Ultimo aggiornamento 11 Giugno, 2019, 18:21:06 di Maurizio Barra
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DALLE 05:41 ALLE 18:21 DI MARTEDì 11 GIUGNO 2019
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Petrolio:recupera a 53,59 dollari barile
Brent guadagna 20 centesimi a 62,49 dollari al barile
11 giugno 2019 05:41
– Quotazioni del petrolio in recupero ma ancora sotto i 54 dollari al barile dopo il calo della vigilia. I contratti sul greggio West Texas con scadenza a luglio guadagnano 33 centesimi a 53,59 dollari al barile. Il Brent sale di 20 centesimi a 62,49 dollari al barile.
Oro: stabile a 1.327 dollari l’onciaSui mercati asiatici
11 giugno 201908:24
– Quotazioni dell’oro stabili sui mercati asiatici con gli investitori in attesa delle prossime mosse nella guerra dei dazi tra Usa e Cina. Il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.327 dollari l’oncia dopo i cali registrati ieri.
Cambi: euro in rialzo a 1,1320 dollariMoneta unica vale 122,96 yen
11 giugno 201908:37
– Euro in lieve rialzo in avvio di giornata. La moneta unica europea passa di mano a 1,1320 dollari, contro i 1,1318 di ieri sera dopo la chiusura di Wall street e a 122,85 yen.
Spread Btp Bund a 256,7 punti baseTasso di rendimento del decennale italiano al 2,36%
11 giugno 201908:40
– Spread tra Btp e Bund poco mosso in avvio di giornata a 256,7 punti a fronte dei 258 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,36%.
Borsa, bene l’Asia. Corrono listini CinaDomina volatilità in attesa di novità sui dazi. Bene il petrolio
11 giugno 201908:47
– Seduta positiva per le Borse asiatiche, con gli investitori che restano sintonizzati sugli sviluppi della disputa commerciale tra Usa e Cina. Rally delle Borse cinesi Shenzhen (+3,5%) e Shanghai (+2,4%), in luce Sydney (+1,6%) mentre Tokyo è salita dello 0,3% e Seul dello 0,6%. Hong Kong avanza dell’1% e i future su Europa e Wall Street segnano lievi progressi.
Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di aumentare i dazi sull’import cinese nel caso in cui il suo omologo Xi Jinping non lo incontrasse al G20. E proprio in vista del meeting dei leader mondiali in Giappone, a fine mese, il clima tra gli investitori resta volatile. Il petrolio wti avanza dell’1,2% sui mercati asiatici, pur restando sotto i 54 dollari toccati ieri, ed il brent sale dello 0,8% a 62,8 dollari. Tra io pochi dati macro attesi oggi spicca l’indice Sentix sulla fiducia degli investitori in Europa mentre domani parlerà il presidente della Bce, Mario Draghi, e si conoscerà l’inflazione Usa a maggio.
Borsa: Milano apre poco mossa (+0,05%)Indice Ftse Mib sale a 20.495 punti
SAMILANO11 giugno 201909:06
– Apertura poco mossa per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib avanza dello 0,05% a 20.495 punti.
Borsa: l’Europa apre in rialzoFrancoforte sale dello 0,7% e Londra dello 0,3%. Parigi piatta
11 giugno 201909:15
– Apertura positiva per le Borse europee. A Francoforte l’indice Dax sale dello 0,73% a 12.133 punti, a Londra il Ftse 100 avanza dello 0,32% a 7.399 punti mentre Parigi è poco mossa, con il Cac 40 che guadagna lo 0,01% a 5.382 punti.
Borsa: Milano sale con Ferrari ed FcaBene Tim e Mediaset, piatta Mediaset Espana, banche incerte
11 giugno 201909:40
– Avvio di seduta positivo per Piazza Affari, in un clima di ottimismo sui listini azionari europei ed asiatici che restano focalizzati sugli sviluppi della guerra commerciale. Il Ftse Mib avanza dello 0,31% sostenuto da Ferrari (+1,71%), Moncler (+1,37%) ed Fca (+1,4%), sotto osservazione in attesa di capire se la fusione con Renault possa ripartire. Positive Cnh (+1,2%), Leonardo (+0,9%) e Prysmian (+0,9%) mentre Tim avanza (+0,8%) dopo le indiscrezioni di stampa sull’integrazione con Open Fiber, che potrebbe essere valutata 2 miliardi. Continua a correre Mediaset (+1,1%) mentre a Madrid Mediaset Espana è poco mossa (+0,09%) dopo il tonfo di ieri. Crolla Diasorin (-5,5%) dopo gli obiettivi del piano industriale, sono incerti i bancari dove Intesa cede lo 0,05% e Unicredit sale dello 0,6%. Mps avanza dello 0,2% nonostante i paletti posti dalla Ue alla cessione di crediti deteriorati, per evitare il rischio di aiuti di Stato.
Borsa: Europa sale con auto e minerariMilano avanza dello 0,6, spread stabile a 257. Bene Cnh e Tim
11 giugno 201910:20
– Si allunga sull’Europa l’ottimismo degli investitori che in mattinata ha già contagiato le Borse asiatiche, tutte in rialzo. Francoforte (+1,1%) tira la volata ai listini del Vecchio Continente, precedendo Milano (+0,6%), Londra (+0,5%) e Parigi (+0,4%) mentre lo spread Btp-Bund si mantiene a 257 punti base.
Le Borse guardano agli sviluppi della guerra commerciale tra Cina e Usa, dopo le nuove minacce di Donald Trump, che ha promesso nuovi dazi in caso di mancato incontro al G20 di Osaka con Xi Jinping. In Asia i listini cinesi hanno preso il volo in scia alle misure a sostegno della spesa dei governi locali in infrastrutture.
Sui listini europei corrono le auto (+1,9% l’indice Stoxx di settore) e le materie prime (+1,4%). A Piazza Affari si mettono in luce Cnh Industrial (+1,9%), Banca Generali (+1,8%) e Banco Bpm (+1,8%). Bene anche Tim (+1,8%) che è al lavoro per inglobare Open Fiber.
Tria: ‘Io sostenuto dal governo, troveremo un accordo con l’Ue”Stabilità finanziaria obiettivo imprescindibile. Determinati a centrare obiettivi con le iniziative necessarie’ – DIRETTA VIDEO
11 giugno 201917:14
sente sostenuto da tutto il governo? “Certo”. Ad assicurarlo il ministro dell’Economia Giovanni Tria interpellato al termine della sua informativa in Aula alla Camera sull’ipotesi di procedura di infrazione Ue. Il ministro ha anche precisato che quanto illustrato in Aula è in linea con la posizione del governo perché è quello “scritto nel Def”.
Informativa del ministro dell’Economia in Aula alla Camera sull’eventuale procedura Ue. “Nel 2018 sebbene la crescita abbia sorpreso al ribasso, l’anno si è chiuso con una significativa diminuzione del disavanzo – ha detto Tria -, al 2,1% in discesa dal 2,4% del 2017, inoltre il saldo primario” si è attestato “all’1,6% dall’1,4%: ciò dimostra che il governo ha avuto un approccio prudente e responsabile per il 2018”. LA DIRETTA VIDEO
“L’atteggiamento del governo italiano sarà costruttivo, ribadiremo le nostre ragioni agli altri paesi europei cui spetterà di trarre le conclusioni e cercheremo di trovare un ragionevole punto d’incontro”, ha detto ancora Tria. “Dovremo renderci disponibili a un dialogo serrato e costruttivo che consenta di arrivare a un accordo per evitare la procedura”, ha aggiunto.
E’ interesse del governo “normalizzare definitivamente le condizioni del nostro mercato dei titoli di Stato – ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria -, la cui solidità è fondamentale non solo per i risparmiatori e le istituzioni finanziarie, ma anche e soprattutto per una vera ripresa dell’economia”.
Poi sull’eventuale procedura Ue il ministro ha spiegato che “il governo monitora costantemente l’andamento dei conti pubblici ed è determinato a perseguire il fondamentale obiettivo di saldo strutturale e ad adottare tutte le cautele e le iniziative funzionali al raggiungimento di tale obiettivo”.
In mattinata il ministro è intervenuto all’assemblea di Assonime: “Ho più volte ribadito che le stime fornite dal Governo sono caratterizzate da un elevato grado di prudenza quanto mai opportuno” in un quadro economico di incertezze”. “La stabilità finanziaria è un obiettivo imprescindibile”, garantisce: “Il Governo è determinato a centrare gli obiettivi adottando la dove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento”.
“Il Governo continuerà a lavorare per rafforzare un dialogo costruttivo con la Commissione Ue” per “chiarire la nostra posizione” e “fornire rassicurazioni circa i programmi che intendiamo seguire”, ha spiegato Tria. E ha accennato a stime più aggiornate che “lasciano intendere che a consuntivo i saldi di finanza pubblica saranno sostanzialmente minori, pur a legislazione invariati, di quelli stimati in precedenza e risulteranno di conseguenza coerenti con quanto previsto dal braccio preventivo del patto di stabilità e di crescita”.
“Al primo posto dobbiamo porre la ripresa dell’economia e quindi curare tutti i fattori che possono favorirla”. “Abbiamo una debolezza strutturale della crescita da molti anni e un gap con il resto dell’Europa la cui diminuzione è stata posta come primo obiettivo programmatico del governo”, sottolinea. E aggiunge “Ma oggi ci troviamo di fronte ad uno schock macroeconomico negativo”, che non riguarda solo l’Italia ma l’economia mondiale ed europee sia pur in modo disomogeneo”.
“Il Parlamento ha impegnato il Governo, con l’approvazione del Def, a riprendere il percorso di riduzione del debito e di avvicinamento al pareggio di bilancio pur in un quadro di non aumento e di progressiva riduzione della pressione fiscale”, ricorda il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ad Assonime. “Si tratta di un’indicazione positiva perchè la riduzione della pressione fiscale è favorevole alla crescita se perseguita salvaguardando la stabilità finanziaria. Il Governo è al lavoro per rispettare queste indicazioni. Questo spiegheremo alla Commissione”.
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Anche isola nel portafoglio Intesa casa
Tra gli investitori arrivano i cinesi,meno russi e più americani
11 giugno 201913:18
– Cresce il portafoglio di Intesa Sanpaolo Casa, la società di intermediazione immobiliare del gruppo, che punta sul lusso e gli immobili esclusivi. A distanza di oltre sei mesi dall’ingresso nel mercato ‘Exclusive’, la società è passata da 20 immobili iniziali ai circa 100 attuali, tra cui anche un’isola. Attenzione al settore del lusso è rivolta dagli investitori esteri.
Tra gli immobili in portafoglio ci sono castelli, ville, residenze turistiche e, recentemente, c’è anche la disponibilità di un’isola sulla quale c’è grande attenzione da parte di investitori dei Paesi Arabi. Il segmento del lusso sta “andando bene, i paperoni nel mondo aumentano ogni giorno. C’è una insaziabile richiesta per il lusso”, ha spiegato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Casa, Anna Carbonelli.
Sul fronte degli investitori si registra l’arrivo dei cinesi mentre si riducono i russi. Gli americani restano sempre interessati al patrimonio immobiliare italiano insieme a inglesi, francesi e tedeschi.
Borsa: Milano accelera con EuropaMediaset sale sopra recesso, Spagna sotto. Bene Tim e banche
11 giugno 201913:24
Piazza Affari prosegue ben intonata a metà seduta, con il Ftse Mib che sale dello 0,9%. Positive tutte le Borse europee con Londra che sale dello 0,4%, Parigi dello 0,7% e Francoforte dell’1,2%. Lo spread Btp-Bund è stabile a 257 punti base.
Sul listino milanese brilla il risparmio gestito con Banca Generali (+2,8%) e Azimut (+2,5%), tra le banche si mette in luce Bper (+2,6%), vanno bene Cnh (+2,5%), Ferrari (+2,2%) e Fca (+1,1%) con il settore auto che è oggetto di acquisti in tutta Europa. Bene anche Stm (+2,4%) e Moncler (+2,1%), Tim sale dell’1,8% mentre si susseguono indiscrezioni su Open Fiber che l’ad Luigi Gubitosi bolla come “ricostruzioni fantasiose”. Bene anche le banche con Banco Bpm (+1,6%) e Unicredit (+1,2%). Male Diasorin (-3,1%) dopo il piano industriale e Recordati (-0,4%).
Mediaset continua a salire (+1% a 2,84 euro), mantenendosi sopra il prezzo di recesso di 2,77 euro, mentre Mediaset Espana cede un altro 0,7%, scendendo a 6,49 euro, sotto i 6,54 del recesso.
Juncker: Italia sbaglia direzione, rischia procedura’Dobbiamo prendere decisioni rilevanti’
11 giugno 201918:06
“Pensiamo che l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l’Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi”. Così il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un’intervista a Politico.eu.
Secondo Juncker il comportamento dell’Italia non è ancora una minaccia per la stabilità finanziaria dell’Europa.
“Questo problema dell’Italia è un problema serio”, ha detto il presidente della Commissione europea. “Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni – ha aggiunto Juncker -, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata”.
“L’Italia è l’Italia e ha i problemi dell’Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti – ha aggiunto Juncker – stiamo introducendo queste misure di flessibilità” e “il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi”, ha precisato Juncker. Il presidente della Commissione ha poi aggiunto: “Ma nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l’impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato”.”Ho il più alto rispetto per la Gran Bretagna”. Così il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un’intervista a Politico.eu, che si è poi rammaricato di non aver partecipato alla campagna referendaria sulla Brexit in seguito alla richiesta del Primo Ministro David Cameron. “Quindi non sono intervenuto”. Riguardo alla situazione attuale nel Regno Unito e al dibattito sulla leadership conservatrice poi aggiunge: “non mi piace quello che sta succedendo … Ho l’impressione da mesi che il principale interesse dei politici britannici sia stato quello di trovare un modo per sostituire Theresa May, non trovare un accordo con gli europei”. Juncker ha poi ribadito che l’accordo non si rinegozia: “non è un trattato tra Theresa May e Juncker, questo è un trattato tra il Regno Unito e l’Unione europea” e “deve essere rispettato da chiunque sia il prossimo primo ministro britannico”. Alla domanda se abbia un nome favorito per il primo ministro britannico dopo May Juncker prende una lunga pausa e poi afferma: “No”.
“Non so prevedere il futuro ma non credo che andranno fino in fondo”: lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio a Rtl in merito alle decisioni dell’Ue sulla procedura di infrazione per l’Italia. “Non credo che l’obiettivo sia andare contro l’Unione Europea, ma di abbassare le tasse e migliorare la condizione degli italiani. Per ottenere quell’obiettivo ci vuole dialogo con la Ue ma anche prese di posizione ferme”.
Whirlpool: Di Maio,oggi direttiva per revoca incentiviNon hanno rispettato patti, in Italia dobbiamo farci rispettare
11 giugno 201910:51
“Whirlpool non ha tenuto fede ai patti e si è rimangiata la parola e dice di voler chiudere lo stabilimento di Napoli” e per questo il vice premier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio oggi “firmerà una direttiva ministeriale che revoca tutti gli incentivi, ne hanno avuti circa 50 milioni di euro dal 2014 a oggi, perché in Italia ci dobbiamo far rispettare” all’azienda. Lo ha detto lo stesso Di Maio a Rtl.”Se vieni in Italia e prendi i soldi dello stato non e’ che poi te ne vai e chiudi gli stabilimenti tenendo un atteggiamento contrario ai patti”.
Istat: spesa della famiglie ferma a 2.571 euro in 2018Ancora lontana dai livelli del 2011, quando era 2.640 euro. La spesa delle famiglie è cresciuta meno dei prezzi nel 2018
11 giugno 201911:47
Nel 2018, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.571 euro mensili in valori correnti, secondo le stime dell’Istat, sostanzialmente invariata rispetto al 2017 (+0,3%), quando era cresciuta dell’1,6% sul 2016.”La spesa è ancora lontana dai livelli del 2011, 2.640 euro mensili, cui avevano fatto seguito due anni di forte contrazione”, si legge nel rapporto dell’Istat.La spesa delle famiglie è cresciuta meno dei prezzi nel 2018. Considerando il tasso di inflazione dell’1,2%, in termini reali la spesa diminuisce dello 0,9%, segnando una contrazione per la prima volta dal 2013. Si è interrotta così la moderata dinamica positiva registrata dal 2014 al 2017.Restano ampi i divari territoriali nella spesa delle famiglie, che sfiorano 800 euro mensili tra il Nord Ovest e le Isole. Il divario scende sotto il 40% per la prima volta dal 2009 (nel 2017 era 45%). Al Nord Ovest la spesa è di 2.866 euro, nel Nord-est 2.783, nel Centro 2.723 euro, nel Sud 2.087 euro e nelle Isole 2.068. Le regioni con la spesa più alta sono Lombardia (3.020 euro), Val d’Aosta (3.018) e Trentino-Alto Adige (2.945). In Calabria c’è la spesa più contenuta, 1.902 euro (1.118 euro meno della Lombardia), segue la Sicilia (2.036 euro).
Pace fiscale, record 12,9 milioni di cartelle per 38 miliardiDa rottamazione ter Stato potrebbe incassare 21,1 miliardi
11 giugno 201915:36
pace fiscale piace agli italiani. Sono state oltre 1,7 milioni le domande presentate entro il 30 aprile. Rottamazione ter e “saldo e stralcio” hanno fatto registrare numeri record “rispetto ai precedenti” con 12,9 milioni di cartelle rottamate pari a 38,2 miliardi di euro. Lo ha detto in audizione il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore. I 38 miliardi sono il valore di carico complessivo mentre è pari a 21,1 miliardi la base effettivamente riscuotibile dalla rottamazione ter. Quanto al “saldo e stralcio” l’importo da cui partire è pari a 6,5 miliardi.
A distanza di poco più di 5 mesi dall’avvio generalizzato dell’obbligo di fatturazione elettronica, sono state inviate fatture da circa 3,3 milioni di cedenti, per un importo complessivo pari a circa 1.537 miliardi di euro (di cui 161 miliardi di imposta). E’ quanto emerge dalla relazione presentata in Commissione finanze del Senato dal direttore generale Antonino Maggiore che ha aggiunto: “il processo è stato rapidamente assimilato dagli operatori e sta funzionando in modo sicuro ed efficiente”, ha detto Maggiore.
Via libera delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera all’emendamento della Lega che riapre i termini della rottamazione delle cartelle. La riapertura rispetto alla scadenza del 30 aprile scorso prevede che il debitore entro il 31 luglio prossimo dichiari la propria volontà, con le modalità già previste per la rottamazione-ter, di voler aderire optando per il pagamento in un’unica soluzione al 30 novembre prossimo, ovvero in massimo 17 rate, la prima delle quali sempre al 30 novembre. Riaperti anche i termini per il saldo e stralcio.Niente da fare invece per le novità sull’rc auto che la maggioranza puntava ad inserire nel decreto crescita. L’emendamento depositato ieri dai relatori, che consentiva ai conducenti virtuosi e ai loro familiari di assicurare più veicoli, anche di diversa tipologia, con la classe di merito più favorevole, è stato giudicato inammissibile. Stessa sorte per l’emendamento, anch’esso dei relatori, che istituiva un commissario per accelerare gli appalti in vista degli Europei di calcio del 2020. Resta la possibilità di fare ricorso.
Spesa famiglie ferma a 2.571 euroAncora lontana dai livelli del 2011, spesa reale in calo
11 giugno 201912:24
Nel 2018, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.571 euro mensili in valori correnti, secondo le stime dell’Istat, sostanzialmente invariata rispetto al 2017 (+0,3%), quando era cresciuta dell’1,6% sul 2016. “La spesa è ancora lontana dai livelli del 2011, 2.640 euro mensili, cui avevano fatto seguito due anni di forte contrazione”, si legge nel rapporto dell’Istat. Nel 2018 la spesa è poi cresciuta meno dei prezzi: considerando il tasso di inflazione dell’1,2%, in termini reali la spesa diminuisce dello 0,9%, segnando una contrazione per la prima volta dal 2013. Si è interrotta così la moderata dinamica positiva registrata dal 2014 al 2017.
Lavoro: a giugno 473mila contratti, 36 mila in meno sul 2018Dati Unioncamere Excelsior, tira turismo,giù servizi e industria
11 giugno 201911:40
– A giugno saranno attivati oltre 473,5 mila contratti di lavoro: è quanto risulta dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, secondo cui i contratti attivati dagli operatori segneranno un aumento rispetto al mese di maggio di circa 44mila unità ma un calo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente di 36.140 unità.
A trainare la domanda di assunzioni sono la filiera turistica (+30% in un mese), grazie anche ai contratti stagionali, ed il commercio (+11,8%). Le entrate programmate da questi due settori superano le 190mila unità, che salgono a 427mila se si considera l’intero trimestre giugno-agosto.
Nel complesso, però, rispetto a giugno 2018, la previsione delle entrate subisce una flessione di circa sette punti percentuali, quale risultante di un calo delle attivazioni di contratti sia nel settore dei servizi sia nei comparti industriali.
Ior: in 2018 quasi dimezzato risultatoMons. Ricca, ‘bene così, ci ricorda che istituto è secondario’
CITTA’ DEL VATICANO11 giugno 201916:51
L’Istituto per le Opere di Religione nel 2018 ha servito 14.953 clienti rappresentativi di 5 miliardi di euro di risorse finanziarie (5,3 miliardi nel 2017), di cui 3,2 miliardi relativi a risparmio gestito e in custodia; ha ottenuto un risultato netto pari a 17,5 milioni di euro (31,9 milioni nel 2017), “nonostante la forte turbolenza dei mercati nel corso dell’anno e la persistenza di tassi d’interesse ancora molto bassi”. Lo riferisce una nota che sintetizza il bilancio 2018 della ‘banca’ vaticana. “Forse si rimarrà un po’ sorpresi dal confronto tra gli utili degli anni precedenti e l’utile di quest’anno. Io penso però che ci sia anche un aspetto positivo” che “serva a ricordarci la secondarietà dell’istituto e a tenerlo al suo posto”. E’ il commento di mons. Battista Ricca, prelato dello Ior, al calo degli utili. “Troppi soldi rischiano di farci perdere il bene dell’intelletto e credere di essere quasi onnipotenti. Quest’anno – sottolinea – non corriamo questo rischio”.
L’Acquario supera crisi del crollo ponteCosta, marzo e aprile in linea con i numeri dello scorso anno
GENOVA11 giugno 201914:36
– L’Acquario di Genova è tornato ai numeri di prima del crollo del ponte Morandi. Dalla seconda metà di agosto dell’anno scorso, dopo la tragedia, i visitatori si erano dimezzati. I primi mesi dell’anno nuovo avevano registrato una ripresa, ma è marzo che ha segnato il ritorno ai livelli, decisamente positivi, pre-crollo. “Marzo e aprile (91 mila e 166 mila visitatori) sono stati in linea con il 2018 – spiega Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, il gruppo che gestisce l’Acquario -. Maggio, fra le elezioni che storicamente portano meno visitatori e il maltempo che ha frenato gli arrivi, è andato un po’ più a rilento, ma la percezione è che i turisti abbiano capito che non è un problema raggiungerci, che a Genova e all’Acquario si arriva”. I visitatori, insomma, sono tornati ad affollare la struttura. Costa è ottimista anche per il futuro: “Contiamo sull’estate – spiega -. Dobbiamo investire ancora in pubblicità, c’è da fare, però tutti stanno lavorando nella stessa direzione”.
Borsa Milano chiude in rialzo, +0,61%Indice principali titoli di Piazza Affari a 20.609 punti
MILANO11 giugno 201917:39
– Seduta positiva per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,61% a 20.609 punti.
Borsa: Europa positiva, Londra +0,3%La migliore è Francoforte, in rialzo anche Parigi
11 giugno 201917:54
Mercati azionari del Vecchio continente in aumento: Francoforte è stata la Borsa più positiva della giornata con un rialzo finale dello 0,92%, mentre Parigi è salita dello 0,48% e Londra dello 0,31%.
Borsa Milano sale con Europa, ok FerrariDebole Diasorin dopo il piano, tengono banche
11 giugno 201918:11
– L’accordo tra Stati Uniti e Messico che ha scongiurato i dazi e soprattutto l’annuncio di Pechino per nuove misure di stimolo all’economia cinese hanno dato slancio ai mercati azionari europei: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,61% a 20.609 punti, l’Ftse All share in crescita dell’identico 0,61% a quota 22.570.
In Piazza Affari bene in particolare il Credito valtellinese salito del 5,5% in attesa la prossima settimana del piano industriale, con Stm in aumento finale del 2,3% e Banca Generali del 2,2%. In un contesto tranquillo per i titoli di Stato italiani, prevalenza di acquisti sul settore finanziario: Banca Generali è salita del 2,2%, Generali di un punto percentuale con le banche principali che hanno chiuso attorno alla parità.
Positiva Tim (+1%) e anche Mediaset (+0,9%) dopo l’annuncio della ‘superholding’ in Olanda.
Male invece Diasorin (-3,4% a 98,5 euro dopo gli obiettivi del piano industriale) che ha trascinato al ribasso Recordati, scesa dell’1,1% finale. [print-me title=”STAMPA”]
