Ultimo aggiornamento 7 Maggio, 2019, 16:05:12 di Maurizio Barra
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Mattioli, ‘Il gattolico praticante’
Esercizi di devozione felina del giornalista della Stampa
03 maggio 2019 08:35
Ci sono almeno cento motivi per decidere di prendere un gatto e Alberto Mattioli li elenca tutti nel suo ‘Il gattolico praticante. Esercizi di devozione felina’, un volume edito da Garzanti che fra il divertito e il divertente spiega la passione dell’autore, giornalista della Stampa, per i felini.
Il gatto non si droga, non abbaia, non è vegetariano, non commenta la moviola e – elenca autoironico Mattioli – non scrive libri.
In compenso, il gatto è pulito, aiuta la riflessione e piace alla gente che piace. A dimostrazione, l’autore – che è esperto anche di opera, e infatti ha chiamato le sue amate gatte Violetta e Isolde – racconta la passione per i gatti di Richelieu, che annoverava fra i suoi mici Soumise o le alterne vicende di Micetto, gatto di Papa di Leone XII ereditato da Chateaubriand. Senza contare i gatti moderni come Larry che vive al 10 di Downing street e ha un profilo Twitter con 189 mila follower, fino agli idoli della rete.
D’altronde, nell’introduzione è lo stesso autore a spiegare che il suo non è un libro sul gatto ma su chi lo ama, un volume quindi sul “gattolico praticante”.
Il micio ha giocato un ruolo importante nella storia dell’arte fin dai tempi degli egizi, ed è raffigurato in una serie di importanti capolavori di tutte le epoche: gioca con una giara ricolma di vino nelle Nozze di Cana di Paolo Veronese, è il protagonista di Katz und Vogel (ovvero Gatto e uccello) di Paul Klee, a lui hanno dedicato scritti Baudelaire e Apollinaire, musiche Offenbach e Stravinskij e se ne sono occupati anche il premio Nobel per la letteratura T.S. Eliot e poi Andrew Lloyd Webber, ai quali si deve il musical ‘Cats’.
Ma ora il gatto, anzi il gattino, ha trovato un nuovo palcoscenico: è infatti anche il re assoluto dei click in rete, un fenomeno su cui si sono interrogati diversi esperti.
Ma anche sui social, spiega Mattioli, si conferma la superiorità felina rispetto a quella umana perché sono rimasti loro stessi e non hanno perso il controllo. Nelle ‘Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account’ Jaron Lanier, ricorda Mattioli, osserva che “non c’è motivo di temere che un oscuro meme, frutto di algoritmi e finanziato da un perfido oligarca che trama nell’ombra abbia preso il controllo del tuo gatto. Nessuno ha preso il controllo del tuo gatto. Né tu né nessun altro”.
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Bollani suona con Filarmonica di Bologna
In scena ‘Aurora’,’Concerto Azzurro’,’Rapsodia in Blue’,’Bolero’
BOLOGNA03 maggio 201910:31
– Il pianoforte di Stefano Bollani incontra l’Orchestra Filarmonica di Bologna diretta da Krjstian Järvi per il penultimo appuntamento della stagione concertistica del complesso. Lunedì 13 maggio all’Auditorium Manzoni i due artisti saranno protagonisti di un programma di grande impatto che accosta pagine contemporanee composte dagli stessi due musicisti e due grandi capolavori del Novecento storico. Così accanto alla partitura di Kristjan Järvi, “Aurora”, ci sarà quella di Bollani, “Concerto Azzurro” e a seguire la “Rapsodia in Blue” di George Gershwin e il pirotecnico “Bolero” di Maurice Ravel. Il programma sarà replicato il 15 maggio al Teatro Comunale di Modena e il 16 Maggio al Creberg Teatro di Bergamo.
Secondary ticketing: Assomusica, +1750% per ticket JovanottiEsposto all’Agcom, maggiorazioni anche per Elisa e Laura Pausini
03 maggio 201910:36
Assomusica, l’associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, ha presentato un esposto all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e all’Antitrust (Agcm) per chiedere di sanzionare i siti di secondary ticketing. L’associazione, alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia, ha segnalato all’Agcom le maggiorazioni fino a 15 volte e oltre dei prezzi ufficiali dei biglietti sui siti ‘Viagogo’, ‘StubHub’ e ‘MyWayTicket’ per alcuni concerti come i tour di Jovanotti, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Elisa, The Giornalisti e Jack Savoretti. Ad esempio, denuncia Assomusica, “per il tour ‘Jova Beach Party’ di Jovanotti a fronte di un biglietto con posto unico fissato a 52 euro per la data del 28 agosto a Lignano Sabbiadoro, su Viagogo si può arrivare fino a 300 euro, cioè 6 volte in più (+500%). Per altre date (6 e 27 luglio 2019) su MyWayTicket si può arrivare a 402 euro ma su StubHub si toccano anche i 960 euro (+1.750%)”.
Daniele Silvestri, torno con “La terra sotto i piedi””Io acrobata che cerca concretezza”. Album tra elettronica e rap
3 maggio 201910:59
Un acrobata in cerca di concretezza. Daniele Silvestri, dopo il funambolismo del disco Acrobati uscito tre anni fa, torna, letteralmente, con “La terra sotto i piedi”, titolo del nuovo lavoro in arrivo domani per Sony Music, fotografia di un percorso personale. “Con Acrobati avevo voglia di guardare le cose un po’ più da lontano, ora non la penso diversamente ma avevo voglia di avvicinarmi. Sarà anche l’età… – scherza il cantautore romano che si è divertito a tornare all’elettronica, tra rap e cantautorato -. In realtà sono concetti complementari, in un momento in cui abbiamo sempre più bisogno di concretezza, di certezze, in cui siamo alla ricerca di qualcosa che ti faccia capire cos’è giusto e cosa sbagliato.
E’ un disco che racconta la difficoltà di trovare un equilibrio”. Tra istinto e ricerca interiore, tra passioni e umanità, nel nome di una libertà che va reclamata senza compromessi.
La terra sotto i piedi è il nono album in studio di Silvestri e nei mesi scorsi alcuni dei 14 brani che lo compongono (tra speranza del cambiamento, identità ritrovata, critica sui social, mondo adolescenziale, riflessioni sull’amore), sono stati anticipati dalla pubblicazione di 45 giri tematici per genere e cifra stilistica, il “Vol.1: Dance Pack”, il “Vol.2: Rap Pack” e il “Vol.3: Love Pack”. “Un esperimento, ma non so se possa essere considerata una strategia da far seguire anche ad altri. Più che altro sentivo la necessità di raccontare meglio quello che c’è dentro al disco.
La pubblicazione, in qualche modo, mette un punto finale al progetto. Ormai credo che un album debba essere considerato una raccolta. E anche l’aspetto ‘liquido’ della musica di oggi non mi dispiace”, spiega Silvestri reduce dall’ultimo Festival di Sanremo dove ha presentato Argentovivo, con Rancore, portandosi a casa il Premio della Critica, il Premio della Stampa Radio-Tv-Web e il Premio per il Miglior Testo, e presentata ieri sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma.
Tutti i brani, a partire dalla stessa Argentovivo, hanno un forte impatto cinematografico, per lui che mette in musica immagini e storie. “Io mi sento a metà strada tra teatro e cinema. Ho sempre lavorato senza sapere dove fosse il confine.
Un film una volta finito è quello, immutabile. Il teatro invece è in perenne cambiamento. Il mio lavoro è a metà, un disco è qualcosa di immutabile, che diventa vivo e e si trasforma nella dimensione live”. Silvestri si è anche regalato collaborazioni di lusso, con il sax di James Senese e la chitarra di Niccolò Fabi in “Rame”, e in più occasioni il violino di Rodrigo D’Erasmo, i fiati di Enrico Gabrielli e la batteria di Fabio Rondanini. In autunno arriva il primo tour nei palasport che partirà con due date da Roma il 25 e 26 ottobre. “Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”, aveva detto tempo fa lui, con i piedi per terra e la testa rivolta sempre alle nuvole.
Finita e pronta a salpare nave di VascoDa Genova a Cagliari per le 2 date in Sardegna il 18 e 19 giugno
03 maggio 201916:41
– La nave di Vasco è finita ed è pronta a salpare. Sono terminati i lavori a Genova per la realizzazione della Rhapsody di GNV – Grandi Navi Veloci, con la livrea personalizzata per l’occasione con l’immagine di Vasco e del suo tour Non Stop Live 019, che farà tappa il 18 e 19 giugno a Cagliari Fiera in Sardegna, dopo le 6 date record allo Stadio San Siro di Milano. I lavori erano iniziati a metà aprile.
La nave salperà il prossimo 19 maggio per la Sardegna sulla linea Genova/Porto Torres ed in occasione dei due attesissimi concerti del Komandante, il 18 e 19 giugno a Cagliari Fiera, Live Nation e GNV hanno predisposto una tratta speciale con partenza da Genova e arrivo diretto al porto di Cagliari.
Anche gli spazi interni saranno dedicati interamente a Vasco, con una sala cinema che proietterà i video dei suoi live, la presenza del merchandising e intrattenimento musicale per gli ospiti e i fan durante il viaggio, con ciascuna sala che verrà rinominata prendendo spunto dagli storici LP di Vasco.
Siti Unesco siciliani fanno “rete”Conferenza a Cefalù. Direttore Angelini, sono volano sviluppo
PALERMO03 maggio 201916:49
– I sette siti Unesco siciliani sono un formidabile volano di sviluppo e di nuova economia. Il progetto di metterli insieme in una rete di governance è al centro di una conferenza di due giorni che si è aperta a Cefalù con la partecipazione di amministratori, gestori e operatori culturali. Nel suo intervento di apertura Aurelio Angelini, direttore della Fondazione patrimonio Unesco Sicilia, ha sottolineato l’esigenza di accantonare un paradigma economico che finora ha dato risposte inadeguate soprattutto alla domanda di occupazione, come dimostra il livello di emigrazione giovanile che in Sicilia ha raggiunto il 50 per cento, il “più alto in Europa”.
Angelini ha posto l’esigenza di invertire la tendenza puntando sulla varietà culturale, paesaggistica, naturale per assegnare ai siti Unesco una capacità attrattiva a forte valenza turistica. Ma per questo occorre una visione comune e un progetto condiviso per una nuova prospettiva di valorizzazione.
Questa esigenza è stata sottolineata anche da Leoluca Orlando, sindaco della città metropolitana di Palermo e presidente del comitato di pilotaggio del sito arabo-normanno comprendente le cattedrali di Palermo, Monreale e Cefalù. Si tratta di perseguire, ha detto Orlando, una strategia in grado di superare i piccoli interessi individuali e locali. “Bisogna sviluppare – ha sottolineato Giovanni Ruggieri, consulente per i piani di gestione Unesco – la capacità di generare economia nei siti siciliani con una visione globale aperta alle imprese”.
Gallerie Uffizi-Boboli, +12% visitatoriBoom in particolare di Pitti e parco
AFIRENZE03 maggio 201917:1
– “Boom di visitatori” alle Gallerie degli Uffizi, a cui fa capo il celebre museo e quelli di Palazzo Pitti, e al Giardino di Boboli, per il primo quadrimestre del 2019, rispetto a quello dello scorso anno, e netto aumento delle presenze rispetto al 2018 anche nel periodo del ‘maxi ponte’, dal venerdì di Pasqua (19 aprile) al 1 maggio.
Nei primi 4 mesi, si spiega dalle Gallerie, l’aumento è stato del 12,3%, con + 149.019 visitatori, pari a 1.364.430 rispetto ai 1.215.411 del 2018. La crescita riguarda in particolare Palazzo Pitti (+26,3%) e Boboli (+21,7%), con gli Uffizi in aumento al +3%. Per il ‘maxi ponte’ registrato complessivamente un + 3,6%, con + 7.881 visitatori, per un totale di 231.703 rispetto ai 223.822 dello scorso anno (sale in particolare il numero delle presenze agli Uffizi, +9%).
Carl Brave, Notti brave in EuropaOtto date in ottobre. Fuori nuova Vivere tutte le vite con Elisa
03 maggio 201917:21
– Un tour nei teatri andato sold out e un’estate che porterà Carl Brave nei più importanti festival d’Italia, ma il giovane autore romano non ha intenzione di fermarsi. L’autunno porta con sé un nuovo viaggio: Notti Brave arriva in Europa con un tour di otto date. Il tour europeo toccherà Lisbona (10 ottobre), Madrid (12 ottobre), Barcellona (13 ottobre), Parigi (15 ottobre), Berlino (17 ottobre), Bruxelles (19 ottobre), Londra (21 ottobre) e Amsterdam (23 ottobre).
Intanto è uscita la nuova versione del brano di Elisa, Vivere tutte le vite, registrata prodotta e cantata dall’autore romano insieme a Elisa. Brano che arriva poco dopo il successo di Posso, cantato con Max Gazzè (Disco di Platino) e del lancio del secondo singolo Mercì, entrambi estratti da Notti Brave (After).
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Castello Rivoli ingloba Fondazione Cerut
300 capolavori dal Medioevo al ‘900 da Magritte a Warhol
TORINO03 maggio 201917:40
– Da domani gli amanti dell’arte, contemporanea e non, e del Museo di Arte Contemporanea-Castello di Rivoli, hanno la possibilità di godere di un’incredibile collezione privata di capolavori, oltre 300, dal Medioevo al secolo scorso, raccolti dall’imprenditore Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922-Torino, 2015), nella sua villa di Rivoli.
Si tratta di opere di maestri quali Magritte, Warhol, Modigliani, KandinsKij, Morandi, Sironi, Balla, Picabia, Savinio, Delaunay, Burri, Batoni, Shiele, Fattori e tanti altri.
Lo schivo e bulimico imprenditore non aveva figli, ma amava l’arte più di se stesso. Tanto da desiderare che a godere di quel patrimonio, una delle collezioni private più ricche al mondo, fossero tutti gli amanti d’arte. Mandato raccolto dalla Fondazione Francesco Federico Cerruti, che nel 2017 ha siglato l’accordo con il Castello che ora gestisce sia la collezione sia la villa. Il pubblico, da domani può acquistare il biglietto insieme a quello per il Castello e prenotare visite guidate.
Trekking e musica da Bologna a FirenzeSulla via degli Dei, concerti dal 17 al 19 maggio
BOLOGNA03 maggio 201917:44
– Un trekking accompagnato dalla musica in Appennino da Bologna a Firenze. E’ ‘Dei suoni i passi’, il festival di ‘Slow walk’ e musica, con la prima tappa dal 17 al 19 maggio poi, sul versante toscano, dal 28 al 30 giugno. Nel primo fine settimana si percorrerà la ‘Via degli Dei’ da Bologna (piazza Maggiore) al passo della Futa passando per Monzuno e Madonna dei Fornelli. A giugno, la seconda parte invece, a cura di Fondazione fabbrica Europa Firenze, arriverà in piazza della Signoria. Omaggiare e consacrare con la musica una via che nel corso della storia è stata solcata da Etruschi e Romani è la filosofia dei curatori, Carlo Maver, Claudio Carboni e Maurizio Busia. Ad ogni tappa interverranno diversi musicisti, come il clarinettista Achille Succi e il pianista Stefano de Bonis, tra chiesette, anfratti, ruderi o corsi d’acqua e nella suggestiva cornice del cimitero Germanico, oltre a momenti di letture con lo scrittore Paolo Piacentini. Il programma dettagliato http://www.appenninoslow.it.
Salone Libro, polemiche per AltaforteLagioia, niente politica a rassegna. Altaforte denuncia ingiurie
TORINO03 maggio 201917:48
– E’ polemica a Torino, in particolare sui social, per la presenza al prossimo Salone del Libro, dal 9 al 13 maggio, della casa editrice dell’ultimo libro su Matteo Salvini, ‘Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio’, a cura di Chiara Giannini, che verrà presentato proprio durante la kermesse libraria. Si tratta di Altaforte Edizioni, diretta da Francesco Polacchi, dal 2004 aderente a Casa Pound.
A far emergere la questione è stato il direttore del Salone, Nicola Lagioia, che su facebook spiega di aver chiesto, e ottenuto, dal mondo politico di tenersi fuori dal Salone, tanto più in questi giorni di campagna elettorale. Lagioia specifica poi che la presentazione del libro non è in programma, ma che al Lingotto è presente lo stand di Altaforte, che per altro ha fatto regolare richiesta di partecipazione. “Non abbiamo nascosto a nessuno la nostra formazione”, spiega l’editore che si dice stupito per le polemiche e che annuncia di rivolgersi alla polizia per denunciare le ingiurie sui social.
Ecco Rolling Stones Rock and Roll CircusDal 28 giugno in diversi formati audio e video
03 maggio 201918:02
– Arriva in versione restaurata 4K Dolby Vision “The Rolling Stones Rock and Roll Circus”, disponibile dal 28 giugno in diversi formati audio e video. Le leggendarie performance, girate in due giorni nel dicembre del 1968, vedono – insieme alla formazione originale degli Stones – la partecipazione di The Who, Jethro Tull, Taj Mahal, Marianne Faithfull, il supergruppo The Dirty Mac (John Lennon, Keith Richards, Mitch Mitchell, Eric Clapton) e Yoko Ono.
Sarà pubblicata una speciale Limited Deluxe Edition contenente Bluray+DVD+2CD (per la prima volta in Bluray), oltre ad un libro di 44 pagine con il testo di David Dalton dal titolo The Rolling Stones e le fotografie di Michael Randolf. La musica di The Rolling Stones Rock and Roll Circus è stata arricchita e comprende 28 tracce, restaurate in un nuovo mix HD 192k 24 bit.
Fra i bonus, le performance del pianista Julius Katchen, 3 brani di Taj Mahal e le registrazioni inedite dei The Dirty Mac fra cui i classici dei Beatles Revolution e Warmup Jam.
Piero Manzoni in vetrina a New YorkAchromes e Linee, due mostre da Houser and Wirth
NEW YORK03 maggio 201919:34
– La meteora Piero Manzoni torna a New York: due mostre parallele della galleria Houser and Wirth a Chelsea esplorano le opere più significative di un progenitore dell’arte concettuale e figura fondamentale dell’arte italiana. Pittore-non pittore e disgregatore dell’arte prima della prematura scomparsa a meno di trent’anni nel 1963, Manzoni divenne internazionalmente famoso nel 1961 per le 90 lattine-scandalo della “Merda d’Artista”, “ma non fu solo quello”, spiega Rosalia Pasqualino di Marineo, direttrice della Fondazione Piero Manzoni a Milano. Le mostre di New York, ‘Piero Manzoni. Materials of His Time’ e ‘Piero Manzoni. Lines’, si articolano su due piani della galleria.
La prima presenta 72 Achromes (incolori) tra i più radicali degli 800 realizzati da Manzoni ed esamina il suo rivoluzionario approccio a materiali non convenzionali: il panno cucito, i pallini di ovatta, la fibra di vetro, le “rosette” di pane, le fibre sintetiche e naturali, la paglia.
Sky, serie su Totti e una con GuadagninoMaccanico, valorizziamo l’aspetto italiano
04 maggio 201912:16
– Due nuovi progetti originali Sky sono stati annunciati da Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming della pay tv. La serie su Francesco Totti arriverà entro la fine del prossimo anno, una produzione Sky con Wildside, scritta da Stefano Bises e tratta dall’autobiografia di Totti “Un capitano” scritta con il giornalista Paolo Condò.
La serie, della quale Sky ha conteso i diritti a operatori internazionali, “sarà concentrata su un periodo molto particolare della vita di Totti”, svela Maccanico, e sarà preceduta da un docufilm sulla carriera dell’eterno capitano della Roma, in sala a fine 2019. Altro progetto originale Sky al via è la serie di Luca Guadagnino. “Inizierà in estate a girare la sua prima serie, con Sky ed Hbo, prodotta da Wildside”, annuncia Maccanico. Il titolo sarà “We are who we are”, 8 episodi scritti dallo stesso Guadagnino con Paolo Giordano e Francesca Manieri. “Si parla di amicizia, primi amori e di tutti i misteri dell’essere adolescente”, aggiunge Maccanico.
Marinoni, la mia “Elena” ironicaL’attrice protagonista del testo di Euripide in scena a Siracusa
SIRACUSA04 maggio 201916:19
– SIRACUSA
– “Elena” di Euripide inaugura la stagione di Siracusa 2019, al Teatro Greco, giovedì 9 maggio. La scena è in Egitto, sulle rive del Nilo, padre generoso di un regno che ha ospitato la moglie di Menelao. Euripide scrive una tragicommedia per sostenere l’impossibile: la bellissima regina non era fuggita con Paride, causando la guerra di Troia, ma era sempre stata in Egitto. Paride aveva con sé solo un fantasma, un’immagine che respira, e la sanguinosa guerra era stata fatta per nulla. Protagonista è Laura Marinoni, felice di interpretare un ruolo non del tutto drammatico, tanta è l’ironia che Euripide usa per narrare della donna più odiata dai greci. “Euripide – racconta l’attrice – fa un colpo d’ala, scrive uno straordinario esercizio di stile e ribalta la storia. Elena è del tutto innocente, e intende che gli uomini farebbero comunque la guerra per tutt’altri motivi che una donna rapita”.
Qui, per la regia straordinaria di Davide Livermore, Elena racconta la sua storia da vecchia, quando tutto è ormai passato, e con spudoratezza e ironia si prende gioco dei capi guerrafondai. “Altro che tradimento – spiega l’attrice -. Ci sarà uno schermo, una Elena virtuale, con primissimi piani, dove io attraverso molte età, come se il tempo non esistesse. E così Elena diventa immortale, un archetipo della Bellezza che tutti gli uomini desiderano. Quello che Euripide chiama eidolon è la verità dell’apparenza, la verità dell’arte e qui Euripide anticipa Pirandello, Freud, e persino Goldoni”. Molto spazio è stato dedicato alle musiche di Andrea Chenna, alcune originali e altre frutto di riscritture di Mozart o di Boccherini.
Carabinieri, L’Arte di salvare l’arteDa Tiepolo a Van Gogh, oltre 100 reperti per 50 anni Comando TPC
03 maggio 201919:29
La lettera di Cristoforo Colombo del 1493 vicino al trapezophoros della fine del IV secolo a.C., Il giardiniere di Van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne accanto alla Visione di San Gregorio taumaturgo del Guercino del 1630. E poi più avanti un tripudio di arte sacra, con la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca (1474-1480), la Sacra Famiglia di Mantegna (1490) e il grande olio su tela di Tiepolo, raffigurante l’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, messo in salvo a Camerino dopo il terremoto del Centro Italia del 2016, fino a uno degli ultimi capolavori ritrovati, il bassorilievo quattrocentesco con la Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, recuperato ad aprile. Ci sono tesori che appartengono all’umanità intera tra le opere esposte ne “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia”, la mostra pensata per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – TPC e allestita a Palazzo del Quirinale dal 5 maggio al 14 luglio. La mostra, che nel tardo pomeriggio sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, vuole essere molto più di un omaggio a uno dei reparti speciali più prestigiosi dell’Arma: attraverso 109 reperti che spaziano dall’archeologia all’arte del ‘900, essa rappresenta infatti il riconoscimento anche di fronte al grande pubblico del lavoro quotidiano che, dal 3 maggio 1969, giorno della fondazione del reparto, gli uomini del Comando TPC (oggi 300 in tutto, dislocati nell’intero territorio nazionale) svolgono al servizio delle bellezze artistiche, culturali e storiche italiane e quindi della nostra identità. Sono cinque le sezioni in cui si divide il percorso espositivo, a cura di Francesco Buranelli, per far comprendere gli enormi risultati ottenuti in mezzo secolo di attività investigativa, diplomazia culturale e operazioni “sul campo” nel contrasto al crimine contro il patrimonio culturale: un bilancio di quasi 2 milioni di opere salvate e sottratte all’illegalità, di cui la mostra dà un importante assaggio (esposta anche la prima opera riportata “a casa” nel 1969, il dittico raffigurante l’Annunciazione attribuito a Lorenzo Monaco). Dopo una sala di grande impatto, che mette insieme arti ed epoche diverse (dal van Gogh al trapezophoros, da mobili del ‘700 a reperti archeologici) e dà prova dell’attività a tutto campo dei Carabinieri, si procede con le singole sezioni tematiche. Tre sale sono dedicate ad altrettanti volti del nostro Paese: una prima Italia, con le testimonianze archeologiche di Cerveteri, una seconda Italia, con l’arte rinascimentale, e una terza, calata nella realtà di oggi, con i beni artistici recuperati dalle zone terremotate o dalle zone di conflitto a opera dei Caschi Blu della Cultura. Per ognuna degli oggetti esposti c’è l’indicazione della data del furto e di quella del ritrovamento, ma anche informazioni sui luoghi e le modalità del recupero, a testimonianza del fatto che dietro ognuna di esse si nascondono storie avventurose e rocambolesche risolte in poco tempo o magari vicende lunghissime, caratterizzate da un interminabile lavoro di investigazione in varie parti del mondo. Emozionante anche l’ultima sezione, che rivolge lo sguardo al futuro, ma anche verso quelle opere che mancano all’appello: capolavori ancora dispersi (come la Natività di Caravaggio sottratta a Palermo o il Bambinello dell’Ara Coeli di Roma) che costituiscono una ferita aperta per l’Arma e su cui l’attenzione è tuttora altissima. “I capi del 1969 furono dei visionari perché ebbero l’intuizione di creare questo reparto specializzato un anno prima della raccomandazione dell’Unesco”, spiega il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. “Speriamo che la proposta di legge per inasprire le pene per il furto d’arte vada in porto così potremo avere maggiori strumenti”, prosegue, “i 300 uomini del reparto divisi in 15 nuclei operano in tutta Italia e sono ottimi investigatori: hanno anche competenze specifiche, per esempio ci sono archeologici, musicologi, esperti di lettere antiche”.
Clementino, racconto rap reale e non quello dei like’Tarantelle’ è nuovo album con Fibra, Caparezza, Gemitaiz e Nayt
03 maggio 201919:27
Ci sono tutte le ‘Tarantelle’ di Clementino nella scaletta del nuovo album che il rapper pubblica oggi. “Ho pensato di intitolarlo ‘Tarantelle’ – spiega il rapper – perché è un significato universale e perché come il ballo, si dice, allieva i dolori del morso della tarantola, così il rap mi ha aiutato a superare tante difficoltà”. Non solo disco hip hop, quello di Clemente Maccaro da Cimitile, in provincia di Napoli, ma un vero e proprio viaggio attraverso le diverse sfumature del suo rap, a cominciare dalla copertina con la fotografia di un giovane Clementino nel periodo in cui cominciava a scoprire le strade della musica. “Quello è l’inizio di tutto – ha spiegato il rapper a proposito dell’immagine – perché allora cominciavo a pensare di poter diventare un cantante. Era il periodo dei primi freestyle e dei primi murales. Da allora sono passati vent’anni e non c’è stato un giorno in cui io non abbia pensato di essere un rapper”. Il lavoro al completo, composto da un totale di quattordici tracce, da ‘Gandhi’ a ‘Diario di bordo’, passando per ‘Un palmo dal cielo’, ‘Sempreverde’ e tutte le altre, è frutto di un lavoro di due anni, un periodo lungo se si considera la frequenza con cui il rapper partenopeo ha sempre pubblicato i suoi album. “Avevo bisogno di rallentare per scrivere e farmi venire nuove idee – ha spiegato Clementino – e così mi sono messo in viaggio. Ho scritto nelle case galleggianti di Amsterdam come sull’oceano in Portogallo, ma anche a Napoli e Milano. Alla fine avevo una settantina di canzoni con tante anime, da quella ironica e tagliente a quelle più introspettive come ‘La mia follia’ e ‘Un palmo dal cielo’. Ho cercato si scegliere quelle più belle per l’album”. Le rime di ‘Gandhi’ sono quelle che aprono l’album, anche se in realtà questa è l’ultima canzone che il rapper ha scritto in vista del nuovo lavoro da studio. “E’ strano vederla all’inizio della scaletta – ha spiegato lui – ma ho pensato che potesse rappresentare una sorta di manifesto del mio modo di fare rap”. “Io sono tra gli ultimi superstiti di una grande generazione/ avete rovinato una rap generazione/ Sono Gandhi fuori e vafammocc dentro” rappa Clementino senza mezzi termini in apertura dell’album. “Ho grande stima per le nuove generazioni di rapper – ha spiegato la voce della nuova ‘Freddo’ – ma penso che nel corso degli anni si sia un po’ persa la dimensione dell’essere cantanti, a favore di una gara a chi è più presente sui social. Io racconto il rap vero, fatto di gioie, ironia ma anche di dolori. Il valore di un rapper si calcola in base alla carriera, alle canzoni scritte e ai concerti fatti, non sui like collezionati online. E’ questo che ha rovinato una rap-generazione”. Per ‘Tarantelle’, al lavoro con Clementino si sono messi anche altri nomi noti del rap e della musica italiana. Se in ‘Babylon’ c’è lo zampino di Caparezza (“erano anni che volevo lavorare con lui perché lo considero uno dei nomi più importanti della musica italiana”), per il singolo pensato come hit radiofonica ‘Chi vuole essere milionario’, si è messo in gioco Fabri Fibra. Gemitaiz ha invece messo del suo in ‘Alleluya’, mentre la giovane promessa del rap Nayt fa la sua comparsa tra le rime di ‘Hola’. “Nel rap italiano – ha commentato Clementino – io ci sono sempre stato. Prima come ascoltatore e poi come diretto protagonista. Da quando sono diventato campione di freestyle, non mi sono più fermato”.
Hit parade, Ultimo sempre in vettaDue new entry, Mostro al 2/o posto e The Cranberries al 4/o
03 maggio 201919:24
Ultimo, con il suo nuovo album Colpa delle favole, resta in vetta alla classifica Fimi/Gfk dei dischi più venduti della settimana, dove si trovano anche due suoi precedenti album: Peter Pan in decima posizione e Pianeti al ventunesimo posto. Al secondo e quarto posto due new entry. Sul secondo gradino arriva il rapper Mostro con The Illest Vol.2 e al quarto The Cranberries con ‘In the end’, undici tracce di inediti postumi cantati da Dolores O’Riordan. Mentre guadagna una posizione e si piazza al terzo posto la 17enne americana Billie Eilish con il suo ‘When we all fall asleep, where do we go?’. Slitta dal secondo al settimo posto Francesco Renga con ‘L’altra metà’, ottavo album del cantautore bresciano, seguito da Giordana Angi con ‘Casa’. Saldo al nono posto il cantautore e rapper Coez con ‘E’ sempre bello’.
Nuovo ingresso al primo posto dei singoli con Charlie Charles e il suo Calipso (with Dardust) che fa slittare al secondo posto Calma (Remix) di Pedro Capo’ Feat. Farruko.
Anche maioliche Louvre in mostra AssisiA Palazzo Bonacquisti 150 opere collezioni pubbliche e private
ASSISI (PERUGIA)04 maggio 201916:59
– Provengono anche dal Louvre di Parigi alcune delle più importanti opere esposte nella mostra “Maiolica. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” inaugurata a Palazzo Bonacquisti di Assisi dove resterà aperta fino al 13 ottobre.
Voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia arte la mostra, a cura dei due esperti Franco Cocchi e Giulio Busti, presenta una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche in territori limitrofi come Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo.
Distribuito in sei sezioni tematiche, l’allestimento – spiegano i promotori – ripercorre gli sviluppi della maiolica dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento e, poi, alla ripresa storicista dell’Ottocento quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse. Di gran moda fra Quattro e Cinquecento – è stato ricordato -, quelle importate dalla Spagna, prima, di Deruta e di Mastro Giorgio da Gubbio divennero parte dei corredi domestici e degli arredi delle case reali e delle più nobili e importanti famiglie d’Europa. Le maioliche dorate di Deruta impreziosivano i ritratti di dame e madonne, santi e cavalieri. Quelle di Gubbio coloravano di un rosso “mai visto prima” le illustrazioni dei miti dell’antichità. Con i nuovi sgargianti colori vi fu un’evoluzione delle forme, degli stili e delle decorazioni che caratterizzano vasi, scodelle, brocchette, albarelli noti per il loro uso farmaceutico.
Il progetto espositivo è raccontato nel catalogo realizzato da Fabrizio Fabbri editore in cui, oltre all’introduzione dei due curatori, alle immagini e alle schede descrittive di ciascuno dei manufatti, sono contenuti i contributi critici di esperti come Marinella Caputo, Carmen Ravanelli Guidotti, Francesco Federico Mancini, Marino Marini, Elisa PaolaSani, Ettore A. Sannipoli, Alberto Satolli, Luca Pesante e Timothy Wilson.
“Musicanti” fa tappa a RomaDal 7 maggio al Teatro Olimpico musical con canzoni Pino Daniele
04 maggio 201917:08
– Circa 26.000 spettatori si sono emozionati nella platea di “Musicanti, il musical con le canzoni di Pino Daniele”, che, partito a dicembre 2018 da Napoli, chiuderà il tour invernale a Roma, al teatro Olimpico dal 7 al 12 maggio dopo aver toccato Bari, Firenze, Torino, Milano e Assisi e avrà un’unica data estiva italiana all’Arena Flegrea di Napoli, dove arriverà l’8 giugno, alle 21.
“Un rispettoso omaggio e la celebrazione di un artista immenso, affinché la sua musica e la sua straordinaria forza poetica continuino ad essere conosciute e apprezzate – afferma il produttore Sergio De Angelis -. Al centro di Musicanti c’è l’unicità di un maestro innovatore della tradizione italiana ed è proprio nel rispetto di questa unicità che Musicanti mette insieme tutte le forme di arte da palcoscenico: teatro, musica e danza”. Musicanti è prodotto da Ingenius Srl e curato nella direzione artistica da Fabio Massimo Colasanti, al fianco di Pino Daniele per più di 20 anni.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sculture monumentali Cragg a Boboli
Esposizione dell’artista inglese fino al 27 ottobre
FIRENZE04 maggio 201918:21
– Geysers di acciaio brillante, stalagmiti di bronzo, giganteschi fiori di resina, steli colossali, forme ellittiche, immaginarie foreste fossili, colate di metallo che si ripiegano: sono le sculture monumentali di Tony Cragg esposte da oggi al 27 ottobre prossimo nel mezzo dell’ordinata natura del Giardino di Boboli a Firenze e sullo sfondo il panorama della città.
Sono in tutto sedici le opere del maestro inglese, tra i più noti della scultura contemporanea, disseminate nei luoghi più suggestivi del giardino, per raccontare gli ultimi venti anni del lavoro dell’artista, dal 1997 ad oggi, in una mostra a cura di Eike D. Schmidt, Chiara Toti e Jon Wood.
“È la prima volta che un grande museo italiano dedica una mostra monografica a Tony Cragg – commenta Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – e il Giardino di Boboli, con le sue meraviglie naturali, le opere d’arte antica e la sua struttura fortemente razionale, è il teatro perfetto per questa mostra. Infatti il tema della scultura nel parco, centrale nella poetica dell’artista, include necessariamente forme ispirate alla natura e alla sua forza misteriosa, che Cragg crea per suscitare una reazione forte nell’osservatore, che sia di pura emozione o di interpretazione intellettuale”.
George Baselitz all’Accademia di VeneziaDa 8 maggio retrospettiva su grande artista tedesco 81enne
VENEZIA04 maggio 201919:11
– E’ il primo artista vivente al quale le Gallerie dell’Accademia di Venezia dedicano una mostra George Baselitz, il maestro 81enne tedesco che vive e lavora fra la Germania e l’Italia. “Baseltiz-Academy” è il titolo dell’importante retrospettiva, evento collaterale della 58/A Esposizione d’Arte, curata da Kosme de Barañano. Si propone di ripercorrere tutti i periodi e gli snodi cruciali dei sessant’anni di carriera dell’artista attraverso dipinti, disegni, grafiche e sculture. Caratteristica peculiare della mostra sarà una serie di lavori raramente esposti che esplorano il rapporto di Baselitz con l’Italia e la tradizione accademica.
“Sono felice – ha detto Baselitz – di essere stato invitato a presentare il mio lavoro all’Accademia a Venezia. Conosco bene la città e il museo da tempo ed è un piacere lavorare con Kosme de Barañano ad un progetto fortemente originale”. La rassegna, sostenuta da Gagosian, e corredata da un catalogo illustrato.
rimarrà aperta fino all’8 settembre prossimo.
Carica italiani sulle gallerie di NYLeotta, Pivi e Irma Blank nei giorni grandi fiere Tefaf, Frieze
NEW YORK04 maggio 201920:36
– L’arte italiana invade Manhattan: oltre alle due mostre su Piero Manzoni da Hauser and Wirth, tre artisti contemporanei – Renato Leotta, Paola Pivi e la tedesca ma che da meta’ degli anni ’50 risiede e lavora in Italia Irma Blank – hanno occupato gallerie e spazi espositivi nei giorni delle grandi fiere di settore, Tefaf e Frieze. Il torinese/siciliano Leotta, 31 anni, ha la sua prima personale divisa tra Magazzino Italian Art Foundation e la Casa Italiana Zerilli-Marimó della New York University. I temi letterari legati al Mediterraneo, dai miti classici a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sono la chiave di lettura. Dal Maxxi di Roma, dove e’ in corso fino all’8 settembre la retrospettiva “World Record”, la Pivi e’ tornata alla galleria Perrotin, che nel 2013 aveva contribuito a inaugurare, con “We are the baby gang”: 70 cuccioli di orso polare dal mantello di piume sintetiche in colori al neon. Irma Blank, 85 anni, ha la sua prima personale negli Usa dal 1979 da Luxembourg and Dayan.
Salone del Libro: polemiche per post antifascista, lascia RaimoSi è dimesso dal gruppo di consulenti
TORINO05 maggio 201915:20
Lo scrittore Christian Raimo, autore di un post su Fb nel quale definiva “neofascisti e razzisti” alcuni editori e giornalisti, e aveva spinto per un “Salone militante e antifascista” si è dimesso dal gruppo di consulenti del Salone del Libro. “Ho deciso di presentare la mie dimissioni – spiega in una nota – per proteggere il Salone del Libro di Torino dalle polemiche che hanno fatto seguito a un mio post, pubblicato a titolo strettamente personale.
Il Salone del Libro di Torino è uno spazio di libertà, di dibattito e confronto di idee, di cultura e di apertura, di molteplicità e democrazia. È il risultato del lavoro appassionato e della dedizione di centinaia e centinaia di persone. È importante per il paese e appartiene a tutti”. “Le dimissioni di Christian Raimo mi addolorano. Il contributo che ha dato al Salone in questi anni è stato enorme, ed è comprovato da un successo riconosciuto da tutti. Mi dispiace per editori e autori che si sono sentiti offesi dalle sue dichiarazioni scritte a titolo personale in un post di Facebook”. E’ il commento del direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, alle dimissioni dello scrittore.”Mi dispiace – scrive Lagioia – per come uomini politici di partiti dove ci sono gli inquisiti per mafia abbiano cavalcato la vicenda. (Tanti servitori dello Stato si scambiano quotidianamente in televisione parole irriferibili e non mi pare che questo crei loro rispetto al bene del Paese un imbarazzo che ha toccato Christian Raimo a sola tutela del Salone). Mi dispiace per come tanti commentatori cerchino di strumentalizzare il Salone del Libro ai soli fini della campagna elettorale o per avere visibilità. Sacrificare una parte di sé per un bene comune è una cosa ormai da pochi. Raimo l’ha fatto senza che nessuno glielo abbia imposto, e questo ai miei occhi lo nobilita. Gli altri si guardino allo specchio”.”Chi – prosegue Lagioia – ha creduto di sfruttare i contenuti del post di Raimo – scritto solo a titolo personale – e le polemiche sui neofascismi per intimidirci, per scalfire l’indipendenza editoriale del Salone e quindi per danneggiare un progetto bellissimo e l’intero territorio, sbaglia di grosso. Chi guarda solo al proprio tornaconto vive solo e muore solo. Il Salone si basa invece sulla condivisione. È il motivo per il quale, ora, farei parlare il Salone e basta. Ed è il motivo per il quale, da ora in avanti, sarà il Salone a parlare per noi – i suoi incontri, i suoi dibattiti, le sue presentazioni, la sua comunità”.
Zingaretti, vent’anni da MontalbanoL’attore al Festival di Dogliani. “E’ una serie che non fa politica”
CA PER INGRANDIREAmalia Angotti05 maggio 201916:48
“Il Commissario Montalbano non è una serie che fa politica. Camilleri racconta l’attualità. Montalbano è rimasto sempre fedele a se stesso, ai suoi principi, è il mondo intorno a lui che è cambiato. Hanno cercato di creare polemiche, ma non ci sono state. Sui migranti Montalbano fa leva sull’umano”. Luca Zingaretti è accolto da una folla in tripudio a Dogliani. Al Festival della Tv e dei Nuovi Media si festeggiano i vent’anni del commissario Montalbano e l’attore risponde alle domande a tutto campo di Aldo Cazzullo, sull’attualità, la politica, i progetti futuri. Non si sottrae neppure alla domanda sul fratello Nicola, segretario del Pd, di cui di solito preferisce non parlare. Il commissario Montalbano ha all’attivo ascolti record: nel 2018 ha sfiorato i 13 milioni di telespettatori, con 34 tv movie tratti da 24 romanzi e 20 racconti di Camilleri, in onda in prima serata su Rai2 dal 199 al 2001 e su Rai1 dal 2002 a oggi, 196 passaggi in tv con 34 prime e 162 repliche. Proprio in questi giorni sono ripartite in Sicilia le riprese di tre nuovi episodi. “Lo abbiamo venduto in 60 Paesi, anche in mercati difficili. Ho vietato le riprese fuori dall’Italia. Con Montalbano abbiamo raccontato l’Italia”, sottolinea Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, sul palco di Dogliani a fianco di Zingaretti. L’attore parla di Andrea Camilleri, suo “grande maestro all’Accademia delle Belle Arti, prima di Montalbano”: “Ci incantava con i suoi racconti, riusciva a trovare nel dettaglio lo straordinario e ce lo raccontava, mi ha sempre spiazzato la sua capacità di creare e risolvere il paradosso”, racconta. Poi, il provino per Montalbano e l’emozione del primo giorno in scena. E, naturalmente, il commissario, i suoi rapporti con le donne, il dolore per la scomparsa di Marcello Perracchio, il burbero dottor Pasquano, suo grande amico. Montalbano, ma non solo. Zingaretti parla del progetto di uno spettacolo teatrale che ha in mente, ma ancora senza titolo: “Penso a un magazziniere dei servizi segreti che tira fuori la borsa di Moro o l’agenda di Borsellino. Potrei dire quello che voglio. E’ finzione, ma magari uno ci azzecca”. Scherza sulla serie ‘Il giovane Montalbano’: “A me non risulta, non la fanno”.
“Tempi interessanti” per Biennale ArteMostra a Venezia da 11/5, 79 artisti e 90 padiglioni nazionali
VENEZIA05 maggio 201920:46
Evoca l’idea di “tempi sfidanti e perfino minacciosi”, detta con le parole del presidente della Biennale Paolo Baratta, quel “in interesting times”, parte di un falso antico anatema cinese – “May you live in interesting times” – citato dai politici dagli anni’30 in poi, che Ralph Rugoff ha scelto come titolo della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte. Mostra che aprirà l’11 maggio, dopo tre giorni di vernice (8-9-10), ai Giardini e all’Arsenale. Tempi “complessi”, segnati dalla possibilità che tutto, anche l’informazione, diventi frammento, che una fake news, come l’antico anatema cinese, diventi realtà; tempi nei quali mostra, come quella messa in campo dalla Biennale che per sei mesi trasforma la città lagunare nel palcoscenico del contemporaneo nelle arti visive, vale la pena di esistere – come ha detto Baratta – “se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovra-semplificazione”. “Complessità” è la parola forte che Rugoff affida all’arte, alle opere realizzate dai 79 artisti invitati, per la prima volta tutti viventi (c’è una maggioranza femminile, tra le quali Lara Favaretto e Ludovica Carbotta). Un principio – la volontà di confrontarsi con il paradosso, le contraddizioni, il complesso – che pare esplicitarsi davanti al visitatore in alcuni “segni” dell’esposizione. La mostra in realtà sarà ‘doppia’, con gli stessi artisti che presenteranno nel Padiglione Centrale alcuni lavori, e all’Arsenale altre opere di carattere diverso. L’altro segno è la coltre di fumo, parte di un’opera più articolata di Lara Favaretto, al Padiglione Centrale. Tanti i giovani scelti da Rugoff, assieme a nomi più conosciuti, come Tomas Saraceno, Rosemarie Trockel, Danh Vo o George Condo, per citarne alcuni, assieme a Jimmie Durham, a cui andrà il Leone d’oro alla carriera. C’è attesa per leggere nelle opere – della mostra di Rugoff o nei 90 padiglioni nazionali, tra cui quattro nuovi, Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan – possibili richiami agli scenari della politica mondiale e ai temi sociali più scottanti: dalla violenza sulle donne (come nel padiglione Guatemala), allo sfruttamento delle minoranze ai migranti. Nei sei mesi dell’esposizione – fino al 24 novembre – ci sarà modo per i visitatori di approfondire ogni possibile aspetto anche grazie ai Meetings on art, che includono incontri con gli artisti, e un programma di performance. Ma tutta Venezia sarà punto d’incontro con l’arte. Non si contano, dal 6 al 10 maggio, le inaugurazioni di mostre in programma in varie sedi: dal ricco calendario di appuntamenti messo in campo dalla Fondazione Musei Civici – su tutti la mostra a Ca’ Pesaro di Gorky – a Georg Baselitz alle Gallerie dell’Accademia, Burri alla Fondazione Cini, Biasi nella sede del Consiglio regionale Veneto, Kounellis alla Fondazione Prada. Solo esempi in un panorama di eventi che punteggeranno ogni luogo della città, dal palazzo sul Canal Grande ad un’ex panetteria. Intanto spuntano qua e la’ come fari sculture gigantesche, come quella di Jean Fabre nel giardino di Palazzo Balbi Valier. All’isola di San Servolo è sbarcato il bivacco montano dedicato da Messner al fratello Ghunter, morto durante una spedizione: è al centro di un progetto di un artista altoatesino sul tema dell’inclusione.
Salone Libro: Wu Ming, non andremoAnche lo storico e saggista Carlo Ginzburg non parteciperà
05 maggio 201920:47
La polemica sulla presenza dell’editore ‘sovranista’ Altaforte tra gli stand del Lingotto scuote i giorni di vigilia del Salone del Libro di Torino. Dopo le dimissioni, ieri, dello scrittore e insegnante Christian Raimo dal ruolo di consulente editoriale per i commenti a un suo post in cui definiva “neofascisti e razzisti” alcuni editori e giornalisti, spingendo per un “Salone militante e antifascista”, oggi sono arrivate le defezioni del collettivo di scrittori Wu Ming e del saggista Carlo Ginzburg. “Mai gomito a gomito con i neofascisti: Altaforte è di fatto la casa editrice di Casapound”, ha spiegato la band letteraria nata nel 2000. E Ginzburg ha sottolineato, di “condividere pienamente” le motivazioni di Wu Ming: “Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità. E esprimo la mia solidarietà a Raimo”. Il collettivo Wu Ming è critico con il comitato d’indirizzo del Salone: “Nel comunicato (diffuso ieri, ndr) hanno detto in sostanza che Casapound non è fuorilegge, dunque può stare al Salone, basta che paghi. Come spesso accade, ci si nasconde dietro il «legale» per non assumersi una responsabilità politica e morale”. Il comitato d’indirizzo, presieduto da Maurizio Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei Lettori, aveva difeso il “diritto per chiunque non sia stato condannato per la propaganda di idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale di acquistare uno spazio al Salone e di esporvi i propri libri”, rivendicando allo stesso tempo “l’altrettanto indiscutibile diritto di chiunque di dissentire, in modo anche vibrante, dalla linea editoriale perseguita da un editore”. Fra le novità editoriali che Altaforte presenterà al Salone c’è il libro-intervista “Io sono Matteo Salvini”. Venerdì scorso, annunciando che quella sarebbe stata “l’unica partecipazione a un dibattito che non ci appartiene”, la casa editrice aveva precisato: “Rappresentiamo operatori puri del campo editoriale, senza alcun riferimento a soggetti di natura politica o partitica. Ciò non impedisce che la nostra attività si svolga con particolare attenzione alla rappresentazione dell’area culturale oggi riferita – nella sintesi comunicativa – come ‘sovranismo’”. Entrando nella polemica con un lungo post il direttore del Salone, Nicola Lagioia, aveva fatto notare come lo stand di Altaforte occupa 10 metri quadri su 60 mila e che la sua partecipazione non rientra “in nessun incontro nel programma ufficiale su 1200 previsti”, ribadendo però di credere “che la comunità del Salone possa sentirsi offesa e ferita dalla presenza di espositori legati a gruppi o partiti politici dichiaratamente o velatamente fascisti, xenofobi, oppure presenti nel gioco democratico allo scopo di sovvertirlo”.
Pignatelli e “Foschia” del farsi donnaStoria toscana al femminile, sensuale e ribelle
06 maggio 201910:20
A 10 anni da ”Nero toscano”, con cui vinse in Francia il Prix des lecteurs du Var, a tre anni da ”Ruggine”, con cui vinse il premio Lugnano, esce ”Foschia”, e, aldilà della consonanza dei tre titoli, il contenuto rimanda a una temperie e una realtà toscana aspra e dolce di campagna, tra i colli senesi, che mostrano una fedeltà a se stessa di Anna Luisa Pignatelli, al mondo da cui nascono le sue storie attorno a personaggi solitari, o meglio che si sentono soli.
Dopo il contadino Buio, con il suo disagio e violenza, l’anziana Gina col dramma del figlio, ecco Marta, donna che ormai adulta e malata ripercorre la propria vita e specie quella legata all’infanzia e l’adolescenza che ha segnato e formato la sua esistenza e poi la sua carriera di attrice. Se i personaggi precedenti sembravano avere echi neri e secchi del mondo di Tozzi, questa potrebbe semmai ricordare qualcosa di Cicognani e delle sue donne migliori, irrazionali e sensuali che mettono in crisi le apparenze borghesi dell’ambiente in cui vivono.
Marta, al contrario dei protagonisti dei libri precedenti, racconta in prima persona e la narrazione è come non partisse più dal narratore, dall’esterno, ma nascesse con un’unico punto di vista, il suo e il bisogno di ricostruire e chiarire il rapporto complesso di attrazione e repulsione che ebbe col padre Lapo, un critico d’arte di vaglia, ma ambizioso e desideroso di bella vita tanto da sposare una ricca e arida collezionista. E’ con questo incontro e poi matrimonio che quel rapporto complice e ammirato verso l’uomo che porta con sé la bambina raccontandole e mostrandole le meraviglie dell’arte, si incrina e si modifica sviluppandosi in un gioco pericoloso e inquietante di provocazioni.
Prima, a Lupaia, nella semplice casa isolata in cima a un colle, con una bella madre dagli occhi pervinca, ma depressa e morta dentro, tutto sembrava un divertimento e un idillio, poi, quando questa viene ritrovata morta nel bosco dietro il casale, ecco che il padre rivela di avere da tempo un’amante, Dora, che ha una figlia Clotilde, nella villa delle quali, a Torre del Salto, porterà a vivere Marta e il fratello Antonio. Nasce, per la ragazza che non accetta la nuova sistemazione e come viene vista e trattata dalle altezzose padrone di casa, una convivenza forzata, insofferente, nostalgica. Il fulcro del romanzo è comunque nel difficile diventare donna di Marta che si trova a potersi rapportare praticamente solo col padre, specie dopo che durante la malattia della madre ne prende in casa un po’ le veci nell’accudirlo quando non è in giro per lavoro, e dopo si sente tradita e vorrà provare a riprendersi a qualsiasi costo quell’uomo che reputa naturalmente suo. Ecco allora tutto un gioco, che col crescere si fa sempre più ambiguo e cosciente, sofferto e languido, di sguardi e attrazioni, che aumentano col suo sbocciare donna, con i seni che sbucano dalla maglietta. Siamo negli anni Sessanta/Settanta ed ecco che confessa di essere attratta dalla bellezza fisica del padre, ascolta i Rolling Stones e dichiara una voglia insopprimibile di trasgressione, legge i romanzi di Moravia cercando le scene crude di sesso, e, pur sentendo la necessità di liberarsi di questo suo ”bisogno del padre”, nel suo ruolo di vittima lo provoca attivamente, gli si presenta discinta la sera con una scusa, gli cammina davanti con movenze sensuali, finché una notte si arriva sull’orlo dell’irreparabile. Naturalmente non raccontiamo cosa accadrà e quali saranno le conseguenze, anche perché il tutto si lega alla leggenda relativa a un quadro che ritrae una certa Gismonda e ha la sua foschia, le sue oscurità legate alla essenzialità del raccontare, alla trasparenza delle psicologie, alla pulizia essenziale della scrittura della Pignatelli.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
McEnroe, un cattivo ragazzo perfetto
Documentario tra cinema e sport, voce di Amalric e repertorio
06 maggio 201911:50
‘John McEnroe. L’impero della perfezione’ di Julien Faraut, già alla Berlinale e a Pesaro e ora in sala dal 6 maggio con Wanted Cinema, è un film sulla perfezione: quella dell’irascibile tennista McEnroe, forse il campione più grande di tutti i tempi in questa disciplina, e quella del maniacale regista francese Gil de Kermadec dalla cui opera è tratto in parte il materiale di questo lavoro.
Un documentario comunque sospeso tra cinema e sport, quello di Faraut, con la voce narrante di Mathieu Amalric e tanti materiali di repertorio con tanto di premessa godardiana ‘Les films mentent, pas le sport’.
Il film è infatti anche un omaggio a Gil de Kermadec, ex tennista francese che dagli anni Sessanta realizzò filmati didattici sul tennis, su come si gioca, su come ci si muove nelle sue varie fasi, sulle sue regole con tanto di animazione e ralenti.Julien Faraut smonta e rimonta le sequenze in gran parte originalissime, in quanto non seguono la gara nella sua totalità, ma solo l’azione in campo di McEnroe studiandone ogni minimo movimento in tutti i suoi particolari. Ne esce fuori un’operazione dadaista, ma anche un lavoro sulla memoria e sul rapporto tra cinema e sport.
Ma alla fine, come ricorda il titolo, il protagonista resta solo lui, McEnroe, con la sua imprevedibilità, velocità e proverbiale e compulsiva irascibilità verso arbitri e racchette.
A vederli oggi, i suoi incontri e la sua ingombrante presenza in campo, si capisce come Tom Hulce per interpretare Mozart in ‘Amadeus’ sia stato ore e ore ad osservare i match del tennista e la sua esuberante genialità disordinata.
Tra le curiosità di questo docu l’intervento di uno psicologo pieno di meraviglia per il fatto che le continue rabbie di McEnroe non intaccassero le sue prestazioni. Una cosa incredibile, ma vera. D’altronde il vero avversario del campione McEnroe, alla fine, era lui stesso.
Spiega, infine, Julien Faraut: “In un’intervista a Jean-Luc Godard il regista dichiara ‘Seguo ancora lo sport perché è rimasto un qualcosa in cui l’uomo non può mentire. La politica, il cinema e la letteratura possono mentire, lo sport no’. Questa dichiarazione mi ha fatto velocemente capire che questo poteva essere il cuore del mio documentario. Il cinema può mentire, non lo sport. Su un campo da tennis, John McEnroe corre e soffre.
Vince o perde. Quelle sono le uniche opzioni. Non c’è tempo per effetti speciali. I suoi risultati – conclude Faraut – sono qualcosa di concreto e verificabile”
Chiamparino, Altaforte non evitabileBenché non sia gradita. Autorità si pronuncino su apologie
TORINO06 maggio 201911:50
– “Non ci sono elementi per negare l’accesso al Salone del Libro alla casa editrice Altaforte, per quanto reputi la sua attività e la sua presenza non gradite”. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, interviene così sulla polemica per la presenza alla buchmesse torinese della casa editrice di Casapound. “Penso piuttosto che le autorità preposte – aggiunge a margine della commemorazione del 70esimo anniversario della tragedia di Superga – debbano pronunciarsi sulle manifestazioni sempre più numerose di apologia del fascismo”.
“Reputo quindi la scelta dei vertici del Salone del Libro l’unica che si potesse prendere – sostiene ancora Chiamparino entrando in Municipio a Torino – Il libro, per definizione, è un elemento di apertura. Ognuno può quindi esprimere i giudizi che crede, ma nulla è peggio di utilizzare argomenti amministrativi per impedire una presenza, per quanto sia appunto discutibile e lontana da me”.
Il Seicento bolognese in mostraDall’8 maggio dai più importanti fino a quelli del tardo secolo
BOLOGNA06 maggio 201912:50
– La pittura del Seicento bolognese nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, a cura di Angelo Mazza: si inaugura mercoledì 8 maggio nella sede della Fondazione una mostra con opere di Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli.
Le Collezioni della Fondazione documentano in parte la produzione di questi artisti: le opere più importanti sono permanentemente esposte nel Museo della Storia di Bologna, altre arredano gli uffici della sede della Fondazione o sono custodite nei caveaux di altre residenze affidate a Genus Bononiae, opere altrimenti non visibili.
Nelle varie sezioni, nomi di prima grandezza, come Guido Reni, alla cui ultima attività si deve la Lucrezia che si appresta al suicidio, il Guercino con San Pietro penitente, Simone Cantarini, allievo ribelle di Reni. Della seconda metà del Seicento sono anche esposte opere tra cui quelle di Elisabetta Sirani, Lorenzo Pasinelli, Carlo Cignani, Marcantonio Franceschini.
Ron, Dalla merita di essere ricordato sempreUscito disco live “Lucio!!”, con 8 duetti. Da giugno torna tour
07 maggio 201909:59
L’eredità più importante di Lucio Dalla? “Le sue canzoni senza dubbio, ma anche il suo stile di vita, il suo modo di essere artista e uomo”. Ron, a sette anni dalla sua improvvisa scomparsa, non smette di voler ricordare l’amico e collega anche se accettare il distacco non è stato semplice. “All’inizio ho sentito il bisogno di uscire dalle scene: la morte di un grande amico lascia il segno. Rimanere in silenzio per un po’ è stato come meditare un inizio diverso”. E così dopo l’album Lucio!, omaggio voluto per celebrare i 75 anni dalla nascita del folletto bolognese nel 2018 (in cui era contenuto anche l’inedito presentato al Festival di Sanremo di quell’anno “Almeno pensami”) e dopo il tour che è seguito “Lucio! Il tour”, Ron ha dato alle stampe il disco live “Lucio!!” (il doppio punto esclamativo a segnare un passo avanti), registrato al Teatro Romano di Verona nel giugno scorso prima di essere trasmesso in agosto da Canale 5.”Su Lucio Dalla si è detto tutto, ma esiste sempre il pericolo per questi cantautori montagna di essere dimenticati. Con il disco e i live mi sono reso conto di quanto fosse ancora amato e di quanta nostalgia evochi il suo ricordo: per questo ho voluto omaggiarlo ancora una volta”, racconta Ron, che però vuole smarcarsi dal ruolo di testimone e portavoce della grandezza di Lucio. “Non è quella l’intenzione, tutto è arrivato in modo naturale. Come se a guidarmi sia stato lo stesso Lucio”. Che manca, sempre. “Manca come persona. Manca il suo modo di essere così controcorrente, così folle. Era un artista unico”.Nel panorama musicale di oggi, Ron intravede una similitudine con Mirkoeilcane. “Appena l’ho sentito lo scorso anno ho drizzato le orecchie, anche per le cose che cantava. Mi sembra che stia percorrendo la stessa strada di Lucio”. Nel disco otto dei tanti duetti-tributo ascoltati durante la serata veronese. C’è Massimo Ranieri per Vita, Fiorella Mannoia per Cara, Alice per Almeno Pensami, Serena Autieri per Tu non mi basti mai, Luca Carboni per Quale Allegria, Paola Turci per Cosa sarà, Gigi D’Alessio per Canzone, Ornella Vanoni per Chissà se lo sai. “Era un peccato perdere queste perle, anche questo mi ha fatto decidere di incidere l’album live”, spiega ancora Ron, che si appresta a festeggiare, l’anno prossimo, i 50 anni di carriera.Si aggiungono poi tre brani in studio: Felicità con Federico Zampaglione (“gli assomiglia in modo profondo e chiedergli di cantare questo brano è stato fargli un regalo”), Anna e Marco e Tutta la vita interpretati dallo stesso Ron. Da giugno, l’artista tornerà di nuovo dal vivo con Lucio!! Il Tour. “Una trentina di date per trasmettere e raccontare Lucio”, poi il progetto si concluderà. All’orizzonte, ad attendere Ron, c’è il traguardo del mezzo secolo di musica. “Un nuovo progetto discografico. Paura della cifra tonda? Solo un po’”.
Mannoia, da Firenze il Personale tourEsaurito concerto 7 maggio, nuova data il 18 ottobre
FIRENZE06 maggio 201912:57
– Parte il 7 maggio dal teatro Verdi di Firenze con un tutto esaurito il ‘Personale Tour’ di Fiorella Mannoia. Per questo è stato fissato un nuovo concerto a Firenze, il 18 ottobre, sempre al Verdi.
Mannoia sarà sui palchi dei maggiori teatri italiani e di alcune delle location estive della penisola per presentare dal vivo il nuovo album ‘Personale’, composto da 13 brani, che, si spiega, raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti. Variegata la scelta degli autori: Federica Abbate, Giulia Anania, Amara, Luca Barbarossa (autore di un brano in romanesco), Bungaro, Antonio Carluccio (anche interprete di un duetto con Fiorella in napoletano), Cheope, Cesare Chiodo, Marialuisa De Prisco, Ivano Fossati, Daniele Magro, Rakele, Zibba e la stessa Fiorella Mannoia. A rafforzare il racconto delle canzoni trovano spazio anche foto realizzate da Fiorella in varie parti del mondo.
Netflix, nuove serie in arrivoTewes, una serie non nostra che ci piacerebbe? L’mica geniale
DOGLIANI (CUNEO)06 maggio 201913:17
Netflix punta a diversificare in futuro la produzione per l’Italia “esplorando contenuti più leggeri, come la comedy e qualcosa di romantico”.
Intanto tre nuove produzioni originali made in Italy sono in arrivo: il mistery Curon con elementi soprannaturali (Indiana Productions), l’adattamento di Tre metri sopra il cielo dal libro di Federico Moccia (Cattleya) e una serie basata sul romanzo Fedeltà di Mario Missiroli candidato al Premio Strega.
I progetti di Netflix, che ha di recente annunciato 200 milioni di investimenti in Italia, sono stati illustrati dal direttore delle serie originali internazionali Felipe Tewes al Festival della Tv e dei Nuovi Media a Dogliani. “Una serie non Netflix che ci piacerebbe avere? L’amica geniale. La Rai ha fatto un ottimo lavoro”, risponde Tewes.
“Per Fedeltà dobbiamo trovare gli autori giusti per dare il corretto adattamento alla storia che racconta il conflitto tra volere essere fedeli verso la relazione e verso se stessi”, spiega Tewes.
Gianluca Floris presidente ConservatoriTenore solista e regista, già a guida Conservatorio di Cagliari
06 maggio 201913:45
– Gianluca Floris è il nuovo Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori di musica, organo ausiliario del Ministero dell’Istruzione.
Presidente del Conservatorio di Cagliari dal 2014, Floris era già stato eletto nel precedente Direttivo della Conferenza, scaduto il 18 aprile scorso. Floris è stato eletto all’unanimità.
Floris è un tenore solista e regista dal 1991 ed ha al suo attivo, oltre a una lunga e prestigiosa carriera teatrale e musicale, anche numerose pubblicazioni di romanzi e racconti. “I problemi dei conservatori italiani con i quali noi presidenti abbiamo a che fare – ha dichiarato Floris – sono molteplici, ma i primi due sono sicuramente la struttura della governance dei nostri istituti e la condizione degli edifici storici nei quali molti conservatori italiani sono ospitati. Occorrerà un’azione coordinata legislativa e regolamentare per affrontare queste e altre criticità”.
Firenze, Rampe Poggi splendono restaurateIl 18 maggio giornata di festa e spettacoli per cittadini
06 maggio 201916:21
– Coperte dalla vegetazione, rovinate dal tempo, prive dei loro giochi d’acqua e misconosciute per questo anche a molti fiorentini: tornano dopo un secolo al loro splendore le Rampe dell’architetto Giuseppe Poggi, opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo, il belvedere più importante della città.
Il restauro sarà festeggiato con una giornata di eventi gratuiti, sabato 18 maggio, che si chiuderà con lo spettacolo La fontana ritrovata.
Quello che ha interessato le Rampe è uno dei restauri più complessi operati a Firenze negli ultimi 50 anni. “Raccontiamo una bella storia di collaborazione tra pubblico e privato” dice alla presentazione all’Associazione della stampa estera in Italia a Roma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze che ha sostenuto il restauro con 2,5 milioni di euro nell’ambito della legge Art Bonus. Il Comune di Firenze – assicura Giorgio Caselli, delegato dal sindaco Dario Nardella – si occuperà delle spese di mantenimento.
Cresce lettura ma ancora tra ultimiConvegno Aie 10 maggio a Torino, anche focus su libri e serie tv
06 maggio 201915:39
– Cresce la lettura in Italia, anche se il nostro Paese continua ad occupare le posizioni di coda nel ranking europeo: dietro ci sono solo Slovenia, Cipro, Grecia e Bulgaria. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale la lettura di libri (romanzi, narrativa di genere, graphic novel, manuali e saggistica) tra il 2018 e primi mesi del 2019 (marzo) è cresciuta, passando dal 58% al 60% dei 14-75enni. Le persone che si dichiarano lettori, non solo di libri, ma anche di ebook o di audiolibri, passano dal 60% al 64% del campione rappresentativo considerato. È uno dei principali indicatori del mercato del libro in questi primi mesi del 2019 che sarà al centro del convegno “2019: dati e prospettive del libro in Italia”, a cura dell’Associazione Italiana Editori – AIE, in programma il 10 maggio al Salone del Libro di Torino. Il confronto guarderà anche ai nuovi scenari: uno tra tutti, il boom della serialità televisiva.
Gabbani torna con un nuovo singolo”E’ un’altra cosa” anticipa nuovo album in uscita entro l’anno
06 maggio 201915:39
– Dopo due intensi anni, dopo la vittoria tra i Giovani al festival di Sanremo 2017 con “Amen” (platino) e l’anno successivo tra i Campioni con “Occidentali’s Karma” (quintuplo platino) e la successiva uscita dell’album Magellano con relativo tour, Francesco Gabbani torna con un nuovo singolo.
Dal 10 maggio sarà disponibile il brano “È un’altra cosa”, che anticipa l’uscita del nuovo lavoro discografico che sarà pubblicato nel corso del 2019 per BMG. La canzone è scritta da Francesco Gabbani, Filippo Gabbani, Francesco Bianconi (Baustelle), Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli.
Gianna Nannini al lavoro su nuovo albumSta registrando a Nashville, “per dare voce alla ‘mia’ America”
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– Gianna Nannini è al lavoro sul nuovo disco di inediti (il diciannovesimo) a Nashville, Tennessee, patria del country e di grandi produzioni artistiche. A Nashville importanti star hanno mosso i primi passi negli anni ’50 e ’60 e ancora oggi ospita eccellenti studi di registrazione, in cui sono passati artisti come Bob Dylan, Elvis Presley, Paul McCartney o, più recentemente, Jack White e Kings of Leon.
“Eccomi qua, sono a registrare a Nashville, la città della musica – dichiara Gianna Nannini -, non vedo l’ora di farvi ascoltare il mio nuovo suono e di dare voce alla ‘mia’ America”.
Il nuovo album segue “Amore gigante”, disco del 2017 certificato Oro, che la cantautrice rock ha portato sui palchi non solo di tutta Italia, ma d’Europa con “Fenomenale – il tour”.
Santa Cecilia, un esplosivo Berlioz apre la stagioneAl via il 10 ottobre. In cartellone anche Beethoven e Rossini
07 maggio 201910:12
“Un terremoto musicale, una sfida memorabile” dice Antonio Pappano del monumentale Requiem di Hector Berlioz con cui il 10 ottobre aprirà la nuova stagione di Santa Cecilia. “Un capolavoro assoluto, sarà un’inaugurazione esplosiva” commenta il sovrintendente Michele Dall’Ongaro, riferendosi all’imponente organico richiesto dalla Grande Messe des Morts composta nel 1838 dall’autore francese: l’orchestra potenziata da una schiera di timpani, quattro bande, due cori – dell’Accademia Nazionale e del Teatro San Carlo di Napoli – per un totale di 120 voci e la star della lirica internazionale Javier Camarena, al suo debutto ceciliano. “Sembra una decisione fosca aprire con un Requiem – osserva Pappano – ma è un evento per tutti, per il pubblico e per chi esegue”.L’omaggio a Berlioz, al quale Santa Cecilia dedica un mini festival per i 150 anni dalla morte, segna l’avvio di un calendario di eventi, debutti e grandi ritorni, anteprime esclusive e grandi nomi della scena italiana e internazionale. Con un cartellone “che parla a tutti”. Per Beethoven, in vista dei 250 anni dalla nascita da celebrare nel 2020, niente sinfonie ma spazio alle composizioni meno note, da due rarissime Ouverture (Re Stefano, diretta da Pappano, e La consacrazione della Casa diretta da Tomas Netopil) alla musica da Camera, con le dieci Sonate per violino e pianoforte. E poi largo a Rossini, il 5 dicembre la sinfonia Semiramide, e il 9 aprile arie da Ermione, Otello e la Messa di Gloria. “Il cast è bellissimo, ne faremo un disco” annuncia Pappano. L’opera chiuderà anche la stagione: il maestro anglo italiano dirigerà la Trilogia Tudor (arie da Anna Bolena, Maria Stuarda e Roberto Devereux) di Donizetti. Il direttore ospite Mikko Frank proporrà oltre a Berlioz, Sibelius e Stravinskij, Ravel, Strauss e la Messa da Requiem di Verdi. Pappano, che sarà impegnato in sette concerti della stagione, ha detto che dirigere Santa Cecilia “è una grande soddisfazione. Al mondo non ci sono molte orchestre migliori”.L’Accademia Nazionale punta a saldare l’immagine della sua carta vincente con la città eterna anche con una campagna promozionale che ha portato il direttore musicale e gli orchestrali alle 7 di mattina dentro il Colosseo per realizzare video e foto da rilanciare sui social e per farne in biglietto da visita nelle tournée. Il Campidoglio, che è tra i soci della Fondazione e versa 3 milioni e 200 mila euro, non si tira indietro. “Santa Cecilia trasmette musica diretta al cuore – ha detto la sindaca Virginia Raggi – è un grande onore ospitare una istituzione che porta nel mondo questa sapienza. L’Accademia sarà sempre radicata con Roma, ma è il momento di fare passi avanti sulla comunicazione. Avvieremo iniziative per farla conoscere e portare la bellezza a tutti”.Il programma offre una sequenza di bacchette illustri, Juraj Valuha, Manfred Honeck, Myung-Whun Chung, Jakub Hra, Pablo Heras-Casado e Gustavo Dudamel. Tra gli appuntamenti da non mancare il 6 febbraio la prima italiana di Buddha Passion di Tan Dun che sarà sul podio per dirigerla. Atteso anche il debutto del giovanissimo maestro Lahav Shani, fresco di nomina come direttore della Israel Philarmonic e direttore ospite principale dei Wiener Sumphoniker. Nomi eccellenti per la musica da Camera: Maurizio Pollini, Martha Argerich, Grigory Sokolov, l’ex enfant prodige Ivo Pogorelich, Nikolai Lugansky, Beatrice Rana e Andrea Lucchesini. Grandi pianisti anche nella Stagione Sinfonica con il ritorno di Stefano Bollani e i debutti di Igor Levit e del giovanissimo Alexander Malofeev. Tra i debutti Susanna Mälkki, attuale direttore musicale della Helsinki Philharmonic Orchestra. Quattro le tournée all’estero a Parigi, in Svizzera, in Germania e ad Atene. E quattro in Italia, tra cui quella molto attesa che dal 10 al 14 dicembre vedrà impegnato il direttore venezuelano Gustavo Dudamel. “Le tournée sono importanti – rimarca Pappano – perché dimostrano che la nostra orchestra è richiesta anche dagli altri direttori”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Tornano le zeppe ma ispirate dalle dive
I modelli di Stuart Weitzman come quelli di Aniston e Middleton
06 maggio 201916:19
– Stuart Weitzman celebra il ritorno della zeppa con i modelli must-have per la Primavera/Estate, ispirati a quelli resi celebri da Jennifer Aniston e da Kate Middleton.
S’intitola Jean il modello in sughero indossato dalla principessa britannica moglie del principe William, riproposto nella versione sling back, con punta aperta.
Savina è invece la maxi zeppa con lacci alla caviglia.
Sasha ha la zeppa in corda ed è un modello in versione d’Orsay realizzato in canvas effetto leopardo.
Medimex, a Taranto Vessicchio e UrselliIl festival torna nel capoluogo jonico dal 5 al 9 giugno
TARANTO06 maggio 201916:28
– Dal direttore d’orchestra Beppe Vessicchio al produttore degli U2, Marc Urselli: docenti di primo piano per le scuole di musica del Medimex, international festival e music conference in programma a Taranto dal 5 al 9 giugno. Tornano nel capoluogo jonico il ‘Puglia Sounds Musicarium’ e il ‘Songwriting Camp’, i due appuntamenti con la formazione ai quali si affianca, come lo scorso anno, il ‘Musicarium Advanced’ riservato ai professionisti (iscrizioni a partire da oggi sul sito http://www.medimex.it). Nell’ambito del Medimex il 7 giugno si esibiranno gli ‘Editors’ e la band ‘The Cigarettes after Sex’; l’8 giugno sarà la volta del cantautore inglese Liam Gallagher, già frontman degli Oasis; mentre il 9 giugno toccherà a Patti Smith, icona del rock, a chiusura di un’edizione che sarà dedicata al mezzo secolo dalle mitiche giornate di Woodstock.
Chi è chi Spring Award 2019 alle CurielLe couturier, madre e figlia, riceveranno il premio l’8 maggio
06 maggio 201917:25
– Il prossimo 8 maggio Raffaella e Gigliola Curiel, riceveranno a Milano il Chi è chi Spring Award 2019, il premio ideato da Cristina Schieppati, direttrice della omonima testata, conferito alle personalità del mondo della moda, dell’industria e dello spettacolo che si sono distinte per la professionalità e i risultati di successo raggiunti a livello internazionale.
‘Canova un restauro in mostra’Focus sul calco di Letizia Ramolino fino al 30 settembre
NAPOLI06 maggio 201917:34
– A Napoli una primavera dell’arte nel segno di Canova: in omaggio alla grande esposizione dedicata al rapporto tra il genio veneto e l’antico, in corso al Museo Archeologico Nazionale, il museo di Capodimonte propone ‘Canova, un restauro in mostra’ a cura di Maria Tamajo Contarini e Alessia Zaccaria (fino al 30 settembre 2019) ovvero la visita nel percorso museale di un originale ‘cantiere aperto’ di restauro del calco di Letizia Ramolino di Antonio Canova. L’iniziativa presentata dal direttore Sylvain Bellenger, che ha sottolineato il profondo rapporto tra Canova e Napoli, con la partecipazione del direttore del Mann Paolo Giulierini a testimonianza della sinergia tra i due musei, si inserisce nel ciclo di mostre-focus di Capodimonte per ‘dare voce’ a dipinti, sculture e oggetti d’arte.
La Letizia Ramolino, dal 1957 a Capodimonte, nonostante alcuni danni e interventi precedenti non adeguati, è forse la migliore copia esistente del marmo originale.
Il barcone dei 700, la strage dei migranti arriva in BiennaleRelitto del grande naufragio del 2015 diventa installazione a Venezia
VENEZIA07 maggio 201909:56
Le tragedie del mare, dei migranti finiti in fondo all’Adriatico, arrivano alla Biennale di Venezia. Per “smuovere le coscienze”. Alla 58/a Mostra d’Arte, firmata da Ralph Rugoff, campeggerà nel bacino dell’Arsenale l’inconfondibile sagoma blu del peschereccio libico inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, che fece 700 vittime. E’ il simbolo delle morti in mare. Partito dalla Sicilia tre giorni fa – come anticipato da ‘Repubblica’ – il relitto azzurro è giunto oggi nel porto commerciale di Venezia, trasportato dalla motonave “Angelo B.”, che poi lo ha affidato ad una chiatta, per condurlo nel bacino dell’ex fabbrica di navi della Serenissima. Ora si chiama ‘Barca Nostra’, come l’ha ribattezzato l’artista svizzero Christoph Büchel, ideatore del progetto subito sposato dal curatore Rugoff.Dopo il recupero a 350 metri di profondità, dal giugno 2016 il barcone si trovava al pontile Nato della Marina militare di Augusta, dove era stato trasportato dopo una complessa operazione disposta dalla presidenza del Consiglio, costata oltre 10 milioni di euro, e dove sono avvenuti la rimozione e il riconoscimento delle centinaia di salme ancora dentro lo scafo. Impossibile per chi era sul molo A del Porto di Venezia non sentire un brivido, oggi, quando la prua blu, ammaccata e arrugginita, si è fatta avanti, fino a mostrare la sagoma del barcone della morte, vista tante volte nei filmati che documentarono il recupero.”Lontana da distrazioni, lontana dal chiasso, invita solo a un grande silenzio e alla riflessione” ha detto Paolo Baratta, presidente della Biennale. ‘Barca Nostra’, ha aggiunto Baratta, è parte integrante della Biennale d’Arte 2019, ed è stata voluta “per smuovere le coscienze”. Al termine il relitto sarà collocato nel bacino dell’Arsenale, all’altezza di una grande gru metallica ottocentesca. Poche settimane fa il ministero della Difesa aveva deciso di concedere il natante alla città di Augusta per realizzare il ‘Giardino della memoria’, proposto dal Comitato 18 Aprile, movimento spontaneo nato per ricordare la tragedia. Al termine della Biennale di Venezia – che si chiuderà il 24 novembre – il relitto verrà riportato ad Augusta, e sarà collocato nel ‘Giardino della Memoria’, monumento collettivo al dramma delle migrazioni. “Ci auguriamo che tanti, ora e nei mesi a venire – ha commentato il Comitato 18 Aprile – comprenderanno l’importanza del barcone in ragione di ciò che esso rappresenta per i migranti e le genti che hanno vissuto questa esperienza”.
Isola di Pietro 3, Morandi torna sul setfiction in 6 puntate per Canale5, new entry Arca e Chillemi
06 maggio 201917:54
– Dopo il successo delle precedenti stagioni, sono iniziate le riprese de “L’Isola di Pietro 3”, la serie tv coprodotta da RTI e Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, in onda prossimamente su Canale 5. La fiction in sei puntate diretta da Alexis Sweet e Luca Brignone, vedrà Gianni Morandi protagonista assoluto insieme a tutti i personaggi più amati, interpretati da Chiara Baschetti (Elena), Alma Noce (Caterina) ed Erasmo Genzini (Diego). L’isola di San Pietro con il suo mare, i panorami mozzafiato e il sole che si specchia nell’acqua al tramonto faranno ancora una volta da sfondo alle storie. Molte le novità: un nuovo caso da risolvere, amori inaspettati, nuovi adolescenti da conoscere e, soprattutto un nuovo Vicequestore aggiunto del commissariato di Carloforte Valerio Ruggeri (interpretato da Francesco Arca) trasferito da Milano e che sembra nascondere un segreto. Tra le new entry, spiccano due volti molto amati dal grande pubblico: Caterina Murino (nel ruolo di Teresa Orrù) e Francesca Chillemi. Anche quest’anno Pietro si prenderà a cuore le storie dei ragazzi implicati nel caso: li ha visti crescere e sa che c’è del buono in ciascuno di loro, basta cercarlo e non arrendersi mai. Ma soprattutto anche in questa terza serie Pietro dovrà riuscire a tenere unite le persone che ama di più: la sua famiglia.
Salone del Libro, s’infiamma lo scontro, Altaforte attacca’Antifascismo male Paese’. Nuove defezioni ma c’è hashtag #iovado
TORINO07 maggio 201909:54
Fa ancora discutere la presenza di Altaforte, casa editrice ritenuta vicina a Casapound, al Salone del Libro. Dopo Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg, anche Zerocalcare, la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo e numerose altre case editrici annunciano l’intenzione di non partecipare alla buchmesse in programma nel fine settimana a Torino. Contro le defezioni punta il dito Francesco Polacchi, che di Altaforte è l’editore: “Io sono fascista. L’antifascismo è il vero male di questo Paese”, sostiene suscitando la dura presa di posizione della sindaca Chiara Appendino, che definisce la cultura unico “argine a ogni possibile degenerazione”. E invita a partecipare numerosi alla 32/a edizione della manifestazione. Perché solo così, sostiene la prima cittadina, “si vince”.Quello che doveva essere il Salone della rinascita, dopo le difficoltà economiche che ne hanno messo in dubbio l’organizzazione, rischia dunque di trasformarsi nell’edizione delle polemiche. “Non ci sono elementi per negare l’accesso al Salone del Libro alla casa editrice Altaforte, per quanto reputi la sua attività e la sua presenza non gradite”, sostiene il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo cui “il libro, per definizione, è un elemento di apertura e nulla è peggio di utilizzare argomenti amministrativi per impedire una presenza, per quanto discutibile”. Eppure, sono tanti quelli che scelgono di rinunciare alla vetrina del Salone per protestare contro la partecipazione della casa editrice ‘sovranista’. “Una manifestazione promossa dal ministero per i Beni Culturali della Repubblica italiana non può includere propaganda nazifascista”, affermano gli storici dell’arte Salvatore Settis e Tomaso Montanari annunciando il loro forfait. “L’istituzione può cavillare, distinguere e riservare alla magistratura il compito di combattere il fascismo. Il singolo cittadino può invece praticare un antifascismo più diretto e sanguigno”, rincara la dose Roberto Piumini, che al Lingotto avrebbe dovuto presentare in anteprima il suo ultimo libro, ‘Storie per voce quieta’. “Non parteciperò all’incontro – sottolinea – prendendomi naturalmente l’intera responsabilità della decisione…”.Anche le conferme, però, sono numerose. “Contro qualsiasi oscurantismo, le parole, le idee e la presenza sono le armi più efficaci per la cultura e la democrazia”, dice la casa editrice Einaudi, comunque presente così come minimum fax: “In un contesto politico e culturale difficile e pericoloso come quello attuale – si legge sul profilo Facebook della casa editrice – l’azione antifascista di presidio, proposta e coinvolgimento dei cittadini lettori rappresenta oggi come non mai un valore da preservare e rafforzare”.Sui social l’hashtag #iovadoatorino è subito trend topic. “Al Salone del libro di Torino io ci andrò. La faremo non ‘nonostante’ la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio ‘a motivo’ della loro presenza”, dichiara la scrittrice Michela Murgia. Anche Altaforte ci sarà, “perché ora è una questione di principio. Eravamo pronti alle polemiche, ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C’è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov”, dice Polacchi, che punta il dito contro Zerocalcare. Il noto fumettista tira dritto per la sua strada: “Non andare è una decisione sofferta – dice – non è che io so’ diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so’ pure molto più rammollito, è che sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro”.
Leonardo scenografo in mostra al RizzoliCi sarà anche un raffronto inedito con scienziati del suo tempo
BOLOGNA06 maggio 201918:31
– La poco nota attività di scenografo di Leonardo da Vinci e al raffronto inedito tra alcune immagini anatomiche leonardesche e quelle di scienziati suoi contemporanei è in mostra dal 6 maggio all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna a cura di Patrizia Tomba, Anna Viganò e Luca Garai.
Nel 1496 Leonardo mise in scena alla corte degli Sforza a Milano l’opera teatrale “Danae” con strepitosi effetti speciali grazie ad architetture e macchine da lui progettate. La ricostruzione in scala ridotta dei meccanismi, esposta in mostra al Rizzoli in esclusiva per l’Italia, si basa su disegni dell’artista conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e il Metropolitan Museum di New York. Sarà trasferita in Francia per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo.
Gli effetti speciali di Leonardo non furono solamente scenografici: costruì un leone meccanico semovente, capolavoro tecnologico per l’epoca. Al Rizzoli è esposta una riproduzione dell’automa, probabilmente risalente al XVIII secolo. In mostra si mettono anche a confronto le riproduzioni delle immagini delle ossa, del cuore, dell’apparato riproduttivo e di quello motorio realizzate da Leonardo con quelle pubblicate in alcuni testi degli scienziati coevi, tra cui Berengario da Carpi, che per primo comincia a inserire immagini anatomiche a scopo didattico all’interno dei propri testi.
La mostra, a ingresso gratuito, è organizzata dal Rizzoli nell’ambito del Festival della Scienza Medica.
A Venezia la scultura di Jan FabreStatua di 9 metri in foglia d’oro sul Canal Grande
VENEZIA06 maggio 201918:37
– Venezia scalda i motori con le prime inaugurazioni di mostre, installazioni o sculture monumentali, come la statua di nove metri in foglia d’oro opera di Jan Fabre in un giardino sul Canal Grande – subito oggetto di migliaia di scatti fotografici da parte di turisti – in vista dei “giorni di fuoco” della Biennale d’arte firmata da Ralph Rugoff, con i primi assaggi il 7 maggio fino all’inaugurazione e apertura al pubblico di sabato 11 maggio. Il lavoro di Fabre – artista belga presente in alcune Biennali passate – torna a Venezia con un “progetto di arte pubblica”, che si presenta come “una metafora dell’artista che cerca di catturare l’impossibile attraverso il suo lavoro”. Una figura umana – modellata idealmente sul corpo del fratello più giovane, Emiel, morto in tenera età – sopra una scala protende verso il cielo un righello, quasi a voler misurare le nuvole, come disse l’ornitologo Robert Stroud, al momento della sua liberazione dal carcere di Alcatraz.
146/o dei Levi’s 501 con Hailey BieberLa figlia di Stephen Baldwin interpreta i jeans amati da Marilyn
06 maggio 201918:45
– Nel 1847 Levi Strauss emigrò negli Stati Uniti e quando arrivò la notizia della corsa all’oro si trasferì a San Francisco. Nel 1873 intraprese il business dei tessuti dando vita a uno dei pezzi più iconici mai creati nel mondo dell’abbigliamento i pantaloni Levi’s 501. Ideato prima dell’invenzione della zip, il “button fly” è il segno distintivo dei 501, perfetta unione tra funzionalità e stile.
Ogni anno il 20 maggio si celebra il 501 Day, anniversario dell’originale bluejeans amato da icone pop come il ribelle James Dean e la bionda Marilyn Monroe, che quest’anno compie 146 anni. Levi’s anticipa i festeggiamenti con Hailey Bieber, top model e figlia dell’attore Stephen Baldwin, dunque nipote del più celebre Alec.
Per tutte le celebrazioni del 501 a maggio e per tutto il festival season di giugno e luglio, Hailey interpreterà, tutti i modelli, dall’originale 501, allo skinny fino al Levi’s Authorized Vintage.
Diana Ross contro controlli in aeroporto’Mi sono sentita violata’, episodio allo scalo di New Orleans
NEW YORK06 maggio 201918:48
– “Mi hanno trattato di m… e mi sono sentita come abusata”. Diana Ross punta il dito contro i controlli di sicurezza all’aeroporto di New Orleans e al modo in cui gli agenti trattano i passeggeri.
La cantante, 75 anni, ha detto di essere quasi scoppiata a piangere per il modo in cui è stata perquisita nell’interno coscia. “Sia chiaro – ha detto – non è per ciò che è stato fatto ma come è stato fatto. Mi sono sentita violata, sento ancora le sue mani sulle mie gambe, avanti e indietro e mentre continuava a dirmi ‘è il mio lavoro'”. Secondo un portavoce della Tsa, l’ente federale che si occupa della sicurezza negli aeroporti, la perquisizione è stata fatta seguendo la corretta procedura.
A Edda Moser il Pordenone MusicaSoprano e icona mondiale si racconta
PORDENONE06 maggio 201919:08
– “La voce è un dono, ma da sola non basta: bisogna esercitarsi, esercitarsi e ancora esercitarsi. E fare sacrifici continui. La vita dedicata al canto è una vita di grandi rinunce, di molto studio e tanta umiltà. Solo l’acclamazione del pubblico dopo un’esibizione riesce a ripagarti di tutto”. Con una bellezza e un fascino ancora intatti, il soprano tedesco Edda Moser, ha così sintetizzato a Pordenone, in occasione della 5/a edizione del “Premio internazionale Pordenone Musica”, una carriera che l’ha vista trionfare sui più grandi palcoscenici del mondo.
“Un’artista – dice – deve sapere quand’è il momento di smettere. Occorre capire quando giunge la fine della propria carriera”. Di lì, iniziò a dedicarsi alla formazione dei più giovani, “mission” del Premio pordenonese, nato su iniziativa del Teatro Verdi come riconoscimento a artisti, didatti e musicologi che dedicano la loro attività alle nuove generazioni.
La consegna ufficiale del Premio al Teatro Verdi.
Controlli alla Cupola del BrunelleschiLavori monitoraggio fatti da personale Opera Santa Maria Fiore
FIRENZE06 maggio 201919:23
– Sono iniziati i lavori di monitoraggio delle superfici esterne dei monumenti del Duomo di Firenze che andranno avanti fino alla fine del mese. I lavori sono eseguiti dal personale dell’Opera di Santa Maria del Fiore con l’ausilio di un’autogru con un braccio di 104 metri. L’esterno della Cupola del Brunelleschi, non raggiungibile con l’autogru, viene monitorato da un’altra squadra di sei operatori dell’Opera di Santa Maria del Fiore per calata. Gli operatori si stanno calando con funi, come veri e propri alpinisti, dalla base della lanterna della Cupola da un’altezza di 90 metri. Il monitoraggio delle pareti esterne dei monumenti del Duomo di Firenze è un’attività che l’Opera di Santa Maria del Fiore fa regolarmente due volte all’anno, all’inizio e alla fine dell’inverno, e che permette di controllare in dettaglio i circa 40mila metri quadrati di superfici marmoree, per verificarne lo stato di conservazione, individuare i possibili degradi e programmare gli interventi di restauro. Ad eseguire i lavori un gruppo di restauratori e operari dell’Opera, eredi diretti degli scalpellini che realizzavano le decorazioni scultoree e architettoniche della cattedrale e del campanile e che oggi si dedicano al mantenimento e alla conservazione di questo patrimonio.
Da Versailles a Gucci, al Met il CampIn mostra la moda esagerata, stasera red carpet per 600 vip
NEW YORK06 maggio 201919:26
– Nel saggio del 1964 “Notes on Camp” Susan Sontag ne descrisse il tratto caratteristico come “lo spirito della stravaganza: una donna avvolta da un abito fatto da tre milioni di piume”. La grande mostra del Constume Institute del Metropolitan “Camp: Notes on Fashion” aprira’ al pubblico per tre mesi il 9 maggio preceduta dal grande gala del 6 maggio, un red carpet per 600 vip diventato negli anni significativo quanto la serata degli Oscar. “Camp” viene dal francese “se camper”, atteggiarsi, e fu usata per la prima volta nel 1671 in una commedia di Moliere.
“E’ troppo di tutto, troppe paillettes, troppe rouche, troppe piume. E’ la sovversione dello status quo, ma anche generosità, munificenza”, spiega il curatore Andrew Bolton, mentre per il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele, uno dei “padrini” dell’iniziativa con Anna Wintour, Lady Gaga, Harry Styles e Serena Williams, quelle quattro lettere “ci insegnano quanto sia importante sentirsi liberi di esprimersi attraverso il modo di vestire”.
Madonna, tour con nuovo album Madame XNiente stadi. Concerti saranno ‘esperienza intima’ con fan
NEW YORK06 maggio 201919:34
– Madonna va in tour e annuncia un’esperienza intima con i suoi fan. La popstar, oltre al nuovo album Madame X in uscita il 14 giugno, ha svelato anche le tappe delle sue prossime esibizioni da vivo. Niente stadi o arene ma solo teatri. Il tour partirà da New York il 12 settembre e dopo diverse date americane sarà anche in Europa, a Parigi, Londra e Lisbona, dove la cantante vive. E’ stata proprio la sua permanenza in Portogallo ad ispirare ed influenzare il suo nuovo album. Il prezzo dei biglietto varia dai 60 ai 760 dollari, ma ad ogni concerto saranno messi in palio attraverso una lotteria dieci biglietti a 10 dollari.
Salone Libro, Marche ‘regione ospite’Cento eventi, 200 relatori, 70 editori e 30 festival
ANCONA06 maggio 201919:41
– Uno spazio di 150 mq con l’immagine di Leopardi concessa da Tullio Pericoli e lo slogan poetico “Sedendo e mirando…” per la partecipazione delle Marche ‘Regione ospite’ al Salone del Libro di Torino. Dal 9 al 13 maggio, lo Spazio Marche sarà animato da 100 eventi, 200 relatori, dalla presenza di 70 editori e 30 festival e premi letterari, dalla letteratura alla poesia, dalla fotografia al digitale. “Un riconoscimento importante alla ricca e plurale produzione culturale della nostra regione” hanno detto il presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo e l’assessore a Cultura e Turismo Moreno Pieroni.
Molti gli appuntamenti di pregio nel programma, seguendo il tema conduttore dell’Infinito di Leopardi, di cui si celebra quest’anno il bicentenario. Un tema, secondo Mastrovincenzo, che si abbina perfettamente con quello del Salone del Libro “‘Il Gioco del Mondo’ a significare il superamento di barriere, confini e diversità, guardando ‘oltre la siepe'”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Milano84, rivivono gli anni ’80
Esce il singolo Play, tra amore e immaginario pop
06 maggio 201919:47
– L’incontro tra il pop degli anni ’80 e il gusto contemporaneo, per “vedere l’effetto che fa”: tra estetica ‘paninara’, la musica di Madonna e i Pet Shop Boys, Dario Argento e Il tempo delle Mele, la tv e il suo mondo bizzarro, c’è un caleidoscopio di interferenze, commistioni, stili e culture ad animare Milano 84, il nuovo progetto di Fabio Di Ranno e Fabio Fraschini, autori, musicisti e producer.
Obiettivo dei due artisti è giocare con alcuni elementi iconici trasversali degli anni ’80 italiani per avvicinarli al gusto contemporaneo. Primo singolo in uscita (il 3 maggio) è il brano “Play”, cantato in italiano dalla voce di Laura Serra, canzone che coniuga suoni indie, italo e wave. Al centro di “Play” l’amore romantico, come dimostra anche il videoclip, già disponibile, pensato come un omaggio dichiarato al cult movie La belle captive, le cui sequenze sono state “remixate” per raccontare una love story sospesa tra sogno e realtà, un triangolo dove le cose forse non sono come sembrano.
Castello Masino, si restaurano affreschiDue anni di lavoro, aperto anche il ‘cantiere della conoscenza’
TORINO06 maggio 201920:19
– Nuova tappa nel progressivo restauro del castello di Masino, da trent’anni di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Questa volta tocca agli affreschi che nei prossimi due anni riguarderanno oltre 2000 metri quadri di superfici dipinte, con il contributo di Deutsche Post Foundation. Si partirà da quattro grandi sale affrescate, nucleo monumentale della decorazione seicentesca del Castello: Salone degli Stemmi, Sala dei Gobelins e Sala del Biliardo al piano terra, Salone dei Savoia al piano nobile.
“I restauri – hanno spiegato Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo Fai e Daniela Bruno, responsabile Affari Culturali della fondazione – saranno un’occasione per ampliare e arricchire la conoscenza del Castello. Accanto al ‘cantiere di restauro’ aprirà così un ‘cantiere della conoscenza’ di Masino, un patrimonio unico di documentazione coeva, ancora in parte inedita. Entrambi i ‘cantieri’ saranno aperti al pubblico, che potrà assistere ai lavori in corso e usufruire di speciali visite guidate.
Arte, creatività e musei beni strategiciAlla Luiss incontro con esperti del settore cultura
07 maggio 201909:51
– “I musei sono esempi del successo italiano: erano invisibili e sono ormai presi d’assalto e, dagli ultimi dati di una ricerca recente ancora non pubblicata, emerge che solo i musei statali producono l’1.6% del Pil. Se poi si continuerà a lavorare con i livelli di qualità attuali e si perfezioneranno le cose che ancora non vanno bene, si potrà arrivare anche al 2%, ossia lo stesso reddito prodotto dall’agricoltura”: hanno lasciato piacevolmente tutti a bocca aperta i numeri molto più che incoraggianti forniti ieri pomeriggio da Antonio Lampis, direttore generale Musei del Mibac, tra i relatori della terza edizione del ciclo d’incontri “Appuntamenti con l’Ingegno”, organizzato dalla Luiss e quest’anno focalizzato sull’arte italiana. Una tavola rotonda – dal titolo “L’arte nei secoli: i motivi di un successo italiano.
Tutta l’arte è stata contemporanea” – che Paola Severino, Vice Presidente della Luiss, ha ideato per celebrare, proprio nell’anno leonardesco, i tanti aspetti della creatività italiana.
‘Fuori dal buio’, detenuti raccontanoCurato da Cecilia Marzotti, esperienza nel carcere di Siena
FIRENZE07 maggio 201911:06
– ‘Coraggio’ e ‘sogno’ sono due delle parole che più ricorrono in ‘Fuori dal buio’ (ed. Futura, 2019, 111 pp, 12 euro) frutto del lavoro del gruppo di scrittura collettiva della Casa Circondariale di Siena, guidato dalla giornalista Cecilia Marzotti. Il ‘coraggio’, come spiega la curatrice, è quello che hanno avuto i 7 uomini (il più giovane ha 26 anni, il più anziano 64) che hanno deciso di cimentarsi in questo lavoro, ma anche quello di detenuti che hanno raccontato loro stessi, le esperienze più dolorose e difficili, fino agli “sbagli” che li hanno portati a essere ora richiusi tra le mura di una cella. ‘Sogno’, che nella storia è pure il nome della trattoria dove i protagonisti si incontrano, è quello per il quale vivono in carcere, ma anche le esperienze passate, quando immaginavano una vita diversa. Nelle pagine c’è il ‘vissuto’ di ciascuno, i nomi sono di fantasia ma le esperienze no, di chi nonostante tutto alla fine ha voglia di cantare con Antonello Venditti: “che fantastica cosa è la vita”. Il volume sarà presentato stasera, alle 17.00, alla Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena dove interverranno Cecilia Marzotti e Sergio La Montagna, direttore della Casa Circondariale di Siena, coordinati da Raffaele Ascheri, presidente del CdA della Biblioteca.
Airbnb, 280 mila candidati per GrottoleScelti i 5 volontari dal mondo per progetto Italian Sabbatical
07 maggio 201911:29
– Oltre 280 mila persone da tutto il mondo per salvare il piccolo borgo di Grottole. Sono tanti i candidati pronti a fare le valigie e trasferirsi per salvare il paesino nei dintorni di Matera dallo spopolamento. Tanto da lasciare di stucco gli stessi abitanti. L’iniziativa Italian Sabbatical, ideata da Airbnb e promossa dalla onlus Wonder Grottole, offrirà la possibilità di trasferirsi tre mesi, diventando volontari per l’associazione impegnata a rilanciare un centro storico bellissimo ma che conta purtroppo solo 300 abitanti. Ad essere scelti per la loro motivazione a intraprendere il viaggio e per la loro disponibilità a condividere le proprie capacità professionali dopo una dura selezione sono stati 5 volontari (3 uomini e 2 donne) con esperienze diverse (sono un pompiere, una fotografa, una guida culturale, un ingegnere e un insegnante). Ad arrivare a Grottole il 5 giugno saranno Pablo Colangelo (35 anni), Anne Tachado (24), Helena Warren (45), Remo Sciubba (62) e Darrell Pistone (61 anni).
Rana riporta a Lecce ClassicheFormeTerza edizione della kermesse dal 5 al 7 luglio
07 maggio 201912:38
– Dal 5 al 7 luglio a Lecce riecheggerà la musica del festival ClassicheForme, la kermesse ideata da Beatrice Rana, una delle giovani pianiste più apprezzate a livello internazionale, per dimostrare che la musica da camera può essere presentata “in modo dinamico, giovane, accattivante e in sintonia con i nostri tempi”, come spiega lei stessa.
Presentato a Milano, il cartellone di questa terza edizione – che si svolgerà nel secentesco Chiostro dell’Antico Seminario di Piazza Duomo e a Palazzo Tamborino Cezzi, in cui Ferzan Ozpetek ha ambientato fra gli altri il suo ‘Mine Vaganti’ – oltre alla Rana, che lo scorso anno è stata nominata artista Femminile dell’anno ai Classic Brit Awards, include artisti di fama internazionale e giovani promesse in un mix di concerti serali e diurni.
Boomdabash festeggiano 15 anni a MilanoSul palco dell’Alcatraz Berté, J-Ax, Clementino e altri
MILANO07 maggio 201912:39
– Loredana Bertè, J-Ax, Sergio Sylvestre, Sud Sound System, Rocco Hunt, Clementino saliranno sul palco dell’Alcatraz per ‘Boomdabash & Friends’, lo show con cui il 9 maggio la band festeggia i primi 15 anni di carriera.
“Il 9 Maggio celebriamo un traguardo importante, 15 lunghi anni di musica. Un’avventura – dice la band – fatta di sacrifici ma tante soddisfazioni. Per la prima volta i fan di Boomdabash assisteranno ad un live con una line up di altissimo livello, per uno spettacolo che difficilmente potranno dimenticare e che sicuramente lascerà un segno indelebile”.
In questa nuova avventura live i quattro componenti del gruppo (Biggie Bash, Payà, Blazon e Mr. Ketra) proporranno dal vivo molti brani del loro ultimo lavoro “Barracuda – Predator edition” e i momenti più salienti della loro carriera musicale, dalla recentissima “Per un milione” a “Portami con te” fino al “Il solito Italiano” e “Non ti dico No”.
L’Hemingway a Carrère, Rampini, LeosiniRiconoscimento anche a Cantarella e Zipoli
UDINE07 maggio 201914:05
– Lo scrittore francese Emmanuel Carrère per la Letteratura, la storica Eva Cantarella per l’Avventura del pensiero, il giornalista Federico Rampini nella sezione Testimone del nostro tempo e l’artista Riccardo Zipoli per la Fotografia sono i vincitori del Premio Hemingway 2019. Il riconoscimento è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo del Fvg, in collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.it. E va alla giornalista Franca Leosini, dal 1994 autrice e conduttrice del programma cult Storie maledette su Rai3, il Premio Speciale Hemingway 2019 “Dentro la cronaca, dentro la vita”, assegnato dalla Giuria dell’Hemingway con la Città di Lignano Sabbiadoro, nel 60/o anno dall’istituzione del Comune. I vincitori sono stati annunciati alla presenza dell’assessore Fvg alla Cultura Tiziana Gibelli, del presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Giovanni Pavan, e del presidente della giuria del Premio, Alberto Garlini.
Sarah Jessica Parker in spot IntimissimiGrazie mille, Vieni, Che chic, le frasi pronunciate dalla diva
07 maggio 201914:16
– Prosegue il matrimonio all’italiana tra Sarah Jessica Parker, iconica protagonista di Sex & The city nei panni di Carrie Bradshaw e il marchio Intimissimi, per presentare una serie di mini clip dal contenuto digital, accanto allo spot ufficiale che riconferma protagonista l’attrice. Nei digital contents Sarah-Carrie prova ad imitare con ironia, con il suo inconfondibile garbo e la sua innata classe, la gestualità enfatica tipicamente italiana. Ma non solo, la diva prova a dire anche qualche parola in italiano con la sua deliziosa pronuncia americana. Dà il “buongiorno” sorseggiando un caffè espresso, ci esorta con un ospitale “vieni” ad avvicinarci a lei, sorride dicendo “grazie mille”, usa “perfetto” come intercalare, esprime il suo insindacabile giudizio alla collezione Intimissimi dicendo con enfasi “che chic”! In più, come chiusura di ogni mini clip, viene proposta la nuova collezione di triangoli.
Niccolò Fabi da dicembre in tourSui social, “una specie di appuntamento al buio”
07 maggio 201914:38
– “Si potrebbe considerare una specie di appuntamento al buio”. Con queste parole Niccolò Fabi ha svelato, sui suoi profili social, il suo ritorno live nei teatri italiani, a partire dal 1 dicembre. Queste le date: 1 dicembre Ravenna, 2 dicembre Milano, 8 dicembre Pescara, 10 dicembre Cosenza, 12 dicembre Catania, 13 dicembre Palermo, 19 dicembre Trento, 20 dicembre Vicenza, 10 gennaio Bologna, 11 gennaio Firenze, 12 gennaio Torino, 13 gennaio Genova, 20 gennaio Roma, 21 gennaio Napoli, 22 gennaio Bari, 24 gennaio Ancona, 29 gennaio Bergamo, 30 gennaio Parma.
Campiello: Andrea Delogu presenta finaleCerimonia il 14 settembre in diretta su Rai5
VENEZIA07 maggio 201915:06
– Sarà condotta da Andrea Delogu, conduttrice televisiva e radiofonica, la finale del Premio Campiello, in programma il 14 settembre al Teatro La Fenice di Venezia. L’annuncio è stato dato oggi a Milano durante l’evento #CampielloRacconta, nel corso del quale è stata presentata la 57/a edizione del concorso di narrativa italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello-Confindustria Veneto.
La cerimonia di premiazione del Campiello 2019 verrà trasmessa in diretta televisiva su Rai5 e in tutto il mondo attraverso Rai Italia.
Oltre a presentare numerosi programmi – tra cui gli ultimi due eventi tv con Renzo Arbore – Delogu è da cinque anni al timone di “Stracult” con Marco Giusti e Fabrizio Biggio, e conduce su Radio2 “La versione delle 2”. Nel 2014 ha scritto La collina (Fandango) insieme ad Andrea Cedrola, romanzo ispirato alla sua infanzia trascorsa in una comunità di recupero, e in aprile ha pubblicato “Dove finiscono le parole. Storia semiseria di una dislessica” (Rai Libri).
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Editori snobbano memorie di Woody Allen
Altro effetto #Metoo dopo rottura contratto da parte di Amazon
WASHINGTON03 maggio 201913:24
– Nuovo effetto #Metoo su Woody Allen. Dopo che Amazon ha rotto l’accordo con lui per quattro nuovi film, il famoso regista si è visto ora sbattere la porta in faccia dai maggiori editori per la pubblicazione delle sue memorie. Lo scrive il New York Times, citando i dirigenti di quattro grandi case editrici. In altri tempi ci sarebbe stata una guerra di offerte stellari per la sua autobiografia. Le cose sono cambiate dopo che sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow tre decenni fa. Accuse negate, ma che hanno lasciato il pubblico, non solo americano, nel dubbio. I rappresentanti delle case editrici hanno spiegato che sarebbe commercialmente rischioso pubblicare le sue memorie nell’attuale clima.
Cinema: in sala due classici Simenon’Panico’ e ‘Maigret e il caso Saint-Fiacre’, mostra nel 2020
BOLOGNA03 maggio 201913:55
– A 30 anni dalla sua scomparsa – avvenuta il 4 settembre del 1989 – la Cineteca di Bologna, in collaborazione con Adelphi, ricorda Georges Simenon portando dal 6 maggio e per tutto il mese nelle sale italiane – con il progetto ‘Il Cinema Ritrovato’ – due classici restaurati: ‘Panico’, diretto nel 1946 da Julien Duvivier e ‘Maigret e il caso Saint-Fiacre’, pellicola del 1959 firmata da Jean Delannoy.
All’inizio del 2020, inoltre, nel pieno centro di Bologna, nel Sottopassaggio di Piazza Re Enzo, la Cineteca e Adelphi allestiranno la mostra ‘Da Sim a Simenon’ percorso fotografico attraverso i viaggi – compiuti negli anni tra il 1903 e il 1936 – e le immagini scattate dallo stesso Georges Simenon. La mostra seguirà i viaggi dello scrittore e allo stesso tempo si metterà sulle tracce del Simenon uomo, artista, scrittore, giornalista, fotografo, cineasta, comunicatore negli anni della formazione e dell’esordio, fino ad arrivare al suo diventare scrittore professionista e alla nascita di Maigret.
Kusturica apre Festival Bellezza VeronaAppuntamento al teatro Romano il 28 maggio
VERONA03 maggio 201919:08
– Sarà il regista/musicista Emir Kusturica ad aprire il 28 maggio al Teatro Romano di Verona il Festival della Bellezza quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”. L’estro poetico dell’anima underground è il titolo dell’ incontro con uno dei più originali e celebrati registi della storia del cinema europeo, autore di opere surreali e grottesche con graffianti spunti satirici e memorabili colonne sonore, premiate con la Palma d’oro a Cannes e il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia. Racconti e riflessioni si intrecciano alle proiezioni di sequenze tratte da alcuni dei suoi capolavori, dal tenero amarcord di Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) alla sinfonia tragica de Il tempo dei gitani (1989), dal potente affresco corale di mezzo secolo di storia jugoslava, Underground (1995), manifesto della fantasia caotica e debordante di Kusturica, all’apolitico, stravagante e catartico Gatto nero gatto bianco (1998), fino al recente On the Milky Road (2016).
Bif&st premia regista Mieli e film ‘Saf’Borghi migliore attore protagonista in ‘Sulla mia pelle’
BARI03 maggio 201920:34
– Vengono consegnati questa sera nel teatro Petruzzelli di Bari, nella settimana serata del Bif&st, i premi alle Opere prime e seconde e i premi Nuovo Imaie (l’Istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori), oltre al Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence che andrà al produttore e amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco. Il premio Ettore Scola per il miglior regista va a Valerio Mieli per il film ‘Ricordi?’. Il premio Gabriele Ferzetti per il migliore attore protagonista sarà consegnato ad Alessandro Borghi per il film ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini. Annunciati anche i premi della sezione Panorama Internazionale che saranno consegnati nella serata conclusiva di domani. Il miglior film è ‘Saf’ di Ali Vatansever. Nella stessa serata sarà consegnato il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence all’attore Valerio Mastandrea che domani mattina terrà nel teatro Petruzzelli una lezione di cinema.
Bif&st: Laudadio, vorremmo BenigniBilancio festival, 76mila spettatori e 418 ospiti in 8 giorni
– “Di tutti i grandi che sono venuti manca Benigni e prima o poi l’avremo”. Lo ha detto il direttore artistico del Bif&st, Felice Laudadio, durante la conferenza stampa di chiusura del Bari International Film Festival in cui è stato fatto un bilancio dell’edizione che si conclude questa sera, con qualche anticipazione della edizione 2020, in programma dal 21 al 28 marzo. La retrospettiva del prossimo anno sarà dedicata a Mario Monicelli, ma “l’unico che manca nella grande galleria dei personaggi importanti” venuti a Bari per il Bif&st “è Roberto Benigni. Sta girando in Puglia proprio in questi giorni il film Pinocchio di Matteo Garrone dove interpreta il ruolo di Geppetto, – ha detto Laudadio – quindi non può essere qui perché è sul set”.
Nelle otto giornate del Festival si sono susseguiti 303 eventi, dei quali 200 proiezioni e sono venuti a Bari 418 ospiti, tra i quali 56 registi e 53 attori. Dal 2019 “è cresciuto il numero spettatori, che sono arrivati a 76mila”.
Rubini, il mio western contro il mostro IlvaAl Bif&st e poi in sala Il Grande Spirito con Rocco Papaleo
05 maggio 201911:41
‘Il Grande Spirito’, il nuovo film di e con Sergio Rubini, è allo stesso tempo una commedia-favola, un western metropolitano e, infine, una metafora con tanto di mostro fumante sullo sky line: l’Ilva di Taranto. Il film, che passa oggi al Bif&st e arriva in sala il 9 maggio distribuito da 01 in 200 copie, è ambientato sui tetti di un quartiere della periferia di Taranto. Qui si rifugia, dopo una rapina, uno dei tre della banda, Tonino (Sergio Rubini), cinquantenne che approfittando della distrazione degli altri due ruba tutto il malloppo e scappa. Per lui, delinquente di serie b a cui è stato attribuito l’appellativo di ‘Barboncino’, una sorta di riscatto.Tonino, inseguito dai suoi complici, fugge di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata di un caseggiato che si affaccia sul nulla. Lì scopre che non è solo perché su quella terrazza ci vive uno strano individuo (Rocco Papaleo) del tutto matto, uno che si fa chiamare Cervo Nero e crede di appartenere alla tribù dei Sioux. Un uomo che comunque guarda all’Ilva come il nemico, quella che gli ha portato via il padre, e che rievoca una Taranto, pre-acciaieria, piena di prati e bisonti.
Assediato dai suoi inseguitori, Tonino si trova così costretto alla convivenza forzata con Cervo Nero, che vive in un microcosmo di gente ai margini, contando, prima o poi, di poter organizzare una fuga con la sua amata ex Milena (Bianca Guaccero). Ma i tempi si dilatano e tra Tonino e l’improvvisato pellerossa, con tanto di fascia in testa, nasce una certa amicizia.
“Volevo raccontare una sorta di western metropolitano – spiega Sergio Rubini – dove c’è un mostro (l’Ilva), una fabbrica gestita dagli yankee, e poi ci sono gli indiani, ovvero, tutti i tarantini, tranne quelli che collaborano con i bianchi. Ma questa – aggiunge – è anche una storia cristologica, dove c’è un agnello sacrificale e, infine, anche una storia di amicizia tra due ‘ultimi'”.
E ancora Rubini: “Ho mandato al governatore della Puglia, Michele Emiliano, un video che mostra, in sintesi, il senso di questo film con al centro il problema dell’Ilva. Un problema non da poco se si pensa che a Taranto c’è la più alta percentuale di morti per tumore. Ora mi aspetto molto, da una sua risposta, e della proiezione de ‘Il Grande Spirito’ che ci sarà proprio a Taranto il 7 maggio”.
Il personaggio di Tonino? “Quello di un topastro di fogna che non crede alle stelle mentre quello di Cervo Nero di uno che vive di soli sogni”, dice Rubini, che invece sull’uso del dialetto stretto in questo film, con tanto di sottotitoli, spiega:”è qualcosa di voluto, volevo dare al dialetto una dignità di lingua”.I social? “Non li amo – dice -, ma li seguo con curiosità e sgomento. Ora contano solo i like, ma manca la vera individualità”.
Dall’attore-regista pugliese, infine, parlando di cinema e di sequel sfugge una notizia, ovvero il fatto che ci sarà ‘Moschettieri del re 2′ ancora ovviamente a firma di Giovanni Veronesi.
Partono le riprese de L’ImmortaleTorna Ciro di Marzio, da Gomorra-La Serie alle sale
05 maggio 201915:34
Chi, guardando l’ultimo episodio della quarta stagione di Gomorra la Serie, è rimasto incollato allo schermo fino alla fine dei titoli di coda, ha assistito a una scena di pochi secondi che ci riporta al finale della terza stagione. Un finale che i fan non hanno mai dimenticato. Quelle immagini oggi annunciano un film: L’Immortale di e con Marco D’Amore. Che sarà anche un nuovo capitolo, totalmente integrato, di Gomorra, la serie originale Sky prodotta da Cattleya. Per la prima volta nella storia della serialità, un progetto crossmediale, che vede un film come segmento nel racconto tra due stagioni di una serie. Le riprese de L’Immortale, sempre prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Vision Distribution in collaborazione con Beta Film, partiranno a Roma il 17 maggio per poi proseguire a Napoli e a Riga per 7 settimane. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio.Il corpo di Ciro sta affondando nelle acque scure del Golfo di Napoli. E mentre sprofonda sempre più, affiorano i ricordi. E’ il 1980, la terra trema, il palazzo crolla, ma sotto le macerie si sente il pianto di un neonato ancora vivo. Dieci anni più tardi, ritroviamo quel neonato ormai cresciuto, mentre sopravvive come può alle strade di Napoli, figlio di nessuno. Ricordi vividi di un’educazione criminale che l’hanno reso ciò che è: Ciro Di Marzio, l’Immortale. “Ciro Di Marzio è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio – afferma Marco D’Amore -. È un personaggio totale, conflittuale, tridimensionale. Ha la potenza dei grandi protagonisti della letteratura come l’Amleto o lo Iago di Shakespeare, il Caligola di Camus. Non ho mai smesso di pensare a lui. Questa ossessione ha preso sempre più spazio diventando il desiderio di fare un film. Ho la consapevolezza di avere tra le mani una storia che può far battere il cuore, turbare gli animi, stimolare le intelligenze. La storia di un uomo che sa quale condanna sia essere Immortale”.”L’immortale rappresenta il primo grande progetto crossmediale italiano – aggiunge Riccardo Tozzi, Fondatore e Co-Ceo Cattleya -. Sin dall’inizio infatti avevamo in mente di dedicare, nell’intervallo fra due stagioni, uno spazio alla storia di Ciro Di Marzio e alla sua formazione. Ciro nasce col terremoto: quello che segnerà anche la nascita di una nuova criminalità”. “L’operazione L’Immortale è la sintesi più alta della capacità del mondo Sky di mettere opportunità narrative uniche a disposizione delle proprie storie e dei propri personaggi – sottolinea Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming Sky Italia e Amministratore Delegato di Vision Distribution -. Per la prima volta ci sarà una continuità narrativa tra serialità e declinazione cinematografica”. Maccanico ha anche annunciato due nuovi progetti originali Sky. Una serie su Francesco Totti che arriverà entro fine 2020, una produzione Sky con Wildside, firmata da Stefano Bises e tratta dall’autobiografia di Totti “Un capitano”. La serie sarà preceduta da un docufilm sulla carriera del capitano della Roma, in sala a fine 2019 con Vision Distribution di cui Maccanico è AD. Quanto al cast il toto-nomi indica Alessandro Borghi. L’altro progetto è la prima serie di Luca Guadagnino, con un cast internazionale. “Inizierà in estate a girare, con Sky ed Hbo, prodotta da Wildside”, annuncia Maccanico. Il titolo sarà “We are who we are”, 8 episodi scritti dallo stesso Guadagnino con Paolo Giordano e Francesca Manieri. “Si parla di amicizia, primi amori e dell’essere adolescente. Insomma, Guadagnino nel suo ambiente naturale”. Protagonisti due adolescenti americani che vivono in una base militare americana in Italia.
Israeliani-palestinesi tra Allen e soapEsce il 9/5 commedia premiata a Venezia, Tutti pazzi a Tel Aviv
05 maggio 201920:45
Woody Allen e Billy Wilder sono fra i cineasti di riferimento di Sameh Zoabi, palestinese nato vicino Nazareth, cresciuto nel sud di Israele e ora di casa nella Grande Mela dove insegna anche cinema alla New York University. Il suo amore per la commedia satirica, sofisticata, con un tocco surreale e capace di veicolare con intelligenza temi seri, come le diverse prospettive sul conflitto israelo – palestinese, emerge in Tutti pazzi a Tel Aviv, il suo secondo lungometraggio, che dopo aver debuttato alla Mostra del Cinema di Venezia in Orizzonti, dove il protagonista Kais Nashif, ha vinto il premio della sezione per il miglior attore, arriva in sala dal 9 maggio con Academy Two. La storia, ambientata nell’oggi, tra quotidiano difficile, militari, file interminabili ai controlli e muro di separazione, riecheggia il meccanismo narrativo di un cult di Allen, Pallottole su Broadway. Al centro del racconto c’è lo scatenato mondo che si agita dietro una soap opera palestinese di grande successo, ‘Tel Aviv in fiamme’, che dipana intrecci amorosi e spionistici legati alla Guerra dei sei giorni del 1967 e alle sue conseguenze. Un assistente di produzione palestinese, Salam (Nashif) si ritrova a diventarne abile sceneggiatore, grazie all’aiuto di un ‘ghost writer’ inatteso: Assi (Yaniv Biton), comandante israeliano (con una moglie appassionata della soap opera) responsabile del posto di blocco dove Salam deve passare ogni giorno. Nelle puntate, via via il triangolo fra la spia palestinese Manal/Rachel interpretata dalla diva Tala (Lubna Azabal), il generale israeliano che lei deve sedurre per carpirgli segreti, Yehuda (Yousef Sweid), e il combattente della resistenza palestinese Marwan (Ashraf Farah) si complica. Crescono i fan, le polemiche, ma anche le disavventure quotidiane e i colpi di scena per Salam, che nel frattempo cerca di riconquistare la donna di cui è innamorato, Mariam (Maisa Abd Elhadi). Il regista che nella storia ha voluto anche rendere omaggio a una soap opera che vedeva in famiglia da bambino, mette in parallelo, nettamente separati dai colori, la fantasia della storia televisiva animata da toni saturi, e la realtà, raccontata in stile quasi documentaristico. Si mescolano con efficacia i piani e vengono messe a confronto le diverse prospettive di israeliani e palestinesi, dall’illusione degli accordi di Oslo alla voglia di andarsene. “Ora la situazione nell’area è tragica, la peggiore di sempre, perché non si vedono quelle possibilità di pace, con cui era cresciuta la generazione di Salam – ha spiegato Zoabi presentando il film -. Io però non volevo fare un film pessimista ma che parlasse anche della voglia di riaccendere una piccola fiamma di speranza”.
Avengers supera 2 mld incassiSupera Titanic ed è 2/o di sempre, punta a raggiungere Avatar
05 maggio 201922:01
Continua la corsa al botteghino di Avengers: Endgame, che supera i 2 miliardi di incassi a livello globale, sorpassando Titanic al secondo posto nella classifica di sempre. In soli 11 giorni il film targato Marvel ha raggiunto i 620 milioni negli Stati Uniti, con altri 149 nel secondo week end, e quasi 2,2 miliardi nel mondo, pochi in più rispetto a quelli incassati dal colossal di James Cameron del 1997. Ora il film di Anthony e Joe Russo punta a raggiungere la vetta, dove si trova l’altro colossal di Cameron, Avatar, a quota 2,78 miliardi. Nel club dei 2 miliardi c’è anche un altro film dei fratelli Russo: Avengers: Infinity War che nel 2018 ha raggiunto 2 miliardi e 48 milioni ed è quinto dietro Star Wars: Il risveglio della Forza del 2015, che ha incassato 2 miliardi e 68 milioni. Avengers: Endgame ha raggiunto quota 2 miliardi in un periodo molto molto più breve rispetto a Avatar: 11 giorni contro i 47 giorni che sono stati necessari al film di Cameron. Non è quindi escluso che l’ultimo episodio della saga dei supereroi Marvel raggiunga la vetta. Anche in Italia Avengers: Endgame si è già imposto con oltre 17 milioni nel primo weekend come miglior incasso dell’anno e domani dovrebbe superare quota 25 milioni. Fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi, ritorni e addii, Endgame riprende riprende il racconto la’ dove Infinity War lo aveva lasciato con il despota Thanos (Josh Brolin) che era riuscito nel suo piano di sterminare meta’ degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanita’ dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce. I fratelli Anthony e Joe Russo che nel Mcu hanno gia’ diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War rendono omaggio all’intera saga, da New York a Asgard, sia nella costruzione adrenalinica della storia con continui richiami e una valanga di cameo, sia nei temi principe passati dai fumetti ai film, dal conflitto tra dovere e ricerca dell’identita’ ai i rapporti tra genitori e figli, dal senso di unione, alla caduta e rinascita. Un vortice a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo). In 11 anni di avventure, l’incasso e’ stato stellare, contando gli ultimi giorni oltre 20 miliardi di dollari.
Cannes, chiude commedia sull’autismoThe Specials di Nakache e Toledano con Cassel e Reda Kateb
06 maggio 201912:48
Il nuovo film di Olivier Nakache e Eric Toledano, The Specials (titolo originale ‘Hors Norms’), con Vincent Cassel e Reda Kateb, chiuderà sabato 25 maggio al Grand Thétre Lumière, durante la serata del Palmarès, la 72/ma edizione del festival di Cannes.
L’ultima proiezione del festival sarà una commedia sociale dei registi di Samba con Cassel e Kateb a guidare un cast di attori non professionisti e giovani adolescenti autistici. La regia mette tutti i personaggi sullo stesso piano, in un film che evoca questioni sociali e contemporanee, dove il mondo collettivo è ancora una volta al centro di tutto: assistenti sociali, volontari, professionisti della salute che si sforzano tutti di prendersi cura degli adolescenti autistici. Il festival comincerà martedì 14 maggio con il film di Jim Jarmusch The Dead Don’t Die. Il palmares sarà assegnato il 25 sera da una giuria presieduta dal regista messicano Alejandro González Inárritu.
Box office, Avengers: Endgame batte tuttiIncassati 26 mln in due settimane, briciole per gli altri
06 maggio 201913:09
L’ultimo capitolo dei supereroi di Avengers spazza via tutti. Endgame dopo aver superato i 2 miliardi di incassi mondiali, sorpassando Titanic al secondo posto nella classifica di sempre, in Italia in due weekend ha superato i 26 mln di euro. Si devono accontentare di molto meno tutti gli altri, a partire da Stanlio e Ollio, secondo con poco più di un milione di euro di incasso al debutto. Terza è la commedia italiana Ma cosa ci dice il cervello con protagonista Paola Cortellesi che guadagna 608 mila euro nel weekend (4,4 mln in tre settimane). L’altra novità Attacco a Mumbai guadagna in totale 584 mila euro, davanti a Non sono un assassino con 429 mila euro e a I fratelli Sisters (254 mila). Wonder Park nel weekend porta a casa 163 mila euro per un totale di 1 milione 800 mila euro in 4 settimane. Chiudono A Spasso con Willy (854 mila in 3 settimane), La Llorona (1 milione 839 mila in 3 settimane), Dumbo (11 milioni in 6 settimane). Il botteghino, dopo il boom al debutto di Avengers, segna un calo del 53%.
Spider Man, trailer spoilera AvengersTom Holland avverte. Film in sala dal 10 luglio
06 maggio 201916:56
– “State per vedere il trailer di Spider-Man: Far From Home ma se non avete ancora visto Avengers: Endgame non guardate questo video perché contiene degli spoiler importanti. Se invece avete già visto Avengers: Endgame godetevi il trailer!”. Firmato Tom Holland che con Jake Gyllenhaal interpreta Spider-Man: Far From Home, il film ambientato a Venezia, Berlino e Londra. Diretto da Jon Watts e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, sarà nelle sale italiane dal 10 luglio. Al cast, che comprende Michael Keaton, Zendaya e Marisa Tomei già presenti nel primo episodio, si aggiungono Cobie Smulders e Samuel L. Jackson. Nel film, Peter Parker, ‘Il nostro amichevole Spider-Man di quartiere’ decide di partire per una vacanza in Europa con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto del gruppo. I propositi di Peter di non indossare i panni del supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli attacchi di creature che stanno creando scompiglio.
Firenze, Rampe Poggi splendono restaurateIl 18 maggio giornata di festa e spettacoli per cittadini
06 maggio 201916:21
– Coperte dalla vegetazione, rovinate dal tempo, prive dei loro giochi d’acqua e misconosciute per questo anche a molti fiorentini: tornano dopo un secolo al loro splendore le Rampe dell’architetto Giuseppe Poggi, opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo, il belvedere più importante della città.
Il restauro sarà festeggiato con una giornata di eventi gratuiti, sabato 18 maggio, che si chiuderà con lo spettacolo La fontana ritrovata.
Quello che ha interessato le Rampe è uno dei restauri più complessi operati a Firenze negli ultimi 50 anni. “Raccontiamo una bella storia di collaborazione tra pubblico e privato” dice alla presentazione all’Associazione della stampa estera in Italia a Roma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze che ha sostenuto il restauro con 2,5 milioni di euro nell’ambito della legge Art Bonus. Il Comune di Firenze – assicura Giorgio Caselli, delegato dal sindaco Dario Nardella – si occuperà delle spese di mantenimento.
Alla Biennale scafo naufragio migrantiE’ scafo in cui morirono 700 persone, arrivato dalla Sicilia
VENEZIA06 maggio 201917:43
– E’ giunto al porto commerciale di Venezia il relitto del grande barcone azzurro simbolo delle tragedie dell’immigrazione: il peschereccio libico che il 18 aprile 2015 affondò nel Canale di Sicilia, con 700 persone a bordo. Ora diventerà un’istallazione artistica, nell’ambito della 58/A Biennale d’arte. La ‘Barca Nostra’, come l’ha ribattezzata Christoph Büchel, ideatore del progetto, era partita tre giorni fa – riferisce ‘La Repubblica’ – dal pontile Nato della Marina militare ad Augusta. La navigazione, a bordo di una piccola nave, si è conclusa a Venezia. Il relitto verrà ora trasbordato su una chiatta, attraverserà il canale della Giudecca e arriverà all’Arsenale, dove in tarda serata, con il livello di marea più favorevole, verrà collocato in uno dei bacini della ex fabbrica di navi della Serenissima, dove rimarrà per tutta la durata della Mostra d’arte internazionale.
Razzismo e black power, documentario sull’AmericaChe fare quando il mondo è in fiamme? Di Roberto Minervini in sala il 9/5
07 maggio 201910:58
”We want Justice, Now! We want justice: Now! We want justice: Now!”. E ancora, scandito ad alta voce come un mantra, lo slogan:”Black Power! Black Power! Black Power!”. Questi i due tormentoni che colpiscono di più in ‘Che fare quando il mondo è in fiamme?’ (What You Gonna Do When the World’s on Fire?), documentario italiano di Roberto Minervini già in corsa per il Leone d’oro in questa 75/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in sala dal 9 maggio. A dire queste frasi uno sparuto e motivato gruppo di donne e uomini dei ‘New Black Panthers Party for Self-Defense’ che, a pugno chiuso, pattugliano le strade di Baton Rouge (Louisiana) capeggiate dalla tonica responsabile nazionale: Christa Mohammed.
Questa sola una della parti della riflessione sullo stato del razzismo in America girata da Minervini in un artistico bianco e nero nell’estate del 2017. Un momento davvero molto incandescente perché subito dopo una serie di brutali uccisioni di giovani africani (quelle di Alton Sterling e Philando Castile) da parte della polizia che allora ebbe un grande eco in tutti gli Stati Uniti.
Grande cura estetica e rigore in questo documentario-film in cui ogni personaggio racconta la sua personale battaglia. E’ il caso dell’affascinante Judy Hill, trascorsi di droga nel suo passato, e ora la sola volontà di sopravvivere con la sua famiglia perché il bar che gestisce è minacciato dalla crisi economica e, ancor più, dalla gentrificazione.
Ronaldo e Titus sono invece due giovanissimi fratelli che sembrano usciti da un film di Pasolini e che crescono in un quartiere pieno di violenza, tra giochi di pallone e fughe nella periferia, mentre il padre è in prigione.
Infine Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras, alle prese con le perline colorate e gli allestimenti di questa festa che raccoglie migliaia di persone a New Orleans. Di scena il travestimento in onore ai nativi americani fatto dalle varie tribù, se ne contano 38. Una manifestazione di orgoglio di una razza spazzata via dalla colonizzazione europea che si manifesta in maniera pacifica: una sorta di canto e ballo di combattimento, ma senza nessuno vero scontro.
Tra le scene più bizzarre del docu-film quella che vede uno sparuto gruppo di persone, poco più di una famiglia, per le strade delle Louisiana in giro con delle biciclette piene di vistosi led luminosi che rivendicano il loro diritto a non andare via, a non essere sfrattati.
Petri e il Pranzo di famiglia senza fineSeguito ideale di Ovunque io sia, nuovo romanzo delle emozioni
07 maggio 201910:03
ROMANA PETRI, ‘PRANZI DI FAMIGLIA’ (NERI POZZA, Pag. 415, Euro 18,00). Che il Portogallo fosse diventato luogo d’elezione per Romana Petri, era oramai chiaro ma questo nuovo romanzo dimostra quanto lo abbia più o meno consapevolmente introiettato facendo sua quella visione del mondo sempre sul limite dell’abisso, dell’Oceano feroce che porta la potenza pur essendo limite a volte invalicabile e sconosciuto. Il Portogallo è una dimensione dell’anima in Pranzi di famiglia, seguito ideale di quell’Ovunque io sia che giusto un decennio fa ci aveva portato con grande intensità emotiva nella vita di due donne disperate e piene d’amore a modo loro. Lì alla fine il riscatto della sofferenza veniva affidato a Maria do Ceu, personaggio limpido tutto moderno che portava con lucidità e determinazione la storia e la famiglia fuori da un medioevo storico e dei sentimenti che sfociava nella rivoluzione del 1974. Con lei e la sua forza anche Romana Petri aveva fatto attraversare al lettore tutto d’un fiato una bella storia di donne, dalla quale gli uomini uscivano un po’ malconci se non fosse stato per Vasco, futuro di una vita, e del suo Paese. Vasco Dos Santos ora diventa voce narrante e protagonista di questo nuovo capitolo che inizia proprio dalla perdita della madre e non finisce se non momentaneamente come si confà a quella che giustamente è diventata una sorta di saga familiare dal lungo respiro. Attraverso le generazioni siamo arrivati all’oggi, ma il presente nella prima metà di questo romanzo intenso è senza luce, lascia senza fiato. Forse perchè Vasco, il protagonista, è un uomo viene da pensare, e le donne che lo circondano non hanno certo il carattere e la forza di quelle che lo avevano preceduto. Qui, al centro della storia, la famiglia dilaniata del presente. Il padre Tiago, ricco, potente, orgoglioso quanto gelido e disinteressato e la sua seconda moglie Marta, tutta superficie come lui. Poi le sorelle, i due opposti assoluti, nella natura e nella sostanza. Rita, segnata fin dalla nascita da una deformità che la costringe al martirio di oltre 15 operazioni, lasciando devastato il suo corpo e la sua anima, eppure per questo polo di colpe e attenzioni dell’intera famiglia. L’altra, Joana, gemella di Vasco, tanto bella quanto condannata alla solitudine algida del suo inutile fascino, di cui Maria Do Ceu non vedrà nascere i figli come avrebbe voluto. L’universo maschile non è meno senza speranze, con il nonno Manuel Ramalhete, senza pietà da giovane e da anziano consegnato ad una demenza insensata e autolesionista. Lo zio Humberto, nella sua follia demenziale è un personaggio memorabile ma certo non edificante. Tutti si ritrovano insieme tutte le domeniche nel rito sfiancante di quel pranzo di famiglia che sembra non poter finire mai, in un vortice oscuro di dolore. Sarà Vasco, a suo modo luminoso, a trovare la strada per uscire dal guado della palude familiare. Una fuga che avrà il volto di una donna, Luciana Albertini, o meglio di un’artista perchè l’amore e l’arte, sembra dirci Romana Petri, sono le uniche vie di salvezza.
Jacques Audiard, Fratelli Sisters un western senza mitoNel cast Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal
03 maggio 201911:22
‘I fratelli Sisters’ di Jacques Audiard e’ un western dark europeo molto poliglotta: batte bandiera francese, e’ tratto dall’omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt ambientato nell’Oregon nel 1850 e, infine, e’ girato tra Spagna e Romania. Con un titolo che gioca sull’ossimoro, il film che a Venezia ha vinto il Leone d’argento per la regia ed arriva ora in sala dal 2 maggio con Universal, non e’ privo di sentimenti, introspezione e dialoghi.
In piu’ c’e’ un cast all star: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed.
Ci tiene a dire il regista, Palma d’Oro con Dheepan nel 2015: “Mi piacciono i western anni ’70, ma non mi considero un appassionato del genere. Qui manca la mitologia, quello che mi interessava davvero era casomai la violenza dei padri fondatori, oltre naturalmente alla componente del romanzo di formazione. Questo film parla d’amore – aggiunge -, anche se non e’ quello tra un uomo e una donna, ma tra due fratelli”.
Il film racconta dei fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly), capaci di usare la pistola nel bene e nel male. Charlie, il fratello piu’ giovane, sembra davvero nato per uccidere, ma ha un problema non da poco, e’ alcolizzato; Eli, invece, e’ un sentimentale e sogna di costruirsi primo o poi una vita normale.
Il loro capo, il Commodoro, li ingaggia per scovare un uomo e ucciderlo. Comincia cosi’ una spietata caccia dall’Oregon fino alla California di un cercatore d’oro che sembra avere una formula magica per trovare le pepite: Hermann Kermit Warm (Riz Ahmed). Ad inseguire Warm ci si mettera’ poi anche un altro cercatore d’oro, ma davvero senza scrupoli, Morris (Jake Gyllenhaal).
Alla fine, in un western anomalo in cui i killer si misurano con i primi spazzolini da denti e piangono anche alla morte dei loro cavalli, tutto precipita in una direzione imprevista.
“Sergio Leone – ribadisce il regista -, lo ammiro piu’ che amarlo. Riconosco nei suoi western un’audacia formale unica e un pensiero sintetico che suscita profonda emozione. Amo meno film come ‘C’era una volta in America’ rispetto ai suoi western.
E’ un cineasta di cui non si e’ ancora esaurita l’eredita’, ne siamo ancora influenzati”. E ancora Audiard: “Sono francese e non ho un rapporto con la mitologia del West, anche le riletture del western dell’ultimo decennio non mi hanno particolarmente affascinato. Mi sono avvicinato a questa storia in modo indiretto. L’ho vista come un romanzo di iniziazione, la storia di due adulti che sono come bambini di dodici anni, litigano, si fanno gli scherzi, fanno i peti come se fossero in campeggio.
Leggere la loro storia – conclude – e’ come sfogliare le pagine di una fiaba illustrata. Non ci sono personaggi femminili perche’ loro sono in fase puberale e le donne arrivano solo dopo, quando i problemi esistenziali sono risolti”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Bangla, l’Ecce Bombo di Torpignattara
In sala opera prima di Bhuiyan italiano senza ius soli
07 maggio 201915:53
– BARI – Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di origine bengalese, è un vero talento. Basti pensare che alla sua età ha messo su una commedia brillante come ‘Bangla’, già passata al Bif&st, dove si racconta in prima persona in un personaggio che ricorda l’Ecce Bombo di Moretti, ma anche il Massimo Troisi della prima ora. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un’Italia senza Ius Soli, e diventato italiano a soli 18 anni? Il problema sono le ragazze.
Come fa un islamico a corteggiare un’italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l’Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti che giocano a carte? Nel film, in sala dal 16 maggio con Fandango e coprodotto da Tim Vision, l’impacciato Phaim , 22enne di “Torpigna” che fa lo steward in un museo e suona con una band ai matrimoni bengalesi, un giorno si imbatte in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore.
La follia Camp sul tappeto rosa del MetL’ultimo Lagerfeld della Wintour. Lady Gaga si fa in quattro
NEW YORK07 maggio 201915:55
– Lady Gaga si e’ fatta in quattro per il gala del Met; Katy Perry è diventata un lampadario di Moschino; Jared Leto in Gucci cardinalizio ha portato sotto braccio una replica della sua testa come sulla passerella autunno 2018 di Alessandro Michele. L’identità di genere è fluida sul tappeto rosa del gala in onore di “Camp: Notes on Fashion”, l’ultima mostra del Costume Institute: Thom Browne ha vestito l’attrice di “Atlanta” Zazie Beetz in un abito da matrimonio maschile e femminile. Quasi una sfida a chi si veste più strano, ma tra tanto artificio e moda sopra le righe Anna Wintour non si e’ smentita per l’eleganza. La direttrice di Vogue che da un ventennio è madrina della serata è stata tra le prime ad arrivare, accompagnata dalla figlia Bee Carrozzini: indosso, un abito couture con cappa di milioni di piume, l’ultimo disegnato per lei da Karl Lagerfeld prima di morire. L’indicazione arrivata sull’invito a 600 vip suggeriva, per il look, una “Studiata trivialità”. [print-me title=”STAMPA”]
