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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 28 Aprile, 2019, 13:43:58 di Maurizio Barra

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ALLE 13:36 DI DOMENICA 28 APRILE 2019

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The Society, serie suspense senza adulti
Su Netflix dal 10 maggio, adolescenti soli tra alleanze e caos

27 aprile 2019 05:36

Un gruppo di adolescenti del New England apparentemente lasciati a se stessi senza alcuna traccia dei loro genitori. L’iniziale ebbrezza della libertà senza freni sembra però essere sostituita in fretta dal caos dato dalla mancanza di regole. The Society, è la serie (per un pubblico dai 14 anni) targata Netflix che sbarca dal 10 maggio in tutti i paesi in cui il servizio streaming è disponibile. Descritta come un Signore delle Mosche in chiave moderna, vede dietro la macchina da presa il regista Mark Webb (“500 giorni insieme”) e lo sceneggiatore Christopher Keyser (“Party of Five”). Gli episodi che comporranno The Society saranno 10 e avranno la durata di circa 40-50 minuti ciascuno. La serie segue un gruppo di adolescenti che vengono misteriosamente trasportati in un fac-simile di West Ham, la ricca città del New England nella quale abitano. Qui i giovani si ritrovano da soli: i loro genitori sono spariti senza lasciare traccia.Dopo l’iniziale sorpresa e divertimento, prevale l’angoscia e la necessità di trovare una forma di società per andare avanti. Mentre lottano per capire cosa è successo a loro e come tornare a casa, devono stabilire un ordine e formare alleanze se vogliono sopravvivere. Le loro esistenze saranno capovolte quando si ritroveranno da soli in una versione distopica della vita che hanno sempre conosciuto. L’intento della serie è quello di porre le grandi domande sulla natura umana. L’enigmatico trailer è anticipato dalla didascalia che chiede ai protagonisti: “dove state scappando? Non potete andare da nessuna parte”. Il cast di The Society targata Netflix è capitanato da Kathryn Newton. Presto la vedremo nella seconda stagione di Big Little Lies. Newton ha il ruolo di Allie, la sorella minore di Cassandra (Rachel Keller- Fargo, Legion), ragazza considerata come la migliore della città. Allie ha passato tutta la vita nell’ombra della sorella: qualunque siano le sue forze, Allie ignora completamente le qualità di cui dispone. Quando tutti gli adulti spariranno, però, sarà lei diventare un punto fermo.
In video si vede una delle protagoniste, proprio Allie chiamare la madre: “Sono sempre io che fine avete fatto tutti, sono passati nove giorni siamo soli qui. All’inizio, alcuni credevano fosse divertente prendere le decisioni da soli, ma le cose si sono messe male”. Sulle note della canzone di Bury a friend della cantante Billie Elish, si susseguono scene cariche di tensione, si sentono colpi di pistola, inseguimenti, ragazzi che si prendono a pugni, spaccano vetrine, una città in rivolta, e altri che seppelliscono qualcuno. Infine vediamo la ragazza al telefono chiedere alla madre: “Se senti il messaggio, ti prego vieni a prenderci”.
Tra i giovani interpreti anche Alex Fitzalan (Harry), Kristine Froseth (Kelly), Jacques Colimon (Will), Sean Berdy (Sam), Toby Wallace (Campbell), Gideon Adlon (Becca), Olivia DeJonge (Elle), Alex MacNicoll (Luca), Natasha Liu Bordizzo (Helena), Jose Julian (Gordie), Salena Qureshi (Bean), Jack Mulhern (Grizz) e Grace Victoria Cox (Lexie).

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Jazz Bandakadabra per mercati di Torino
Originale esibizione della band in occasione del Jazz Festival

TORINO27 aprile 201913:13

– Il jazz invade le strade di Torino con i Bandakadabra. In occasione del Torino Jazz Festival, l’orchestra da passeggio esegue brani della tradizione swing tra le bancarelle dei mercati rionali del capoluogo piemontese. Con i musicisti della marching band, che suona però come una big band, ci sono anche due corpi di ballerini lindy hop. Ironici, canzonatori e teatrali, da questa mattina eseguono il loro repertorio di musica, cabaret e balli tra la curiosità e lo stupore dei passanti che fanno la spesa.
Corso Spezia, via Di Nanni, piazza della Vittoria, piazza Foroni, Porta Palazzo e Mercato Centrale sono le tappe di questo originale tour. La band guidata da Gipo Di Napoli si è guadagnata negli anni l’affetto degli appassionati grazie all’energia “street e sound” da orchestra anni ’30, pronta a farsi valere anche in sala d’incisione, come dimostra il recente disco Entomology2.
A Napoli la ‘Casa delle Guarattelle’Sede dedicata a Zappella, animò il teatrino di Pulcinella e Co.

ANSANAPOLI27 aprile 201913:13

– Pulcinella, e tutte le guarattelle, trovano casa a Napoli per celebrare, con sfilate e spettacoli, l’arte antica dei burattinai partenopei risalente al XVI secolo.
L’inaugurazione della sede, vico Pazzariello in pieno centro antico dedicata a Nunzio Zampella fino agli anni settanta anima e voce del teatro delle figure, apre le manifestazioni del ‘ Maggio dei monumenti’.
Animatore dell’iniziativa il maestro guarattellaio Bruno Leone che da anni a raccolto il testimone di questa antica forma di spettacolo, il cosiddetto Teatro di figura che vede in Pulcinella, sono decine di pupi e burattini utilizzati, il personaggio più conosciuto. Il programma, oltre all’inaugurazione prevista per domenica 28, parete ,spettacoli ed incontri con i maestri guarattellai.
Le foto dell’800 al Louvre di Abu DhabiPrima grande rassegna fotografica nel museo degli Emirati Arabi

27 aprile 201913:29

– La prima foto della Mecca scattata nel 1881 dal fotografo egiziano Sadiq Bey, le prime istantanee di August Bartholdi in Arabia Saudita e Yemen, le vedute di Mombay e il ritratto del Maharajah di Orchla fatto nel 1882 da Lala Deen Dayal, considerato il miglior fotografo indiano del suo tempo. Sono i tasselli di maggior rilievo del racconto che Louvre Abu Dhabi propone con la mostra “Fotografie 1842-1896: il primo Album del Mondo”. Fino al 13 luglio la magnifica struttura espositiva degli Emirati Arabi Uniti presenta più di 250 immagini storiche che documentano gli albori della fotografia e illuminano il passato del mondo, dal Medio Oriente, con momenti fissati in Arabia Saudita ed Egitto, ad alcune tra le foto più antiche scattate in India e nelle Filippine. La prima grande mostra di fotografia organizzata da Louvre Abu Dhabi è promossa con il museo du Quai Branly-Jacques Chirac e Agence France-Museums e sponsorizzata da Bank of Sharjah.
Lady Gaga lancia linea beauty a L.VegasBoutique in costruzione. Apertura prevista a fine maggio

NEW YORK27 aprile 201916:03

– Come se non le bastasse il successo da cantante e attrice, Lady Gaga ora esplora anche il mondo del ‘beauty’ e si appresta a lanciare una sua linea e ad aprire una boutique a Las Vegas. Secondo la stampa locale, la boutique è ancora in costruzione ma dovrebbe essere inaugurata a fine maggio.
La linea di Gaga si chiamerà ‘Haus Beauty’ e la popstar ne ha registrato i diritti già dall’anno scorso. Comprende profumi, fondotinta, rossetti, smalti e vari altri prodotti. Il nome è ispirato dalla sua squadra creativa personale ‘Haus Gaga’. Il team è responsabile della sua immagine, tra le altre cose, durante le performance dal vivo. Nel 2016 per celebrare la partnership decennale, la protagonista del film ‘A Star is Born’ si fece tatuare la parola ‘Haus’ sul braccio destro.
Britney Spears esce da riabilitazioneAttrice ricoverata per stress dopo malattia padre

NEW YORK27 aprile 201916:10

– Dopo meno di un mese Britney Spears ha lasciato il centro di riabilitazione mentale in cui era stata ricoverata a causa dello stress per la preoccupazione per la salute del padre. La cantante, 37 anni, aveva deciso di sottoporsi a terapia all’inizio del mese dopo un collasso mentale causato dal peggioramento delle condizioni di salute del padre Jamie Spears.
L’uomo aveva avuto due interventi all’intestino tuttavia dopo l’ultimo è andato incontro a complicazioni. I suoi problemi erano iniziati lo scorso anno quanto il suo colon si è lacerato spontaneamente. Non molto tempo fa Britney aveva annunciato la sospensione dei suoi spettacoli a Las Vegas proprio per prendersi cura del padre. In un post su Instagram prima del ricovero Britney aveva scritto, “Prendetevi cura di voi stessi, della mente, corpo, spirito” e “Tutti abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi stessi”.
Riapre parco Racconigi, chiuso da 8 mesiAssessora Piemonte, ‘ma ora il governo ascolti nostre proposte’

TORINO27 aprile 201916:17

– “Il ministro Bonisoli ci ha recentemente rassicurato che a maggio riaprirà parte del parco del Castello di Racconigi”, residenza reale in provincia di Cuneo. Lo annuncia l’assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, che ha partecipato ad un incontro sul futuro del parco, chiuso da otto mesi in seguito alla caduta di un albero. “Speriamo succeda davvero”, è l’auspicio della Parigi, che invita ad affrontare il problema in modo strutturale.
“Come Regione abbiamo già da tempo proposto più possibili soluzioni – ricorda -. La più immediata è quella di una convenzione tra il Castello e il Consorzio delle Residenze reali sabaude, che ci permetterebbe di intervenire sia sulla valorizzazione, sia con risorse economiche. La seconda è l’autonomia regionale per la valorizzazione dei beni culturali, una delle deleghe che abbiamo richiesto al governo. Dal Ministero – sostiene – finora non abbiamo riscontrato né la disponibilità né la volontà politica di percorrere queste strade”.

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Ron Howard racconta leggenda Pavarotti
Il docu nelle sale Usa dal 7 giugno

NEW YORK27 aprile 201921:23

Un ritratto dell’artista e dell’uomo. Ron Howard si cimenta nell’impresa di raccontare la vita e la carriera di uno dei più grandi tenori della storia della lirica, Luciano Pavarotti. Con un titolo minimal (‘Pavarotti’), accompagnato tuttavia da un sottotitolo che lascia poco spazio all’interpretazione, (‘Genius is Forever’ il genio è per sempre), l’ex ragazzo di ‘Happy Days’ è andato a ripescare negli archivi della famiglia, ha passato al setaccio interviste, filmati musicali per realizzare un docufilm con un ritratto di Pavarotti che lo vede impegnato sia in quelle che sono state le sue performance più celebri sia in immagini di repertorio inedite. Ne è venuto fuori un racconto che mostra il lato più conosciuto e celebre dell’uomo ma anche i suoi aspetti più intimi, l’umanità della persona con le sue paure e le sue insicurezze, per esempio quella di andare in scena. Perché il grandissimo Pavarotti, scopriamo, era terribilmente in ansia ogni volta che saliva sul palcoscenico. “Vado a morire” – lo si sente dire mentre sta per esibirsi. “Sei sicuro di prendere la nota?” gli chiede un giornalista durante un’intervista. “No – gli risponde lui- questa è la bellezza della mia professione”. Frutto di una co-produzione tra Stati Uniti e Gran Bretagna, il biopic sarà nelle sale americane il 7 giugno, distribuito da Cbs Films. In Italia i diritti sono stati acquistati da TimVision e Wildside. Il film è stato interamente finanziato da Polygram Entertainment della Universal Music e Decca Records, la casa discografica dello stesso tenore italiano. Nel trailer lo si vede con I Tre Tenori e nella loro storica rappresentazione di ‘Nessun Dorma’ ai campionati mondiali del 1990 a Roma. Poi ci sono le testimonianze degli amici e dei colleghi, da José Carreras a Bono degli U2, o Placido Domingo, che sembra quasi commuoversi quando dice: “Bastava che aprisse la bocca e tutto gli veniva facile”. Howard racconta di aver voluto capire come un cantante lirico sia potuto diventare un’icona così popolare. “Non sapevo molto di opera, ma ho sempre considerato Pavarotti una figura carismatica.- spiega il regista- Lo incontrai negli anni ’80. Come per molte persone, lui mi ha introdotto all’opera come qualcosa di accessibile, commovente ed emozionante. Probabilmente gli unici album di opera che ho comprato sono di Pavarotti”. Ucciso da un cancro al pancreas nel 2007, Pavarotti era un genio musicale, ma anche una persona particolarmente sensibile che veniva profondamente colpita dalle ingiustizie sociali. La sua grande umanità e generosità, viene ricordato nel docu, era tangibile per esempio con i ‘Pavarotti&Friends’, la serie di concerti tenuti a Modena annualmente per quasi dieci anni a scopo benefico, eventi indimenticabili nei quali il grande tenore chiamava sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop e rock italiana e internazionale per duetti memorabili.

Scarlett for President? In futuro forseDubbi dell’attrice su Biden, ‘partito democratico è sfasciato’

NEW YORK27 aprile 201919:01

Scarlett Johansson sulla poltrona da presidente? Perché no. Lo dice la stessa attrice, 34 anni, star di ‘Avengers: End Game’ in un’intervista a Variety. La Johansson sottolinea anche tuttavia che al momento non ne sente l’esigenza ma per il futuro non esclude una svolta politica nella sua carriera. “Forse nel futuro – ha detto -. Credo che il modo migliore per il cambiamento è a livello di politica locale.
Forse ad un certo punto in un futuro distante io sentirò quella chiamata. Per ora non ancora”. L’attrice ha dubbi sulla candidatura dell’ex presidente Joe Biden, in particolare dopo le accuse di molestie da parte di alcune donne. Nel 2016 la Johansson è stata sostenitrice di Hillary Clinton ma attualmente non ha un candidato da sostenere.
“Il partito democratico è a pezzi in molti modi ed ha subito danni in questi ultimi anni. Per quanto mi riguarda – dice – se ci fosse un candidato dietro cui unirci tutti di sicuro sarebbe quello che appoggerei. Credo anche che sia da qualche parte lì fuori”.
Scala, cda su conti e stagione con D&GPareggio di bilancio, in programma 15 opere e 7 balletti

MILANO27 aprile 201917:38

– L’approvazione del bilancio 2018 (in pareggio) e la presentazione della prossima stagione, in cui debutteranno come costumisti Dolce & Gabbana, sono i due punti principali all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione della Scala in programma per il 29 aprile.
Saranno 15 i titoli di opera in cartellone e 7 di balletto.
Il 7 dicembre l’inaugurazione sarà con Tosca diretta da Riccardo Chailly e la superstar Anna Netrebko nel ruolo principale. In programma – come il sovrintendente ha spiegato nella consueta presentazione ai sindacati – ci saranno Trovatore, Tannhauser, Salomé con Chailly e la regia, Damiano Michieletto, e Un ballo in maschera firmato dal premio Oscar Gabriele Salvatores con i costumi di Dolce e Gabbana e Zubin Mehta sul podio. E poi ancora Romeo et Juliette di Gounod, Il turco in Italia e il Viaggio a Reims, Pelléas et Mélisande di Debussyi, L’amore dei tre re di Montemezzi, Fedora di Giordano, Semele di Haendel, un Dittico contemporaneo e la Gioconda di Ponchielli.
Flynn, il mio Brom, ironico antieroeL’attore del Trono di Spade al Comicon,una serie da incorniciare

27 aprile 201921:20

“Ogni spettatore recepisce un messaggio dal Trono di Spade. Io però resto colpito da come certe serie diventino così globali raccontando la metafora della nostra condizione umana, parlando della nostra disconnessione dalla natura e della nostra svolta verso materialismo e possesso”. Così Jerome Flynn racconta l’avvicinamento alla fine di Games of Thrones, la serie in cui interpreta Brom. L’attore inglese si racconta a Napoli, ospite del Comicon, ma confessa di aspettare con ansia anche lui i prossimi episodi: “Non posso parlarne ovviamente – dice – ma anche io non vedo l’ora di vedere quello di domani, sarà incredibile. So dell’attesa dei fan per questi ultimi episodi e posso dire che quello di domani sarà un episodio epico. Ma per tutti noi l’ultima stagione è stata anche la fine di un viaggio professionale molto bello. La produzione alla fine ci ha donato il pezzo di storyboard con una delle nostre scene più importanti dell’ultima stagione”.Una serie ‘da incorniciare’ , sottolinea Flynn, ma anche al passo con i tempi: “Racconta la necessità che l’umanità lavori insieme per un obiettivo, dell’inutilità delle divisioni. Siamo in un momento storico in cui abbiamo una finestra stretta per salvaguardare il mondo ma dobbiamo partecipare tutti”. L’attore si sofferma sul suo personaggio ma anche sui modelli che lo hanno ispirato in Games of Thrones e nella sua carriera artistica: “Bron – dice – sembra un eroe, ma invece è un antieroe. Non ho pensato a un modello in particolare per prepararlo, alla fine ho fatto riferimento a un mio compagno di scuola, che era un duro ma aveva anche una grande ironia.Modelli? Posso citare Nelson Mandela come modello di vita, una persona a cui molti dovrebbero fare riferimento soprattutto in un momento in cui è difficile per i giovani avere dei buoni modelli”. Flynn dice di amare molto il cinema italiano “in particolare Bertolucci, che trovo un filmaker incredibile”, ma anche di essere cresciuto con il cinema americano in bianco e nero: “da ragazzo amavo i vecchi film come ‘La vita è meravigliosa, e amavo James Stewart che faceva arrivare allo spettatore la passione che metteva nell’interpretazione”. Se il Trono di Spade si avvia alla conclusione, Flynn si proietta ora sulla sua nuova avventura professionale, “La Torre nera”, l’adattamento della saga di Stephen King: “Parto domani per cominciare a lavorarci. Sarò il padre di Roland – racconta – un re che cerca di mettere d’accordo diversi capi. E’ un personaggio diverso da quello di Bron, che è un solitario, questo invece ha una famiglia strutturata e di lignaggio reale”.Flynn ha incontrato il pubblico in un affollatissimo auditorium della Mostra d’Oltremare, rispondendo anche alle domande del pubblico e si è poi concesso all’abbraccio dei fan di Comicon che oggi ha registrato il tutto esaurito.

Come gli animali domano la natura ostileSu National Geographic 6 episodi Bear Grylls dal 28 aprile

27 aprile 201918:41

– Dalle profondità più estreme ai luoghi più freddi della Terra alla scoperta di luoghi impervi e ostili presenti in natura. Bear Grylls: la legge del più forte è una serie in 6 episodi, in onda su National Geographic (Sky, 403) dal 28 aprile la domenica alle 20.55 che mostra gli straordinari modi in cui gli animali si sono adattati alle avversità per sopravvivere.
Il pianeta è cambiato più negli ultimi 40 anni che in qualsiasi altro periodo della sua storia. Gli animali che popolano gli ambienti più ostili della Terra si sono dovuti adattare ai cambiamenti in un vero e proprio battito di ciglia in termini evolutivi. La loro sfida è una sola: adattarsi o morire.
Studio, scoperta una nuova regina egiziaAvrebbe regnato in diarchia quando Tutankhamon era bambino

IL CAIRO27 aprile 201921:15

Nel breve periodo tra la morte del re Akhenaton della XVIII dinastia e l’effimero avvento del faraone-bambino Tutankhamon, una misteriosa sovrana non avrebbe governato l’Egitto da sola ma affiancata da una regina finora sconosciuta agli egittologi. Entrando con coraggio nelle tenebre di 3.300 anni fa e maneggiando pezzi sacri dell’egittologia tra cui l’affascinante Nefertiti, una studiosa dell’Università del Québec a Montréal (Uqam) ha sostenuto questa tesi dell’esistenza di una regina egizia finora sconosciuta e di un’inedita diarchia tutta femminile.
Una sintesi della ricerca che ha portato alla scoperta di una regina é stata pubblicata sul sito dell’ateneo canadese dove si sottolinea che “due donne, e non una, regnarono sull’Egitto nel XIV secolo avanti Cristo”, un’ipotesi “mai prospettata dall’egittologia”.
Da una cinquantina d’anni gli egittologi sapevano che una regina aveva regnato tra la morte del faraone Akhenaton e l’ascesa al trono di suo figlio, l’icona dell’egittologia Tutankhamon, ma erano divisi sull’identità di questa misteriosa sovrana, ricorda il sito dell’ateneo, uno dei quattro di Montreal.
Appoggiandosi a “ricerche epigrafiche e iconografiche” ora una storica dell’arte specialista di semeiotica visuale dell’ateneo, Valérie Angenot, afferma che Akhenaton – oltre a sposare la propria figlia Meritaton per “prepararla a succedergli – avrebbe in seguito associato al potere un’altra” delle sue sei figlie, “Neferneferuaton Tasherit”.
Le due avrebbero dunque regnato insieme, dopo la morte del padre, per “tre o quattro anni col nome di Neferneferuaton Ankhkheperure”, sintetizza ancora il sito spiegando la genesi di un nome che ha “seminato la confusione fra gli egittologi”.
Angenot é giunta a questa conclusione anche attraverso l’ “analisi di centinaia di pezzi” del celeberrimo tesoro di Tutankhamon, quello scoperto nel 1922 nella tomba del faraone-bambino che “aveva usurpato una grande parte del materiale funerario appartenente”, appunto, “a una regina-faraone dal nome di Neferneferuaton Ankhkheperure”.
Alcuni egittologi pensano che si tratti di Nefertiti, la grande sposa reale di Akhenaton, quella resa celeberrima dal busto conservato a Berlino, e ritengono che il faraone le abbia imposto anche il nome di Neferneferuaton.
Lo studio di Angenot, specialista anche di arte egizia, analizza fra l’altro “statue e statuette dai tratti femminili che rappresentano le principesse” ed é stato presentato al convegno annuale del l’American Research Center in Egypt (Arce) svoltosi dal 12 al 14 aprile scorso ad Alexandria, in Virginia, riunendo egittologi provenienti da Canada, Stati Uniti ed Europa, ricorda il sito in un articolo pubblicato una decina di giorni fa.
Giornate Castelli, tornano in 19 regioniL’11 e il 12 maggio, si visita anche cinta muraria dell’Aquila

28 aprile 201912:41

– Fortezze, torri, ponti levatoi, cinte murarie e segrete da Nord a Sud. Raccontano una storia meravigliosa e gloriosa fatta di epiche battaglie, tradimenti, eroiche resistenze e vita nobiliare le Giornate Nazionali dei Castelli, giunte nel 2019 alla 21/a edizione e fissate per sabato 11 e domenica 12 maggio.
Dal castello Brown di Portofino al molisano Pescolanciano, da quello di Noarna a Trento alla cinta muraria dell’Aquila passando per Craco in Basilicata, Adrano in Sicilia e Sanluri in Sardegna sarà un fiorire di visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde e tanto altro.
Ogni anno i siti prescelti sono diversi dai precedenti – tutte le informazioni sulle varie aperture sono disponibili su http://www.istitutoitalianocastelli.it (per i social c’è l’hashtag #giornatenezionalideicastelli2019) – consentendo anche ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze visitando spesso luogo di soliti non aperti al pubblico.
“Ogni anno – spiega Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto e presidente dell’Istituto Italiano Castelli – cerchiamo di mostrare luoghi mai visti, o di farli riscoprire con occhi nuovi: inauguriamo architetture ristrutturate o cerchiamo di ripopolare siti legati all’attualità stringente del nostro paese. Proponiamo di riscoprire un territorio critico per i recenti sismi ma pieno di potenzialità come quello abruzzese, dopo che l’anno scorso abbiamo acceso i riflettori sulle zone terremotate delle Marche. Vi inviteremo a visitare, in particolare, la cinta muraria de l’Aquila. Restando al centro, apriremo il castello umbro di Montecolognola (Magione, Perugia), e attiveremo lo straordinario borgo e rocca di Mondavio (Marche)”.
Morricone al Bif&st, maestro tra umiltà e lacrimeIl due volte Oscar, “io eccellenza italiana? Cosa significa?”

loBARI27 aprile 201921:

Impossibile scalfire l’autentica modestia di Ennio Morricone festeggiato oggi a Bari al Bif&st di Felice Laudadio, festival arrivato al decennale, che gli conferirà stasera al Teatro Petruzzelli il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” alla presenza di altre tre personalità del cinema italiano: i premi Oscar Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. “Io un eccellenza italiana? Non so neppure bene cosa significhi – dice Morricone – . So solo che faccio questo lavoro con dedizione e costanza, cose che mi hanno portato a dove sono arrivato oggi, tutto qui: sono solo un artigiano”.Anzi, ha aggiunto poi il musicista, “Penso sempre di non meritare nulla quando ricevo i premi perché credo che questi non siano dati alla persona, ma nel mio caso all’arte cinematografica dove mi esprimo”. L’artista due volte Premio Oscar, non manca di commozione e lacrime come quando stamani – dopo la laudatio di Piovani e i saluti del governatore Michele Emiliano e del sindaco di Bari, Antonio Decaro – ripensa, sul palco del Teatro Petruzzelli, a quando questa storica struttura piena di storia fu distrutta da un incendio. Allora Morricone si lascia andare alle lacrime, mentre riaffiorano subito dopo i problemi del suo lavoro: “Le musiche del film si scrivono solo alla fine – spiega rivolto al pubblico – e così non sai mai fino all’ultimo se piaceranno al regista. A volte mi sono divertito a fare uno scherzo al committente di turno: fargli sentire un pezzo difficile scritto da me per il suo film. Regolarmente sono pezzi che non piacciono, ma a me a volte, pur immaginando le risposte, mi diverte la sfida, mi diverte provocare”.Il Festival comunque dedicherà quest’anno una retrospettiva composta da 42 film da lui musicati, scelti fra gli oltre 520 titoli della sua filmografia, una grande mostra fotografica allestita all’interno del Colonnato della Provincia di Bari e una serie di otto incontri con alcuni registi dei film per i quali ha scritto le musiche. Sono attesi Giuliano Montaldo, Roberto Faenza, Dario Argento, Ricky Tognazzi, Simona Izzo e Marco Bellocchio.
Nato a Roma nel 1928, Morricone ha però una visione aristocratica della musica. Una cosa che esprime oggi a Bari in due occasioni: “Non si può salvare un film mediocre con una buona musica, è una follia pensarlo”, dice a un certo punto, e poi ancora: “La musica nella vita di una persona dipende dalla cultura che ha. Per alcuni una certa musica significa pochissimo mentre per altri moltissimo, insomma la musica non è uguale per tutti”.

Marcorè Guerritore e Brachetti a LoversA Torino l’ultima giornata della 34esima edizione

TORINO27 aprile 201918:28

– Serra Ylmaz, attrice icona del cinema di Ferzan Ozpetek intervistata da Neri Marcorè, e Monica Guerritore e Arturo Brachetti lettori del monologo ‘In cerca di me’ di Elsi Perino chiudono – domani sera a Torino – la 34/a edizione di Lovers, il più antico festival sui temi Lgbtqi d’Europa, terzo nel mondo, diretto da Irene Dionisio con la consulenza del fondatore Giovanni Minerba.
La giornata di chiusura di questa edizione “dedicata – dice Dionisio – a fare resilienza e difendere diritti conquistati negli ultimi decenni che oggi sembrano venir rimessi in discussione”, è ricchissima. Si parte al mattino, con la proiezione di ‘Mary Poppins Returns’ di Rob Marshall (usa, 2018), in collaborazione con Giovani Genitori-Famiglie Arcobaleno. Chiude il festival il film ‘Les crevettes pailletèes’ di Maxime Govare e Cedric Le Gallo (Francia, 2019), storia di una squadra di pallanuoto formata da atleti gay. In giornata si conoscerà anche il nome del prossimo direttore.

India: bloccata uscita del film su ModiNelle sale dopo il voto: ‘E’ un’agiografia, non un documentario’

NEW DELHI28 aprile 201911:00

La Corte Suprema indiana ha definitivamente posticipato l’uscita nelle sale di “NaMo”, il film documentario sulla vita del premier Narendra Modi, a dopo la conclusione della tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento, che terminerà il 19 maggio.
La Corte ha accettato in pieno le osservazioni dei tre rappresentanti della Commissione Elettorale che, dopo avere visionato il biopic, hanno scritto che avrebbe turbato la par condicio della campagna e lo hanno definito una “agiografia” più che un documentario.
Secondo i membri della Commissione Elettorale, in almeno diciassette passaggi il film usa frasi ed espressioni che esaltano il premier in maniera unilaterale.
Il film, che era stato girato e montato a tempi di record, secondo quanto anticipato dal produttore, sarebbe stato proiettato in migliaia di sale gratuitamente.
Parte il nuovo tour di Marco Mengoni <br />RIVEDI IL LIVE STREAMINGDopo le anteprime europee. Per prima volta anche live streaming

27 aprile 201923:32

Reduce del successo delle anteprime europee a Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Madrid, Marco Mengoni apre il suo Atlantico Tour in Italia con due date al Pala Alpitour di Torino. Per la sua nuova avventura nei palazzetti, Mengoni ha già venduto quasi 200 mila biglietti, con molti sold out, come quello di domani. Per la seconda serata torinese ci sono ancora alcuni biglietti. Per dare a tutti un’anteprima esclusiva dello show, Mengoni ha ideato, per i fan impossibilitati a venire alla prima, una diretta Facebook, che con la tecnica Cross-Posting sarà visibile sulle numerose pagine che hanno condiviso l’evento. Si tratta della prima volta che l’inizio di un concerto viene trasmesso in live streaming su un numero così ampio di pagine media e digitali. Mengoni porta sul palco tutti i suoi più grandi successi e i brani dell’ultimo album di inediti Atlantico (tra cui la hit Muhammad Ali) certificato doppio platino con oltre 40 milioni di stream su Spotify e Apple Music.

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Scoperto inedito Burgess, sequel di Arancia Meccanica
E’ stato rinvenuto negli archivi dell’autore

27 aprile 201912:22

Un inedito manoscritto di Anthony Burgess, ‘sequel’ di Arancia Meccanica, è stato rinvenuto negli archivi dell’autore. Lo riferisce la Cnn. Nell’inedito, Burgess sembra voler rispondere al panico causato nel pubblico dall’adattamento cinematografico di Arancia meccanica firmato da Stanley Kubrick. L’opera che include anche una serie di riflessioni filosofiche sulla condizione umana, si compone di quasi 200 pagine dattiloscritte con l’aggiunta di diverse note scritte a mano dal romanziere. Rimasto abbandonato per decenni nella casa che Burgess si era comprato in Italia, sul lago di Bracciano, il dattiloscritto era stato ricomposto nel ’93, subito dopo la morte dell’autore, e spedito in Gran Bretagna dove ha sede la Fondazione intitolata allo scrittore. “Non è finito, ma c’è comunque molto – dice Andrew Biswell, che lavora alla fondazione e ha contribuito alla scoperta – Se si mette tutto insieme, si può avere un’idea di quello che sarebbe stato. –

Mengoni, vi racconto il mio viaggio
Al via ieri da Torino ‘Atlantico tour’ con tutto esa

28 aprile 201913:25

– E’ uno show che cresce e si trasforma nel corso del concerto, quello protagonista del nuovo tour nei palazzetti italiani di Marco Mengoni, iniziato ieri con un tutto esaurito al Pala Alpitour di Torino. Il live torinese, che questa sera avrà anche il suo bis, è arrivato dopo una manciata di date europee durante le quali la voce di Ronciglione e la sua band hanno potuto mettere a punto uno spettacolo diviso in tre parti e durante il quale Mengoni ripercorre le sue tappe, passando anche dalle citazioni della musica che più l’ha influenzato, da quella sudamericana fino al soul. Il tour toccherà molte delle città italiane e si concluderà il 30 maggio alla Unipol Arena di Bologna. “Racconto il mio viaggio – ha detto Mengoni – e oggi sono felice di essere più libero e maturo. Non mi tremano più le gambe prima di salire sul palco”.

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