, minacciato dalla Camorra per le sue inchieste. La notizia, diffusa dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando, ha avuto come replica una salva di critiche, a cominciare da esponenti di M5s, partner di governo di Salvini, guidati dal presidente della Commissione antimafia Morra.”Io – replica il cronista – solo così so fare il giornalista. Stare sui territori, raccontare, intervistare, cercare la verità. Vorrei continuare a poterlo fare”.    “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo,giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie”, ha detto Orlando (Pd), che ha subito sollevato un dubbio: Ruotolo è “anche il giornalista che si è occupato della ‘Bestia’,il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità?”. Di qui l’interrogazione parlamentare che Orlando ha anticipato di voler presentare, analogamente a quanto preannunciato da Pietro Grasso.
L’ex presidente del Senato ha sottolineato come le minacce del clan dei casalesi a Ruotolo “non hanno scadenza” e quindi il giornalista è in pericolo: concetto evidenziato anche da Roberto Saviano, da Giuseppe Antoci, sfuggito ad un agguato nel 2016, e dal testimone di Giustizia Luigi Coppola.
La Fnsi, il sindacato dei giornalisti, si è rivolto al premier Giuseppe Conte, chiedendo di rivedere la decisione: “Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”. Amaro il commento di un’altra giornalista minacciata dalla mafia di Ostia, Federica Angeli: “Che lo Stato, questo Stato in particolare, possa scaricare chi lotta contro la mafia davvero non mi stupisce. Oggi tocca a Ruotolo, domani a un altro di noi cronisti”.    Anche altri partiti di opposizione hanno protestato per la decisione del Ministero dell’Interno: Erasmo Palazzotto (Leu), Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e Beatrice Brignone (Possibile) hanno chiesto al Viminale di tornare indietro.    Ma è M5s, a cominciare dal presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra: “Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”. E dopo Morra diversi altri parlamentari pentastelalti hanno fatto sentire la loro voce, da Vittoria Baldino a Stefania Ascari, fino alla presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti.

Resa dei conti sulla Tav, botta e risposta Di Maio-Salvini ‘Niente supercazzole’. ‘Non faccio la crisi, ma fare le cose’

03 febbraio 201921:32

Resa dei conti nel governo sulla Tav. Dopo lo stop di Salvini ai 5Stelle, da Di Maio arriva un aut aut alla Lega: ‘Finché saremo noi al governo, la Tav non si fa. Il ridimensionamento dell’opera è una supercazzola’, ‘sconsiglio di spingere su cose su cui non siamo d’accordo per creare tensioni’. ‘Io non faccio saltare il governo. Ma le cose bisogna farle, non bloccarle’, replica Salvini. Un botta e risposta che incrocia anche il voto in Giunta sul caso Diciotti: ‘Non servono aiutini. Non siamo al mercato, io ti do questo tu mi dai quello. In Senato ognuno sarà libero di votare come crede’, dice Salvini. ‘Noi mai stati per l’immunità, ma stavolta leggeremo le carte’, replica Di Maio.”Finché ci sarà il Movimento al Governo, la Tav non si farà – ha ribadito il vicepremier Luigi Di Maio da Ortona -. Ridimensionata? Il tema non è il ridimensionamento dell’opera: se diciamo queste cose, parliamo di una supercazzola”. “Per me valgono le priorità: in questo governo ce lo siamo detti chiaramente dall’inizio, ci sono cose su cui siamo d’accordo e altre no. Lavoriamo su quelle su cui siamo d’accordo, altrimenti devo concludere che si spinge su cose su cui non siamo d’accordo per creare tensioni nel governo? Io non lo consiglio”.”Nella nostra storia non abbiamo votato per utilizzare immunità parlamentari – ha spiegato Di Maio sul voto sulla Diciotti -. Questa è un po’ diversa da un’immunità ma per quanto mi riguarda mio riferimento sono i senatori della giunta che seguiranno tutto il procedimento. Poi decideremo”. “Io so bene che il voto arriverà tra qualche settimana, leggeremo le carte. Questa è diversa da un’immunità ma non per questo abbiamo già deciso”, aggiunge.”I giornalisti continuano a dirmi ‘Salvini guarda i sondaggi ,la Lega è diventata il primo partito. Tu sei la persona più importante. Fai saltare tutto così eleggi più deputati e senatori’. A queste persone dico che la mia parola vale più di qualsiasi sondaggio – ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini -. Non faccio saltare il governo per quello che dicono i sondaggi. Però le cose bisogna farle non bloccarle”. “Non siamo al mercato, io ti do questo tu mi dai quello, è roba di vecchi governi, non ho bisogno di aiutini, ho fatto il ministro, io blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa e fermo i morti e le partenze, l’ho fatto, lo farò, poi sulla Tav aspettiamo i numeri”: così ha risposto Salvini a chi gli chiedeva se l’indecisione di Luigi Di Maio sul voto per il caso Diciotti fosse un grimaldello per avere un via libera sul Tav.”Ci sono molte ragioni che possono portare a divergere e alcune per rimanere insieme rispetto a un contratto –  ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a Che tempo che fa -. Si deve andare avanti rispetto a ciò che si è detto nel contratto e non per altre cose che sono fuori”. “Sono presidente del Senato e rispetto in modo non solo formale ma sostanziale qualsiasi decisione prenderanno la giunta e il Senato: nel merito non entrerò nella decisione”, ha poi aggiunto Fico. “Personalmente, dico che semmai arrivasse a me una richiesta della magistratura nei miei confronti per qualsiasi questione, pregherei la Camera di mia appartenenza di dare l’autorizzazione senza se e senza ma”, aggiunge.”Nel momento in cui ci sono persone che soffrono non c’è dubbio che non possono rimanere un minuto di più su una nave: vanno fatte sbarcare”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico a ‘Che tempo che fa’. “E’ giusto fare la voce grossa” in Europa “ma non bisogna farlo facendo rimanere lungo tempo le navi fuori dai porti”, aggiunge. Quanto all’accoglienza, dice: “Nel nostro Paese gli Sprar hanno funzionato e fanno parte dell’accoglienza che è un valore aggiunto ma la paura e il disagio non vanno stigmatizzate”.Gli replica il ministro Salvini: “Fico? Mi pare dica no a tutto, tranne che agli sbarchi di immigrati e ai processi. L’Italia ha bisogno di gente che costruisca, non che blocchi tutto”.

Papa:appello per Yemen, rispetto accordiPreoccupa crisi umanitaria, popolazione soffre conflitto e fame

CITTA’ DEL VATICANO03 febbraio 201913:57

– “Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen. La popolazione è stremata dal lungo conflitto e molti bambini soffrono la fame: il loro grido e quello loro genitori sale al cospetto di Dio. Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza il rispetto degli accordi, assicurare il cibo e lavorare per il bene della popolazione. Invito tutti a pregare per i nostri fratelli dello Yemen”. E’ l’appello lanciato da papa Francesco all’Angelus.
Dopo queste parole il Papa ha incoraggiato la piazza a pregare l’Ave Maria per lo Yemen. “Preghiamo forte – ha esortato – perché sono dei bambini che hanno fame, hanno sete, non hanno medicine, sono in pericolo di morte. Portiamo con noi questo pensiero a casa”.
Papa in viaggio per Abu DhabiPrimo Pontefice in Penisola araba, dove resterà fino a martedì

CITTA’ DEL VATICANO03 febbraio 201914:07

– Papa Francesco è partito per il suo viaggio di tre giorni negli Emirati Arabi Uniti, 27/o del suo pontificato, che porta a 41 i Paesi da lui visitati. Ad Abu Dhabi, capitale del Paese, dove resterà fino a martedì, il Papa – primo Pontefice nella Penisola araba, culla dell’islam – parteciperà domani all’incontro interreligioso sulla Fratellanza umana, insieme ad altri 700 leader di varie religioni, con al fianco il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Martedì, quindi, incontrerà la comunità cattolica locale, composta soprattutto da lavoratori immigrati dalle Filippine e dall’India, nella grande messa pubblica alla Zayed Sports City, la prima celebrata in pubblico e a questi livelli, con 135 mila fedeli previsti, in tutta la Penisola araba. Il Papa atterrerà all’aeroporto presidenziale di Abu Dhabi alle 22.00 locali, le 19.00 in Italia e sarà accolto dal principe ereditario, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, che lo ha invitato nel Paese e sarà salutato dal grande imam di Al Azhar.
Caos neve. Toninelli: ‘Gestione della A22 totalmente pubblica’. Biancofiore: ‘E’ già pubblica all’81%’Concessione scaduta. Vogliamo capire se è garantita la sicurezza

03 febbraio 201919:33

Dopo i disagi sulla A22 del Brennero, il ministro Toninelli annuncia ‘un’ispezione’ per verificare che il concessionario abbia garantito ‘adeguatamente’ la sicurezza e il ‘ritorno a una gestione totalmente pubblica e più conveniente’, visto che la concessione è scaduta e deve essere rinnovata. ‘Un’altra gaffe’, per Michaela Bianfofiore, di Fi: ‘O il ministro non sa o finge di non sapere- La società è già pubblica, partecipata all’oltre 81% da enti pubblici’. Il piano di Toninelli sarebbe di lasciare la gestione ‘totalmente’ alle due province autonome più alcuni Comuni, senza nessun privato. In gioco c’è la riduzione delle tariffe, limitando gli extraprofitti e i dividendi.”Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero. È infatti già in corso un’ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione”. Lo dice il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una nota nel quale ricorda che la concessione è scaduta da anni e si è “ad un passo dal rinnovo con una gestione totalmente pubblica e più conveniente”. “Per la gestione dell’A22 la concessione è scaduta da anni e siamo a un passo da rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia – aggiunge – Nonostante ciò l’attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto. Una scelta incomprensibile, a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi di una concessione che non vorrebbero finisse mai”. “Ma noi non ci fermeremo – conclude – siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio”.”Sono esterrefatta dalle affermazioni del ministro degli infrastrutture e trasporti, Toninelli, in merito all’autostrada del Brennero. O il ministro non sa o finge di non sapere o siamo innanzi all’ennesima gaffe, quando annuncia che la gestione dell’A22 tornerà pubblica”. Lo afferma la deputata altoatesina di Forza Italia Michaela Biancofiore. “La società autostrada del Brennero – spiega – è già pubblica, partecipata all’oltre 81% da enti pubblici e la differenza con quella che lui chiama “rivoluzione” pare consti nel concedere semplicemente la concessione a una nuova società A22 al 100% pubblica, ma gestita dagli stessi enti pubblici di oggi, che lui dice non sono stati efficienti e ai quali ha inviato un’ispezione”. “Una partita di giro insomma – prosegue la deputata – che evidentemente il ministro ignora e che nulla ha a che fare con la governance dell’A22, che è di eccellenza, ma che ha sempre dovuto subire le ingerenze e le limitazioni della politica, essendo la concessione un vero e proprio tesoretto. La posizione di Forza Italia, che da sempre si pone dalla parte dell’economia di mercato e della concorrenza è sempre stata chiara e netta, avremmo preferito la gara che probabilmente sarebbe stata vinta dall’A22 stessa, in quanto concessionario uscente, ma oggi chiediamo perlomeno che si metta la parola fine all’ordinaria amministrazione e si affidi senza avere a cuore solo i profitti e il possesso degli accantonamenti, una concessione fondamentale che non può vivere di ordinaria amministrazione ma ha bisogno di investimenti, regole e decisioni, subito”.

‘Mattarella proteggimi’, online t-shirt presidenzialiMa il Quirinale non c’entra. Raccolti 2400 euro per Sea Watch

03 febbraio 201917:52

A ruba vanno soprattutto le magliette e gli adesivi’: alcuni con la scritta Mattarella fatta con gli stessi caratteri della band dei Metallica, altri con l’immagine del capo dello Stato con il saio da francescano e l’appello ‘Proteggimi’. Richiestissima anche la tshirt con il dettaglio della Creazione di Adamo di Michelangelo, ma in questo caso una delle mani che si sfiorano è nera ed è in mare. Sono alcuni dei gagdet ispirati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in vendita on line per raccogliere soldi per Seawatch. Dall’inizio dell’anno, sono stati venduti 340 pezzi e raccolti 2400 euro ma il Quirinale non c’entra.

Un anno fa raid Macerata,sit-in studentiManifestazione Officina universitaria, ‘gesto Traini razzista’

MACERATA03 febbraio 201919:14

– “Non siamo razzisti – Macerata – Manifestiamolo”. A un anno di distanza dal raid a colpi di pistola contro migranti compiuto a Macerata da Luca Traini dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, gli studenti di Officina universitaria hanno organizzato una manifestazione antirazzista alla Terrazza dei Popoli dei giardini Diaz a Macerata: lo striscione è stato esposto all’iniziativa a cui, complice la pioggia, hanno partecipato solo una trentina di persone. “Il gesto di Traini – ha detto Lorenzo Di Tommaso che ha aperto gli interventi – è stato un atto razzista. Malgrado ciò molti hanno parlato in suo favore anche su Facebook. Perché tanta gente è dalla sua parte? Noi lo condanniamo ma dobbiamo essere cittadini attivi per evitare il riemergere del razzismo”. “La politica ha rovinato la città” ha osservato un altro ragazzo, criticando la coloritura di destra o di sinistra data alla commemorazione di Pamela o alla condanna di Oseghale, imputato per il delitto, il cui gesto “per noi è da condannare”.

Tira uova a gazebo Lega, Ps lo porta viaPisa, contestatore in questura per l’identificazione

PISA03 febbraio 201922:17

– Un giovane contestatore è stato portato via dalla polizia a Pisa dopo aver lanciato uova al banchino della Lega dove si raccoglievano firme a sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso Diciotti.
L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio in una piazza del centro. Stasera la commissaria regionale del Carroccio, Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina e consigliere del vicepremier Matteo Salvini per il programma di Governo, ha reso noto l’accaduto postando sul suo profilo Fb una foto che ritrae l’intervento dei poliziotti che caricano su una volante il contestatore. Secondo quanto appreso sarebbero stati in due a avvicinarsi al banchetto e a lanciare uova ai leghisti. “Dopo un vigliacco lancio di uova – scrive Susanna Ceccardi – in pieno stile ‘centro sociale’ contro il banchino della Lega, ecco il kompagno disadattato che torna nell’habitat che più gli si addice… la volante della polizia. Tutto è bene quel che finisce bene. Bye bye”. Il lancio ha imbrattato i materiali che erano sul tavolino.          [print-me title=”STAMPA”]

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