Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 23 minuti

Ultimo aggiornamento 1 Maggio, 2019, 10:22:08 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 11:36 DI MARTEDì 30 APRILE 2019

ALLE 10:22 DIMERCOLEDì 01 MAGGIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moschino Resort sfilerà a Los Angeles
In pedana negli Universal Studios Hollywood Backlot il 7 giugno

30 aprile 2019 11:36

– Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, ha scelto gli Universal Studios Hollywood Backlot di Los Angeles come location per la prossima sfilata. Nel fashion show saranno presentate la collezione Resort Donna primavera 2020 e la collezione Uomo primavera/estate 2020. La sfilata si terrà venerdì 7 giugno.
Logo e naming 7/o centenario morte DanteIl pubblico del teatro Rasi assegna la vittoria a ‘Viva Dante’

RAVENNA30 aprile 201912:39

– Il logo e il naming ‘Viva Dante’ ideati da Matilde Studio di Cesena per rappresentare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri sono quelli che hanno maggiormente convinto il pubblico del Teatro Rasi, protagonista della procedura partecipata che ha costituito la fase finale della selezione con cui l’Amministrazione comunale ha scelto di individuare l’identità visiva che rappresenti il settimo centenario dantesco del 2021 a Ravenna. Per la proposta di Matilde Studio hanno votato ieri sera 176 persone su 291; al secondo posto il progetto proposto da Social Design di Firenze, terzo quello di Menabò Group di Forlì.
Il marchio prescelto rappresenta il numero 700, stilizzato utilizzando un motivo a tessere. La forma è completata dalla silhouette di Dante ripreso dall’iconico ritratto di Botticelli con alcune variazioni relative soprattutto alla corona d’alloro tesa a dare maggior risalto al profilo in monocromia.
Durante la serata i tre loghi e i relativi naming, in precedenza scelti tra 29 proposte pervenute da una giuria di qualità costituita da cinque esperti, sono stati illustrati al pubblico dagli ideatori per meglio far comprendere il messaggio che intendevano legare alla città, a Dante e ai valori universali e plurali della sua opera. Le proposte sono arrivate da diverse parti d’Italia e anche dall’estero.

Via censimento Gabinetto disegni UffiziIntervento durerà due anni, orari di visita ridotti

FIRENZE30 aprile 201912:51

– Un censimento per verificare lo stato di salute e acquisire nuove informazioni sulle opere custodite nel Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi che contiene oltre 180mila fogli datati dal 1300 all’epoca contemporanea, con artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo: l’intervento, annuncia una nota delle Gallerie di Uffizi, partirà a giugno e richiederà due anni di lavoro per un team di tecnici e specialisti. Un lavoro di riassetto del patrimonio del Gabinetto che, spiega la nota, non veniva effettuato dal 1973. “È un’operazione che si è resa necessaria in considerazione del grande incremento della collezione avvenuto negli ultimi decenni – ha spiegato la coordinatrice del Gabinetto, Laura Donati – nel 1973, infatti risultavano circa 133 mila, oggi sono oltre 45 mila in più”. Per consentire lo svolgimento del censimento, spiega ancora il complesso museale fiorentino, gli orari di accesso dei visitatori al Gabinetto saranno ridotti e su appuntamento.
Cortellesi, la mia Petra libera e post femministaA Genova sul set della serie Sky diretta da Maria Sole Tognazzi

GENOVA30 aprile 201919:43

– Le raffiche di libeccio, gonfie dell’odore sferzante del mare, sono il presagio della burrasca imminente. Nell’arena del palazzetto dello sport, tra gli spalti coperti da una polvere impietosa, l’ispettrice Petra Delicato avanza lentamente, il trench scuro, la pistola nella mano sinistra lungo il fianco, lo sguardo concentrato. Dal fondo della scena, come in un duello western, avanza a passi sicuri l’antagonista: cappotto oversize, capelli rasati, sguardo di ghiaccio, le intima di appoggiare l’arma a terra. E’ il capo di una setta russa che costringe i giovani adepti ad evirarsi: ha preso in ostaggio uno degli uomini dell’ispettrice e la ricatta.Nel vecchio palasport di Genova, gloriosa struttura che ha visto decine di gare di atletica indoor, concerti dei Beatles, Sinatra e Pavarotti, e perfino l’unica edizione del Superbowl italiano nel 1983, si gira il terzo episodio di ‘Petra’, la nuova produzione originale Sky con Cattleya e Bartlebyfilm, in onda prossimamente su Sky Cinema. Quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa del mondo, Petra Delicado, protagonista della saga bestseller di Alicia Gimenez-Bartlett che in Italia ha venduto (con Sellerio) oltre un milione e mezzo di copie. A darle il volto è Paola Cortellesi, diretta da Maria Sole Tognazzi. “Mi sono innamorata subito di Petra, perché è una donna che si è liberata dai cliché femminili, dal giogo dei ruoli che ci impone la società o ci imponiamo noi stesse”, sottolinea Cortellesi, esaltando la personalità indipendente dell’ispettrice, due matrimoni falliti alle spalle, catapultata dall’archivio in prima linea per indagare su casi di omicidio e violenza. “E’ una donna che prende in mano la sua vita e se ne assume i rischi, senza accettare compromessi né legami e quindi affrontando un po’ di solitudine e l’eventualità di non piacere necessariamente agli altri, ma non se ne fa un cruccio. E’ eccezionale, tutti vorremmo assomigliarle un po’. E’ fuori dagli schemi, dall’etichetta femminile o femminista, perciò la amo. Siccome certe sovrastrutture le ho – confessa l’attrice, che intanto si gode il podio degli incassi cinematografici con Che cosa ci dice il cervello, al secondo posto dietro il super fenomeno Avengers – pensavo che sarebbe stato più difficile interpretarla. E invece si è creata subito un’enorme sintonia”.”Petra è bella, è tosta, è ironica: un personaggio autobiografico”, ride Alicia Gimenez-Bartlett, anche lei a Genova per incontrare i giornalisti in una pausa delle riprese, consapevole di aver creato un”eroina’ che in qualche modo ha anticipato negli anni ’90 i movimenti neo femministi: “L’onda del cambiamento – sottolinea la scrittrice – in Spagna è molto forte, forse un po’ meno in Italia, per l’influenza della Chiesa, che non è un’amica naturale della donna. La fiction non può cambiare la realtà, ma può dare un contributo. E non si tratta di femminismo a oltranza: nessuno può dire che le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. Chi non è femminista è uno stronzo!”, esclama. “Anche in Italia – aggiunge la Cortellesi – ci sono movimenti femministi, ma o non se li fila nessuno, o c’è qualcuno che si permette di metterli in discussione come è successo qualche settimana fa”, dice alludendo al congresso delle famiglie di Verona.La forza di Petra ha subito conquistato anche Maria Sole Tognazzi, che debutta alla regia di una serie tv e torna a lavorare con Paola Cortellesi dopo Passato prossimo (2003), il film che le valse il Globo d’oro per la miglior opera prima e un Nastro d’argento come miglior regista esordiente. “E’ una gioia infinita ritrovare Paola. Avevo letto tutti i romanzi di Petra e mi ero subito appassionata. Fa parte della tipologia di figure femminili che mi piacciono: donne libere, sole, o che decidono di stare in coppia con chi vogliono”. “Una femminista 2.0”, le fa eco Nils Hartmann, direttore delle Produzioni originali di Sky, “un personaggio fuori dagli stereotipi, capace di sottolineare la sua autonomia in modo molto naturale e ironica”.A fare coppia fissa con Petra nelle indagini è il viceispettore, che nei romanzi è Fermin Garzon, qui invece Antonio Monte (Andrea Pennacchi), un poliziotto vecchio stampo vicino alla pensione, ricco di saggezza e intuizioni. Per adattare, nei quattro episodi, i primi quattro romanzi della saga (Riti di morte, Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta), gli sceneggiatori Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia si sono impegnati ad attualizzare le tecniche investigative, “rispettando però il cuore del giallo”, spiegano. L’azione si sposta da Barcellona a Genova: “Cercavamo una città che avesse alcuni elementi chiave come il mare, il porto, la varietà dei luoghi e le differenze di classe che spesso fanno da sfondo alle storie. E un centro industriale: Genova ci è sembrata perfetta”, spiega Riccardo Tozzi, fondatore e co-ceo di Cattleya, rivelando che si pensa già a un sequel, anche perché i romanzi della saga sono almeno una decina: “Siamo pronti ad andare a oltranza”.Le riprese, con il supporto della Genova-Liguria Film Commission, si sono svolte fino a metà aprile in decine di location del capoluogo ligure (anche sotto lo scheletro del ponte Morandi), per spostarsi poi a Roma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bartlett, ora racconto il privato di Petra
Incontro con la scrittrice spagnola sul set della serie Sky

GENOVA30 aprile 201919:27

– “Sto scrivendo la biografia di Petra: non ci saranno casi polizieschi, né cadaveri, né delitti, ma i lettori potranno finalmente sapere qualcosa di più del suo passato, della sua famiglia, dei suoi studi, dei suoi mariti”. Frangetta e caschetto, sorriso accattivante, la scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett è a Genova, dove si gira ‘Petra’, una produzione originale Sky con Cattleya e Bartlebyfilm, e in una pausa delle riprese prova a raccontare come immagina il futuro della sua ispettrice, alla quale si ispira la serie interpretata da Paola Cortellesi e diretta da Maria Sole Tognazzi, in onda prossimamente su Sky Cinema.”La nuova storia uscirà non prima di un anno, un anno e mezzo”, spiega la Bartlett, che non esclude che il libro possa essere pubblicato prima in Italia e poi in Spagna: “E’ già accaduto qualche anno fa, con il romanzo Gli onori di casa” che era ambientato a Roma. Una conferma del rapporto speciale che l’autrice – tradotta in 14 Paesi – ha con il nostro Paese, dove l’epopea di Petra Delicado, edita da Sellerio, ha venduto oltre un milione e mezzo di copie. Con l’ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, richiamata dal lavoro polveroso dell’archivio all’operatività della prima linea, Alicia Gimenez-Bartlett ha tanti aspetti in comune: “E’ tosta, indipendente, decisa, forte e delicata insieme, come dice il suo nome. Ci assomigliamo soprattutto per il modo di vedere il mondo e per l’ironia”, sorride la scrittrice, che dei dialoghi da commedia brillante e dei continui cambiamenti d’ambiente, in grado di offrire uno spaccato sociale sempre vario, ha fatto i punti di forza del suo stile narrativo. “Ecco, Genova mi fa pensare a Barcellona, con l’articolazione sociale precisa dei suoi quartieri, la netta separazione tra il mondo più umile, vicino al mare, e le abitazioni dei ricchi nella parte alta”, sottolinea. Quanto alla sua ‘eroina’, “non è né spagnola né italiana, se usciamo dai luoghi comuni che vogliono le spagnole donne passionali per eccellenze e le italiane ‘mamme assolute’, stereotipi che trovo abominevoli. Petra è semplicemente una donna di oggi, e quindi può essere considerata internazionale”.Nella sceneggiatura della fiction non è intervenuta: “Scrivere un romanzo è arte, e così fare cinema o tv. Si tratta di linguaggi diversi che non posso controllare – sottolinea – e poi ci sono tanti giovani sceneggiatori che sanno fare benissimo il loro mestiere”.Per i cultori del genere, Alicia Gimenez-Bartlett è la risposta al nostro Andrea Camilleri e al commissario Montalbano: “Il paragone mi fa un piacere enorme”, ride la giallista, nata ad Almansa nel 1951, madre di due figli, premio Planeta nel 2015, a Genova accompagnata dal marito. “Camilleri è un uomo eccezionale ed è anche un grande seduttore: ricordo come è riuscito a stregare qualche anno fa la platea del festival del giallo a Barcellona. Ci accomuna l’editore italiano, Sellerio, ma spesso amiamo punzecchiarci a vicenda: lui mi invita ad evitare gli atteggiamenti troppo femministi di Petra, e io replico: ‘Il tuo uomo comanda troppo!'”. Non a caso la Bartlett, nel mondo decisamente maschile dei romanzi polizieschi, ha voluto che fosse proprio la figura femminile, Petra, in una posizione di potere, e che l’uomo, il viceispettore Fermin Garzon, fosse il suo sottoposto. Una coppia formidabile, che nel corso dei romanzi passerà dai battibecchi sessisti a un rapporto di solida amicizia, innaffiato generosamente dalla birra ma anche corroborato dalla reciproca comprensione.Lunga vita, allora, all’ispettrice Petra Delicado? “Sinceramente – conclude la Bartlett un po’ a sorpresa – non lo so. C’è stato un momento in cui mi sono fermata, mi sembrava di aver detto tutto quello che avevo da dire. Ora mi concentro sulla sua biografia: per me è come un’amica, voglio sapere qualcosa di più della sua vita”.

A S.Cecilia, Gatti dirige BrahmsCon Bronfman nel Concerto per pianoforte n. 2 e Sinfonia n. 2

30 aprile 201914:07

– Il maestro Daniele Gatti e il pianista statunitense Yefim Bronfman di nuovo ospiti della Stagione Sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Brahms. Entrambi grandi interpreti del compositore tedesco, saranno impegnati con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale nel Concerto per pianoforte n. 2 e nella Seconda Sinfonia venerdì 3 maggio alle 20.30 all’ Auditorium Parco della Musica (repliche sabato 4 e domenica 5 maggio alle 18). Il rapporto che unisce Daniele Gatti, attuale direttore musicale del Teatro dell’ Opera di Roma, e Bronfman a Brahms e a Santa Cecilia risale a diverso tempo fa. Nel 1997 Gatti – all’ epoca Direttore musicale dell’Accademia – è stato protagonista del Festival Brahms, organizzato per celebrare i cento anni dalla morte del compositore. Bronfman ha esordito sul palco di Santa Cecilia nel 1988 proprio con tre Sonate di Brahms.
Sala, aiutateci restaurare capolavoroCapolavori clou mostra Palazzo Reale con Leonardo e Caravaggio

30 aprile 201915:48

– Il sindaco Giuseppe Sala fa un appello ai milanesi perché contribuiscano al restauro di un capolavoro “di tutti” ovvero le tele del Grechetto che fino a marzo hanno adornato la sala omonima della biblioteca Sormani e che sono il cuore della mostra ‘Il meraviglioso mondo della natura’ a Palazzo Reale, visibile fino al 19 luglio.
Anzi, le 23 enormi tele del ciclo di Orfeo, create per adornare Palazzo Visconti (ora Palazzo Verri) in via Montenapoleone, sono il clou della mostra che permette di esplorare la rappresentazione della natura dalla ‘staticità’ delle miniature alla meraviglia degli schizzi di Leonardo, fino alla Canestra di frutta di Caravaggio, che ha dato vita al genere della natura morta. Il ‘bestiario’ di oltre 200 animali contenuto nelle tele è però visibile in mostra anche ‘dal vivo’.
Una sala è infatti dedicata agli esemplari imbalsamati che vengono dal Museo di Storia Naturale e dall’Acquario di Milano e dal Muse di Trento.
Dior a Marrakech, Europa incontra AfricaSfila collezione Cruise di Maria Grazia Chiuri che parte dal wax

30 aprile 201915:59

– L’Europa incontra l’Africa a Marrakech a Palazzo El Badi, con la sfilata della collezione Cruise di Christian Dior disegnata da Maria Grazia Chiuri. Era da tempo che la direttrice creativa della prestigiosa maison francese voleva entrare in contatto con le culture del Nord Africa.
Voleva confrontarsi con l’immaginario del Marocco, punto d’incontro tra Mediterraneo, Europa e Africa, miraggio per artisti, poeti, scrittori e viaggiatori. Presentare la collezione Cruise 2020 a Marrakech per Chiuri è stato un modo di attraversare la memoria della maison fino a Yves Saint Laurent primo direttore creativo del dopo Christian Dior, nato a Orano e affascinato dal Marocco. La collezione reinterpreta lo stile Dior nel tessuto wax, tipico africano, con le sue grafiche complesse e simboliche della diversità. Chiuri ha collaborato infatti con la fabbrica Uniwax, in Costa d’Avorio, per reinterpretare i codici Dior nella trama tessile. Da qui i wax toile de Jouy che rielaborano paesaggi e carte dei tarocchi.
Da Paoli a Mannoia, maggio all’Auditorium Parco della Musica di RomaSul palco anche Moroder, Sparagna, Noa, Paola Turci, Elisa

30 aprile 201918:08

Da Ambrogio Sparagna a Gino Paoli, da Giorgio Moroder a Fiorella Mannoia, a Elisa: un maggio di grande musica per la stagione di spettacoli di Musica per Roma, che vedrà alcuni dei più importanti protagonisti della scena italiana sul palco dell’Auditorium Parco della Musica. Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana torna con “Si canta Maggio” dedicato ai canti tradizionali abruzzesi, con la partecipazione di Mimmo Locasciulli (5 maggio); Gino Paoli per “Una nuova storia” è accompagnato dall’Orchestra da Camera di Perugia e da Danilo Rea, Rita Marcotulli, Ares Tavolazzi (12/5); Luca Barbarossa propone un nuovo progetto del ciclo Carta Bianca con Neri Marcorè (10/5). Giorgio Moroder chiude il “The celebration of the 80’s tour” (19/5).Martina Attili presenta Cherofobia (4/5), Paola Turci interpreta i brani di Viva da morire (20/5), Fiorella Mannoia anticipa la tappa estiva in cavea del suo Personale Tour (23/5), Elisa torna con Diari Aperti (24 e 25/5), Noa reinterpreta Bach a modo suo (24/5). E ancora Briga festeggia nove anni di carriera (17/5), Pacifico fa tappa all’Auditorium con il suo Bastasse il cielo tour, Simone Cristicchi incanta il pubblico con Abbi cura di me (19/5), precedendo Roberto Vecchioni (20/5). James Senese festeggia 50 anni di carriera con il doppio album Aspettando ‘O Tiempo (13/5), il virtuoso del violino Alessandro Quarta interpreta Piazzolla (14/5), e poi ancora sul palco Mimmo Locasciulli (23/5), Eugenio Bennato con i Taranta Power (24/5), la PFM che canta De André a vent’anni dalla morte (26/5). Sul fronte emergenti, proseguono gli appuntamenti di Retape con i due concerti di Gabriele Deca (10/5) e Iva Collister (22/5) aspettando il Retape Summer (28/6).In arrivo anche Pierdavide Carone insieme ai Dear Jack (24/5) e Setak (26/5). Spazio anche a Terence Trent D’Arby (9/5), Benjamin Clementine (15/5), Alice Merton (22/5). E ancora un maestro indiscusso del jazz e della musica oltre ogni confine Uri Caine (11 maggio).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Panariello-Conti-Pieraccioni in teatro
A novembre sul palco, prima data confermata a Milano

30 aprile 201916:51

– Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni ancora insieme in una nuova tournée: dopo i palasport, in autunno porteranno il loro show, tra gag, sketch e battute sull’attualità, nei teatri di tutta Italia.
Prodotto da Friends&Partners, “Il Tour” sarà in scena lunedì 18 novembre e Milano (Teatro degli Arcimboldi). Le altre date annunciate sono sabato 30 novembre a Napoli (Palapartenope); lunedì 2 dicembre a Roma (Teatro Brancaccio); lunedì 9 dicembre a Torino (Teatro Colosseo); martedì 17 dicembre a Bergamo (Teatro Creberg); sabato 21 dicembre a Bologna (Europauditorium). Per l’estate, a grande richiesta, sono previsti intanto cinque appuntamenti: Livorno (Modigliani Forum) venerdì 14 e sabato 15 giugno, Frosinone (Stadio Benito Stirpe) martedì 18 giugno, Cinquale-MS (Arena della Versilia) lunedì 12 agosto e Follonica-GR (Follonica Summer Festival) martedì 13 agosto.
Top bionde come da tradizione per GuessAnche Arsenii Savitckii nelle foto di Tatiana Gerusova

30 aprile 201917:02

– La nuova campagna del marchio Guess ha come protagoniste due modelle dalla bellezza mozzafiato, come da tradizione per il brand, le bionde Gwen Van Meir e Mishel Gerzig, a cui si aggiunge il modello Arsenii Savitckii.
I tre protagonisti vengono immortalati in scatti in bianco e nero e a colori nel deserto del Mojave, con le imponenti montagne californiane a fare da sfondo. Con la direzione artistica di Paul Marciano, direttore creativo di Guess, e gli scatti di Tatiana Gerusova, la campagna cattura una sensualità naturale e spensierata, che rappresenta appieno lo spirito dello stile Guess. Le immagini immortalano le modelle e il modello con i capi della collezione estiva, mentre fingono la partenza per un road trip nel deserto. Il denim è uno dei protagonisti della nuova collezione, per jeans, gonne, giacche, tute e abitini in un mix di lavaggi chiari e scuri. Non mancano stampe floreali su sfondo color giada e foglia di tè, legging in eco-pelle, giacche da centauro, T-shirt con stampe grafiche.
Judi Dench, dopo 007 divento ‘Nonna spia’Protagonista in Red Joan, ispirato da storia vera

30 aprile 201919:06

“Nonna spia” è il soprannome affibbiato dai media a Melita Norwood, minuta signora 87enne appassionata di giardinaggio, che, nel 1999, grazie ai documenti diffusi dall’ex archivista del Kgb Vasilij Mitrochin si scoprì, essere stata la spia inglese di più lungo servizio per i sovietici, al lavoro per circa 40 anni, dagli anni ’30 alla “pensione” nel 1972. Un’incredibile storia vera che ha ispirato il romanzo, ricco di elementi di finzione, La ragazza del Kgb di Jennie Rooney, portato sul grande schermo da Trevor Nunn in Red Joan, con Judi Dench, in sala dal 9 maggio con Vision Distribution.Un nuovo ruolo da spia, per la grande attrice britannica dopo essere stata per sette film M, il capo di James Bond, sia in versione Pierce Brosnan che Daniel Craig, da Goldeneye a Skyfall, con un breve cameo anche in Spectre. La protagonista di finzione, Joan (che da ventenne è interpretata da Sophie Cookson) “può essere considerata un’eroina o no a seconda di quanto ognuno creda – ha detto Judi Dench a Stuff -. Io certo non la considero un’eroina. Lei dice di aver creduto che se tutti avessero avuto le stesse informazioni sul nucleare, più difficilmente i diversi schieramenti si sarebbero attaccati a vicenda, dando il via a un’altra guerra. Ma molti penseranno che è una persona cattiva”. Melita Norwood (che vista l’età non è stata sottoposta a processo ed è morta nel 2005), da impiegata della British Non-Ferrous Metals Research Association fornì ai sovietici informazioni sul cosiddetto progetto Tube Alloys, il lavoro degli inglesi per la Bomba atomica. Andata a lavorare a Londra dopo aver abbandonato l’università di Southampton, veniva da una famiglia che credeva nell’ideale comunista, e continuò a rivelare segreti per decenni, facendo anche da reclutatrice.Romanzo (edito in Italia da Piemme) e film, ne rileggono la storia con l’aggiunta di ampie dosi di romanticismo fittizio, immaginando Joan come studentessa di fisica negli anni ’30 a Cambridge, a contatto con l’ambiente dei cosiddetti Cinque di Cambridge, i rampolli di buona famiglia diventati importanti spie per i sovietici. Per la ragazza, più dei valori comunisti contano gli incontri: con l’affascinante Sonya (Tereza Srbova), il giovane e appassionato militante Leo (Tom Hughes), di cui si innamora, e più avanti con lo scienziato Max Davis (Stephen Campbell Moore), responsabile del progetto Tube Alloys. La scelta di passare segreti, per lei verrà proprio dal desiderio di preservare la pace. In un film nel quale la storia vera viene in parte banalizzata, spicca l’intensità di Judi Dench, che rende la complessità di Joan evidenziando il contrasto tra la fragilità del suo corpo da ottantenne e la potenza delle sue convinzioni, mai ripudiate.”Il film spiega che è stata Hiroshima a darle la convinzione di fare una cosa del genere – ha aggiunto sul suo personaggio, Judi Dench che vedremo presto anche in versione gatta nell’adattamento cinematografico firmato da Tom Hooper del musical cult Cats! -. Ricordo quella volta lo shock, e posso capire il desiderio di intervenire, di fare qualcosa, come dice lei”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

1 maggio, l’ira di Ambra sul maschilismo
“Il problema è a monte, i diritti vanno difesi altrove”

30 aprile 201917:15

– “Poche donne sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma? I problemi sono altri, il male è altrove”. Ambra Angiolini, che condurrà la manifestazione di San Giovanni a Roma insieme a Lodo Guenzi, si scalda sulla questione quote rosa. “Io non mi sento offesa – aggiunge Ambra -, questa è la radiografia della situazione discografica italiana, dunque il problema è a monte. In hit parade le donne sono due nelle prime venti posizioni. La polemica deve essere altrove: invece di contare il numero delle artiste donne, di fare liste di maggioranza o minoranza, perché non parliamo del diritto ad avere lo stesso salario degli uomini, della possibilità di lavorare e fare carriera anche con un figlio?”.
“Mi incazzo – dice ancora – ma spero davvero che questa non diventi la polemica del giorno. Il Primo maggio non è responsabile di quello che succede nella discografia, ma se è stato rilevato un problema, cerchiamo di risolverlo per il prossimo anno”.
Rocketman, vita Elton John è un musicalDopo Bohemian Rhapsody attesa per altro biopic sulla popstar

30 aprile 201917:22

– Il successo da record di Bohemian Rhapsody ha fatto nascere (o rinverdire) un nuovo filone? Sembra proprio di sì e c’è grande attesa per il film fuori concorso in anteprima mondiale al festival di Cannes, in sala il 29 maggio con Fox, Rocketman su Elton John. L’operazione è del tutto simile: lì c’era Freddie Mercury, qui sir Elton, entrambi con le loro biografie, ascese, cadute, popolarità, solitudini, dipendenze, hit evergreen. A Rami Malek è valso un Oscar e la rampa di lancio (è il cattivo nel 25/o 007). A Taron Egerton capiterà lo stesso? Molte altre le similitudini, incluso lo studio di produzione e il sostegno dei veri personaggi: i Queen evidentemente nel caso di Bohemian, lo stesso Elton John in Rocketman. E’ il produttore esecutivo e dice: “Doveva essere il più onesto possibile”. Il film ripercorre tutta la biografia della pop star: da timido figlio della classe operaia, pianista prodigio Reginald Dwight all’icona che riempie gli stadi: puoi essere ciò che vuoi è il leitmotiv biografico.
Il giovane Tolkien, premiere a LondraAttesa per il film con Nicholas Hoult, contrari eredi scrittore

LONDRA30 aprile 201917:35

– I fan che si sono assiepati il 29 aprile davanti al cinema Curzon Mayfair, nel centro di Londra, per la premiere di ‘Tolkien’ già preannunciano il successo del film. Sul red carpet hanno sfilato i giovani protagonisti del biopic dedicata al genio di J. R. R. Tolkien, prolifico scrittore britannico e creatore delle saghe del Signore degli anelli e dell’Hobbit, come l’attore che lo interpreta, Nicholas Hoult, e Lily Collins che recita nel ruolo della moglie, Edith Bratt. “Sono io stesso un grande lettore di Tolkien – ha detto Hoult – e con questo film ci siamo concentrati in particolare sugli anni della sua formazione”. Il film passa in rassegna la difficile infanzia di Tolkien (rimase orfano a 12 anni), gli anni della formazione scolastica, l’amore con la futura moglie Edith, fino al trauma della I guerra mondiale sul fronte della Somme.
Gli eredi di Tolkien hanno preso le distanze dal film, affermando di non voler in “nessun modo” sostenere la pellicola.
In Italia uscirà il 26 settembre.
A Napoli nuovo ‘Interiors’ di LentonDal 3 al 12 maggio al Sannazaro con cast italiano

NAPOLI30 aprile 201918:30

– Per la prima assoluta di Interiors, nuovo allestimento del pluripremiato spettacolo diretto dal regista britannico Matthew Lenton, debutto al Teatro Sannazaro di Napoli il 3 maggio. La creazione originale di Vanishing Point di Glasgow, a dieci anni esatti dalla prima vista al Napoli Teatro Festival, torna in scena (fino al 12 maggio) prodotta, in esclusiva per l’Italia, da ‘Tradizione e Turismo-Centro di Produzione Teatrale’ ed ‘Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro’ con un nuovo cast, tutto italiano. “E’ uno spettacolo diverso – dice il regista – che, pur mantenendo intatta la suggestione e l’idea di base, cambia parecchio rispetto alla precedente edizione. Sicuramente in alcuni elementi della scenografia e nelle nuove dinamiche instaurate dagli attori che formano il nuovo cast”. Otto in scena e di più generazioni (sono Clara Bocchino, Giuseppe Brunetti, Ivan Castiglione, Sergio Di Paola, Rebecca Furfaro, Lucienne Perreca, Giorgio Pinto, Ingrid Sansone) scelti dal regista nelle audizioni al Sannazaro.
Ultimo, Colpa delle favole Disco platinoAnche l’album “Peter Pan” ottiene il terzo platino

30 aprile 201918:32

– Dopo aver debuttato al primo posto della classifica Fimi/Gfk e averla mantenuta per tre settimane, il nuovo album di Ultimo “Colpa delle favole” (Honiro, distribuzione Believe) è certificato Platino.
Anche l’album “Peter Pan” ottiene il terzo disco di platino.
In un anno e mezzo di carriera, il giovane cantautore romano ha già collezionato in totale, tra album e singoli, 18 dischi di platino e 7 dischi d’oro.
Dal 27 aprile Ultimo è live con il “Colpa delle favole tour”, sold out in 18 palazzetti italiani, con oltre 300.000 biglietti venduti complessivamente fino ad oggi. Chiuderà la tournée con “La Favola”, una speciale data evento, già sold out, il 4 luglio che lo vedrà protagonista all’Olimpico di Roma, e sarà il più giovane artista italiano a esibirsi in uno stadio.
A Venezia installazione su mail HillaryNove mostre con regia “Zuecca Project Space” in giorni Biennale

VENEZIA30 aprile 201918:50

– Negli spazi della galleria di un ex teatro-Cinema “Italia”, oggi sede di un supermercato, viene ricreata una sorta di studio Ovale della Casa Bianca con al centro una installazione scultorea formata dalle 60mila pagine delle mail di Hillary Clinton, poi usate contro di lei nella campagna elettorale: è “Hillary: The Hillary Clinton Email”, un progetto dell’artista e poeta Kenneth Goldsmith, a cura di Francesco Urbano Ravazzi, in programma dal 9 maggio a Venezia. E’ uno dei nove progetti messi in campo nel periodo della Biennale d’Arte,, assieme ad altri eventi, da “Zuecca Project Space”, associazione lagunare che opera nel campo del contemporaneo.
‘Pierino e il lupo’, prima per CelestiniRiscrive fiaba musicale e interpreta balletto ‘Pulcinella’

FORLI’30 aprile 201918:51

– Ascanio Celestini presenta in prima assoluta a Forlì un nuovo spettacolo dove riscrive la fiaba musicale di ‘Pierino e il lupo’ di Sergej Prokof’ev e interpreta il balletto neoclassico ‘Pulcinella’ di Stravinskij.
L’evento, prodotto da ForlìMusica in collaborazione con Accademia Perduta da un’idea di Danilo Rosi, prima viola del Teatro la Scala e direttore artistico della stagione classica forlivese, chiude il cartellone musicale sabato 4 maggio al Teatro Diego Fabbri.
L’attore, autore e voce recitante, è accompagnato dall’Orchestra Maderna di Forlì, che eseguirà la partitura originale di Prokof’ev e la suite da concerto di Pulcinella, sotto la guida del maestro concertatore Paolo Chiavacci. La riscrittura di Celestini pone l’accento sul gioco, quello di un ragazzino e dei suoi animali, sulla paura, l’inquietudine ancestrale, sull’immagine della natura e sulla sfida che mescola i ruoli. Fiati e archi, percussioni e timpani, insieme al violino di Chiavacci, rappresentano i personaggi della storia.
30 anni fa il debutto di Chi l’ha visto?Su Rai3 storico e longevo programma sugli scomparsi e i casi di cronaca irrisolti

01 maggio 201909:09

Trenta anni fa, andava in onda la prima puntata dello storico programma “Chi l’ha visto?” dedicato alle persone scomparse. In questi 30 anni ha saputo affermarsi come straordinario esempio di Servizio Pubblico, con ottimi risultati di ascolto e come prova dell’eccellente prodotto che sono in grado di realizzare le risorse interne alla Rai. Sempre al servizio dei cittadini, ha avuto diversi conduttori: dagli esordi di Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, a Luigi di Majo, Alessandra Graziottin, Giovanna Milella, Marcella Di Palma e Daniela Poggi.Il programma dal 2004 ad oggi è condotto dalla giornalista Rai Federica Sciarelli, affiancata e sostenuta da Stefano Coletta prima come supervisore e da due anni in qualità di direttore di Raitre.In questi anni ha allargato la sua vocazione dal racconto delle scomparse ai casi di cronaca più attuali e discussi arrivando a far riaprire casi irrisolti dal ritrovamento di Elisa Claps, alla morte della famiglia Carretta, all’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.”Un successo ottenuto grazie al lavoro di squadra di bravi professionisti, tra i quali anche numerosi giornalisti che lavorano con “contratti atipici” ai quali ci auguriamo venga riconosciuto quanto prima il giusto contratto come previsto dall’impegno preso dall’amministratore Delegato della Rai al tavolo della trattativa con l’Usigrai.A Federica Sciarelli, all’intera redazione e a RaiTre i nostri migliori auguri: la Rai ha profondo bisogno di esempi come questo per il futuro del Servizio Pubblico”, sottolinea in una nota l’esecutivo Usigrai d’intesa con la Fnsi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bowie, dal 28/6 le registrazioni inedite
In arrivo il cofanetto The Mercury Demos

30 aprile 201919:18

– Il 28 giugno, per Parlophone, esce The Mercury Demos, una serie di registrazioni inedite di David Bowie. Il cofanetto arriva come parte dei festeggiamenti per l’anniversario dei 50 anni dalla prima hit di Bowie ‘Space Oddity’ e dopo le recenti raccolte ‘Spying Through A Keyhole’ e ‘Clareville Grove Demos’.
‘The “Mercury” Demos’ sono 10 registrazioni registrate live con il registratore nell’appartamento di David nell’estate 1969, con l’accompagnamento di John ‘Hutch’ Hutchinson alla chitarra e voce. La versione di Space Oddity contenuta nei ‘Demos’ è presentato nel suo vero contesto per la prima volta. Le altre nove registrazioni sono tutte inedite. In aggiunta agli originali di Bowie, la sessione include anche la composizione ‘Life Is A Circus’ (contenuta anche in una versione demo antecedente nel cofanetto ‘Clareville Grove Demos’) e la composizione di Lesley Duncan ‘Love Song’ registrata più tardi da Elton John per il suo album ‘Tumbleweed Connection’.
Ghali, quattro appuntamenti in EuropaTra il 5 e il 27 luglio nei festival più prestigiosi

30 aprile 201919:19

– Dopo l’uscita di I Love you il brano che in poche settimane ha raggiunto oltre 7 milioni di stream, Ghali per la sua prima apparizione live, sceglie il Concertone del Primo Maggio a Roma. L’artista milanese ha voluto essere presente alla manifestazione prima della preparazione di quattro appuntamenti live dell’estate: il 5 luglio a Francoforte, per la serata di inaugurazione del Wireless Festival al Alter Rebstockpark, dove si esibiranno anche Cardi B, James Blake, Rita Ora e Travis Scott. Secondo appuntamento, il 20 luglio, al Lollapalooza Paris, festival multi-genere che si svolge nella capitale francese e al quale partecipano Martin Garrix, Ben Harper, The Strokes, IAM e Twenty One Pilots. Il Pow Wow festival sarà il terzo appuntamento, il 23 luglio, nell’isola di Pag, in Croazia. Tra gli ospiti Dj Diesel (aka Shaquille O’Neil), The Bloody Beetroots e molti altri. Chiude la sequenza la partecipazione a Tomorrowland, il festival di musica elettronica che si svolge in Belgio dal 2005.
Roy Lichtenstein, le Multiple VisionsAl Mudec – Museo delle culture 100 opere dell’artista americano

30 aprile 201919:51

– Milano rende omaggio a uno dei più importanti esponenti della pop art, Roy Lichtenstein, con una mostra al Mudec, il Museo delle culture, dal 1 maggio all’8 settembre.
‘Lichtenstein. Multiple Visions’ racconta, con circa 100 opere, tra stampe, anche di grande formato, sculture, arazzi, video e fotografie, come gli elementi di diverse culture sono confluiti nel lavoro dell’artista statunitense e nel suo stile di riproduzione seriale dell’immagine. Ecco allora la cultura americana che irrompe nelle sue coloratissime opere, dagli indiani nativi al Far West, fino al mondo della pubblicità e del fumetto. L’arte di Lichtenstein “potrebbe essere definita della visione – ha commentato il curatore della mostra, Gianni Mercurio -. Lui è un artista dell’occhio, le sue opere sono un vero godimento estetico”.
Il percorso della mostra è tematico ed evidenzia l’evoluzione nel lavoro di Lichtenstein rispetto alla riproducibilità meccanica dell’arte, di cui è stato interprete. Nella sezione ‘Storia e Vernacoli’ emergono le influenze della cultura americana del periodo del far west e degli indiani d’America, mentre in ‘Interiors’ ad esempio appaiono ambienti di vita quotidiana ma anche lo studio ovale della Casa Bianca. In ‘Action comics’ ci sono le sue opere forse più note al pubblico, con i soggetti maschili e femminili rappresentati in stile fumetto. E poi la ‘Figura Femminile’ con la sua evoluzione che corrisponde a quella nella società americana: da casalinga felice a paladina femminista con l’arrivo degli anni ’70. In tutto le sezioni della mostra sono otto.

A settembre concerto tributo a De AndréSarà a Genova. Dori Ghezzi, ‘vorremmo farne anche un docufilm’

30 aprile 201919:57

– “A settembre si terrà a Genova il grande concerto tributo per Fabrizio, che non eravamo riusciti a fare a gennaio”. Lo ha rivelato Dori Ghezzi, durante la conferenza stampa di lancio di Faber Nostrum (Sony Music), l’album con il quale la nuova scena italiana, da Motta a Lo Stato Sociale, da Vasco Brondi a I Ministri, da Colapesce a The Zen Circus, rende omaggio a De André a 20 anni dalla scomparsa.
“Naturalmente ci sarà spazio anche per chi fra loro vorrà partecipare” aggiunge Dori Ghezzi, che ancora non può svelare né la data del concerto “che finalmente abbiamo individuato”, né gli artisti che saranno sul palco. “Il progetto è di farne anche un docufilm, vorremmo realizzare qualcosa che possa circolare – spiega a margine – e ci saranno anche nomi internazionali”. Era un progetto “che stavamo preparando per l’11 gennaio con la Rai e Fazio che poi non si è potuto fare. Avevamo già sentito alcuni artisti stranieri, ora cominciamo a riconvocarli per questa data a settembre”.
Sbriciolata opera pittore TulliA Macerata durante lavori per realizzazione hub turismo

MACERATA30 aprile 201920:01

– Durante i lavori per trasformare i locali di un ex farmacia nell’edificio del Teatro Lauro Rossi a Macerata in un hub per l’accoglienza turistica si è in gran parte sbriciolata l’opera “Chimismi” del pittore Wladimiro Tulli (1922-2003), esponente del secondo futurismo e dell’astrattismo, che si trovava sul soffitto. E’ accaduto, riferisce una nota del Comune, durante la rimozione di parte di un controsoffitto a rischio distacco, a causa dell'”estrema fragilità” del motivo figurativo, “una decorazione in acrilico su rasatura in gesso, non un affresco, che forma una sorta di pellicola su una base di intonaco apprettata su rete metallica”. Le conseguenze sulla decorazione sono state fatte immediatamente valutare dall’Ufficio Tecnico del Comune di Macerata alla restauratrice Maria Pia Topa. “Al momento è in corso la verifica di quanto sia possibile recuperare per lasciare una traccia coerente dell’opera” spiega Topa che in passato ha restaurato opere dell’artista maceratese.
Amleto di Binasco, favola dell’umanitàPrima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri

SATORINO30 aprile 201920:27

– “Il mio Amleto è il frutto di un lavoro collettivo con gli attori, che parte dall’emotività profonda, da una necessità di poesia, è una favola dell’umanità, un archetipo, un modo forse anche per tenermi lontano dalla contemporaneità, dal mondo di oggi, che mi sembra orribile”. A parlare è Valerio Binasco, regista dell’Amleto prodotto dal Teatro Stabile di Torino, in scena questa sera in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino). Uno spettacolo di poesia shakespeariana, di ‘urgenza emotiva’, realizzato con la neonata compagnia stabile di attori legati allo Stabile ‘Lemon Ensemble’ dal nome delle Fonderie, luogo di ‘macchina’ dello Stabile. La scene sono ridotte all’osso e gli attori vestono abiti contemporanei. Un modo in più per andare all’essenza del dramma ‘familiare’ come lo definisce Binasco, del principe di Danimarca, chiamato a districarsi tra i suoi fantasmi di odio e amore, fino a morirne.
Il pubblico, immerso nel buio, non fiata e gode del testo antico più famoso al mondo.

A Firenze retrospettiva dedicata TalaniInaugurata esposizione a Palazzo Vecchio con 65 opere maestro

FIRENZE30 aprile 201921:11

– La prima grande retrospettiva dedicata al maestro toscano Giampaolo Talani, a poco più di un anno dalla sua improvvisa scomparsa: la mostra ‘Anima sola’ è stata inaugurata oggi nella sala d’arme di Palazzo Vecchio a Firenze dove resterà fino al 24 maggio. La rassegna ospita 65 dipinti, oltre ad alcune sculture in bronzo e sei sinopie originali dell’affresco “Partenze”, creato dal maestro per la stazione fiorentina di Santa Maria Novella e propone anche spunti audio e video che accompagnano la visita. I dipinti scelti vogliono regalare una panoramica emozionale sulla ricerca pittorica di Talani, ricerca durata una vita e grazie alla quale ha raggiunto un linguaggio artistico tutto personale e riconoscibile. La mostra, patrocinata dal Comune di Firenze e dal Consiglio Regionale della Toscana, è organizzata dall’associazione culturale Giampaolo Talani e curata da Laura Farina.
Herlitzka, fare l’attore è una cosa seriaTanta ironia al Bif&st nella sua lezione di cinema

BARI30 aprile 201919:22

“Voglio fare l’attore, voglio fare l’attore”, questa la frase-tormentone e guida di Roberto Herlitzka è quella anche che dice ogni volta che affronta il palcoscenico che, almeno secondo lui, va sempre temuto e rispettato. Questo uno dei momenti clou della masterclass tenuta al Bif&st da Herlitzka, classe 1937, al Teatro Petruzzelli che ha raccolto una lunga standing ovation. Una lezione di teatro, cinema e recitazione nel segno di un’ironia che forse non ci si aspetta da questo artista dalla fisionomia melanconica e che stasera riceverà il Premio Federico Fellini Platinum Award. Intanto “Voglio fare l’attore”, è anche il titolo di un libro di Herlitzka e allo stesso tempo la frase che sintetizza la decisione presa tanti anni fa a Torino:”da ragazzino decisi di fare attore il giorno che andai a vedere un’operina del Settecento.Quando arrivò il momento degli applausi e i cantanti vennero a ringraziare, mi sono detto ‘io faro attore’. Badate bene l’attore e non cantante, e lì sono salito definitivamente sul carro di Tespi”. Confessa poi Herlitzka con la sua pacata ironia: “Ho fatto tanti film di nicchia, di quelli che non vede nessuno e spesso ho fatto personaggi che hanno un lato difficile, nascosto. Personaggi vicini a quelli di Thomas Bernhard, uno dei miei autori preferiti, che sono in genere in preda ad un’ironia cosmica”. Per recitare, spiega poi, serve “una dedizione totale come accade per tutte le forme d’arte, ma va sempre distinta la differenza tra cinema e teatro. Nel cinema le cose avvengono in quel momento, nel teatro ci sono le prove, si discute con il regista, c’è un maggiore scambio”.Il suo storico ruolo di Aldo Moro in Buongiorno notte di Marco Bellocchio, nasce, racconta, “da un accordo con lui. Dovevo fare solo un uomo prigioniero condannato a morte, non dovevo ispirarmi troppo ad Aldo Moro. Così, alla fine, ho immaginato di essere io il prigioniero senza immedesimarmi troppo”. E ancora su Marco Bellocchio con il quale ha lavorato più volte: “La sua sola presenza obbliga gli attori a dare come il meglio di sé. E proprio per Buongiorno notte ci fu un giorno che Marco mi convocò e mi fece leggere una scena. Dopo avermi ascoltato con grande attenzione, mi disse con i suoi modi gentili, con quella sua cautela: ‘evita di fare quel birignao’. Una cosa orribile detta a un attore di teatro, ma da lui la accettai. Solo dopo ho scoperto che l’aveva detto anche a una grandissima come Piera degli Esposti”. Il segreto della recitazione? “La naturalezza. È lo scopo massimo a cui si tende, questo non vuol dire mangiarsi le parole, ma sentirne la musica. Studiare la naturalezza è come studiare le note, significa essere per nulla naturali, altrimenti non funziona”. Regista più amato, Antonioni ma anche Eric Rohmer. Quanto agli attori: “Allen, Jerry Lewis, ma al vertice di tutto quel genio che era Charlot”.          [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.