Ultimo aggiornamento 19 Maggio, 2019, 16:31:03 di Maurizio Barra
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Cristicchi, da Sanremo nuova energia
Dal 19 maggio in tour con Abbi Cura di me Live, il via da Roma
18 maggio 2019 13:08
– Dopo anni di spettacoli teatrali, Simone Cristicchi, complice anche un festival di Sanremo ricco di soddisfazioni con il brano Abbi cura di me, è tornato a innamorarsi della musica. E dal 19 maggio il cantautore sarà nuovamente in tour, a sei anni dall’ultimo. “Sanremo ha contribuito tantissimo a questo ritorno, anche se la musica non l’ho mai abbandonata. La valanga di affetto e gratitudine che mi ha travolto mi ha convinto a rispolverare tutto il mio repertorio, anche a fronte di una maturazione avvenuta proprio in teatro”, racconta Cristicchi che per il debutto ha scelto la sua Roma, “anche se ormai, vivendo ai Castelli Romani, la vivo più da turista e per questo forse riesco ad apprezzarla di più.
Però e grazie a Roma, alla gente che la popola che sono nate le mie prime canzoni: osservavo la gente sui bus e in metropolitana e inventavo per loro mille vite diverse”. In cantiere anche un album nuovo (“mi è tonata anche la voglia di scrivere…”), mentre a novembre arriverà il documentario Happy-Next.
Museo Cinema, 10 milioni di visitatoriE’ uno studente di Bari, a Torino per fare visita alla sorella
TORINO18 maggio 201915:29
– Il Museo Nazionale del Cinema taglia il traguardo dei 10 milioni di visitatori. A staccare il fortunato biglietto è stato Fabrizio, studente di Bari, premiato con l’accompagnatrice Cristina con una tessera per entrare gratis al museo. Per sempre. Allestito all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo di Torino, il museo è tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e la molteplicità delle sue attività scientifica.
“Mia sorella vive qui – racconta Fabrizio – e siamo venuti a trovarla per 4 giorni, ne abbiamo quindi approfittato per venire a visitare il Museo Nazionale del Cinema e la Mole Antonelliana.
Non ci saremmo mai aspettati una sorpresa del genere”.
Sono passati diciannove anni da quel 20 luglio 2000 in cui venne venduto il primo biglietto del Museo del cinema alla Mole Antonelliana. A celebrare i 10 milioni di visitatori c’erano l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon, e il presidente del museo, Sergio Toffetti.
Lunedì, martedì e mercoledì sera il traguardo sarà celebrato con un’originale illuminazione della Mole, grazie alla collaborazione di Iren. E già si sta pensato ai festeggiamenti per i vent’anni di attività con una cabina di regia che dia il giusto rilievo alla ricorrenza.
Scelti 4 libri finalisti Premio EstenseA Lucia Annunziata il 35/o ‘Riconoscimento Gianni Granzotto’
BOLOGNA18 maggio 201915:31
– Scelti dalla giuria del ‘Premio Estense’ – presieduta da Guido Gentili, editorialista de ‘Il Sole 24 Ore’ – i quattro volumi finalisti della 55/a edizione del riconoscimento ferrarese. Si tratta di ‘Marchionne lo straniero’, scritto da Paolo Bricco ed edito Rizzoli; ‘Il Borghese’, scritto da Vittorio Feltri ed edito da Mondadori; ‘Io Khaled vendo uomini e sono innocente’ scritto da Francesca Mannocchi ed edito da Einaudi e ‘La verità, vi prego sul neoliberismo’ scritto da Alberto Mingardi ed edito da Marsilio Nodi.
La giuria presieduta dal presidente della ‘Fondazione Premio Estense’, Riccardo Maiarelli, invece, ha assegnato a Lucia Annunziata – sentito il parere della giuria tecnica, il 35/o ‘Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell’informazione’.
La cerimonia conclusiva del Premio Estense 2019 avrà luogo il 28 settembre al Teatro Comunale di Ferrara quando sarà consegnato a Lucia Annunziata il ‘Granzotto’.
A Parma il ‘Paganini Guitar Festival’Dal 23 al 27 maggio, premio al compositore cubano Brouwer
PARMA18 maggio 201915:52
– Parma celebra la chitarra. La città ducale, capitale italiana della cultura 2020, si prepara ad accogliere la 19/a edizione della rassegna internazionale ‘Paganini Guitar Festival’ dal titolo ‘La espiral eterna’, che quest’anno omaggia il compositore cubano Leo Brouwer. Il festival, in programma dal 23 al 27 maggio, è organizzato dalla Società dei Concerti di Parma, in collaborazione con il Comune-Casa della Musica.
La novità più importante dell’edizione 2019 è la presenza di Leo Brouwer, uno dei compositori più celebri ed eseguiti del mondo della chitarra. Al maestro, ospite d’onore del festival, verrà anche consegnato un premio alla carriera in occasione delle celebrazioni per il suo 80/o compleanno. La manifestazione è stata presentata dall’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra. “Questo è un evento che consolida la capacità di attrarre un pubblico giovane – ha spiegato – e che coinvolge e si sviluppa in percorsi diversi in forma itinerante in luoghi differenti della città”.
Night fever. Discoteche templi designA Prato avanguardia e controcultura nei club notturni più famosi
18 maggio 201915:56
– Studio 54, la leggendaria discoteca di New York alla fine degli anni Settanta, evoca musica a tutto volume, luci, effetti speciali, nuove mode, una schiera di personaggi dell’ arte e dello spettacolo, drink, mix di alcol e non solo. Non è stato l’ unico locale a fare epoca per il popolo della notte e la disco music che nel 1977 ha trovato nel film Saturday night fever il suo manifesto. Nella Grande Mela hanno occupato la scena The Electric Circus, il Paradise Garage, The Saint, Area e Palladium; a Parigi Le Palace e Le Bain Douches; a Berlino il Tresor e Berghain; a Beirut il B018; a Manchester The Hacienda; in Italia lo Space Electronic a Firenze e il Grifoncino a Bolzano. Templi dei nuovi stili musicali, sì, ma laboratori creativi per le tendenze artistiche e culturali. A questo mondo molto il Centro per l’ Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica la mostra “Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today”, dal 7 giugno al 6 ottobre.
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Leonardo e la Scapiliata, oltre bellezza
A Parma nel volto di donna ‘la divina complessità della realtà’
18 maggio 201916:08
– I capelli liberi e mossi dal vento, la testa inclinata verso sinistra, gli occhi che guardano verso il basso, l’ espressione serena ma enigmatica. Leonardo colpisce ancora offrendo con la sua Scapiliata un’altra icona femminile di bellezza senza tempo. La dipinse su una tavola di dimensioni ridotte, 25×21, nell’ ultimo decennio del Quattrocento. Il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma rende omaggio al suo gioiello con la mostra allestita fino al 12 agosto alla Galleria Nazionale. E’ un altro tassello che si aggiunge alle iniziative del Comitato Nazionale per celebrare i 500 anni della morte del gigante mondiale. Poste Italiane contribuisce con un francobollo dedicato alla protagonista del capolavoro. Con la Scapiliata, osservano i curatori – il prof Pietro Marani e il direttore della Pilotta Simone Verde -, Leonardo va oltre la bellezza: “Con uno sperimentalismo unico, riesce a riassumere, nello spazio immobile e bidimensionale di una tavoletta, tutta la complessità divina della realtà”.
Cannes: l’America pericolosa di Winding Refn per Amazon Pluripremiato regista Drive firma serie tv Too old to die young
8 maggio 201920:02
A guardare i suoi film e il suo passaporto danese, è facile pensare a Nicolas Winding Refn, il premiato regista di “Drive”, il visionario di “Neon Demon” a un artista maledetto, un incrocio tra l’istrionico Lars von Trier e l’ossessionato David Lynch. Già, perché nonostante sia nato a Copenhaghen, il regista che a Cannes ha portato ieri sera due episodi della sua prima serie americana “Too Old to Die Young” (da giugno su Amazon Prime) è cresciuto a New York e di cultura americana appare intriso sempre più profondamente. In realtà il giovane a modo, in giacca, cravatta e occhiali d’ordinanza che oggi si è dato in pasto ai suoi deliranti fan in una vibrante “lezione di cinema” e che ieri sera ha fatto passerella sulle Marches del Palais insieme a tutta la famiglia (moglie e due figli) ha l’aria del bravo ragazzo ancora appena uscito dal college, nonostante 49 anni che proprio non si vedono. Poi si ritorna alle atmosfere del film/serie e si sprofonda in un inferno notturno dominato dalla violenza strappata, quasi ipnotico nella sua stilizzazione estetica e si finisce a domandarsi dove stia la verità. Come si sa “Too Old to Die Young” è nato in pochissime settimane di scrittura a quattro mani tra l’autore e il suo sceneggiatore di fiducia Ed Brubaker e, proposto ad Amazon, ha avuto il via libera a tempo di record nonostante le strane regole imposte alla produzione: 10 puntate per 16 ore di narrazione, ma senza nessun vincolo di durata dei singoli episodi che, a modo loro, sono in effetti film compiuti a tutti gli effetti. Ciò spiega la tranquillità con cui Winding Refn ha potuto estrapolare il quarto e il quinto episodio, togliendo ai privilegiati di Cannes il gusto dei passaggi iniziali del viaggio verso l’inferno del protagonista, il poliziotto Martin che di giorno amministra la giustizia sulla strada e di notte (o appena libero) si trasforma in killer a pagamento e dispensa la giustizia a modo suo senza la giustificazione psichiatrica di “Dexter”, ma in compenso con un sacco di sensi di colpa e rovelli quasi bergmaniani. Per saperne di più bisognerà aspettare la messa in onda sulla piattaforma e non c’è dubbio che l’anteprima di Cannes manderà alle stelle gli ascolti. Un po’ come Paolo Sorrentino con “The Young Pope”, anche Winding Refn sembra stregato dalle possibilità del racconto seriale ma riscrive lo spartito a modo suo senza piegarsi in nessun modo alle regole ferree della tv americana.
Campagna, salvare biblioteca di TobinoInfiltrazioni acqua piovana, rischi rovina collezione Maggiano
LUCCA18 maggio 201916:26
– La fondazione dedicata allo scrittore Mario Tobino ha avviato una campagna per una raccolta fondi con cui salvare la biblioteca di Maggiano (Lucca) dove ci sono oltre 4.000 fra libri e 261 riviste a rischio di dispersione o rovina. La campagna, spiega una nota, si basa su un crowdfunding attivato sulla piattaforma Eppela e riguarda la biblioteca dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, la struttura resa nota dalla penna e dal lavoro di Mario Tobino che, psichiatra, ne fu direttore sanitario per decenni. I volumi sono tutti dedicati alla psichiatria e alla medicina in genere e si tratta di un patrimonio di inestimabile valore, testimone della cultura medica dal ‘700 a ‘900. Dopo infiltrazioni di acqua dal tetto, che hanno causato instabilità del solaio e provocato danni alle raccolte, tutto il materiale bibliografico è stato spostato in un deposito temporaneo che, a seguito del furto di canale di rame, si è rivelato anch’esso inadeguato per le infiltrazioni di acqua che hanno bagnato molti scatoloni.
Torna l’acqua in fontane rampe del PoggiImpianto restaurato e riacceso dopo quasi un secolo
FIRENZE18 maggio 201919:30
– E’ tornata a zampillare oggi, dopo quasi un secolo, l’acqua dell’impianto idrico nelle fontane, nelle vasche e nelle grotte del sistema delle Rampe del Poggi a Firenze, opera monumentale che collega il lungarno con Piazzale Michelangelo. Nonostante la pioggia centinaia di persone hanno partecipato alla riaccensione dell’impianto alla presenza del sindaco Dario Nardella e del presidente della Fondazione Cr Firenze Umberto Tombari. Dal momento in cui è stato premuto il pulsante rosso sono trascorsi 10 minuti perché l’acqua, salutata da un fragoroso applauso e tra le note dell’Inno alla gioia di Beethoven, uscisse dalla conchiglia posta alla sommità e raggiungesse le fontane poste ai lati della Torre di San Niccolò, coprendo un dislivello di 54 metri. Rinviato per maltempo invece l’evento ‘Le Rampe in Festa’ che Comune e Fondazione avevano organizzato per per salutare l’importante recupero.
Il grande restauro è stato finanziato interamente da Fondazione Cr Firenze nell’ambito del’Art bonus’ e curato dal Comune di Firenze. Tutta l’operazione ha comportato un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro. “Oggi è grande la gioia di rivedere questo complesso architettonico e monumentale tornare a funzionare come 100 anni fa – ha detto Nardella -. E di questa meraviglia ringrazio tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare fin qui. Siamo davvero molto felici per questa giornata indimenticabile e storica”. “Un intervento molto impegnativo e con non poche difficoltà – ha sottolineato Tombari – completato in soli nove mesi. Il merito va alle maestranze per l’entusiasmo e l’alta competenza dimostrata.
Firenze ha davvero delle eccellenze senza le quali il risultato non sarebbe stato questo e in tempi così rapidi”.
Mostra su Napoleone con erede BonaparteFino al 30/6 a museo del Cassero di Castiglion Fiorentino
CASTIGLION FIORENTINO (AREZZO)18 maggio 201919:31
– Si intitola ‘I selfie di Napoleone’ la mostra che trova spazio presso il museo del Cassero a Castiglion Fiorentino (Arezzo), inaugurata oggi alla presenza del pronipote di Bonaparte, il principe Charles Napoleone Bonaparte, presidente della Federazione europea delle città napoleoniche. Si tratta di 32 scatti curati dal locale circolo fotografico che ripercorrono i momenti salienti della vita di Napoleone: una biografia fotografica in cui l’antica arte dell’incisione sul metallo è rielaborata dalla moderna arte fotografica. La mostra è aperta fino al 30 giugno per poi iniziare un tour in Italia e all’estero. “Sono molto contento di aprire questo canale che favorisce scambi turistici tra paesi diversi in nome di Napoleone”, ha detto Charles Bonaparte che ha partecipato anche a un incontro sull’ultima notte da imperatore del suo avo, al centro del romanzo ‘La lunga notte di Napoleone’ scritto da Lucia Bigozzi e di Alain Borghini, conservatore del museo del Medagliere napoleonico che si trova all’interno del museo civico della città. “Il libro narra su base storica, una serie di eventi realmente accaduti ma poco conosciuti e scarsamente indagati sul piano umano e politico, restituendo al lettore il giusto profilo di Napoleone” ha commentato Borghini.
La Turandot dei bambini emoziona nei teatri di tutta Italia Nel progetto Europa Incanto coinvolti 50mila studenti in 7 regioni
19 maggio 201912:09
Centinaia di alunni che conoscono a menadito le arie di ‘Turandot’ e intonano ‘Nessun dorma’ a casa e a scuola ma anche per strada o sul bus dando vita a una festosa invasione delle città. E’ la magia del progetto ‘Europa Incanto’, che si ripete anche quest’anno sulle note dell’opera di Puccini. La Turandot dei bambini, che fa parte del progetto che da diversi anni promuove la lirica a scuola, ha numeri importanti: centocinquanta repliche con quasi cinquantamila studenti coinvolti in sette regioni d’Italia. E ancora più di cento attori divisi in diversi cast, settanta musicisti selezionati dopo oltre 800 audizioni. Tutti rigorosamente under 35.Dopo il debutto al San Carlo di Napoli, le repliche dello spettacolo si sono tenute a Messina, Cosenza, Jesi, Firenze, e Roma al Teatro Eliseo e all’Argentina per concludersi al teatro romano di Ostia antica.Dopo la ‘Cenerentola’, il ‘Flauto Magico’ e l’ ‘Aida’ anche quest’anno con la ‘Turandot’ lo spettacolo in teatro rappresenta la fase conclusiva del format ideato da Europa InCanto che mira ad appassionare le nuove generazioni all’opera lirica con un coinvolgimento diretto di scuole, famiglie e teatri. Lo spettacolo, infatti, rappresenta il coronamento di un lavoro fatto a scuola con gli insegnanti e a casa con le famiglie, grazie a degli specifici strumenti dati ai partecipanti.In particolare un libro didattico ideato e realizzato da Nunzia Nigro in cui viene raccontata la trama dell’opera, la vita di Giacomo Puccini e con le indicazioni per costruire i personaggi della favola di Turandot. Una parte del volume è dedicata agli spartiti, al copione ed infine a un viaggio all’interno della scrittura musicale. Genitori, nonni e amici non sono solo il pubblico dello spettacolo finale, ma partecipano al percorso dei bambini, cantando e imparando insieme a loro. A compimento del percorso, c’è la messa in scena dello spettacolo finale in teatri di prestigio come, appunto, il San Carlo a Napoli, l’Argentina a Roma o la Pergola a Firenze. Tutti i partecipanti, prendendo parte attivamente allo spettacolo, interpretano insieme ai cantanti e all’Orchestra Europa InCanto, diretta da Germano Neri, direttore Artistico del progetto, i brani studiati nel corso dell’anno, eseguendo movimenti scenici e coreografici, indossando i costumi e utilizzando gli elementi di attrezzeria da loro realizzati.Scuola InCanto da anni coinvolge nelle sue attività musicali anche gli alunni non udenti della scuola primaria. Tutti gli studenti imparano ad eseguire e segnare alcuni brani con la LIS (Lingua Italiana dei Segni) per poi esibirsi in occasione dello spettacolo finale.
Postorino vince XXXII Premio ChiantiCon ‘Le assaggiatrici’ (ed. Feltrinelli)
GREVE IN CHIANTI (FIRENZE)18 maggio 201919:56
– E’ Rosella Postorino con il romanzo ‘Le assaggiatrici’ (Ed. Feltrinelli), con una trama costruita sulle donne che dovevano assaggiare i cibi del Fuhrer e restare sotto osservazione per un’ora affinché le guardie si accertassero che non fossero avvelenati, la vincitrice della XXXII edizione del Premio letterario Chianti.
Le votazioni si sono svolte nei locali del ‘Giardino di Zago’ a Greve in Chianti (Firenze), con la votazione dei 350 giurati. Gli altri finalisti della XXXII edizione del Premio erano: Carlo Carabba con ‘Come un giovane uomo’ (ed. Marsilio), Valentina Farinaccio con ‘Le poche cose certe’ (Mondadori), ‘Questa sera è già domani’ di Lia Levi (E & O), Massimo Maugeri con ‘Cetti Curfino’ (La nave di Teseo).
Gli autori hanno anche incontrato in cinque comuni del territorio chiantigiano fiorentino e senese la giuria popolare di 350 lettori (con il coinvolgimento delle biblioteche locali).
Urbino set film biografico Ivan GrazianiCavalieri nel vento, 500 comparse, 100 operatori staff e cast
URBINO18 maggio 201919:58
– Per sei settimane Urbino si trasformerà in un set cinematografico: 500 comparse, centinaia di operatori dello staff e del cast per onorare la memoria del cantautore Ivan Graziani e nello stesso tempo di valorizzare la storia, la tradizione e il patrimonio artistico e culturale di Urbino. “Cavalieri nel vento”, film biografico sull’autore di ‘Agnese, dolce Agnese’, parte da una proposta di Svim (Società Sviluppo Marche) che ha messo insieme il gruppo di lavoro formato da professionisti con esperienza decennale nel mondo del cinema, della musica e dello spettacolo, con la collaborazione e il sostegno di Anna e Filippo Graziani, moglie e figlio dell’artista nato a Teramo, ma marchigiano d’adozione. Prevista la produzione di un lungometraggio, la realizzazione di un disco tributo e la messa in scena di un musical. Gianluca Carrabs, ha ricordato che “a Urbino Ivan ha studiato, si è formato e ha conosciuto la donna della sua vita, Anna. Urbino è il luogo giusto e perfetto, per raccontare questa storia”.
Eurovision: vince Olanda, Italia seconda con MahmoodAl terzo posto si è classificata la Russia con ‘Scream’ interpretata da Sergey Lazarev. Bandiere palestinesi e israeliane durante lo show di Madonna
19 maggio 201914:48
Duncan Laurence con ‘Arcade’ in gara per l’Olanda ha vinto l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest a Tel Aviv. Al secondo posto l’Italia con ‘Soldi’ di Mahmood che è stata battuta sul filo di lana del voto dopo essere stata per una buona parte della gara in testa.Al terzo posto si è classificata la Russia con ‘Scream’ interpretata da Sergey Lazarev. L’Olanda ha guadagnato 492 punti, l’Italia 465 mentre la Russia 369. Tra il primo e il secondo il distacco è stato di 27 punti.Il gruppo islandese Hatari ha innalzato sciarpe con i colori e la scritta Palestina non appena sono stati inquadrati durante la votazione finale dell’Eurovision. Uno dei membri del gruppo ha fatto il segno della V per Vittoria. Invece una bandiera israeliana sulla schiena di un ballerino e quella palestinese su quella di un’ altra, con i due che si abbracciano al termine della canzone è il messaggio lanciato da Madonna dal palco della finale dell’Eurovision a Tel Aviv. Per la sua performance, la pop star americana ha scelto una versione nuova di zecca per i 30 anni di ‘Like a prayer’ e poi ‘Future’ – quello delle bandiere – brano inedito dal suo prossimo album ‘Madame X’ in uscita a giugno. Lo show ha causato una presa di posizione della Ebu, l’Unione europea di radiodiffusione (Ebu), che ha precisato in un comunicato di non aver approvato preventivamente l’esposizione delle bandiere israeliana e palestinese nell’esibizione di Madonna nell’Eurovision Song Contest. Quella parte dello show non era comparsa nelle prove, ha precisato la Ebu citata dal Times of Israel. “L’Eurovisione song contest – ha ribadito – è un evento non politico, e Madonna ne era conoscenza”.
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Nessun dorma, musica che non ha barriere
Bernardini al timone della terza serie in onda su Rai5 dal 20/5
19 maggio 201914:25
– Salvatore Accardo accanto a Mauro Pagani, Graham Vick al fianco di Shlomo Mintz, Paolo Fresu che dialoga con Syria: sono alcuni degli incontri ‘azzardati’ che “Nessun dorma”, il programma in onda su Rai5 da lunedì 20 maggio alle 21.15, propone al suo pubblico, nella convinzione che non esistano steccati a dividere la musica. Padrone di casa, ideatore del format e autore è Massimo Bernardini, che
dice: “Questo programma mi assomiglia, anche io come formazione e come amori musicali sono trasversale. Ho pensato a un format che fosse un luogo in cui la musica si incrocia”. Giunto alla terza stagione, “Nessun dorma” si fonda sul confronto tra musicisti, ma anche tra artisti e pubblico, nonché sulla capacità di trovare qualcosa che unisce i tanti mondi della musica. Accanto al talk, in ogni puntata (6 fino a giugno, poi la ripresa dopo l’estate) spazio anche alle performance live, e ai filmati delle Teche Rai. Nella prima puntata il musical, con Ted Neeley e Massimo Romeo Piparo come ospiti.
Bellucci, con Lelouche amore senza età”Rispetto e parita’ donne”. Aimee-Trintignant film miracolo
CANNES19 maggio 201914:53
“Sono disponibile pure a portarti il caffè sul set” con questa preghiera, racconta Monica Bellucci, “ho convinto Claude Lelouch a entrare nel suo film”.
L’attrice expat (“se devo fare un bilancio sono più gli anni che sono stata fuori l’Italia che quelli dentro, è stato il mio destino”), tra i nomi italiani più amati in Francia, è al Festival di Cannes con Les Plus belle annees D’Une Vie presentato fuori concorso. Lelouch ha riunito i protagonisti di Un uomo una donna, Jean Louis Trintignant e Anouk Aimee, film del 1966 e li ha riportati, sugli stessi luoghi del loro amore.
Un film sentimentale, romantico, nostalgico e gerontofilo: “trovo che abbia un bellissimo messaggio. Quando Anouk e Jean Louis si guardano non c’è solo l’emozione ma la passione e la voglia di piacersi. C’è un grande tabù sociale su questo. Ci si invecchia e per la società non esisti più dal punto di vista dell’amore, invece i sentimenti ci sono sempre”, racconta Monica, 54 anni a Cannes con il compagno Nicolas Lefebvre, 26.
La Cina acida di Wild Goose LakeIn concorso il film multi-generi di Yinan Diao
18 maggio 201918:35
CANNES
– ‘Wild Goose Lake’ (Il lago delle oche selvagge) di Diao Yinan, in concorso al Festival di Cannes, mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la voglia di film di genere in questa 72/ma edizione (proprio oggi passa, sempre in concorso e sulla stessa onda, ‘Gomera’ del romeno Corneliu Porumboiu). Ma definire questo film solo un thriller-noir sarebbe riduttivo perché ci mostra, in una atmosfera che ricorda ‘Blade Runner’ (piove sempre), l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Protagonista del film un boss in fuga, tra le ombre tipiche del noir, uno che vuole uscire dal giro e su cui viene messa una taglia. Un uomo, Zhou Zenong (Hu Ge), infine, che, come spesso capita, si fida troppo di quelle donne che sembra vogliano aiutarlo. Tutto inizia in una pompa di benzina sotto una pioggia scrosciante dove Zhou aspetta qualcuno. Arriva una sconosciuta (Tang Wei), scoprirà solo dopo essere una prostituta, ma lui alla fine si fida. Comincia così la sua grande fuga in una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori.
Red carpet ‘verde’, Argentina pro-abortoCollettivo femminista per legge su autodeterminazione donne
CANNES18 maggio 201919:26
– Onda verde sul tappeto rosso del festival di Cannes. E’ un modo per manifestare per un collettivo di attrici, attiviste, registe per sensibilizzare su quello che accade in Argentina a 10 giorni esatti da un voto che puo’ rendere legale l’aborto. Hanno indossato le scarpe verdi della campagna pro-choice per l’autodeterminazione dei diritti delle donne. In Argentina, una donna muore ogni settimana a seguito di un aborto illegale più di una volta al giorno in America Latina, dove 300 milioni di donne vivono senza il diritto di porre fine alle loro gravidanze”, ha detto il regista Juan Solanas.
L’occasione della ‘performance’ sul tappeto rosso e’ la prima mondiale del documentario argentino Que Sea Ley (Let it be law) diretto da Juan Solanas insieme al padre Fernando “Pino” Solanas. Un film che arriva in pieno dibattito sull’aborto dopo che in molti paesi si torna a discutere di leggi restrittive sull’interruzione di gravidanza, tra cui gli Stati Uniti, negli stati Indiana, Ohio, Alabama, Missouri, Georgia.
Bolle ai ragazzi di Forcella, non credete al successo facileEtoile nel popolare rione di Napoli: ‘No alle scorciatoie’
NAPOLI18 maggio 201919:37
NAPOLI – “Non credete al successo facile, quello fatto di scorciatoie: non vi lascerà nulla. Inseguite invece i sogni e credete in un percorso costruito giorno dopo giorno come ho fatto io”. A parlare ai ragazzi di Forcella, in un luogo simbolo come la biblioteca intitolata ad Annalisa Durante, giovane vittima innocente di camorra, è una delle etoile più apprezzate al mondo, Roberto Bolle. “Il successo facile – ha ricordato il primo ballerino della Scala di Milano – non arricchisce. E’ importante coltivare le proprie passioni. Questo, al di là del risultato, contribuirà a costruire una persona migliore”.
Bolle, a Napoli oggi e domani per OnDance, la grande festa della danza, ha incontrato bambini e associazioni del popolare rione di Napoli spesso al centro di fatti di camorra in compagnia dello scrittore Maurizio De Giovanni e dell’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele.
“Essere qui oggi – ha sottolineato Bolle – è un grande onore, è qualcosa che mi arricchisce particolarmente. Entrare nello specifico di questa realtà fa bene a entrambi: a voi per l’attenzione mediatica, con i riflettori che si accendono su Forcella, a me per l’arricchimento umano che mi state dando.
Sento la responsabilità – ha proseguito Bolle – di fare qualcosa a livello umano e civico per dare dei messaggi che, specie nel momento storico che viviamo, mi sembrano più importanti che mai”.
Bolle ha ricordato la sua esperienza di enfant prodige della danza costruita attraverso un percorso fatto di sacrifici. “La strada lunga è una strada difficile – ha sottolineato l’etoile – fatta di sofferenza, sin da bambino. Ho lasciato la famiglia a 11 anni per andare a Milano e ho dovuto fare tante rinunce da ragazzo per conciliare scuola e accademia. Vedevo i miei amici che vivevano un’adolescenza normale fatta anche di svaghi. Cosi non è stato per me che ho avuto un’adolescenza dura, pesante, con tante ore di studio al giorno. Ma senza quei passaggi non avrei avuto gli strumenti per dimostrare il mio valore sul palco dove si è da solo. A 21 anni – ha ricordato – ero già primo ballerino ma già a 19 dovevo dimostrare di poterlo fare. Dietro la danza c’è molto dolore e tanti limiti fisici che non si vedono ma ci sono. Ma alla fine di questo percorso nessuno mi toglierà quello che ho fatto”.
Premio Bancarellino a Giulia BesaCon ‘Gemelle’ (Giunti editore), votata da giuria giovani
PONTREMOLI (MASSA CARRARA)18 maggio 201919:35
PONTREMOLI (MASSA CARRARA) – Giulia Besa con ‘Gemelle’ (Giunti editore) vince la sessantaduesima edizione del Premio Bancarellino. A metà tra il romance e il thriller psicologico, Besa (originaria proprio di Pontremoli) racconta la storia di Celeste e Vera, gemelle ma completamente diverse, con la seconda, ‘chiusa e seriosa’, che prende il posto di Celeste e scopre ‘segreti inconfessabili e aspetti imprevedibili delle persone che le stanno accanto’. Una lettura rapida, coinvolgente, che racconta con le due protagoniste, pensieri e sentimenti dei ragazzi di oggi, un mondo familiare e ma anche originale.
Gli altri concorrenti in gara a Pontremoli, letti e giudicati da un migliaio di giovani che poi hanno scelto il vincitore, erano: ‘Ogni stella lo stesso desiderio’ di Laura Bonalumi (Il Battello a vapore), ‘Le ragazze non hanno paura’ di Alessandro Ferrari (Dea), ‘In viaggio con Amir. Storia di un sogno’ di Melania Soriani (Leucotea), ‘Susanna e gli orchi’ di Mariella Ottino e Silvio Conte (Albe edizioni).
La Corrida, il vincitore della puntata finale è “Dante”Standing ovation per il giovane talento. E alla fine Carlo Conti ricorda Corrado
18 maggio 201918:50
Un’esibizione indimenticabile che ha lasciato il segno. Con il celebre brano “Through the barricades” degli Spandau Ballet, Alessandro Mancuso (in arte “Dante”) ha vinto l’ottava e ultima puntata del varietà dedicato ai “dilettanti allo sbaraglio”. Il giovanissimo talento di Falconara Marittima (Ancona) ha conquistato il pubblico che gli ha regalato una lunga standing ovation. Si è conclusa così, con oltre tre milioni e mezzo di spettatori e il 17.4% di share, l’edizione 2019 de “La Corrida” il varietà condotto da Carlo Conti che si è congedato così “Ricordatevi una cosa, come ha finito sempre il grande Corrado gli appuntamenti con la Corrida: se c’è stato uno scemo del villaggio, se c’è stato un dilettante allo sbaraglio… quello sono stato io!”.
Maturità 2019, nuovo esame orale: le 10 regole per sostenerlo al meglioIl colloquio di maturità, l’ultimo scalino prima del diploma, dal 2019 muterà forma. I consigli giusti per impressionare la commissione e non essere sopraffatti dall’ansia.
18 maggio 201918:15
La maturità 2019 presenterà molte novità, ormai è chiaro a tutti. Non tutti però sanno quelle dritte che possono risultare molto utili il giorno dell’orale, l’ultimo scalino prima del diploma ma anche il primo vero confronto – occhi negli occhi – con i membri esterni di commissione. E allora, come uscire indenni e vincenti da questo momento così importante? Ecco il decalogo di SKUOLA.NET
per impressionare i professori senza essere sopraffatti dall’ansia.
10. Arrivare in orario
Prima cosa, non banale, è presentarsi in orario, anche se – per sorteggio – si è tra gli ultimi interrogati della giornata. Il vantaggio è duplice: seguire la prova dei compagni che precedono e dare un’impressione di serietà. Non si fa una buona impressione arrivando trafelati all’ultimo minuto.
9. Curare l’aspetto
Il colloquio d’esame, come quello di lavoro, comporta delle regole “non scritte” che coinvolgono anche il modo di presentarsi davanti a chi ha il compito di “valutare”. Nessuno sta dicendo di rinunciare al proprio stile, ma consigliamo di scegliere un look sobrio e curato, adatto al contesto.
8. Dimostrare educazione e rispetto
Cominciamo dalle basi. Una volta giunto il proprio turno, è bene sedersi salutando con garbo, accennando un sorriso. Compostezza e buona educazione giocano sempre a favore del maturando, e i commissari esterni saranno più disposti a chiudere un occhio anche di fronte a qualche errore nel corso del colloquio.
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7. Controllare l’ansia
Succede a tutti, in situazioni del genere, di sentirsi molto in ansia e stressati. Cerca di evitare però di mostrare segni di agitazione. Mantieni una posizione composta e lo sguardo verso il tuo interlocutore, e scandisci le parole. I professori comunque proveranno a metterti subito a tuo agio qualora ti vedessero particolarmente nel pallone, quindi no panic.
6. Non agli atteggiamenti di sfida
A volte, proprio a causa dell’agitazione, capita di assumere un atteggiamento teso e nervoso. Oppure, se non si è d’accordo con uno dei commissari, si può avere la tentazione di rispondere a tono e incaponirsi. Quello che però devi fare è evitare di alzare un muro tra te e i commissari, o sfidarli. Potrebbe creare un’atmosfera di tensione controproducente per l’ esame.
5. Informarsi sulla prova
Ora che abbiamo visto come comportarsi di fronte ai commissari esterni, veniamo al pratico. Per non farsi cogliere di sorpresa, bisogna sapere come si svolgerà l’esame orale e cosa serve per essere preparati. Informati su come si svolgerà il colloquio e “sbircia” l’esame orale dei compagni che ti precedono.
NOTA DI MAURIZIO BARRA AUTORE DEL PRESENTE SITO
Ma se non c’è chi precede quel povero studente? Ci sarà pure uno che è primo…
FINE NOTA
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4. Esercitarsi con esempi di percorsi multidisciplinari
All’inizio del colloquio, il presidente di commissione sorteggerà tre buste, tra cui il candidato dovrà sceglierne una. All’interno si troverà materiale di diversa natura: una foto, un quadro, un testo, un documento, un grafico, ecc. Una volta scoperto cosa cela la fatidica busta, bisognerà iniziare a commentare e argomentare, riconoscendo di cosa si tratta e impostando un percorso multidisciplinare con l’aiuto dei commissari, che guideranno il discorso con le loro domande. Per arrivare pronti, in questo periodo pre-esame può essere utile simulare il colloquio partendo, ad esempio, da un quadro o da una poesia.
3. Fare una presentazione PowerPoint sul progetto di alternanza scuola-lavoro
Finita la prima parte, toccherà al progetto di alternanza scuola-lavoro (oggi Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Spiega ciò che hai imparato e in che modo può essere utile al tuo futuro, elencando le soft skills e le competenze tecniche che questa esperienza ti ha fatto ottenere. Ti consigliamo di preparare una presentazione Powerpoint allegando documenti e foto del lavoro svolto in alternanza.
2. Prepararsi su Cittadinanza e costituzione
All’esame orale si parlerà delle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e costituzione. Prima che finisca la scuola, definisci insieme ai tuoi professori quali sono queste attività da portare all’esame e fai un elenco. Per ognuna di esse, prepara un piccolo discorso e una riflessione. Ti sarà utile per non farti cogliere impreparato.
1. Rivedere le prove scritte di maturità
Per arrivare pronto all’orale, controlla sempre la soluzione delle prove scritte e cerca di capire quali errori hai commesso e quale sarebbe stata la risposta corretta. In questo modo eviterai imbarazzanti scene mute nel momento in cui i commissari di maturità di chiederanno di motivare le tue scelte durante le prove scritte, recuperando qualche punto.
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Montalcini-Dulbecco, il lato umano della scienza
L’amicizia, quasi amore, in un libro di Vai edito da Rubbettino
CATANZARO18 maggio 201910:51
Un legame di intensa, affettuosa amicizia, e forse di amore, vissuto, comunque, nel nome del sacro fuoco della ricerca che li accomunava e che li ha portati entrambi nell’Olimpo della scienza mondiale. E’ quello intercorso tra i due premi Nobel italiani per la Medicina Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco.
A raccontarlo è un libro scritto dalla giornalista Carola Vai “Rita Levi-Montalcini. Una donna libera”, edito da Rubbettino, la prima biografia completa della scienziata.
Dal loro primo incontro, nelle aule dell’università di Torino, lei ventenne e lui poco più che sedicenne, tra Rita e Renato nasce un’attrazione, e di conseguenza un affetto, che ha attraversato il secolo scorso per arrivare fino agli albori del nuovo millennio. E che è stato capace di resistere – in un continuo scambio di sogni, speranze, idee, progetti – a difficoltà di ogni sorta, distacchi e legami con altre persone.
Donna indipendente e volitiva, Rita Levi-Montalcini ha confessato di “avere molto amato” senza rivelare i nomi di coloro che tale sentimento avevano suscitato in lei, eccetto i due fidanzati ufficiali di gioventù: prima Germano, poi Guido.
Renato Dulbecco, invece, si è sposato due volte, ma nulla e nessuno ha mai appannato i suoi sentimenti verso Rita. Entrambi hanno spesso fatto in modo di rivedersi in conferenze, dibattiti e congressi.
Nel volume di Carola Vai sono riportati brani di lettere scritte ai familiari dalla Levi-Montalcini in cui la scienziata, scostandosi dall’immagine che è sempre prevalsa di lei, offre elementi che avvalorano l’esistenza di questo amore mai dichiarato ma nemmeno nascosto per il collega. Rita, nata il 22 aprile 1909 a Torino, aveva 5 anni in più di Renato, nato il 22 febbraio 1914 a Catanzaro. Una differenza anagrafica che al loro arrivo nell’ateneo sabaudo, secondo la scienziata, contribuì a saldare la loro amicizia. Dopo gli anni universitari, durante i quali si erano seguiti l’un l’altra con ammirazione e rispetto, i due amici si erano un po’ persi. Quando si sono ritrovati, dopo la guerra, tutto era diverso. E loro non erano da meno.
Dulbecco si era sposato, mentre lei aveva scelto di non avere legami per dedicarsi totalmente alla ricerca. E chissà che in quella scelta non avesse pesato proprio quell’amore ormai divenuto irrealizzabile.
Un caso da gossip il loro rapporto e che nessuno dei due mai smentì, anche se Rita, alla soglia dei novant’anni, ammise: “Dulbecco innamorato di me? Si diceva, ma non credo”, ma poi aggiunse: “eravamo molto amici, e così siamo rimasti. Un rapporto di amicizia speciale, particolarmente intenso, che è durato tutto il tempo. E che continua anche oggi. Sono io che gli ho fatto iniziare gli studi in fisica”.
Di certo c’è, però, che dopo la morte di Dulbecco, il 20 febbraio 2012, Rita rilasciò ai giornalisti poche parole di addio per il caro amico. Dieci mesi dopo, il 30 dicembre 2012, se ne andò per sempre anche lei. E con entrambi svanì anche il legame che li univa.
Harry e Meghan condividono foto nozzeRaccolta scatti inediti in primo anniversario matrimonio
19 maggio 201913:35
Sposi da un anno, Harry e Meghan, decidono di festeggiare il loro primo anniversario di matrimonio, già allietato dalla nascita del piccolo Archie, condividendo immagini finora inedite delle nozze reali celebrate al Castello di Windsor. Lo riporta La Bbc.
Il Duca e la Duchessa di Sussex mostrano il dietro le quinte del loro giorno più bello in un video pubblicato sull’ account Instagram, Sussex Royal. Una raccolta di scatti finora inediti con la colonna sonora del coro del Regno che intona “This Little Light of Mine”.
“Grazie per tutto l’amore e il sostegno di tanti di voi in tutto il mondo. Ognuno di voi ha reso questa giornata ancora più significativa”, si legge su un post di Meghan e il Principe Harry su Instagram.
Nella clip si susseguono immagini in bianco e nero che mostrano Harry che scende una rampa di scale con suo fratello William. Ci sono anche teneri scatti di Meghan accompagnata dal principe Carlo e ancora Meghan che sorride e si tiene per mano con la madre Doria Ragland. [print-me title=”STAMPA”]
