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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2019, 05:18:15 di Maurizio Barra

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 08:32 DI DOMENICA 21 APRILE 2019

ALLE 05:18 DI MARTEDì 23 APRILE 2019

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Scamarcio in un plumbeo legal-thriller
Con Boni, Pesce e Gerini in ‘Non sono un assassino’ 21 Aprile 2019 08:32

– ‘Non sono un assassino’ di Andrea Zaccariello, in sala dal 30 aprile con 01 e basato sull’omonimo best-seller di Francesco Caringella, è un plumbeo legal-thriller con protagonista il vice-questore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio). Tutto inizia quando l’uomo un giorno esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni). I due, in realtà, non si vedono da quasi due anni, ma per incontrare il suo caro amico, Andrea percorre due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Due ore per una domanda e una risposta? Una cosa sospetta se si considera poi che quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa, e Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa come il tempo per uccidere l’amico. A interrogarlo e accusarlo una PM dalla voce roca (Claudia Gerini) che conosce il suo passato. A difenderlo invece l’avvocato amico di una vita (Edoardo Pesce). In più, in questo giallo dalle atmosfere cupe, ci si mette in mezzo pure un testimone oculare che accusa il vicequestore che ha però dalla sua una cosa non da poco: come può un uomo di legge concepire un delitto senza garantirsi un minimo alibi anzi facendo convogliare tutte le prove contro lui? “Ho letto molto di diritto romano – dice Scamarcio – e ho scoperto che gli imputati potevano anche mentire per poter rappresentare al meglio la verità. Gli era concesso perché se avessero detto la verità esatta potevano paradossalmente fuorviare la giuria. La menzogna era così una scena, un meccanismo di rappresentazione. Il film – continua l’attore – è anche la storia di un’amicizia che va molto indietro nel tempo”.
“Era interessante il contrasto tra la durezza della pm che cerca la verità – sottolinea la Gerini – e la matassa complicata in cui deve destreggiarsi. Anche per questo ho pensato di utilizzare una voce logorata, stanca, con delle corde vocali irritate”.
“Il libro è scritto in prima persona – commenta il regista – e questa era già una sfida. Certamente – aggiunge – conosco il cinema civile italiano e mi ha influenzato, ma solo all’inizio perché volevo che questo film si concentrasse sulle anime dei protagonisti. Il male trova spazio in noi quando ci convinciamo che non sia il male – continua – . Ci ricostruiamo allora la realtà che vogliamo e non accettiamo critiche o punti di vista altrui. Volevamo comunque raccontare – conclude Zaccariello – una Puglia diversa, ombrosa, dove c’è una costante sensazione di maltempo anche se poi la pioggia cade solo alla fine”.
I 50 anni dei Detective dell’ arteFurti e falsi, la caccia dei carabinieri ai tesori da salvare

22 aprile 201913:23

– ROBERTO RICCARDI, “DETECTIVE DELL’ ARTE” (RIZZOLI – pp. 235 – 18 euro). “Se non ci fosse stata l’ indagine che nel 1998 a due mesi dal furto permise di recuperare e rimettere al suo posto Il Giardiniere di Van Gogh oggi il visitatore della Galleria Nazionale d’ Arte Moderna di Roma si troverebbe davanti a una parete bianca. Non fu solo un grande risultato per la cronaca giudiziaria ma una conquista che ha restituito al mondo un bene meraviglioso”. Il generale dei carabinieri Roberto Riccardi riassume così il senso del lavoro che in 50 anni ha portato il Comando Tutela Patrimonio Culturale a un livello di eccellenza che tutto il mondo invidia all’ Italia. In mezzo secolo i “segugi” dell’ Arma hanno salvato centinaia di migliaia di beni, dal piccolo crocifisso di una chiesa di paese, ai buccheri e ai cocci saccheggiati dai tombaroli nelle necropoli,ai capolavori rubati in musei, edifici pubblici e abitazioni private. All’ attività silenziosa della squadra di specialisti fondata nel 1969, Roberti, che a settembre assumerà la guida del Comando, dedica il volume “Detective dell’ arte” , pensato proprio per festeggiare questo compleanno particolare. E’ il racconto di furti clamorosi risolti, come avvenne nel 1975 con il celebre quadro “La Muta” di Raffaello di Raffaello, nel Palazzo ducale di Urbino. Oltre all’ opera del maestro, simbolo della città, i ladri – quattro italiani – portarono via anche due Piero della Francesca. Un anno dopo vennero incastrati con uno stratagemma. Il ricettatore aveva già incassato una prima rata per piazzare le tele sul mercato internazionale. Dopo aver individuato la persona che ne era in possesso, gli investigatori si finsero collezionisti facoltosi intenzionati a comprarle e fissarono un appuntamento in una camera di albergo a Locarno dove scattarono le manette. Un altro caso eclatante, appunto, la rapina alla Galleria Nazionale d’ Arte moderna di Roma dove i delinquenti armati bloccarono tre dipendenti e rubarono due Vang Gogh, il Giardiniere e l’ Arlesiana, e Le Cabanon de Jourdan di Cezanne, recuperati due mesi dopo tra Roma e Torino. E’ anche la storia di vicende senza lieto fine, come La Natività di Caravaggio rubata proprio 50 anni fa nell’ Oratorio di San Lorenzo a Palermo. Di quel capolavoro si sono perdute le tracce in uno scenario nel quale, secondo le versioni contrastanti di alcuni testimoni di giustizia, avrebbero giocato un ruolo anche boss mafiosi. “I casi ancora aperti – osserva Riccardi – non si chiudono mai. Noi siamo all’ avanguardia, siamo stati i primi a dotarci di una struttura del genere. La nostra banca dati ha un milione e 300 mila files riferiti a opere d’arte italiane e di altri paesi, rubate o disperse in guerre, calamità naturali, devastazioni e saccheggi”.
L’ attività degli specialisti dell’ Arma ha varcato i confini nazionali. Dal 2015 il Comando è partner dell’ Unesco nella iniziativa planetaria dei Caschi Blu della Cultura, una invenzione tutta italiana avviata con il Mibac: un team di 30 carabinieri e 30 funzionari del Ministero assicura assistenza e consulenza nella catalogazione e nella tutela diretta dei beni culturali dei paesi devastati dai conflitti e dai disastri naturali. Il libro è un tuffo nella storia dell’ arte, a partire da Napoleone che dopo la campagna d’ Italia portò in Francia cento capolavori in virtù del Trattato di Tolentino. Fu l’ ultimo caso di “diritto di saccheggio” consentito al vincitore.
Tra le opere finite in Francia c’ era anche il celebre gruppo del Laocoonte, tornato in Italia grazie al grande scultore Antonio Canova, nominato dal Papa ambasciatore per il recupero delle opere d’arte. Non c’era invece La Gioconda, che era stato portato in Francia da Leonardo e poi venduto da un erede alla corte di Francesco I. Un imbianchino veneto, Vincenzo Peruggia, la rubò nel 1911 infiltrandosi tra i dipendenti di una ditta di pulizie del Louvre. Due anni dopo l’ uomo si presentò al direttore degli Uffizi dicendo che l’ avrebbe consegnata a patto che restasse in Italia. Non andò così, il quadro torno al suo posto e lui finì in galera.
Capolavori rubati, scomparsi, distrutti ma anche storia di falsi. Poteva mancare il riferimento alle famigerata burla delle Teste di Modigliani realizzate nel 1984 con un trapano elettrico da quattro ragazzi di Livorno e ritrovate in un canale della città che rovinarono la reputazione di storici dell’ arte e direttori di musei titolati? Non fu l’ unico caso legato all’ artista livornese. Nel marzo del 2017 una quindicina di presunti falsi del maestro esposti in una grande mostra a Palazzo dicale di Genova sono finiti al centro di una inchiesta non ancora conclusa. Nella caccia ai tesori rubati i carabinieri lavorano con studiosi, ricercatori e archivisti in una lotta contro una rete di cui spesso fanno parte delinquenti, collezionisti, galleristi e direttori di musei. “I ladri di cultura – dice Riccardi – ci rubano la storia e l’ identità”.

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Esotismi tra India e deserto americano
Proposte di Etro, Elisabetta Franchi, Miu Miu, Gucci, Sportmax

22 aprile 201912:01

– Giovani donne che amano lo stile etno-chic adattabile a tutte le latitudini e occasioni, nomadi del lusso poco ostentato, ma colto e raffinato (Etro) viaggiatrici del mondo che si spostano da un party a Bollywood al festival di Coachella nel deserto americano della California, che si è appena concluso. E’ questo il ritratto delle ragazze moderne. Non per questo sono influencer, o giovani lady che costruiscono look e stili, connotati da aristocratico esotismo che sconfina anche in scelte di griffe e maison come Valentino o Dolce & Gabbana.
Il Coachella style si posiziona a metà tra lo stile hippie e bohémien. Dunque, denim a volontà, come nella capsule in tela indaco di Sportmax, tutta volant per 8 pezzi basic come salopette, abitini, jeans e camicie. Etro è il capofila dello stile etno-chic con le sue fantasie Paisley. Non possono mancare le frange (Gucci), il suede, i minidress di paillettes (Elisabetta Franchi) le stampe floreali (Miu Miu), i print pitone nel beachwear (Calzedonia).
Ma cosa ti dice il cervello al topScende al secondo posto After. In top five anche Il campione

22 aprile 201913:20

– Sbanca il box office nel weekend di Pasqua la nuova commedia di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Ma cosa ci dice il cervello, nella prima settimana di programmazione incassa 1 milione 119 mila euro. Scende in seconda posizione After, il film dalla saga romantica che prende origine dall’omonimo romanzo di Anna Todd: 974.672 mila euro questa settimana, per un totale di 5 milioni 198 mila dall’uscita nei cinema italiani. Al terzo posto una new entry, La Llorona – Le lacrime del male, horror di Michael Chaves che incassa 607.818 mila euro. Quarto il Dumbo nella riscrittura di Tim Burton (408.798) e quinto a chiudere la top ten un altro film italiano, Il campione di Leonardo D’Agostini con Stefano Accorsi (298.090).
Baglioni, a Firenze due ultime date tourIl 24 e 26/4, 50ma tappa live dedicato a suoi 50anni carriera

FIRENZE22 aprile 201913:28

– Si chiuderà con due date a Firenze il 24 e il 26 aprile, il tour ‘Al centro’ di Claudio Baglioni, partito lo scorso ottobre proprio dal capoluogo toscano, che celebra i 50 anni di carriera del grande artista.
Al già previsto appuntamento del 24 è stata aggiunta una seconda data, la 50ma, il 26 aprile. Il tour del grande spettacolo dal vivo, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, ha visto Baglioni esibirsi davanti a 410mila spettatori nelle più importanti arene indoor di tutta Italia. Grazie al palco sistemato al centro, spiega una nota, il pubblico, disposto a 360 gradi, rivive insieme all’artista mezzo secolo di grande musica, attraverso una scaletta con tutti i più grandi successi che vengono proposti, per la prima volta, in ordine cronologico.

La Francia celebra i 90 anni dal primo MaigretVerso nuova edizione di ‘Tutto Maigret’ e film di Leconte

PARIGI22 aprile 201914:42

Fervono i preparativi per i 90 anni dalla prima apparizione del commissario Maigret, nato dalla penna dello scrittore belga Georges Simenon, scomparso quasi trent’anni fa. In occasione di questo doppio anniversario, le edizioni Omnibus intendono ripubblicare in 30.000 copie “Tout Maigret”, ”Tutto Maigret”, equivalente a 103 tra romanzi e racconti riuniti in dieci volumi illustrati da Loustal. Da parte sua, il regista Patrice Leconte dirigerà questo autunno il celebre attore francese, Daniel Auteuil, nei panni del commissario in un film ispirato al romanzo ‘Maigret e la giovane morta”. Prevista, per i 90 anni di Maigret, anche l’uscita di diversi audiolibri. “Nell’opera di Simenon, non si butta niente”, dice lo scrittore, Pierre Assouline, citato dai media francesi. “Bisognerebbe cingere la sua opera da una fascetta intitolata ‘La condizione umana’, e pazienza se il titolo è già preso…”.
Baglioni, a Firenze due ultime date tourIl 24 e 26/4, 50ma tappa live dedicato a suoi 50anni carriera

FIRENZE22 aprile 201915:01

– Si chiuderà con due date a Firenze il 24 e il 26 aprile, il tour ‘Al centro’ di Claudio Baglioni, partito lo scorso ottobre proprio dal capoluogo toscano, che celebra i 50 anni di carriera del grande artista.
Al già previsto appuntamento del 24 è stata aggiunta una seconda data, la 50ma, il 26 aprile. Il tour del grande spettacolo dal vivo, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, ha visto Baglioni esibirsi davanti a 410mila spettatori nelle più importanti arene indoor di tutta Italia. Grazie al palco sistemato al centro, spiega una nota, il pubblico, disposto a 360 gradi, rivive insieme all’artista mezzo secolo di grande musica, attraverso una scaletta con tutti i più grandi successi che vengono proposti, per la prima volta, in ordine cronologico.
Prima compagnia stabile rifugiatiDebutto toscano per lo spettacolo ‘Non siamo Baobab’, il 24/4

SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (F22 aprile 201915:58

– SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FIRENZE)

– Nasce a San Casciano (Firenze) la prima compagnia stabile italiana costituita da attori richiedenti asilo di cinque diverse nazionalità. La compagnia è pronta al debutto regionale con lo spettacolo ‘Non siamo Baobab’, produzione firmata da Arca Azzurra per la regia del belga Patrick Duquesne, che andrà in scena al Teatro Niccolini di San Casciano il 24 aprile. L’età degli attori varia dai 14 ai 55 anni, spiega una nota, provengono da Egitto, Gambia, Costa d’Avorio, Guinea, e Camerun e si sono conosciuti nell’ex Cas di San Casciano, oggi centro Sprar. “Non siamo fermi, immoti nei luoghi in cui nasciamo, siamo un’umanità costantemente in viaggio”, dicono gli attori.
Il filo rosso da cui prende vita lo spettacolo che fonde elementi comici e drammatici è il tema della valigia e dell’incontro.
The Beautiful Ones, arriva memoir PrinceLibro 300 pagine. Artista ci stava lavorando prima della morte

NEW YORK22 aprile 201918:44

Prince Roger Nelson prima di Prince. E’ un artista ‘da giovane’ quello che si racconta nell’
autobiografia ‘The Beautiful Ones’ in uscita il prossimo 29 ottobre (in Italia a novembre per HarperCollins) e pubblicata dalla casa editrice Random House. Il memoir, di quasi 300 pagine, era in programma quando Prince era ancora in vita ed era stato annunciato poco prima della sua tragica morte, avvenuta il 21 aprile del 2016.
Si tratta di un racconto personale, come ha spiegato la stessa casa editrice, in cui un giovane Prince si prepara a dare forma alla sua visione artistica e a diventare un personaggio pubblico. Sono gli anni che precedono la fama che avrebbe fatto di lui una leggenda musicale. L’introduzione al libro è stata curata da Dan Piepenbring, giornalista del New Yorker, che Prince aveva scelto come collaboratore, mentre per il contenuto sono stati usati scritti e foto personali dell’artista nonché appunti scritti a mano di quelle che sarebbero diventate la sue canzoni più famose e che lui custodiva scrupolosamente a Paisley Park, la sua casa-studio musicale in Minnesota. In pratica il memoir è una sorta di romanzo di formazione che descrive l’evoluzione di Prince.
“Un periodo in cui Prince stava pensando di mostrare qualcosa in più di se’ – scrive Piepenbring nell’introduzione a proposito dell’intenzione di scrivere un memoir – delle sue idee sul mondo ma allo stesso tempo mantenendo un alone di mistero che aveva attentamente coltivato”. Il libro copre un arco di tempo che va dalla sua infanzia ai primi anni da musicista fino ad arrivare al cuspide della celebrità internazionale. Prima della morte Prince aveva completato più di 50 pagine scritte a mano.
“The Beautiful Ones – ha detto l’editore Chris Jackson – è un bel tributo alla sua vita ma anche di più. E’ un’opera letteraria commovente e motivante, piena di sue idee, della sua visione, della sua voce, della sua immagine”. “E’ un tesoro – continua – non solo per i fan di Prince ma anche per chi vuole vedere uno degli artisti più grandi a livello creativo, e mente originale, al lavoro mentre crea la cosa più grande, se stesso”.
Il genio di Minneapolis, cosi’ come veniva soprannominato Prince, è morto a 57 anni per una overdose di Fentanyl, un potente antidolorifico. Il suo corpo fu trovato in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, alle porte di Minneapolis.

A Tugnoli Pulitzer e World Press PhotoIl fotografo si racconta. A Roma mostra World Press Photo.

22 aprile 201916:35

– Pulitzer e World Press Photo 2019, Lorenzo Tugnoli si è aggiudicato i premi più prestigiosi per la fotografia, per il suo reportage sulla crisi umanitaria in Yemen, pubblicato dal Washington Post. Una doppia vittoria che vive con emozione e spirito di squadra: “Ho saputo del Pulitzer (sezione Feature Photography) mentre ero ad Amsterdam per il World Press Photo (sezione General News, Stories) e sono volato alla sede del Washington Post. Al quotidiano ci sono altri giornalisti che hanno vinto il Pulitzer ma non tanti fotografi.
Questo premio stato molto importante per il giornale per spingere il dipartimento foto” racconta

Tugnoli, 39 anni, originario di Lugo (Ravenna), ha iniziato come assistente alla camera oscura e ora è nell’Agenzia Contrasto. Città sotto assedio, campi profughi, sono i soggetti dei suoi reportage. Il World Press Photo sarà a Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 25 aprile al 26 maggio 2019. Nella mostra saranno ospitate in prima mondiale le 140 foto finaliste.
Appendino, migliaia visitatori a TorinoCode davanti ai musei. La sindaca, ‘città è viva’

TORINO22 aprile 201918:54

– “Una città viva, che continua a scoprire nel turismo e nella cultura importanti leve di sviluppo e lavoro”. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, commenta così le code che, in questo lungo weekend di festa, si sono formate davanti ai principali musei della città, dall’Egizio al Cinema, passando per la Galleria d’Arte Moderna e i Musei Reali e lo Juventus Museum. “Sembra che, ancora una volta, musei, eventi e luoghi di Torino – sottolinea la prima cittadina – abbiano attratto migliaia di visitatori in queste festività pasquali”.
Bene anche il Museo dell’Automobile, dove a Pasqua e a Pasquetta i visitatori sono stati 3.500, il 12% in più rispetto allo scorso anno.

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Successo per Umbria jazz spring a Terni
Festival all’insegna della black music con concerti gratuiti

TERNI22 aprile 201919:04

– Si chiusa a Terni il giorno di Pasquetta la seconda edizione di Umbria Jazz Spring, dopo il numero zero sperimentale realizzato due anni fa.
Un’edizione che – sottolineano gli organizzatori – ottiene un “chiaro successo” dal punto di vista musicale. Il Festival ha infatti ospitato musicisti di assoluto rilievo legati alla black music, genere musicale che ha fatto da filo conduttore dell’intero cartellone, composto quasi esclusivamente da concerti gratuiti. La volontà della Fondazione Umbria jazz, di concerto con le istituzioni, è stata di rendere il più accessibile possibile la rassegna.
Un risultato “incoraggiante” di presenze – sottolinea ancora Uj -, che “può essere migliorato soprattutto in termini di spettatori paganti”. Ma il dato ritenuto “molto positivo” di pubblico e di ambiente ottenuto con i club e con i Gospel “segnala le potenzialità” di Uj Spring e dà un “segnale significativo” alla città.
‘Casa Vecchia’ Tognazzi diventa museoDimora attore a Velletri entra in circuito 77 abitazioni-museo

VELLETRI (ROMA)22 aprile 201919:28

– La ‘Casa Vecchia’ di Ugo Tognazzi a Velletri (Roma) diventa ‘Casa della Memoria’. Lo annuncia l’Associazione nazionale Case della Memoria, realtà che mette in rete 77 case museo in 12 regioni italiane. La dimora, spiega una nota, è un piccolo ‘tempio’ per gli appassionati di cinema, che raccoglie al suo interno anche i premi ricevuti da Ugo durante la sua carriera, foto che raccontano il vissuto privato e professionale dell’attore e una vasta collezione di locandine.
A spiegare cosa sia ‘Casa Vecchia’, come viene chiamata in famiglia e dagli amici, è Gianmarco Tognazzi: “Casa Vecchia è collocata all’interno della tenuta La Tognazza – spiega -, che Ugo aveva acquistato negli anni ’60, nelle campagne di Velletri dove ha vissuto fino alla sua scomparsa nel 1990. La casa è stata negli anni, il fulcro della sua vita privata e professionale”.
Un’altra vita, la Polonia da ridereDopo Berlino, in sala opera prima della Szumowska

22 aprile 201916:22

– ‘Un’altra vita – Mug’ della regista polacca Malgorzata Szumowska è un’opera prima, tra satira e religione, che nel 2018 al Festival di Berlino si è aggiudicata l’Orso d’Argento (il Gran Premio della Giuria). Protagonista di questa storia, in sala dal 24 aprile con Bim – Movie Inspired, ovvero Jacek (Mateusz Kościukiewicz), un ragazzo con una faccia da Cristo, che ama l’heavy metal, la sua fidanzata, il suo cane e la sua 126 Fiat rosso Ferrari, con tanto di alettone. La famiglia e i parrocchiani del suo paesino di provincia lo trovano un tipo bizzarro, divertente, un mezzo matto, ma Jacek ha il suo normale lavoro nel cantiere edile di quella che diventerà la statua di Cristo più alta del mondo. Ma il destino vuole che proprio mentre lavora a questa statua, l’uomo ha un terribile incidente e si deve sottoporre al primo trapianto facciale del Paese. Dopo il cambio di faccia, per Jacek le cose non vanno bene. Il suo essere ai confini si amplia ancora di più ora è una sorta di vero freak.
Zaillian presidente Ischia Global festRegista al lavoro per serie tv ‘Il talento di mr. Ripley’

NAPOLI22 aprile 201916:54

– Sarà il premio Oscar Steven Zaillian il ‘chairman’ della 17esima edizione dell’Ischia Global Film & Music Festival che si terrà dal 14 al 21 luglio: regista, sceneggiatore e produttore statunitense, è tra le più influenti personalità di Hollywood.
”Siamo felici del ritorno di Zaillian (vincitore dell’Academy per ‘Schindler’s List’ di Spielberg e autore anche di script per Scorsese, da ‘Gangs of New York’ all’atteso ‘The Irishman’, ndr) in questa veste di padrone di casa dopo l’impegno nelle passate edizioni per il nostro Social Forum e le sezioni giovani” – annuncia il produttore Pascal Vicedomini. A venti anni dal film di Anthony Minghella, che fu girato anche a Ischia, sarebbe proprio Zaillian ad accingersi a firmare, da sceneggiatore e regista, i primi episodi della serie tv americana ‘Il talento di mister Ripley’ dedicata a tutti e cinque i romanzi di Patricia Highsmith. Tra i suoi prossimi lavori anche una serie storica sul conquistatore Cortes per Amazon con Javier Bardem.              [print-me title=”STAMPA”]

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