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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 6 Febbraio, 2019, 14:22:48 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:28 DI MARTEDì 05 FEBBRAIO 2019

ALLE 14:22 DI MERCOLEDì 06 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scala: applausi Gergiev con la Mariinsky
Ospiti nella stagione concertistica della Filarmonica 05 Febbraio 2019 10:28

– Valery Gergiev è di casa alla Filarmonica della Scala, di cui è stato anche nominato socio onorario. E lo ha confermato ieri sera nel concerto in cui ha diretto la ‘sua’ Mariinsky orchestra. E’ infatti tradizione della Filarmonica dare spazio nella propria stagione a un’orchestra ospite e quest’anno è toccato alla compagine di San Pietroburgo.
Il concerto, con un programma di brani il cui filo rosso è l’apertura alle altre arti dalla danza alla pittura, si è aperto con il Prélude à L’après-midi d’un faune di Claude Debussy seguito dal romanticismo dell’Italiana di Mendelssohn. Alla ripresa è poi toccato ai Quadri da un’esposizione di Mussorgsky-Ravel, che a Milano negli ultimi mesi sono stati suonati dall’orchestra Verdi e dalla stessa Filarmonica, che lo ha anche portati in tournée. Un esecuzione potente quella della Mariinsky, che ha portato il pubblico nella Russia di Mussorgksy, prima di concedere fra gli applausi un bis tutto italiano con l’ouverture della Forza del destino di Verdi.
Nasce il Foglio innovazione per non avere paura del futuroIn edicola ogni 1/o martedì del mese, guida ottimista per futuro

05 febbraio 201910:51

“Basta aver paura del futuro”. A partire dal 5 febbraio, e ogni primo martedì del mese, c’è una novità in edicola allegata con il Foglio: il Foglio innovazione, un mensile per non avere paura del futuro. Il Foglio parlerà della grande rivoluzione tecnologica in corso con uno sguardo non pessimista ma ottimista per dare ai lettori strumenti utili per comprendere cosa succede nel mondo dell’innovazione. Gli algoritmi non vanno temuti, ma governati.
Le eccellenze, piccole e grandi, vanno promosse. Il Foglio Innovazione sarà una guida ottimista per il futuro, se si vuole sapere meglio degli altri quali saranno i prossimi trend, le startup da tenere d’occhio, le innovazioni più rilevanti – e soprattutto le persone: farà conoscere ai lettori gli imprenditori più promettenti di ogni campo dell’industria, quelli non famosi ma che lo diventeranno. Come sarà il Foglio Innovazione? Su tutti i numeri ci sarà una copertina monografica dedicata a un tema di respiro ampio, che sarà una bussola per capire dove sta andando il mondo dell’innovazione. Ci sarà una pagina dedicata a un ritratto, che sia di un imprenditore o di un’azienda, e non saranno sempre i soliti. Sarà presente una pagina di recensioni fuori dal comune: i prodotti saranno provati direttamente dalle firme del Foglio, che daranno opinioni meno tecniche e più pragmatiche. E poi un’ampia sezione di segnalazioni, che non si limiterà ai libri.
Ogni mese saranno segnalati eventi, mostre, documentari, cose che escono su Netflix, video su YouTube. Alcune pagine saranno dedicate al reportage – perché sì, si può fare reportage sull’innovazione – e alle storie tech che arrivano dal mondo. I professionisti del pessimismo vogliono trasformare il futuro in un incubo. Il Foglio invece vuole ricordare che il progresso e l’innovazione non sono il simbolo della paura: sono il simbolo delle opportunità.
Mostre: Giorno e Guadagnino a You got to burn to shineDa 5/2 alla Gnam anche personale su fotografa Marina Malabotti

05 febbraio 201911:13

”God is man made”. ”Life is a killer”. E ancora, ”Bad news is always true”. ”The world just make me laugh”. Poeta, performer, attore, artista visivo della Beat Generation capace di lavorare con ogni mezzo, a 82 primavere è John Giorno in persona a inaugurare You Got to Burn to Shine, mostra collettiva (intitolata come una sua celebre raccolta), che fino al 7 aprile porta alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma alcune delle sue celebri scritte su tele insieme a una selezione di artisti, tutti accumunati da una tensione verso la sperimentazione linguistica e la ridefinizione estetica nell’epoca post-ideologica. Un viaggio, a cura di Teresa Macrì, che mette insieme generazioni, linguaggi e mezzi diversi, in una comune presa di posizione e di dissenso verso le convenzioni della realtà e, utopicamente, l’ideazione di spazi in cui re-immaginare il mondo. Ecco allora i giocattoli in CeMento di Elena Bellantoni, sul tema dell’infanzia negata, del mare, del paese che affonda, o i grandi pannelli in protesta dei Drawings di Kristof Kintera.
E ancora Fiamma Montezemolo, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Roberto Fassone fino a ‘Piu forte del lampo al magnesio, la luce interiore’, enigmatico monolite realizzato dal regista Luca Guadagnino.
”Con il mio compagno per 10 anni abbiamo cercato di capire come si possa mettere in mostra un lavoro letterario”, racconta John Giorno, che tra le sue molte collaborazioni conta anche Andy Wharol e Allen Ginsberg. Questa volta a Roma porta il celebre Dial-a-Poem, servizio telefonico in cui ascoltare poemi a richiesta, e una selezione di quel ”corpus di 45” celebri frasi già esposte a Zurigo e Parigi. ”Qui il risultato è mirabile – si complimenta – ho quasi una cappella al piano di sotto e una passeggiata d’arcobaleno al piano di sopra”. Poi una lunga dichiarazione d’amore per Roma. ”La prima volta l’ho conosciuta nel 1958, seguendo una cantante jazz – dice – Era l’anno della Dolce Vita di Fellini ed io ero lì, a due passi da via Veneto. Sono stato anche al Festival di Castel Porziano, uno dei più grandi cui abbia partecipato in vita mia”. Ma fino al 31 marzo la Galleria Nazionale presenta anche Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato, personale curata da Giacomo Daniele Fragapane con alcuni dei lavori foto-etnografici e l’inedito reportage realizzato dalla fotografa nel 1981 su un anno di eventi alla Gnam. ”Un incarico di cui non sapevamo nulla neanche noi, avuto dopo il successo della sua mostra Imago Mortis – racconta Claudia Palma, direttore dell’Archivio Bioiconografico della Galleria – Su indicazione del marito, l’antropologo Francesco Faeta, abbiamo ritrovato la lettera d’incarico, mentre lui aveva in archivio oltre 1.600 provini”. Così, accanto a lavori noti della Malabotti come Le metamorfosi del tempo e il pionieritisco Il futuro delle bambine, in mostra scorre anche la vita del museo nel 1981, tra la mostra su Michael Graves (e il ‘caso’ dell’operaio Ranucci che tentava sempre di esporre anche una sua opera), i laboratori e l’inaugurazione del Museo Manzù assegnato alla Galleria alla presenza di Enrico Berlinguer, Renato Guttuso e del presidente Sandro Pertini. ”La Galleria – commenta la direttrice Cristiana Collu – è stata istituita come galleria d’arte moderna e contemporanea. Una vocazione che può essere stata appannata qualche volta, ma che non è mai morta in 110 anni. Sono certa che la gente verrà per vedere una mostra e scoprirà anche l’altra”.

Mostre: il gioco cavalleresco a BolognaLa Pinacoteca Nazionale conserva una raccolta di 114 disegni

BOLOGNA05 febbraio 201912:39

– ‘Il gioco cavalleresco nella Bologna del Seicento’ è il tema della mostra, curata da Mario Scalini ed Elena Rossoni, che la Pinacoteca Nazionale di Bologna propone dal 6 febbraio al 31 marzo. Eredi della cultura cavalleresca medioevale, giochi e tornei conobbero una grande diffusione nelle corti italiane rinascimentali, inclusa Bologna che, pur non essendo sede di principato, era la seconda città della Stato della Chiesa. Di quel mondo, spesso fantasmagorico in epoca barocca, sono rimasti molti documenti e testimonianze scritte ma poche visive che possano fare toccare con mano quell’universo fatto di apparati effimeri, costumi, scenografie, musiche, effetti speciali e a cui partecipavano, per diletto degli invitati, i principali Cavalieri delle famiglie nobili della città.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna conserva una raccolta di 114 disegni per cimieri piumati e barde da cavallo riconducibili a quelle occorrenze, un variegato repertorio correlato ai giochi-rappresentazioni che si svolgevano in città. Tra questi spiccano le giostre del febbraio e del marzo 1628, la cui memoria è stata assegnata alla pubblicazione di due volumetti, la Montagna fulminata e l’Amore prigioniero in Delo, quest’ultimo illustrato con incisioni di Giovanni Battista Coriolano. A corredo di questo repertorio di disegni e di stampe sono esposti in mostra due elmi e un busto del Museo Nazionale di Ravenna, oltre a due grandi tele provenienti dal Conservatorio del Baraccano raffiguranti la Giostra di barriera a piedi e la Giostra di campo aperto a cavallo riferite al pittore, allievo dei Carracci, Francesco Brizio.

A Festival Brescia Bergamo big e prodigiTema della 56ma edizione ‘Musica velata – Schumann e Brahms’

febbraio 201912:46

– ‘Musica velata – Schumann e Brahms’ è il titolo scelto per la 56ma edizione del festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, che in due mesi, a partire dal 15 aprile, prevede cinquanta concerti con alcuni dei pianisti più famosi al mondo e con giovani di grande talento.
Fra i debutti del 2019, figura quello di Alexandra Dovgan, che a 11 anni si è già esibita con l’orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergiev. Per lei quello del 17 maggio al festival sarà il primo recital in Italia. Debutto italiano anche per il sedicenne Ivan Bessonov. Il cartellone, aperto dalla Basel Symphony Orchestra con Ein Deutsches Requiem di Brahms, include l’esibizione della Royal Philharmonic Opera diretta da Pier Carlo Orizio, direttore artistico del festival, con il pianista Alexander Romanovsky, la Budapest Festival Orchestra guidata da Ivan Fischer e l’esibizione di solisti di grido come Arcadi Volodos, Grigory Sokolov e per la prima volta Stefano Bollani (il 16 maggio a Bergamo con la Filarmonica di Bologna).
L’eredità, un dramma famigliareRomanzesca storia di Ludina Barzini di tre donne e un secolo

05 febbraio 201913:18

– LUDINA BARZINI, ”L’EREDITA”’ (BOMPIANI, pp. 340 – 15,00 euro) – Un romanzo di quelli che prendono perché la loro sostanza è data dalle tante storie personali assieme a quelle di almeno un secolo di vita del nostro paese, e tutto con molti personaggi, tanti che ci sono tre pagine all’inizio per ricordarli e riassumerli, coinvolti in una serie di vicende, di momenti belli e brutti, di intrighi sino al lieto fine sulle note trionfali di Beethoven, che ricordano il fascino di tanta grande narrativa ottocentesca.    Protagoniste sono tre donne che si battono contro convenzioni e pregiudizi antichi e moderni, ognuna per la propria autonomia e indipendenza, legando al tema di fondo, quello del titolo, l’eredità, che è sentito e comune, che si lega automaticamente a storie aspre, a contese infinite, a lotte tra soprusi e gesti di generosità, con famiglie che si sfasciano davanti a patrimoni da dividere, tanto più questi sono ingenti come quello dei Bagnasco, famiglia della grande borghesia genovese che abitava al piano nobile del cinquecentesco palazzo appartenuto un tempo ai Cattaneo della Volta.    Nel salone c’è sul soffitto un affresco con Diana e Endimione di cui si parla sin dalla prima pagina, visto che la giovane Rosa e il suo amato Filippo si identificano giocosamente e teneramente nei due personaggi mitologici, e la pittura, l’arte sono una sorta di filo rosso di questo lungo racconto, con dipinti che portano le firme di Botticelli come del Beato Angelico, al cui centro del resto è una Madonna di Raffaello col manto rosso e gli occhi dolci e sereni, che viene passata di madre in figlia come pegno e augurio d’amore. Un emblema che a un certo punto sparisce e rende anche gialla la trama di questo dramma famigliare lungo tre generazioni, costruita particolare dopo particolare come una grande progetto urbanistico dell’ingegner Camillo, padre di Rosa, perché il lettore non si perda in tanta foga romanzesca.    C’è appunto Rosa, lasciando da parte sua madre Maria Teresa, poi sua figlia Isabella e infine sua nipote Livia, che sanno bene come barcamenarsi, restare a galla e far fronte alle ondate anche violente della vita e dei parenti. Poi c’è la roba e i soldi, tanti, e operazioni e investimenti finanziari che finiscono per essere, con gioielli, case e altro, il vero motore del romanzo, tra orgogli e invidie, che mettono in moto anche processi, avvocati, denunzie, giudizi e ricorsi, favoriti dall’amplificarsi di una famiglia nel tempo, un proliferare di figli, cugini, nipoti anche per via di separazioni e nuove unioni. Un lavoro di fantasia, certo, ma in cui ognuno può riconoscere qualcosa che conosce, grazie alla penna di Ludina Barzini, ottima giornalista e narratrice già di romanzesche vite vere come quelle de ”I Barzini, tre generazioni di giornalisti, una storia del Novecento”.
Dolce Remi strizza l’occhio a SpielbergDal 7/2 con Daniel Auteuil, Ludivine Sagnier e Jacques Perrin

05 febbraio 201913:19

Una favola commovente sulla realizzazione di se stessi perfetta per i bambini più grandicelli e un tuffo nel passato per tutte le mamme e i papà che con il cartoon di “Dolce Remi” sono cresciuti. Con il surplus di rivedere al cinema un grande Daniel Auteuil. Arriva il 7 febbraio in sala Remi, tratto da un classico della letteratura per ragazzi (“Senza famiglia” di Hector Malot). Il film, un’esclusiva per l’Italia di Leon Film Group in collaborazione con Rai Cinema distribuito da 01 Distribution, è diretto da Antoine Blossier che ha riletto la storia con una lente spielberghiana dando una dimensione magica alle realtà più dure e si è preso varie licenze come ad esempio quella di dotare il piccolo protagonista di una voce straordinaria.”Ho mantenuto – ha detto – l’identità francese del libro di Malot, ma lavorandola poi su un immaginario simile a quello di film con cui sono cresciuto, quelli che io e la mia famiglia abbiamo sempre visto: qualsiasi cosa prodotta da Amblin (la casa di produzione di Spielberg), film come E.T, I Goonies ma anche i classici della Disney come Pinocchio, Bambi, Dumbo. Non mi attirava il realismo…”.Ed ecco allora il piccolo Remi, interpretato dal giovane e promettente Maleaume Paquin che anche nella realtà canta benissimo e che vaga per le meravigliose scenografie francesi – scelte tra l’Occitania, Aubrac e il dipartimento di Tarn e girate in Cinemascope – assieme al saltimbanco girovago Vitalis (Auteil) che poi si scopre essere un superbo violinista italiano. “Un uomo consumato dal senso di colpa” lo ha descritto lo stesso Auteil. Che ha anche confessato: “Ho letto la sceneggiatura di Blossier e l’ho chiamato immediatamente. Mi piaceva l’idea di tornare su un testo classico, una grande storia popolare e universale, rivolta alle famiglie, qualcosa di raro ai nostri giorni. Era un progetto ambizioso, la promessa di un’avventura”.Anche nei ruoli secondari brillano attori francesi di rilievo da Jacques Perrin (il Remi anziano) a Ludivine Sagnier (mamma Barberin), da Virginie Ledoyen (la signora Harper) a Jonathan Zaccai (Jerome Barberin) e più di 800 comparse. Ci sono poi le scene girate in Inghilterra, tra cui un’epica tempesta di neve costata più di tre giorni di lavoro e quintali di neve finta e fatiche in studio. Lì i rimandi alla Londra vittoriana di Charles Dickens, alle avventure da Sherlock Holmes a Harry Potter la fanno da padrona. Fino all’indimenticabile personaggio della signora Driscoll che ricorda da vicino la mamma della banda Fratelli de I Goonies.In un film come questo non si può non parlare degli attori “non umani”. Il fedele cane Capi, un border collier eccezionale che lavora nel circo, ha fatto molto facilmente i giochi nelle perfomance in strada ma è stato capace anche di dare la giusta dose di tensione ed esitazione alla scena della morte di Vitali. Indimenticabile la scimmia cappuccina Tito, che ha interpretato la scimmietta Joli-Couer sia nel film di Blossier che nell’adattamento tv di Daniel Verhaege con Pierre Richard. Ma ci sono anche i tremendi lupi (veri!) che attaccano i protagonisti nella foresta.

Pianista Rana a Bologna e FerraraAl via domani da Ginevra la tournee. A New York il 12 marzo

BOLOGNA05 febbraio 201914:19

– Parte domani da Ginevra la tournée che porterà Beatrice Rana in alcune delle principali città americane fino alla Carnegie Hall di New York il 12 marzo. In mezzo le tappe di Londra e poi le due italiane all’Auditorium Manzoni di Bologna per i Concerti di Musica Insieme l”11 febbraio e al Teatro Claudio Abbado il 12 per la stagione di Ferrara Musica.
La 26enne pianista leccese, consacrata star internazionale dopo la vittoria al Concorso Internazionale di Montréal del 2011 e i tanti concerti assieme a Riccardo Chailly, Antonio Pappano e Zubin Mehta, per citarne solo alcuni, proporrà un programma uguale a tutte le serate.
In apertura i Dodici Studi dell’Op. 25 di Fryderyk Chopin, vera e propria pietra miliare del repertorio romantico, seguiti dalla suite Miroirs di Maurice Ravel, e dal mistico Oiseau de feu (Uccello di fuoco) di Igor Stravinskij, il primo balletto del compositore russo, che Beatrice Rana interpreterà nella trascrizione pianoforte scritta da Guido Agosti.
A Brera Caravaggio dialoga con RembrandtI due maestri della luce messi a confronto a Milano

MILANO05 febbraio 201920:43

Caravaggio e Rembrandt si incontrano, alla Pinacoteca di Brera di Milano, attraverso due capolavori della storia dell’arte esposti per la prima volta insieme.
I maestri della luce, in occasione dell’ottava puntata dei “Dialoghi” fra capolavori voluti dal direttore James Bradburne, si confronteranno attorno alla ‘Cena in Emmaus’, una delle opere più importanti di Caravaggio custodita nelle sale della Pinacoteca (appena rientrata dalla mostra parigina al Musee Jacquemart-André) e anche tra i soggetti più famosi del maestro olandese, che dipinse il Cristo nella sua ‘Cena dei pellegrini di Emmaus’ a soli 23 anni a Leyda, paese protestante dove era proibito dipingere il volto di Gesù.
Per tre settimane, da oggi al 24 febbraio, i visitatori potranno vedere un “confronto mai visto e inedito, un’occasione unica – ha spiegato la storica dell’arte Letizia Lodi durante la presentazione alla stampa – perché nelle tante altre mostre realizzate sui due artisti nel mondo ad Amsterdam, Parigi o New York, non erano mai stati esposti e messi a confronto questi due capolavori”.
L’opera di Rembrandt è un prestito in arrivo dal Musée Jaquemart-André di Parigi, frutto di uno scambio tra la Pinacoteca di Brera e il museo francese delle due opere che ora sono l’una vicina all’altra. In Francia la Cena in Emmaus ha fatto parte di una mostra sul ‘Periodo romano di Caravaggio. I suoi amici e i suoi nemici’.
“Questo dialogo è un perfetto esempio del perché i musei dovrebbero prestare i loro capolavori in circostanze eccezionali” ha detto il direttore Bradburne.
“Per tre settimane Milano avrà l’opportunità di vedere due maestri uno accanto all’altro, interpreti dello stesso tema in modi diversi”, ha sottolineato il direttore. Le mostre sono anche “un’occasione di studio per crescere le nostre conoscenze sulle opere – ha spiegato il restauratore Andrea Carini -, tanto che in una recente indagine riflettografica a raggi infrarossi abbiamo scoperto con grande sorpresa che sul lato sinistro della composizione della cena in Emmaus c’era un paesaggio, che Caravaggio ha poi deciso di coprire”.

Morto Giampiero Artegiani, scrisse Perdere l’Amore

SANREMO05 febbraio 201916:53

E’ morto ieri sera nell’Ospedale israelitico di Roma, all’età di 63 anni, Giampiero Artegiani, uno dei nomi più illustri della musica autorale italiana. Tra i tanti grandi successi da lui scritti anche ‘Perdere l’Amore’ con cui Massimo Ranieri trionfò al Festival di Sanremo nel 1988.
Portano la firma di Artegiani anche molte altre pietre miliari della musica italiana tra le quali ‘La mia libertà’, scritta insieme a Franco Califano, ma anche successi di Michele Zarrillo, tra i quali ‘Mani nelle mani’, presentata al Festival di Sanremo nel 2017.
Artegiani, oltre che autore di testi, fu anche produttore e discografico. Lascia la moglie Fernanda e un’unica figlia, Lucrezia.

Artigianato e Palazzo, memorie della Russia a FirenzeA maggio 100 artigiani nel Giardino Corsini. Raccolta fondi per restauri

febbraio 201922:42

Incisori di cammei, orafi, scultori del marmo, pellettieri, cappellai, il cuore del fatto a mano italiano made in Toscana, si è dato appuntamento a Firenze dal 16 al 19 maggio, per la XXV edizione della rassegna che riunirà 100 artigiani nel seicentesco Giardino di Palazzo Corsini, titolo “Artigianato e Palazzo: memoria della Russia a Firenze”, omaggio all’identità multiculturale della città ed il suo storico legame con la comunità russa. La rassegna, nata da un progetto di Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani ha l’obiettivo di valorizzare e preservare le arti artigiane, ma anche di contribuire ai restauri di opere d’arte del patrimonio artistico italiano, che nel 2018 ha riguardato ad esempio la riapertura del Museo della Manifattura Richard Ginori di Doccia.   L’obiettivo della XXV rassegna è quello di raggiungere con una raccolata fondi 308.000 euro, necessari per sostenere interventi di restauro dei capolavori della Collezione Demidoff conservati al Museo Stibbert, dell’Emiciclo del Cimitero Evangelico agli Allori, dov’è seppellita assieme ad artisti internazionali anche Oriana Fallaci, e per il completamento dei restauri della Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù e San Nicola Taumaturgo (le icone di S.Andrea e di S.Giovanni il Teologo, il portone in ferro d’ingresso delle officine Michelucci, l’affresco dell’Annunciazione nel nartece).    “La campagna -spiegano gli organizzatori- è volta al recupero e alla conservazione di opere d’arte testimoni del legame culturale tra Firenze e la comunità russa che nel corso dell’800 fino ai primi del ‘900 ha arricchito la città di residenze, chiese e collezioni. Per tutto il secolo poeti, artisti, letterati, aristocratici e religiosi arrivarono a Firenze portando con sé un bagaglio culturale d’idee e fermenti artistici, rappresentando per la città elementi di stimolo e confronto”. Partecipando alla campagna i donatori diventeranno parte attiva della storia di Artigianato e Palazzo, ma anche di Firenze, poiché i loro nomi rimarranno iscritti in questi luoghi della memoria.   Gli organizzatori hanno deciso di produrre alcune opere realizzate dall’artista fiorentino Riccardo Prosperi, dieci sculture (diametro dai 25 ai 50 cm) numerate, presentate in un catalogo con testo introduttivo di Natalia Parenko, direttrice della sede fiorentina dell’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, che trasformano la figura della matrioska russa in globi terrestri stratificati, in cui le ere geologiche sono rappresentate da materiali delle miniere siberiane: oro, malachite, diamanti, carbone fossile, gas.   Per il restauro dell’Emiciclo del Cimitero Evangelico degli Allori, aperto nel 1878 su progetto dell’architetto Giuseppe Boccini (lo stesso che ha realizzato con Michail Preobrazenskij la Chiesa Russa Ortodossa di Firenze) per custodire le spoglie di artisti defunti appartenenti alle comunità non cattoliche, tra anche Fallaci, occorreranno 274.000 euro. 4300 euro andranno al restauro delle opere della collezione Demidoff conservati nel Museo Stibbert, pezzi come il tavolo in malachite ornato di bronzi dorati, i camini in pietre dure e i candelieri acquistati da Frederick Stibbert dai principi russi Demidoff, proprietari di miniere di malachite che vissero a lungo a Firenze. Per il completamento della Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù e San Nicola Taumaturgo costruita a fine ‘800 per volere della granduchessa Marija Nicolajevna, figlia dello zar Nicola I, monumento unico in Europa, il preventivo è di 30mila euro.

Turturro, l’opera mi fa sentire giovane’Servo la musica e la storia’.Domani in scena al Regio di Torino

TORINO05 febbraio 201916:38

– “È una nuova esperienza per me, mi fa sentire più giovane. Non ho cercato di inventare nulla, ma di servire la musica e la storia, reinterpretando con la mia sensibilità quello che già emergeva”. Così John Turturro, star del cinema hollywoodiano, parla del suo Rigoletto, in scena da domani 6 febbraio al Teatro Regio, che segna il suo debutto nel mondo dell’opera. Turturro incontra i cronisti dopo le prove del coro. Con lui il sovrintendente William Graziosi, il direttore d’orchestra e del coro Renato Palumbo, il baritono Carlos Alvarez, Ruth Iniesta e Stefan Pop, che in scena sono Gilda e il duca di Mantova.
“Mi avevano offerto una rosa di tre opere, due di Verdi, ho scelto Rigoletto perché è l’opera preferita del mio amico. E poi amo Victor Hugo e i gobbi”, spiega l’attore newyorkese di origini italiane che ha recitato in più di 70 film firmati da registi del calibro di Martin Scorsese, Spike Lee, Woody Allen.
“Sono stato a Torino nel 97 per girare La Tregua. Mi fa piacere tornare in questa città”.

Sanremo, per Snai podio tutto maschileFavorito è Ultimo, poi Irama, Nek e Silvestri, Arisa prima donna

05 febbraio 201916:50

– Il Festival di Sanremo si declina al maschile: gli analisti Snai puntano su un vincente a 1,35 e scommettono su una tripletta di soli uomini. Oltre al favorito Ultimo, per il quale il podio vola basso a 1,20, si potrebbero piazzare tra i primi tre Irama (a 1,75), Nek e Daniele Silvestri (a 2,75). Più difficile, a 4,50, che a vincere sia un Gruppo, come accaduto nel 2016 con gli Stadio e nel 2015 con Il Volo: il trio è in gara anche quest’anno con “Musica che resta” e la vittoria vale 5 volte la scommessa, mentre il podio si gioca a 2,35. L’ipotesi che quest’anno vinca una donna è lontana a 8 volte la scommessa: la vittoria di Arisa, l’artista lucana prima tra le colleghe in lavagna, si gioca a 10, per il piazzamento tra i primi tre la quota scende a 3,50.
Azra Kohen, scoprite il vostro talentoEsce ‘Phi’, primo titolo trilogia da 2 mln di copie in Turchia

05 febbraio 201917:50

– Un romanzo che spinge a scoprire il proprio talento. Una storia che si segue come un percorso verso una nuova consapevolezza di se stessi. Quello che di solito promettono manuali e guide spirituali questa volta accade, in modo inaspettato, con un’opera narrativa. E’ un libro diverso ‘Phi’ (Mondadori) con cui si fa conoscere in Italia la scrittrice turca Akilah Azra Kohen, diventata una vera e propria star con oltre 2 milioni di lettori in Turchia dove la gente scrive sui muri delle città frasi tratte dalla sua opera che ha ispirato anche una serie tv di successo.
“Ogni persona sa fare particolarmente bene qualcosa, ma spesso non sa cosa sia. Il nostro compito nella vita è riconoscerla e vivere l’esperienza attraverso la quale diventiamo veri esseri umani”, spiega la scrittrice, psicologa cognitivo comportamentale, originaria di Smirne, che da pochi mesi vive a Londra, dove studia il figlio, e in questi giorni è in Italia.
Negrita, il nostro pezzo non è politico”Certe cose vengono prima della scheda elettorale”

SANREMO05 febbraio 201918:15

– “Il nostro non vuole essere un pezzo politico”. I Negrita rimandano al mittente qualunque possibilità di strumentalizzazione per il loro brano “I ragazzi stanno bene”, in gara al festival di Sanremo. Il testo, che pure cita “barche senza un porto” e comandanti “cui conviene il gioco sporco”, “cerca uno spiraglio di speranza per i giovani del futuro e per chi deve lasciare il Paese. E’ un parlare alla nostra coscienza. Certe cose vengono prima della scheda elettorale”, dicono i tre artisti, che tornano al festival 16 anni dopo la prima volta. “Stavolta lo affrontiamo in maniera più goliardica, ci sentivamo pronti dopo 25 anni di attività”. E Pau lancia anche una stoccata ai talent. “Eravamo stanchi di vedere ragazzi catapultati sui set che si prendono la scena, così abbiamo preferito metterci in gioco in questo carrozzone”. Il festival è stata anche l’occasione per rinsaldare la band.
“Litighiamo da sempre- raccontano-. Usciamo da una crisi piuttosto profonda e siamo qui esorcizzare questo periodo”.
Nuova licenza kidswear per Sweet YearsAccordo triennale con Zero&Company per raggiungere crescita

05 febbraio 201918:16

– Il marchio Sweet Years punta sui piccolissimi con una nuova licenza kidswear. Il brand del cuore dopo oltre dieci anni lancia la linea 0-36 mesi grazie alla firma di un accordo di licenza con Zero&Company, player del childrenswear già licenziataria di altri marchi per bambini.
L’accordo di licenza, della durata di 3 anni rinnovabili, segna un nuovo corso nello sviluppo produttivo e soprattutto distributivo di Sweet Years. Grazie ai suoi 18 punti vendita e agli 8 outlet, Zero&Company propone un nuovo piano di crescita per l’azienda che si assicura una distribuzione capillare nell’universo del kidswear, destinata a intensificarsi nei prossimi anni. La nuova licenza propone anche le collezioni per lei e per lui dai 4 ai 14 anni a base di felpe, Tshirt e pants in colori decisi, con stampe all over e l’immancabile logo a forma di cuore.
Dopo un esordio in cui ha raggiunto un fatturato indotto di 72 milioni di euro (2008) e una fase di consolidamento (2009- 2016) l’azienda punta ora alla vendita multichannel.
Teatro, chiude il Deledda in SardegnaIstituzioni sorde, compagnia getta spugna e s’appella a privati

ORISTANO05 febbraio 201918:57

– Il teatro Grazia Deledda di Paulilatino chiude i battenti. Un importante presidio culturale sottratto alla collettività. L’annuncio, insieme al grido di dolore, giunge dal Teatro Instabile, proprietario e gestore dell’immobile che ora cerca una nuova casa per continuare a produrre e distribuire i propri spettacoli. Aldo Sicurella, direttore artistico, lancia un appello ai privati. Perché oltre tre decadi di attività culturale teatrale non siano buttate al vento. Svanite come se nulla fosse.
E punta il dito contro la “cecità politica e l’incapacità di gestire l’emergenza economica per un progetto culturale così importante – denuncia Sicurella – Le difficoltà del teatro, nate con l’assottigliarsi dei contributi di Regione e Ministero, hanno impedito di far fronte agli impegni contratti con le banche per la costruzione del teatro”.
Caduti nel vuoto i numerosi appelli lanciati da tre legislature alle istituzioni, non resta che cercare una mano tesa da parte di imprenditori lungimiranti che credano e puntino sulla produzione teatrale e culturale come valore per i territori e volano per l’economia.
“La Sardegna ha bisogno di aprire nuovi teatri non di chiudere quelli che funzionano e attirano un gran pubblico – spiega il direttore artistico – Un’attività incessante che ha portato nel cuore dell’Isola spettacoli di teatro, danza, musica, opera lirica, la stagione del Cedac e la stagione di Teatro per Ragazzi, che proseguirà fino a giugno. Poi si chiude”, annuncia con rammarico ma anche con tanta rabbia.
Situato nel centro storico di Paulilatino, restaurato nel 1985 e poi nel 2006, il Grazia Deledda è un teatro funzionale, con gli spazi ben pensati, un’ottima acustica e un ampio palcoscenico.
Un teatro molto frequentato da un pubblico attento. Negli anni ha ospitato artisti del calibro di Albertazzi, Cochi Ponzoni, Daniela Poggi, Scaccia, compagnie internazionali, spicca Il Teatro dell’opera di Pechino, opere come La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Madama Butterfly, Don Giovanni.
“E’ l’unico con questa dimensione nel centro Sardegna – sottolinea Sicurella – Adesso, la chiusura o meno del Deledda non dipende più dalle nostre forze”.

Ranieri,”Con Artegiani rinacqui”Avevo lasciato musica, con Perdere l’amore mi convinsi a tornare

SANREMO05 febbraio 201920:15

– “Devo a lui la mia rinascita. Se oggi sono qui è grazie a Giampiero Artegiani”: Massimo Ranieri è addolorato e commosso per la scomparsa dell’ autore, morto ieri a Roma all’età di 63 anni, che aveva scritto anche il testo di’Perdere l’amore’, canzone vincitrice del Festival di Sanremo nel 1988. All’epoca Ranieri aveva lasciato da tempo la musica per dedicarsi al teatro e fu proprio quella canzone a scatenare la scintilla della voglia di tornare. “Stava male da tempo, ma la notizia della sua morte mi è arrivata tra capo e collo come una brutta botta” dice Massimo Ranieri. “Per me era un amico, una persona riservata e simpaticissima, dolcissima.
Avevamo una grande sintonia. Ovviamente vivrà sempre nei cuori delle persone che lo hanno amato e stimato”, aggiunge.
“L’arrivo nella mia vita di ‘Perdere l’amore’ è stato quel momento di cui si dice ‘quando passa l’Angelo e dice amen’.
Questa canzone – racconta – ha ridato linfa vitale al Massimo Ranieri cantante”.
Sanremo, Bocelli, 25 anni fa mio futuroAll’Ariston duetta con il figlio Matteo e con Baglioni

SANREMO05 febbraio 201920:15

– Venticinque anni fa Andrea Bocelli faceva la sua prima apparizione tra le Nuove Proposte al festival di Sanremo. Era il 1994 e lui, giubbotto di pelle nera e grande emozione, vinse con Il mare calmo della sera e con un’esibizione impeccabile al pianoforte. Stasera indossa una giacca di pelle che omaggia quel momento. Meno emozionato, con la stessa passione e soprattutto con 90 milioni di copie vendute in tutto il mondo e una stella sulla Walk of Fame. “Sono molto cambiato da allora, qualcuno non mi ha riconosciuto” scherza Bocelli accompagnato dal figlio ventenne Matteo. Insieme anche sul palco, per un duetto sulle note di “Fall on Me”, canzone scelta dalla Disney come traccia portante del film “Lo Schiaccianoci e i sette regni” e contenuta nell’album “Sì”, arrivato al numero 1 della classifica dei dischi più venduti sia in GB e negli Usa. Duetto anche con il padrone di casa Claudio Baglioni con la canzone che gli ha aperto le porte del successo.
“Venticinque anni fa mi giocavo il futuro” ricorda Bocelli.
Opera Roma, stagione estiva torna l’AidaLa Traviata, balletto Romeo e Giulietta, extra offerta variegata

ROMA05 febbraio 201922:41

Il ritorno dell’Aida (dopo 8 anni dall’ultima rappresentazione), apre la nuova stagione estiva di opera e balletto del Teatro dell’Opera di Roma, giovedì 4 luglio: spettacolo simbolo degli allestimenti nell’antico scenario delle Terme di Caracalla, molto atteso dal pubblico e dai turisti. Fin dalla prima rappresentazione all’aperto nel 1938 e poi, dopo l’interruzione dovuta alla guerra, dal 1945, la presenza dell’opera di Verdi è stata infatti pressoché ininterrotta nelle stagioni estive fino al 2011. La stagione estiva durerà fino all’8 agosto 2019, per un totale di 32 serate, che comprendono le due opere, il balletto e numerosi extra con un’offerta di eccellenza, ma nello stesso tempo aperta a un larghissimo pubblico.
Ritornano poi La traviata e il balletto con Romeo e Giulietta e accanto ad essi molti altri appuntamenti extra di grande valore artistico. Aida avrà un nuovo allestimento diretto da Jordi Bernàcer con regia, scene, costumi e luci di Denis Krief.
Baglioni filosofo, festival dell’armoniaCon i ‘copiloti’ Bisio e Virginia Raffaele, buon viaggio

SANREMO05 febbraio 201921:05

– Dopo aver presentato i ‘copiloti’ Virginia Raffaele, elegante in abito lungo in velluto nero con inserti bianchi, e Claudio Bisio, giacca lurex fantasia, Claudio Baglioni spiega la filosofia del suo secondo Festival di Sanremo: “Siamo qui per vivere una nuova avventura con energia, euforia, poesia, per un cammino lungo da qui fino a sabato che ci porti verso la meta dell’armonia, che è il senso di questo avvenimento. L’armonia, principio fondamentale della musica, è un percorso verso la bellezza, non è una condizione di partenza, ma di arrivo, a volte difficile, è un traguardo, un percorso che consiste nel collegare elementi e significati diversi lontani, opposti, come nel simbolo yin e yang che ispira il numero 69”.
“Andremo là dove ancora non sappiamo – conclude Baglioni – ecco perché mi sono definito dirottatore artistico. Auguro buon viaggio a tutti, tutti insieme”.
Montinaro, La mia scenografia armonica”Il trampolino? La metafora del sogno di arrivare al festival”

SANREMO05 febbraio 201921:29

– Francesca Montinaro è stata la prima donna a firmare la scenografia del festival di Sanremo.
Nel 2013. “Ma fa ridere sottolineare questa cosa. La differenza di genere è solo nel prendersi la responsabilità di ciò che si fa”, ribatte lei, che rivendica non tanto l’essere donna quanto l’essere scenografa. A giugno ha ricevuto la chiamata da Claudio Baglioni per rendere l’idea di quel festival dell’armonia che il direttore artistico aveva in mente. Due mesi di lavoro e poi i primi progetti. “Non è stato facile. Come fai a rendere una visione che racconti l’armonia? Ci abbiamo lavorato, perché in fondo la scenografia in qualche modo è un lavoro da prestigiatori”. Il risultato è un palco arioso, che disegna un’onda, “che si riconfigura continuamente”, e che restituisce all’orchestra un suo spazio specifico. “Più che un golfo mistico, lo considero la pancia armonica del teatro – spiega -.
Dove gli orchestrali suonano benissimo, isolati dagli accadimenti scenici.
Tutti in piedi per BocelliPoi cede il giubbotto al figlio Matteo, ‘è un augurio per te’

SANREMO05 febbraio 201921:50

– La standing ovation premia Andrea Bocelli come 25 anni fa, quando il tenore vinse Sanremo Giovani con Il mare calmo della sera. E stasera emoziona l’Ariston riproponendo il pezzo – che esalta anche l’orchestra – in duetto con Claudio Baglioni. Al piano, il chiodo nero che indossava allora e che poi cede al figlio Matteo: “Non è un passaggio di testimone – dice Bocelli al figlio – ma è un augurio. Sono sicuro che ti porterà fortuna sempre che la aiuti con la serietà, la volontà, lo spirito di sacrificio che spero di averti insegnato”. Poi il duetto con Matteo sulle note di Fall on Me.
Raffaele-Favino show, medley sui musicalLei fa Mary Poppins, lui in giubbotto giallo Freddie Mercury

SANREMO05 febbraio 201923:13

– Mary Poppins o Bohemian Rhapsody? Sul musical dell’anno si gioca il numero di Virginia Raffaele e Pierfrancesco Favino, che torna ospite sul palco dell’Ariston dopo aver condotto il festival lo scorso anno con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker. Complice il maestro Filardo, che propone piuttosto Sister Act, e una schiera di suore ballerine, i due attori giocano nei panni della tata più famosa del mondo e di Freddie Mercury (“ma co ‘sto giubbotto giallo mi sembri Gabbani, lo apostrofa lei), si scambiano i ruoli e confermano doti canore e padronanza del palco. E alla fine sono le suore a cantare “We are the champions”.
Baglioni-Bisio-Raffaele come gli AddamsSketch sul palco

SANREMO05 febbraio 201923:28

– Il web si era divertito a prenderli in giro, immortalandoli come la Famiglia Addams. Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio stanno al gioco e sul palco dell’Ariston si calano nei panni di Lerch, Morticia e Zio Fester, intonando una versione rivisitata della canzone simbolo della famiglia più horror della tv.
A teatro, Pivetti, Barbareschi, FavinoDapporto con Un momento difficile di Bordon, Rossi e l’amore

06 febbraio 201909:46

– Veronica Pivetti con ”Victor und Viktoria” e Riccardo Rossi con ”L’amore è un gambero”, entrambi a Roma; Massimo Dapporto con ”Un momento difficile” di Furio Bordon, a Torino, ed Elena Bucci tra le onde del suo ‘Dapporto con “Un momento difficile” di Furio Bordon’Ottocento”, ancora nella capitale; Pierfrancesco Favino nuovamente ne ”La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltes, tra Milano e Firenze, e Luca Barbareschi con Luneatta Savino ne ”Il penitente” di David Mamet a Napoli: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Musica, Eddie Vedder ospite CollisioniFront-man Pearl Jam il 17 giugno al festival agrirock

TORINO06 febbraio 201910:31

– E’ Eddie Vedder il super-ospite di Collisioni 2019. L’iconico front-man dei Pearl Jam è atteso al festival agrirock di Barolo, nell’incantevole borgo delle Langhe patrimonio dell’Unesco, il 17 giugno. Biglietti in vendita da oggi su http://www.ticketmaster.it, http://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Vedder si aggiunge al già lungo elenco di ospiti internazionali previsti quest’anno a Collisioni, tra cui Thom Yorke, Liam Gallagher, 30 Seconds to Mars e Macklemore. Dopo la conferma di Firenze Rock, l’artista americano sarà protagonista di un altro imperdibile appuntamento nel nord Italia. l’ultimo previsto nel nostro Paese.
Ad aprire il concerto ci sarà Glen Hansard, vincitore del Premio Oscar per la miglior canzone originale per il film Once, in cui recita anche da protagonista.
Sanremo debutta con 10 mln e il 49.5%In calo sul 2018, ma c’era Fiorello. Platea complessiva in calo

SANREMO06 febbraio 201910:41

– La prima serata di Sanremo 2019, il secondo festival di Claudio Baglioni, è stata seguita in media su Rai1 da 10 milioni 86mila telespettatori con il 49.5% di share. La prima parte (dalle 21.16 alle 23.56) ha avuto 12 milioni 282 mila spettatori pari al 49.4%; la seconda (dalle 00.01 all’1.14) ha fatto segnare 5 milioni 120 mila con il 50.1%.
Nel 2018 la prima serata del festival aveva ottenuto in media il 52.1% con 11 milioni 603 mila telespettatori; la prima parte aveva raccolto 13 milioni 776 mila spettatori pari al 51.4%, la seconda 6 milioni 619 mila con il 55.3%.
Il Baglioni bis sconta dunque un calo rispetto all’anno scorso, quando però la prima serata ebbe il traino della performance di Fiorello. Inoltre ieri davanti alla tv c’era oltre un milione di persone in meno: la platea complessiva della prima serata era di 28 milioni 384 mila spettatori, nel 2018 di 29 milioni 537 mila.
Lo share del Baglioni bis è identico a quello del Conti bis: la media della prima serata 2016 fu del 49.48%.
‘Play’ dei Kataklò approda a BolognaNel capoluogo emiliano il 9 febbraio dopo esibizione a Sanremo

BOLOGNA06 febbraio 201910:49

– ‘Play’, lo show simbolo degli artisti-acrobati Kataklò, che venerdì 8 febbraio saranno sul palco di Sanremo per il duetto di Arisa e Tony Hadley, torna al Teatro Celebrazioni di Bologna il 9 febbraio alle 21.
Lo stile visionario di Giulia Staccioli, fondatrice e coreografa della compagnia dal 1995, è al centro dell’assoluta spettacolarità di ‘Play’. Ideato nel 2008 per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura in Cina, lo spettacolo è stato definito “una scossa dell’anima”. I sette performer giocano a costruire storie attraverso oggetti di uso comune: biciclette, una porta da calcio, una racchetta da tennis, palloni, occhiali e scarponi da sci, affreschi di sport che pulsano ed esplodono in mille forme e colori. L’ordine delle cose si perde e si ricrea attraverso la sensibilità e l’ironia delle coreografie che, senza perdere la consapevolezza della fatica e dei sacrifici che si celano dietro ad ogni successo sportivo, non smettono di giocare offrendo più livelli di lettura allo spettacolo. La colonna sonora di Ajad crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo della rappresentazione, sostenendone la forza evocativa.

Libri: Pizza, quanto ne sai veramenteDa Celeschi pizzaiolo gourmet un vademecum anti fregature

CATANIA06 febbraio 201911:32

– Un vademecum ‘anti-fregature’ per sfatare sette principali falsi miti frutto di un “marketing di bassa lega”, di “giornalismo d’accatto”, di “luoghi comuni” e di “frasi fatte”. E’ ‘Pizza, quanto ne sai veramente?’, libro di Marco Celeschi edito da Bonfirraro. Architetto, catapultato nel mondo della ristorazione dopo aver ristrutturato la casa di campagna dei nonni per farla diventare un agriturismo, nel 2015, Celeschi apre a Catania la sua prima pizzeria, La Corte dei medici. Racconta la sua esperienza con “l’intento di denunciare, informare e sgonfiare certe bolle alimentari che hanno rovinato il mercato e terrorizzato i consumatori”. E cita: la farina doppio zero è veleno; la pizza fa ingrassare; alla ricerca dell’ingrediente magico: pizze nere, paste super-proteiche e altre patacche; il lievito madre contro il lievito di birra; i grani antichi sono i migliori; l’ideologia del km zero; la pizza e gli alimenti cotti ad alte temperature provocano il cancro.
Recintata Garisenda, via a prime analisiLe indagini dovranno definire tempi e modalità d’intervento

LOGNA06 febbraio 201911:35

– Da oggi la torre Garisenda di Bologna, la più bassa delle Due Torri simbolo della città, sarà recintata per consentire le prime analisi scientifiche sul suo stato di conservazione. Si tratta del primo intervento deciso dal Comitato scientifico nominato dal sindaco Virginio Merola.
Contestualmente alle indagini, che serviranno a definire i tempi e le modalità d’intervento sulla torre, verrà avviata anche la rimozione della vegetazione nelle pareti esterne, la parziale chiusura delle buche pontaie, il ripristino dell’impermeabilizzazione della terrazza sommitale contro le infiltrazioni d’acqua. La recinzione sarà provvisoria in attesa di poter delimitare l’area, in accordo con la Soprintendenza Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, con altri elementi che tengano conto del contesto storico e architettonico.

Premio Lumieres a La strada dei SamouniMiglior documentario di Stefano Savona, animazione Simone Sassi

05 febbraio 201919:20

– “La strada dei Samouni” di Stefano Savona con le animazioni di Simone Massi, già vincitore del prestigioso Premio “Oeil d’or” come Miglior Documentario dell’edizione di Cannes 2018, si è aggiudicato il Premio Miglior Documentario ai Premi Lumières, appena assegnati in Francia dalla Stampa estera.
Stefano Savona, uno dei documentaristi italiani più apprezzati a livello internazionale, è stato uno dei pochi testimoni di quanto stesse accadendo a Gaza durante Piombo fuso, macabro nome dato a quell’operazione del 2009. Da lì iniziava una storia lunga dieci anni, per raccontare la vita di una famiglia, i Samouni, dopo i morti e le distruzioni. Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto di famiglia, prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite. Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano.
La vita in un attimo, saga melòIl film di Fogelman (This is Us) in sala dal 14 febbraio

05 febbraio 201920:42

La vita in un attimo, saga melòIl film di Fogelman (This is Us) in sala dal 14 febbraio

Un film umano, pieno di sliding doors del destino, quello del creatore della serie “This Is Us”, il tutto scandito da una colonna sonora che si ispira al leggendario album ‘Time Out of Mind’ di Bob Dylan. ‘La vita in un attimo’ segue inizialmente le vicende di Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde), dal loro primo incontro al college, dal loro primo appuntamento al matrimonio e al concepimento di un figlio, fino all’inaspettata e violenta separazione. Ma non finisce qui la saga che attraversa il tempo e i continenti, ambientata dalle affollate strade di Manhattan fino agli uliveti della campagna spagnola. Il testimone passa infatti poi ad altri personaggi e indaga gli inaspettati legami che legano Dylan (Olivia Cooke), giovane ribelle che cerca di sfuggire alla propria sofferenza; Irwin (Mandy Patinkin), che cresce la figlia di suo figlio cercando di tenerla al riparo dal dolore; il signor Saccione (Antonio Banderas), ricco proprietario terriero spagnolo e, infine, la famiglia del suo braccio destro Javier (Sergio Peris-Mencheta), uomo buono che gestisce la piantagione dove vive con l’amata moglie Isabel (Laia Costa) e il figlio Rodrigo (Àlex Monner). “Questo film – dice Dan Fogelman – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita”. E ancora il regista: “C’era qualcosa di questo film, la cui trama è impossibile da raccontare, che mi è entrato dentro perché racconta di grandi perdite, grandi tragedie, grandi amori e grandi momenti. Si tratta di un romanzo straordinario con protagonisti di diversa generazione e con un pubblico che rimarrà sorpreso nel rendersi conto del fatto che, di volta in volta, si stia raccontando una storia piuttosto che un’altra. Ma questo è del tutto intenzionale, voglio infatti che si presti molta attenzione a quello che accade, a quello che si vede sullo schermo. La speranza infatti è solo quella di tenere il pubblico sulle spine con la storia che stiamo raccontando”.

Oscar senza presentatore, prima volta in 30 anni Decisione dopo le polemiche su tweet omofobi di Kevin Hart

SAWASHINGTON05 febbraio 201922:40

Per la prima volta in 30 anni la cerimonia degli Oscar, il prossimo 24 febbraio, non avrà un presentatore ufficiale: a rendere nota la decisione dell’Academy è stata la Abc Entertainment, che trasmette l’evento. La notizia dopo settimane di incertezza seguite al passo indietro fatto dal comico e attore Kevin Hart, travolto dalle polemiche per alcuni tweet omofobi del passato. L’unico precedente di una cerimonia degli Oscar senza presentatore ufficiale risale al 1989.  L’attore comico Kevin Hart aveva rinunciato a presentare la cerimonia degli Oscar 2019 due giorni prima l’annuncio dopo le proteste legate ad alcune sue frasi omofobe, scritte tra il 2009 e il 2011. “Mi ritiro dalla presentazione degli Academy Awards – aveva spiegato su Twitter – – perché non voglio essere una distrazione in una serata dedicata al meglio del cinema mondiale. Mi scuso sinceramente con la comunità Lgbt per le parole insensibili che fanno parte del mio passato”. Nel mirino finì in particolare un suo tweet – poi cancellato – del 2011: “Se mio figlio arriva a casa e gioca con una bambola della sorellina potrei prendere la bambola e rompergliela in testa e poi urlargli: ‘Questo non si fa! E’ da gay!'”. L’Academy si è quindi convinta di andare avanti senza ingaggiare un nuovo presentatore piuttosto che forzare una scelta che avrebbe potuto non funzionare.
Sanremo vola su twitter, 400 mila voltePicco per duetto Bocelli con il figlio. Ultimo il più twittato

SANREMO06 febbraio 201912:41

– Il festival di Sanremo vola subito su Twitter. La prima delle cinque serate dell’edizione numero 69 già dai primi minuti di diretta è entrata tra i trending topic con gli hashtag #Sanremo2019 e #FestivaldiSanremo ai primi posti. Nella sola giornata del 5 febbraio l’hashtag ufficiale #Sanremo2019 è stato utilizzato oltre 400 mila volte e come ogni anno si conferma l’evento televisivo più chiacchierato dagli italiani anche sui social e soprattutto su Twitter.
I cantanti più twittati durante la prima serata sono stati: 1) Ultimo; 2) Motta; 3) Nek; 4) Negrita; 5) Irama; 6) Einar; 7) Arisa; 8) Il Volo; 9) Mahmood; 10) Simone Cristicchi.
L’emozionante duetto tra Andrea Bocelli e il figlio Matteo ha visto un picco di conversazioni su Twitter, con quasi 100 mila tweet con l’hashtag ufficiale.
Sanremo, record su giovani e socialVisto da pubblico che non segue la tv generalista

SASANREMO06 febbraio 201913:11

– Il risultato di ascolto della prima serata del Festival di Sanremo 2019 “è stato uno dei migliori degli ultimi cinque anni, in linea con le aspettative: due punti e mezzo di share rispetto all’anno scorso, che centrò il dato record degli ultimi tredici anni”. A rilevarlo è Teresa De Santis, direttrice di Rai1, che sottolinea il “record sul pubblico dei giovanissimi”, e sui social.
In particolare, spiega, “sulle ragazze di età fra i 15 e i 24 anni, lo share ha raggiunto punte del 71%, con una media del 62.7%: stiamo parlando di un pubblico che non va sulla tv generalista. E’ cresciuta la fruizione su Rai Play, con 567 mila contatti, il 14% in più rispetto al 2018. Picco anche sui laureati e sul piano regionale in Liguria, il più alto degli ultimi 20 anni”. De Santis ricorda che “la tv generalista non ha più gli stessi numeri: ieri c’era un milione e mezzo circa di persone in meno rispetto a un anno fa”. Ma “il gol più importante” è stato “portare su Sanremo chi non lo avrebbe visto”.
Picchi di ascolto per Bocelli e Giorgia15 milioni 662 mila per padre e figlio e 54% duetto

SANREMO06 febbraio 201913:23

– Il picco di ascolto, durante la prima serata del Festival di Sanremo 2019, pari a 15 milioni 662 mila spettatori, è stato raggiunto alle 21.46, mentre sul palco dell’Ariston c’erano Andrea Bocelli e il figlio Matteo. Alle 23.30 è stato toccato il picco in share, il 54%, durante il duetto tra Claudio Baglioni e Giorgia.
Baglioni, le tensioni? Restano fuoriConduttore, festival è sacro

06 febbraio 201913:35

– Le tensioni che lo hanno preceduto hanno pesato sul festival di Sanremo? “Le tensioni servono a lavorare – risponde Claudio Baglioni in conferenza stampa -. Del resto, quando ci si chiude dentro il teatro non si pensa ad altro che a quello. Al di là di qualche dispiacere per non essermi riuscito a spiegare, di qualche equivoco, non ho subito alcun peso. Non vorrei mai che nessun protagonismo che mi riguardi, o vicenda che mi porti dentro una contesa o una diatriba, fosse un danno per il festival”.
Sanremo, sottolinea ancora Baglioni, “è sacro: qualche volte in passato l’ho anche sbeffeggiato, ma nel momento in cui ho messo piede, il mio compito fondamentale è diventato concentrarmi sul festival, non mi interessa quello che accade sulla mia persona”. “Siamo soddisfatti, anche se qualunque manifestazione ha bisogno di rodaggio”, dice Baglioni alla conferenza stampa post debutto al 69/o festival di Sanremo, e mostra tranquillità, nonostante il dato di ascolto sia stato in calo rispetto a un anno fa.

Festival corale non esclude BaglioniPer celebrare i 70 anni nel 2020

SANREMO06 febbraio 201913:42

– Sanremo 2019 è appena iniziato, ma si parla già del futuro. La direttrice di Rai1 ha parlato dell’idea di un festival “corale”, per celebrarne i 70 anni e oggi precisa che l’eventuale progetto non esclude “Claudio Baglioni e lo straordinario lavoro che ha fatto”.
“Claudio – ribadisce De Santis – ha fatto lavoro pazzesco, molto serio, interiorizzato, un percorso che ho ritrovato nella fatica di mettere assieme il programma di questo festival e nel coraggio che ha avuto, perché avrebbe potuto rischiare di meno”.
Per il 2020 “ho parlato di un’idea generale, pensando a una storia, a una tradizione: questo non vuol dire che si escludano personaggi e ce ne siano altri, o si dia automaticamente priorità a qualcun altro. A fronte del lavoro che ha fatto Claudio, è ingeneroso pensare sempre a chi verrà dopo”.-

Baglioni,il futuro? Chiedete a direttore
“Chi verrà, so’ cavoli suoi”

SANREMO06 febbraio 201914:05

– “E’ strano entrare da papa e uscire da cardinale. Qui si naviga a vista. Se farò il terzo Sanremo? Chiedetelo al direttore di Rai1, ma non ora. Chiedeteglielo sabato”. Claudio Baglioni risponde così alle sollecitazioni sul futuro per poi chiudere con una battuta: “Chi verrà l’anno prossimo, so’ cavoli suoi”.

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