Aggiornamenti, Notizie, Tecnologia, Ultim'ora

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2019, 04:40:21 di Maurizio Barra

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 13:28 DI GIOVEDì 21 MARZO 2019

ALLE 04:40 DI VENERDì 22 MARZO 2019

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

Nuova Zelanda: Facebook, l’AI ha fallito
Rosen, ‘fortunatamente mancano gli esempi con cui allenarla’

21 marzo 2019 13:28

– L’intelligenza artificiale (AI) ha fallito nell’identificare ed eliminare in automatico il video della strage di Christchurch, in Nuova Zelanda. Lo ammette Facebook, con un lungo post del vicepresidente Guy Rosen che fornisce maggiori dettagli sugli aspetti tecnologici legati alla vicenda e promette miglioramenti. “L’intelligenza artificiale nel corso degli anni ha fatto enormi progressi in molte aree, il che ci ha consentito di individuare proattivamente la stragrande maggioranza dei contenuti che rimuoviamo. Ma non è perfetta”, scrive Rosen. Per riconoscere testi, foto e video non consentiti, spiega il manager, l’AI ha bisogno di essere “allenata” con migliaia di esempi. Serve cioè la disponibilità di migliaia di testi o immagini di un determinato tipo – dal nudo alla violenza – per “insegnare” alla macchina a riconoscerli, e tale disponibilità “in questo caso fortunatamente non c’è, perché gli eventi come quello neozelandese sono rari”, evidenzia Rosen.

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

Editoria, Google finanzia 5 idee Italia
6/o round Digital News Initiative. Oltre 10 mln totali nel Paese

21 marzo 201915:20

– Ci sono anche cinque progetti italiani, che in totale hanno ricevuto oltre 1,5 milioni di euro, tra i destinatari del sesto e ultimo round di finanziamenti del fondo per l’innovazione della Digital News Initiative, l’iniziativa lanciata nel 2015 da Google per supportare il giornalismo di qualità attraverso tecnologia e innovazione.
Nel sesto round Google ha stanziato più di 25 milioni di euro per sostenere 103 progetti in 23 paesi. In Italia sono stati scelti l’app ‘Local.Me’ di Poligrafici Editoriale; l’app ‘LK’ di Linkiesta.it; ‘Personalised content experience’ di 1988, che punta a innovare produzione e distribuzione di contenuti attraverso un algoritmo che sfrutta una vasta gamma di dati e fonti; ‘Come Together!’ di Gedi News Network, una luogo digitale in cui contributi dei lettori, lavoro dei giornalisti e tecnologia possono agire insieme per dare centralità alle news locali; la piattaforma ‘Tnta’ di Ced per escludere dalla pianificazione pubblicitaria le pagine considerate inaffidabili.
In questi tre anni con il Fondo DNI Google ha finanziato 662 progetti in oltre 30 paesi; solo in Italia sono stati finanziati 44 progetti per un totale di oltre 10 milioni di euro. Nelle prossime settimane si apriranno le selezioni per la prossima sfida, la Google News Innovation Challenge che – dopo il progetto pilota in corso in Asia – arriverà in Europa e, per il primo round, si focalizzerà sull’editoria locale.

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

La Cina sarà il primo mercato del 5G
Studio, 460 mln connessioni nel 2025, più di Usa e Ue insieme

21 marzo 201916:08

– La Cina, primo mercato al mondo della telefonia mobile, sarà il più grande mercato delle nuove reti cellulari di quinta generazione. Nel 2025 il Paese asiatico conterà 460 milioni di connessioni 5G, più di Europa (205 milioni) e Usa (187 milioni) messi insieme. Il dato emerge da un nuovo rapporto della Gsma, l’associazione globale degli operatori mobili.
La Cina ha chiuso il 2018 con 1,2 miliardi di utenti di telefonia mobile, confermando la leadership mondiale. Il settore l’anno scorso ha generato un valore di 5.200 miliardi di yuan cinesi (circa 680 miliardi di euro), pari al 5,5% del Pil cinese.
L’ecosistema ‘mobile’, si legge ancora nello studio, nel 2018 ha sostenuto direttamente e indirettamente 8,5 milioni di posti di lavoro, e ha dato un contributo in tasse all’erario di 583 miliardi di yuan (76 miliardi di euro). Il 5G, secondo gli esperti, darà ulteriore slancio al settore. Nei prossimi due anni gli operatori mobili cinesi investiranno nelle nuove reti una cifra stimata in 401 miliardi di yuan (52 miliardi di euro). E nel 2023, proprio grazie al 5G, il settore darà all’economia cinese un contributo di 6mila miliardi di yuan (quasi 790 miliardi di euro).

TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE

Copyright: gli editori a Strasburgo, dite sì alla Direttiva Ue
Il voto a fine marzo: ‘L’Europa ha bisogno di stampa libera’

21 marzo 201917:22

La società digitale “ha bisogno di una stampa libera e diversificata”: a pochi giorni dal voto del Parlamento Europeo, atteso per la fine di marzo, editori e giornalisti di tutta Europa rinnovano il loro appello per il via libera alla direttiva sul copyright, frutto di un dibattito durato quasi tre anni. Centinaia le firme di editori, amministratori delegati, direttori di testata, corrispondenti, di centinaia di testate, dal cartaceo al web dalla tv alla radio, con decine e decine di paesi coinvolti, dall’Austria alla Repubblica Ceca, dalla Croazia alla Finlandia. Lunghissimo l’elenco delle firme italiane continuamente aggiornato, che conta vertici ed esponenti di tutte le testate, dal Corriere della Sera e Repubblica, La Stampa, i giornali locali.

La proposta di legge europea, ricorda l’appello, “consentirebbe a media e artisti di ricevere una parte dei ricavi online generati dalle loro opere. Fino ad ora, solo i giganti del web hanno prevalentemente beneficiato di tali ricavi”. È una questione “cruciale per la stampa, gli artisti, la democrazia e la cultura”. Un appello che punta a smascherare il fake nascosto dietro alla martellante campagna di questi mesi da parte di chi invoca la libertà del web sostenendo che una legge sul diritto d’autore costringerebbe gli utenti a pagare per accedere a Internet o per scambiare i file. Nella proposta di Direttiva Ue, si ribadisce nell’appello, “solo alle principali piattaforme di Internet con entrate ingenti sarà richiesto di pagare media, artisti e autori”.

Per le grandi piattaforme che incassano decine di miliardi di dollari l’anno, si tratterebbe di “pagare qualche centinaio di milioni ai creatori di contenuti” il che, sottolineano i firmatari dell’appello, “non firmerebbe la loro condanna a morte cosi come il pagamento di un importo minimo di tasse in Europa”. Un falso, si fa notare, anche l’allarme censura: “Se gli articoli o le canzoni dovessero scomparire dal web, dipenderà solamente da una scelta delle principali piattaforme”. L’Ue è un mercato che i giganti di Internet “non possono ignorare”. Se la direttiva non venisse approvata, denunciano ancora i firmatari, sarebbe una minaccia per la stampa libera e per le democrazie. “Dobbiamo essere protetti dalla disinformazione, dalla manipolazione dell’opinione pubblica, dalla propaganda di Stato e dalle lobby finanziarie. Sì, c’è bisogno di una democrazia vivace – conclude l’appello – Ma per questo abbiamo bisogno di giornalisti indipendenti che possano vivere del loro lavoro”.        [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.