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Ultimo aggiornamento 27 Marzo, 2019, 07:17:11 di Maurizio Barra

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Copyright: il relatore Voss, da piattaforme web disinformazione
“Dimostrano quanto sia semplice manipolare soprattutto giovani”
26 marzo 2019 10:49

“Con questa riforma” sul copyright “non c’è censura. La libertà di espressione non viene limitata, con questa riforma creiamo certezza del diritto per i creatori e nuove possibilità per utenti e cittadini. Google, Facebook e Youtube divulgano disinformazione e dimostrano quanto sia semplice manipolare soprattutto i giovani o lasciarli manipolare e oggi il nostro Parlamento può agire contro queste piattaforme”. Così il relatore del testo sul copyright il tedesco Ppe Axel Voss. “È un momento cruciale per la cultura europea, per l’economia digitale, per la difesa dei nostri valori Ue”. Così la commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, intervenendo in aula a Strasburgo in vista del voto di oggi sulla direttiva sul copyright. “La nuova direttiva – ha affermato – permetterà di adeguare il diritto d’autore al XXI secolo”, andando “a vantaggio di autori, interpreti, giornalisti, editori, produttori di film e musicali”.

YouTube rinuncia a progetto produzioni tvBloomberg, risultati inferiori alle previsioni

26 marzo 201918:27

YouTube rinuncia al progetto delle produzioni televisive con budget alto lasciando così il campo libero a Apple che proprio ieri ha presentato il suo servizio di tv in streaming. La decisione, secondo Bloomberg, arriverebbe in seguito ai risultati inferiori alle previsioni degli spettacoli prodotti direttamente. Nel modello scelto da YouTube le produzioni tv ad alto budget venivano proposte in puntate pilota gratis per chiunque, mentre il resto degli episodi era disponibile solo per chi si abbonava a YouTube Premium, a pagamento. Tra le vittime dei tagli di Big G, gli spettacoli Overthinking with Kat & June oltre che la serie tv di fantascienza Origin. YouTube avrebbe già cancellato l’approvazione degli script di queste ma anche di altre produzioni. Per il momento rimane ancora incerto il destino di altri spettacoli prodotti da YouTube, tra cui Step Up: Hight Water.Il core business della piattaforma, come sottolinea Bloomberg, resta la vendita degli annunci pubblicitari da cui l’anno scorso l’azienda ha ricavato 15 miliardi di dollari.In direzione opposta si è mossa Apple, che ha lanciato la sfida a Amazon e Netflix. Proprio ieri ha lanciato l’app Apple Tv+, riservata ai contenuti originali anche ad opera di Steven Spielberg. La piattaforma, on demand e senza pubblicità, ospiterà anche Oprah Winfrey, la star del piccolo schermo accolta con un’ovazione dallo Steve Jobs Theatre di Cupertino.
Huawei P30 e P30 Pro, la rivoluzione della fotografia Lo smartphone ha quattro fotocamere posteriori, scatta anche al buio

26 marzo 201918:58

La rivoluzione della fotografia. Huawei svela il P30 e il P30 Pro, i nuovi top di gamma con cui la compagnia cinese sfida Apple e Samsung spingendo l’acceleratore sul suo tratto distintivo: la fotografia. Il comparto fotografico degli smartphone cambia il paradigma del colore, passando dal classico Rgb, cioè rosso verde e blu, a un innovativo Ryyb, cioè rosso giallo e blu. Il giallo al posto del verde – spiega l’azienda – dà il 40% in più di luce, per migliorare le foto sia al sole che di notte. Per gli scatti al buio c’è poi un valore di ISO pari a 409.600, una sensibilità superiore a quella di una reflex.

Il P30 Pro monta per la prima volta quattro fotocamere posteriori sviluppate con la tedesca Leica. Il sensore principale, da 40 megapixel, è affiancato da un grandangolare, l’ultra wide da 20 megapixel, e da un teleobiettivo da 8 megapixel con struttura periscopica che consente uno zoom ottico 5X e ibrido 10X, oltre a un digitale 50X. C’è poi un sensore Tof, che permette effetti bokeh avanzati nei nei video, e dà anche modo anche di misurare le dimensioni delle cose e di scannerizzare un oggetto reale per farne un modello 3D da aggiungere a foto e video.

Le fotocamere sono assistite dall’Intelligenza artificiale (AI), che ad esempio regola i diversi livelli di esposizione dentro un singolo scatto. L’AI coadiuva poi lo stabilizzatore ottico, anche nei video, su cui il P30 promette un passo in avanti rispetto al predecessore. La fotocamera anteriore per i selfie è da 32 megapixel, serve al riconoscimento del volto ed è racchiusa in un notch piccolo e semisferico.

Il P30 Pro ha un display Oled da 6,47 pollici, con lettore di impronte integrato, curvo ai lati, senza forellino per ascoltare le chiamate: il suono viene emesso direttamente dallo schermo grazie alla tecnologia Acoustic Display. All’interno c’è il processore Kirin 980 a 7 nanometri, 8 GB di Ram e memoria da 128 e 256 GB. espandibile. Il sistema operativo è Emui 9.1 basato su Android 9.Con batteria a lunga durata, da 4.200 mAh a ricarica veloce (40W) e resistenza ad acqua e polvere (IP68), è disponibile da subito in 4 colori – Aurora, Nero, Amber Sunrise e Breathing Crystal – a 999 euro per i 128 GB e a 1.099 euro per i 256 GB.

Il P30 è più piccolo, ha uno schermo Oleda d 6,1 pollici, tripla fotocamera posteriore da 40, 16 e 8 megapixel. La fotocamera frontale è la stessa del fratello maggiore, così come il processore, il sistema operativo e il lettore di impronte. Integra 6 GB di Ram e 128 MB di memoria espandibile. La batteria è da 3.650 mAh. Particolarità: ha la presa jack per le cuffie. Disponibile da subito in tre colori – Aurora, Nero e Breathing Crystal – a 799 euro.
Cybercrime: attacco a pc Asus, coinvolti 1 mln utentiKasperky Lab, “operazione chirurgica su obiettivi specifici”

26 marzo 201917:25

Una campagna di cybercrime “chirurgica” che potrebbe aver potenzialmente coinvolto un milione di utenti in tutto il mondo che usano i pc Asus. A segnalarla Kaspersky Lab. Gli autori dell’operazione ShadowHammer hanno preso di mira gli utenti con Asus Live Update Utility, strumento di aggiornamento fornito dalla casa madre: hanno introdotto una backdoor all’interno, cioè una entrata di servizio, grazie alla quale hanno inserito un codice malevolo. L’operazione è durata “almeno da giugno a novembre 2018″.”Gli attacchi hanno come primario obiettivo organizzazioni o entità internazionali anziché i consumatori”, è il commento di Asus. “Una quantità limitata di dispositivi – spiega – è stata impattata con un codice maligno attraverso un attacco sofisticato sui server di Live Update, nel tentativo di colpire un gruppo di utenti molto piccolo e specifico. Il servizio clienti Asus ha contattato gli utenti interessati e fornito assistenza al fine di eliminare qualunque rischio di sicurezza”. L’azienda spiega inoltre di aver implementato una correzione nell’ultima versione del software Live Update, introdotto meccanismi di verifica della sicurezza “per impedire qualsiasi manipolazione dannosa sotto forma di aggiornamenti software o altri mezzi e implementato un meccanismo di crittografia end-to-end”. Infine, Asus ha creato “uno strumento diagnostico online per verificare i dispositivi interessati e incoraggia gli utenti a eseguirlo in modo precauzionale”

Il malware, spiega Kasperky Lab, “avrebbe potuto infettare tutti gli utilizzatori della utility, ma gli autori della minaccia hanno preferito concentrarsi su alcune centinaia di utenti sui quali evidentemente avevano già informazioni raccolte in precedenza”. “Per gli autori di questo attacco sofisticato – aggiunge – era importante passare inosservati mentre colpivano alcuni obiettivi specifici con una precisione che potrebbe essere definita chirurgica”. Secondo l’azienda di sicurezza russa ad avere sul proprio computer la versione malevola di Asus Live Update sono circa 57 mila utenti un numero che potrebbe crescere fino a toccare quota un milione. Tra i paesi coinvolti, in primo luogo la Russia, poi Germania, Francia e Italia. Gli hacker dell’operazione ‘ShadowHammer’ sarebbero stati interessati, in particolare, a determinati utenti individuati tramite il Mac (Media Access Control) cioè un indirizzo di dodici cifre che serve ad identificare in maniera precisa ogni scheda di rete presente nel pc. La backdoor dei cyberciminali una volta scaricata su un pc con l’indirizzo Mac preso di mira si collega ad un server sotto il controllo degli hacker per installare a sua volta un ulteriore codice malevolo. Fino ad ora i computer finiti in questo giro sarebbero circa 600.La ricerca di malware simili ha rivelato la presenza di software di tre altre aziende in Asia, tutti con backdoor installate con metodi e tecniche molto simili. Kaspersky Lab ha segnalato il problema ad Asus e alle altre aziende. “Non è ancora molto chiaro quale fosse l’obiettivo finale di questi attaccanti e stiamo ancora cercando di capire chi si cela davvero dietro questa operazione. In ogni caso, le tecniche impiegate per ottenere l’esecuzione non autorizzata del codice, così come altri indizi scoperti, suggeriscono che ShadowHammer possa essere probabilmente collegato con il gruppo di autori di minacce APT BARIUM, in precedenza legato agli incidenti relativi a ShadowPad e CCleaner, fra gli altri”, ha commentato Vitaly Kamluk, Director of Global Research and Analysis Team, APAC, presso Kaspersky Lab.

Duan (Huawei Italia), porteremo il 5G agli italianiGeneral manager, telefoni già da quest’anno, su reti noi leader

PARIGI26 marzo 201918:17

Huawei vuole portare il 5G agli italiani, non solo con le reti di cui è “leader mondiale” ma anche con i telefoni, dandoli agli utenti “già quest’anno”, e poi con soluzioni end-to-end per le aziende. Lo spiega

Stephen Duan, general manager della divisione consumer di Huawei Italia, a margine della presentazione dei nuovi telefoni P30, oggi a Parigi.Duan non commenta le raccomandazioni Ue sulle reti 5G (la materia compete al ramo business della compagna), che non mettono al bando Huawei per motivi di sicurezza ma prevedono un controllo. Né parla dei divieti in Usa, Canada e Australia, limitandosi a osservare che Huawei, a differenza di altre compagnie, “ha la tecnologia per sviluppare le reti ora” in quei tre Paesi, dove il 5G rischia di restare “confinato nelle grandi metropoli”. Il manager rileva che in Italia, già da quest’anno, in alcune città arriveranno le reti 5G: “Daremo alle persone da subito la possibilità di sfruttarle con smartphone compatibili”, assicura.Il primo sarà il Mate X, il pieghevole e costoso telefono della compagnia cinese atteso nei prossimi mesi, ma entro il 2019 ce ne saranno altri, mentre “dal 2020 offriremo una linea completa di smartphone 5G”, in ogni fascia di prezzo.Ma il raggio d’azione di Huawei non si limita a questo: “Abbiamo soluzioni end-to end per operatori, fornitori, grandi aziende”, dice Duan. Un esempio: “Abbiamo già reso noto un accordo europeo con Audi e Volkswagen per l’auto connessa”. Uno dei frutti si è visto oggi: lo smartphone P30 Pro potrà essere usato per aprire e accendere le auto di Audi.
L’Eurocamera approva la riforma del copyrightTesto passato con con 348 sì, 274 no e 36 astenuti

RASBURGO26 marzo 201914:52

Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole sul diritto d’autore. Il via libera dall’aula di Strasburgo all’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sulle nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in Internet è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web. La direttiva approvata dal Pe mette fine “all’attuale far-west digitale” stabilendo regole moderne al passo con lo sviluppo delle tecnologie, proteggendo gli autori senza imporre alcun filtro all’upload dei contenuti e prevedendo deroghe chiare per tutelare start-up, micro e piccole imprese. E’ quanto sottolinea in una nota il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani dopo il sì a quella che definisce “riforma equilibrata” sul diritto d’autore online.Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, dare l’ultimo ok formale. La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data, validi nel mondo offline, si applichino ora anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcune delle piattaforme online che saranno più direttamente interessate dalla nuova legislazione. Queste ultime diventano ora direttamente responsabili dei contenuti caricati sui loro siti.”La direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa. I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell’Ue si muovono per implementare queste nuove regole”, commenta Google.Wikipedia torna in chiaro dopo l’oscuramento messo in atto alla vigilia del voto sulla riforma del copyright, approvata oggi dall’Europarlamento. “Nonostante tutti i nostri sforzi e le proteste della comunità di Wikipedia, di tantissime associazioni e di milioni di cittadini europei, la direttiva copyright è passata così come proposta. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a cercare di ribaltare un risultato che era segnato”, spiega una nota di Wikimedia, la Fondazione a cui Wikipedia fa capo.

Tremano gli youtuber, a rischio streaming e video webMontemagno, internet non chiuderà, è solo un’evoluzione digitale

26 marzo 201921:55

Per mesi il web ha ospitato centinaia di video sotto l’hashtag #SaveYourInternet. Youtuber da milioni di follower sono scesi in piazza – virtuale, s’intende – per protestare contro la direttiva europea sul copyright, puntando il mirino in particolare contro l’articolo 13 (oggi diventato 17) che colpirebbe in maniera corposa il mondo dei video su internet a favore del diritto d’autore. Ora la direttiva è stata approvata dal Parlamento Europeo sancendo di fatto quella che il guru della comunicazione online, Marco Montemagno, definisce “l’evoluzione naturale della specie digitale”. “Ma internet non morirà – spiega

-, col tempo nasceranno altre piattaforme, saranno sviluppati altri accorgimenti, si arriverà a modelli di business diversi”. La catastrofe annunciata sembra dunque lontana dall’orizzonte anche se qualcuno ha già pubblicato tutorial su “come sopravvivere all’apocalisse”.”Oggi possiamo parlare di un campanello d’allarme. Le paventate conseguenze catastrofiche non le crea una direttiva, ma il mercato – afferma Montemagno, autore tra l’altro di una rubrica sul mondo del web su Radio Deejay, durante “Il Rosario della Sera” di Fiorello -. Ora, in attesa dell’applicazione della direttiva nei vari Paesi, bisognerà capire cosa succederà. Quello che io sostengo è che è necessaria una collaborazione globale tra tutti gli attori in campo: detentori dei diritti, piattaforme tecnologiche, utenti e politica. Oggi, per usare una metafora, il sistema è come un 14enne che ha bisogno di crescere, di evolversi”. Intanto online il dibattito resta piuttosto acceso, tra “apocalittici e integrati”, mutuando un celebre saggio di Umberto Eco. “Quelle che arrivano dall’Europa non sono notizie confortevoli – ammette Chiara Paradisi, youtuber di professione, con oltre mezzo milione di iscritti -. Ora aspettiamo di leggere con precisione la direttiva, per capire meglio come muoverci.   Per me, che sono titolare anche di miei marchi, questa norma potrebbe verosimilmente trasformarsi in un’opportunità”.”Si tratta di un provvedimento controverso, in un settore dove sicuramente un intervento era necessario – spiega David Dall’Aglio, Ceo eVox, uno dei principali network di content creator in Italia -. Temo che, così come è stato concepito, il provvedimento comporterà rischi concreti per la creazione di contenuti sul web”. “E’ nostro compito impedire a chi utilizza materiale protetto senza diritto di continuare a guadagnare sulle spalle di altri artisti – sottolinea Croix89, alias di Marco Merrino, youtuber da 500 mila iscritti -. C’è una grossa differenza fra libertà d’espressione ed escamotage per imbrogliare al meglio e guadagnarne il massimo. La legge non distruggerà internet, diffidate da ogni titolo sensazionalista, bisogna informarsi”.           [print-me title=”STAMPA”]

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