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Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2019, 21:40:25 di Maurizio Barra

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Fbi uccide fuggiasco più ricercato
Greg Alyn Carlson,accusato di violenze sessuali,in fuga dal 2017

NEW YORK14 febbraio 2019 17:55

– Uno dei 10 fuggiaschi più pericolosi degli Usa è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli agenti dell’Fbi. Greg Alyn Carlson, accusato di molteplici violenze sessuali a Los Angeles, era in fuga dal settembre 2017 e un anno dopo è stato inserito dal Bureau nell’elenco dei latitanti più ricercati. Gli agenti dell’Fbi lo hanno rintracciato in un albergo di Apex, in North Carolina. Un poliziotto della cittadina ha scoperto un veicolo in un parcheggio dell’hotel che era collegato all’uomo – secondo il capo dell’ufficio statale dell’Fbi, John Strong – così gli agenti hanno fatto irruzione nella sua stanza. Ne è seguita una lite e Carlson è stato ucciso. L’uomo è stato arrestato a Los Angeles nel settembre 2017 dopo l’accusa, un paio di mesi prima, di furto con scasso, aggressione armata con l’intento di commettere uno stupro. Poi il test del Dna lo ha associato ad altre due aggressioni sessuali risalenti al 2003.
May schiva emendamento anti-no dealBocciato testo del Labour per legare mani a premier a fine mese

LONDRA14 febbraio 201918:19

– La Camera dei Comuni ha respinto oggi un emendamento alla linea della premier Theresa May sulla Brexit promosso dalla leadership dell’opposizione laburista che avrebbe imposto al governo il 26 febbraio come termine ultimo per sottoporre alla ratifica un accordo di divorzio con l’Ue e in caso di flop di cedere il passo al parlamento e a possibili strategie alternative trasversali in modo da evitare il no deal.
Il testo è stato bocciato con 306 voti a favore contro 322. Ora è atteso il voto altri due emendamenti anti-governativi.
Governo May battuto sulla sua mozioneSalta ricompattamento maggioranza, nuovo schiaffo per la premier

LONDRA14 febbraio 201918:47

– Nuovo schiaffo sulla Brexit per il governo May: la Camera dei Comuni ha infatti rigettato oggi con 258 voti contro 303 la mozione illustrata lunedì dalla premier Tory che chiedeva di ribadire il sostegno dell’aula al negoziato supplementare con l’Ue per ottenere rassicurazioni sul backstop.
Ma al contempo non riproponeva apertamente l’opzione di riserva di un divorzio ‘no deal’. Un testo che ha scontentato i falchi brexiteers, astenutisi, mettendo in discussione il tentativo di ricompattamento della maggioranza sancito appena 2 settimane fa.
Brexit:Corbyn,governo non ha maggioranza’Rischio no deal incombe, May venga in aula’

LONDRA14 febbraio 201919:00

– Il governo May “non ha maggioranza” sulla Brexit. Lo ha detto il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, dopo la bocciatura di stasera.
Corbyn si è detto sorpreso che May non fosse presente in aula al voto e l’ha sfidata a presentarsi subito a Westminster senza aspettare il 26 febbraio, data già fissata per sottoporre a nuova ratifica parlamentare l’esito dei negoziati supplementari con l’Ue.
Corbyn ha denunciato il rischio crescente di una Brexit no deal con l’avvicinarsi dell’uscita ufficiale dall’Ue del 29 marzo.
Netanyahu, a Varsavia si è rotto tabùPremier, su noi e arabi

14 febbraio 201919:16

– TEL AVIV

– “La rottura di un tabù”. Così il premier Benyamin Netanyahu, citato dai media israeliani, ha definito la partecipazione sua e dei ministri degli esteri arabi nella stessa conferenza a Varsavia. “Quattro su 5 di questi ministri si sono espressi con forza e chiarezza contro l’Iran, dicendo esattamente ciò che dico da anni. Sono stati chiari su questo tema e sul diritto di Israele – ha concluso – di difendersi dall’aggressione iraniana”.
Gilet gialli: 7.500 fermi giudiziariDa inizio proteste. 1.800 le condanne. Castaner esclude amnistia

RIGI14 febbraio 201919:32

– Sono 7.500 le persone poste in stato di fermo giudiziario in Francia dall’inizio delle proteste dei gilet gialli, il 17 novembre scorso. 8.400 quelle controllate dalla polizia. Sono 1.800 le condanne pronunciate dalla giustizia, mentre 1.500 fascicoli sono ancora in attesa di giudizio: questi i dati rivelati oggi dal ministro dell’Interno, Christophe Castaner, che ha escluso ogni ipotesi di amnistia. Durante una cerimonia a Parigi, il titolare di Place Beauvau ha inoltre consegnato una mega-colletta di circa 1,5 milioni di euro a favore delle forze dell’ordine ferite durante le manifestazioni. Le vittime non sono mancate nemmeno tra i manifestanti.
Venezuela: aiuti per 100 mln dollariDa conferenza Osa. Presenti delegazioni ufficiali di 10 paesi

WASHINGTON14 febbraio 201919:36

– I partecipanti alla conferenza internazionale sull’assistenza umanitaria per il Venezuela che si è svolta oggi nella sede dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) a Washington si sono impegnati a contribuire cibo e medicine per 100 milioni di dollari.
Lo ha annunciato David Smolansky, coordinatore della task force Osa per i migranti e rifugiati venezuelani, al termine dell’incontro, sottolineando che 60 delegazioni di tutto il mondo -governi, organizzazioni multilaterali ed enti privati- hanno partecipato alla conferenza.
In uno dei dibattiti dellèincontro hanno partecipato i sottosegretari alla Sanità di Brasile e Colombia, il ministro della Sanità del Panama, insieme al responsabile per l’America Latina del Segretario della Saluta degli Stati Uniti.
Sono intervenuti inoltre rappresentanti dei governi di Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Canada, Argentina e Taiwan.
Per gli Usa ha parlato Elliot Abrams, rappresentante speciale per il Venezuela del governo di Donald Trump.
Indigeni fanno entrare aiuti a VenezuelaLo annuncia l’ex governatore, barche scortate attraversano fiumi

CARACAS14 febbraio 201920:23

– Aiuti umanitari internazionali stanno cominciando ad entrare nel territorio venezuelano, scortati da indigeni dall’Amazzonia che li trasportano nelle loro imbarcazioni attraverso i fiumi Guainia, Orinoco e Atabapo.
Lo ha reso noto su Twitter Liberio Guarulla, indigena baniwa ed ex governatore dello Stato di Amazonas.
Usa: McCabe, ipotizzammo rimozione Trump’Con 25/o emendamento’. ‘Rosenstein voleva registrare tycoon’

WASHINGTON14 febbraio 201920:38

– In una intervista alla Cbs, di cui è stata diffusa una anticipazione, l’ex capo ad interim dell’Fbi Andrew McCabe ha confermato che dopo il licenziamento di James Comey ci furono incontri al dipartimento di giustizia per discutere la possibilità di rimuovere Trump in base al 25 emendamento della costituzione (incapacità di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio, ndr). McCabe ha confermato che l’allora vice attorney general Rod Rosenstein pensava di registrare segretamente il presidente.
Usa: Barr confermato ministro giustiziaE’ passato con 54 voti a favore contro 45 contrari

WASHINGTON14 febbraio 201920:56

– William Barr è stato confermato dal Senato americano ministro della giustizia nell’amministrazione Trump. Barr è passato con 54 voti a favore contro 45 contrari.

Siria: Mosca, per ora nessun ritiro UsaMa sostegno ai curdi sulla sponda orientale dell’Eufrate

14 febbraio 201921:01

– Finora la Russia non ha notato il ritiro delle truppe americane dalla Siria. Lo ha affermato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu aggiungendo che gli Stati Uniti “continuano a sostenere attivamente, sia attraverso armi che equipaggiamenti, le unità poste sulla sponda orientale dell’Eufrate, cioè le unità curde”, ha affermato Shoigu. Lo riporta la Tass.

Iran, almeno 277 esecuzioni nel 2018In calo, ma continuano flagellazioni, amputazioni e torture

14 febbraio 201921:04

– Sono state almeno 277 le esecuzioni capitali in Iran nel 2018, di cui 89 riportate da fonti ufficiali iraniane e 188 segnalate da fonti non ufficiali. Lo riferisce l’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’ in un rapporto in occasione del quarantesimo anniversario della rivoluzione, sottolineando che il numero effettivo potrebbe essere più alto. Dai dati emerge tuttavia un calo rispetto al 2017, quando le esecuzioni erano state almeno 544. Ad incidere su questo calo è la legge di riforma delle norme sul traffico di stupefacenti, entrata in vigore nel novembre del 2017. Nel 2018 le esecuzioni per droga sono infatti scese ad almeno 23 rispetto alle almeno 257 del 2017. Almeno 13 persone sono state impiccate sulla pubblica piazza nel 2018 secondo le notizie ufficiali, un numero nettamente inferiore alle 36 del 2017. ‘Nessuno tocchi Caino’ denuncia che secondo i dettami della Sharia iraniana, “ci sono anche torture, amputazioni degli arti, fustigazioni e altre punizioni crudeli, disumane e degradanti”.

Compagna Khashoggi rischiò essere uccisa’Non sapevano della sua presenza, salva perché rimasta fuori’

ISTANBUL14 febbraio 201921:13

– Lo ‘squadrone della morte’ saudita che ha ucciso Jamal Khashoggi sarebbe stato pronto a uccidere anche Hatice Cengiz, la fidanzata turca del reporter che lo attendeva fuori dal consolato di Riad e che per prima ha lanciato l’allarme sulla sua scomparsa, se anche lei fosse entrata nell’edificio. Lo scrive la polizia turca in un nuovo rapporto sul delitto, citato da Anadolu.
A salvare la donna, aggiunge la relazione, è stato probabilmente anche il fatto che i killer non sapevano della sua presenza all’esterno, perché non erano stati avvertiti dalla guardia all’ingresso.
Gli investigatori riferiscono inoltre di aver ricevuto un totale di 224 tra telefonate e segnalazioni di persone che hanno dichiarato di avere informazioni sull’omicidio. Tra queste, quella di un presunto cittadino americano che ha sostenuto di avere legami con la Nasa e che Khashoggi sarebbe in realtà stato portato al Cairo vivo e lì assassinato.          [print-me title=”STAMPA”]

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