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Ultimo aggiornamento 18 Febbraio, 2019, 16:50:21 di Maurizio Barra

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Facebook: lista nera dei nemici di Zuckerberg
Ex dipendenti a Cnbc, anche tracciamento fisico tramite l’app

18 febbraio 201913:51

Facebook avrebbe una ‘lista nera’ in cui finiscono tutti gli utenti che parlano male della società e dei suoi dirigenti, compreso Mark Zuckerberg. A rivelarlo il sito di Cnbc, che ha raccolto la testimonianza di un gruppo di ex dipendenti della piattaforma. La lista si chiamerebbe Bolo (Be in lookout) ed esisterebbe dal 2008; comprenderebbe anche il tracciamento delle persone inserite, dallo smartphone o dall’app.La lista viene aggiornata ogni settimana e conterrebbe centinaia di persone, Facebook informa i suoi manager addetti alla sicurezza ogni volta che un nuovo utente viene aggiunto all’elenco inviando un rapporto che include informazioni come nome, foto, localizzazione e una breve descrizione del motivo per cui è stato aggiunto. Secondo le informazioni raccolte da Cnbc, alcuni utenti finiscono sulla lista dopo ripetute esternazioni sulla compagnia o minacce via email, altri semplicemente per offese. Un ex dipendente nel team di sicurezza di Facebook ha spiegato che non ci sono standard chiari e le decisioni vengono spesso prese caso per caso.Nei casi di minacce più gravi Facebook può monitorare la posizione degli utenti dell’elenco, ricavata dai dati ottenuti tramite l’app del social installata sullo smartphone e dagli indirizzi IP dei computer usati per connettersi. Alcuni ex dipendenti hanno criticato questo modo di fare, definendolo “adatto al Grande Fratello”. Per altri, invece, si tratta di un comportamento giustificato poiché Facebook raggiunge 2,7 miliardi di persone ed è in grado di evocare anche emozioni intense che non tutti sono capaci di gestire.”Il nostro team di sicurezza fisica esiste per mantenere i dipendenti di Facebook al sicuro – ha spiegato un portavoce della società in una nota riportata da Cnbc – Abbiamo processi rigorosi per proteggere la privacy delle persone e rispettare tutte le leggi”.

Apple, stop a 5 società minerarie nel 2018Non rispettano condizioni di approvvigionamento responsabile

18 febbraio 201913:55

Apple nel 2018 ha interrotto i rapporti di fornitura con cinque società minerarie che non hanno rispettato le sue condizioni sull’approvvigionamento responsabile dei minerali che servono a produrre i suoi dispositivi. È il dato che emerge dall’ultima versione del Conflict Minerals Report, documento che Apple deposita annualmente presso la Sec, la Consob americana. Delle società non viene fatto il nome. Una delle condizioni più importanti è che il processo di estrazione dei materiali non debba portare benefici economici a gruppi armati guerrafondai, problema importante nel Congo e stati limitrofi dove spesso esistono i principali giacimenti dei minerali utili all’industria hi-tech.Apple è stata la la prima azienda del settore a fissare standard severi per i fornitori e nel 2010 ha iniziato a controllare la provenienza di stagno, tantalio, tungsteno e oro risalendo fino alle fonderie. Nel 2016 ha aggiunto alla lista anche il cobalto. I codici di condotta della Mela obbligano i fornitori a degli standard, come interfacciarsi con le aziende minerarie per identificare eventuali problemi sociali, ambientali e di diritti umani. Poi Apple esamina ogni anno incidenti e accuse di abusi riconducibili a fonderie e raffinerie e usa le informazioni per migliorare la tracciabilità dei minerali più a rischio. Apple spiega nel report consegnato alla Sec che le rimanenti 253 aziende nella sua catena di approvvigionamento hanno superato gli standard
Bill Gates, libri obsoleti, usare i software”E’ un modo molto limitato di imparare qualcosa”

18 febbraio 201914:50

I libri di testo cartacei a cui tutti siamo ancora abituati sono ormai obsoleti e andrebbero sostituiti con sistemi digitali in grado di valutare ‘in tempo reale’ l’apprendimento. Parola di Bill e Melinda Gates, che hanno dedicato all’argomento un paragrafo della lettera che ogni anno pubblicano sul sito della loro fondazione.”Ho letto molto di più dei libri di testo che dovevo – scrive il fondatore di Microsoft – ma è un modo molto limitato di imparare qualcosa. Anche il testo migliore non può capire quali concetti ha appreso il lettore e per quali ha bisogno di un maggiore aiuto”.Un esempio concreto, aggiunge Gates, è lo studio dell’algebra. “Invece di limitarsi a leggere un capitolo su come si risolvono le equazioni si può studiare un testo online, guardare un video super coinvolgente che mostra come si fanno e fare un gioco che rinforza i concetti. Quindi si possono risolvere alcuni problemi online e un software può creare nuovi quiz sulle parti che non si sono capite bene”.Il passaggio al digitale, aggiunge Melinda Gates, abbassa anche i costi, permettendo di raggiungere un maggior numero di studenti. “Uno studio – sottolinea – ha trovato che utilizzare sotware libero può far risparmiare ad uno studente universitario da 66 a 121 dollari a corso. In un anno accademico può voler dire un risparmio di 1000 dollari, che possono fare la differenza tra continuare a studiare o abbandonare gli studi”.
Economia misurata da Twitter, ‘mood’ Italia pessimistaNuova statistica Istat, peggioramento alla fine del 2018

18 febbraio 201915:03

L’Istat ha coniato un nuovo indice, dal nome anglosassone: ‘il Social Mood on Economy Index’. Una statistica sperimentale che misura il “sentiment italiano sull’economia, derivante da campioni di tweet”. Di oggi il primo aggiornamento trimestrale. Al netto delle oscillazioni, il grafico registra l’avanzata di un ‘mood’ negativo, che si evidenzia in particolare nell’ultima parte dell’anno, confermando quanto emerso dalle statistiche ufficiali dell’Istat. Ecco le tappe di una curva, quella del ‘Social Mood on Economy’, che ha preso la via della discesa, almeno guardando al periodo monitorato (febbraio 2016 dicembre 2018): “La componente di trend – spiega l’Istat – mostra un andamento decrescente fino a ottobre 2017, mantenendo poi un andamento stazionario fino a aprile 2018. Nel corso del 2018, l’indice ha in seguito registrato un andamento discordante: alla frenata segnata nel mese di maggio è seguito un andamento crescente fino a settembre. Tuttavia nei mesi successivi, nonostante una breve risalita in corrispondenza della prima metà di novembre, l’indice ha registrato nuovamente una brusca frenata ad inizio dicembre, mese in cui si è stabilizzato su un livello negativo”.

Ipotesi robot nei call center di CitigroupL’AD Corbat, tecnologia per servire meglio i consumatori

18 febbraio 201916:37

“Decine di migliaia” di persone che lavorano nei call-center di Citigroup negli Stati Uniti potrebbero essere sostituite da macchine e da robot in grado di “cambiare radicalmente” l’esperienza dei consumatore, consentendo allo stesso tempo un taglio dei costi. Lo afferma l’amministratore delegato di Citigroup, Mike Corbat, in un’intervista al Financial Times, durante la quale esclude che Citigroup possa partecipare a qualsiasi ondata di consolidamento nel settore bancario americano innescata dalla fusione da 66 miliardi di dollari di SunTrust-BB&T.”Abbiamo ancora decine di migliaia di persone nei call center e sappiamo che quando digitalizzeremo questi processi non solo cambieremo e miglioreremo radicalmente l’esperienza per i consumatori, ma ci costerà meno” spiega Corbat, precisando che la banca non ha intenzione di liberarsi completamente degli esseri umani nei call center. “Ci sono sempre cose dove è richiesto l’intervento di qualcuno per risolvere il problema. Non vogliamo che la gente sia frustrata”, conclude.
Huawei: Ft, per Gb rischi 5G gestibiliSchiaffo agli sforzi Usa per vietarne l’uso

NEW YORK18 febbraio 201914:51

Le apparecchiature Huawei nelle reti 5G rappresentano un rischio gestibile. E’ la conclusione raggiunta dal governo britannico, in quello che rappresenta uno schiaffo agli sforzi degli Stati Uniti nel persuadere gli alleati a vietare il colosso cinese dalle reti 5G.

Secondo quanto riporta il Financial Times, il Uk National Cyber Security Center ha concluso che ci sono modi per limitare i rischi legati all’utilizzo di Huawei nelle reti ultra-veloci.

Le conclusioni inglesi, mette in evidenza il Financial Times, potrebbero pesare molto presso gli altri leader europei, visto che la Gran Bretagna ha accesso alle informazioni sensibili di intelligence americana tramite la sua appartenenza alla rete Five Eyes.Gli Stati Uniti ritengono troppo rischioso usare apparecchiature cinesi nelle reti 5G, anche perché Huawei potrebbe usare aggiornamenti di software per facilitare lo spionaggio.         [print-me title=”STAMPA”]

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