Ultimo aggiornamento 18 Maggio, 2019, 13:08:49 di Maurizio Barra
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Nicole Kidman al Taormina Film Fest
Nastro d’argento per il trentennale a Luca Guadagnino
CANNES15 maggio 2019 11:51
– Sarà una lunga maratona dal 29 giugno al 6 luglio: prima la 73/a edizione dei Nastri D’Argento e poi, a seguire, il 65/o Taormina Film Fest che si terrà dal 30 giugno fino al 6 luglio. Un doppio appuntamento presentato a Cannes. Per quanto riguarda il Taormina Film Fest, sarà Nicole Kidman l’ospite d’onore. L’attrice australiana, Oscar come migliore attrice per The Hours, riceverà il Taormina Arte Award. Il festival avrà poi come madrina l’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales. A inaugurare la rassegna, Ladies in Black, il nuovo film del regista australiano Bruce Beresford (A spasso con Daisy), presente a Taormina. Tra gli altri ospiti Kasia Smutniak con il film Dolce Fine Giornata di Jacek Borcuch, premiato al Sundance.
Tra le proiezioni speciali ci sarà poi la prima italiana di Yesterday di Danny Boyle sui Beatles e l’attesissimo film concerto Amazing Grace, con una giovane Aretha Franklin.
Sul fronte Nastri, il Nastro d’Argento europeo del trentennale andrà a Luca Guadagnino.
‘Lectura Ovidii’ diventa docu-filmNel cast Pagliai, Placido, Crippa, Guanciale, Pasotti, Siravo
SULMONA (L’AQUILA)15 maggio 201916:21
– La “Lectura Ovidii”, con i protagonisti che hanno affascinato in più occasioni il pubblico del ‘Caniglia’ di Sulmona, diventa film-documentario. E’ in post produzione “Lectura Ovidii”, scritto e diretto da Davide Cavuti e dedicato a vita e opere di Publio Ovidio Nasone. Cavuti, alla terza prova da regista cinematografico, ha coinvolto gli attori con cui collabora da anni. Oltre alla partecipazione straordinaria di Michele Placido, nel cast Maddalena Crippa, Lino Guanciale, Ugo Pagliai, Giorgio Pasotti; nella ricostruzione filmica Pino Ammendola (Ovidio), Maria Rosaria Omaggio (Fabia), Franco Oppini (un amico di Ovidio a Tomi), Edoardo Siravo (Imperatore Tiberio). Poi Angelica Cacciapaglia, Gabriele Cicirello, Flavio Francucci, Rossella Mattioli, Domenico Silvestri, Nicola Gardini, Giordano Bruno Guerri. Il docu-film è prodotto da MuTeArt Film in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Ovidio di Sulmona, con il project management della dirigente scolastica Caterina Fantauzzi.
Noir Martani, comprati diritti da majorPer produzione film da esordio Come un padre, cast hollywoodiano
15 maggio 201916:30
– Sono stati acquistati e contesi da molti produttori, sulla base di poche pagine, da una casa di produzione major di Los Angeles, per una somma riservata ma mai vista per un primo romanzo italiano, i diritti cinematografici dell’esordio letterario ‘Come un padre’ (DeAPlaneta) dello sceneggiatore e regista Marco Martani, tra i fondatori della casa di produzione cinematografica e televisiva Wildside, che ha prodotto ‘L’amica geniale’ e ‘The Young Pope’, conosciuto tra l’altro per il suo lavoro ‘La mafia uccide solo d’estate’. Lo comunica la sua agente letteraria Vicki Satlow.
Il film, primo di una serie, sarà prodotto negli Stati Uniti con un cast hollywoodiano. Nel noir di Martani la storia di un malavitoso in pensione in cerca della donna che è stato costretto a lasciare quarant’anni prima.
Delon, “La mia carriera non si contesta”Parla l’attore, contestato a Cannes per l’accusa di omofobia
PARIGI15 maggio 201917:39
– “Mi si può amare oppure no, ma non si può contestare la mia carriera”: lo dice Alain Delon commentando, al telefono con un giornalista del quotidiano Le Figaro, le recenti contestazioni contro di lui. Commentando la petizione pubblicata online contro l’attore Palma d’oro alla carriera che denuncia la sua presunta misoginia, omofobia o razzismo Delon dice di “non capire questa cosa. Che cos’è? Ho l’impressione che il suo autore cerchi soprattutto a mettersi in mostra. Chi è? E perché proprio adesso?”.
La polemica sulla presunta omofobia risale a suo avviso al 2013, durante una trasmissione con l’intervistatrice Anne-Sophie Lapix, durante il dibattito sul Mariage pour Tous. “Avevo soprattutto detto che non me ne importa assolutamente nulla se i gay si sposano. Ma che c’è una cosa che non voglio, e sono le adozioni, perché un figlio ha bisogno, a mio parere, di una mamma e di un papa”.
A Mostra Pesaro i 50 anni Butch CassidyPer festival manifesto Roberto Recchioni, disegnatore Dylan Dog
PESARO17 maggio 201912:04
Un omaggio a Butch Cassidy, titolo hollywoodiano che compie 50 anni, una strizzata d’occhio al film di genere, tante registe donne e cineasti da tutto il mondo e un manifesto ideato e firmato da Roberto Recchioni, la rockstar del fumetto italiano, sceneggiatore e curatore di Dylan Dog. Sono alcune delle novità della 55/a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, in programma a Pesaro dal 15 al 22 giugno. Il direttore del festival Pedro Armocida ha svelato in anteprima alla stampa il manifesto di Recchioni, annunciando in anticipo anche qualche appuntamento, anche se il programma completo verrà presentato il 7 giugno a Roma. Il primo film, che sarà proiettato in Piazza del Popolo il 15 giugno, è Butch Cassidy, pietra miliare del cinema Usa che proprio quest’anno compie 50 anni, 4 premi Oscar, interpretato da Paul Newman e Robert Redford. Confermato il concorso internazionale e la sezione ‘satellite’. Due giurie: una professionale, con Amir Naderi e Andrea Sartoretti tra gli altri, e una di studenti.
Cotillard torna al musical, sarà AnnetteOscar come Edith Piaf girerà con Adam Driver film Leos Carax
CANNES16 maggio 201912:18
Marion Cotillard torna al musical. L’attrice francese che vinse l’Oscar come Edith Piaf nella Vie en Rose girerà quest’estate il musical romantico di Leos Carax, Annette, con Adam Driver.La notizia rilanciata da Variety da Cannes vede produttori CG Cinema e Amazon che lo distribuirà in Usa. Cotillard e Driver saranno due sfortunati amanti di Hollywood lovers.Annette riunirà la rock band Sparks che sta componendo canzoni originali e il celebre produttore musicale Marius de Vries, noto per il suo lavoro in La La Land, Moulin Rouge e Cats.Cotillard ha in lavorazione ‘355’, il film di spionaggio tutto al femminile annunciato proprio al Marché di Cannes un anno fa da Jessica Chastain che ne è anche produttrice, mentre Adam Driver ha aperto il festival come coprotagonista con Bill Murray dei Morti non muoiono di Jim Jarmusch.
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La Parigi dannata di Ladj Ly
In concorso Les Miserables, film choc su violenza della polizia
CANNES15 maggio 201920:37
– Si ragiona per bande nelle banlieue parigine: ci sono i gitani, i fratelli musulmani, i protettori, le prostitute nigeriane, i ladri e i poliziotti.
Questi ‘Les Miserables’ che racconta Ladj Ly, primo film in concorso per la Francia nella 72/a edizione del Festival di Cannes. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ultimi che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo (anche da qui il titolo).
Nel quartiere è quasi guerra tra le due comunità prevalenti di gitani e musulmani ma la cosa quasi precipita quando il giovane Stephane (il bravo Damien Bonnard) e i suoi colleghi delle brigate anticrimine si ritrovano a fare un atto di violenza molto grave che viene ripreso da un drone di passaggio Recuperare quel video che li accusa per i poliziotti sarà fondamentale e questo in un quartiere polveriera dove la violenza è nell’aria. Il finale sarà travolgente.
Julianne Moore, tanta strada per #MeTooPer attrice master class con Dolan ed Herzog
16 maggio 201913:06
– Julianne Moore alla master class di cinema al Majestic di Cannes accanto a registi Xavier Dolan e Werner Herzog, non dimentica l’impegno in favore delle donne dopo il #MeToo. “Dobbiamo aspettare ancora grandi cambiamenti per raggiungere davvero la parità. Ma io credo nell’uguaglianza, dobbiamo aprire le porte senza però andare troppo in fretta “.
E ancora l’attrice: “Credo nel tentativo di livellare il campo di gioco per tutti, indipendentemente dal loro genere o dalla loro cultura o etnia. Bisogna insomma aprire le porte. Le quote di genere non sono state molto recepite ad Hollywood, sono invece più comuni in Europa dove il cinema è spesso supportato in parte dal denaro pubblico. Svezia, Norvegia e Irlanda hanno istituito 50-50 quote per l’assegnazione di fondi pubblici per filmmaker maschili e femminili, così come il British Film Institute. Le donne che rappresentavano l’8% dei registi nei 250 film più importanti al box office Usa l’anno scorso, erano comunque in calo rispetto all’11% dell’anno prima”.
Carpenter, Un film su Trump? Fa pauraIl festival di Cannes premia il regista con la Carrozza d’oro
CANNES16 maggio 201911:00
Che questo sia l’anno dei mostri, degli zombies, della paura sulla Croisette non era in discussione fin dalla scelta del festival di Cannes di aprire con un film dedicato ai non-morti, sia pure con la cifra d’autore di Jim Jarmusch. Ma alla Quinzaine des Réalisateurs hanno deciso di rispondere colpo su colpo e, non paghi di aver messo un paio di titoli al confine tra sperimentazione e genere compreso il film di chiusura, “Zombi Child”, oggi hanno assegnato il loro premio alla carriera, la Carrozza d’oro, a un maestro del genere, John Carpenter.
Per omaggiarlo ecco una copia nuova di zecca di “La cosa”, remake d’autore di un classico firmato da Howard Hawks e destinato a spostare i confini dell’horror quando apparve nel 1982. “In quell’anno -commenta divertito il regista – uscì insieme a ‘E.T’ di Spielberg e si chiarì subito che eravamo le due metà della mela: lui voleva rassicurare il pubblico con l’alieno buono, io cercavo di spaventarlo col mostro cattivo che, per la prima volta nei miei film, mostravo in piena luce.
Volevo che la gente guardasse in faccia le sue paure e ne prendesse coscienza”.
Oggi l’America di John Carpenter è tutta diversa e la paura non si esorcizza con la fantasia, perché la realtà rischia, secondo lui, di essere ben peggiore. “Donald Trump – dice – mi fa molta più paura di qualsiasi film dell’orrore, perché lui sta nella vita reale e le conseguenze dei suoi atti toccano tutti noi. Ma non potrei fare un film su di lui, è troppo concreto e troppo pericoloso”.
A 71 anni ben portati, ancora con un codino ribelle da hippie fuori tempo, Carpenter si aggira per la Croisette come un bambino in un negozio di giocattoli. Non fa film dal 2003 ma sta vivendo una seconda vita da musicista (con la sola eccezione di “La cosa” per cui lavorò con Ennio Morricone ha sempre scritto le sue musiche), fa concerti come una rock star e firma colonne sonore per la televisione. “Certo che avrei ancora voglia di fare un film – racconta nell’affollato incontro della premiazione -, ma ho un’età e il set è faticoso. E poi troppe cose sono cambiate e io stesso vado sempre di meno al cinema. Il pubblico ha rimpiazzato i mostri della mia generazione con i super eroi della Marvel. E questo dovrebbe dirvi molto su come è cambiato il mondo, direi in peggio”. I suoi riferimenti sono chiari, appartengono a una generazione del genere e anche a un’idea “politica” di come gli incubi sullo schermo materializzino incubi reali della realtà. “In cima alla lista metto ovviamente George Romero che ha inventato gli zombi e quindi una visione appunto politica della paura – racconta – ma poi penso al mio grande amico Dario Argento che dovrebbe essere al mio posto oggi; oppure a compagni di strada importanti come Tobe Hooper, gente che ha raccontato le paure dei giovani degli anni ’70 molto meglio di tanti registi cosiddetti realisti.
Quando feci ‘La cosa’ all’inizio credevo che fosse un fallimento totale e le critiche a Hollywood erano tutte negative. Il vento cambiò a New York, gli incassi si impennarono e il patron dello Studio mi invitò a pranzo. Da allora un posticino nella storia del cinema so di essermelo meritato, ma quando mi hanno chiamato da Cannes ho pensato che avessero sbagliato persona. E poi davvero, adesso la musica mi prende quasi tutto il tempo. Certo, Ennio Morricone è un vero, grande musicista e io solo un…dilettante di talento”.
Per Rocketman c’è Elton John al festivalBiopic sull’artista inglese tra i film piu’ attesi
CANNES16 maggio 201915:50
– Elton John sulla Croisette per il film che racconta la sua vita. L’artista inglese, occhiali glitterati celesti per l’occasione, e’ arrivato al festival per accompagnare stasera la première mondiale di Rocketman, il musical su di lui e che lui stesso ha prodotto. Diretto da Derex Fletcher, il film vede nei panni (e nella voce, pare strepitosa) di Elton John il giovane attore inglese Taron Egerton. I due si sono fatti fotografare insieme nel photocall di rito. Stasera la Montee des Marches a ritmo rock.
Delle Piane, 70 anni di carrieraAll’Auditorium di Roma, con Patruno, Pupi Avati e Paolo Genovese
6 maggio 201915:53
– Musica e cinema rendono omaggio al grande attore Carlo Delle Piane, 83 anni, icona del cinema italiano. È quello che succederà domani all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’incontro chiamato ‘Signori e signori Carlo Delle Piane. 70 anni di carriera’.
Musicisti e personaggi del mondo del cinema condurranno in un viaggio corredato da immagini dei film più famosi da lui interpretati attraverso i suoi settant’anni di carriera, offrendo uno spaccato dell’Italia dal dopoguerra ad oggi. Tra gli ospiti della serata Lino Patruno, i cantautori Nino Buonocore e Riccardo Sinigallia, Marco Zurzolo, Marco Fasano, Pupi ed Antonio Avati, Paolo Genovese Lillo, Pedro Armocida e Pietro Manetta.
Le musiche saranno a cura de Il Maruzzella Trio con la voce di Anna Crispino, Sergio Policchio (piano fisarmonica), Cristiano Califano (chitarra) e Alessio Mancini (flauto).
Il ricavo dello spettacolo sarà devoluto per i progetti umanitari del Rotary Club Roma Tevere.
Cannes: per Rocketman c’e’ Elton John al festivalBiopic sull’artista inglese tra i film piu’ attesi
16 maggio 201919:53
Elton John sulla Croisette per il film che racconta la sua vita. L’artista inglese, occhiali glitterati celesti per l’occasione, e’ arrivato al festival per accompagnare la première mondiale di Rocketman, il musical su di lui e che lui stesso ha prodotto.Diretto da Derex Fletcher, il film vede nei panni (e nella voce, pare strepitosa) di Elton John il giovane attore inglese Taron Egerton. I due si sono fatti fotografare insieme nel photocall di rito. La Montee des Marches a ritmo rock.Occhiali glitterati, per l’occasione a forma di cuore, lenti rosse, una giacca nera elegante con dietro la scritta Rocketman: così Elton John passa sul red carpet del festival di Cannes tra gli applausi. E’ una standing ovation lo accoglie nella sala del Grand Theatre Lumiere dove viene proiettato in anteprima mondiale e fuori concorso l’atteso Rocketman, il biopic musicale sul baronetto inglese interpretato da Taron Egerton e prodotto dallo stesso Elton John.Ad accompagnarlo il marito produttore canadese David Furnish con una giacca di velluto nera con un revers ricamato di strass argento. E poi il cast al completo del biopic diretto da Dexter Fletcher. Sul red carpet tra gli altri Bella Hadid, Eva Longoria, Izabel Goulart, Maria Borges, Dita Von Teese, Isabeli Fontana con uno spettacolare abito con strascico, Sara Sampaio, il modello Baptiste Giabiconi e ospiti asiatici con colorati e stravaganti costumi.
Cannes 2019, sabato da cinefili Il talento di Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé accende la Croisette
17 maggio 201921:13
Giornata da cinefili questo sabato dal punto di vista del concorso, ma secondo una regia ben bilanciata, il grande cinema popolare (o scandaloso) trova la sua ricompensa fuori concorso e a Un Certain Regard. E il talento di due ragazzi scandalosi come Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé accende la Croisette.- IL LAGO DELLE OCHE SELVAGGE di Diao Yinan con Hu Ge, Gwei Lun Mei e Liao Fan. IN CONCORSO. Corsa contro il tempo e contro coloro che li vogliono morti per un capo gang che vuole smettere e una prostituta pronta a tutto per riavere la libertà. La nuova generazione del cinema cinese flirta coi modelli del thriller e del cinema di genere.- LA GOMERA di Corneliu Porumboiu con Vlad Ivanov e Catrinel Marlon. IN CONCORSO. Poliziotto sotto inchiesta, Cristi perde la testa per la sensuale Gilda che lo porterà con sé sull’isola di Gomera dove impara il linguaggio ancestrale dei Silbo, capaci di modulare il fischio per parlare tra loro. Cristi lo userà per liberare un mafioso carcerato e per recuperare i suoi loschi risparmi. Ma non tutto va per il suo verso.- I PIU’ BEGLI ANNI DI UNA VITA di Claude Lelouch con Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant. FUORI CONCORSO. Si sono incontrati 50 anni fa e la loro storia d’amore ha segnato più di una generazione. Adesso che Jean-Louis comincia a perdere le forze e non smette di parlare di quella donna, il figlio va a cercarla. E quando i due si ritrovano sembra che l’orologio del tempo possa ripartire. Lelouch gioca coi suoi fantasmi e il suo cinema, mischia passato e presente, realtà e finzione e il festival gli regala un tributo che è anche memoria di Cannes dove “Un uomo e una donna” trionfò nel 1966.- LUX AETERNA di Gaspar Noé con Beatrice Dalle, Abbey Lee, Charlotte Gainsbourg. FUORI CONCORSO. E’ sempre più difficile riassumere e presentare il cinema di Gaspar Noé, pronto a scandalizzare, stupire, affascinare coi suoi giochi tra sesso, cinema, arte. Al gioco anche questa volta si prestano volti noti del cinema mondiale e, benché sia solo un medio metraggio, il film farà parlare e discutere una volta di più.- JEANNE D’ARC di Bruno Dumont. UN CERTAIN REGARD. Conquistata Orléans, restituito il regno di Francia al Delfino, nel 1429 sotto le mura di Parigi Giovanna conosce la sconfitta, la prigionia, il processo per eresia che la condurrà al rogo. Dumont completa il suo ritratto di una ragazza ribelle e visionaria che ha fatto il mito della Francia.- LIBERTA’ di Albert Serra. UN CERTAIN REGARD. Ancora una pagina di storia francese. Si passa al secolo dei Lumi, al 1774 quando tre libertini, espulsi dalla corte di Luigi XVI cercano la protezione del Duca di Walchen, seduttore e libero pensatore. In un’ode al libertinaggio che è anche ansia di libertà, i quattro sprofondano in una notte di follia. Ne faranno le spese le converse del vicino convento? Il vento dello scandalo si annuncia su Cannes 2019.- LA LEZIONE DI NICOLAS WINDING REFN. Il sulfureo autore della trilogia “Pusher”, l’enfant prodige del cinema danese, figlio d’arte adottato da Hollywood ma irrequieto e ribelle alle costrizioni del cinema commerciale, ritorna a Cannes per raccontare il suo cinema, otto anni dopo la rivelazione internazionale con “Drive”, premiato qui perla migliore regia.- GIVE ME LIBERTY di Kirill Mikhanovsky. QUINZAINE DES REALISATEURS. Ha il passo della commedia e nasce da una personale esperienza di vita il racconto della folle giornata di Vic, sfortunato meccanico di origine russa che guida un’ambulanza attraverso il Milwaukee scosso dalle manifestazioni di protesta. Vic è in ritardo, rischia il licenziamento ma sulla sua strada si parano manifestanti, anziani russi, una giovane malata afroamericana… L’incubo sembra non finire mai.- L’ORFANATROFIO di Shahrbanooo Sadat. QUINZAINE DES REALISATEURS. Nella Kabul degli anni ’80, quando i sovietici sono ancora padroni della situazione, il quindicenne Qodrat vive sognando a occhi aperti, vende biglietti del cinema ma è se stesso solo quando si immagina sul set dei suoi prediletti melodrammi bollywoodiani. Un giorno però viene preso dalla polizia e portato a forza nell’orfanatrofio dei russi. Intanto in città corre la rivolta, il potere sovietico scricchiola…-VIVARIUM di Lorcan Finnegan. SEMAINE DE LA CRITIQUE. Anche la fantascienza e eil soprannaturale fanno il loro ingresso sul palcoscenico della Croisette grazie al primo film di un artista irlandese che si ispira a Magritte e alle serie tv degli anni ’70. A partire da un fatto vero e mai spiegato, il film racconta l’odissea straniante di una coppia con bambino che un misterioso agente immobiliare accompagna alla loro prima casa. Solo che il luogo si rivelerà una trappola tanto misteriosa quanto micidiale. E in quel luogo, assalito da oscure presenze e da una natura straripante, i due giovani protagonisti dovranno cercare una via di fuga.
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For Sama, lettere d’amore dentro Aleppo
A Cannes il documentario choc di al Kateab e Watts
ANNES16 maggio 201917:22
– Nella sezione Séance Spéciales Waad al Kateab e Edward Watts portano al Festival di Cannes ‘For Sama’, il primo documentario della giornalista siriana tanto duro quanto indispensabile, per capire l’evoluzione della politica del regime di Bashar al-Assad durante la rivoluzione siriana ad Aleppo dal 2005 al 2016.
Una sorta di microstoria che nasce da immagini forti e dalle lettere a Sama, figlia della regista, in cui racconta il perché alla fine sia rimasta in Siria nonostante l’inferno intorno.
Insomma cinque anni in cui questa donna, ovvero Waad al Kateab, si è innamorata, sposata e ha dato alla luce Sama dentro l’orrore della guerra.
Sama significa “sole”, speranza, e così non a caso Waad al Kateab e Hamza, suo marito e medico, rimangono ad Aleppo anche quando tutti se ne vanno, anche gli uccelli.
“I nostri canti coprivano il suono delle bombe – dice la regista – . La vita va avanti e batte ancora più forte quando in ogni momento tutto sembra essere perduto”.
Atlantiques, i boat people del SenegalMati Diop, con questo film riscatto i migranti
CANNES16 maggio 201920:23
Una sorta di Giulietta e Romeo senegalesi: sono Ada e Suleiman, divisi dal mare e, soprattutto, dalla povertà. Parte così ‘Atlantiques’, in concorso per la Francia in questa 72/a edizione del Festival di Cannes, firmato da Mati Diop, prima regista africana in corsa sulla Croisette (anche se lei si meraviglia di questo primato, “per i francesi – dice – sono solo una di loro, una francese”).Questa la storia del film, girato dalla cineasta di origine senegalese per riscattare in qualche modo le ragioni di chi parte, dei boat people. Ada (Mama Bineta Sane), giovane donna di Dakar, è innamorata di Suleiman (Traore), un operaio da troppo tempo senza lavoro e salario. Non solo, Ada è anche promessa sposa a un altro uomo di nome Omar (Babacar Sylla), molto ricco e anche gentile, ma che lei non ama. Un giorno, però, Suleiman scompare e tutti lo credono morto, specie quando sulla spiaggia di Dakar iniziano ad affiorare i corpi dei suoi amici e compagni di lavoro. Ma Ada non rinuncia a sperare che il suo uomo si sia imbarcato verso la Spagna su una delle tante piroghe alla ricerca di un futuro migliore e che torni.Nel frattempo a Dakar avvengono strani incendi legati ad avvistamenti di persone, o meglio di spettri di migranti che hanno affrontato quel viaggio in mare e non ce l’hanno fatta. Atlantiques, va detto, è basato su un corto omonimo della stessa Diop del 2009, già passato in molti festival in giro per il mondo vincendo molti premi (tra cui il Tiger Award a Rotterdam), che aveva lo stesso tema di questo film esordio della regista senegalese. L’emigrazione illegale del Senegal nel 2009, secondo la regista, ha visto la realtà di questi uomini “troppo spesso tradita e io ho come sentito il bisogno di una riparazione, di un riscatto”. I ragazzi di Atlantiques “sono come miei fratelli – dice ancora Mati Diop – anche se ho sempre vissuto a Parigi”.Quanto al fatto che la sua terra d’origine con le sue storie sia finalmente rappresentata a Cannes, “è una cosa triste che non sia accaduto prima – dice – , mi sono commossa quando l’ho saputo, come per qualcosa che ti succede ma non ti appartiene, è più grande di te. Conosco quanto sia importante avere punti di riferimento. L’idea che anch’io possa diventarlo, almeno per quelli che saranno influenzati dal mio film, mi riempie di gioia. Sarebbe come diventare una sorella maggiore”.
Moretti severo giudice in Tre pianiReportage di Elle su set del suo nuovo film in uscita nel 2020
16 maggio 201918:59
– Un severo giudice: è il ruolo che interpreta Nanni Moretti in Tre Piani (il titolo è provvisorio), il suo nuovo film da regista e coprotagonista, tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. Il cineasta ha aperto il suo set nella capitale (le riprese iniziate a marzo dureranno 16 settimane) al magazine Elle, che nel numero appena uscito, svela, in un reportage di Ilaria Ravarino, alcuni dettagli, personaggi, e curiosità sull’andamento della lavorazione. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, è costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era a Tel Aviv). Nel grande cast, fra gli altri, anche Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Stefano Dionisi. Tra i luoghi della lavorazione anche un’autentica residenza psichiatrica.
Bacurau, western “contro Bolsonaro”Registi, vicini agli studenti che protestano contro tagli
CANNES16 maggio 201919:03
– Si è parlato di politica alla presentazione stampa di Bacurau (Nighthawk) di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile al Festival di Cannes. Il film è una parabola surreale dalle molte anime, arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale, ma i suoi creatori dicono che riflette il Brasile di Jai Bolsonaro, il populista di estrema destra che è stato eletto presidente.
Mendoncha Filho ha detto che proprio ora in Brasile si sente “come una distopia in molti aspetti quotidiani”. Mentre il film veniva presentato al festival, decine di migliaia di studenti e insegnanti hanno protestato nelle strade brasiliane per ripercussioni di tagli all’economia che Bolsonaro ha annunciato.
I realizzatori hanno dichiarato di essere solidali con quei manifestanti.
Elton John ‘Rocketman’ sul red carpetOcchiali a forma di cuore, artista con marito a premiere biopic
CANNES16 maggio 201919:30
– Occhiali glitterati, per l’occasione a forma di cuore, lenti rosse, una giacca nera elegante con dietro la scritta Rocketman: così Elton John passa sul red carpet del festival di Cannes tra gli applausi. E’ una standing ovation lo accoglie nella sala del Grand Theatre Lumiere dove viene proiettato in anteprima mondiale e fuori concorso l’atteso Rocketman, il biopic musicale sul baronetto inglese interpretato da Taron Egerton e prodotto dallo stesso Elton John. Ad accompagnarlo il marito produttore canadese David Furnish con una giacca di velluto nera con un revers ricamato di strass argento. E poi il cast al completo del biopic diretto da Dexter Fletcher.
Sul red carpet tra gli altri Bella Hadid, Eva Longoria, Izabel Goulart, Maria Borges, Dita Von Teese, Isabeli Fontana con uno spettacolare abito con strascico, Sara Sampaio, il modello Baptiste Giabiconi e ospiti asiatici con colorati e stravaganti costumi.
Cannes: restaurato Miracolo a MilanoPromosso dalla Cineteca di Bologna, domani la proiezione
BOLOGNA17 maggio 201917:06
– Un capolavoro uscito dal cappello di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini: ‘Miracolo a Milano’, tratto dal romanzo ‘Totò il buono’ dello stesso Zavattini, che collaborò anche alla sceneggiatura assieme a Vittorio De Sica, Miracolo a Milano torna restaurato sulla croisette dopo la palma d’oro (che all’epoca si chiamava grand prix) per il miglior film, vinta nel 1951. La versione restaurata di una delle pellicole simbolo del periodo neorealista, sarà presentata domani al 72 festival di Cannes, nell’ambito della sezione Cannes Classics, alle 13.30 in Salle Buuel. Il restauro del film, realizzato dal Laboratorio l’immagine ritrovata, è promosso da Fondazione Cineteca di Bologna e Compass film, in collaborazione con Mediaset, Infinity tv, Artur Cohn, Films Sans Frontières e Variety Communications.
A Cagliari il master ‘Cartoon digital’Dal 21 al 23 maggio, evento per la prima volta in Italia
CAGLIARI17 maggio 201918:28
– Chi non ha visto al cinema negli ultimi anni un film a cartoni animati in digitale, chi non si è lasciato trasportare dalla fantasia guardando quei personaggi colorati tanto realistici quanto vicini ai mondi della fantasia.
È proprio l’animazione digitale vedrà Cagliari protagonista con ‘Cartoon Digital’, il master europeo sull’animazione digitale che per la prima volta si svolge in Italia, dal 21 al 23 maggio, grazie all’iniziativa della Fondazione Sardegna Film Commission, della Regione Sardegna e Cartoon Italia.
Il master, organizzato dall’associazione europea con base a Bruxelles Cartoon Media, sarà preceduto, il 20 e 21 maggio, dagli Italian Days, due sessioni rivolte ai nuovi talenti e ai produttori italiani. Un appuntamento che si inserisce nell’ambito del progetto Nuova animazione Sardegna, grazie al quale sta nascendo un laboratorio di produzione e alta formazione permanente che da Cagliari coinvolgerà in seguito tutta l’isola.
A Guadagnino nastro d’Argento europeoin occasione del Trentennale
CANNES17 maggio 201918:35
– E’ stato consegnato oggi a Luca Guadagnino il Nastro d’Argento Europeo che, per la prima volta a Cannes, ha celebrato quest’anno un compleanno speciale: i suoi primi trent’anni. “Da sempre “nouvellevaguista” sono felicissimo ed emozionato di essere a Cannes e alla Quinzaine des Réalisateurs. Questo Nastro Europeo in occasione del Trentennale mi sembra un ottimo augurio, sono certo che mi darà un nuovo slancio”, così Guadagnino, al festival con The Staggering Girl, ha accolto il riconoscimento.
Egerton, Elton John con sua benedizioneRegista di Rocketman, racconto solo la sua vita
CANNES
17 maggio 201918:43
– “Ieri sera? È stato il più bel giorno della mia vita. Sì lo ammetto ero commosso perché riconoscente, il pubblico poi è stato meraviglioso”. A parlare così, in conferenza stampa alla 72/ma edizione del Festival di Cannes, il ventinovenne gallese Taron Egerton, il quasi sconosciuto attore che ha vestito i panni di Elton John nella biopic ‘Rocketman’ di Dexter Fletcher dedicata alla pop star che era proprio vicino a lui ieri sera al Grand Theatre Lumiere. Una commozione, la sua, incontenibile durante gli oltre dieci minuti di applausi a fine proiezione di Rocketman con Egerton, con enorme fazzoletto bianco, che non faceva altro che asciugarsi le lacrime che continuavano a riempire i suoi occhi. Il film più musical che biopic, fuori concorso a Cannes e in sala con la Fox dal 29 maggio, coglie nel segno. E che tutto stava andando per il meglio lo si era capito dopo circa mezz’ora sulle note di ‘Your song’ quando il pubblico ingessato della sala, tra smoking e abiti lunghi, ha cominciato ad applaudire.
Little Joe, la piantina della felicitàJessica Hausner, la mia una storia alla Frankstein
7 maggio 201918:48N
– ‘Little Joe’, nonostante il nome che potrebbe ingannare, è solo una pianta frutto di una manipolazione genetica. Una pianta, con tanto di fiore rosso, protagonista del film omonimo della regista austriaca Jessica Hausner in concorso in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes, e secondo lungometraggio dei quattro diretti da registe donne. Ci ritroviamo nel più bianco e asettico dei laboratori di genetica vegetale in un tempo distopico. Qui troviamo Alice (Emily Beecham), donna separata con tanto di figlio adolescente, una delle scienziate a cui si deve questa nuova pianta molto promettente anche in un’eventuale lancio sul mercato. Il fatto è Little Joe ha delle caratteristiche non da poco. È infatti una pianta che se richiede qualche cura di troppo (deve stare al caldo ed ama che si parli con lei), promette in cambio vera felicità, ovvero lo sviluppo naturale in chi la possiede di ossicitina (anche detto ormone dell’amore). Ma qualcosa di strano accade.
‘Tutti sulla giostra’, a Roma l’omaggio a teatro a Gabriella FerriUn racconto fantastico i cui la cantante dialoga, tra gli altri, con Pasolini, Totò, De Filippo, Mia Martini Califano e tanti altri
15 maggio 201916:22
Debutta il 16 maggio a Roma lo spettacolo “Tutti sulla giostra! – Festa a casa di Gabriella” scritto e diretto da Tonino Tosto, con Susy Sergiacomo e Eleonora Tosto, musiche di Danilo Blaiotta, in scena al Teatro Belli di Roma fino al 26 maggio. È un racconto fantastico, imbastito sul filo della memoria, nel quale si avvicendano canzoni e testi recitati da una doppia Gabriella Ferri: quella dell’età matura, che ricorda, e quella giovane che interpreta le sue canzoni. Ecco allora susseguirsi sul palcoscenico i personaggi cari alla cantante romana, che entrano in scena come immaginari visitatori.Il primo è Pier Paolo Pasolini a cui Gabriella si rivolge così: Oh, ma me senti? Nun te distrae come ar solito tuo… t’aricordi? Se vedevamo a Campo de Fiori e era come si se conoscessimo e nun se semo mai detta ‘na parola…. Fino a che non arriva la musica e la voce intona: Me so’ fatta un quartino, m’ha dato a la testa, ammazza che toppa, a Nina, a Roscetta, a Modesta, lassateme qua!. È “Il valzer della toppa”, canzone scritta da Pasolini. Poi Gabriella confessa: Ma lo sai che me succede urtimamente? Che canto e nun riconosco più la voce mia… è come se quarcun’artro cantasse ar posto mio… un’altra – che poi sarei sempre io – ma più giovane… quanno ero n’alice… tre quattro mijoni de anni fa”.La voce da giovane di Gabriella è quella di Eleonora Tosto, che interpreta con passione e delicatezza le sue canzoni.
Gli amici continuano ad arrivare. Ecco Mia Martini. “Mimì, bella… lo senti puro te sto callo, dice sventolandosi, mamma mia, pare de sta’ all’inferno…- e ride. E allora musica, partono le note de “Stornello dell’estate”: Pe’ te me distruggo d’amore, bellezza mia, pe’ te butto sangue der core, ma nun me voi.”È il momento di Franco Califano: “A Frà! ce stai pure te… te possino ammazzatte, che pezzo che hai scritto… a Califà qui stamo tra noi, nun te mette a fa er sofistico….” E la canzone che canta Gabriella è “La nevicata del ‘56”: “C’era pure la giostra, sotto casa nostra e la musica che suonava. Io bambina sognavo un vestito da sera con tremila sottane…”L’emozione è grande quando a trovarla viene Totò: “Oddio, che emozione…quanto ho desiderato de avevve qui a casa mia…avevve no? è giusto!? A un principe se dà der voi?. Gabriella confessa di avere la tremarella quando canta in napoletano: “T’aggio vuluto bene a te! Tu mm’hê vuluto bene a me!”E ancora Napoli, con Eduardo De Filippo e uno dei cavalli di battaglia della cantante: “Dove sta Zazà”. “Era la festa di San Gennaro, quanta folla per la via…Con Zazá, compagna mia, me ne andai a passeggiá…”Da sud a nord, da Roma e Napoli a Milano, con l’amico Enzo Jannacci: “Te ricordi quanno so arrivata a Milano co’ Luisa? Quanto c’hai aiutato… “Di Jannacci Gabriella canta “Aveva un taxi nero” e “Vincenzina e la fabbrica”.E poi Lucio Dalla: “Oh, a Lucio…come so contenta che sei venuto, mamma mia quant’anni…. “. E le canzoni sono “4 marzo 1943” e “La sera dei miracoli”: “È la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma, con la bocca fa a pezzi una canzone.”Gli amici sono tanti e per ognuno di loro Gabriella ha un pensiero affettuoso, una canzone da ricordare.
Ci sono Fellini, Pino er pasticciere, Renato Zero, Patty Pravo, Enrico Montesano, Marcello Mastroianni, Domenico Modugno, Renzo Arbore, Anna Magnani.Ci sono le canzoni, quelle più famose, come “Sempre”. Tanto buio tanto colore, tanta noia tanto amore tante sciocchezze tante passioni, tanto silenzio tante canzoni.Fino all’ultima, con la quale si chiude lo spettacolo, e che ripete: Via che qui si muore anche su con la vita, via, via, finirà, basterà, se ne andrà, sono sicura, se ne andrà via, via! Su con la vita, su con la vita.“La Ferri – afferma il regista Tonino Tosto – è come Roma: crocevia di culture, impasto di colori, incrocio di suoni, esplosione di sentimenti, passioni, dolori, risate e… sgrullate de spalle”. “Una voce che non smetterà mai di aiutarci a salire a cantare tutti sulla giostra”, aggiunge.
Libri, Corporate diplomacyPer il 52% dei consumatori sono più efficaci dei governi
17 maggio 201917:15
– “Non è più possibile per le imprese dirsi politicamente neutrali”. E’ la tesi del libro “Corporate Diplomacy” di Vittorio Cino e Andrea Fontana (Egea). I brand possono essere più efficaci dei governi per risolvere le emergenze sociali, per il 52% dei consumatori intervistati per il rapporto Edelman 2018 e quasi metà di loro è convinto che abbiano idee migliori e più innovative per affrontarle. Per questo la “legittimità a scendere in campi in maniera diretta e robusta sul piano sociale o politico è un dato di fatto”.
“Sempre più i grandi brand hanno un’agenda globale, quindi devono avere una strategia, valori e linee guida, una sorta di politica estera aziendale”, spiega l’autore Vittorio Cino, Eu public affairs director di Coca Cola, che cita l’esempio dello schieramento delle maggiori multinazionali Usa contro la politica sull’immigrazione di Trump. Il libro è stato presentato a Roma, con Carlo Calenda, Claudio Cerasa e Paolo Messa.
Le Strade giuste di Amato e MorgantiIl nuovo modello sociale tra bene comune, lavoro e ambiente
17 maggio 201917:39
-Dalla finanza d’impatto all’impegno per l’economia sociale, dal lavoro di qualità all’ambiente. Sono le “strade giuste” che si stanno imponendo nel dibattito seguito alla crisi, al centro dell’omonimo libro dell’ex presidente del consiglio, Giuliano Amato, e dell’amministratore delegato di Banca Prossima, Marco Morganti (per la Fondazione Feltrinelli). “Strade giuste. Economia e società nel segno del bene comune” è il titolo completo del volume, che indica una strategia per far sì che l’innovazione sociale degli ultimi anni abbia un valore sistemico e non sia transitoria. Questa strategia passa dal rafforzamento non solo delle azioni dal basso, ma anche delle infrastrutture top-down. “Orizzontalità e verticalità che riguardano filiere e reti commerciali, ecosistemi di competenze e, non da ultimo, risorse di natura economica – scrive Flaviano Zandonai nell’introduzione – allocate secondo modalità in grado di generare un ritorno sull’investimento sia in senso stretto, sia rispetto a quel nuovo assetto socioeconomico che ormai da troppo tempo si sta cercando di costruire”. In quest’ottica, più che la strada del reddito di cittadinanza, quella “giusta” è il lavoro di cittadinanza in un’ottica keynesiana, con l’occupazione dei disoccupati in attività di utilità sociale come la manutenzione del territorio. Più della sharing economy, che spesso nasconde forme di sfruttamento, la strada è quella della condivisione del tempo e della cittadinanza attiva. Più del terzo settore, a cui comunque viene riconosciuto un ruolo insostituibile, la strada è quella di una economia sociale in grado di unire profitti e bene comune.
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Record a Ny per tela Monet, 110 mln dlr
Quadro della serie i ‘Covoni’ tra i 10 più pagati in un’asta
WASHINGTON15 maggio 201912:28
– Una tela della serie i “covoni” del pittore francese Claude Monet è stata acquistata per 110,7 milioni di dollari in un’asta organizzata da Sotheby’s a New York. Si tratta di un record per l’artista durante un’asta, con una somma che è tra le dieci più alte mai battute ad una vendita all’incanto.
Mannoia, impegno nel Personale TourFrecciata a Salvini e omaggio a Gino Strada nella data milanese
15 maggio 201912:54
– Due ore di energia, poesia, impegno. Fiorella Mannoia ha portato questo il 14 maggio in un Teatro degli Arcimboldi gremito per la tappa milanese del suo ‘Personale tour’. Sul palco, accompagnata da una band di sei elementi, Mannoia porta la sua visione del mondo espressa nelle canzoni, a partire da ‘Il peso del coraggio’ e dal nuovo singolo ‘Il senso’, ma anche nelle fotografie, scattate dalla cantante stessa e inserite in una scenografia a forma di grande occhio.
Di brano in brano, Mannoia accompagna il pubblico tra perle come ‘I treni a vapore’ e ‘Come si cambia’. Per ‘Siamo ancora qui’ Mannoia fa anche allusione al ministro dell’Interno: “Sogni e speranze non conoscono confini, ma non ditelo a Salvini”. Una presa di posizione ribadita sul finale, quando Mannoia invita sul palco Gino Strada, per festeggiare con lui i 25 anni di Emergency: “Quest’uomo è un vero orgoglio per questo Paese – dice la cantante tra gli applausi -. Cercano di infangare tutto oggi, ma non ci riusciranno con Emergency”.
Selena Gomez, terrorizzata dai socialIl regista Jarmusch, Romero la mia fonte
CANNES15 maggio 201913:31
– George Romero “è stato il mio riferimento principale per I morti non muoiono. I suoi sono zombie postmoderni. La notte dei morti viventi è il primo film horror che ho visto. Mi piace molto John Carpenter, i film di Sam Raimi, quelli di Mario Bava e Dario Argento, ma George Romero è molto importante. Ha cambiato l’idea che avevamo di mostri e zombie. I mostri, prima, provenivano dall’esterno della struttura sociale, da Romero, provengono da una società in rovina. Sono le vittime e i nemici”, ha detto Jim Jarmusch del suo film che ha aperto il 72/mo festival di Cannes. La ‘debuttante’ al festival Selena Gomez, 26 anni, attrice e produttrice, una carriera cominciata giovanissima con le serie Disney, ha emozionato rivelando quanto sia terrorizzata dai social network. “Hanno un impatto terribile sulla nostra generazione, le persone non ottengono le giuste informazioni”, ha detto. “Certo che li uso per parlare di cose che mi affascinano, ma conosco anche ragazze molestate nelle reti. Sono molto pericolosi”.
Ferro, 31/5 esce Buona (cattiva) sortePrimo singolo dell’album “Accetto miracoli” atteso per il 22/11
5 maggio 201913:32
– Esce il 31 maggio Buona (Cattiva) Sorte, il primo singolo ad anticipare il nuovo album di Tiziano Ferro, Accetto Miracoli, atteso il 22 novembre (Virgin Records).
Il brano è disponibile anche in vinile 45 giri numerato.
In Buona (Cattiva) Sorte la voce e la melodia di Tiziano si fondono con gli interventi vocali e l’inconfondibile stile di Timbaland: un brano senza confini geografici né di genere.
“Buona (Cattiva) Sorte rappresenta per me la rinascita – dice Ferro -. È una canzone che parla al futuro, senza chiudere le porte a ciò che è stato. Un assaggio di quello che sarà un disco che marca l’inizio di una nuova epoca per me. Un album fresco, onesto, energico, figlio dell’esigenza di consegnarmi ad esperienze nuove”. Resa nota anche la tracklist dell’album: Accetto Miracoli, Vai ad amarti, Amici per errore, Seconda pelle, Balla per me, In mezzo a questo inverno, Come farebbe un uomo, Un Uomo Pop, Il destino di chi visse per amare, Casa a Natale, Le 3 parole sono 2, Buona (Cattiva) Sorte.
Maraschio, serve lingua a misura donnaPresidente emerita Crusca,”ancora troppe resistenze e ignoranza”
AGLIARI15 maggio 201913:45
– “La lingua crea realtà, reinventa la visione del mondo. La parola permette alle donne di uscire dall’oscurità secolare”. Nicoletta Maraschio, presidente emerita dell’Accademia della Crusca, racconta
i traguardi ma anche le resistenze che accompagnano la rivoluzione mediatica impressa dal linguaggio di genere negli organi di informazione.
Ospite del doppio appuntamento del corso di formazione promosso da Giulia Giornaliste Sardegna e dall’Ordine regionale dei giornalisti a Sassari e a Cagliari, il 16 e 17 maggio, Maraschio aprirà una finestra sulla lingua italiana e offrirà nuovi spunti ai relatori – docenti ed esperti in materia – per capire come superare gli ostacoli e le discriminazioni che si nascondo dietro l’uso di parole errate. “C’è una ironia diffusa e una scarsa consapevolezza sulla corretta declinazione al femminile dei ruoli – spiega la presidente emerita – Frutto di anacronismo, resistenza culturale e ignoranza della grammatica.
Einaudi, devo la carriera… a un ladroIl musicista si racconta in un’intervista a Die Zeit
BERLINO15 maggio 201913:54
– Il compositore italiano Ludovico Einaudi deve la sua carriera di successo musicale a… un ladro: “Nella mia infanzia sognavo di diventare un fotografo”, ha detto alla Zeit in un’intervista che sarà pubblicata il 16 maggio.
Quando aveva dodici anni, suo padre gli regalò una fotocamera Rolleiflex, che portava ovunque. “Fotografavo di tutto, ed avevo anche imparato a sviluppare le foto. “Un giorno siamo stati derubati a Milano e i ladri hanno preso la mia amata macchina fotografica. Ero così triste che non ho fatto foto per anni: amavo quella macchina così tanto da non volerne una nuova. La musica mi ha confortato durante questo periodo e alla fine è diventata la mia più grande passione”, sostiene.
In ogni caso, al compositore 63enne la passione per la fotografia non è passata. “Quando sono in tour, ho sempre tra cinque e sei macchine nel mio bagaglio, tra cui una nuova Rolleiflex”.
Scoprire Matera con le ‘Passeggiate’ FaiA Casa Noha presentato il tavolo multimediale interattivo
MATERA15 maggio 201913:59
– “Passeggiate a Matera”: è l’offerta del tavolo multimediale interattivo che consente ai turisti che visiteranno Casa Noha, la sede del Fai operativa sulla Civita nei rioni Sassi, di avere utili indicazioni con testi, mappe, foto sul paesaggio urbano e sul circondario alla scoperta di luoghi speciali come monumenti, chiese, musei, quartieri e borghi della Capitale europea della Cultura 2019.
Il nuovo servizio, che si aggiunge al video racconto immersivo “I Sassi invisibili” inaugurato nel 2014, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dal vicepresidente del Fondo Ambiente Italia, Marco Magnifico, e dai referenti territoriali dello stesso Fai.
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Kering, solo over 18 anni in passerella
Il gruppo, “ulteriore progresso nell’impegno verso le donne”
15 maggio 201914:41
– Kering fa un passo in avanti nella tutela di modelle e modelli. Dalle sfilate autunno-inverno 2020/1 il gruppo impiegherà solo over-18enni per sfilate o foto dove devono essere rappresentati adulti. “La carta sui rapporti di lavoro e benessere dei modelli elaborati da Kering e Lvmh nel 2017 ha già portato a progressi nel settore del lusso, in particolare introducendo un’età minima di 16 anni per i modelli.
Questo nuovo passo segna ulteriori progressi nel continuo impegno di Kering verso le donne” spiega il gruppo.
Il gruppo francese del lusso è un colosso da 13,6 miliardi di fatturato nel 2018 e di oltre 63 di capitalizzazione in Borsa, e ha ‘in pancia’ marchi della moda come Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga o Alexander McQueen. Assieme al peso massimo Lvmh rappresenta uno dei maggiori poli del settore nel mondo.
Manieri Elia guiderà Accademia VeneziaE’ storico dell’arte già vice in pinacoteca
VENEZIA15 maggio 201915:07
-Lo storico dell’arte Giulio Manieri Elia è il nuovo direttore dell’Accademia di Venezia. Lo rende noto il ministero dei beni culturali. Giulio Manieri Elia, 59 anni, si è laureato in Lettere e Filosofia (Storia dell’Arte Moderna). Nel 1996 ha conseguito con lode un diploma in Storia dell’Arte Medioevale e Moderna e nel 2000 un dottorato di ricerca in Storia e conservazione dell’Oggetto d’Arte e d’Architettura; nel 2012 l’abilitazione in Storia dell’Arte. Dal 1994 ad oggi è stato docente a contratto di Storia dell’Arte medievale e Moderna, Teoria e Storia del Restauro presso l’Università della Calabria, Arcavata di Rende (Cosenza), e di Museologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2009 ha vinto un concorso per quattro posti di Dirigente Storico dell’Arte al Ministero dei Beni e le attività culturali. Dal 2009 al 2013 è vice direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, fra le altre cose, dal 2006 al 2009 è stato direttore del laboratorio delle Gallerie dell’Accademia.
Lo Cascio apre Città del Libro a UrbinoVI edizione del festival guarda a Volponi e ‘Pianeti irritabili’
15 maggio 201916:14
– Sarà dedicata ai ‘Pianeti irritabili’, un tributo a Paolo Volponi, alle sue opere e al suo sguardo sulla città, la sesta edizione del festival ‘Urbino e le Città del Libro’, che si inaugura il 17 maggio. Ad aprire la manifestazione sarà Luigi Lo Cascio con il suo esordio letterario ‘Ogni ricordo un fiore’ (Feltrinelli). Fino a domenica 19 maggio la città ospiterà incontri, letture, concerti e mostre con tra gli ospiti principali Neri Marcoré, Pier Paolo Giannubilo, Antonio Moresco, Vanni Santoni e lo scrittore Anthony Cartwright, tra i protagonisti della giornata conclusiva con il suo romanzo, ‘Il taglio’ (66thand2nd), con cui si addentra nelle ragioni profonde della Brexit, tra la povertà, la rabbia e solitudine delle periferie.
Le mostre sono dedicate ai lavori di Mara Cerri, alla carriera artistica dell’illustratore Giovanni Mulazzani e c’è anche una collettiva di opere realizzate da illustratori con una BIC 4 colori, sfida lanciata dal curatore Alessandro Baronciani. A Urbino saliranno sul palco anche Alessandro Baronciani, Giovanni Bietti, Adrián Bravi, Deborah Brizzi, Cristiano Cavina, Sara Fabbri, Ciro Fanelli, Angelo Ferracuti, Antonio Ferrara, Maria Antonietta, Matthias Martelli, Elisa Menini, Chiara Natalucci, Marino Neri, Umberto Piersanti e Claudio Sopranzetti. Le illustrazioni del tema della sesta edizione sono a cura, per il secondo anno, dell’artista Guido Scarabottolo. Torna anche ‘Urbino Città dei piccoli’ con una programmazione speciale dedicata ai lettori dai 3 agli 11 anni.
Premio Denti a libreria Casa sull’AlberoPromosso da Aie e Andersen sarà assegnato 25 maggio a Genova
15 maggio 201917:07
– E’ La Casa sull’Albero di Arezzo la libreria per ragazzi vincitrice del ‘Premio Gianna e Roberto Denti 2019′, promosso dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e da ANDERSEN. Il Premio sarà assegnato il 25 maggio a Genova durante la 38/ma edzione del Premio Andersen. La Casa sull’Albero è stata scelta “per la capacità, pur nel breve tempo trascorso dalla sua fondazione nel 2013, tanto di radicarsi sul proprio territorio offrendo occasioni culturali differenziate per l’infanzia, quanto di segnalarsi sul piano nazionale come interlocutore privilegiato per gli altri attori della filiera del libro” spiega la motivazione. “La scelta del vincitore è stata unanime, seppure non scontata, perché ogni libreria proposta meritava attenzione per l’originalità e la personalità espressa con il proprio lavoro” ha detto Beatrice Fini, coordinatrice del Gruppo Ragazzi di AIE.
“Un grazie speciale a tutti i librai per ragazzi che ogni giorno – ha sottolineato la Fini – ci aiutano a creare nuovi lettori e di conseguenza contribuiscono alla crescita del Paese” Arrivato alla sesta edizione, il premio seleziona ogni anno la migliore fra le librerie per bambini e ragazzi ed è stato creato per sottolineare il ruolo e il valore di questi fondamentali presidi di cultura sul territorio, e per ricordare la figura e l’impegno di Roberto Denti (1924-2013) giornalista, scrittore e soprattutto fondatore, insieme a Gianna Vitali (1943-2016), della storica Libreria dei Ragazzi di Milano. La giuria del premio è composta dagli editori per Ragazzi di AIE e dalla direzione della rivista ANDERSEN. Il logo del Premio Gianna e Roberto Denti è stato realizzato da Giulia Orecchia e sarà usato per promuovere le iniziative che la libreria La Casa sull’Albero organizzerà durante tutto l’anno grazie alla collaborazione degli editori AIE.
Pagano direttore Parco Campi FlegreiOra è direttore Museo Archeologico e Teatro Romano Spoleto
NAPOLI15 maggio 201917:30
– E’ Fabio Pagano il nuovo direttore designato dal Mibac per il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Pagano, 47 anni, archeologo specializzato in antichità post classiche, è stato funzionario archeologo per la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e direttore del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli dal 2013 al 2015. Dallo scorso anno dirige il Museo archeologico nazionale e Teatro Romano di Spoleto e l’Area archeologica di Carsulae. Dal 2018 insegna all’Università degli studi di Udine come docente del corso di Valorizzazione per il turismo dei beni culturali all’ interno del corso di Laurea magistrale in Gestione del turismo e degli eventi culturali.
Collezione Casamonti, da Mirò a BasquiatNuova stagione spazio museale Firenze, dagli anni ’60 a oggi
FIRENZE15 maggio 201918:08
– Da Boetti a Bill Viola, passando per Schifano, Mirò e Basquiat e molti altri artisti: nuova stagione per la Collezione Casamonti, lo spazio museale a Firenze, in Palazzo Bartolini Salimbeni, che dall’anno scorso accoglie la raccolta d’arte moderna e contemporanea del gallerista fiorentino Roberto Casamonti. Cambiano le opere in mostra: dopo i capolavori della prima metà del Novecento, dal 26 maggio saranno esposti quelli dagli anni ’60 a oggi, secondo un allestimento a cura di Bruno Corà.
Il rinnovo era programmato e già annunciato al momento dell’apertura al pubblico della Collezione: l’obiettivo è mettere a disposizione dei visitatori le opere raccolte dal gallerista in 40 anni di ricerche.
Alla Scala ristorante aperto fino notteNuovo look e nuovi orari per il Foyer, erede de Il Marchesino
MILANO15 maggio 201918:11
– Dal prossimo giugno vedere un’opera alla Scala e poi fermarsi a mangiare al ristorante del teatro dopo lo spettacolo sarà possibile. Il mese prossimo ‘Il Foyer’, il bar ristorante erede del Marchesino alla Scala, alzerà la saracinesca alle 8 e sarà aperto fino alle 2, ben oltre quindi l’attuale orario. È questa una novità della nuova gestione che ha inaugurato lo spazio che si trova nei portici del teatro dopo alcuni mesi di ristrutturazione. Il nuovo orario sarà in vigore da quando riaprirà anche il dehors. Spazio aperto, luce, poltrone rosse dall’alto schienale sono alcuni degli elementi introdotti dall’architetto Michael Vincent Uy, filippino laureato al Politecnico di Milano con esperienza nel settore del lusso. In cucina Anatolij Franzese che ha iniziato a collaborare con Gualtiero Marchesi nel 2016, dopo esperienze in Italia e all’estero, mentre a capo della pasticceria c’è Matias Ortiz, che ha lavorato con Ernst Knam e al ristorante stellato Da Vittorio di Brusaporto, in provincia di Bergamo.
Da Armani ‘About Future’ con PoliMiAl Silos mostra collettiva 50 lavori studenti architettura
15 maggio 201918:13
– Nuova collaborazione con il Politecnico di Milano per Giorgio Armani che, in occasione della Milano Arch Week 2019, ospita ‘About Future’, una mostra collettiva presso l’Armani/Silos di circa cinquanta dei modelli più significativi dei lavori realizzati per l’esame di laurea degli studenti e giovani laureati di Architettura.
“Ho concepito il Silos – dice Armani – come un luogo che promuovesse la creatività e che fosse uno stimolo per nuove idee, incoraggiando i giovani a esprimersi. Sono felice di dare spazio agli studenti di architettura del Politecnico per questa mostra così ricca di significato, che fa riflettere su temi importanti come la sostenibilità e l’innovazione. Mi ha colpito la capacità di questi giovani di guardare al futuro, senza dimenticare le origini”. La complessità della trasformazione delle città, dei paesaggi, le nuove condizioni dell’abitare, la ricerca di nuovi e sostenibili equilibri tra artificio e natura sono i temi su cui si concentrano i progetti degli studenti.
Black Mirror 5, super cast per serieda Miley Cyrus a Anthony Mackie, su Netflix da 5 giugno
15 maggio 201918:19
– Nel cast spicca tra tutti il nome di Miley Cyrus, attrice e cantautrice americana, mentre troviamo fra gli altri anche Andrew Scott (il Moriarty della serie TV ‘Sherlock’) e Anthony Mackie (il ‘Falcon’ dell’Universo Cinematografico Marvel). Il 5 giugno 2019 Netflix renderà visibile in streaming la quinta stagione di ‘Black Mirror’, serie TV antologica (caratterizzata da episodi o stagioni che presentano trame e personaggi diversi) che nel corso degli anni ha saputo distinguersi grazie a un approccio interessante e stimolante al tema della tecnologia e al genere della fantascienza. Nell’attesa ha pubblicato il trailer ufficiale in poche ore condiviso da milioni di appassionati. Dalla mente geniale di Charlie Brooker con Annabel Jones nel ruolo di produttrice arrivano tre nuove storie completamente inedite. Nel cast Anthony Mackie, Miley Cyrus, Yahya Abdul-Mateen II, Topher Grace, Damson Idris, Andrew Scott, Nicole Beharie, Pom Klementieff, Angourie Rice, Madison Davenport e Ludi Lin
Leonardo, apre Sala delle AsseAl via le iniziative ‘Leonardo mai visto’
15 maggio 201918:50
– Con l’apertura della Sala delle Asse, si inaugurano oggi le iniziative ‘Leonardo mai visto’ gli eventi organizzati all’interno del Castello Sforzesco e inserite nel calendario di Milano Leonardo 500. La Sala delle Asse viene eccezionalmente riaperta dopo 6 anni di restauri ma solo fino al 12 gennaio.
Leonardo lavorò in quella Sala del castello nel 1498 su incarico di Ludovico il Moro poco dopo aver terminato il Cenacolo. Durante la ricostruzione del Castello, nei primissimi anni del ‘900 venne scoperta una complessa decorazione pittorica che nei progetti ricopriva la vasta sala (15×15 per oltre 10 mt di altezza) trasformata in un gigantesco trompe-l’oeil, al centro una radice (detto il Monocromo perché disegnata a carboncino), alla base un pergolato di 18 alberi di gelso che si intrecciano sulla volta sorreggendo uno stemma e targhe Sforzesche. Il calendario di Leonardo mai visto prevede numerosi altri eventi con mostre, installazioni multimediali e un gioco di immagini e suoni proiettati sulla Torre del Filarete del Castello.
Murgia super vincitrice Premio MoranteScelta dai ragazzi della giuria popolare
15 maggio 201919:48
– Michela Murgia con ‘Noi siamo tempesta’ (Salani) è la Super Vincitrice 2019 del Premio Elsa Morante Ragazzi. La scelta è stata fatta dalla giuria popolare del Morante, composta da oltre mille ragazzi di scuole medie inferiori e superiori, durante la cerimonia di premiazione oggi all’Auditorium della Rai di Napoli.
La giuria tecnica del Premio Elsa Morante Ragazzi, presieduta da Dacia Maraini, aveva decretato vincitori, oltre alla Murgia, Carlo Rovelli con “Ci sono luoghi al mondo dove più che le regole è importante la gentilezza” (Corriere della Sera) e Sofia Sofia Viscardi con “Abbastanza” (Mondadori).
Da Grease a Sgarbi a Roma nella stagione dell’OlimpicoTante risate, poi danza, musical, da Lillo & Greg ai Momix
17 maggio 201912:05
Sul palcoscenico con la bella scenografia di ‘I musicanti’, il trascinante spettacolo costruito sulle canzoni di Pino Daniele che avrà un’ultima replica straordinaria venerdì e che ritornerà l’anno prossimo a marzo, è stata presentata la stagione 2019/2020 ‘Live in Rome’ del Teatro Olimpico: ”Abbiamo mantenuto la tradizionale varietà delle proposte – ha sottolineato il direttore artistico Lucia Bocca Montefoschi – legate insieme al desiderio di leggerezza, troppo trascurato nella nostra quotidianità, e dall’aspirazione che ognuno di noi ha verso una poesia e una magia del palcoscenico capace di trascinarci in mondi diversi”. Ecco allora, da fine settembre a metà maggio, un prevalere di spettacoli comici per divertirsi, cui fa da contrappeso un dramma da paura come ‘L’esorcista’ con effetti multimediali ispirati all’omonimo romanzo e al celeberrimo film di Friedkin, e poi tanta musica, canto e danza con l’intermezzo di cinque lezioni di Vittorio Sgarbi su Raffaello. Apre il 26 settembre il comicamente sgangherato gioco di ‘Che disastro di commedia’, versione italiana di ‘The Play that Goes Wrong’, grande successo inglese realizzato da un gruppo di giovani sotto la guida di Mark Bell, e chiude la stagione una novità di Roberto Cavosi con Pino Quartullo e Enzo Iacchetti, ‘Hollywood burger’, su due poveri attori che sotto Natale si ritrovano alla mensa dei mitici Studios raccontandosi reciprocamente balle sulla propria carriera nella speranza di incrociare qualche grande star e farsi notare. Sul grande palcoscenico dell’Olimpico si succederanno per strappare risate al pubblico via via Massimo Lopez con Tullio Solenghi, Maurizio Battista col suo nuovo show, i gagmen Lillo e Greg, poi Teo Mammuccari, Ucci De Santis e Antonello Costa col suo nuovo varietà. Mentre si è coinvolti dalle trascinanti musiche del sempiterno ‘Grease” ancora in piedi dopo 11 anni con la Compagnia Della Rancia, da quelle di ‘Sweeny Todd’ con orchestra dal vivo, e naturalmente da ‘I Musicanti’, oltre all’ ‘Orchestraccia’ con le sue personali rivisitazioni della grande tradizione canora. In programma poi le magie prestidigitatorie del tradizionale e illusionistico ‘Supermagic’ e quelle coreo0grafiche-acrobatiche dei Sonic con ‘Duum’, mentre non meno stupore nasce dal ritorno di ‘Alice’ dei Momix. I ballerini di Moses Pendleton si uniranno, per il Festival della danza creato in collaborazione con la Filarmonica Romana, con quelli di William Fosythe in ‘A quiet evening of dance’, con una novità di Misha van Hoecke sulle musiche dei Pink Floyd e col tango argentino di Miguel Angel Zotto. Per la conferenza stampa quasi tutti gli artisti in programma hanno dato un saggio della loro bravura, mentre Sgarbi ha dato violento sfogo verbale alla sua rabbia verso il ministero dei beni culturali e il ministro Bonisoli che – sostiene – gli hanno negato in extremis il prestito di quattro tele per la mostra da lui curata su Raffaellino del Colle (artista che dette il suo meglio nella Villa Imperiale di Pesaro) che si apre venerdì a Palazzo Ducale di Urbino.
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Mick Jagger danza e si allena dopo l’operazione al cuore
Sui social impazza un video in cui si nota la rock star stare in forma
15 maggio 201920:04
Mick Jagger danza e si allena dopo l’operazione al cuore. Sui social impazza un video in cui si nota la rock star stare in forma
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Esce il 4 giugno ‘Assedio’ di Michael Wolff
In contemporanea mondiale, in Italia per Rizzoli
17 maggio 201912:05
‘Assedio’ il nuovo libro di Michael Wolff, dopo ‘Fuoco e Furia’ , uscirà il 4 giugno in contemporanea mondiale, in Italia per Rizzoli.
In Fuoco e Furia Wolff aveva descritto la prima fase dell’amministrazione Trump. La cronaca straordinariamente avvincente Assedio comincia all’avvio del secondo anno della presidenza Trump e termina con la consegna del rapporto Mueller, rivelando un’amministrazione sempre più sotto il torchio degli inquirenti e un presidente via via più suscettibile, imprevedibile e vulnerabile. Il nuovo libro di Wolff è un reportage altrettanto essenziale ed esplosivo su una presidenza sotto attacco su quasi ogni fronte.
Almodovar, spero stop destra a EuropeeRegista, il risultato del mio Paese è un messaggio forte
CANNES15 maggio 201919:38
– “Le elezioni europee? Difficile fare previsioni, posso solo sperare che l’onda lunga dei risultati spagnoli del mese scorso travolga l’estrema destra. In Spagna il messaggio che i cittadini hanno dato è stato chiarissimo: non vogliamo nessuna svolta a destra” dice Pedro Almodovar, al festival di Cannes in concorso con Dolor y gloria.
Il regista parla al plurale: “Abbiamo odiato il tipo di campagna elettorale che hanno fatto quei partiti, piena di insulti, minacce violenza e il risultato è nelle urne: l’estrema destra è stata fermata, abbiamo evitato esplodesse e questa è la reazione migliore che potevamo dare esprimendoci in democrazia.
Il risultato è stato sorprendente e ora speriamo – ha proseguito – in quattro anni migliori di quelli passati e che questo governo di unità progressista faccia bene al paese”.
Rai Cinema debutta nella realtà virtualeNasce app tutta italiana. Primo video racconto Happy Birthday
CANNES15 maggio 201919:48
– Si dice Rai Cinema e si pensa alla casa di produzione della tv pubblica, ai grandi film italiani premiati nel mondo e al ritorno a Cannes di Marco Bellocchio. Ma Rai Cinema è anche produttore e distributore di contenuti multimediali in altri settori e sulla Croisette si festeggia il suo ingresso in grande stile nel mondo della realtà virtuale (VR). Sarà infatti la prima media company a lanciare una app tutta italiana a realtà aumentata che permetterà agli appassionati di fruire di contenuti, eventi, incontri coi protagonisti con un’esperienza immersiva. Nella virtual room di Rai Cinema si accede con visori (dal vivo), con gli smartphone e usando su qualsiasi dispositivo digitale la app. Due i prototipi presentati: un’intervista esclusiva con Pierfrancesco Favino, realizzata grazie alla partnership con la rivista Vanity Fair, e il videoracconto crossmediale “Happy Birthday” di Lorenzo Giovenga prodotto da Manuela Cacciamani con la sua One More Pictures che fa per l’occasione il suo ingresso nella VR.
A Jarmusch premio carriera AnimavìRegista a rassegna a Pergola 10-14 luglio
PERGOLA (PESARO URBINO)15 maggio 201920:24
– Dopo Kusturica, Sokurov e Wenders andrà quest’anno allo scrittore e regista statunitense Jim Jarmusch il Bronzo dorato alla carriera della quarta edizione del Festival internazionale di cinema d’animazione e arte poetica Animavì di Pergola in programma dal 10 al 14 luglio. Il film di Jarmusch I morti non muoiono ha appena aperto il 72/o Festival di Cannes. “Ha accettato di venire a Pergola ad Animavì, già questo sembra incredibile, uno scherzo, invece è vero – ha commentato il direttore artistico Simone Massi, importante regista italiano di cinema d’animazione -. Ogni anno partiamo con grande umiltà, dicendoci la verità, cioè che siamo piccoli e che non è possibile ripetere il livello dell’edizione precedente. Eppure, in qualche modo, ci riusciamo: Kusturica, Sokurov, Wenders e adesso Jarmusch”.
Cannes: Pedro e Antonio, “Il cinema ci salverà”Almodovar, Banderas il miglior Mastroianni che potessi avere
CANNES16 maggio 201915:05
Pedro e Antonio, Almodovar e Banderas, Dolor y Gloria. “E’ il miglior Mastroianni che potessi avere”, dice ai giornalisti italiani il regista come se fosse Fellini con il suo alter ego cinematografico. Nel film, in concorso al festival di Cannes e in sala da noi dal 17 maggio con Warner, l’attore di Malaga che proprio Almodovar agli albori fece debuttare in Labirinto di passioni interpreta un regista depresso, in là con gli anni, in crisi creativa, che si rifugia nell’eroina e ritorna indietro alla sua vita di un tempo, dalla scoperta dell’omosessualità a quella del successo passando per il rapporto decisivo con la madre (Penelope Cruz).”Tutto nel film riporta a me: ci sono i miei mobili, la replica del mio appartamento a Madrid, persino i quadri dei pittori della movida di Madrid tra fine anni ’70 e inizio ’80, ma non tutto quello che racconto è accaduto, semplicemente sarebbe potuto accadere”, spiega Almodovar, “c’è la mia vita al 40% ma il mio profondo io al 100%”. “La sceneggiatura mi ha sorpreso per le verosimiglianze ma ho dovuto ‘dissociarmi’ e diventare un personaggio pur essendo in totale confidenza con lui e avendo vissuto nella vita vera tante cose con lui”, aggiunge Banderas, all’ottavo film con il regista della Mancha, “il più vero e naturale per me”. L’attore di Donne sull’orlo di una crisi di nervi e di Philadelphia ha attinto anche dal suo recente vissuto per restituire ‘dolore’ al personaggio: “l’attacco di cuore di due anni fa mi ha segnato. Per una volta come artista ho pescato nelle mie paure”.Al di là della storia, Almodovar esorcizza in Dolor y gloria “l’ombra nera della mia vita, quella con cui devo convivere ossia il rischio che mi capiti quello che succede al personaggio, che perda l’ispirazione, la creatività o abbia incapacità fisica a dirigere un film. La grande paura per me è la perdita di cinema, lo schermo è l’unica compagnia, una vera dipendenza. Nel film alla depressione si rimedia con l’eroina ma è la pellicola la vera dipendenza. E’ il cinema a salvarlo e il cinema ha salvato me nella realtà”.Dice Antonio Banderas di Almodovar, lui che lo conosce “da 37 anni: in tutti questi anni Pedro ha depurato il suo stile, è meno ‘crazy’ ma non ha mai perso la propria personalità resistendo anche alle sirene hollywoodiane”. Avrebbe avuto la sua occasione americana dirigendo Brockeback Mountain, conferma poco dopo lo stesso regista specificando che adora il film di Ang Lee, ma che non ha accettato pensando “che mai a Hollywood sarebbe passata la mia idea, peraltro ispirata al libro, ossia che i due cowboy avrebbero scopato tutto il tempo come animali, se non altro per riscaldarsi”.E’ al festival di Cannes dove tante volte è stato in concorso senza mai acciuffare la Palma d’oro. Cannes cambia la vita ai cineasti come ha detto il presidente di giuria Inarritu? “La mia vita è la stessa con o senza una Palma d’oro – risponde – ma il festival è importante perchè fa capire davvero che film ho fatto ad una platea gigantesca di osservatori internazionali. Mi piace essere qui e in concorso”.L’amore per il cinema è anche per quello degli altri, “ho amato Roma di Cuaron, visto sul grande schermo non certo su Netflix, io amo la sala e la frequento ma non per andare a vedere saghe e supereroi, quelli non li sopporto”. Rispetto alla libertà creativa che negli anni ’80 fece esplodere in Spagna e non solo il talento anticonformista di Almodovar, il regista dice che “oggi ne avrei avuta di meno temo, c’è maggiore sensibilità reazionaria di allora nella società”. Ma per il suo paese non dispera: “con i risultati elettorali di aprile abbiamo fermato l’estrema destra e dato un grande messaggio democratico. Ci aspettano quattro anni di governo progressista. Per le europee? Spero che l’onda lunga spagnola ci salvi dai populismi”.
Caponi Brothers,Swing & Soda primo discoConcerto al Sannazaro di Napoli martedì 21 maggio
NAPOLI16 maggio 201912:11
– Si chiamano The Caponi Brothers, in omaggio a Totò e Peppino, e presentano al Teatro Sannazaro di Napoli, in concerto martedì 21 maggio, il loro primo disco intitolato “Swing & Soda”.
Sonorità jazz e swing, tanta ironia e una spiccata predilezione per Renato Carosone e Fred Buscaglione, “Maestri capaci di tradurre in musica buonumore e positività”. Sono i riferimenti principali della band campana che individua nella lezione di questi grandi protagonisti della scena musicale italiana il manifesto culturale che anima l’intero progetto avviato qualche anno fa dal pianista Giuseppe Di Capua. Con lui, in scena, ci sono Domenico Tammaro, la voce del gruppo, Vincenzo Bernardo alla batteria, Gianfranco Campagnoli alla tromba ed al flicorno e Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Special guest della serata è la vocalist Marina Bruno.
Il quintetto unisce insegnanti di alcuni tra i più importanti Conservatori del Meridione d’Italia.
Casa Lucio Dalla apre porte a videomakerSfida per realizzare videoclip su un brano del cantautore
OLOGNA16 maggio 201913:18
– La casa di Lucio Dalla a Bologna in ottobre aprirà la porte a cinque giovani videomaker che verranno selezionati da una giuria per compiere un percorso formativo per realizzare un videoclip su un brano del cantautore, scomparso il primo marzo 2012.
Il progetto, presentato in via D’Azeglio dalla Fondazione Lucio Dalla in collaborazione con il Comune di Bologna, si intitola “Ci vediamo da Lucio FLD Labo-contest videoclip Residenza artistica…da Lucio!” e permetterà ai giovani talenti di lavorare e trarre ispirazione negli spazi in cui viveva l’artista. Dal primo giugno al 10 agosto si potranno presentare le candidature e la giuria che seguirà le selezioni sarà presieduta da Ambrogio Lo Giudice, storico collaboratore e amico di Dalla.
Capossela, il Medioevo dei giorni nostriEsce Ballate per uomini e bestie, “un cantico delle creature”
16 maggio 201920:20
La violenza e il saccheggio della natura; la rivoluzione tecnologica che ha stravolto, a volte anche in maniera drammatica, le nostre vite; la religione e il fanatismo tra senso del sacro e senso del profano; la disperazione della condizione umana. Raccontando un Medioevo immaginifico, che è meno lontano di quanto possa sembrare, popolato di uomini e di bestie poste quasi sullo stesso piano, Vinicio Capossela con il suo amore per il grottesco e per il racconto popolare posa il suo sguardo sull’attualità nel nuovo album, Ballate per Uomini e bestie, in uscita il 17 maggio (La Cùpa/Warner Music).Ad emergere è un quadro non edificante dell’uomo e della società di oggi. “E’ un cantico per le creature – racconta il cantautore – e in quanto tale è compassionevole, è un andare oltre il sé, per accorgersi che ci sono anche altre creature oltre gli uomini. Un disco molto caritatevole, ma per esserlo bisogna guardare con onestà alla propria condizione e vederla nella sua nudità. La storia dell’uomo è una storia di guerre, di crimini, di pestilenze, di ingiustizie. Di persone che si fanno saltare in aria nel nome del paradiso. Dunque, bisogna vedere quanto l’uomo è incapace di applicare la buona novella”. Nel disco si mescolano, in una serie di continui rimandi, figure mitologiche e personaggi biblici, vita popolare e letteratura (tra citazioni di Oscar Wilde, John Keats e Francesco D’Assisi “tutti accumunati dalla sensibilità alla bellezza”).Come quella del Povero Cristo (che ha dato anche il titolo al brano che ha anticipato il lavoro). “Il povero Cristo è chiunque porti la sua croce, è quello di cui non si accorge nessuno, è chi passa invano nel mondo”, spiega Capossela che ha scelto in maniera simbolica di ambientare il video della canzone (con la regia di Daniele Ciprì) a Riace, il paese che aveva messo in atto un modello di accoglienza per gli immigrati. “Riace è stato un tentativo di mettere in pratica la buona novella e dove questa possibilità è stata negata. Senza voler dare a nessuno la palma del povero Cristo, in questo momento storico chi lascia tutto e arriva su un barcone è più povero Cristo di altri”. Con la religione il rapporto di Capossela è lungo e tortuoso. Pur affermando di non avere fede, ha sempre dimostrato di subirne la fascinazione. “La religione – afferma – fornisce grandi mitologie, mette a fuoco l’anima degli uomini. E’ un peccato rinunciare alla forza e alla meraviglia delle scritture sacre, pur non disponendo della fede. Ad affascinarmi è la potenza del linguaggio, delle metafore, i rituali. E il fatto che fornisce immagini e figure universali che sono nell’inconscio collettivo. Tra le invenzioni più mirabolanti che l’uomo abbia elaborato”. Per raccontare “tutte le creature”, il cantautore irpino nato in Germania che anche quest’anno omaggerà la sua terra con lo Sponz Fest, ha scelto la forma della ballata. “Al contrario della canzone che deve essere breve e orecchiabile, la ballata si prende tutto il tempo per raccontare una storia. I piani di lettura e i riferimenti possono essere diversi e se uno vuole perderci tempo può trovare tanti raccordi. C’è commistione tra letteratura, storia e, cosa inedita per me, arti figurative. Il disco inizia dalle pitture rupestri: con Uro, animale scomparso che si ritrova dipinto nelle grotte di Lascaux”.Uno dei brani, La Peste, al grido di let’s tweet again, è una critica feroce alla tecnologia imperante, al mondo dei social, in ricordo di Tiziana Cantone, la giovane che si è uccisa per i suoi video intimi divenuti virali in rete. “Siamo all’inizio di un’era in cui non sono ancora codificati né l’etica né la normativa di qualcosa che è già nella via di tutti. Siamo in una meravigliosa pestilenza, come diceva Arnaud, che però consente di azzerare tutto. La cosa terribile è il senso di deresponsabilizzazione collettiva, con il quale si distruggono vite ridendo. E l’uso politico in cerca di consenso: siamo davanti alla dottrina dello slogan pestilenziale, che attecchisce facilmente. La denunzia è un richiamo alla consapevolezza”. La morte serpeggia qua e là tra i 14 brani, “ma per me non è un’ossessione come canto nella Ballata del carcere di Reading. Per non farla diventare tale, bisogna riconoscere che fa parte della vita. Più che un’ossessione è diventata un tabù, l’ultimo tabù, insieme alla malattia”, dice ancora Capossela. In autunno Capossela porterà le Ballate per uomini e bestie in tour teatrale. Il via in ottobre da Rimini. Dal 25 maggio, invece, una serie di concerti-atti unici nei festival italiani.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Matera 2019 e il ‘Purgatorio’ di Dante
Dal 17/5 al 2/6, in 500 hanno risposto a chiamata pubblica
MATERA16 maggio 201913:45
– Da venerdì 17 maggio al 2 giugno, tutti i giorni, nel Complesso delle Monacelle, nel centro storico di Matera (Capitale europea della Cultura 2019) sarà rappresentato il “Purgatorio” dalla Divina commedia di Dante Alighieri per cui, in totale, nella “chiamata pubblica” sono state coinvolte 500 persone. Il progetto – ideato e diretto da Ermanna Montanari e Marco Martinelli – è coprodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019, Ravenna Festival/Teatro Alighieri, in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.
Palazzo Altemps diventa Museo per tuttiPercorso inclusivo e guida per disabili intellettivi
16 maggio 201914:19
– Palazzo Altemps, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, diventa ‘Museo per tutti’. Dopo la Gnam, l’Archeologico San Lorenzo a Cremona, Castello Albertis a Genova, Venaria a Torino, il Benozzo Gozzoli di Castiglion Fiorentino e gli Innocenti a Firenze, anche nelle sale del museo dedicato alle grandi collezioni d’arte classica entra a sistema il progetto dedicato alle persone con disabilità intellettiva, adulti e bambini. Ideato da L’abilità onlus, con il finanziamento di Fondazione De Agostini, dopo una fase di formazione del personale, Museo per tutti mette a disposizione una guida di lettura facilitata, disponibile gratuitamente al Museo e online, e un percorso permanente di scoperta e comprensione delle opere. “Il mio augurio – dice il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – è che il progetto impatti non solo sui musei statali, ma su tutti i musei in Italia. È una battaglia di civiltà”. Entro giugno 2020 anche le altre sedi del Museo nazionale Romano abbracceranno il progetto.
Jeff Koons da record all’astaUn “Coniglio” di inox creato da Jeff Koons nel 1986 è stato battuto da Christie’s a New York per 91,1 milioni di dollari, un record per un’opera di un artista vivente
NEW YORK16 maggio 201916:14
Un “Coniglio” di inox creato da Jeff Koons nel 1986 è stato battuto da Christie’s a New York per 91,1 milioni di dollari, un record per un’opera di un artista vivente.
Ad aggiudicarsi l’opera, ispirata da un giocattolo gonfiabile per bambini, è stato il gallerista Robert Mnuchin, il padre del ministro del Tesoro Steven Mnuchin, seduto in sala accanto al collezionista Peter Brant. Il coniglio veniva dalla collezione dell’editore di Condé Nast, S.I. Newhouse. La stima di partenza era di almeno 50 milioni. La scultura, creata in edizione limitata di tre esemplari era l’ultima rimasta in mani private, secondo Christie’s. Il prezzo ha superato i 90,2 milioni di dollari stabilito sempre da Christie’s da Hockney per il dipinto del 1972 “Ritratto di artista (con due figure)”, confermando lo status delle sculture metalliche di Koons come trofei per miliardari. Nel novembre 2013 il suo “Balloon Dog (Orange)” degli anni ’90 era stato battuto all’asta per 58,4 milioni di dollari.
Edward Snowden al Wired Next FestIl futuro protagonista a Milano dal 24 al 26 maggio
16 maggio 201914:42
– Il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ed Edward Snowden, l’informatico e attivista statunitense che ha dato il via al Datagate, sono gli ospiti di punta del decimo Wired Next Fest, in programma a Milano dal 24 al 26 maggio nei Giardini Indro Montanelli.
Il futuro sarà il focus delle tre giornate dell’edizione milanese 2019. Tra gli ospiti anche Roberto Bolle, Elio Germano, che porterà in anteprima lo spettacolo “Segnale di allarme – La mia battaglia VR” (Realtà Virtuale) e Alessandro Borghi, che proporrà una masterclass gratuita sul mestiere dell’attore; il cosmonauta Walter Villadei; gli economisti e politici Giulio Tremonti, Carlo Cottarelli, Giovanni Buttarelli (Garante europeo della protezione dei dati), Antonio Nicita (Commissario Agcom), Luca Attias (Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale), Stefano Buffagni (sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Di sera, spazio alla musica con Manuel Agnelli e Rodrigo d’Erasmo, Daniele Silvestri e Ghemon.
Duisburg-Linea di sangue, Liotti indaga sulla faida del 2007Su Rai1 film tv il 22/5, nel palinsesto per la Giornata Legalità
rlichROMA16 maggio 201920:18
– “Duisburg – Linea di sangue” è un tv movie tratto da una drammatica vicenda vera della nostra storia recente, passata alla storia come la ‘strage di Ferragosto’, con la regia di Enzo Monteleone e con protagonista Daniele Liotti, in onda su Rai1 in prima serata mercoledì 22 maggio. “I fatti – spiega l’attore – risalgono a un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2007, quando vennero uccisi sei giovanissimi davanti a un ristorante a Duisburg in Germania per un regolamento di conti tra due famiglie di ‘ndrangheta. Io interpreto Michele Battaglia, il commissario di polizia italiano che indagò con il collega tedesco Thomas Block (Benjamin Sadler)”. “Battaglia, richiamato dalla Calabria per collaborare con i tedeschi – continua Liotti – è un uomo dedito alla ricerca della verità, con una grande nobiltà d’animo e un grande amore per la sua famiglia. Ricostruirà una intricata faida familiare nata a San Luca, un paesino dell’Aspromonte ritenuto la capitale della ‘ndrangheta”.
Passato alla cronaca come la ‘strage di Ferragosto’, il massacro avvenuto nella cittadina tedesca contò ben sei vittime. Cinque erano originarie della provincia di Reggio Calabria, la sesta di Corigliano Calabro. Il tutto avvenne davanti al ristorante italiano Da Bruno. Il film tv è una coproduzione Rai Fiction – Iterfilm, prodotto da Laurentina Guidotti e Conchita Airoldi. Nel cast Marina Crialesi, Brenno Placido, Anna Ferzetti Massimiliano Frateschi, Ester Pantano. Per catturare i killer di Duisburg, vengono chiamati a investigare il cacciatore di mafiosi Michele Battaglia e il suo collega tedesco Thomas Block. I due investigatori, nonostante le diffidenze reciproche, devono collaborare e ricorrere a ogni tecnica di indagine possibile per fronteggiare dei criminali in ascesa che ora godono il rispetto delle altre cosche e ricevono una protezione che li occulta al mondo.”Non volevamo – aggiunge Liotti – il poliziotto perfetto, ma un essere umano, una persona che rischia la propria vita per continuare la secolare lotta al crimine organizzato. La cosa più importante, nella preparazione del personaggio, è stato l’incontro con veri poliziotti, soprattutto con il poliziotto che ha proceduto con l’arresto, anche se i nostri sono personaggi di fantasia. Questo incontro per me è stato una rivelazione. Quest’uomo che mette a rischio la sua vita per il bene della comunità ha chiarito in me alcuni punti. Ho visto la normalità di una persona. Rischia la sua vita tutti i giorni, non ha voluto la scorta e svolge il proprio lavoro con grande umiltà. Quando gli ho chiesto se avesse paura, lui mi ha risposto di potersela permettere. E’ stato bello scoprire un esercito di persone che costantemente svolgono questo lavoro per uno stipendio ministeriale o poco più. La cosa più importante è stata questa”. La direttrice di Rai Fiction evidenzia: “Duisburg s’inserisce nella settimana della legalità alla quale la Rai partecipa proprio nella sua funzione di servizio pubblico del Paese e ne riprende l’ispirazione di fondo, la lotta contro la criminalità organizzata, il valore dello Stato, la presa di coscienza e il ruolo che in questo senso possono giocare i mezzi di comunicazione”.Sul suo personaggio, in particolare, Liotti dice: “Michele Battaglia è dotato di grande intelligenza investigativa, ma è anche un uomo con il suo privato, con le sue fragilità e le sue paure. Davanti ad altre serialità, da Gomorra a Suburra, io dico di stare attenti. Il film entra nelle case della ‘ndrangheta, racconta dei rituali di affiliazione, della struttura familiare su cui si organizza quella criminalità, con boss patriarchi, i giovani che entrano subito nelle attività. Ma anche il lavoro lungo e senza sosta dei poliziotti. Sono contento di aver preso parte a questo progetto, perché i riflettori si accendono sul poliziotto, sull’essere umano”. Afferma Laurentina Guidotti: “La produzione non è stata facile. Le location che rappresentano la Calabria non si trovano in Calabria, ve lo diciamo subito. Non abbiamo potuto girare lì, ci sono arrivati segnali chiari: lettere minatorie, per dirla tutta. Si è girato in Puglia”. Il film tv è una coproduzione Rai Fiction – Iterfilm, prodotto da Laurentina Guidotti e Conchita Airoldi. Nel cast Marina Crialesi, Brenno Placido, Anna Ferzetti Massimiliano Frateschi, Ester Pantano. Il film rientra nelle iniziative editoriali e di informazione che il palinsesto Rai dedica alla ricorrenza della Giornata della Legalità.
Al San Carlo a settembre torna Bolle’Sono felicissimo ballare di nuovo nel più bel teatro’
NAPOLI16 maggio 201914:52
– Roberto Bolle tornerà a ballare al Teatro San Carlo di Napoli dopo otto anni di assenza. L’annuncio è stato dato dallo stesso Bolle a margine della presentazione di ‘OnDance’, la grande festa della danza che quest’anno arriva anche a Napoli. Bolle sarà al San Carlo il 6, 7, 8 e 9 settembre. “Sono felicissimo di tornare a ballare al San Carlo – ha detto -, tra i teatri più belli se non il più bello”.
Anche Cristicchi e Berti a Notte LiscioManifestazione in varie città della Romagna dal 14 al 16 giugno
BOLOGNA16 maggio 201914:55
– Ci saranno anche Simone Cristicchi, Orietta Berti, il rapper ‘Mondo Marcio’ e Carlo Marrale, leader e fondatore dei ‘Matia Bazar’ sul palcoscenico della 4/a edizione de ‘La Notte del Liscio’, festa del ballo e della tradizione romagnola che andrà in scena, dal 14 al 16 giugno, in diverse piazze della Romagna: dal Ravennate al Cesenate al Riminese.
Tra gli appuntamenti di spicco della kermesse, l’apertura, a Cesenatico, con l’orchestra di Mirko Casadei – figlio di Raoul, icona del liscio nazionale – che ospiterà Simone Cristicchi e la ‘Banda Rulli Frulli’ con 70 componenti che suonano strumenti ottenuti da oggetti di uso comune e, il giorno dopo a Gatteo Mare, l’esibizione dell’Orchestra di ‘Moreno il Biondo’ alla quale si uniranno Orietta Berti, il rapper Mondo Marcio e Carlo Marrale per una ‘fusione’ tra liscio e musica pop italiana. Nel corso della festa, il 15, spazio anche al cinema con la presentazione a San Mauro Mare, del film ‘Tutto Liscio!’ in compagnia di Raoul Casadei e Mirko Casadei.
Cannes: Banderas, c’è tanto mio dolore nel film di AlmodovarL’attore, nel film ho restituito il vissuto dei nostri anni ’80
CANNES15 maggio 201917:47
– Un film tra “confidenti”, amici, sodali, “sono Pedro ma sono anche io, ruolo cinematografico e al tempo stesso io vero Antonio, una grande fatica, tensione, altrettanta emozione e alla fine la felicità di essere stato proprio come lui voleva” dice Antonio Banderas raccontando l’esperienza di Dolor Y Gloria, il nuovo film di Almodovar in concorso al festival di Cannes e nelle sale dal 17 maggio. “Nella storia ci sono anche i nostri anni ’80, gli inizi, la movida di Madrid, tanto di noi”, prosegue Banderas che dopo i primi film Labirinto di passioni e Donne sull’orlo di una crisi di nervi si è trasferito in America per una splendida carriera americana da protagonista. “Ho cercato di restituire anche quegli anni di gloria e libertà”, dice. E il dolore? “Quello è il mio, l’attacco di cuore di due anni fa, mi ha segnato. Come artista puoi pescare nel tuo intimo o interpretare e quando nella storia emerge il dolore del protagonista questa volta ho tirato fuori il mio vissuto”.
‘Sposerò Harry Potter’, romanzo in chatLa storia di Ariel, 15 enne ‘sfigata’, fra amori e bullismo
OLOGNA16 maggio 201915:04
– Lo smartphone si trasforma in un libro: ‘Sposerò Harry Potter’, di Belinda Barth & Elisa Capanni, edito da Rusconi Libri. Un romanzo interamente scritto in chat.
Il 17 maggio alle 18 alla Coop Ambasciatori a Bologna le due autrici presenteranno il libro insieme a Ambra Cotti, quindicenne youtuber bolognese con più di 1 milione di followers sul social Tik Tok.
‘Sposerò Harry Potter’, primo romanzo a dare voce alla WhtasApp generation, racconta la storia di Ariel, studentessa liceale al primo anno, che si sente brutta e sfigata. A differenza di tutte le sue coetanee non ha avuto ancora le mestruazioni né ha mai dato un bacio a un ragazzo. “I libri per ragazzi – dicono le autrici – vengono pensati e scritti per piacere ai genitori, noi invece ci siamo rivolte direttamente ai lettori adolescenti usando emoticon, slang, abbreviazioni. Primi amori, bullismo e dislessia sono argomenti abituali per i ragazzi ma non per gli adulti, il nostro obiettivo era affrontare temi seri con leggerezza”.
Rede social,amaca 10 m a Palazzo StrozziI visitatori potranno salire su opera collettivo Opavivarà
FIRENZE16 maggio 201915:46
– A partire da oggi e fino al 14 luglio 2019 il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze ospita ‘Rede Social’, una grande e coloratissima amaca di oltre 10 metri, in cui il pubblico potrà salire per osservare l’architettura dello storico edificio da un punto di vista inconsueto. Si tratta di un intervento site-specific del collettivo ‘Opavivará!’, realizzato nell’ambito del progetto ‘Beyond performance’ a cura di Alberto Salvadori.
L’opera – disegnata appositamente per il cortile di Palazzo Strozzi – consiste in una struttura simile a un tunnel aperto che sostiene un’unica amaca colorata e con 12 postazioni collegate insieme. Scopo è fornire al pubblico un’occasione per abbandonare temporaneamente il proprio ruolo sociale, prendendosi una pausa dal mondo esterno e concentrarsi sulle relazioni umane. L’installazione verrà aperta al pubblico a partire dalle 19 di oggi, dopo una breve cerimonia di inaugurazione.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Roma Summer Fest, dai Take That a Thom Yorke
Tra gli italiani Mannoia, Maneskin, Il Volo, Irama
16 maggio 201920:39
Thom Yorke, Skunk Anansie, Tears for Fears, Jared Leto con i suoi Thirty Seconds to Mars, Ben Harper, Diana Krall, Take That, Rufus Wainwright, Angélique Kidjo, Nick Mason, Steve Hackett (che suonerà il 20 luglio, giorno in cui ricorrerà il 50/o anniversario dello sbarco della luna), Toto e Apparat sono fra le star internazionali del Roma Summer Fest, in programma all’Auditorium Parco della Musica dal 23 giugno al 2 agosto.Ad aprire il 23 giugno (con replica il 24) saranno i Maneskin. Fra gli altri italiani di quest’anno Fiorella Mannoia, Irama, vincitore di Amici nel 2018, Il Volo (che festeggia i 10 anni di carriera), Tiromancino con L’Ensemble Symphony Orchestra, gli iraniani di casa in Italia, Bowland, lanciati da X-Factor. In calendario anche progetti speciali legati soprattutto alla musica popolare, come i concerti/spettacoli di Massimo Ranieri (Malia napoletana), Gigi Proietti (Cavalli di battaglia), Tony Hadley con la Gerardo Di Lella Pop Orchestra, Taranta Gitana Opi & Gipsy Gold, con insieme in scena la Famiglia Reyes (Ex Gypsy Kings) e L’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna. “Questa manifestazione, nata come Luglio suona bene e diventata Roma Summer Fest l’anno scorso, in 16 anni ha avuto un milione di spettatori – sottolinea Aurelio Regina, presidente di Fondazione Musica per Roma -. Ha già accolto tantissimi artisti internazionali, da Elton John a Sting, e ci onora il fatto che Dario Fo abbia fatto su questo palco il suo ultimo spettacolo”. L’obiettivo di Roma Summer Fest è “offrire una proposta coinvolgente e varia, accessibile anche nei prezzi”.Un’iniziativa che rientra appieno nella missione di Musica per Roma “di cui è stato appena approvato il bilancio. Negli anni abbiamo trovato il giusto equilibrio tra impegno economico e proposta ampia e articolata”. L’approvazione del bilancio della Fondazione “è la testimonianza di un buon lavoro fatto – spiega Albino Ruberti, capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio – e il Roma Summer Fest ha un programma bello, ampio e di qualità”. Nell’ambito della manifestazione, torna per il terzo anno anche Retape, progetto della Fondazione Musica per Roma nato per dare visibilità ai talenti emergenti della capitale. Sul palco, fra gli altri, Proietti, la Batteria, Wrongonyou e Jacopo Ratini, con ospiti speciali come Fabrizio Moro, Roberto Angelini e Ainé. “Questo festival è un vero regalo di energia per la Capitale – dice l’amministratore delegato dell’Auditorium Parco Della Musica José R. Dosal -. Lavoriamo perché la musica arrivi sempre al cuore delle persone, perché diventi un’indimenticabile esperienza di vita”.Per l’assessore alla crescita culturale e vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, il Roma Summer Fest, anche grazie allo spazio che offre ai giovani talenti, riflette “uno dei nostri elementi fondanti, offrire in ogni maniera la possibilità alle persone di partecipare alla vita culturale della propria comunità. Un diritto fondamentale dell’individuo, che contribuisce a formare la sua capacità di relazione con gli altri, e contrasta i fenomeni di frammentazione e di odio”. Bergamo ricorda anche che “con i nostri cambiamenti ai Bandi per l’Estate Romana, abbiamo potuto far arrivare le proposte culturali direttamente dove le persone vivono e abbiamo così avuto un raddoppio secco del numero dei cittadini che hanno partecipato alle attività”.
Grossman ospite Festa Libro Ebraico 2019Organizzata dal Meis, in programma domenica a Ferrara
BOLOGNA16 maggio 201915:55
– Sarà lo scrittore David Grossman l’ospite d’onore della Festa del Libro Ebraico in programma domenica 19 maggio a Ferrara. La manifestazione organizzata dal Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, si dipanerà attraverso diversi appuntamenti tra cui l’inaugurazione di ‘Libri proibiti’, installazione dell’artista siciliano Manlio Geraci, curata da Ermanno Tedeschi: 774 libri bruciati che rappresentano i 774 deportati ad Auschwitz partiti dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano con il primo convoglio. L’incontro principale, in calendario nel pomeriggio al Teatro Comunale, quello con Grossman che dialogherà con il direttore del Meis, Simonetta Della Seta, sul tema ‘Il mio rapporto con la lingua e i testi ebraici’ rivelando per la prima volta come dalla lingua ebraica nascano i suoi personaggi.
La ‘Festa del Libro Ebraico’ è organizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara.
Noseda e i rischi dell’Italia di oggiMa maestro è fiducioso nei giovani e in ‘radici forti’ del Paese
WASHINGTON16 maggio 201916:00
– “Penso che il Paese sia assai migliore di come spesso lo facciamo apparire, ma il rischio che si corre oggi è quello di chiudersi in un falso paradiso, in un finto paese dei balocchi, togliendo la possibilità di svilupparsi, di aprirsi, di accogliere”: Gianandrea Noseda, primo direttore musicale italiano della National Simphony Orchestra (Nso) di Washington Dc, dove è alla seconda stagione, si dice “ottimista e fiducioso” nell’italianità, ma non nasconde timori per la situazione nel Paese. “Credo che le nuove generazioni di italiani abbiano un grandissimo talento, e abbiamo molte più porte da aprire, ma non si può aprire nulla di nuovo se non si è collegati con la propria storia”, dice dopo aver presentato al Cafè Milano il programma di ‘Unexpected Italy. L’Italia che non ti aspetti”, primo festival nella capitale americana che celebrerà la nuova musica italiana o quella classica ma meno nota, in collaborazione col Kennedy Center for the Performing Arts e l’ambasciata italiana.
Villoresi ‘traghetta’ Biondo di PalermoNuovo direttore artistico presenta stagione, classici e novità
PALERMO16 maggio 201916:06
– Molti classici e ancor di più drammaturgia contemporanea nel nuovo cartellone del Teatro Biondo di Palermo. Miller, Pirandello, Beckett. Presentato dal nuovo direttore artistico, Pamela Villoresi, presenti il sindaco Leoluca Orlando e il presidente Nello Musumeci. “La cultura – dice Pamela Villoresi – è un veicolo, un motore, e il titolo della stagione è Traghetti, noi partiamo da Palermo e approdiamo a Palermo”. La scuola del Biondo, inoltre, sarà una laurea triennale dal 2020-21. E per sostituire le maestranze che andranno in pensione, si organizzeranno corsi speciali di arti e mestieri, d’intesa con il Teatro Massimo. Tra gli annunci più importanti quello che anticipa il ritorno in scena di “Palermo Palermo”, lo spettacolo della compianta coreografa Pina Bausch dedicato alla città siciliana.
Emma Dante e Profokiev all’Opera di RomaBreakdance e tanto movimento per ‘Angelo di fuoco’ con Pèrez
16 maggio 201917:23
– ‘L’angelo di fuoco’, l’opera di Prokofiev che andrà in scena il 23/5 all’Opera di Roma, “è una tragedia lirica che per me si sviluppa incessantemente, clamorosamente e forsennatamente attorno a una donna, Renata”, dichiara Emma Dante, che ne firma la regia, tornando a lavorare col direttore Alejo Pèrez, con cui aveva già realizzato una ‘Cenerentola’ di Rossini (che verrà ripresa dall’8 al 13/6).
L’opera avrà 6 repliche, compresa l’anteprima giovani del 21/5, e Renata sarà il soprano Ewa Vesin: “Assillata da un angelo che è un diavolo, da creature strane e magiche, è pur sempre una donna, che in un fantastico inizio è invasata, posseduta, poi affrontare momenti fisicamente tempestosi”. E così, per quest’angelo diviso tra bene e male, la Dante ha scelto come interprete “un danzatore di breakdance, che si presenta alla donna a testa in giù, come calpestando il cielo”, all’interno di “un ambiente sotterraneo, una sorta di ventre naturale per il quale mi sono ispirata alle cripte dei cappuccini di Palermo”.
In archivio Maggio storia teatro FirenzeQuasi 13mila bozzetti e 40mila fotografie da consultare
FIRENZE16 maggio 201917:41
– Quasi 13mila tra bozzetti e figurini, 50 modellini scenici, 40mila fotografie e poi manifesti, cimeli, pellicole e registrazioni, il tutto custodito in 500 metri di scaffalature: è stato inaugurato l’archivio del Maggio musicale fiorentino, alla presenza del sovrintendente del teatro fiorentino Cristiano Chiarot e del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Dopo un anno di lavori, tutta la storia del Maggio musicale è stata raccolta in una nuova sede, all’interno del teatro stesso, che sarà presto aperta per la consultazione da parte di studenti e studiosi. La documentazione ripercorre la storia del Teatro del Maggio a partire dalla fondazione nel 1928 dell’orchestra stabile fiorentina, per poi proseguire con le edizioni del celebre festival del Maggio musicale organizzato dal 1933 fino ad oggi. “Qui – ha detto Chiarot – ci sono oltre 80 anni di storia quasi giornaliera di quello che è successo al festival del Maggio”.
Da Zeno a Guidi-Ingrassia a Sala UmbertoNuova stagione al via con 14 titoli. Longobardi, +20% pubblico
16 maggio 201917:57
– Gli omaggi a due immense figure della cultura italiana come Dario Fo e Giorgio Gaber. Gli intrecci tra palcoscenico e cinema e, immancabili, le risate della commedia. Riparte così la nuova stagione della Sala Umberto, la 18/a guidata da Alessandro Longobardi (che festeggia un “+20% di pubblico”), al via il 26/9 con un divo come Giuseppe Zeno in Non si uccidono così anche i cavalli? dal romanzo di Horace McCoy (da cui fu tratto il film di Sydney Pollack) e che corre fino a fine maggio con la reunion di Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in Maurizio IV. Un Pirandello Pulp di Edoardo Erba. In tutto, 14 titoli più le Incursioni musicali, tra i quali Filippo Dini e Arianna Scommegna in Misery; Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo Squartatore con Giorgio Lupano, Francesco Bonomo e Rocio Munoz Morales; Carlo Buccirosso per un mese a Natale; Tartassati dalle tasse per Biagio Izzo; il trio al femminile Andreozzi-Cucinotta-Belvedere in Figlie di E.V.A; e la scoperta della stagione, Giovanni Scifoni.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Nuovo album per Maluma, ecco 11:11
Brani con Madonna e Ricky Martin. Il 1 luglio sarà a Cagliari
16 maggio 201918:43
– Nuovo album per Maluma: il cantante colombiano, re del reggaeton, pubblica il suo nuovo album “11:11”, il quarto della sua carriera, con collaborazioni di alto livello: da Madonna, nel brano “Soltera”, a Ricky Martin in “No Se Me Quita”, e poi Ozuna, Nicky Jam, Ty Dolla $ign, Zion y Lennox, Sech, Chencho e Farina. Maluma darà il via al “Maluma World Tour” da San Diego il 6 settembre ma il 1 luglio sarà all’Arena Fiera di Cagliari. In rotazione radiofonica al momento il singolo “HP”. Il precedente lavoro di Maluma “F.A.M.E” aveva debuttato al #1 della Billboard Latin Albums chart e gli aveva fatto vincere il Latin Grammy come “Best Contemporary Pop Vocal Album”. A proposito delle ispirazioni dell’album, Maluma ha dichiarato: “”11:11″ è un segnale diretto dalle nostre guide, angeli e maestri, per stabilire un momento di connessione tra noi stessi e il resto del mondo. È una chiamata ad agire o un modo per meditare, per ascoltare le proprie intuizioni e le proprie emozioni interiori”.
Mahmood, spero che l’Italia faccia una bella figura’Versi su Ramadan e champagne sono metafora. Io lontano dalla politica’
TEL AVIV16 maggio 201920:28
TEL AVIV – “Per me l’importante non è tanto vincere, ma andare lì e fare una bella esibizione. Che la gente possa dire: vedi l’Italia quanto è forte”. A poco più di un giorno dalla finale dell’Eurovision Song Contest, Mahmood non sembra preso dal sacro fuoco della gara, anche se ce la metterà tutta per portare a casa il risultato. E se così fosse – racconta dalla sua stanza d’albergo sul lungomare di Tel Aviv, ad un passo da quello dove c’è Madonna, guest star della finale – confessa che gli piacerebbe fosse Milano la sede dell’Eurofestival, targato Italia.”Quando andai a Sanremo giovani – spiega rilassato su un divano – nessuno mi avrebbe dato una chance e invece ho vinto. Ora che la situazione si è ribaltata, tutti ti dicono che vincerai. Vedremo…”. Fatto sta che in sala stampa dell’Expo – dove stasera ci sarà la seconda semifinale e sabato sera la finale – la sua ‘Soldi’ durante le prove è stata tra quelle più ballate e cantate dai giornalisti presenti. E’ piuttosto deciso nel ridimensionare le polemiche sul verso della canzone che mischia lo champagne e il Ramadan. “Quella frase è una metafora, solo un modo per condannare chi predica bene e razzola male. Io sono cristiano – ribadisce – e non sapevo neppure che l’avrei cantata all’Eurofestival in un periodo che è Ramadan”.Inevitabile poi la domanda su Salvini e sul tormentone nato nel dopo Sanremo vinto da un ragazzo dal nome arabo: “L’ho visto da Costanzo – risponde senza nessun imbarazzo – ma non c’è stato un confronto reale. E non so neanche se lo vorrei. Io voglio stare lontano dalla politica e fare soltanto musica”. Poi prende in giro il polverone sulla sua partecipazione all’evento in Israele. “Si è detto che non sarei venuto: era una stupidaggine. Come il fatto che non avrei partecipato a causa della febbre: qui c’è il mare e si guarisce”. “Etichettare le persone è roba vecchia. Affermazioni di quel tipo – dice – vogliono creare differenze, distacco. Non è proprio necessario”. Delle altre canzoni in gara ammette che gli piace molto quella francese di Bilal Hassani, ma anche quella dell’olandese Duncan Laurence che lui considera un po’ il superfavorito. Nel suo pantheon musicale mette tre giovani artisti: la rapper Madame, Venerus e Miss. “Con gli ultimi due – sottolinea – canterò presto a Milano”.La sua top list per le precedenti generazioni vede invece su tutti Paolo Conte, poi Dalla e infine Carmen Consoli, “imbattibile”. Comunque vada di Israele dove dice di “trovarsi molto bene”, porterà con se il ricordo dei “profumi, dei gatti e soprattutto dell’incredibile gente”. Il futuro? “Sto scrivendo – risponde misterioso – ci sarà un nuovo disco”. Per ora c’è la finale di sabato sera: “Tutto è pronto. E ci sarà anche una chicca: guardate le magliette dei ballerini”, ammicca sorridendo.
Simona Molinari apre il tour a Napoli22 maggio, all’Augusteo con lei anche Gualazzi, Brancale e Bosso
NAPOLI16 maggio 201919:25
– Simona Molinari apre il suo tour ‘Sbalzi D’Amore’ a Napoli, nel Teatro Augusteo: il 22 maggio con la cantautrice napoletana sul palco ci saranno anche Raphael Gualazzi, Serena Brancale e Fabrizio Bosso. “Sono felicissima, ho scelto di iniziare questo percorso da Napoli, la mia città d’origine, per poi concludere a dicembre all’Aquila, la mia città di adozione – spiega Molinari – In questo primo concerto canterò alcuni brani del nuovo album e festeggerò insieme ai fan i miei primi 10 anni di carriera”.
Simona Molinari lavora ad un progetto pop-jazz collaborando con artisti di fama mondiale, tra i quali Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Danny Diaz, Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Renzo Arbore, Franco Cerri, Ornella Vanoni, Dado Moroni e Roberto Gatto. E si è esibita nei jazz club più importanti del mondo, come il Blue Note di New York, Teatro Estrada di Mosca, Blue Note di Tokyo, e altri club e teatri a Pechino, Toronto, Rio De Janeiro, Parigi.
Palazzo Diamanti, Tar dà ragione a MibacRespinta la richiesta di sospensiva del Comune di Ferrara
16 maggio 201919:46
– Il Tar di Bologna ha respinto la richiesta di sospensiva presentata con un ricorso dal Comune di Ferrara contro i provvedimenti adottati dal Mibac e dalla soprintendenza dei Beni culturali di Bologna, che avevano reso parere negativo all’ampliamento di Palazzo dei Diamanti, sede della Pinacoteca civica. Lo si apprende da fonti del Mibac, che esprimono “soddisfazione” per la decisione dei giudici amministrativi. La vicenda risale a qualche mese fa, quando Mibac e soprintendenza avevano chiesto modifiche a una parte del progetto di recupero e restauro di Palazzo dei Diamanti, che era stato aggiudicato con bando pubblico, indetto dal comune e che prevedeva, in particolare, la realizzazione al piano terra di un padiglione vetrato che avrebbe dovuto fare da raccordo tra le due ali del Palazzo. Contro l’ampliamento si è scagliato Vittorio Sgarbi, che ha raccolto oltre 200 firme di politici e intellettuali, da D’Alema a Tahar Ben Jelloun, dall’ex ministro della cultura Bray all’architetto Mario Botta.
J’accuse di Ken Loach, società verso il baratroSorry we missed you su driver mezza età. “Così vince la destra”
CANNES17 maggio 201910:03
La fotografia in bianco e nero degli scioperi dei minatori durante il governo della Thatcher nel 1984 è incorniciata come un santino. Quei tempi, oltre trent’anni dopo, sembrano lontanissimi: non più contratti regolari, non più assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realtà di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari. Persino fare pipì è un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perché tutto è tracciato, tutto è una performance obbligata. E’ una discesa nell’inferno di oggi, di una working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e non riguarda i migranti che arrivano in Europa per una vita migliore, ma i cittadini stessi, gli inglesi e Newcastle non è diversa da Lione o Torino. E’ un j’accuse alla società in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta con un film potentissimo Ken Loach in Sorry we missed you, in concorso al festival di Cannes (in autunno in sala con Lucky Red). L’autore inglese, 82 anni, due volte Palma d’oro (un record che divide con i fratelli belgi Dardenne, che tornano anche loro in gara con Young Amhed), da anni racconta i guasti del capitalismo, delle privatizzazioni e del welfare perduto, regalando al pubblico emozioni e angosce, ritratti impietosi, specchi affatto distorti dei nostri tempi. Un già visto? Nel fondo certo è il Loach ultimo comunista alla regia e il grande Paul Laverty alla sceneggiatura, ma ogni storia ha una sua chiave nel registro di quel realismo che fa sentire i suoi attori vicini con naturalezza ai poveri cristi che siamo diventati.
Ricky (Kris Hitchen) è un uomo di mezz’età costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi può essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che è lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui. Tutto costa a Ricky e il lavoro è fonte di stress e guai, quelli più piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli più grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto è un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andrà in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficoltà, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone). E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro è la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile. Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van? “Il paradosso – osserva Loach – è che oggi le persone sono costrette da questo sistema di precariato e incertezza a sfruttare se stesse. E’ una situazione intollerabile e fin quando non si riconoscerà quanto sia intollerabile non cambieranno le cose. C’è un’esplosione di povertà in Gran Bretagna, l’austerity è una scelta politica.
Come coltivare la speranza? Il cinema non può fare molto se non far aumentare la consapevolezza. Dobbiamo sapere di avere il potere del voto, dello sciopero e della rivendicazione di diritti decenti contro la logica imposta dal capitalismo, per rovesciare lo status quo dobbiamo essere convinti di questo, purtroppo la sinistra non ha avuto questa forza e il partito di Jeremy Corbyn che pure su questo ha un programma chiaro è diventato con mezzo milione di aderenti il maggior partito della sinistra europea pur essendo ostacolato dai media e al suo stesso interno. La conseguenza è sotto i nostri occhi: disgregazione sociale ed ascesa della destra ovunque. Che mi dite del vostro Salvini? – chiede Ken Loach alla stampa italiana -. C’è una situazione molto pericolosa, c’è tanta rabbia per questa diseguaglianza e divario tra ricchissimi e poveri che per sfogarla ce la prendiamo con migranti, diversi e con i più vulnerabili”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Alive in France, Abel Ferrara si racconta
Il regista in concerto con le canzoni dei suoi film
17 maggio 201910:19
Alive in France di e con Abel Ferrara è una forma di autoritratto d’artista in salsa musicale. Candidato al premio L’il d’Or per il miglior documentario al 70/o Festival di Cannes, il film – in sala dal 19 al 22 maggio distribuito da Mariposa Cinematografica – ci porta dentro la vita disordinata e sincopata del regista solo per qualche giorno. L’occasione sono i suoi concerti in Francia nel 2016 durante la rassegna sul suo cinema promossa dalla Cine’mathe’que de Toulouse intitolata Addiction at Work.
Cosa si vede nel documentario? Come in un mega video-selfie, assistiamo alle rocambolesche giornate che hanno preceduto il concerto di Tolosa, con tanto di reunion della band, ovvero l’arrivo dal passato dei suoi storici amici, l’attore-cantante Paul Hipp e il compositore Joseph Delia (autore delle colonne sonore dei suoi film più importanti), e poi i concerti in giro per la Francia fino a quello di Parigi.
In realtà non succede molto e succede troppo in questo documentario perché, come ha detto puntualmente Variety di ‘Alive in France’, è Abel Ferrara stesso un film. Ed è proprio così. Sono cinematografici i suoi amici, è cinematografica la sua giovanissima e bella moglie, Cristina Chiriac, che canta con la band e si lancia sul palco nel più sensuale dei semi-spogliarelli, ed e’ cinematografico, infine, il suo modo di muoversi e di relazionarsi. E questo sempre in maniera diretta, da strada, da Bronx, con chiunque incontri.
La storia di questo regista scomodo – autore de Il cattivo tenente, ma anche di Paura su Manhattan, 4:44 L’Ultimo Giorno sulla Terra, L’Angelo della Vendetta e China Girl – sta tutta anche nelle sue canzoni, cantate con la sua voce rauca, come ‘Bad Lieutenant’ (tratta dal film omonimo e scritta da lui stesso) che dice “I’m a bad, bad, man/Don’t you understand/I’m a bad, bad, man/ Best you turn and ran/Oh oh”, o la bellissima ‘Midnight for You’ (tratta dal film China Girl e scritta da Paul Hipp).
Il motivo dell’utilizzo di tante canzoni autoprodotte? Semplice, spiega lo stesso Ferrara nel documentario: “E’ anche una necessita’, noi non possiamo comprare canzoni fatte da altri”. Frase cult di ‘Alive in France’, è quella che dice lo stesso regista con il suo timbro roco: “Cos’è la musica nei film? Il respiro degli attori”.
Giacobbo con Freedom nell’Egitto mai vistoDal 22 maggio nuova serie di 8 puntate su Retequattro
IL CAIRO17 maggio 2019 10:34
Giù, giù fino in fondo per 273 metri nel buio del tunnel nascosto dietro al sarcofago di Seti I, nella valle dei Re a Luxor, per trovare in fondo una cosa sorprendente. Quindici anni dopo, per mantenere fede ad una promessa e sfidare il destino che lo ha visto salvo per miracolo, Roberto Giacobbo è entrato nel tunnel che era franato sulla sua testa “in una nuvola di polvere bianca” mentre era all’opera in una delle esplorazioni con il suo amico, l’archeologo Zahi Hawass. L’aveva promesso nell’ultima puntata della scorsa stagione e ora riparte così ‘Freedom. Oltre il confine’, dal 22 maggio su Retequattro con altre 8 nuove puntate sempre il mercoledì in prima serata. Poi sopra alle Piramidi nella piana di Giza al Cairo con il drone come non le avete mai viste, o a scoprire la maschera d’oro del faraone appena scoperta che Zahi ha lasciato in anteprima per le telecamere italiane, o ai piedi della Sfinge nella piana assolata. “L’Egitto, tra meraviglie e misteri, è uno dei luoghi che il pubblico ama e ci chiede di più – spiega Giacobbo, nella sua sahariana d’ordinanza e per nulla turbato dal clima impossibile mentre passeggia ai piedi della Sfinge – per questo ce ne sarà un pezzetto nei quattro o cinque servizi proposti in ognuna delle 8 puntate della prossima serie, e in almeno quattro di quelle che andranno in onda nella terza serie probabilmente a settembre, quando festeggerò i 20 anni di conduzione”. A 23 anni da quella puntata di ‘Misteri’ di Lorenza Foschini di cui era autore e in cui per la prima volta vide la Sfinge e… piovve: “Mi sembrò che piangesse”, dice.
“Questo è un Paese che ho visto cambiare – racconta ancora Giacobbo – quando sono arrivato la prima volta 23 anni fa non c’erano i cartelloni pubblicitari e la pubblicità era dipinta sui palazzi. Ma la gente nella vita di tutti i giorni non è cambiata”. E l’Egitto festeggia il programma con una serata di gala al Cairo, alla presenza della ministra del Turismo Rania Al Mashat, con sul palco anche il direttore di Retequattro Sebastiano Lombardi, rilanciata da tutti i tg nazionali. Del resto sui rapporti umani Giacobbo ha fondato la sua storia e quella squadra che ha chiamato quando è andato a lavorare dalla Rai a Mediaset: “Tutti mi hanno detto di sì con un entusiasmo straordinario”. Ed ora neanche mentre parla smettono di girare: sono i 33 componenti infaticabili della sua ‘crew’ che per 19 giorni sono rimasti in Egitto per realizzare le riprese speciali che si vedranno in questa nuova serie. Al suo fianco nella piana della Necropoli di Giza c’è il suo amico da 23 anni Zahi Hawass, con l’inseparabile cappello a falde larghe al quale – dice la leggenda – è stato ispirato il cappello di Indiana Jones. Lui comunque non è da meno: “Qui sotto la Sfinge tutti sognano che ci siano mondi nascosti – spiega l’archeologo mostrando il tunnel di 15 metri sotterraneo dell’ultima esplorazione – ma non c’è Atlantide. Misteri? Non ci sono misteri, ma solo tante cose da capire attraverso nuovi scavi e le tecnologie ci vengono sempre di più incontro”. La tecnologia del resto è anche una delle chiavi di volta della ricerca di Freedom, e anche nella nuova linea del turismo egiziano, come spiega la ministra. La divulgazione e l’esplorazione trovano nuova vita nelle straordinarie immagini realizzate attraverso l’impegno umano di chi fa qualunque cosa con la telecamera in spalla come Omar, il cameraman, ma anche attraverso la qualità cinematografica delle immagini. Nella nuova serie li vedremo anche in Gran Bretagna, Stati Uniti, Romania, Cina, e naturalmente in Italia, con reportage da Lombardia, Campania, Puglia, Toscana, Veneto, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna. Tutti pronti ora a risalire sul truck che Giacobbo ha comprato con la liquidazione della Rai, per nuove avventure perché lui è “un trasportatore, porto da chi sa a chi non sa…”. E per farsi capire da tutti ha scelto anche il carattere EasyRiding, più facile per i dislessici quindi più facile per tutti.
Pattinson in trattative per nuovo BatmanAttore di Twilight nel nuovo kolossal con regia Reeves
CANNES17 maggio 201910:41NE
– Da sex symbol a pipistrello: il prossimo futuro di Robert Pattinson, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety al Marchè di Cannes, è con le ali del nuovo Batman. L’attore lanciato dalla saga Twilight è in trattative per interpretare Batman nell’atteso film di supereroi di Matt Reeves, che uscirà nei cinema il 25 giugno 2021. L’accordo, anche se Warner Bros per ora non commenta, dovrebbe chiudersi a breve e la preproduzione del kolossal Warner Bros.-DC Comics è prevista per questa estate.
Pattinson, 33 anni, sarebbe il secondo più giovane attore ad interpretare il ruolo sul grande schermo dopo Christian Bale, 31 anni nel 2005 per Batman Begins. Del film non si sa molto a parte la regia affidata a Matt Reeves (Il pianeta delle api) con Ben Affleck anche sceneggiatore. Pattinson è a Cannes con il film di Robert Eggers The Lighthouse.
A Bard mostra sui Tesori dell’AquilaQuattordici opere in esposizione dal 30 maggio al 17 novembre
AOSTA17 maggio 201911:00
– Una selezione di opere recuperate e restaurate – in totale 14 tra oreficerie, sculture in terracotta, pietra e legno, dipinti su tavola e tela – provenienti dalle chiese dell’Aquila devastate dal terremoto del 6 aprile 2009. Capolavori che fanno parte della mostra “L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo”, allestita dal 31 maggio al 17 novembre al Forte di Bard.
L’esposizione – “una storia di sopravvivenze, un omaggio alla città dell’Aquila nel decennale del sisma e una testimonianza della grande ricchezza della sua arte” – propone varie opere: dalle Madonne con Bambino del Maestro di Sivignano e di Matteo da Campli a quella detta Delle Grazie, dal grande Crocefisso della Cattedrale alla Croce processionale di Giovanni di Bartolomeo Rosecci, dall’elegante e leggero San Michele arcangelo di Silvestro dell’Aquila allo splendido San Sebastiano di Saturnino Gatti, dal Sant’Equizio di Pompeo Cesura fino alle grandi tele di Mijtens. Ideato da Marco Zaccarelli, il progetto è promosso dall’Associazione Forte di Bard con il patrocinio della Città dell’Aquila e della Regione Abruzzo. La mostra sarà affiancata dall’esposizione fotografica, inedita, ‘La città nascosta’ di Marco D’Antonio: una selezione di 15 grandi fotografie dedicate all’Aquila notturna, ripresa nelle sue aree ancora da ricostruire.
A Giallini la cittadinanza onoraria VdaDopo mesi di riprese Rocco Schiavone,’qui ho trovato amici veri’
AOSTA17 maggio 201911:35
– L’attore Marco Giallini ha ricevuto l’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste, la cittadinanza onoraria valdostana. Interpretando il vicequestore Rocco Schiavone nell’omonima fiction, ha fatto conoscere la Valle d’Aosta e, dopo tre stagioni e mesi di riprese, si è ben integrato (“Mi sono fare pure troppi amici, amici veri”). Così lo scorso anno è stato insignito del titolo destinato a personalità “che con la loro presenza o la loro opera abbiano conferito prestigio alla Valle”. “E’ veramente una bella cosa per la Valle d’Aosta, ma pure per me. Perché il personaggio è vicino, purtroppo nelle cose belle e nelle cose brutte, alla mia vita. Per me ha contato molto. E che io lo abbia fatto qui è un onore”, ha detto Giallini durante la cerimonia. “Vedere che ti salutano così calorosamente, che sembra quasi di trovarsi a Trastevere, vuol dire che sono arrivato, altrimenti – ha scherzato – prima di darti un po’ di confidenza, insomma tre o quattro anni ci mettete, noi siamo un po’ più diretti”.
Uto Ughi, la mia musica 60 anni dopo’Indignato su situazione musica in Italia’, torna alla IUC
8 maggio 201910:38
‘Ogni giorno si cambia e non si suona mai uno stesso pezzo allo stesso modo perché la vita porta nuove esperienze, positive e negative che arricchiscono e modificano una persona, così col tempo si acquista più maturità e consapevolezza anche in un’esecuzione, ma probabilmente si perde in freschezza”, racconta Uto Ughi, indignato per come la musica viene dimentica a maltratta in Italia ormai da anni, lui che esattamente a sessanta anni dal suo debutto quattordicenne, ma già nome ben noto, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma (2 aprile 1959) vi torna sabato 18 maggio, oramai violinista considerato tra i maggiori a livello internazionale, per esibirsi nell’Aula Magna della Sapienza con un programma che lo vedrà solista e con Michail Lifits, non un semplice accompagnatore, ma pianista di primo piano, vincitore nel 2011 dell’importante concorso pianistico ‘Ferruccio Busoni’.
Ughi apre il concerto con la Ciaccona in sol minore di Tommaso Antonio Vitali, vissuto tra Seicento e Settecento e oggi noto per quest’unica e celeberrima composizione, che è nel repertorio dei più grandi virtuosi e viene eseguita nella revisione ottocentesca di Ferdinand David. Quindi si passa dal Barocco come solista al pieno romanticismo assieme al pianoforte con la Sonata n. 3 op. 108 di Johannes Brahms e, nella seconda parte del concerto, a tre celebri e brillanti pezzi di bravura della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento che flirtano con i colori e i ritmi della intensa musica spagnola: le Canciones Populares Espanolas di De Falla, il Rondò capriccioso op. 20 di Saint-Saens e la Tzigane di Ravel. ”Col passare del tempo le cose cambiano, ma è difficile dire in poche parole come sento io oggi personalmente in modo diverso la musica che eseguo – spiega sempre Ughi, che debuttò come bambino prodigio nemmeno adolescente e, scrissero, ‘già artisticamente e tecnicamente maturo’ – è qualcosa di intimo e indefinito. Potrei dire che la avverto in modo più analitico, anche se è vero e non lo è, perché certo l’importante è riuscire a conservare ogni volta la stesa volontà di penetrazione di un testo di cui il compositore dà alcuni punti fermi e linee di massima, ma poi spetta all’esecutore interpretarlo liberamente, restando all’interno di quelle indicazioni da cui non si può prescindere”.
Da molto tempo Uto Ughi è considerato uno dei massimi esponenti della tradizione violinistica italiana e tra i più grandi violinisti in assoluto dei nostri giorni. Suona e ha suonato in tutto il mondo, nei principali festival, con le più grandi orchestre sinfoniche, sotto la direzione dei più importanti direttori, da Celibidache a Gergiev, da Giulini a Maazel, Mehta, Pretre, Rostropovich, Sawallisch, Sinopoli, Temirkanov. Anche per questo sente una responsabilità verso la musica e i giovani, per i quali è sempre disponibile a intervenire e suonare, ” abbandonata da un pezzo per colpa delle istituzioni in questo paese in spaventosa decadenza culturale. All’estero si parlava della ricchezza musicale dell’Italia, che non aveva solo la Scala e le grandi istituzioni, ma era piena in provincia di piccole, storiche associazioni musicali con un pubblico affamato di musica e che oggi hanno chiuso quasi tutte per mancanza di fondi e disinteresse delle amministrazioni locali, per non parlare di grandi orchestre che non ci sono più come quelle della Rai”. E’ quel che è accaduto anche a Roma dove dal 2003 era tornato a organizzare un festival per i giovani e per la città, che è rimasto senza più fondi, mentre ha avuto un’offerta da Venezia e ora lo organizzerà lì. ”In un paese che cancella la propria identità svendendo e avvilendo se stesso, il mio sogno nel cassetto – conclude l’artista – è che si ritorni ad essere quel luogo di cui si diceva è, mentre oggi ti senti dire era, il paese della musica e, con tutta la sua storia e ricchezza messa da parte, viene considerato il fanalino di coda dell’Europa”. Non è un caso che di recente la Presidenza del Consiglio lo abbia nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Un impegno, quello di Ughi, che è anche nella diffusione delle sue registrazioni discografiche, con tutti i brani più importanti del repertorio violinistico, e nelle pagine del suo libro ”Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”. Da tempo si esibisce con un Guarneri del Gesù del 1744 dal suono caldo e dal timbro scuro, forse uno dei più bei Guarneri esistenti, e uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer, perché appartenuto all’omonimo violinista, cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata, immortalata anche da Tolstoi in un suo celebre racconto.
Basso-Pesole, L’economia percepitaIl gap apparenza-realtà. Giornalismo costruttivo come antidoto
17 maggio 201912:01
– ROBERTO BASSO E DINO PESOLE, l’ECONOMIA PERCEPITA (Donzelli Editore, pp.190, 18 euro).
L’economia è un po’ come la temperatura dell’aria, che da qualche tempo è accompagnata nelle previsioni meteorologiche dall’indicazione della temperatura percepita. Roberto Basso e Dino Pesole, il primo un comunicatore passato dalle società private al settore pubblico, il secondo editorialista del “Sole 24 Ore”, nel libro “L’economia percepita” (Donzelli editore) affrontano un viaggio nello spazio che separa proprio la realtà dell’economia dall’apparenza creata dalla bulimia informativa nella quale siamo tutti, volenti o nolenti, immersi. Quella proposta è una chiave approfondita, ricca di dati e spunti, che di fatto supera il semplice dibattito sulle fake news, ora imperante: si parte dal contesto ma poi si analizzano i meccanismi politici e informativi che sembrano alimentare una frattura tra alto e basso, tra società ed elites, tra democrazia e populismo.
Il libro segue il filo rosso dell’informazione per comprendere l’affermazione di Trump negli Stati Uniti e l’avanzata dei partiti ostili al progetto europeo, la vittoria della Brexit e la nascita in Italia del primo governo dichiaratamente populista. Ma non si limita a fotografare i cambiamenti che caratterizzano la comunicazione. Ne indaga l’evoluzione, ne spiega le ragioni. E poi indica anche qualche via d’uscita. Ma l’antidoto a quella che definiscono “la società dell’irriverenza”, che registra anche la rivolta contro la competenza, non può passare attraverso soluzioni autoassolutorie della politica. E probabilmente non basta nemmeno l’interessante appendice del libro nella quale vengono messi a confronto dati, tabelle e percezioni sulla presenza di immigrati, sull’occupazione, sulla crescita.
Il nodo da affrontare non è solo quello di una politica meno urlata, ma anche quello dell’informazione in un contesto che ne ha travolto il ciclo tradizionale, nel quale la televisione ha fagocitato i quotidiani e i social disintermediano su tutto.
L’idea, però, non è certo quella di raccontare un villaggio globale fatto da tribù non più in grado di dialogare, tra fake news virali e ecochamber autopersuasive, nel quale è sempre più evidente il distacco del cittadino-lettore, tra assuefazione e disincanto. La via proposta passa invece attraverso la formazione e l’educazione, che consente di comprendere fenomeni economici e sociali, ma anche e soprattutto attraverso la costruzione di un nuovo modello di giornalismo, che voglia mantenere la schiena dritta, abbandoni il format dell’informazione ansiogena e favorisca un’idea critica ma costruttiva della società.
Libri: ‘La morte a Brescia’,Barbieri, testimone diretto, racconta la storia fino a processi
17 maggio 201913:16
“Caso, destino, fortuna? Mi è sempre piaciuto pensare che se non sono stato investito dall’esplosione della bomba è grazie all’amicizia”. Era uno studente diciottenne Paolo Barbieri quando il 28 maggio 1974 si trovò a pochi metri dal porticato di Piazza della Loggia a Brescia, dove durante una manifestazione antifascista, organizzata dal sindacato e dal Comitato permanente antifascista, venne fatta esplodere una bomba che uccise 8 persone ferendone altre 100. E comincia proprio con la sua testimonianza diretta il libro che esce in questi giorni ‘La morte a Brescia-28 maggio 1974: storia di una strage fascista’. Il secondo che il giornalista e scrittore dedica a quella brutta pagina di storia italiana dopo ‘La strage dai capelli bianchi’ del 2003. Edito da RedStar Press, il libro è una scrupolosa ricostruzione in 127 pagine degli anni degli attentati, la situazione politica italiana e non solo nel biennio 73/74, i tentativi di colpo di stato, la scoperta proprio a Brescia del Mar (Movimento Armato Rivoluzionario) e l’arresto di numerosi esponenti di estrema destra. Quindi i 41 anni di indagini e processi sulla strage di Piazza della Loggia, con il coinvolgimento dei fondatori di gruppi di estrema destra come Ordine Nuovo e Ordine Nero, un ex generale dei carabinieri, due personaggi imputati pure nella strage di Piazza Fontana, nel 1969 a Milano, un primo processo a fascisti bresciani con l’ergastolo a Ermanno Buzzi (ucciso prima di arrivare in appello nel carcere di Novara da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti), la ‘Pista Ferri’ dal nome di Cesare Ferri (Ordine Nero). Fino alla parola definitiva scritta dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano e confermata dalla Corte di Cassazione con la condanna all’ergastolo di Carlo Maria Maggi, capo di Ordine Nuovo e Maurizio Tramonte, anche lui ordinovista e, scrive Barbieri, spia dei servizi segreti con il nome di ‘Fonte Tritone’, presente in Piazza della Loggia il giorno della strage. Una strage, sottolinea l’autore, del quale ultimamente è stato pubblicato un saggio sulla guerra ‘Polemos’, considerata dai giudici ‘la più politica di tutte’. “Perché – spiega – gli autori non solo hanno voluto creare terrore nel paese ma hanno anche voluto uccidere proprio quelle persone, ossia i ‘nemici’ politici,quelli della sinistra che manifestavano contro il fascismo”.
Musica, torna Ravenna Festival ‘Vespri’Nella basilica bizantina patrimonio Unesco di San Vitale
BOLOGNA17 maggio 201912:57
– Trentotto concerti nella basilica bizantina icona di Ravenna, San Vitale, patrimonio dell’Umanità, per 19 programmi che attraversano secoli di musica sacra, da Palestrina a Bach, da Vivaldi a John Cage: è il ‘Ravenna Festival: Vespri a San Vitale 2019’, dal 6 giugno al 14 luglio con concerti tutti i giorni alle 19. Biglietto simbolico a un euro.
In collaborazione con l’Opera di religione dell’arcidiocesi di Ravenna-Cervia e da quest’anno con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, la XXX edizione di Ravenna Festival rinnova quello il ‘pellegrinaggio’ quotidiano musicale all’ora del vespro in compagnia di cori, ensemble, solisti e 14 proposte selezionate attraverso un bando internazionale.
Renato Zero, nuovo brano Mai più da soliAnticipa il disco di inediti in uscita a ottobre
7 maggio 201914:05
– E’ in radio Mai più da soli, il nuovo brano di Renato Zero, che anticipa l’uscita a ottobre del prossimo disco, “Zero Il Folle” (Tattica). Il brano, come tutto l’album, è stato registrato a Londra con produzione e arrangiamenti di Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Zero torna a collaborare dopo l’album Amo del 2013.
“Fidatevi di uno che di solitudine se ne intende. Va frequentata e compresa, ma mai troppo assecondata – dice Renato Zero -. Questo è un tempo assai congeniale per chi vuole essere solo. Ma, peccato che non ci riconosciamo più. Che non ci fidiamo più l’uno dell’altro. Che per colpa di un orgoglio cieco e masochista ci si ritrova a parlare con un cellulare che non ha volto né consistenza. Che ci si cerca sui social senza potersi annusare, accarezzare o scegliersi. La mia solitudine, stanca di tradimenti e rifiuti, si è fatta un lifting e indossa protesi, credendo così di non essere riconoscibile. Voi non vi fidate: abbracciatevi! Mai più da soli!”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Springsteen, ecco There goes my miracle
In radio dal 24/5, anticipa album Western Stars che esce 14/6
7 maggio 201915:10
– E’ uscito “There Goes My Miracle”, il nuovo singolo di Bruce Springsteen, in radio dal 24 maggio. Il brano è incluso in “Western Stars” (Columbia Records/Sony Music), l’atteso album di inediti in uscita il 14 giugno. “Questo lavoro è un ritorno alle mie registrazioni da solista con le canzoni ispirate a personaggi e con arrangiamenti orchestrali cinematici – racconta Springsteen – è come uno scrigno ricco di gioielli”.
Western Stars, primo progetto in studio di Springsteen dopo cinque anni, prende in parte ispirazione dai dischi pop della California del Sud tra fine anni ’60 e inizio dei ’70. Nei 13 brani si ritrova una vasta gamma di temi tipicamente americani: dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non svanisce mai. Il disco, il 19/o album di Springsteen, è registrato principalmente nello studio nella sua casa in New Jersey, con l’aggiunta di alcune registrazioni in California e a New York.
Orchestra Rai, presentata nuova stagioneCalandrelli, cresce il pubblico dei concerti su Radio3 e Rai5
TORINO17 maggio 201915:23
– Punta su alcuni tra i più noti direttori d’orchestra, come Valery Gergiev, Myung-whun Chung, Daniele Harding, Fabio Luisi e Daniele Gatti, e allo stesso tempo su alcune delle bacchette più promettenti, come quelle di Leonidas Kavados e Fabio Biondi, la prossima stagione musicale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, presentata all’Auditorium Rai di Torino.
Una stagione ricca, che omaggia i 250 anni dalla nascita di Beethoven, eseguendo tutte le sue Sinfonie (non la Nona), anche con citazioni beethoviane in altri brani del cartellone, come quello di Max Reder, e nella rassegna Rai Nuova Musica.
A presentare la stagione, che apre l’11 ottobre con James Colon sul podio e termina il 25 giugno 2020 con il maestro Fabio Luisi, c’erano il direttore principale e il direttore artistico dell’Osn, James Conlon ed Ernesto Schiavi, il sovrintendente Pasquale D’Alessandro e la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, che ha sottolineato il successo crescente dei concerti sia su Radio3, sia su Rai5.
“Matera 2019 occasione unica per il Sud”Lo ha detto a Lecce il Ministro per i Beni culturali
LECCE17 maggio 201915:53
– “Quest’anno è l’anno di Matera capitale europea della cultura. Continuo ad essere convinto che questa è un’occasione unica per il Mezzogiorno per far vedere quanto si è stati capaci di fare”. Lo ha detto a Lecce il ministro per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo a una domanda dei giornalisti sugli interventi del governo per valorizzare la cultura al Sud.
Armani torna a sfilare in via BorgonuovoLinea ammiraglia chiude Milano Uomo, Emporio all’Armani/Teatro
MILANO17 maggio 201916:02
– Giorgio Armani torna dopo diciotto anni a sfilare in via Borgonuovo, per la prima volta a Palazzo Orsini, location inedita e sede storica del marchio. La sfilata della linea ammiraglia, fissata per le 17 del 17 giugno, chiuderà il calendario degli appuntamenti di Milano Moda Uomo.
Il 15 giugno alle 11 lo stilista presenterà invece la collezione Emporio Armani uomo all’Armani/Teatro. Le sfilate milanesi dedicate alle proposte per lui sono in calendario dal 14 al 17 giugno.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il ritorno di Tony Hadley
Presentato a Milano l’album solista “Talking to the moon”
Salvatore GarbilloMILANO18 maggio 201910:36
Mr. Hadley, cosa resta degli anni Ottanta?”. Lui risponde senza esitazione: “Me”. In sala tutti ridono, ma sanno che dietro quella battuta c’è una verità. Tony Hadley non è solo un reduce, il ruolo di stella cadente del pop del passato gli sta stretto e così tenta di raccontare un altro pezzetto della sua vita in un disco molto lontano dalle classifiche, di certo privo di malizia pur mantenendo intatti i toni melodici e seducenti che tutti conosciamo. Forse “Talking to the moon” (Moonstone Records / Self Distribuzione) è semplicemente un disco onesto.
“Ci pensavo da tempo, non ho dato troppo peso ai generi musicali – racconta all’anteprima milanese organizzata da Eataly, cui seguirà un tour in diverse città italiane – A volte bisogna fare il disco che si vuole, nient’altro”. E lo ha fatto scegliendo bene i suoi compagni di viaggio: Toby Gad (collaboratore, tra gli altri, di John Legend, Ricky Martin, Beyoncé ma anche Marco Mengoni), Peter Cox e Richard Drummie dei “Go West” e Mick Lister, con cui ha firmato “What Am I”, la canzone più personale del disco e quella che infatti lo chiude.
Un testo che parla della separazione dagli Spandau ma che può essere facilmente allargato alla globale categoria dei rimpianti. “Non credo ai rimpianti, l’importante è mantenere a fuoco la propria dignità. Per il resto – continua Hadley, che tiene a precisare che indossa giacca e scarpe italiane – tutti sbagliamo, io ho un lungo elenco di errori nella vita privata e professionale”. Eppure il pubblico gli è rimasto fedele. Certo, prima riempiva gli stadi di mezzo mondo con gli Spandau Ballet e ora presenta il suo album solista accanto al banco frigo del pesce e ai provoloni in offerta, ma non c’è nulla di penoso in tutto ciò. La sua voce, che probabilmente è migliorata negli anni, riesce a trasformare in teatro anche un centro commerciale (e in effetti una volta lì c’era lo storico “Smeraldo”). Il pubblico attende il suo showcase con gli occhi sorridenti, gli dimostra un affetto che non è solo nostalgia. E’ composto quasi completamente da over 40, i ragazzi che lui ha cresciuto quando contendeva a Simon Le Bon il primato nei cuori. Ma non mancano i più giovani, che appena inizia a cantare “Gold” e “True” gli vanno dietro come fosse Fedez. Non conosceranno tutta la sua discografia e probabilmente non avranno ascoltato tutti i brani di “Through the Barricades” ma i singoli di successo sono arrivati anche a loro. E ciò introduce un tema che Hadley, 59 anni tra due settimane e una figlia di 12 che lo tiene aggiornato sulle nuove uscite, conosce bene. “Ai miei tempi si ascoltava tutto il disco, che fosse David Bowie o gli AC/DC, seguivi il filo della tracklist. – commenta senza polemica – Ora la generazione Spotify salta da un pezzo all’altro senza avere l’idea della complessità di un lavoro. Forse si amano meno gli artisti ma più la musica”.
Leee John torna in ItaliaLeader Imagination firma anche docufilm presentato a Cannes
17 maggio 201917:56
– Leee John, figura storica della musica dance da oltre 30 anni, torna in Italia. Dopo la Masterclass allo Studio Uno di Roma dello scorso settembre, il cantante inglese sarà protagonista, con il supporto di Kino Music, a Propaganda Live, la trasmissione satirica di politica e attualità condotta da Diego Bianchi (in arte “Zoro”) in onda su La7. Per l’occasione Leee John eseguirà “The Art Of Love P1 & P2”. Nei prossimi giorni, inoltre, è prevista una nuova versione del brano, con la partecipazione di Snowboy: pluripremiato e acclamato musicista afro-cubano jazz. Con una carriera ultra trentennale e vendite record per oltre 30 milioni di dischi, Leee John e la band Imagination hanno realmente scritto la storia della musica dance, con brani come “Body Talk”, “Just An illusion”, “Flashback”. Leee sta attualmente producendo e dirigendo “Flashback”, un film sulla storia della musica nera britannica, presentato al Festival di Cannes.
Da Legge Bray 5,2 mln al Carlo FeliceUltima tranche dei 13 milioni previsti, ora il rilancio
GENOVA17 maggio 201918:36
– Sbloccata la seconda e ultima tranche dei finanziamenti della Legge Bray per il risanamento e il rilancio del Carlo Felice di Genova. E’ stato firmato il decreto di assegnazione dei fondi da parte dei ministeri delle Finanze e dei Beni Culturali. E la Corte dei Conti ha firmato il decreto interministeriale d’approvazione dell’integrazione al Piano di Risanamento del Teatro, concludendo l’iter della Legge Bray. Lo comunicano Teatro, Comune e Regione. La Legge Bray prevedeva lo stanziamento di 13 milioni: 7 erano già stati erogati e impiegati per regolarizzare la posizione della Fondazione del teatro verso l’Agenzia delle Entrate. Ora arriveranno i rimanenti 5,2 milioni.
“La firma del decreto è una svolta che chiude l’iter intrapreso per il Teatro dagli Enti locali che si erano adoperati per lo sblocco che non era scontato”, dicono gli assessori regionale e comunale Ilaria Cavo e Pietro Piciocchi.
“La fase uno è chiusa. Da oggi può partire la fase due di consolidamento e di rilancio del Teatro”.
“E’ una grande notizia che aspettavamo da tempo – dichiara il Sovrintendente Maurizio Roi – che conclude un lavoro molto impegnativo condotto in questi anni. Devo ringraziare Comune e Regione per l’impegno profuso e il ministro Bonisoli. Per il Carlo Felice si chiude il periodo più difficile della sua vita e si apre un capitolo nuovo”.
Villa Bardini, scultura Rodin su DuncanPer esposizione dedicata alla celebre danzatrice
FIRENZE17 maggio 201918:40
– La scultura Eve au rocher di Auguste Rodin, ispirata alla figura della danzatrice Isadora Duncan, andrà ad arricchire la mostra ‘A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia’ ospitata fino al 22 settembre a Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini di Firenze. L’opera in marmo bianco, alta poco meno di un metro, datata 1905-1906, è arrivata ieri pomeriggio a Villa Bardini da una collezione privata di Hong Kong, per unirsi all’allestimento che conta 176 pezzi. Rodin conobbe Isadora, la ‘jeune danseuse’ di cui gli aveva parlato l’amico pittore simbolista Eugène Carrière che la ritrasse in un bel dipinto del Museo d’Orsay, oggi esposto nella mostra a Villa Bardini. Fu un incontro assai significativo e fruttuoso sia per lo scultore, sia per la danzatrice che per lui posò in atelier e danzò a Vézely, il 30 giugno 1903, in occasione del banchetto e della festa che vennero offerti a Rodin dagli amici in onore della sua nomina a comandante della Legione d’onore.
La mostra su Duncan è curata da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli, e promossa da Fondazione CR Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con Museo Stefano Bardini.
Stone e Manson guest star The New popela serie Sky del regista premio oscar Paolo Sorrentino
17 maggio 201919:09
– Sharon Stone e Marilyn Manson guest star in The New Pope la serie originale Sky-hbo-canal+ creata e diretta dal regista Premio Oscar© Paolo Sorrentino.
La seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano, è scritta dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises. Tutti gli otto episodi sono diretti dal Premio Oscar© regista, tra gli altri, de “La grande bellezza” e di “The Young Pope”. Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar © Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Massimo Ghini, Maurizio Lombardi.
Guadagnino, tra moda e legami famigliaStilista “moda è film interiore”. Regista prepara serie Sky/Hbo
CANNES17 maggio 201920:04
– Cinema e haute couture, una storia intima tra Roma e New York sul rapporto tra una madre anziana e la figlia in una cornice alto borghese, di fiaba, di lusso, di fruscii di seta e sfavillio di colori. Luca Guadagnino debutta al festival di Cannes con The Stagerring Girl, un mediometraggio alla Quinzaine des Realizateurs (“da novelle vaguista, dice, mi sembra il top”) nato dall’incontro con il designer Pierpaolo Piccioli Direttore creativo della Maison Valentino appassionato di cinema. Nel cast Julienne Moore, Marthe Keller, Alba Rohrwacher e altrettanto protagonista l’abito declinato nelle forme sofisticate di ben quattro collezioni di alta moda. “La moda è un film interiore” dice Piccioli. Il progetto “è nato dall’incontro, amicizia e ammirazione per il lavoro di Piccioli”, racconta Guadagnino alle prese con la sua prima serie tv con Hbo e Sky We Are Who We Are su un gruppo di adolescenti americani in una base militare americana in Italia ha detto il regista
Trono di Spade, fan delusi ‘riscriverlo’Quasi un milione su Change.org alla vigilia del gran finale
NEW YORK18 maggio 201910:37
“Riscrivere l’ultima stagione di ‘Trono di Spade’ con autori competenti”: quasi un milione di fan della iconica serie di cui domenica andrà’ in onda l’ultima puntata su HBO negli Usa (e Sky Atlantic in Italia) hanno firmato una petizione su Change.org in cui protestano per come David Benioff e D.B. Weiss stanno scrivendo la parola fine della saga basata sui bestseller di George R.R. Martin “Cronache dal ghiaccio e dal fuoco”.
La polemica si e’ scatenata, come un drago che vomita fuoco, domenica scorsa, dopo la quinta puntata in cui Daenerys Targaryen (Emilia Clark) ha messo a fuoco e fiamme Approdo del Re. Da Forth Worth in Texas, Dylan D., primo firmatario della petizione che stamattina aveva raccolto oltre 800 mila firme, si e’ rivolto a Change.org: “Benioff e Weiss si sono rivelati terribilmente incompetenti quando non hanno fonti su cui appoggiarsi. La serie merita un finale che abbia un senso”. La protesta e’ solo l’ultima in una serie di reazioni di fan delusi e pronti a farsi giustizia da soli, ad esempio modificando gli algoritmi di Google per far apparire le foto di Benioff e Weiss in risposta alla ricerca “cattivi autori”. Tra le ragioni delle polemiche, c’e’ una mancanza di attenzione nell’editing (una tazza di caffe’ finita nel “final cut” della quarta puntata), ma anche l’evoluzione “extra dark” di personaggi come Daenerys che stanno inducendo almeno 3.500 genitori americani a rammaricarsi per aver chiamato la figlia come lei.
Detto questo, “Trono di Spade” si sta rivelando un successo planetario con audience americana di oltre 18 milioni per la quinta puntata “The Bells” e che in Italia si aggira sul milione. L’ultima stagione della serie, che dal 2011 ha ottenuto 190 riconoscimenti tra cui ben 47 Emmy, ha conquistato una media di 43 milioni di spettatori a puntata se si include il playback, lo streaming e le visioni ripetute, 10 milioni in piu’ della settima stagione. Quanto a Benioff e Weiss, mentre HBO si prepara al “prequel”, fanno i conti con un nuovo appuntamento: saranno registi e sceneggiatori di un nuovo Guerre Stellari nelle sale nel 2022.
“Ovviamente siamo preoccupati”, hanno detto al ‘Washington Post’ a proposito delle attese per il finale: “Sappiamo che molti la odieranno prescindere. Speriamo che succeda come quando fini’ Breaking Bad: la discussione fu se valeva un ‘trenta’ o un ‘trenta e lode’”.
Fotografia: ‘Non siamo ciò che mangiamo’In Guardaroba storico Montedomini 32 scatti di Plazzi Marzotto
FIRENZE17 maggio 201920:13
– Una performance nata giocosa, sulle relazione con il cibo dei suoi compagni di studi all’Accademia di Belle arti, poi evolutasi in una tematica più importante e complessa, quella dei disturbi del comportamento alimentare dopo aver intervistato ragazze che ne soffrono. E’ ‘La Spesa – Non siamo ciò che mangiamo’, mostra fotografica della 23enne Oriente Plazzi Marzotto, in programma da domani all’1 giugno nei locali e pure negli antichi armadi – “per sottolineare il senso di costrizione delle ragazze”, spiega l’autrice – del Guardaroba storico di Montedomini a Firenze.
Nell’esposizione, a cura di Milena Zunino, l’artista costruisce 32 immagini in cui il corpo femminile è in stretta relazione con una serie di alimenti, a volte mimati, a volte solo evocati. Accompagnati da didascalie estratte dalle interviste fatte da Plazzi Marzotto a ragazze che soffrono di disturbi alimentari, i fotogrammi in mostra suscitano emozioni ambivalenti. A un primo sguardo possono apparire bizzarri, appunto quasi giocosi, ma poi lasciano subentrare sensazioni più ombrose, dall’angoscia a una sorta di vuoto silente. E nel titolo della mostra si nasconde il nodo del discorso giocoso presentato dall’artista per scatti fotografici: non siamo quello che mangiamo perché biscotti, frutta e ortaggi non pensano.
Oriente Plazzi Marzotto sta completando gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, nella scuola di pittura di Calogero Saverio Vinciguerra. Frequenta anche il corso di lingua dei segni italiana all’Ente Nazionale sordi di Firenze, dal 2017, significativo anche per quanto riguarda la ricerca pittorica: “Non sono una astrattista ma una figurativa, mi esprimo meglio con le mani”.
Roberto Bolle invade ed emoziona NapoliUn allegra compagnia di 60 ballerini conquistano la città
18 maggio 201909:51
Una colorata e festante ondata di danza, guidata da Roberto Bolle, ha letteralmente invaso il centro di Napoli. È il segnale di inizio di OnDance, la grande festa della danza presentata ieri dall’Étoile dei due Mondi. L’allegra Compagnia di circa 60 ballerini, capitanata da Bolle al suono della musica di Excelsior, è “strabordata” dall’antico Palazzo Zevallos Stigliano, sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in via Toledo e, dopo aver sorpreso i visitatori con un’esibizione improvvisata nel salone di ingresso del museo, a passo di musica si è portata fino al centro della Galleria Umberto I per regalare ai passanti un altro momento di danza. Alla fine i ballerini, e Bolle con loro, si sono rifugiati nel vicino Teatro San Carlo. Accanto a Roberto ad esibirsi on the road tangueri, giovani ballerini di danza classica e gli street dancer di Red Bull Dance Your Style che domani si sfideranno nell’attesissimo Qualifier presentato da Ensi e previsto per le 18.00 in Piazza Dante.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sollima c’è lo spaghetti western ‘Colt’
Girato in inglese su un soggetto di Sergio Leone
CANNES17 maggio 201921:14
– Stefano Sollima girerà ‘Colt’, western in lingua inglese basato su un soggetto di Sergio Leone.
È quanto riporta il Daily di Variety oggi a Cannes. Inizio riprese il prossimo inverno e come produttori i figli di Sergio Leone, Raffaella e Andrea e la loro Leone Film Group.
Inizialmente pensata come una serie tv, il titolo ‘Colt’ è un ovvio riferimento all’arma simbolo dei western di Leone, già a partire da ‘Per un pugno di dollari’. Ma questa volta, grazie a una modifica del soggetto, quest’arma sarà in mano a tre ragazzini.
“E’ una storia di formazione con protagonisti tre ragazzini orfani di 12-13 anni che entrano in possesso di quest’arma e per una serie di ragioni diventano dei criminali. Posso assicurarvi che vedere una Colt in mano a un dodicenne è piuttosto suggestivo”. Sollima, reduce dal successo di Soldado, ha poi concluso: “Con Colt voglio far tornare il genere Spaghetti western a casa”
Cannes: Dolor y Gloria, l’autunno di AlmodovarApplausi per il film del regista spagnolo passato in concorso
Applausi per ‘Dolor Y Gloria’, il film di Almodovar passato in concorso alla 72/ma edizione del Festival di Cannes.
Film del giorno: Dolor y Gloria, l’autunno di AlmodovarIn concorso a Cannes il film del regista spagnolo
18 maggio 201911:45
ricordi dell’infanzia mentre il presente diventa poco importante, cupo, un autunno. Vedendo “Dolor y Gloria” l’ultimo lavoro di Pedro Almodóvar, in concorso alla 72/ma edizione del Festival di Cannes, non si può non pensare che questo sia il suo lavoro più autobiografico, più intimo, in cui il regista spagnolo racconta, anche sulle note tristi di Chavela Vargas, il suo personalissimo spleen esistenziale diviso, come è, da un quotidiano stanco e da un vivido passato. Ma in questo film, in sala dal 17 maggio con la Warner Bros, c’è anche la chiara volontà di fare i conti con i suoi vecchi amori, con la sua infanzia, con sua madre e suo padre e, ovviamente, con la sua omosessualità. E, in questo caso, attraverso il ricordo della sua scoperta, avvenuta nella luce forte della sua povera casa quando lui, ragazzino talentuoso, assiste alle nudità di un giovane operaio, a cui dava lezioni di scrittura. Protagonista di ‘Dolor y Gloria’, un regista in crisi, Salvador Mallo, (interpretato dal suo alter ego Antonio Banderas), uno che si è chiuso in casa da quando ha visto spegnersi la sua creatività. Un uomo in preda all’acufene, a forti mal di testa, pieno di malanni, veri o immaginari e che, tra l’altro si dà da fare con l’eroina che ha scoperto da poco.
Poi si passa alla sua infanzia negli anni ’60 quando emigrò con i suoi genitori (la madre è Penelope Cruz) a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna.
E ancora il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ’80; il dolore della rottura di questo amore e poi la creatività che non c’è più e che non si può comprare. Insomma l’impossibilità di scrivere e girare ancora.
Attraverso il viaggio nel passato di Salvador Mallo/Almodovar qualcosa alla fine si salva, riaffiorano vecchi sentimenti, grandi amori e altrettanto forti delusioni, ma anche la lucidità di quello che si è perso e forse si può ricostruire. Molto bella la scena in cui la madre, vicino alla morte, spiega al figlio di come vorrà essere vestita quando sarà il momento. Di questo film, giustamente in corsa per una Palma d’oro che il regista spagnolo non ha mai ottenuto, ha detto Almodovar: “I ricordi servono a tenerti compagnia, a stare meno solo, ad accettare la vecchiaia che per Philip Roth, uno che la sapeva lunga, non era una malattia, ma un vero e proprio massacro”.
Hit parade, in vetta sale IziPrimi dieci posti pieni di novità.
18 maggio 201911:52
– Dopo quasi due anni di silenzio, Aletheia segna il ritorno di Izi e raggiunge subito la vetta delle classifiche (al quinto posto anche nella classifica dei vinili) con un lavoro che rappresenta un cambiamento netto e vissuto dall’artista alla stregua di un nuovo battesimo artistico, come se fosse il suo primo album. In seconda posizione troviamo un altro rapper dallo stile molto personale, Ultimo, con Colpa delle favole da sei settimane in classifica anche se perde la vetta. Per Ultimo addirittura una doppia presenza nella top ten, perchè sua è anche la decima posizione con Peter Pan. Al terzo posto ancora una new entry: Nek con Il mio gioco preferito- Parte prima. Ancora una novità in quarta posizione con Solo di Alberto Urso, tenore protagonista di questa edizione di Amici. In quinta posizione Liberato, altra novità, con l’album che porta il suo nome. Altra novità in una classifica decisamente stravolta questa settimana la troviamo in settima posizione con Fast Animals e Slow Kids.
Nuovo album per Maluma, ecco 11:11Brani con Madonna e Ricky Martin. Il 1 luglio sarà a Cagliari
16 maggio 201918:43
– Nuovo album per Maluma: il cantante colombiano, re del reggaeton, pubblica il suo nuovo album “11:11”, il quarto della sua carriera, con collaborazioni di alto livello: da Madonna, nel brano “Soltera”, a Ricky Martin in “No Se Me Quita”, e poi Ozuna, Nicky Jam, Ty Dolla $ign, Zion y Lennox, Sech, Chencho e Farina. Maluma darà il via al “Maluma World Tour” da San Diego il 6 settembre ma il 1 luglio sarà all’Arena Fiera di Cagliari. In rotazione radiofonica al momento il singolo “HP”. Il precedente lavoro di Maluma “F.A.M.E” aveva debuttato al #1 della Billboard Latin Albums chart e gli aveva fatto vincere il Latin Grammy come “Best Contemporary Pop Vocal Album”. A proposito delle ispirazioni dell’album, Maluma ha dichiarato: “”11:11″ è un segnale diretto dalle nostre guide, angeli e maestri, per stabilire un momento di connessione tra noi stessi e il resto del mondo. È una chiamata ad agire o un modo per meditare, per ascoltare le proprie intuizioni e le proprie emozioni interiori”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Arte in mostra a White Carrara Downtown
Terza edizione manifestazione dall’1 al 9 giugno
CARRARA (MASSA CARRARA)18 maggio 201913:02
– L’arte contemporanea in mostra a Carrara (Massa Carrara) per White Carrara Downtown, terza edizione delle manifestazione, idea da Imm, che dall’1 al 9 giugno mette in campo varie iniziative per raccontare la storia e la cultura della città del marmo.
Alla galleria Vtre Spazi Contemporanei in programma Carrara Imperial, personale di Michele Chiossi: curata da Vittoria Coen la mostra sviluppa temi cari all’artista quali la luce naturale e quella artificiale, la linea a zig zag e i dot. Le opere hanno come materia principe il marmo e vogliono far riflettere sul periodo di decadenza e di stallo culturale attraversato dalla cultura occidentale. Sempre da Vtre Spazi Contemporanei Tributo a Heinz Mack, con una selezione di opere dell’artista tedesco noto per gli studi del movimento e della luce. La mostra, curata da Chiara Guidi, propone una serie di disegni e ceramiche. A Palazzo Binelli si tengono invece Xtopia Tribù di Emanuele Giannelli e Superheroes di Domenico Pellegrino. [print-me title=”STAMPA”]
