Ultimo aggiornamento 22 Maggio, 2019, 01:41:03 di Maurizio Barra
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Teatro Piemonte Europa, +37% di abbonati
Il 3/o migliore Tric. Prima stagione diretta da Valter Malosti
TORINO21 maggio 2019 13:09
– Con ‘Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro’, il progetto dedicato ai cent’anni della nascita dell’autore di ‘Se questo è un uomo’ e ‘Il sistema periodico’, chiude la stagione 2018-2019 di Teatro Piemonte Europa (Tpe), una stagione con numeri da record, +37% di abbonamenti, +10% di incassi, +5% di contributi del Mibac (il massimo possibile). La prima stagione firmata dal direttore Valter Malosti e la prima del triennio 2018-2020 nella graduatoria del Fus che vede Tpe fra i teatri in maggiore crescita a livello nazionale.
I dati sono stati resi noti dalla presidente della Fondazione Tp, Maddalena Bumma a un giorno dalla presentazione della prossima stagione, ricca soprattutto di nuove produzioni. “Il Tpe – spiega Bumma – è l’unico Teatro di Rilevante Importanza Culturale (Tric) del Piemonte sui 18 esistenti in Italia. Per importanza è quindi il secondo della regione, dopo il Teatro Stabile di Torino. La qualità della stagione appena conclusa ha fatto salire il Tpe alla 3/a posizione tra tutti i Tric.
Enrico Bisi direttore SottodiciottoE’ docente di regia, sostituisce Stefano Della Casa
TORINO21 maggio 201914:35
– Il regista torinese Enrico Bisi, docente di Regia al Dams di Torino, è il nuovo direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus. Bisi succede a Steve Della Casa, che ha terminato il suo incarico triennale, già in proroga di un anno per la scorsa edizione. Lo ha nominato il consiglio direttivo di Aiace Torino che ha anche annunciato che la prossima edizione del festival, la 21/a, si terrà nella primavera 2020.
“Prima di tutto ringraziamo Steve Della Casa per l’ottimo lavoro di questi anni – dichiara Giulia Carluccio, presidente di Aiace Torino – per le sue visioni di futuro, per la sua apertura al mondo universitario e alla ricerca, e anche per le sue riflessioni che hanno portato a scegliere per un cambio generazionale. Enrico Bisi, oltre ad aver già curato, due anni fa, un’ottima sezione del Festival, dedicata all’Hip Hop – aggiunge Carluccio – coniuga competenze cinefile con un’attività di documentarista che si sposa bene con la linea sperimentale e laboratoriale intrapresa dall’Aiace.”
Conti, torno con ieri e oggi se nozze ok perché separarsisu Rai3 in seconda serata da 16 giugno, ma già provini per Tale e Quale
21 maggio 201919:35
Nessun divorzio tra Carlo Conti e la Rai. Ad assicurarlo è lo stesso conduttore fiorentino: “Quando i matrimoni vanno bene non ci sono motivi per separarsi”, non usa giri di parole, taglia la testa al toro prima ancora dell’inizio della conferenza Stampa a via Teulada per la presentazione di Ieri e oggi – che riparte da domenica 16 giugno su Rai3 in seconda serata – anticipa le domande sul suo futuro e sulle indiscrezioni su un possibile passaggio dalla Rai a Mediaset.
– “Spero di continuare a fare tante edizioni di questo e altri programmi”, sottolinea Conti alla presenza del direttore di rete Stefano Coletta che ha fortemente voluto il programma dopo il successo della scorsa edizione. “Ho letto chiacchiere – sottolinea Conti – che puntualmente si ripetono allo scadere dei miei contratti. Negli ultimi due rinnovi ho già abbassato il compenso. Sia io che l’azienda abbiamo manifestato la volontà di continuare il nostro lungo legame. E quando il matrimonio va bene, perché separarsi? Tanto che stiamo facendo già i provini di Tale e Quale show ancora prima della firma del nuovo contratto (il vecchio scade il 7 giugno e intanto va avanti con Ieri e Oggi). Tutto il resto sono chiacchiere”. Ma è vero o no che Mediaset l’ha corteggiata? “Non solo – risponde – quando uno è sul mercato, è normale. La Rai è casa mia, e poi ripeto è la qualità del prodotto che conta i programmi cui resto molto legato. Ovvio poi, come diceva un mio illustre concittadino, del doman non v’è certezza”. Il conduttore oltre al successo de L’Eredità prima, di Tale e Quale Show e de La Corrida conclusasi venerdì scorso, dal 16 giugno, si appresta a presentare Ieri e Oggi e anche i Music Awards a Verona e Col cuore in diretta da Assisi. E dopo il successo dello scorso anno, torna anche in questa estate il programma di memoria Ieri e oggi’. Nella scorsa stagione la trasmissione che ospita personaggi del mondo dello spettacolo che ripercorrono le tappe della loro carriera aveva visto di nuovo la luce dopo molti anni che era stata tenuta chiusa nel cassetto. Per volontà del direttore di Rai3 Stefano Coletta e di Carlo Conti l’anno scorso Ieri e oggi era tornato in onda nella formula classica, quest’anno il programma cambierà leggermente. “Invece di due personaggi in questa nuova serie di Ieri e oggi che sarà di 6 puntate ospiterà un unico personaggio.
Si tratteranno di grandi personalità del mondo della televisione: “Non avremo Pippo Baudo, perché per lui è già in programma la serata evento per la festa di compleanno, ma avremo Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti, Renzo Arbore, Vincenzo Salemme e Lino Banfi”. Nella prima puntata, in onda in seconda serata da domenica 16 giugno però, in studio ci saranno insieme a Carlo due suoi grandi amici, anzi dovremmo dire fratelli, vale a dire Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni che ripercorreranno con Carlo tutta la loro carriera, partendo dalle immagini delle prime apparizioni sulle tv locali toscane.
I tre, lo ricordiamo saranno protagonisti de “Il Tour” nella versione teatrale. Ma l’incontro è stato anche l’occasione per i giornalisti di fare a Conti ancora una volta domande in merito a una sua eventuale direzione artistica della 70esima edizione del Festival di Sanremo: “Non se ne è mai parlato assolutamente, obiettivamente è difficile perché sarebbe un po’ imbarazzante dire al conduttore quello che tu hai deciso. Né io accetterei né credo accetterebbe chi dovrebbe condurre il festival”.
Human Rights Nights torna a BolognaIn cartellone trenta film su ambiente e futuro del pianeta
BOLOGNA21 maggio 201915:32
– Sarà il film ‘Anote’s Ark’ di Matthieu Rytz, che racconta la storia delle isole Kiribati nel Pacifico centrale, a rischio scomparsa a causa dell’innalzamento delle acque marine provocato dal surriscaldamento globale, ad aprire la 19esima edizione di Human Rights Nights Festival in programma a Bologna da venerdì a domenica 2 giugno.
L’ambiente, i cambiamenti climatici, il futuro del pianeta, i diritti dell’uomo sono i temi centrali della manifestazione organizzata in collaborazione con la Fondazione Mast e con il sostegno della Fondazione Cineteca di Bologna, l’Università, Unicredit e la Regione Emilia-Romagna. Verranno proiettati 30 film e documentari che raccontano l’impatto dell’uomo sulla natura, la carenza di risorse idriche, le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti e della plastica sull’ecosistema.
Fanny Ardant, la Belle Epoque pensando a MarcelloSorprende la commedia nostalgica con Auteuil, fuori concorso
CANNES21 maggio 201919:41
– “Ho pensato a Marcello Mastroianni, al suo modo di essere, il personaggio che interpreta Daniel Auteuil me lo ricordava tanto, mi e’ piaciuto pensare fosse ispirato a lui e anche per questo ho accettato il film, pensando ad un omaggio sentimentale a Marcello”: e’ una Fanny Ardant, afona e al solito bellissima anche con i segni dell’eta’ quella che racconta La Belle Epoque di Nicolas Bedos, il film francese fuori concorso che ha avuto accoglienza trionfale, divertendo ed emozionando la platea ed una montée des marches all’insegna dello star system francese con Marion Cotillard, Jean Dujardin tra gli altri. La commedia più sorprendente di Cannes 2019 è stata acquisita da I Wonder da Pathé Films già prima dell’inizio del mercato e uscirà in sala in autunno.Fanny Ardant interpreta Marianne, una donna di successo, vitale, piena di occasioni mondane. Ha un amante, forse non il solo e comunque nonostante l’età ha intenzione di vivere pienamente la sua vita. Il marito Victor, Daniel Auteuil, sembra il suo opposto, uno di quegli uomini che non si sono adattati ai tempi che cambiano, non ha voglia di curarsi, si veste trasandato, si e’ insomma lasciato andare, soprattutto ora che le sue stupende vignette di satira politica non trovano più posto sui giornali. Victor va da Antoine (Guillaume Canet) regista-imprenditore di ‘viaggi nel tempo’, un’organizzazione che porta il pubblico a vivere nel passato con set cinematografici, attori, messe in scena curatissime dal mobilio agli arredi ai dialoghi, per una sera o per giorni interi. E poi c’e’ il figlio che vorrebbe trovare il modo di lavorare con il padre ora che si e’ messo a produrre web serie animate. Al culmine di una lite, la Ardant caccia di casa Auteuil. Il fumettista con i soldi ricavati dalla vendita di un appartamento si installa ai Viaggi nel tempo: porta le vignette degli anni ’70, della ‘belle epoque’ della sua giovinezza, quella in cui ha conosciuto Fanny, provocante, sfacciata, spiritosa ragazza.Tutto viene allestito com’era: il suo bar, le sue feste hippy, il suo primo incontro con la giovane che poi sposerà. Attori in panni vintage recitano nella scena, guidati all’auricolare da Canet e una giovane ragazza, interpretata da Doria Tillier (di cui Canet e’ innamorato) sembra la piu’ adatta per il ruolo.
Sara’ la settimana piu’ bella della sua vita. Il viaggio nei ricordi funziona, Auteuil si veste come un tempo, i baffoni al posto della barba incolta, i pantaloni a zampa, tutto torna com’era, finzione e memoria. L’incontro con la ragazzina lo rivitalizza, pensa al passato, ma anche al presente, quasi si innamora della giovane attrice che ricambia l’attenzione di questo malinconico signore. Intanto la Ardant e’ libera, puo’ vivere con il suo amante (François Delis Podalyses) ,il migliore amico di Auteuil, ovviamente) salvo scoprire che la noia della routine e’ simile, incluso il russare del partner che la tiene sveglia. Quando la Ardant rivede Auteuil ringiovanito ha un colpo al cuore, lo segue ed entra nel set dei Viaggi nel tempo.”E’ un film melanconico, buffo, romantico e divertente al tempo stesso. C’e’ l’ode al passato che siamo stati certo ma anche l’ambizione di vivere il presente pienamente” dice Nicolas Bedos, “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le eta’ della vita”. Il regista si e’ dichiarato “completamente pazzo di Fanny Ardant, attrice e donna eccezionale, l’idea di fare un film con lei e vederla tutti i giorni ha resto questo film magico”.
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Al Norte de la tormenta, tra buio e ironia
Al Maxxi capolavori da Valencia, da Rauschenberg a Muñoz
21 maggio 201919:37
– È un circuito enigmatico capace di riunire la luce al buio, il mistero all’ironia, la mostra “Al Norte de la tormenta” che porta al Maxxi dal 22 maggio all’8 settembre i capolavori della collezione dell’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern. Inserita nel programma del museo capitolino di collaborazioni internazionali Expanding the Horizon, la mostra accende i riflettori sulla straordinaria eterogeneità della collezione dell’IVAM, che accoglie fin dalla sua fondazione nel 1989 (nel 2019 cadono i 30 anni) i principali movimenti artistici che si sono avvicendati dall’inizio del secolo scorso al contemporaneo, con un approccio che mescola il locale (con gli artisti spagnoli) al globale (con aperture all’Europa e al resto del mondo).Il percorso, a cura di Hou Hanru con Chiara Bertini, sorprende per la varietà dei linguaggi presenti, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alle installazioni fino alla sound art: le 23 opere sono firmate da alcuni dei principali artisti di oggi e del ‘900, tra cui Robert Rauschenberg e Juan Muñoz, Tony Cragg e Antoni Tàpies, Bruce Nauman, Eduardo Chillida e Richard Tuttle. L’inizio della collettiva è tutto nel segno di Muñoz, con due sculture: la prima, che dà il titolo alla mostra, sembra un astrolabio in ferro dall’effetto straniante, che ripropone il flusso di pensieri dell’artista madrileno, con coltelli, portoni e ringhiere che si affollano sulla superficie circolare; a fare da contraltare all’opera, la seconda scultura, appartenente al Maxxi, che rappresenta un uomo sorridente, pronto a dialogare con chi lo osserva. Si prosegue alternando percezioni contrastanti: se con “Blood Orange Summer Glut” Rauschenberg indaga in modo ludico attraverso la scultura le proprietà visive del metallo, assemblando oggetti di recupero e giocattoli, nella tela “Gran diptic roig i negre” Tàpies sembra rievocare il big bang con trame grafiche, materia e simboli matematici.Accanto al fascino di “100 years”, i 101 ritratti di Hans-Peter Feldmann che riflette sullo scorrere del tempo immortalando in bianco e nero persone di un’età compresa tra i pochi mesi e i 100 anni, e al ritorno all’infanzia di “Sweet”, la scatola di caramelle di ferro, piombo e vetro di Susana Solano, l’occhio poi cade sulle grandi installazioni: da “Models for tunnels” di Nauman che simula un tunnel vuoto ad “Absorto” di Pedro Cabrita Reis, che stimola la dimensione contemplativa con una enigmatica costruzione circolare. “Con questa mostra inizia la collaborazione tra noi e l’IVAM per lo scambio dei nostri capolavori”, spiega Hou Hanru, direttore artistico del MAxxi, “il titolo rimanda alla potenza della collezione del museo spagnolo, ma è anche un invito a ritrovare la forza per confrontarsi in un momento storico così complesso come quello di oggi”. “Quest’anno il nostro museo compie 30 anni: abbiamo una collezione di 12 mila opere, e siamo uno dei pochissimi musei in Spagna dedicati all’arte moderna e contemporanea”, dice José Miguel Garcìa Cortés, Direttore IVAM, ricordando l’impegno “negli ultimi 4 anni, da quando sono direttore, a cercare di dare una maggiore peculiarità al museo, sviluppando alcune tematiche come la mediterraneità e la memoria, accogliendo anche le attività artigianali e i fumetti, senza dimenticare la presenza delle artiste donne, che ormai rappresentano il 50%”. La collaborazione tra le due istituzioni proseguirà nel 2020, quando un focus sulla collezione del Maxxi sarà ospitato nelle sale dell’IVAM.
Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn concorso a Un Certain Regard l’opera prima dell’illustratore
CANNES21 maggio 201919:35
– Era atteso ormai da molti mesi e la notizia aveva fatto il giro del mondo, almeno tra gli appassionati del fumetto e della grafica per quella che va sotto il nome di “nona arte”, mettendo a rumore anche il mondo del cinema da quando le prime immagini si erano viste al Festival dell’animazione di Annecy. Ma solo ora a Cannes è venuto il gran giorno della consacrazione: Lorenzo Mattotti debutta come regista con “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, paracadutato quasi fuori tempo massimo nel concorso ufficiale di Un Certain Regard.”Questa storia mi insegue da più di 10 anni – racconta Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernità che non potevo copiare e di cui però non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto più netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di più”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati è una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanità tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verità, è soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorità numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in città. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribù e spaventosi mostri, gli orsi finiscono però per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finché a pagare per tutti sarà proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanità e tornare tra i monti, dove è il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti.Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – osserva Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuità che mi ha sedotto in Buzzati. Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Cosa pensa il “parigino” Mattotti delle ormai imminenti elezioni europee? “Gli artisti pensano con il loro lavoro: chi guarderà il mio film non avrà dubbi e capirà che l’utopia è più forte delle seduzioni passeggere del potere e del denaro”. Com’è il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrietà della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alò per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”. Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” è davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia è coprodotto da Indigo e avrà la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, è destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove uscirà grazie a BIM.
Aretha Franklin, spuntano tre testamentiDocumenti trovati in casa a Detroit, uno sotto cuscini divano
NEW YORK21 maggio 201915:59
– A meno di un anno dalla sua morte, tre testamenti scritti a mano sono stati trovati nella casa a Detroit di Aretha Franklin. Due datati 2010 erano in un armadio chiuso a chiave, l’altro, datato 2014, era nascosto sotto i cuscini di un divano nel salotto.
Secondo il legale della Regina del Soul, i documenti sono difficili da decifrare ma sembra che abbia lasciato tutti i suoi beni alla famiglia. Non è ancora chiaro se i tre testamenti siano legalmente validi.
Mango Committed, collezione sostenibileLavaggi jeans con risparmio di 4 mln di litri in questa stagione
21 maggio 201916:02
– Il marchio di abbigliamento spagnolo Mango lancia la nuova collezione sostenibile Committed, una selezione di linee impegnate nella protezione dell’ecosistema, una capsule di capi creati con tessuti riciclati e fibre sostenibili già dal 2017. L’azienda annuncia inoltre che il 38% della collezione di jeans PE19 viene prodotta con risparmio di acqua, con una previsione di incrementare questa cifra entro la metà della prossima stagione. L’azienda ha introdotto nuove tecniche nella produzione dei suoi jeans in questo periodo, ottenendo un risparmio di quasi 10 litri di acqua per ogni capo.
Nei modelli come il Boy TS e lo Straight TS, il consumo d’acqua si è ridotto fino a 16,5 litri. Mango, con l’obiettivo di continuare a puntare su una moda rispettosa dell’ecosistema, ha analizzato il proprio impatto idrico (il volume di acqua utilizzato nella produzione) di uno dei suoi jeans standard, riuscendo a individuare come la produzione di cotone e i processi di finitura rappresentino il 90% del consumo di acqua.
Poster Enit ne L’Amica GenialeL’Ente promuove il movie tourism al festival di Cannes
21 maggio 201916:03
– I manifesti storici dell’Enit saranno fondamentali per la seconda stagione de L’Amica Geniale, la fiction per proseguire il racconto dell’Italia dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Lo annuncia lo stesso ente del turismo italiano che è presente come co-sponsor all’Italian Pavilion in occasione della 72/a edizione del festival di Cannes fino al 25 maggio insieme con altri partner istituzionali quali la direzione generale cinema del Mibac, il Mise, l’Ice, l’Istituto Luce – Cinecittà, Anica e le Film Commissions italiane. “Il cineturismo è una tendenza in voga già nel secolo scorso che si sta riaffermando con vigore proponendo nuovi scenari da esplorare. Viaggiare nei luoghi cult dei set cinematografici è un fenomeno che appassiona. E’ infatti legato al turismo esperienziale e alle emozioni, capaci di persuadere e attrare i visitatori e consentire agli stessi turisti di fissare i luoghi in ricordi indelebili” commenta il direttore esecutivo Enit Gianni Bastianelli.
La prima stagione della fiction, prodotta da Wildside e Fandango, in co-produzione con Umedia e in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision, è andata in onda su Rai 1 e Timvision in Italia, raccogliendo un grande successo.
A Cannes l’Enit ha riunito il network dell’industria cinematografica per un appuntamento rivolto alla travel industry locale e alla stampa con un appuntamento speciale al “turismo cinematografico” giovedì 23 maggio all’Hotel Majestic Barrière, in occasione della proiezione del film italiano “Il Traditore” di Marco Bellocchio in concorso al festival. L’obiettivo è promuovere le mete italiane scenografie naturali del cinema.
“L’Italie, un plateau à ciel ouvert” è il tema dell’evento al quale parteciperà anche l’ambasciatrice d’Italia in Francia Teresa Castaldo.
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Tribunale diventa teatro per Paragoghè
Prima volta in Italia per spettacolo su depistaggi e stragi
ANCONA21 maggio 201917:32
– Il tribunale come una piazza, un’agorà dello spirito in cui non si va per essere giudicati o intimoriti, ma per riflettere e confrontarsi attraverso il teatro sulle cose che accadono e che sono accadute, ricordando quanti in Italia sono morti colpiti dalle bombe e che ‘non sono stati sepolti bene’. Questo secondo l’attore, scrittore e regista teatrale Marco Baliani – il senso del suo spettacolo ‘Paragoghè’ (depistaggio in greco), che debutta ad Ancona, per la prima volta in Italia, negli spazi del Palazzo di Giustizia il 23 maggio, con repliche il 24 e il 25.
L’iniziativa si deve al presidente del Tribunale Giovanni Spinosa che ha chiesto a Marche Teatro di realizzare lo spettacolo per commemorare la strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, e per intitolare ai giudici Falcone e Borsellino la Corte interna del tribunale che ospita la recita, e l’intero Palazzo di Giustizia a Vittorio Salmoni, magistrato di origine ebraica escluso dal lavoro durante le persecuzioni razziali.
Mostra su Bowie per 50/mo “Space Oddity”A 50 anni da pubblicazione brano “Space Oddity”, 30 opere a Roma
maggio 201918:17
– A 50 anni dalla pubblicazione dell’iconico brano di David Bowie “Space Oddity”, la Galleria SpazioCima a Roma, metterà in mostra, da martedì 4 giugno sino a venerdì 21 giugno, la collettiva omaggio al Duca Bianco e al suo rapporto con lo spazio.”Far above the moon” comprende circa trenta opere e installazioni, di vari formati. Una mostra incentrata sul rapporto tra il cantante e l’infinito, che in tante occasioni è stato approfondito. Del resto David Bowie non era quell’alieno sbarcato sulla Terra, come nel film “L’uomo che cadde sulla terra” diretto da Nicolas Roeg nel 1976, che ci guarda dallo spazio, sprigionando forza e vita attraverso la sua musica e la sua poesia? “Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte dala capolavoro di Bowie Space Oddity, pubblicato nel luglio del 1969, che parla proprio di un astronauta che sta per avvicinarsi alla luna. L’astronauta è spaesato ma sereno, di fronte all’immensità dello spazio che ha di fronte. La canzone fu pubblicata sulla scia degli avvenimenti che stavano accadendo in quel periodo: non solo lo sbarco del primo uomo sulla luna, ma anche l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
Nella collettiva, organizzata da Roberta Cima, le trenta opere sono incentrate proprio sul rapporto tra il cantante e lo spazio, che in varie occasioni è stato approfondito. Tra gli artisti presenti con le loro opere e il loro omaggio a david Bowie alla mostra, figurano Eugenio Rattà, Nino Attinà, Chiara Montenero, Cristina Taverna, Cristina Davoli, Valerio Prugnola, Paola Lomuscio, Marco Giacobbe, Mokodu Fall, Giovanni Sechi, Barbara Lo Faro, Adriana Farina, Valentina Lo Faro, Antonella Torquati, Rosalba Ruggero, Gabriella Annik, Tuono Pettinato, Daniela Durisotto.
Croisette impazzita per Brad e LeoLe star di Tarantino elettrizzano il red carpet
CANNES21 maggio 201918:17
– Tutti pazzi per Brad Pitt e Leonardo DiCaprio a Cannes. La folla sulla Croisette in loro attesa per ore in occasione della prima mondiale di ‘C’era una volta a Hollywood’ di Quentin Tarantino. Quando le due star sono scese dalle auto scure del festival ci sono state scene di isteria collettiva.
Brad Pitt e Leo DiCaprio non si sono risparmiati e hanno firmato autografi, fatto selfie. In smoking tutti e due, DiCaprio ha sfoggiato barba corta con il pizzo, Brad capelli un po’ lunghi a sfiorare il collo, bellissimi entrambi.
Sulla Montee des Marches Tarantino ha dichiarato “tutto magico qui”, e a proposito del suo film ha detto: “Racconto il periodo in cui Hollywood cambiò”. Nel film, ambientato nel 1969, si mette in scena tra l’altro la strage di Charles Manson in cui fu uccisa la bellissima giovane moglie di Roman Polanski, Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie. Venticinque anni fa sullo stesso red carpet di Cannes, Tarantino presentava il suo film più iconico, ‘Pulp Fiction’.
Capsule gender neutral da Ralph Lauren50 anni Stonewall, proventi a favore organizzazioni Lgbtqia+
NEW YORK21 maggio 201918:37
– Nell’anno del mezzo secolo dai moti di Stonewall, la rivolta in un bar del Village che segno’ la nascita’ delle campagne per i diritti dei gay, Polo Ralph Lauren lancia la collezione “Pride”, una “capsule” di cinque pezzi “gender-neutral” per adulti e bambini, accompagnata da una campagna all’insegna dei valori della individualità e dell’inclusione. Lo stilista ha firmato a questo scopo una partnership con la Stonewall Community Foundation e donerà una percentuale dei ricavi a favore delle organizzazioni LGBTQIA+ di tutto il mondo.
La campagna ha per testimonial un gruppo eterogeneo d’individui tra cui il freeskier, campione olimpionico e attivista Gus Kensworthy, il ballerino Harper Watters; la scrittrice, comica e attrice Patti Harrison; il fotografo e modello Jacob Bixenman; l’attrice Josie Totah e gli affiliati dell’Istituto Hetrick-Martin, Tyriq e Cory con scatti del fotografo Cass Bird.
Tutti i partecipanti alla campagna hanno profonde radici nella comunità LGBTQIA+.
Festival Macerata diventa RossodesiderioIn programma nuovo allestimento Carmen e anche Mahmood
21 maggio 201918:56
– Si tinge di rosso desiderio la cinquantacinquesima edizione del Festival di Macerata, che è stata presentata questa sera a Milano. Rosso desiderio è il fil rouge che attraversa il programma che sarà inaugurato il 19 luglio con un nuovo allestimento di Carmen, e continuerà con il premiato Macbeth di Emma Dante e la ripresa del Rigoletto di Federico Grazzini. Ma #rossodesiderio è anche l’hashtag che sono invitati ad utilizzare gli spettatori per le loro foto, che in questo modo saranno inserite in una videoinstallazione realizzata dagli studenti dell’accademia di Belle Arti di Macerata. In programma una Notte all’opera, aperitivi in loggione, feste a tema sul palcoscenico dello Sferisterio (trasformato ad esempio in milonga per Carmen) e una lunga serie di eventi aperti a pubblici diversi: fra i personaggi coinvolti anche Sergio Rubini e Mahmood.
Motta in tour dal 25 maggioIl via da Milano, “poi mi fermerò, per tornare consapevole”
21 maggio 201919:02
– Parte il 25 maggio, da Milano, il nuovo tour di Motta, che torna dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato alla 69/a edizione del Festival di Sanremo. Con il nuovo Tour Motta suonerà quest’estate nei più importanti festival musicali della penisola e in scaletta alternerà le canzoni di “Vivere o Morire” (Sugar), Targa Tenco 2018 per la categoria “Disco in assoluto”, a quelle di “La fine dei vent’anni”, Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima. “Saranno le ultime date di un tour che non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo”.
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Rocco Hunt, canto il calcio dalle tv alle periferie
‘Benvenuti in Italy’ è nuovo singolo per gli Europei Under 21
21 maggio 201919:42
– Il nuovo singolo di Rocco Hunt è ‘Benvenuti in Italy’ e il brano sarà anche la colonna sonora della Nazionale Italiana Under 21 durante i prossimi Europei di Calcio. Scritto dallo stesso Hunt, il brano è prodotto da Mace e Zized, già autori di hit multiplatino. “Questa canzone racconta un mondo del calcio che non è solamente quello che vediamo in televisione – ha raccontato il rapper campano – ma anche quello che si fa nei campetti di periferia o nelle strade, quando i ragazzini mettono gli zaini a terra per fare le porte. Il calcio è uno sport universale che supera ogni barriera, ogni nazione e ogni lingua, per unire i popoli, farli sorridere e anche piangere”. Il nuovo singolo della voce salernitana arriva in occasione della prima volta delle finali degli Europei Under 21 ospitate in Italia e Hunt presenterà dal vivo la nuova canzone in occasione della prima partita in programma il 16 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna, così come per la finale prevista in quel di Udine.”Finalmente un tour negli stadi – ha scherzato Hunt, oggi durante una conferenza stampa spalleggiato dal Tecnico della Nazionale Under 21 Luigi Di Biagio e dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina – e non mi dispiacerebbe passare dalle fila della Nazionale Cantanti nella quale gioco, a quelle della Nazionale Under 21, anche perché sono quasi coetaneo dei ragazzi che scenderanno in campo”. Il Campionato Europeo Under 21 raggiunge quest’anno la sua ventunesima edizione e determinerà l’accesso ai Giochi Olimpici di Tokyo del 2020. Con cinque titoli vinti su sette finali disputate, l’Italia è attualmente al comando nell’Albo D’oro, con il trionfo per tre edizioni consecutive sotto la guida di Cesare Maldini, prima delle altre vittorie allenata da Marco Tardelli e Claudio Gentile. A dirigere oggi gli azzurrini c’è invece Luigi Di Biagio. “Sono felice della colonna sonora firmata da Rocco Hunt – ha spiegato il tecnico – anche perché è uno dei cantanti preferiti dai miei figli e la sua musica è come fosse di casa”.Partner musicale delle Nazionali di Calcio italiane, compresa la Under 21, è poi Radio Italia che garantirà l’informazione sulle partite e fornirà ai suoi ascoltatori contenuti esclusivi.
Danza della morte nelle opere di NavazioAll’Auditorium di Roma i dipinti dell’artista-pediatra scomparsa
21 maggio 201919:50
– Ballerine e donne dalla femminilità pronunciata. Figure femminili in dolce attesa. Immagini angelicate, dai tratti ‘masacciani’, dalle pennellate e dai colori delicati, quasi sfumati, in uno stile surrealista che forse è solo la ricerca dell’oblio, la voglia di lottare contro il male o di dimenticare il dolore. Figure di bambini nei suoi quadri mai. Quelli erano i suoi pazienti. “I miei bambini” come chiamava i piccoli che lei curava nel suo frequentatissimo studio dei Parioli a Roma. Ora una mostra organizzata dal marito il dottor Agostino La Bella, all’Auditorium Parco della Musica, dal 23 maggio al 2 giugno, ricorderà ancora una volta l’artista Anna Maria Navazio, non la pediatra. L’esposizione comprende molte tele realizzate nel periodo della malattia, fino all’ottobre 2018, quando la “dottoressa” ha smesso di lottare morendo prematuramente. La sua vasta produzione artistica comprende circa 200 tele a olio, pastelli, acquarelli e disegni. L’opening avrà la presentazione di Claudio Strinati.
“Nondimeno alcuni quadri forse incompiuti – scrive Strinati nella sua presentazione – qui esposti, sono apparsi non solo degnissimi di essere presentati ai cultori delle Belle Arti e agli estimatori della insigne pittrice, ma anche in qualche modo rilevatori degli estremi pensieri dell’artista. Alcuni privi di titolo sono stati titolati forse arbitrariamente, ma mantenendo fermo un principio fondamentale che attraversa tutta l’ampia produzione della Navazio, quello dell’opera d’arte quale espressione diretta della più potente e insieme discreta emotività depositata nei quadri con una fierezza e una comunicativa che consente di collocare la nostra artista in una posizione di rilievo nella storia della pittura italiana di questo primo ventennio del ventunesimo secolo”.
Opere Museo del ‘900 spiegate a detenutiFirenze, prima volta dipinti collezioni civiche in penitenziario
FIRENZE21 maggio 201919:59
– Portate dal Museo del Novecento di Firenze nella casa circondariale di Sollicciano due opere delle collezioni civiche – Renato Paresce “La casa e la nave” (1931, tempera su cartoncino) e Severo Pozzati “Maternità” (1917, bronzo) – che i detenuti hanno potuto apprezzare e ‘studiare’ col supporto di un restauratore e di un mediatore culturale.
Così, dopo aver portato dipinti e sculture nelle scuole di Firenze, il Museo del Novecento adesso avvicina all’arte i detenuti e le detenute del penitenziario di Sollicciano. Succede con Outdoor, progetto ormai collaudato, che diventa così parte di ‘Educare alla bellezza’, il piano allestito per conoscere i musei fiorentini già avviato dalla scuola Cpia1 (Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti) e che vede partecipare i detenuti e le detenute iscritti e frequentanti corsi scolastici a Sollicciano. È la prima volta che opere d’arte moderna di valore come quelle di Paresce e Pozzati superano le mura di un carcere. [print-me title=”STAMPA”]
