Ultimo aggiornamento 7 Febbraio, 2019, 14:21:13 di Maurizio Barra
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MONDO
Padre Dall’Oglio sarebbe vivo Il Vaticano: “Nessun riscontro”
Il Times: “Usato come oggetto di scambio con il giornalista John Cantlie”
07 febbraio 2019 07:56
Paolo Dall’Oglio, il sacerdote gesuita rapito in Siria nel 2013, sarebbe ancora vivo e oggetto di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all’annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. E’ quanto riferito al Times da fonti curde. Oggetto dei negoziati, secondo il quotidiano, sarebbero oltre a Dall’Oglio il giornalista britannico John Cantlie e un’infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda. L’Isis, secondo le fonti citate dal quotidiano, starebbe cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo un passaggio sicuro in cambio della liberazione degli ostaggi.
Nessun riscontro al momento in Vaticano alla notizia che padre Dall’Oglio, il sacerdote gesuita rapito in Siria nel 2013, sarebbe ancora vivo e oggetto di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all’annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. Allo stato attuale, anche Oltretevere si apprende quanto circola nei media dopo che è rimbalzata la notizia del Times appresa da fonti curde. “Non abbiamo riscontri”, rispondono fonti qualificate.
“L’unica cosa che possiamo dire in questo momento è che continuiamo a pregare perché padre Paolo Dall’Oglio sia vivo”. Così il direttore della Sala stampa vaticana, Alessandro Gisotti, risponde alla richiesta di commentare le notizie sulla possibilità che il gesuita romano rapito in Siria nel 2013 sia ancora vivo e ostaggio dell’Isis. “Mi associo – aggiunge – alle parole di speranza pronunciate questa mattina dal nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, che abbiamo avuto modo di sentire”.
Le forze curdo-siriane che guidano l’offensiva contro l’Isis nel sud-est della Siria smentiscono di essere a conoscenza dell’esistenza in vita del gesuita italiano Paolo Dall’Oglio e della sua permanenza come ostaggio nell’ultima sacca di territorio ancora in mano ai jihadisti. Lo ha detto il portavoce delle Forze siriane democratiche (Sdf), Mustafa Bali, raggiunto telefonicamente. Stamani il Times aveva affermato che Dall’Oglio sarebbe vivo assieme ad altri due ostaggi nelle mani dell’Isis.
Di Maio: Italia sia neutrale su Caracas
‘Né con Maduro né con Guaidò, non vogliamo un’altra Libia’
07 febbraio 2019 07:56
– “Penso che l’Italia debba essere neutrale”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio intervistato su Unomattina sulla crisi venezuelana. “Non dobbiamo schierarci né con Maduro né con Guaidò – ha detto – ho invitato Guaidò a rispondere all’appello del Papa. “Non vogliamo – ha aggiunto ricordando l’importanza del Venezuela per quanto riguarda il petrolio – un’altra Libia. Ci devono essere elezioni.
Garantiremo il dialogo. Gheddafi era un dittatore ma lo dovevano buttare giù i libici, non le bombe Nato”.
Recuperato un corpo nel relitto dell’aereo di SalaNon si sa ancora se appartenga al calciatore o al pilota
07 febbraio 201909:56
Il corpo avvistato nei giorni scorsi nel relitto dell’aereo inabissatosi nella Manica il 21 gennaio, con a bordo il calciatore argentino Emiliano Sala, è stato “recuperato con successo”. Lo riferiscono i media britannici.
Non è ancora chiaro se si tratti dell’ex attaccante del Nantes o del pilota David Ibbotson. L’ Air Accident Investigation Branch ha poi precisato che il corpo è stato recuperato in “condizioni estreme” e che “l’operazione è stata portata a termine nel massimo rispetto dei resti e tenendo costantemente informate le famiglie”. Il corpo sarà ora esaminato dal medico legale per un attento esame, e sarà poi la polizia a fornirne l’identificazione. Gli investigatori non sono stati invece in grado di recuperare i rottami del velivolo, caduto mentre era in volo da Nantes a Cardiff dopo il trasferimento di Sala da una squadra all’altra. Informazioni utili potranno però giungere da un mezzo sottomarino dotato di videocamera.
May: non intrappolateci nel backstopServono ‘soluzioni alternative’ se si vuole ratificare l’intesa
LONDRA07 febbraio 201910:04
– Il Regno Unito non può restare “intrappolato” a tempo indeterminato nel backstop, la garanzia sul confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord imposta dall’Ue nell’accordo di divorzio sulla Brexit. E’ quanto Theresa May intende riaffermare oggi a Bruxelles secondo Downing Street, malgrado il ‘no’ ripetuto ieri da Jean-Claude Juncker e Donald Tusk a rinegoziare l’accordo. May invoca “soluzioni alternative” per alleggerire il backstop come condizione per ottenere la ratifica del Parlamento britannico al testo bocciato a gennaio.
Mosca: pronti a nuovo patto antimissiliLa Russia ‘prenderà in considerazione eventuali proposte Usa’
MOSCA07 febbraio 201910:31
– La Russia è pronta a prendere in considerazione eventuali proposte americane per un nuovo accordo sui missili nucleari a medio e breve raggio che coinvolga altri Paesi e sostituisca il Trattato Inf recentemente congelato dagli Usa e poi anche dalla Russia: lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione Donald Trump ha confermato che dopo aver sospeso con la Russia il trattato Inf sui missili nucleari a medio raggio è pronto a negoziarne un altro ma multilaterale, “aggiungendo la Cina ed altri Paesi”.
Facebook: Germania limita raccolta datiNecessario consenso per informazioni prese da altre app e siti
07 febbraio 201911:36
– Facebook potrà continuare a raccogliere dati dei propri utenti in Germania ricavati da altri siti e app solo con il consenso degli interessati: lo ha stabilito l’autorità antitrust tedesca.
La decisione dell’ufficio federale antitrust, riferisce la Bbc online, riguarda anche i dati ricavati da altre app di Facebook, come Instagram. Facebook ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione, che riguarda solo gli utenti in Germania ma potrebbe avere ripercussioni anche in altri Paesi.
Brexit: incontro May-Juncker in corsoFonti, premier britannica non ha proposta concreta da presentare
BRUXELLES07 febbraio 201912:04
– “L’incontro” tra la premier britannica Theresa May e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker “per riesaminare i prossimi passi per raggiungere una Brexit ordinata è in corso”, scrive su Twitter il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas.
Secondo fonti, May non ha una proposta concreta da presentare ai vertici dei leader dell’Ue per uscire dall’impasse sulla Brexit, come era stato invece chiesto nei giorni scorsi dai vertici delle istituzioni dell’Ue.
Brexit: Corbyn,Gb resti in unione doganeLeader laburista scrive a May, 5 condizioni per ok su divorzio
LONDRA07 febbraio 201912:08
– Il leader dell’opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn, è pronto a sostenere un accordo sulla Brexit con la premier Theresa May a patto che comprenda 5 punti fra cui la permanenza di tutto il Regno Unito nell’unione doganale. Lo si legge in una lettera aperta inviata a May nella quale Corbyn conferma il suo scetticismo sul tentativo della premier di strappare oggi a Bruxelles qualche modifica al backstop sul confine irlandese, giusto per cercare di ricompattare la maggioranza Tory-Dup dopo la pesante bocciatura dell’accordo presentato a Westminster a gennaio.
Un tentativo destinato al flop per Corbyn, che guarda già al dopo. Aprendo uno spiraglio su un’intesa diversa, per una Brexit soft che comprenda (oltre a un’unione doganale “globale per il Regno Unito”), un parziale “allineamento” al mercato unico, un “allineamento dinamico” all’Ue sui diritti dei lavoratori, la partecipazione britannica ad alcune agenzie e garanzie sul mantenimento del mandato d’arresto Ue.
Venezuela:anche Guaidò si appella a PapaDopo Maduro.A Sky Tg24:’Ci aiuti a mettere fine all’usurpazione’
febbraio 201912:46
– “Faccio un appello affinché tutti quelli che possono aiutarci, come il Santo Padre, possano collaborare per la fine dell’usurpazione, per un governo di transizione, e a portare a elezioni veramente libere in Venezuela, al più presto. Sarei felice di ricevere il Papa nel nostro Paese, un Paese molto cattolico, molto devoto, di grande tradizione religiosa”. Lo afferma in un’intervista esclusiva a Sky Tg24 il presidente autoproclamato del Venezuela Juan Guaidò.
Nei giorni scorsi, sempre ai microfoni di Sky TG24, anche Nicolas Maduro aveva richiesto la mediazione del Pontefice.
Parigi richiama l’ambasciatore a RomaQuai d’Orsay: ‘Attacchi senza precedenti dall’Italia’
07 febbraio 201913:55
– La Francia ha richiamato a Parigi per consultazioni l’ambasciatore a Roma Christian Masset. Lo annuncia una nota durissima del Quai d’Orsay che parla di “attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento” e “dichiarazioni oltraggiose” da parte del governo italiano. “Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un’altra”, aggiunge il ministero degli Esteri francese.
Immigrazione: Di Maio, Francia neocolonialista su AfricaIl vicepremier: “Lasciamo in pace gli africani e non partiranno più”
febbraio 201911:11
“Non bisogna parlare solo degli effetti dell’immigrazione. E’ troppo semplice. La Francia per 14 paesi africani e 200 milioni di africani stampa una moneta e la eroga avendo diritto di importazione di materie prime da questi Paesi. C’è uno stato europeo che utilizza le risorse di quegli Stati e blocca lo sviluppo di quell’economia”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo a Unomattina a una domanda sulle accuse di necolonialismo alla Francia. “Io non sono per dare di più all’Africa – ha detto – sono per togliere di meno. Lasciamo in pace gli africani e non partiranno più. Se continuiamo con questo neocolonialismo avremmo i soliti danni. Non è un attacco alla Francia ma a Macron e alla sua ipocrisia. Ci fa una lezione sull’immigrazione quando partecipa a queste campagne d’Africa economiche che continuano a impoverire quei Paesi”.
Migranti: Strasburgo critica chiusura portiE sul Cara di Castelnuovo di Porto la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europasi dice ‘preoccupata’
STRASBURGO07 febbraio 201911:16
Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, esprime “profonda preoccupazione” per il divieto di sbarco nei porti italiani e altre misure prese recentemente: è quanto scrive lo stesso commissario nella lettera inviata al premier Conte. Il commissario “domanda al governo di assicurare che i diritti umani delle persone salvate non siano mai messi a rischio a causa degli attuali disaccordi tra paesi sullo sbarco, e che l’aspetto umanitario abbia sempre la priorità”. Tra le misure che preoccupano molto il commissario ci sono anche quelle “che ostacolano e criminalizzano il lavoro delle Ong che giocano un ruolo essenziale nel salvataggio di vite in mare” e il fatto che “le responsabilità per le operazioni di ricerca e salvataggio siano state lasciate ad autorità che sembrano riluttanti o incapaci di proteggere i migranti salvati dalla tortura o trattamenti inumani e degradanti”. “Sono preoccupata”: la modalità di chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto può “mettere fine agli ammirevoli sforzi fatti negli anni passati dai servizi sociali per l’integrazione e riabilitazione” dei rifugiati. E’ quanto scrive la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatovic in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte il 31 gennaio e resa nota oggi dove chiede chiarimenti sulle soluzioni alternative d’accoglienza per chi ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari. [print-me title=”STAMPA”]
