Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2019, 10:09:14 di Maurizio Barra
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Il robot si fa personale e social
A Barcellona Temi e Liku, per esigenze pratiche o emotive
BARCELLONA28 febbraio 2019 04:51
BARCELLONA – Non solo smartphone. Al Mobile World Congress, che si chiude oggi a Barcellona, c’è spazio anche per il prossimo futuro della robotica personale e domestica, che trova due declinazioni diverse: da un lato il robot utile, una sorta di assistente che ti segue per casa; dall’altro il robot dilettevole, che colma i bisogni emotivi, da vestire e coccolare come fosse un bambolotto molto hi-tech. Il primo è americano e risponde al nome di Temi (si pronuncia Timi); il secondo è coreano e si chiama Liku.
Timi è una sorta di Echo Show – lo smart speaker con lo schermo di Amazon – ma su rotelle. E’ alto un metro la sua faccia è un display da 10 pollici, touch e con fotocamere, con cui gestire gli oggetti connessi della casa e fare una videochiamata. Integra Alexa, capisce quando gli si parla; i suoi sensori percepiscono lo spazio per muoversi senza urtare nulla, e riconoscono il volto per mostrare lo schermo nella migliore angolatura. Sulla “schiena” si può appoggiare uno smartphone per ricaricarlo senza fili, ma anche una ciotola di patatine da portare davanti alla tv.
Liku, prodotto dall’azienda Torooc, è invece un “social robot” umanoide, alto 45 centimetri, abbastanza leggero da essere tenuto in braccio, capace di camminare e di guardarti coi suoi grandi occhioni. E’ pensato per fare compagnia a chi è solo, mostrando interesse per il suo proprietario, riconoscendo le sue espressioni facciali e interagendo con lui.
Temi è disponibile in Europa. Alla fiera di Barcellona l’azienda che lo produce, Robotemi, ha annunciato che il robot personale ora può essere trovato a Rotterdam, Copenaghen, Berlino e Parigi (ma non ancora in Italia), al prezzo di 2mila euro. Liku arriverà in Usa e Giappone in autunno, con altri Paesi che seguiranno nel 2020, a 2.500 dollari.
Anche il tosaerba è smart e connessoIntegrato con gli speaker di Google e Amazon, dialogherà con app
BARCELLONA28 febbraio 201910:45
BARCELLONA – Dopo le luci, il termostato, le tapparelle e la porta di casa, anche il giardino diventa connesso e si dota di intelligenza artificiale. A portarcela è il tosaerba della Husqvarna, un’azienda dalla storia ultracentenaria (nella seconda metà del XVII secolo produceva moschetti per l’esercito svedese). Al Mobile World Congress di Barcellona, la compagnia porta un tagliaerba che alle funzioni più specifiche della categoria – tra cui le quattro ruote motrici e la capacità di funzionare fino a una pendenza del 70% – aggiunge la compatibilità con gli altoparlanti intelligenti di Google e Amazon.
Il tosaerba potrà essere gestito dall’interno della casa anche attraverso comandi vocali, per ora in inglese e in tedesco, poi in francese, svedese e nelle altre lingue. E attraverso lo smartphone si potrà decidere di metterlo in funzione anche quando si è al lavoro o in viaggio.
C’è poi l’apertura delle Api, cioè l’interfaccia di programmazione, che consentirà al prodotto di interagire con altre app. Ad esempio quella del meteo: in caso di neve, il tagliaerba “saprà” di non dover entrare in funzione.
Assistente vocale sbarca in ospedale UsaA Los Angeles Amazon Echo con Alexa aiuterà pazienti
28 febbraio 201910:46
– Alexa, l’assistente vocale di Amazon, arriverà anche nelle stanze di un ospedale per aiutare i malati a comunicare in tempo reale con infermieri o chi si prende cura di loro. Il progetto – spiega il sito Engadget – sarà al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles dove saranno messi nelle stanze 100 dispositivi Amazon Echo. Gli altoparlanti smart utilizzano Aiva, una piattaforma con assistente vocale pensata per l’assistenza sanitaria. Ma saranno integrate anche le tradizionali funzioni di Alexa che funzionano con comando vocale e aiuteranno i pazienti a compiere azioni semplici come ad esempio cambiare canale alla tv, riprodurre musica, leggere le notizie o fornire informazioni sul meteo.
Il progetto del Cedars Sinai Medical Center non è l’unico. Al Boston Children’s Hospital gli infermieri si servono degli assistenti vocali per chiedere informazioni amministrative e organizzative, come ad esempio chi sia la persona di turno in quel momento o quanti posti letto siano disponibili in un reparto.
Usa, polemiche per libri e film no vax su AmazonMateriale domina tra risultati ricerche, anche su sito italiano
28 febbraio 201912:45
– In un momento in cui i social, da Facebook a YouTube passando per Pinterest, corrono ai ripari rimuovendo i contenuti no vax c’è una piattaforma digitale non meno importante dove rimangono ben evidenti: Amazon. Non solo le ricerche fatte sul portale sull’argomento vaccini rimandano in maniera preponderante a libri e film pseudoscientifici, sottolinea il sito della Cnn, ma l’algoritmo interno fa in modo che una volta visto uno di questi ne vengano consigliati altri.Dei 18 libri consigliati quando si cerca ‘vaccine’ sulla piattaforma americana, sottolinea l’articolo, ben 15 hanno contenuti no vax, spesso anche con titoli fuorvianti che li fanno passare per semplici pubblicazioni informative per i genitori. La sezione video inoltre contiene i principali lungometraggi realizzati da chi avversa le vaccinazioni, a partire dal film realizzato da Andrew Wakefield, l’inventore della bufala che lega autismo e vaccini, che era stato accettato e poi rifiutato dal festival di Tribeca. Alcuni dei libri, sottolinea Paul Offit, pediatra del Children’s Hospital di Philadelphia, sono tra i contenuti sponsorizzati, segno che Amazon ha ricevuto fondi per promuoverli. “Quello che fa Amazon è trasmettere cattiva informazione in cambio di denaro – afferma -. Dovrebbe essere responsabile”.La situazione è identica se si fa una ricerca sul sito italiano. Il primo contenuto che appare, sponsorizzato, è la raccolta dei libri di Roberto Gava, medico radiato dall’Ordine di Treviso per le sue posizioni per cui si attende la decisione del ministero della Salute sul ricorso. Tra i primi 15 libri che appaiono tra i risultati poi ben 10 sono di autori no vax.
Europee: Enisa, i Paesi Ue vigilino su cybersicurezza e disinformazione “Serve impegno anche dei partiti politici”
01 marzo 201919:22
I paesi memebri dell’Ue vigilino sulla cybersicurezza e sulla disinformazione in vista delle elezioni europee. E’ il monito dell’Enisa, l’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersecurity, in vista dell’appuntamento elettorale del 26 maggio. In un documento l’Agenzia evidenzia, in particolare, alcune raccomandazioni che gli Stati Membri dovrebbero seguire con attenzione per migliorare la sicurezza informatica.L’Enisa invita i paesi membri dell’Ue a “implementare una tecnologia che identifichi modelli di traffico insoliti che potrebbero essere associati alla diffusione di disinformazione o attacchi informatici ai processi elettorali”.E sottolinea che “dovrebbe essere introdotto un obbligo legale che impone alle organizzazioni politiche di attuare un elevato livello di sicurezza informatica nei loro sistemi, processi e infrastrutture”. “Il processo di campagna elettorale politica pubblica è suscettibile alle interferenze informatiche, come abbiamo visto in passato. E’ necessario che tutti gli attori, compresi i partiti politici, si impegnino per fronteggiare in maniera adeguata scenari di minacce cyber e di attacchi”, osserva Udo Helmbrecht, direttore esecutivo dell’Enisa.Proprie ieri il Financial Times ha ricordato che l’Ue invita a rafforzare i sistemi di allarme e combattere i potenziali attacchi informatici in vista delle elezioni europee, soprattutto da parte di attori russi. “Ci stiamo preparando per questo scenario”, ha detto un diplomatico al Ft che ha richiesto l’anonimato. Una preoccupazione che investe anche l’altra sponda dell’Atlantico con i funzionari della sicurezza Usa preoccupati che ‘gruppi’ russi possano usare il voto europeo come terreno di prova in vista delle prossime elezioni americane. Funzionari Ue – sentiti dal quotidiano della City – sono convinti che “l’ascesa delle formazioni nazionaliste e di estrema abbia portato ad un aumento della disinformazione sui social media”. In questa prospettiva Bruxelles sta mettendo in piedi un “sistema di allerta precoce su vasta scala per far fronte ai potenziali attacchi di disinformazione nei vari Stati membri, sebbene molti diplomatici siano scettici sul fatto che tali sistemi possano essere realmente efficaci”.
TECNOLOGIA
YouTube, stop commenti a video con minori
Giro di vite per evitare abusi, anche su canali
01 marzo 201914:35
Stop ai commenti a praticamente tutti i video in cui compaiono minori, che potrebbero essere a rischio di attirare comportamenti ‘predatori’. E’ questa la misura principale decisa da YouTube per evitare possibili abusi, dopo che qualche giorno fa un blogger aveva dimostrato l’esistenza di diversi filmati a rischio. “YouTube ha disabilitato commenti da decine di milioni di video che potrebbero essere soggetti a comportamenti predatori – spiega un comunicato della compagnia -. Nei prossimi mesi, provvederà a sospendere i commenti sui video in cui compaiono bambini piccoli e in quelli in cui compaiono minori, seppur più grandi, che potrebbero essere a rischio di attirare comportamenti predatori. Un piccolo numero di creator sarà in grado di mantenere i commenti abilitati su questi video”.
A questa si aggiungono altre misure studiate dagli esperti della piattaforma. “Abbiamo lavorato su un classificatore ancora più efficace, che identificherà e rimuoverà i commenti predatori. Il nuovo strumento ha un raggio d’azione più ampio ed è in grado di rilevare e rimuovere il doppio dei commenti”.
L’azienda ha annunciato anche un giro di vite su alcuni canali. “Nessuna forma di contenuto che mette in pericolo i minori è accettabile su YouTube, motivo per cui abbiamo chiuso alcuni canali che tentavano di mettere in pericolo i minori.
Continueremo a intervenire in tutti i casi i cui i creator violino le nostre norme in modo palesemente lesivo della community”.
Amazon: governatore Ny in pressing su Bezos, “ci ripensi”Cuomo lo chiama, ‘maggioranza città a favore progetto’
01 marzo 201913:49
Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, in pressing su Amazon che vorrebbe convincere a non abbandonare la città.Lo riporta il New York Times, secondo il quale Cuomo ha chiamato personalmente Jeff Bezos spiegando come la maggioranza della città è a favore della sede di Amazon.Nelle scorse settimana il colosso di Bezos ha fatto un passo indietro, rinunciando a una sua seconda sede nella città in seguito all’opposizione politica.
In Usa multata l’app TikTok, raccoglie dati dei bimbiSanzione record da 5,7 mln di dollari
NEW YORK01 marzo 201918:53
Le autorità americane hanno comminato una sanzione da 5,7 milioni di dollari all’app Musical.ly, conosciuta con il nome di TikTok, per aver raccolto illegalmente nomi, email, indirizzi e foto di bambini sotto i 13 anni.Si tratta di una multa record per la violazione della legge sulla privacy per i bambini. La Federal Trade Commission afferma che TikTok ha 65 milioni di utenti negli Stati Uniti.
Droni, approvate norme attuative del Regolamento unico Ue Addestramento più snello per i piloti
01 marzo 201919:20
Procedure più snelle per l’addestramento dei piloti e stessi requisiti per operazioni commerciali e per hobby: sono due fra le novità previste nelle norme attuative del regolamento unico europeo approvate dai rappresentanti degli Stati membri presso l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), come ha annunciato la Commissione Trasporti Ue su Twitter. Le norme avvicinano così il regolamento unico europeo per i droni.La pubblicazione delle norme sulla Gazzetta Ufficiale Europea è prevista entro giugno, con entrata in vigore a distanza di 20 giorni. Le norme diventeranno applicabili in tutti gli Stati membri a un anno esatto dall’entrata in vigore. Il nuovo regolamento sostituisce quelli nazionali, prevedendo regole semplificate, e standard di sicurezza più elevati. Il regolamento riguarderà tutti i mezzi aerei a pilotaggio remoto per uso civile, ma a seconda del livello di rischio di ciascuna operazione potranno essere necessari requisiti diversi, anche se il drone è lo stesso.Vengono identificate tre categorie di operazioni: quelle a rischio più basso, dette Open (per operazioni di volo sopra, vicino e lontano dalle persone), in cui bisognerà sempre voltare a vista; quelle specifiche, in cui i droni possono volare al di fuori del campo visivo del pilota, senza limiti di massa o quota per il drone, e infine quelle certificate, per i droni che trasportano persone o merci pericolose, e le operazioni con droni che volano sopra assembramenti di persone. In questo caso sono richieste varie certificazioni per l’aeromobile, operatore e il pilota.Per la categoria Open, nella quale rientra la maggior parte delle operazioni oggi eseguite, saranno snellite le procedure di addestramento dei piloti. Sui droni verranno inoltre installati due nuovi dispositivi di sicurezza: uno per garantire l’identificazione remota del proprietario da parte delle autorità, e l’altro per bloccarne automaticamente l’accesso a determinate zone. Con il nuovo regolamento verrà meno la distinzione tra operazioni commerciali e per hobby, quindi chiunque voglia usare un drone dovrà rispettare gli stessi requisiti.
Tutte le minacce informatiche in un rapporto Microsoft. Boom del phishing, crollano i ransomwareCrescono i virus che coniano abusivamente bitcoin
02 marzo 201918:20
E’ boom del phishing. Crollano i ransomware, quei virus che prendono in ostaggio un dispositivo e per riavere indietro i propri dati bisogna pagare un riscatto agli hacker. Crescono invece i criptominer, virus che vengono installati sui computer delle vittime a loro insaputa, rubando la potenza di calcolo necessaria per coniare valute digitali come i bitcoin. A dare un quadro delle minacce informatiche è il Microsoft Security Intelligence Report 2018. L’indagine è il risultato dell’analisi di 6.500 miliardi di minacce che transitano nel Cloud di Microsoft ogni giorno e dei dati di migliaia di ricercatori che operano nel campo della sicurezza mondiale.Secondo l’analisi, il ‘phishing’ si conferma il metodo di attacco preferito dai cyber criminali: tra gennaio e dicembre 2018 la percentuale di messaggi malevoli contenuti nelle email in arrivo è aumentata del 250%. “Questo trend non è una sorpresa e non sembra destinato a cambiare nel prossimo futuro – spiegano gli esperti – Gli attaccanti hanno cambiato le proprie tattiche in risposta agli strumenti e alle tecniche di rilevamento sempre più sofisticate, riducendo la durata delle campagne”. Crollano del 60%, invece, gli attacchi ransomware che nel 2017 avevano rappresentato una delle più diffuse e pericolose minacce di sicurezza.”La diminuzione è dovuta alla maggiore sofisticatezza delle tecnologie di difesa e alla crescente attenzione degli utenti – sottolinea Microsoft – Tuttavia, in Italia i ransomware rappresentano ancora uno dei primi vettori di attacco per le aziende pubbliche che resistono nell’ utilizzare strumenti di difesa”.
“Da Facebook lobbying su politici per la privacy”Media, leggi Ue su trattamento dati considerate ‘cruciali’ dall’azienda
02 marzo 201919:56
Facebook avrebbe tentato di esercitare pressioni su diversi politici in varie parti del mondo affinché facessero lobbying a favore dell’azienda contro le leggi sulla protezione dei dati. Lo scrive L’Observer, citando nuovi documenti che il giornale insieme con la pubblicazione Computer Weekly ha preso in visione.Tra i politici citati l’ex cancelliere dello scacchiere britannico George Osborne e il primo ministro irlandese Enda Kenny.Le carte citate sarebbero emerse nell’ambito di una causa intentata contro Facebook in California e rivelerebbero che Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook, considerava le leggi europee sulla protezione dei dati una minaccia “cruciale” per l’azienda. Secondo la ricostruzione ci sarebbero state da parte di Facebook promesse di investimenti ed incentivi ma anche un monito al blocco di questi in mancanza di sostegno o approvazione di leggi considerate a favore dell’azienda.Un portavoce del social network ha fatto presente che i documenti cui si fa riferimento restano riservati come parte di un procedimento giudiziario ancora in corso: “Come altri documenti di cui è stata fatta una scelta selettiva e sono stati diffusi lo scorso anno in violazione di un ordine di un tribunale, raccontano solo una parte della vicenda e omettono elementi importanti di contesto”.
Bologna, start up sfida Google e Dropbox sul cloudOltre 150mila dollari raccolti in 24 ore per ‘Cubbit’
01 marzo 201915:00
Centocinquantamila dollari raccolti in appena 24 ore grazie al sostegno di oltre 600 persone: è il risultato ottenuto su Kickstarter, piattaforma per la raccolta di fondi online, dalla start up bolognese Cubbit che punta a sfidare giganti come Google e Dropbox con una tecnologia ‘cloud’ innovativa.Il sistema di Cubbit, spiegano i creatori
, è praticamente lo stesso che viene usato dai colossi del settore come Google e Dropbox. Ma la novità introdotta dalla start-up è quella di non usare un datacenter remoto dove immagazzinare e salvare i dati, ma di suddividerli in una rete di dispositivi (le Cubbit Cell) ospitate dagli stessi utenti e connesse tra loro con un sistema peer-to-peer. Il tutto nella massima sicurezza, promettono, perché il servizio si avvale di avanzati sistemi di crittografia, mentre le password utilizzate dagli utenti non saranno a conoscenza nemmeno degli stessi sviluppatori.”È ora di alzare l’asticella nel mondo cloud – spiega il ceo Stefano Onofri – Come con Hotmail non si pagarono più le mail e con Whatsapp i messaggi, con Cubbit renderemo gratuito il cloud storage”. Il progetto è nato due anni fa in una casa ‘Aribnb’ di un parente che di notte veniva affittata ai turisti. Oggi a ‘Cubbit’ lavorano 15 persone e l’azienda collabora con il Cern.Il valore aggiunto risiede nell’impatto ambientale quasi a costo zero: “Grazie al nostro algoritmo, si evitano i lunghi trasferimenti di dati e si riducono dell’87% le impronte di carbonio e del 50% il consumo energetico”, conclude il cso Lorenzo Posani.
Giornata della disconnessione, 24 ore senza smartphoneNata negli Usa 10 anni fa, in questi anni duemila eventi
02 marzo 201916:35
Ventiquattro ore senza smartphone, tablet, computer. Dall’1 al 2 marzo in diversi paesi del mondo è il National Day of Unplugging. La giornata è nata 10 anni fa, nel 2010, grazie a Sabbath Reboot, il progetto creativo americano pensato per “rallentare in un mondo frenetico”. Tra i 10 principi fissati dal progetto – da seguire una volta alla settimana – c’era, appunto, “evitare la tecnologia”, ma anche “connettersi con i propri cari” e “trovare il silenzio”. Il National Day of Unplugging è nato proprio dalla prima considerazione.”Ci perdiamo sempre di più momenti importanti della nostra vita mentre passiamo le ore sepolti nei nostri dispositivi. Unisciti a noi e scollegati”, spiega il sito dedicato alla giornata https://www.nationaldayofunplugging.com. In questi anni Reboot ha organizzato quasi 2000 eventi di disconnessione, oltre 175.000 persone hanno aderito L’anno scorso ha aderito anche Richard Branson di Virgin. Quest’anno alla giornata aderisce, paradossalmente OnePlus, azienda cinese di telefonia che invita ad un #NoPhoneDay il 2 marzo.
Facebook, un pulsante per ripulire la cronologiaConsentirà di visualizzare informazioni ed eliminarle
02 marzo 201917:05
Facebook si prepara ad introdurre un nuovo strumento che permetterà agli utenti di cancellare completamente la propria cronologia web presente nei database del social network. La notizia è stata annunciata da David Wehner, CFO del colosso di Menlo Park, e riportata dal sito Cnbc. Il nuovo strumento, ‘Clear History’, dovrebbe arrivare entro l’anno.Annunciata dalla piattaforma ad inizio del 2018, in piena bufera Cambrisge Analytica, la funzione consentirà agli utenti di visualizzare informazioni su app e siti con cui hanno interagito ed eliminare tali informazioni dai loro account Facebook. Secondo Wehner, che ha parlato alla Technology Stanley, Media & Telecom Conference 2019 a San Francisco, la funzione renderà più difficile per Facebook utilizzare i dati raccolti da terze parti per personalizzare gli annunci agli utenti.Il social network ha annunciato questa funzione per la prima volta alla sua conferenza F8 che si è tenuta a maggio 2018. Il Ceo Mark Zuckerberg aveva anticipato che Clear History avrebbe consentito di disattivare l’archiviazione delle informazioni dal proprio profilo. “Si tratterà di un semplice controllo per cancellare la cronologia di navigazione su Facebook – su cosa hai cliccato, sui siti web che hai visitato, e così via”, aveva puntualizzato il fondatore della piattaforma.
Lanciati i primi sei satelliti per l’Internet globale veloceI primi dei 650 della costellazione OneWeb
01 marzo 201915:04
Lanciati i primi sei satelliti di una mega costellazione di 650 destinata a portare Internet veloce in tutto il mondo: è l’iniziativa del consorzio industriale OneWeb Satellites, costituito dalle aziende Airbus e OneWeb. Il primo dei 21 lanci previsti è avvenuto a bordo di una Soyuz dalla base europea di Kourou, nella Guyana Francese: i sei satelliti, grandi quanto frigoriferi dal peso di 147 chilogrammi, opereranno in orbita polare a mille chilometri di altezza, coprendo una specifica banda di frequenze chiamata banda Ku.
Se funzioneranno come previsto, OneWeb proseguirà con gli altri lanci programmati per quest’anno a cadenza regolare, che dovrebbero portare in orbita da 32 a 36 satelliti per volta dalle basi di Guyana Francese, Russia e Kazakistan. Questo permetterà al consorzio di avere una costellazione iniziale di 650 satelliti in orbita, di cui 600 necessari a fornire la copertura globale di Internet a banda larga. OneWeb ha già siglato un contratto con Arianespace per 21 lanci con la Soyuz, e ha annunciato che sfrutterà anche il volo inaugurale del nuovo lanciatore Ariane 6 nel 2020.OneWeb non è però l’unica compagnia a essere impegnata nello sviluppo di una flotta di piccoli satelliti per l’accesso globale a Internet: SpaceX, per esempio, ha lanciato i suoi primi due satelliti dimostrativi Starlink lo scorso anno, mentre a gennaio è stato il turno di Telesat, che ha immesso il suo primo satellite a banda larga nell’orbita terrestre bassa.
La lingua LIS per raccontare la fine di un amoreIl videoclip del singolo di Annamaria Tortora ‘Quello che già sai’ con protagonisti ragazzi non udenti
02 marzo 201918:35
“Ci sono due modi di sentire la musica: uno è con l’udito, l’altro è con il cuore. Uno sfrutta il senso, l’altro dà un senso. Al capolinea di una storia d’amore ci si ritrova molto spesso a parlarsi solo attraverso i gesti. Tutti segnali che gradualmente abbassano il volume delle emozioni, fino a non sentirle più”: così la giovane cantautrice Annamaria Tortora racconta il videoclip del suo nuovo singolo ‘Quello che già sai’ che ha per protagonisti due ragazzi non udenti, Valeria e Mirko, che interpretano il testo in LIS, la Lingua Italiana dei Segni.Annamaria Tortora è autrice e produttrice della canzone, della sceneggiatura e del videoclip, girato da Ilaria Massimi e Ilaria Romano. Il brano è stato arrangiato da Edgardo Caputo presso la Edrecordsed ed è distribuito dall’etichetta discografica EdelItaly.L’ambizioso progetto, nel quale i due ragazzi non udenti si misurano con la difficoltà di andare a tempo e seguire la metrica della canzone, nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere ed unire due mondi apparentemente molto distanti come la musica e la sordità. Per realizzare il videoclip Annamaria Tortora, che ha alle spalle esperienze anche nel campo del jazz, ha scommesso su Valeria Olivotti e il suo compagno Mirko di Marco che insieme gestiscono a Roma, nel quartiere Garbatella, ‘One Sense’, un ristorante speciale in cui parla la lingua delle persone non udenti. IL VIDEOCLIP [print-me title=”STAMPA”]
