Ultimo aggiornamento 10 Marzo, 2019, 23:34:03 di Maurizio Barra
ECONOMIA
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ECONOMIA
Tav:imprese,al via bandi o azioni legali
Mancato rispetto impegni sarà motivo di sfiducia per Paese
TORINO09 marzo 2019 10:13
– Le categorie produttive sono pronte ad azioni legali qualora lunedì non dovessero partire i bandi della Torino-Lione. Lo hanno reso noto le associazioni al termine dell’incontro con i parlamentari piemontesi. Le associazioni, in particolare, hanno evidenziato di valutare, tramite i propri uffici legali, “tutte le azioni esperibili nell’ipotesi in cui non venissero pubblicati i bandi nei termini previsti, oppure messe in atto procedure volte a rallentare o contrastare il corretto completamento dell’iter necessario alla realizzazione dell’opera”.
“In questo contesto la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione costituisce uno degli assi d’azione prioritari e imprescindibili”, si legge in un appello ai rappresentanti di Senato, Camera e Parlamento europeo distribuito al termine dell’incontro. “Il mancato rispetto degli impegni assunti, costituirebbe un ulteriore motivo di sfiducia e di mancanza di credibilità per il nostro Paese, con evidenti danni economici e di immagine”.
ECONOMIA
Tav:Governo sblocca bandi,lettera a TeltMotivazione collegata ad avvio revisione trattato italo-francese
09 marzo 201913:29
– Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Lo anticipa il Sole 24 ore on line. I contenuti della direttiva e dei bandi non sono ancora noti – scrive il quotidiano economico – ma sarà comunque presente un riferimento alla volontà di Roma di chiedere a Parigi e Bruxelles di rivedere il Trattato. La lettera – aggiunge l’articolo – è frutto dell’intesa raggiunta in extremis da Lega e M5S e terrebbe conto delle condizioni avanzate ieri da Luigi di Maio, che aveva chiesto di non impegnare soldi pubblici in questa fase.
ECONOMIA
Cantieri fermi sono 600, valgono 36 miliardiFilca Cisl, 350 mila posti con sblocco.Senza Tav fuori da Europa
09 marzo 201913:59
Le opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri sono oltre 600, per un valore di 36 miliardi, che diventano 125 calcolando le ricadute sull’intero sistema economico nazionale. E’ quanto si legge in uno studio della Filca Cisl. Se ripartissero tutti l’impatto sull’occupazione sarebbe di circa 350 mila posti di lavoro. Il settore delle costruzioni dall’inizio della crisi ad oggi ha perso 620mila posti di lavoro. Nello stesso periodo sono “scomparse” 120 mila aziende. Il valore dell’edilizia nel Pil nazionale è passato dall’11,5% del 2008 all’8% attuale. Nello stesso periodo il valore delle costruzioni nel Pil è crollato dal 29% al 17%. “La Tav va fatta”, dice il segretario generale della Filca Cisl, Franco Turri, “senza siamo fuori dall’Europa”.Venerdì prossimo 15 marzo lo sciopero generale del settore con una manifestazione a Roma.
ECONOMIA
Reddito: Durigon, a breve bandi navigatorNon ci sarà alcuna crisi, ma se ci fosse il decretone è al sicuro
TORINO09 marzo 201914:06
“In questi giorni è stato pubblicato il primo bando per le imprese e a breve verranno resi noti i bandi per i navigator. Se ne sta ancora discutendo, ma ormai la macchina è partita, e state tranquilli che non ci sarà alcuna crisi di governo, andremo a fine legislatura. E se mai ci fosse crisi, il decreto con Quota 100 e il Reddito di cittadinanza non potrà affossare perché il Parlamento è sovrano”.
Così oggi il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon, in un incontro a Torino sul welfare promosso dalla Lega, ha risposto a chi gli chiedeva i tempi della legge sul reddito e se vi sia il rischio che tutto il ‘decretone’ possa decadere in caso di crisi.
ECONOMIA
Cgia, famiglie spendono meno, -3% in dieci anni Acquisti in calo soprattutto al Sud, crollo del 7,7% dal 2007
09 marzo 201918:15
Rispetto all’anno pre-crisi, le famiglie italiane spendono meno. Lo segnala l’Ufficio studi della Cgia di Mestre: se nel 2007 le uscite mensili medie erano pari a 2.649 euro, 10 anni dopo, sebbene dal 2013 sia in corso una lenta ripresa, la soglia si è attestata a 2.564 euro (-3%, pari in valore assoluto a -85 euro). Se al Nord (- 47 euro) e al Centro (-75 euro) le contrazioni registrate sono al di sotto della media nazionale, preoccupa, invece, la situazione del Sud.
Negli ultimi 10 anni, infatti, la spesa delle famiglie meridionali è crollata di 170 euro (-7,7%); era pari a 2.212 euro nel 2007 ed è scesa a 2.042 euro un decennio dopo.
Microsoft, oltre 200 imprese colpite da hacker iranianiWsj, nel mirino aziende petrolifere e conglomerate, anche Saipem 10 MARZO 2019 12:32 (BATTUTA ANCHE ALLA MEDESIMA ORA DELL008 MARZO)
Hacker iraniani negli ultimi due anni hanno colpito migliaia di persone e oltre 200 compagnie, in una campagna che ha portato al furto di segreti aziendali e alla cancellazione dei dati dai computer, causando danni nell’ordine di centinaia di milioni di dollari per perdita di produttività. A dirlo sono i ricercatori di Microsoft, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal.Gli hacker hanno colpito società di idrocarburi, produttori di macchinari pesanti e conglomerate internazionali in diversi Paesi tra cui Arabia Saudita, Germania, Regno Unito, India e Stati Uniti. A finire nel mirino è stata anche l’italiana Saipem. La compagnia petrolifera nel dicembre scorso ha reso noto di essere stata vittima di un cyberattacco che ha interessato l’infrastruttura informatica dei suoi impianti in Italia, Scozia, India e Medio Oriente.Microsoft ha ricondotto gli attacchi a Holmium, uno dei gruppi riconducibili ad hacker iraniani. Alcuni degli hackeraggi di Holmium sono stati portati a termine da un altro gruppo chiamato APT33, che è quello che ha colpito Saipem.L’Iran, che secondo alcuni ricercatori di sicurezza aspira a diventare una cyber-potenza mondiale come Russia e Cina, ha respinto le accuse. Il Paese “nega qualsiasi coinvolgimento nei crimini informatici contro qualsiasi nazione”, ha detto al Wall Street Journal un portavoce della missione permanente iraniana presso l’Onu, secondo cui le ricerche sulla sicurezza informatica di Microsoft e altre società sono “essenzialmente pubblicità, non studi accademici né indipendenti”. [print-me title=”STAMPA”]
