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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 13 Maggio, 2019, 17:47:05 di Maurizio Barra

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DALLE 10:44 DI DOMENICA 12 MAGGIO 2019

ALLE 17:47 DI LUNEDì 13 MAGGIO 2019

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Judi Dench, dopo 007 divento ‘nonna spia’
L’attrice protagonista in Red Joan, ispirato da una storia vera

12 maggio 2019 10:44

– “Nonna spia” è il soprannome affibbiato dai media a Melita Norwood, minuta signora 87enne appassionata di giardinaggio, che, nel 1999, grazie ai documenti diffusi dall’ex archivista del Kgb Vasilij Mitrochin, si scoprì essere stata la spia inglese di più lungo servizio per i sovietici, al lavoro per circa 40 anni, dagli anni ’30 alla “pensione” nel 1972. Un’incredibile storia vera che ha ispirato il romanzo, ricco di elementi di finzione, La ragazza del Kgb di Jennie Rooney, portato sul grande schermo da Trevor Nunn in Red Joan, con Judi Dench, in sala dal 9 maggio con Vision Distribution. Un nuovo ruolo da spia, per la grande attrice britannica dopo essere stata per sette film M, il capo di James Bond, sia in versione Pierce Brosnan che Daniel Craig, da Goldeneye a Skyfall, con un breve cameo anche in Spectre.La protagonista di finzione, Joan (che da ventenne è interpretata da Sophie Cookson) “può essere considerata un’eroina o no a seconda di quanto ognuno creda – ha detto Judi Dench a Stuff -. Io certo non la considero un’eroina. Lei dice di aver creduto che se tutti avessero avuto le stesse informazioni sul nucleare, più difficilmente i diversi schieramenti si sarebbero attaccati a vicenda, dando il via a un’altra guerra. Ma molti penseranno che è una persona cattiva”.Melita Norwood (che, vista l’età, non è stata sottoposta a processo ed è morta nel 2005), da impiegata della British Non-Ferrous Metals Research Association fornì ai sovietici informazioni sul cosiddetto progetto Tube Alloys, il lavoro degli inglesi per la Bomba atomica. Andata a lavorare a Londra dopo aver abbandonato l’università di Southampton, veniva da una famiglia che credeva nell’ideale comunista, e continuò a rivelare segreti per decenni, facendo anche da reclutatrice.Romanzo (edito in Italia da Piemme) e film ne rileggono la storia con l’aggiunta di ampie dosi di romanticismo fittizio, immaginando Joan come studentessa di fisica negli anni ’30 a Cambridge, a contatto con l’ambiente dei cosiddetti Cinque di Cambridge, i rampolli di buona famiglia diventati importanti spie per i sovietici. Per la ragazza, più dei valori comunisti contano gli incontri: con l’affascinante Sonya (Tereza Srbova), il giovane e appassionato militante Leo (Tom Hughes), di cui si innamora, e più avanti con lo scienziato Max Davis (Stephen Campbell Moore), responsabile del progetto Tube Alloys. La scelta di passare segreti, per lei verrà proprio dal desiderio di preservare la pace.In un film nel quale la storia vera viene in parte banalizzata, spicca l’intensità di Judi Dench, che rende la complessità di Joan evidenziando il contrasto tra la fragilità del suo corpo da ottantenne e la potenza delle sue convinzioni, mai ripudiate. “Il film spiega che è stata Hiroshima a darle la convinzione di fare una cosa del genere – ha aggiunto sul suo personaggio, Judi Dench che vedremo presto anche in versione gatta nell’adattamento cinematografico firmato da Tom Hooper del musical cult Cats! -. Ricordo quella volta lo shock, e posso capire il desiderio di intervenire, di fare qualcosa, come dice lei”.

Vila-Matas, scrivo per lettori attivi”Alle Europee sia la cultura l’elemento di collegamento”

TORINO12 maggio 201911:15

– ENRIQUE VILA-MATAS, ‘UN PROBLEMA PER MAC’ (FELTRINELLI, PP. 224, EURO 19,00) Tutta l’opera letteraria di Enrique Vila-Matas è una riflessione sulla letteratura. E “per esserle fedele bisogna continuare a trasformarla”, dice lo scrittore spagnolo al Salone del Libro di Torino, con il suo nuovo romanzo ‘Un problema per Mac’ in cui si mescolano tutti i generi, c’è sempre una grande ironia e molte citazioni di autori come Beckett e Hemingway. “Per me è naturale, ma ripensandoci ho acquisito ironia con il passare del tempo. L’ironia è dire le cose in modo da non infastidire l’altro, da risultare elegante” spiega. ‘Un problema per Mac’ è il diario di un narratore principiante che parte dall’idea di falsificare un libro postumo e finisce per riscrivere il libro di un odioso vicino di casa.”Bisogna essere consapevoli del fine ultimo della letteratura in modo che resti viva”, afferma lo scrittore che “cerca sempre di rivolgersi a un lettore attivo, che filtri quello che legge e riesca a modificarlo”. La letteratura sta andando verso una “fase di grande modificazione. Sicuramente acquisterà altre forme e formati, ma spero che alla fine rimarrà il pensiero” dice Vila-Matas, cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica francese, tradotto in 29 lingue, vincitore di numerosi premi tra cui il Gregor Von Rezzori nel 2012.”Andrò a votare e spero che da queste elezioni nasca un’Europa che sappia essere critica rispetto a tutto quello che è stato fatto finora. E spero che per una volta sia la cultura l’elemento che collega i vari Paesi d’Europa. Penso, come diceva Umberto Eco, che la lingua dell’Europa sia la traduzione, quindi il dialogo. Forse è una chimera” sottolinea parlando delle prossime elezioni europee. ‘Un problema per Mac’, in libreria in questi giorni per Feltrinelli, in cui ci confrontiamo con la vocazione di falsificatore e ripetitore del protagonista, si sarebbe potuto chiamare, dice l’autore de ‘Il modificatore’. “Il narratore è sempre uno che fa delle modifiche, elabora tutto in maniera assolutamente soggettiva. La storia del racconto è una modifica continua. La storia del linguaggio è cominciata con una prima frase che nessuno conosce ma da lì è iniziato tutto. In definitiva la narrazione è una modifica successiva al primo racconto che sia mai stato fatto” spiega lo scrittore. E aggiunge: “l’arte non è nient’altro che un tentativo”. Il passaggio da un genere all’altro è equiparabile per Vila-Matas “a una conversazione tra le persone. Faccio sempre il paragone con i cantastorie di Marrakech che utilizzano la loro voce e un serpente per raccontare. Ma alla fine dei conti qual è la morale? Che viene così prodotto un discorso quasi a livello saggistico che si mischia con la finzione. Alla fine c’è sempre un racconto” dice lo scrittore.’Un problema per Mac’ potrebbe essere, sostiene Vila-Matas, “un’opera saggistica, ma ha “voluto mescolarla con la finzione letteraria forse per raggiungere un pubblico più ampio. I grandi saggisti britannici del XVII e XVIII secolo iniziano sempre con una narrazione che in un certo senso aggancia il lettore e poi espongono le idee che vogliono proporre nel loro saggio”. Nel romanzo ci sono anche capitoli sul ‘Puttanoroscopo’.”Riprende una cosa che mi è successa in realtà. In un quotidiano di Barcellona c’è sempre un oroscopo che leggo la sera che mi racconta quello che mi è successo nella giornata. Nel senso che se dice che i miei figli si comporteranno male, io che non ho figli riferisco quella previsione dell’oroscopo alle mie opere. Dice dunque quello che mi accade perché lo interpreto portandolo nel mio mondo personale. Ed è quello che cerco di fare sempre rivolgendomi a un lettore attivo” racconta lo scrittore.

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Jovanotti, i libri sono un colpo di fulmine
Al Salone del Libro di Torino tra ovazioni e applausi

TORINO12 maggio 201911:21

TORINO – Un pubblico impazzito, che applaude, si alza in piedi, accoglie tra ovazioni inarrestabili Jovanotti al suo ingresso nella Sala Oro del Lingotto dove arriva con un cappello da cow boy. “Non credo nei consigli letterari. Bisogna inciampare nei libri, è un po’ come per le fidanzate, mica si consigliano. L’incontro con un libro è come un colpo di fulmine, una cosa misteriosa” dice Jovanotti protagonista dell’incontro più atteso del Salone del Libro di Torino 2019: “Lorenzo 2019. Il gioco del mondo”, con Giordano Meacci. Eccolo qui Lorenzo Cherubini, un grande lettore che fa dischi e concerti, esempio vivente di come intorno alla cultura si può rifondare una comunità o una tribù che balla.”E’ l’incontro di cui siamo più contenti perchè riesce a sperimentare e attraversare molti mondi e culture tornando a casa con molte meraviglie. Tra il gioco del mondo (tema di questa edizione del Salone) e l’ombelico del mondo il passo è breve” afferma Nicola Lagioia nel suo saluto. “Quando leggi un libro puoi tornare a casa con qualcosa di nuovo. Il libro ti ripaga con una scoperta che per me è il massimo che ti possa accadere. Non mi interessano i libri che mi assomigliano, che sembrano la mia vita o la vita di tanti. Mi interessa l’Angelica dell’Ariosto a cavallo con due pazzi che la inseguono. La scrittura aggiunge” afferma Lorenzo Cherubini.E poi dice: “Per me una canzone è una forma di fede, credo nelle canzoni. Ho una forsennata voglia di scriverle. E’ come se fosse lo sforzo definitivo di ogni mia giornata”. Tra citazioni di libri, racconti personali, risate e applausi rivela anche: “Non so più davvero come sia vivere in Italia oggi perchè vivo in un modo che è concesso a pochi, ma non voglio perdere il contatto con la realtà, voglio stare nelle sensazioni, nella vita che è l’unica cosa che mi interessa. Essere italiano per me è vivere dentro una lingua”.E’ un fiume in piena Jovanotti appassionato lettore, ma spesso Meacci lo interrompe. Lorenzo parla dell’Orlando Furioso di Ariosto con entusiasmo: “La sua grande invenzione è la lingua viva”. Cita ‘Cuore di tenebra’ di Conrad e ‘Cent’anni di solitudine’ di Gabriel Garcia Marquez dove “non c’e’ nessuno che mi assomiglia, ma tutti i personaggi mi abitano dentro. Questo è il miracolo della scrittura”. E aggiunge, “ora vanno forte i saggi, in America i saggioni, ma spesso bastano le prime 50 pagine”. “Ho provato a scrivere canzoni in inglese. Faccio come Conrad che era polacco e ha scritto in inglese, mi sono detto, ma non ha funzionato. Scrivevo in italiano e traducevo ma nelle canzoni è difficile che dia un buon risultato”. Il cantautore de ‘L’ombelico del mondo’ la prima parola che ha letto veniva dalla pubblicità: “è stata ‘saldi’ in un negozio in via Cola di Rienzo a Roma dove passavo con mia madre. Sono vorace, leggo di tutto perchè in tutto c’è bellezza come dice il bellissimo titolo del libro di Manuel Vilas uscito per Guanda”.”Cerco di costruire canzoni dove la parola non sia mai enfatica. Se voglio dire una cosa a cui tengo cerco di nasconderla il più possibile” racconta tra le ovazioni della folla che è stata in fila anche per cinque ore per vederlo e sentirlo parlare di libri. Sold out la sala Oro che ospita 500 persone sedute e 200 in piedi.

Star sulla Croisette, tra vecchi e nuovi mitiDa Delon a Pitt-DiCaprio, in forse Elton John e Maradona

12 maggio 201911:32

Vecchi e nuovi miti sulla Croisette per il festival di Cannes 2019 che si apre martedì 14 maggio. Ci sono almeno tre film con un cast così stellare che basterebbero quelli per essere soddisfatti, ma, si sa, oltralpe vogliono sempre strafare e così ai nomi dati per sicuri si aggiungono due incognite super su cui incrociamo le dita.Per l’apertura zombie di martedì con il film in concorso I morti non muoiono mai di Jim Jarmusch ci saranno Bill Murray, Tilda Swinton, Cloe Sevigny e Selena Gomez (non Adam Driver). Saranno loro a salire per primi la Montee des Marches con la giuria del 72/o festival guidata dal messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e composta, tra gli altri, dalla nostra Alice Rohrwacher e dall’attrice Elle Fanning. Il 17 maggio Antonio Banderas e Penelope Cruz, protagonisti di Dolor Y Gloria, verranno a sostenere Pedro Almodovar, un habitué del festival da molti anni e che questa volta potrebbe ottenere la sua prima Palma d’oro.Isabelle Huppert accompagna Frankie di Ira Sachs ma è lo stesso giorno, il 21 maggio, del red carpet da urlo che monopolizzerà il Palais du festival: Brad Pitt e Leonardo DiCaprio con Margot Robbie sfileranno per l’attesa premiere di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino, il film fortemente voluto dal direttore Thierry Fremaux, confermato a selezione ufficiale annunciata e che è indubbiamente (al di là del film) un colpaccio pop. Resta ad oggi l’incognita Elton John: Rocketman, il film di Dexter Fletcher con Taron Egerton nel biopic sull’artista inglese sull’onda lunga del successo di Bohemian Rhapsody, ha avuto ogni approvazione da Elton John che ne è anche il produttore esecutivo ma lui è in tournee (anzi in quella dell’addio ai concerti) e dunque fino all’ultimo non si saprà se riuscirà ad arrivare, anche se è altamente probabile. Idem per Maradona: il calciatore argentino, oggi 58enne, è il protagonista del film documentario di Asif Kapadia che viene presentato fuori concorso. Alla vigilia dell’apertura del festival ancora però non si è certi dell’arrivo sulla Croisette del Pibe de oro, nonostante Fremaux lo abbia dato per sicuro alla conferenza stampa di aprile.Tante star di Francia nel film fuori concorso La Belle Epoque di Nicolas Bedos: attesi Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Fanny Ardant (anche alla Quinzaine con Perdrix).Vecchi miti ritornano e quest’anno sono da brividi: il 19 maggio la leggenda del cinema francese Alain Delon riceverà la Palma d’oro alla carriera e terrà una lezione di cinema e ci saranno anche due grandi bellissimi vecchi come Jean Louis Trintignant (88 anni) e Anouk Aimée (87) che Claude Lelouch ha riunito in Les Plus Belles Annes d’une vie, nostalgico romantico ritorno dei due protagonisti nei luoghi di Un uomo e una donna (1966). E gli italiani? Pierfrancesco Favino accompagna il film di Marco Bellocchio Il Traditore, in corsa per la Palma D’oro, Monica Bellucci è terzo nome nel cast di Lelouch, Valeria Golino è con Portrait of a lady on fire di Céline Sciamma, mentre Chiara Mastroianni è protagonista di Chambre 212 di Christophe Honorè.Torna al festival, di nuovo in corsa per la Palma come attrice, Adele Exarchopoulos, lanciata da Kechiche in La vita d’Adele: questa volta è per Sybil di Justine Triet con Gaspard Ulliel e Virginie Efira, mentre Léa Seydoux (l’altra scandalosa protagonista di Kechiche) rappresenterà Roubaix, una luce di Arnaud Desplechin. Arrivano anche Julianne Moore (per una masterclass), John Carpenter il 15 maggio, Willem Dafoe che accompagna Tommaso di Abel Ferrara fuori concorso e anche The Lighthouse alla Quinzaine insieme a Robert Pattinson.Tra gli avvenimenti mondani e a sfondo benefico due su tutti: il 16 maggio Cinemoi Stars United for Good Haute Couture Gala, una sfilata per raccogliere fondi per la organizzazione no profit americana Children Uniting Nations, e naturalmente la serata amfAR, la 26/a edizione dell’asta di beneficenza più amata dalle star del cinema in programma all’Eden Roc di Cap d’Antibes il 23 maggio.

Salone del Libro: lunghe code già prima dell’apertura

TORINO12 maggio 201910:15

– E’ boom di visitatori per la domenica al Salone del Libro di Torino. Lunghe code si sono formate ai cancelli già intorno alle 9.30, mezz’ora prima dell’apertura dei padiglioni.

In mostra a NY le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK12 maggio 201914:41

– A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria. “Non erano semplicemente muse silenziose”, sottolinea anticipando le polemiche. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.
Bur, i 70 anni e la “libertà dei tascabili”La festa al Salone del Libro con un messaggio di Mattarella

TORINO12 maggio 201920:36

Il tascabile è la cartina di tornasole della libertà di un Paese. E’ la fotografia che viene fuori dalla tavola rotonda dedicata ai 70 anni della Biblioteca Universale Rizzoli-Bur, festeggiata al Salone del Libro di Torino dove è arrivato anche un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.”Con la nascita del ‘tascabile’, come si chiamava allora, il libro cessava di essere per molti cittadini oggetto inaccessibile, da custodire gelosamente negli scaffali delle biblioteche o del salotto di casa. Il prezzo, le dimensioni, la copertina morbida, l’ampio numero di titoli e di autori disponibili resero il ‘tascabile’ un formidabile veicolo del sapere, scientifico e letterario, attirando alla lettura un numero sempre più ampio di persone, specialmente tra i giovani” afferma il presidente Mattarella nella sua lettera inviata al direttore generale di Rizzoli, Massimo Turchetta, letta da Beppe Severgnini. E l’augurio del presidente è che “oggi come allora, l’editoria italiana, così dinamica, sia in grado di superare gli aspetti di crisi – anche attraverso l’apertura alle nuove tecnologie e ai nuovi modi di fruizione – in modo da consolidare e accrescere il suo ruolo fondamentale e irrinunciabile di promozione e diffusione della cultura”. Che “nei paesi in cui c’è un’editoria tascabile forte” ci sia anche “una forte democrazia” lo sottolinea Turchetta.”Se guardi al tascabile scopri le società libere e un’editoria sviluppata. Cerca il tascabile e troverai le società in cui si vive meglio. Quindi, il tascabile fiorisce nelle società libere e la sua esistenza, a sua volta, rafforza la libertà della società da cui viene. Si crea una specie di circolo virtuoso che è quello dell’editoria tutta, che non è il numero dei libri stampati, ma la libera circolazione e confronto sul mercato delle idee e delle storie” spiega il direttore generale della Rizzoli. Dalla nascita della Bur nel 1949 che costava 50 lire ogni cento pagine e aveva una veste sobria ed elegante, con testi rigorosamente integrali, i tascabili “grigi” hanno cambiato per sempre il panorama dell’editoria nazionale. Nel 2018, “il dato del mercato italiano del tascabile vale complessivamente il 17% del libro in termini di fatturato. Il 68% del valore del mercato tascabile è composto dai titoli di fiction, il 26% dalla non fiction e il 6% dai libri per ragazzi. E il prezzo medio è di 10,2 euro, stabile negli ultimi due anni” come emerge dai dati presentati alla tavola rotonda a cui hanno partecipato i principali rappresentati dell’editoria europea Teresa Cremisi, Juan Diaz, Anna Leube, Stefan McGrath. Mentre “il tascabile rappresenta in Francia il 27% del mercato, vale a dire che un libro su quattro venduto in libreria è tascabile.Il mercato totale del tascabile è di 550 milioni di euro e di 75 milioni di copie vendute. In Germania si registra un leggero declino (-4% in termini di vendite sul 2017), con un aumento del prezzo e subiscono anche l’impatto della crescita del mercato del libro elettronico e del cosiddetto trade paperback. Nel Regno Unito, invece, il mercato è molto forte e Penguin Random House ha di gran lunga la quota più alta. Gli hardback (i libri con copertina rigida) coprono il 24% del mercato editoriale totale, mentre i tascabili il 76%. Scesa la quota in Spagna negli ultimi cinque anni, dove è passata dal 12% al 9% di oggi. “L’Italia dal punto di vista della creatività è al pari delle più grandi editorie mondiali, non solo europee. Ha reinventato se stessa molte volte, anche senza copiare gli altri Paesi. E’ purtroppo, però, penalizzata da un mercato nazionale più debole degli altri grandi paesi europei, grosso modo come la Spagna, ma nonostante questo si è ricostruita costantemente. Le vie scelte dall’Italia – conclude Turchetta – suscitano spesso interesse all’estero”.

Torna Deep State, thriller su spionaggioLa seconda stagione su Fox dal 14 maggio

12 maggio 201916:29

– Un viaggio nel potere delle forze dell’esercito o dei servizi segreti, in grado di agire sotto traccia, influenzando la politica stessa di una nazione: torna con la seconda stagione Deep State, la prima produzione originale europea di Fox Networks Group scritta da Matthew Parkhill (Rogue), in onda in Italia su Fox (canale 112 di Sky) dal 14 maggio alle 21.
Il protagonista è Nathan Miller, interpretato da Walton Goggins (The Shield, Justified), un ex agente operativo della Cia che lavora proprio per il deep state. Miller è costretto a muoversi in un mondo pericoloso, pieno di insidie, corruzione e doppiogiochisti. Non solo trame politiche: Miller dovrà fare i conti anche con la sua vita privata e la relazione con la sua ex moglie, interpretata da Shelley Conn (La Fabbrica di Cioccolato). A contrastarlo sarà la senatrice Meghan Sullivan, interpretata da Victoria Hamilton (The Crown), che ha un solo obiettivo: mostrare al mondo intero il deep state e la sua forza.
La seconda stagione si concentra in vari Paesi, passando dal Medio Oriente all’Africa sub-sahariana e mostra il saccheggio delle sue risorse naturali compiuto dagli altri Paesi. Clarke e Leyla Toumi si stanno riprendendo dalla sconfitta di Teheran, mentre Harry, che si era ritirato dalle attività di spionaggio, è stato convinto a tornare dall’insistenza di Leyla. Nel frattempo, i governi di Stati Uniti e Mali stanno stringendo un accordo relativo alle risorse naturali di grande valore presenti in Africa. L’accordo però viene messo in discussione quando tre agenti delle forze speciali statunitensi e un interprete maliano cadono in un’imboscata e, probabilmente, vengono uccisi.
Oltre ai protagonisti della prima stagione – Walton Goggins (Justified – L’uomo della legge), Joe Dempsie (Game of Thrones, Skins), Karima McAdams (Fearless, Vikings), Alistair Petrie (Sex Education, The Night Manager) e Anastasia Griffith (Damages, Once Upon a Time) – al cast si aggiungono Victoria Hamilton (The Crown), Alexander Siddig (The Spy, Gotham), Lily Banda (The Boy Who Harnessed the Wind) e Zainab Jah (Elementary, Homeland).

Sons of Denmark vince Riviera FestivalA Sestri Levante rassegna di film dedicata a registi under 35

GENOVA12 maggio 201919:09

– È “Sons of Denmark” del regista danese Ulaa Salim a trionfare nella 3/a edizione del Riviera International Film Festival, dedicato ai registi under 35, che si è chiusa a Sestri Levante. Nella sezione documentari vince “Chasing the Thunder” di Mark Benjamin e Marc Levin, premiato anche dalla Student Jury. Miglior attore a Noémie Merlant di “Paper Flags”, miglior attrice a Guillaume Gouix di Paper Flags, miglior regista a Tamas Yvan Topolanszky di “Curtiz, mentre il pubblico ha incoronato “Hopelessly Devout” Marta Díaz De Lope Díaz. Il RIFF2019 Jury Award va a “Gwen” di William Mc Gregor, il RIFF2019 Sky Special Award a “Summer Survivor” di Marija Kavtaradze e l’ Achievement Award a Fanni Metelius di “The Heart”. Nell’ex Convento dell’Annunziata gremito è stato consegnato l’Icon Award a Claire Forlani e il Carrier Award a Eddy Moretti. “Abbiamo superato ogni record – dice Stefano Gallini-Durante, presidente del Festival – a dimostrazione di come sia diventata una rassegna cinematografica nazionale”.
Musica e sicurezza, al via Eurovision in IsraeleMahmood impegnato nelle prove. Protesta l’Anp

TEL AVIV13 maggio 201909:45

Atteso da un anno, l’Eurovision Song Contest 2019 formato Israele è partito questo pomeriggio a Tel Aviv in completa fibrillazione per un evento molto seguito. Non c’è praticamente luogo in città dove non campeggi il cartellone ufficiale del festival con l’insegna ‘Osa sognare’ e l’elenco delle decine di manifestazioni previste da oggi fino alla finale di sabato prossimo, 18 maggio, con Madonna ospite d’onore. 41 i paesi in gara (unica non propriamente europea, l’Australia) per il podio più alto in un paese, Israele, che ha vinto già 4 volte e che, grazie all’affermazione di Netta Barzilai con ‘Toy’ nella passata edizione di Lisbona, ospita di nuovo la competizione. E 41 saranno i cantanti – i veri protagonisti – che stasera sfileranno sull”Orange Carpet’ ospitato a Pazza Habima in uno dei luoghi più belli della città.Con il numero 38 sarà la volta di Mahmood, il cantante italiano vincitore di Sanremo con ‘Soldi’ e che da venerdì scorso prova la sua performance all’Expo di Tel Aviv, sede ufficiale della gara. Come per il Giro d’Italia, partito l’anno passato da Gerusalemme, anche per l’Eurovision Song Contest si sono strette le maglie della sicurezza, già molto alte in Israele. Sono circa 20mila gli agenti schierati sul campo – ha spiegato il portavoce della polizia Micky Rosenfeld – per assicurare che “tutto si svolga secondo i piani”. Per l”Orange Carpet’ di questa sera è stata chiusa un’intera zona della città e i controlli per accedere alla manifestazione sono piuttosto severi. La polizia ha presidiato anche l’area in riva al mare a sud di Tel Aviv dove questo pomeriggio ha inaugurato il Villaggio dell’Eurovision, vero e proprio baricentro alternativo alla gara all’Expo dove a fare da madrina nelle dirette tv sarà la top model Bar Refaeli insieme a Erez Tal e Assi Azar.Le forti misure di sicurezza tuttavia non hanno minimamente intaccato l’atmosfera di festa che si respira in tutta la città: l’organizzazione – la spesa totale si dice si aggiri attorno a 120 milioni di shekel, circa 24 milioni di euro – ha puntato ad un’accoglienza in grande stile non solo per le 41 delegazioni estere ma anche per le migliaia di turisti previsti o già arrivati. Come per il Giro, anche l’Eurofestival (nato sul modello Sanremo nel 1956) ha il suo coté politico: se il Movimento per il boicottaggio di Israele, con in testa Roger Waters ex Pink Floyd, ha chiesto nelle settimane passate agli artisti e alla stessa Madonna di non partecipare alla gara, l’Autorità nazionale palestinese (Anp) è andata all’attacco della manifestazione. Ed ha chiesto all’Unione europea di diffusione che Israele, “potenza occupante”, ritiri spot video di “propaganda inaccettabili” girati “a Gerusalemme occupata”. Questo – ha detto il ministero degli affari esteri palestinese in diverse lettere inviate all’Unione – “per rispetto dei diritti del popolo palestinese e della legge internazionale”.”Io – ha detto Mahmood in conferenza stampa questa mattina a chi gli chiedeva che effetto gli facesse con il suo nome cantare in Israele – sono un cantante italiano venuto a cantare in Israele. Sarebbe stato sbagliato non essere qua”. “Già che si faccia un festival europeo – ha spiegato l’artista in alto nei pronostici – è un passo avanti per unire i popoli. La musica è un modo di unire e l’Eurovision è un buon punto di partenza”. A tutti i partecipanti sono arrivati oggi gli auguri del premier Benyamin Netanyahu ma soprattutto a Kobi Merimi, concorrente israeliano a cui piacerebbe molto bissare la vittoria di Netta Barzilai.

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Iene, niente ultima puntata per Nadia Toffa
La trasmissione, “ci guarderà dalla tv, forza Nadia!”

13 maggio 201913:41

Nadia Toffa non ha partecipato ieri all’ultima puntata de Le Iene. A comunicarlo è stata la trasmissione di Italia1 sul suo sito iene.it. “La conduttrice – ha spiegato il programma – ha intrapreso una cura che è un po’ stancante e ha deciso di conservare le energie riposandosi a casa”. “Stasera ci guarderà dalla tv”, hanno scritto Le Iene, “e ci terrà informati. E’ la nostra ultima puntata, quindi continueremo ad aggiornarvi dal nostro sito e sui social sulle condizioni di salute della nostra guerriera”. Alla conduzione ci saranno Giulio Golia, Matteo Viviani e Filippo Roma, che insieme a tutta la redazione della trasmissione di Italia1 mandano un grosso abbraccio alla Toffa e le urlano “Forza Nadia”!.
L’inviata e co-conduttrice delle Iene da tempo è impegnata nella battaglia contro il cancro, che ha raccontato sui social e in un libro, ‘Fiorire d’inverno’ (Mondadori).
Premio Strega Europeo, vince David DiopSesta edizione dedicata a Megalizzi

TORINO12 maggio 201920:12

– David Diop, con ‘Fratelli d’anima’, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Giovanni Bogliolo, è il vincitore del Premio Strega Europeo 2019, con 11 voti sui 22 espressi. La sesta edizione del Premio è stata dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico di Trento ucciso a Strasburgo nell’attentato dell’11 dicembre scorso.
“Inseguo le mie passioni: il giornalismo e l’Europa. Vorrei che i giovani come me lo capissero. Mai come oggi un’Europa unita è cruciale e mai come oggi siamo a un passo dal distruggerla” aveva scritto Megalizzi. Alla cerimonia di premiazione, al Circolo dei lettori di Torino nell’ambito della rassegna Salone OFF, erano presenti i familiari di Antonio Megalizzi, Anna Maria Cutrupi e Federica Megalizzi, e Luana Moresco, a cui Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha consegnato la targa dedicata ad Antonio.
Diop, i migranti muoiono per una guerra senza nomeParla il vincitore del Premio Strega Europeo

TORINO12 maggio 201920:38

L’idea di scrivere ‘Fratelli d’anima’ (Neri Pozza) è venuta a David Diop, vincitore del Premio Strega Europeo 2019, leggendo le lettere scritte dai francesi al fronte durante la prima guerra mondiale. “Lettere molto emozionanti, che mi hanno colpito: spesso, quando le famiglie le ricevevano, loro erano già morti. Erano stati troppo tempo nella terra di nessuno. Mi sono chiesto allora se ci fossero delle lettere dei fucilatori senegalesi che esprimevano altrettanta intimità con la guerra. Ne ho trovate, ma sono lettere impersonali, amministrative , contabili. E così ho immaginato di scrivere io una lettera fittizia scegliendo come personaggio un contadino che non parlava francese. Ho scelto di essere il primo traduttore dei suoi pensieri” racconta David Diop, che è nato a Parigi, è cresciuto in Senegal e vive a Pau, vicino a Bordeaux e con questo libro ha già vinto il ‘Prix Goncourt des Lyceens 2018′.”Sono molto felice di vincere il Premio Strega Europeo perché il primo editore con cui ho firmato la pubblicazione all’estero è Neri Pozza e sono tradotto in 12 lingue. E per me è importante perché posso far vedere che la storia d’Europa e dell’Africa sono legate le une alle altre da tanto tempo. I premi letterari in generale permettono a un romanzo, anche se tratta in maniera fittizia un lembo della storia, di far entrare molti lettori europei in momenti della storia che non conoscono. Una delle virtù della letteratura è quella di emozionare il lettore. Le cose a cui si fa riferimento possono essere approfondite in maniera oggettiva dopo” dice Diop. Fratelli d’anima è dunque “il primo racconto dei pensieri intimi del protagonista che a poco a poco perde la ragione. Ho restituito le emozioni che ho provato” spiega Diop che racconta come sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi ci fossero pure i fucilieri senegalesi.”La prima guerra mondiale è stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere, almeno 300 mila combattenti venivano dal’Africa. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Poi, nel ’70-73 quando l’Europa ha avuto bisogno di operai, ha di nuovo chiamato l’Africa. La situazione attuale è molto triste. Ho sentito dire a un giornalista che il Mediterraneo è un cimitero marino, ma in un cimitero ci sono le tombe e ci si può raccogliere intorno mentre nel mare sono tutti anonimi. Dare un nome a un morto in questo caso non è più possibile. Durante la prima guerra mondiale c’è stato un numero incalcolabile di soldati africani, europei, tedeschi, francesi , italiani che sono morti senza sepoltura. Sono i dispersi, divorati dalla terra così come questi migranti sono divorati dal mare. I migranti di oggi sono morti per una guerra che non ha nome” dice lo scrittore. Diop ha cercato in Fratelli d’Italia di restituire l’emozione che ha provato leggendo “queste lettere che sono vere, lettere di poilus, come venivano chiamati i soldati francesi nella prima guerra mondiale ,che non potevano sbarbarsi. Ho fatto delle ricerche storiche sui tiratori e ho letto tutti i testi senza prendere appunti, perché venisse alla luce in un secondo tempo quello che mi aveva emozionato. C’è una sorta di trasversalità dell’emozione che ho cercato di mantenere nel mio scritto”.E da qui ha voluto inventare un personaggio con una certa individualità e sensibilità particolare. Ho voluto andare oltre i pregiudizi e le apparenze per lasciar trasparire una personalità”. La difficoltà è proprio questa: “Nella storia dell’impero coloniale francese , ma forse vale anche per altri Paesi europei, si è voluto classificare l’etnia africana senza interessarsi alla sensibilità dell’individuo e a quella che era la loro civiltà e il loro apporto specifico”.
Cancellate tre puntate di ‘Che fuori tempo che fa’Cancellate le ultime tre puntate. Lo ha annunciato Fabio Fazio in apertura della trasmissione. Rai: “Nessun taglio, ma “normali forme di cambiamento legate ai periodi elettorali”

13 maggio 201914:51

Che fuori tempo che fa, l’appuntamento con Fabio Fazio del lunedì sera, chiuderà lunedì con tre settimane di anticipo: lo ha annunciato lo stesso conduttore in apertura della puntata di Che tempo che fa. “Un avviso al nostro pubblico: domani sarà l’ultima puntata del lunedì sera, ci è stato comunicato che le ultime tre non andranno in onda”, ha detto Fazio, che ha ringraziato il pubblico e ricordato i risultati di ascolto di Che fuori tempo che fa: 13% di share e un milione e mezzo di spettatori di media.Nessun taglio, ma “normali forme di cambiamento” della programmazione, legate “ai periodi elettorali”, sostiene la direzione di Rai1. “Come già era avvenuto nei lunedì successivi alle recenti tornate amministrative – spiega la direzione di Rai1 – anche per le elezioni europee Porta a Porta prenderà il posto di Che Fuori Tempo che Fa in seconda serata il lunedì. Il 20 maggio per poter articolare il calendario della comunicazione elettorale prima della consultazione, concordemente con la Commissione di Vigilanza. Il 27 maggio, a seguire le elezioni, perché come di consueto sarà Porta a Porta a commentare i risultati con uno Speciale, secondo tradizione. E per la settimana successiva, perché (anche a seguito di verifiche con la struttura) è stata considerata l’opportunità di non riprendere per una sola puntata dopo una lunga interruzione, riducendo così ai minimi costi elevati e spese inutili e recuperando anche sulle spese generate dal fermo. Il che rientra nelle normali forme di cambiamento anche radicale dei palinsesti, dovuto ai periodi elettorali”.Da tempo Fazio è nel mirino della Lega e di Matteo Salvini: il vicepremier e ministro dell’Interno ha ribadito più volte la sua decisione di non accettare l’invito del conduttore a Che tempo che fa: Ci andrò quando si sarà tagliato lo stipendio”, ha spiegato. “Mi dispiace – ha replicato in diretta una settimana fa – perché al di là della sua opinione su di me, che non mi permetto in questa sede di discutere, sarebbe stato invece interessante consentire al pubblico di Che tempo che fa di poter ascoltare le sue opinioni circa i temi dell’Europa, i recenti fatti tragici di Napoli, e naturalmente tutta l’attualità politica. Naturalmente la sua posizione è legittima, confido che ci sia un’occasione nella prossima stagione”.”Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti, su Facebook, sulla cancellazione di tre puntate del programma di Fabio Fazio.

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Incassi, Pokémon in vetta con 2.4 milioni
Slitta di una posizione Avengers, guadagno totale supera 28 mln

ROMA13 maggio 201913:36

– Pokémon – Detective Pikachu debutta balzando in testa alla classifica del box office italiano, che registra tantissime nuove entrate questa settimana, con 2 milioni 394 mila euro e la media di 4605 euro su 520 schermi.
Slitta di una posizione Avengers: Endgame che cala del 66% guadagnando un altro milione 353 mila euro e raggiungendo la spaziale cifra totale di 28 milioni 302 mila euro in 3 settimane. Al terzo e quarto posto altri due esordienti Ted Bundy – Fascino Criminale che incassa 591 mila euro e Pet Sematary con 564 mila. Al quinto c’è Stanlio e Ollio con 451 mila euro per un complessivo di 1 milione 711 mila e Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani con Paola Cortellesi che incassa 246 mila euro (4 milioni 800 mila in 4 settimane). Nella top 10 altre tre novità: Red Joan al 7/o posto, Il grande spirito all’8/o, I figli del fiume giallo al 10/o.
Bellocchio e l’altra Italia sulla CroisetteDi scena Guadagnino, Mattotti, Sesti e Ferrara

12 maggio 201920:35

Un solo film italiano in concorso al Festival di Cannes, firmato Marco Bellocchio, ‘IL TRADITORE’, con il racconto di un eroe tragico come Tommaso Buscetta, pentito di mafia per eccellenza come vittima del suo stesso tradimento che gli costò lo sterminio della famiglia. “Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Buscetta, ma Totò Riina e i Corleonesi. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica” così vede Bellocchio questa storia con Pierfrancesco Favino nei panni del boss palermitano.Ma sulla Croisette troviamo anche THE STAGGERING GIRL di Luca Guadagnino (Quinzaine des Réalisateurs); LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Lorenzo Mattotti (Un Certain Regard); CINECITTÀ – I MESTIERI DEL CINEMA. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti (Cannes Classics); LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo (Cannes Classics); QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform (Quinzaine des Réalisateurs) e, infine, TOMMASO di Abel Ferrara (Séances Spéciales).THE STAGGERING GIRL di Guadagnino (Chiamami col tuo nome) è un mediometraggio ambientato nel mondo della moda con protagonista Julianne Moore nel ruolo di Francesca, scrittrice che vive a New York, ma deve tornare a Roma per occuparsi della madre anziana. E’ un viaggio nel mondo femminile, con nel cast anche Kyle MacLachlan, Marthe Keller, KiKi Layne, Mia Goth e Alba Rohrwacher che interpretano la madre in diverse fasi della sua vita. Il film vede la collaborazione con lo sceneggiatore Michael Mitnick, il compositore Ryuichi Sakamoto e lo stilista Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino.LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Mattotti è una storia per bambini scritta e disegnata da Dino Buzzati a puntate per il Corriere dei Piccoli nel 1945. Di scena le vicende di un gruppo di orsi che, durante un inverno molto rigido, decidono di scendere a valle e invadere il Granducato di Sicilia, in cerca di cibo e possibilità di sopravvivenza. Da lì, poi, la reazione del Granduca e degli uomini che abitano quelle terre. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti è invece il primo episodio di una serie prodotta da Erma Pictures in coproduzione con Istituto Luce Cinecittà, in onda prossimamente su Sky Arte. Sesti ricorda i suoi incontri con Bertolucci, le numerose interviste pubblicate su giornali e settimanali, quelle in video per i film di Bertolucci in DVD, prima di una lunga conversazione in video con lui, completamente inedita, realizzata poco più di un anno fa per una serie dedicata ai “mestieri del cinema”.LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo è il ritratto dell’attrice che ha rivoluzionato la rappresentazione della donna nel cinema, incarnando un modello femminile diverso da tutte le dive che l’hanno preceduta. Ovvero un’icona dell’italianità e della donna vera, in opposizione a quelle modellate sul desiderio maschile.QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform è invece una lunga ripresa dell’isola di Funafuti, dove siccità e inondazioni compaiono ad un ritmo costante e ininterrotto. Il flusso di entrambi gli eventi si riflette nei luoghi e nelle azioni degli abitanti, dando l’impressione che i fenomeni estremi dell’isola siano familiari. Funafuti, nell’arcipelago di Tuvalu, è diventata negli ultimi anni la scena di un fenomeno unico. A causa del riscaldamento anormale del mare, l’acqua salata filtra nel sottosuolo attraverso il terreno poroso, provocando inondazioni che mettono a repentaglio il futuro della vita su quest’isola.Infine, TOMMASO di Abel Ferrara, ovvero la storia di un artista americano (Willem Dafoe) che vive a Roma (il film è girato in gran parte all’Esquilino) con la sua giovane moglie europea Nikki (Cristina Chiria) e la loro figlia di tre anni, Dee Dee (Anna Ferrara). Interpretate rispettivamente da moglie figlia del regista.

Cannes, Maradona e Sir Elton fuori garaBiopic delle due star, e ancora Lelouch, Refn e Nakache-Toledano

12 maggio 201915:18

– Un fuori concorso da urlo, quello del 72/o Festival di Cannes (14-25 maggio), che mette in campo due divi come Maradona ed Elton John, capaci di fare ombra a tutti sul tappeto rosso, star hollywoodiane comprese.
Solo sei film in questa sezione, di cui appunto due biopic che vengono dall’Inghilterra, ROCKETMAN e LA VITA DI MARADONA; un fantasy, LA BELLE ÉPOQUE; una serie tv (TOO OLD TO DIE YOUNG) firmata da Nicolas Winding Refn, un sequel su un amore senza fine come LES PLUS BELLES ANNES D’UNE A VIE di Claude Lelouch e, infine, HORS NORMES (THE SPECIALS) di Olivier Nakache ed Eric Toledano.
Incassi Usa, inarrestabili AvengersDetective Pikachu debutta al 2/o posto, poi Attenti a quelle due

12 maggio 201920:28

– Con altri 63 milioni di dollari rastrellati nel week end sul mercato nord americano, prosegue inarrestabile la marcia di Avengers: Endgame, che arriva a quota 723,4 milioni di dollari casalinghi. E’ il terzo maggior incasso di sempre, dietro Avatar (760 milioni) e Star Wars – Il risveglio della forza (936 milioni). A livello mondiale il film dei fratelli Russo è ormai a quota 2,48 miliardi di dollari, sempre più vicino al record assoluto di Avatar (2,78 miliardi).
Debutto in seconda posizione per Detective Pikachu: il film di Rob Letterman con il mostriciattolo giallo ispirato all’omonimo gioco Nintendo ha raccolto 58 milioni di dollari nel fine settimana. Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, la commedia Attenti a quelle due (The Hustle), di Chris Addison, con 13,5 milioni di dollari.
È morta Doris Day, la ‘fidanzata d’America’La popolare attrice e cantante aveva da poco compiuto i 97 anni

13 maggio 201916:30

E’ morta Doris Day, la popolare attrice e cantante americana, salita alle cronache come la ‘fidanzata d’America’. Aveva 97 anni da poco compiuti. Lo annuncia la sua fondazione, secondo quanto riportato dai media americani.

Figlia di un musicista e di un’appassionata d’arte , entrambi profughi dalla Germania del primo dopoguerra, Doris Mary, il cui vero nome era Anne Kappelhoff, arriva al successo dopo un’infanzia travagliata: prima la morte del fratello maggiore, poi la separazione dei genitori, infine un drammatico incidente d’auto che le preclude il sogno di diventare ballerina classica. Sceglie di seguire la passione del padre per il canto. Allo scoppiare del secondo conflitto mondiale e’ già una star. E tuttavia sarà il cinema a cambiarle la vita, grazie ad un incontro casuale con il regista Michael Curtiz. Un successo immediato che la porta ad un lungo contratto con la Warner e a 39 film nel ruolo che la renderà famosa, di fidanzata d’America. Sono quasi tutte commedie sorridenti e rassicuranti, ma sempre realizzate con impeccabile professionismo da ”Te’ per due” a ”Non sparare, baciami” (il suo preferito) diretti a ritmi alterni da Curtiz e David Butler. Allo scadere del contratto con la Warner, gira con Hitchcock ”L’uomo che sapeva troppo” poi forma una coppia d’oro con Rock Hudson che ricordera’ sempre come il suo partner prediletto. Alla morte del marito, nel ’69, si allontana dal grande schermo per la tv dove il ”Doris Day Show” otterra’ immutato successo fino al ’75. Negli ultimi anni, vegetariana convinta e attivista repubblicana, viveva in un ranch, circondata dagli amati cani. Un secondo matrimonio si era concluso con un divorzio dopo soli sei anni.

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Fremaux, Delon contestato? Non è Nobel..
Attore in mirino femministe e criticato per posizioni pro Le Pen

CANNES13 maggio 201917:10

– “Le contestazioni a Delon? Lo premiamo con la Palma d’oro alla carriera non con il Nobel per la pace” dice il delegato generale del festival di Cannes Thierry Fremaux incontrando la stampa internazionale alla vigilia della 72/a edizione. Il riconoscimento al mito del cinema francese è stato oggetto di contestazione dalle femministe che sottolineano come Delon abbia ammesso atteggiamenti violenti durante le sue relazioni e anche da chi ricorda Alain vicino alle posizioni del Fronte Nazionale di Le Pen e sue dichiarazioni contro l’omosessualità.
“Nessuno è perfetto – ha detto Fremaux di Delon – ma contraddizioni sono nella storia di ciascuno. Posso non essere d’accordo con quello che ha detto in passato, ma dobbiamo anche contestualizzarlo: Delon appartiene ad un’altra generazione e a ben dire il Fronte di Le Pen rappresenta il 20 per cento dei francesi. Noi qui premiamo l’attore, l’artista che ha incantato Visconti e ci ha fatto sognare al cinema”.
Solo cose belle, una casa famiglia in commediaIl film nasce dall’esperienza della Comunità di Don Benzi

13 maggio 201909:59

In un momento storico in cui rabbia e diffidenza verso l’altro dominano la cronaca, arriva la commedia Solo cose belle, opera prima di Kristian Gianfreda che racconta con delicatezza, humour e verità la vita in una casa famiglia e le reazioni che può scatenare il doversi confrontare all’improvviso con questa movimentata realtà. Il film, in sala dal 9 maggio, nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, e delle centinaia di case famiglia dell’Associazione.Un imprimatur di veridicità, arricchito da un ottimo cast, che unisce attori professionisti (fra gli altri, Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi, Erica Zambelli, Patrizia Bollini) ed esordienti, come i due giovani protagonisti, Idamaria Recati e Luigi Navarra, Francesco Yang, 14enne cinese solare e pieno di vita reso disabile da un’ipossia alla nascita, che vive realmente in una casa famiglia e il 40enne Marco Berta, che frequenta da anni un centro diurno dell’associazione. L’idea di base del film “è che quelli che vengono a volte considerati ultimi della società, possono invece essere le persone che danno al resto della comunità la dimensione e la misura giusta per vivere, possono aiutare a far diventare la società migliore” dice Gianfreda.    Evitando pietismi o stereotipi e puntando a una forma di racconto pensata per un pubblico ampio, il film prende il via dall’arrivo in un paese della provincia emiliana, di una casa famiglia, in un antico palazzo donato in beneficenza. A guidare il gruppo, Stefano (Marco Brambini), la moglie Diana (Zambelli) che si prendono cura, insieme al loro figlio, ancora bambino, di Ivana, ex prostituta e mamma (Caterina Gramaglia), un immigrato che sta per diventare padre (Aaron T. Maccarthy) un adolescente con un passato di crimini, Kevin (Navarra), l’appassionato di barchette e giornali ‘Marcone’ e Francesco detto Ciccio. Gli abitanti del paese, diffidenti verso i nuovi arrivati, chiedono una risposta forte al sindaco, in piena campagna elettorale (Borghetti). Ma sarà proprio la figlia sedicenne del primo cittadino, Benedetta (Recati), ad aprirsi a quella realtà, grazie anche all’incontro con Kevin. Gli attori (che hanno lavorato al minimo sindacale per aiutare il progetto) si sono preparati anche visitando vere case famiglia: “Ho potuto parlare con tante mamme di casa famiglia – racconta Erica Zambelli .- Ho visto come funzionavano quelle strutture, e ho cercato di prendere per il mio personaggio un pezzettino di ogni madre che ho conosciuto. Questo film ha cambiato la mia visione della vita”.
Sainz Borgo, mio Venezuela allo sbandoLa scrittrice a Torino con il primo romanzo ‘Notte a Caracas’

TORINO13 maggio 201909:58

– KARINA SAINZ BORGO, ‘NOTTE A CARACAS (EINAUDI, PP. 208, EURO 17) – E’ un “romanzo politico” ma non “politicizzato”, ‘Notte a Caracas’ con cui la venezuelana Karina Sainz Borgo si è imposta all’attenzione di pubblico e critica. Nel libro, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Federica Niola, la scrittrice, che vive in Spagna da 13 anni, ci fa entrare, attraverso le voci delle donne, nella violenza e nell’impunità in cui è sprofondato il Venezuela.
“Notte a Caracas è una lettera d’amore a un Paese che poteva essere la culla del progresso e non lo è stato. L’ho scritto per esorcizzare. Ho un rapporto molto doloroso con il mio Paese.
L’ho lasciato 13 anni fa e sono fortunata, perché ho potuto scegliere, ma ci è voluto molto tempo prima che riuscissi a parlare del Venezuela” racconta la Sainz Borgo, che ha 37 anni e vive a Madrid, al Salone del Libro di Torino.
“La situazione politica in Venezuela è molto peggiore di quella che racconto. Il governo sta dimostrando in modo inequivocabile che è contro la democrazia, contro il proprio popolo. Non ci sono gli elementi primari per vivere: non c’è cibo, medicine. E’ un paese allo sbando” spiega la scrittrice. E dice che ‘Notte a Caracas’ “è una storia piena di femminilità e di femminile, anche perché nella società da cui provengo la madre è una figura centrale, si fa carico dei problemi, delle tragedie. Non volevo allacciarmi al femminismo più battagliero degli ultimi periodi, volevo creare questa idea di società dove le donne sono molto presenti, anche perché sono molto superiori numericamente degli uomini”. La storia di Adelaida, che cerca solo di sopravvivere finché un giorno scopre che il suo appartamento è stato sequestrato e devastato da una banda di donne legate al regime, viene raccontata da sua figlia. Il libro si apre con la morte della madre in una terra che poteva essere meravigliosa ed è dominata dalla corruzione. “Ci sono delle parti di pura finzione, però il contesto, le esperienze necessarie per scrivere questo libro sono cose che mi sono accadute o che sono andata a cercare. Il romanzo non riporta volutamente date o nomi di personaggi politici. Ho fatto questa scelta per renderlo più universale e vicino al lettore finale, ma dovevo creare una muscolatura che fosse totalmente reale” dice.
Se “perdiamo la madre, il nostro Paese e il nostro lavoro, in un modo o nell’altro siamo orfani. E quindi la figura e l’allegoria della madre è un modo per sintetizzare qualcosa di assolutamente nostro” sottolinea la scrittrice. “Sono sorpresa dal successo del libro. E’ il primo che ho pubblicato, ma è il terzo romanzo che scrivo. In ogni Paese vengono date interpretazioni diverse a questa storia. In Italia le case editrici lo hanno considerato un libro importante, che doveva essere pubblicato. In Francia è stato avvicinato all’Olocausto. Ora è presente in 23 paesi e man mano che viene pubblicato imparo qualcosa di nuovo” spiega la scrittrice che sta preparando un nuovo libro. “Lavoro da un po’ a una nuova storia che ha, ancora una volta, molti rapporti con la morte e il femminile. Non sarà ambientata in Venezuela, è una storia latinoamericana” racconta Karina Sainz Borgo che collabora alla pagina culturale di giornali e radio spagnoli, tra cui a Zenda, il progetto di Arturo Perez Reverte che “ha riunito – racconta – molti scrittori e giornalisti giovani per un sito web dedicato alla letteratura e ai libri. E adesso stiamo cominciando a pubblicare libri, classici della letteratura e d’avventura”.

Premio Strega Europeo, vince David DiopSesta edizione dedicata a Megalizzi

TORINO12 maggio 201920:12

– David Diop, con ‘Fratelli d’anima’, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Giovanni Bogliolo, è il vincitore del Premio Strega Europeo 2019, con 11 voti sui 22 espressi. La sesta edizione del Premio è stata dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico di Trento ucciso a Strasburgo nell’attentato dell’11 dicembre scorso.
“Inseguo le mie passioni: il giornalismo e l’Europa. Vorrei che i giovani come me lo capissero. Mai come oggi un’Europa unita è cruciale e mai come oggi siamo a un passo dal distruggerla” aveva scritto Megalizzi. Alla cerimonia di premiazione, al Circolo dei lettori di Torino nell’ambito della rassegna Salone OFF, erano presenti i familiari di Antonio Megalizzi, Anna Maria Cutrupi e Federica Megalizzi, e Luana Moresco, a cui Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha consegnato la targa dedicata ad Antonio.
In mostra a NY le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK12 maggio 201914:41

– A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria. “Non erano semplicemente muse silenziose”, sottolinea anticipando le polemiche. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.

Bellocchio e l’altra Italia a CannesDi scena Guadagnino, Mattotti, Sesti e Ferrara

12 maggio 201914:18

– Un solo film italiano in concorso al Festival di Cannes, firmato Marco Bellocchio, ‘IL TRADITORE’, con il racconto di un eroe tragico come Tommaso Buscetta, pentito di mafia per eccellenza come vittima del suo stesso tradimento che gli costò lo sterminio della famiglia.
Ma sulla Croisette troviamo anche THE STAGGERING GIRL di Luca Guadagnino (Quinzaine des Réalisateurs), mediometraggio ambientato nel mondo della moda; LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Lorenzo Mattotti (Un Certain Regard), dalla storia per bambini scritta e disegnata da Dino Buzzati; CINECITTÀ – I MESTIERI DEL CINEMA. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti (Cannes Classics); LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo (Cannes Classics); QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform (Quinzaine des Réalisateurs) e, infine, TOMMASO di Abel Ferrara (Séances Spéciales).
Rai: chiusura anticipata per ‘Che tempo che fa’, l’annuncio di Fazio

13 maggio 201910:51

In apertura della puntata di Che Tempo che Fa domenica sera su Rai1 Fabio Fazio ha annunciato che lunedì 13 maggio andrà in onda l’ultima puntata di Che Fuori Tempo che fa: “Prima di iniziare, solo un avviso al nostro pubblico, per tutti coloro che ci seguono al lunedì con Che Fuori Tempo Che Fa, – ha affermato – vorrei ricordavi che domani sarà la nostra ultima puntata. Ci è stato comunicato che le ultime tre previste non andranno in onda e quindi per tutti gli appassionati di Maurizio Crozza, del Mago Forest, di Raul Cremona, di tutti noi e di Max Pezzali vi aspetto domani sera e grazie per essere stati con noi quest’anno: più’ del 13 % e 1 milione e mezzo di telespettatori di media. Grazie molte”.

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Chiude Salone Libro, ma è già successo
In aumento vendite e visitatori, oggi la conferenza finale

TORINO13 maggio 201911:14

– Ultimo giorno del Salone del Libro.
Archiviate le polemiche che lo hanno preceduto per la presenza e poi l’estromissione dagli stand dell’editore Altaforte, la buchmesse si avvia alla conclusione. Questa sera, alle ore 18, la conferenza stampa di chiusura della 32esima edizione, quella della rinascita, con la nuova organizzazione dopo il fallimento della Fondazione per il libro. I primi bilanci sono comunque positivi, con biglietti e vendite in aumento, anche se per i dati ufficiali bisogna ancora attendere.
L’ultimo giorno del Salone è dedicato alle visite degli studenti. Ancora tanti gli appuntamenti in programma, tra i quali la presentazione del libro di Massimiliano Allegri, ‘E’ molto semplice’, nella Sala Rossa del Lingotto alle ore 18. Tra i protagonisti di ‘Racconti di sport’, gli appuntamenti che il Salone dedica alla cultura sportiva, anche Arrigo Sacchi, che presenta ‘La coppa degli immortali’, libro in cui racconta la conquista della Champions col Milan a trent’anni di distanza.

S.Cecilia,Temirkanov dirige TchaikovskijCon la Filarmonica di San Pietroburgo la violinista Sayaka Shoji

13 maggio 201911:29

– Il maestro Yuri Temirkanov torna a Santa Cecilia con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo per un concerto dedicato a due giganti della musica russa, Tchaikovskij e Prokof’ev (Auditorium Parco della Musica giovedi 16 maggio, alle 20:30; repliche venerdì 17 alle 20:30 e sabato 18 alle 18). Del primo saranno eseguiti il Concerto per violino e Orchestra con la violinista giapponese Sayaka Shoji, e la Polonaise dall’ Evgenij Onegin. Di Prokof’ev la Sinfonia n.5. Termirkanov ha diretto le principali orchestre europee, tra cui i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, di cui è direttore onorario. Sayaka Shoji ha vinto il Premio Paganini nel 1999, diventando la prima artista giapponese e la più giovane di sempre ad aggiudicarsi il riconoscimento. Suona un violino Recamier Stradivari del 1729.
Il Teatro Regio di Parma compie 190 anniIl 16 e 25 maggio giochi, visite e incontri svelano sua storia

PARMA13 maggio 201911:31

– Il 16 maggio 1829, con l’opera Zaira, composta per l’occasione da Vincenzo Bellini, Maria Luigia inaugurò a Parma il Nuovo Teatro Ducale, che la duchessa volle donare alla città. Dopo 190 anni, il Teatro Regio di Parma festeggia, giovedì 16 e sabato 25 maggio, con giochi, visite speciali e incontri aperti a chi vorrà ammirarne l’immutata bellezza e scoprire aneddoti e curiosità dei suoi quasi due secoli di storia.
Il Regio ha vissuto e accompagnato le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato la produzione operistica italiana e internazionale, mantenendo al contempo la capacità di interpretare un ruolo propulsivo per lo sviluppo culturale e sociale del suo territorio e della sua comunità. Tra i vari appuntamenti, la serata inaugurale del Nuovo Teatro Ducale sarà rievocata in un incontro, nel Ridotto del teatro giovedì 16 alle 17. La conversazione sarà impreziosita dall’esecuzione dal vivo di alcuni brani tratti dall’opera Zaira. La sala resterà poi aperta per visite gratuite fino alle 19.

Serata trionfale per Devia a BolognaAll’Auditorium Manzoni, da sola o in duetto con il tenore Kunde

BOLOGNA13 maggio 201911:48

– La più bella serata di musica delle ultime stagioni del Teatro Comunale di Bologna: la soprano Mariella Devia, al ritorno nei cartelloni bolognesi dopo il debutto nel 2013 nel ruolo di Norma, è stata salutata il 12 maggio da un vero e proprio trionfo dal foltissimo pubblico dell’Auditorium Manzoni. Con lei il tenore americano Gregory Kunde e il direttore Paolo Arrivabeni alla guida dei complessi artistici, orchestra e coro, del Comunale.
Serata attesissima per una delle più amate belcantiste del panorama lirico internazionale, la cantante ligure ha presentato da sola e in duetto con Kunde, alcuni dei suoi cavalli di battaglia, “Qual prodigio… Non fu sogno” da I Lombardi alla prima crociata di Verdi, “Com’è bello, quale incanto” dalla Lucrezia Borgia di Donizetti e naturalmente “Casta Diva” e “In mia mano alfin tu sei” dalla Norma di Bellini. Intervallati da brani affidati alla splendida voce di Kunde e a brani strumentali e corali.
In mostra a New York le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK13 maggio 201913:34

A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria.La mostra è stata organizzata con la collaborazione di eredi dell’artista per onorare la memoria dello storico dell’arte britannico John Richardson, il biografo di Picasso, morto in marzo a 95 anni. Quando una donna entrava nella vita di Picasso tutto cambiava: l’arte, la casa, la poesia, perfino il cane, confidò una volta proprio a Richardson Dora Maar. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.Da Gagosian ci sono pezzi celebri, come il quadro “Il sogno” del 1932 che il tycoon dei casinò Steve Wynn danneggiò con gomitata alla vigilia della vendita: raffigura Marie-Thérèse addormentata ed è stato prestato dal finanziere Steve Cohen che nel 2013 lo pagò a Wynn 155 milioni di dollari, molto meno del prezzo concordato prima del danno. Il rapporto tra Picasso e le sue donne ha portato a rivisitare la sua legacy alla luce del movimento #MeToo. Lo scorso novembre, in un atto di “guerrilla art”, Michelle Hartney affisse una didascalia accanto a “The Dreamer” del 1932 al Metropolitan di New York in cui condannava Picasso per “la malattia mentale della misoginia” e lo criticava per aver cominciato la relazione con la Walther quando lei aveva appena 17 anni.”Non erano semplicemente muse silenziose”, ha replicato Gagosian anticipando le polemiche: “Fernande e Francoise hanno pubblicato libri di memorie; Olga e Marie-Thérèse conservarono vasti archivi di foto e lettere per decenni; Dora diede interviste agli storici dell’arte e documentò la vita di Picasso con le sue fotografie. Le donne di Picasso sono indispensabili per comprendere l’artista e la sua opera”.

Clooney, Catch – 22 e l’assurdità della guerraIl Premio Oscar a Roma per l’anteprima europea della serie Sky

13 maggio 201913:38

– “Catch-22 in America è considerato un caposaldo della letteratura, quindi con Grant Heslov volevamo proprio farlo, perché c’è tanto materiale. Non solo è una storia sull’assurdità della guerra, ma anche sulla difficoltà di combattere il sistema. La tv permette di raccontare bene i personaggi, magari anche prima di ucciderli brutalmente”. Lo ha detto George Clooney a Roma per l’anteprima europea della serie originale Sky Catch – 22, diretta e prodotta dallo stesso premio Oscar che è tra i protagonisti. La miniserie in 6 episodi è in arrivo su Sky Atlantic, in streaming su Now Tv e su Sky On Demand, dal 21/5 (negli Usa sulla piattaforma di streaming Hulu debutta il 17).
Catch – 22 è tratta dall’omonimo romanzo di Joseph Heller, uscito nel 1961 (in Italia con il titolo Comma 22), diventato simbolo dell’antimilitarismo americano e una delle pietre miliari della narrativa contemporanea. Con Clooney anche altri componenti del cast, come Christopher Abbott e Kyle Chandler e il nostro Giancarlo Giannini.
Kering, nuovi standard ‘welfare’ animaliQuello più severo prevede pascoli e agricoltura rigenerativa

13 maggio 201914:05

– Kering innova gli standard in tema di benessere degli animali. L’obiettivo del colosso francese del lusso è assicurare il trattamento migliore per gli animali coinvolti nell’intera catena di approvvigionamento del Gruppo.
Gli standard hanno tre livelli: Bronzo, Argento e Oro, per fornire una guida chiara ai fornitori. L’ultimo definisce le pratiche ‘migliori’ che possono trasformare il settore, come l’abolizione dei recinti d’ingrasso e degli allevamenti intensivi a favore del pascolo; la promozione dell’agricoltura rigenerativa; severe limitazioni nei trasporti o la proibizione dei trattamenti antibiotici. “Auspichiamo un’adozione diffusa degli standard attraverso la collaborazione con i nostri fornitori, il lusso e la moda in senso ampio, e anche con l’industria agro-alimentare, nelle catene di approvvigionamento condivise, al fine di cambiare il modo in cui noi, in quanto società, trattiamo gli animali e la natura” ha detto Marie-Claire Daveu, direttrice dello sviluppo sostenibile di Kering.
Rai: caso Fazio, Salini chiede chiarimenti a Rai1 e Palinsesti Pd attacca: “Censura contro la libertà”

13 maggio 201914:52

L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha scritto ai direttori di Rai1, Teresa De Santis, e del Coordinamento editoriale palinsesti, Marcello Ciannamea, per chiedere chiarimenti sulla vicenda Fazio, in particolare i motivi per cui quella di stasera sarà l’ultima puntata della stagione di Che fuori tempo che fa.Intanto il programma di Fazio, con 3 milioni 595 mila spettatori, pari al 15.03% di share, vince la prima serata della domenica. Che tempo che fa – segnala la Rai – è anche il programma più commentato su Twitter dell’intera giornata. “Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti, su Facebook, sulla cancellazione di tre puntate del programma di Fabio Fazio.Prende posizione l’Usigrai: “Missione compiuta. La versione del lunedì del programma di Fabio Fazio chiude in anticipo. Chi ha eseguito l’ordine di Matteo Salvini e di Marcello Foa? Perché è fin troppo chiaro che la pausa per le elezioni europee è solo una scusa, visto che – nel caso – si sovrappone a 1 sola delle 3 puntate ancora previste”. “Se è vero che l’ad Fabrizio Salini non sapeva nulla – afferma il sindacato dei giornalisti Rai in una nota – è evidente che ci sono ormai 2 aziende: una che risponde agli organigrammi ufficiali, e un’altra parallela che agisce come gruppo autonomo e in coordinamento con ordini che arrivano dall’esterno dell’azienda. È una situazione non più accettabile. Urgente un chiarimento in cda e in commissione parlamentare di Vigilanza”.

Umbria jazz torna a S. Francesco a PratoSono 280 gli eventi dell’edizione 2019 del festiva a Perugia

PERUGIA13 maggio 201915:55

– Il “ritorno” di San Francesco al Prato tra le location di Umbria Jazz, con il progetto ‘Seven Dreams’ commissionato a Uri Caine, è una delle principali novità dell’edizione 2019 del festival in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio. Duecentottanta eventi, per la maggior parte gratuiti.
Dodici diverse location, dai grandi spazi dell’Arena Santa Giuliana e piazza IV Novembre fino al Teatro Morlacchi e al raddoppio dei concerti alla sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria. Una novantina di band in cartellone con centinaia di musicisti.
Tanta musica, dunque, per dieci giorni ininterrottamente dalla mattina a notte fonda, ma anche seminari di formazione con i corsi estivi della Berklee, un concorso per nuovi talenti, enogastronomia, una mostra fotografica in Galleria (‘Closed session’ di Jimmy Katz), iniziative e laboratori per i bambini con il progetto ‘Uj4Kids’ in via della Viola dove sorgerà anche, al Mèliès, il jazz club di quest’anno.
Achille Lauro, scrivo per sorprendereRapper a Salone Libro “Cerco verità, imperfezione, emozioni”

TORINO13 maggio 201915:55

– “Forse nessuno ci crede, ma dietro le parole delle mie canzoni c’è una profonda ricerca linguistica. Quello che cerco è un linguaggio imperfetto, fatto per sorprendere, raccontare cose e vite vere, non quelle che si vogliono sentir raccontare. Mi interessano gli stati d’animo, gli istanti, le visioni”. Così Achille Lauro, star tra i giovanissimi già prima della sua apparizione al festival di Sanremo, con il discusso brano ‘Rolls Royce’, al Salone del Libro.
Con lui, a parlare sul tema ‘E’ la Lingua: Bellezza. La ricerca estetica tra parlati e scritti’, Frankie hi-nrg mc, Francesco Pacifico e Francesca Serafini. “Scrivo canzoni, e adesso anche libri, – spiega Lauro – sempre con l’obiettivo di condividere sensazioni, emozioni, pensieri liberi con chi è interessato. La creatività, l’arte, la musica mi hanno salvato la vita, e penso che questo possa essere un percorso per altri.
Nel mio libro c’è la mia storia. Ero un dannato, un disperato e adesso sono qui. Mi piacerebbe che qualcuno ne facesse un film”.
Restaurata Sala Elementi Palazzo VecchioRecuperati gli affreschi, con finanziamento privato 800mila euro

FIRENZE13 maggio 201916:36

– Torna completamente fruibile e restaurata nella sua interezza, dopo due anni di lavori, la maestosa Sala degli elementi, che apre il quartiere degli elementi al 3/o piano del museo di Palazzo Vecchio a Firenze. Il recupero degli affreschi delle pareti e del soffitto è stato possibile grazie al finanziamento della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus. L’importo totale dei lavori ammonta a circa 800mila euro ed è inserito nel progetto ‘Flic’ (Florence I care) che coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini. L’esecuzione dei lavori è stata aggiudicata all’Associazione temporanea d’impresa ‘Meridiana-Mannucci-Techne’. “Questa bellissima Sala viene restituita ai cittadini e ai turisti completamente restaurata – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella -. E’ meraviglioso poter godere dei colori ritrovati degli affreschi e delle tavole del soffitto. In questi anni non abbiamo mai smesso di valorizzare Palazzo Vecchio”.
Restauri Giotto S. Croce, 3 anni lavoriPer Storie San Francesco al via nuovo intervento dopo 70 anni

FIRENZE13 maggio 201916:39

– A 70 anni dall’ultimo intervento, è in partenza un nuovo restauro per il ciclo di Giotto con le Storie di San Francesco, dipinto intorno al 1325 in Santa Croce nella Cappella Bardi e oggetto di vicende conservative tormentate. L’operazione, affidata all’Opificio delle pietre dure di Firenze, durerà tre anni, avrà un costo di un milione di euro e servirà per la conservazione e per l’approfondimento della tecnica dell’artista. Negli ultimi anni l’Opificio ha svolto un lavoro di ricerca sull’opera di Giotto nelle cappelle Bardi e Peruzzi da cui sono emersi problemi che riguardano sia l’intonaco che la pellicola pittorica: l’intervento prevede una prima fase di campagna diagnostica, che sarà avviata immediatamente, e il successivo restauro conservativo per il quale saranno utilizzate le più recenti strumentazioni opto-elettroniche.
Il progetto di restauro è stato presentato oggi.
Oltre 60 ospiti per Jova Beach PartyDa 23 Paesi diversi, tra loro Rancore, Rocco Hunt, Takagi&Ketra

13 maggio 201917:06

– Il programma dei Jova Beach Party, dal 6 luglio in 17 spiagge, si arricchiscono di tanti ospiti.
Sono stati annunciati oltre 60 artisti italiani e stranieri, da 23 Paesi diversi, che saliranno sul palco. Tra loro ci sono i Boomdabash, Bombino, Enzo Avitabile & I Bottari di Portico, gli Ex-Otago, Fatoumata Diawara, Ivreatronic, Mr. Rain, Rancore, Rkomi, Rocco Hunt, Takagi & Ketra, Tre Allegri Ragazzi Morti. L’elenco completo e le informazioni relative a ciascun ospite si possono trovare nella Jova Beach App, l’app lanciata pochi giorni fa.          [print-me title=”STAMPA”]

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