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Ultimo aggiornamento 21 Marzo, 2019, 01:14:31 di Maurizio Barra

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Skype, videochiamate di gruppo ‘giganti’
Fino a 50 persone, su FaceTime di Apple possibile fino a 30

20 marzo 2019 04:45

– In arrivo su Skype le videochiamate con 50 utenti in contemporanea. Secondo le indiscrezioni del sito The Verge, l’applicazione di proprietà di Microsoft starebbe testando questo ampliamento nel tentativo di contrastare il suo diretto rivale FaceTime, l’app di Apple per le videochiamate che consente di avviare una chiamata video di gruppo con 30 utenti insieme.

Al momento il numero massimo consentito di partecipanti ad una videochiamata Skype è di 25 partecipanti. L’idea della società è di agevolare le comunicazioni per le piccole aziende che già oggi si affidano a Skype per le riunioni online. Secondo le indiscrezioni, l’invito ad una videochiamata di gruppo con 50 utenti sarà gestito tramite una notifica anziché facendo squillare i dispositivi di tutti i membri invitati. Microsoft non ha ancora reso noto una data di rilascio della novità, ancora in fase di prova.
Google dedica il doodle all’equinozio di primaveraLa ricerca sul motore di Mountain View diventa subito virale

20 marzo 201910:06

L’arrivo della primavera scatena i creativi di Google che all’equinozio del 20 marzo dedicato un partitolare doodle.Quest’anmno l’equinozio di Primavera, come già avvenuto altri anni, anticipa al 20 marzo anziché il canonico 21. Per l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, “questo slittamento è dovuto a una lenta deriva del calendario gregoriano, legata all’esigenza di dovere approssimare al meglio la durata dell’anno astronomico. Intorno al 2048 l’equinozio cadrà addirittura il 19. Lo stesso calendario, però, prevede un aggiustamento nel 2100. La Pasqua, invece, che – ha concluso Masi – cade la prima domenica successiva alla prima Luna piena dopo l’equinozio di Primavera, sarà ad aprile. Non il 24 marzo quindi, perché si fa riferimento come giorno dell’equinozio al 21, anziché al 20”.

Equinozio di primavera è oggiCon l’arrivo della bella stagione ecco l’ultima Superluna del 2019

20 marzo 201917:00

E’ l’equinozio di primavera, è dunque arrivata la primavera. E con la Primavera ecco anche l’ultima Superluna piena del 2019, dopo quella di febbraio, la più grande dell’anno. Sarà possibile ammirarla proprio questa notte tra il 20 e il 21 marzo.

“Quest’anno, infatti, l’equinozio di Primavera cade il 20 marzo, alle 22:58”, spiega

l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “Pochissime ore dopo, il 21 marzo alle 02:43, la Luna raggiungerà la fase piena. Questa coincidenza di date non avveniva dal 2000 e non riaccadrà prima del 2030. Ma – aggiunge Masi – in questi due casi non si tratta di Superlune. Quindi l’evento di domani è abbastanza raro. Un’occasione per alzare lo sguardo al cielo, soprattutto nei centri urbani dove l’illuminazione limita la vista del firmamento. Proprio per questo – rileva – l’Unione Astronomica Internazionale (Iau) sta organizzando il 16 maggio, giornata mondiale della luce Unesco, l’iniziativa Cieli bui per tutti”.Giornate di Primavera: il Fai apre le porte alle guide straniere

La Superluna cade sulla soglia dell’equinozio di Primavera che, come già avvenuto altri anni, anticipa al 20 marzo anziché il canonico 21. Per Masi, “questo slittamento è dovuto a una lenta deriva del calendario gregoriano, legata all’esigenza di dovere approssimare al meglio la durata dell’anno astronomico. Intorno al 2048 l’equinozio cadrà addirittura il 19. Lo stesso calendario, però, prevede un aggiustamento nel 2100. La Pasqua, invece, che – ha concluso Masi – cade la prima domenica successiva alla prima Luna piena dopo l’equinozio di Primavera, sarà ad aprile. Non il 24 marzo quindi, perché si fa riferimento come giorno dell’equinozio al 21, anziché al 20”, come già peraltro riportato sopra.GUARDA LA DIRETTA

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WhatsApp, contro le fake news in arrivo ricerca per immagini
Consentirà di capire da dove provengono le foto che riceviamo

20 marzo 201913:46

Contro le fake news, WhatsApp in futuro darà modo agli utenti di fare ricerche sulle immagini che ricevono in chat, così da poter risalire alla fonte e valutarne l’attendibilità. La novità, di cui ha riferito il sito WABetaInfo, è stata scovata su una versione beta, cioè non definitiva, dell’applicazione.Nella versione beta sono presenti sia un motore di ricerca interno (che consente di fare ricerche sul web senza uscire da WhatsApp), sia la possibilità di eseguire una ricerca per immagini, e cioè di inserire una foto nella barra di ricerca in cui normalmente si scrivono le parole chiave per trovare ciò che ci interessa nel mare magnum della rete. In pratica, se l’utente riceve un’immagine, può caricarla su Google e vedere, tra i risultati della ricerca, in quali pagine web è stata pubblicata in passato.La nuova funzione, più che contrastare direttamente le notizie false, darà in mano agli utenti uno strumento per controllare le notizie che ricevono in chat. Per mettere in guardia le persone, WhatsApp già da mesi segnala quando un messaggio che si riceve non è stato scritto da chi lo manda, bensì inoltrato, e ha limitato il numero di persone a cui si può inviare simultaneamente lo stesso messaggio, così da contenere la propagazione delle bufale.
Apple lancia gli AirPods con ricarica wirelessIl Ceo Tim Cook con un tweet annuncia cuffiette senza fili

NEW YORK20 marzo 201916:11

esclusivamente per il dispositivo e che consente una connessione piu’ veloce, un 50% di tempo in piu’ per parlare e il comando ‘Hey Siri’ per essere a mani libere. A lanciare la novità il ceo di Apple Tim Cook, attraverso un tweet.

I nuovi AirPods saranno disponibili a partire da 159 dollari, con il prezzo che sale a 199 per quelli con carica wireless.

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Google cambia Shopping e Android in Ue, in arrivo più scelta
Verrà chiesto ad utenti quale browser si vuole usare

BRUXELLES20 marzo 201912:13

Google ha deciso di modificare in Europa alcune funzionalità del servizio Shopping e di Android per meglio rispondere alle richieste dell’antitrust europeo.

“Dal 2017, quando abbiamo adattato Google Shopping per rispondere alle direttive della Commissione Ue, abbiamo fatto numerose modifiche”, ha detto Kent Walker, vicepresidente di Google, annunciando una nuova modifica introdotta recentemente.

“Abbiamo iniziato a testare un nuovo formato, che dà link diretti ai siti che confrontano i prezzi, assieme ad offerte specifiche dei venditori”.   Un’altra innovazione riguarda Android: chi possiede un telefono con il sistema operativo sviluppato da Google può già scegliere se installare un browser diverso da Google, ma nei prossimi mesi all’utente verrà esplicitamente chiesto quale browser o app di ricerca vuole utilizzare.
Apple, progetti editoria anche in ItaliaTra organizzazioni coinvolte anche Osservatorio Giovani-Editori

20 marzo 201912:35

C’è anche l’Osservatorio Giovani-Editori tra i soggetti coinvolti nella nuova iniziativa di Apple a sostegno delle organizzazioni non profit negli Stati Uniti e in Europa che offrono programmi di alfabetizzazione mediatica indipendenti. L’annuncio è arrivato oggi dall’azienda di Cupertino, che darà il proprio supporto anche ai progetti News Literacy Project (NLP) e Common Sense negli Stati Uniti.L’intento – si legge in una nota – è promuovere lo sforzo di potenziare nei giovani le capacità di pensiero critico necessarie nell’era digitale di oggi.”L’alfabetizzazione all’uso delle notizie è vitale per sostenere una stampa libera e una democrazia prospera, e siamo orgogliosi di collaborare con organizzazioni in prima linea in questo sforzo – ha affermato Tim Cook, CEO di Apple -. Siamo rimasti colpiti dall’importante lavoro svolto da News Literacy Project, Common Sense e Osservatorio, che consentono ai giovani di essere cittadini attivi e impegnati”.”La nostra missione è aiutare i giovani a sviluppare capacità di pensiero critico confrontando diverse fonti di informazione di qualità – ha affermato Andrea Ceccherini, fondatore e CEO di Osservatorio Permanente Giovani-Editori -. In un momento in cui le notizie false si stanno diffondendo, non possiamo cedere all’idea che i servizi di fact-checking di terze parti siano l’unico modo per valutare l’affidabilità delle fonti. Possiamo esercitare le nostre menti ed essere padroni del nostro destino”.
Nuova multa Ue a Google: 1,49 miliardi ad AdSense per la ricerca’Ha impedito concorrenza nella pubblicità dei motori ricerca’

BRUXELLES20 marzo 201917:38

Terza multa della Commissione Ue a Google, che dovrà pagare 1,49 miliardi per aver abusato della sua posizione dominante con la piattaforma AdSense nel settore della pubblicità per motori di ricerca. L’azienda imponeva clausole restrittive nei contratti con siti di parti terze, che hanno impedito ai rivali di offrire le loro pubblicità sugli stessi siti. “La cattiva condotta è durata dieci anni e ha impedito alle altre aziende di competere sul merito e innovare”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.”Abbiamo già introdotto una serie di cambiamenti ai nostri prodotti per rispondere alle preoccupazioni della Commissione. Nei prossimi mesi, introdurremo ulteriori aggiornamenti per incrementare la visibilità dei nostri concorrenti in Europa. Siamo sempre stati d’accordo sul fatto che mercati sani e prosperi siano nell’interesse di tutti”: così Kent Walker, SVP Global Affairs di Google, commenta la multa della Commissione Europea per AdSense.Siti di giornali, blog o aggregatori di viaggi usano spesso una funzione di ricerca integrata. Quando un utente esegue una ricerca usando questa funzione, il sito web visualizza sia i risultati della ricerca sia gli annunci pubblicitari che appaiono accanto al risultato della ricerca. Google utilizza AdSense per la ricerca per fornire questi annunci ai proprietari dei siti web “editori”. Google è un intermediario, un’agenzia pubblicitaria, tra inserzionisti e proprietari di siti web che desiderano sfruttare lo spazio intorno alle pagine dei risultati. Bruxelles spiega che è stato di gran lunga l’attore più potente in questo settore, con una quota di mercato superiore al 70%.I concorrenti come Microsoft e Yahoo non possono vendere spazi pubblicitari sulle pagine dei risultati di Google, per questo i siti di terzi sono per loro un’importante possibilità allo sviluppo della propria attività. La Commissione ha quindi esaminato diverse centinaia di accordi individuali tra Google e siti web, concludendo che a partire dal 2006 ha inserito clausole di esclusività nei suoi contratti: gli editori non erano autorizzati a pubblicare annunci di concorrenti sulle loro pagine dei risultati di ricerca.A partire da marzo 2009, Google ha gradualmente iniziato a sostituire le clausole di esclusività da altre chiamate “Premium Placement”, che hanno costretto gli editori a riservare lo spazio più redditizio nelle pagine dei risultati di ricerca agli annunci Google e richiesto la presenza di un numero minimo di annunci. Inoltre, da marzo 2009, Google ha anche incluso clausole che impongono ai siti di ottenere un permesso scritto di Google prima di poter cambiare il modo in cui gli annunci pubblicitari concorrenti vengono visualizzati.
Cybersicurezza, il 55% delle aziende italiane attaccateKaspersky, tra effetti più comuni interruzione servizi (31%)

20 marzo 201917:38

Più della metà delle aziende italiane, il 55% – il 54% quelle europee – ha dichiarato di aver affrontato almeno un attacco informatico negli ultimi 24 mesi e le conseguenti ricadute sulle loro attività. Lo dice una indagine condotta da Kaspersky Lab. Tra gli effetti più comuni: interruzione dei servizi (31%), problemi con l’integrità dei dati (18%) e perdita dei dati stessi (15%).Le organizzazioni di Regno Unito e Spagna – dice la ricerca – sono quelle che si trovano a fronteggiare la maggior parte dei rischi: il 64% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di aver avuto esperienza di un attacco informatico negli ultimi due anni. “In Italia – spiegano i ricercatori – questo dato è piuttosto alto, pari al 55%, soprattutto se messo a confronto con la situazione riscontrata in altri paesi, come la Germania (49%) o la Romania (37%)”. Pur potendo contare solitamente su budget per l’Information Technology più consistenti rispetto a quanto viene stanziato dalle piccole e medie imprese, le grandi aziende che hanno dovuto affrontare un cyberattacco sono state pari al 64%, contro il 45% delle Piccole e medie imprese.Inoltre, oltre due terzi (72%) delle organizzazioni europee coinvolte nell’indagine di Kaspersky Lab ha dichiarato di essere in grado di scoprire un’eventuale violazione in otto ore o meno; nonostante questo sono ancora tante, il 25%, le aziende che non riescono ad intervenire nelle prime ore dopo un attacco, semplicemente perché non si rendono conto di averlo subito. In Italia il 78,1% degli intervistati dichiara tempi di risposta sotto le 8 ore, mentre il 21,1% afferma di non riuscire ad essere altrettanto tempestivo. “I risultati dell’indagine confermano una tendenza che sottolineiamo da diverso tempo: gli attaccanti che riescono a penetrare all’interno di un’organizzazione a volte non lasciano alcuna traccia”, commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.         [print-me title=”STAMPA”]

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