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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 11 Giugno, 2019, 10:10:09 di Maurizio Barra

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DALLE 20:42 DI DOMENICA 09 GIUGNO 2019

ALLE 10:10 DI MARTEDì 11 GIUGNO 2019

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Patti Smith in concerto incanta Taranto
Ha infiammato il pubblico del suo concerto sul lungomare

TARANTO 09 GIUGNO 2019 20:42

– La “sacerdotessa” del rock Patti Smith ha infiammato il pubblico nell’edizione di Taranto del Medimex con un grande concerto che rimarrà scolpito nella memoria di quanti hanno affollato il main stage della rotonda del Lungomare. L’artista statunitense ha trascinato i fan con le canzoni che l’hanno resa celebre, ringraziando a sua volta il pubblico e la città di Taranto per la calorosa accoglienza.
Patti Smith ha visitato anche la città vecchia, fotografando i vicoli e intrattenendosi a parlare con i pescatori e ha raggiunto la spiaggia di Castellaneta Marina per una passeggiata a mare. Le immagini hanno subito fatto il giro dei social. La stessa cantante statunitense ha postato sul suo profilo ufficiale Instagram una foto della figlia (che l’ha accompagnata al pianoforte nel live della Rotonda) seduta in un ristorante e scrivendo di una Taranto unica e camaleontica.
Filarmonica in piazza omaggia FelliniUn regalo a Milano, dopo Dvorak e Rota bis Latino

10 giugno 201910:14

– E’ diventato una tradizione il concerto che la Filarmonica della Scala regala alla città suonando a giugno in piazza Duomo. E per questa settima edizione l’omaggio non è stato solo a Milano ma anche a un grande duo del cinema italiano: ovvero Federico Fellini, di cui si festeggerà il centenario dalla nascita il prossimo anno, e Nino Rota, il compositore morto 40 anni fa che per Fellini ha composto musiche indimenticabili. Un assaggio del ‘Fellini Album’ che la Filarmonica, diretta da Riccardo Chailly, ha appena pubblicato.
L’inizio è stato con la sinfonia del nuovo mondo di Dvorak, poi la la Suite del balletto La Strada, dal film che valse a Federico Fellini l’Oscar nel 1957 per il miglior film straniero, e che la Scala commissionò a Rota; poi ancora Risatine Maliziose e Galopp dal film Prove d’orchestra e bis latino con il Danzon n.2 di Arturo Marquez.
A John Turturro chiavi città GiovinazzoIl padre Nicola era nato nel comune barese

GIOVINAZZO (BARI)10 giugno 201913:36

– L’attore italo-americano, John Turturro, protagonista della serie tv ‘Il nome della rosa’, riceverà il 30 giugno le chiavi della città e la cittadinanza onoraria di Giovinazzo. Il padre di John, Nicola Turturro, nato a Giovinazzo, partì alla volta degli Stati Uniti con i genitori all’età di sei anni.
“E’ stato un sogno coltivato per quattro anni, ma John – dice il sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma – me lo aveva promesso l’unica volta che ci siamo visti, nel 2014, a Roma. E sono sempre stato certo che avrebbe mantenuto la parola data”.
“Averlo qui, per la prima volta in via ufficiale, non è solo il mio sogno che si avvera, ma la gioia e l’orgoglio di una città intera perché quelli come John sono i nostri ambasciatori nel mondo e rappresentano le nostre radici che ci tengono stretti nonostante le distanze – conclude -. Sono certo che Giovinazzo saprà accogliere e abbracciare il suo figlio più illustre”.
A Chailly premio ‘Una vita nella musica’Cerimonia a Venezia alla Teatro La Fenice
VENEZIA10 giugno 201913:59

– È Riccardo Chailly, tra le più importanti personalità del panorama musicale di oggi, ad aggiudicarsi il premio Una vita nella musica 2019. Il maestro milanese, direttore musicale del Teatro alla Scala e direttore principale della Filarmonica della Scala, riceverà il riconoscimento il 20 giugno al Teatro La Fenice. Il premio è stato creato nel 1979 per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale. L’ultima esibizione di Riccardo Chailly sul palcoscenico della Fenice è stato il 10 maggio 2010 dirigendo la Seconda Sinfonia di Brahms e la Kammersymphonie di Schönberg. Il nome di Chailly andrà ad aggiungersi a quelli di Rubinstein, Segovia, Böhm, Giulini, Menuhin, Rostropovič, e a Gavazzeni, Ferrara, Milstein, Bernstein, Siciliani, Magaloff, Stern, Pollini, Kabaivanska e Ronconi, Accardo, Abbado, Fracci e Piano, Raimondi, Pizzi, Alfred Brendel, Scimone e I Solisti Veneti, Barenboim, Bergonzi, Kremer, Ciccolini, Chung, Sciarrino, Temirkanov, Sir Tate, Sir Gardiner e Devia.
Folla a Roma per l’addio a Pietro CocciaColleghi, amici e volti noti da Beppe Fiorello a Claudia Gerini

10 giugno 201914:49

La chiesa di Santa Maria Addolorata a Roma non è riuscita ad ospitare tutti gli amici e i colleghi che si sono stretti intorno alla famiglia per l’ultimo saluto a Pietro Coccia, il fotografo che con i suoi scatti ha raccontato per anni il cinema italiano. Una folla commossa ha applaudito il feretro del ‘gigante buono’, che in tanti sull’altare, come Monica Tasciotti e Laura Delli Colli, hanno ricordato con aneddoti e affettuose curiosità sulla sua personalità generosa e gentile. Nella chiesa di Viale Regina Margherita tantissimi colleghi, fotografi e giornalisti con cui ha condiviso trasferte di cinema in giro per il mondo, tantissimi uffici stampa del settore e molti volti noti. C’erano tra gli altri Beppe Fiorello, Valeria Golino, Claudia Gerini, Madalina Ghenea che non ha smesso di piangere per tutto il rito funebre, Paola Minaccioni, i fratelli Antonio e Pupi Avati, Ricky Tognazzi, i gemelli D’Innocenzo, Claudio Bonivento, Ivan Cotroneo. E poi ancora Alessandro Haber, Enrica Bonaccorti, Ilaria Spada, Giampaolo Letta, Roberto Cicutto, Maria Rosaria Omaggio. La sua comunità cinematografica e la sua famiglia sono stati nella sua vita due mondi affini ma non comunicanti, come capita spesso tra lavoro e vita privata, così il fratello Benedetto e la sorella Maria hanno ringraziato nel vedere quanto grande fosse quella famiglia parallela che emozionata si è stretta intorno a loro.
Bartlett e ‘La maledizione dei classici’11 giugno evento per Sellerio con Spencer, Manzini, Alajmo

10 giugno 201915:11

– Si chiama La maledizione dei classici e vede protagonista una ragazza che spiega quale è stata la sua esperienza con i classici, appunto, l’inedito che Alicia Gimenez Bartlett, l’autrice dell’amata serie dedicata alla poliziotta Petra Delicado, leggerà l’11 giugno al Festival Letterature, alla Basilica di Massenzio a Roma. Sarà una serata speciale, in blu come i libri Sellerio a cui è dedicata, a 50 anni dalla nascita della casa editrice palermitana, con a fare da filo conduttore ‘I classici di domani.
A salire sul palco saranno, oltre alla Bartlett, l’americano Scott Spencer, già finalista del National Book Award, Antonio Manzini, l’inventore del famoso personaggio di Rocco Schiavone e lo scrittore e giornalista Roberto Alajmo, con l’accompagnamento musicale di Carlo Boccadoro.
“Un classico è tutto ciò che non è moderno. Non abbiamo la capacità di capire tutto quello che sta accadendo. Petra non so se è un classico, è un riflesso della società, di come sono cambiate le cose in Spagna” spiega la Bartlett.
“Le donne non sono più come erano vent’anni fa” dice la scrittrice e racconta che sta “scrivendo un libro strano, la biografia di Petra Delicado, di un personaggio di fiction. Non ho mai raccontato prima come è la famiglia di Petra, come era lei da giovane, dove ha studiato, come è diventata poliziotta. E’ la vita immaginata di un personaggio che la gente ha fatto suo, alla fine. E non ci sarà nessun morto in questo libro” ha spiegato la Bartlett che con la avventure della sua l’ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, ha venduto oltre un milione e mezzo di copie in Italia ed è tradotta in 14 Paesi.
Fusco, il beachwear Blauer Usa è greenSempre più conscious il brand delle divise poliziotti americani

10 giugno 201915:58

“La novità della collezione maschile primavera/estate 2020 è la linea beachwear, circa 10 modelli di boxer da bagno dall’impronta basic/police, con stampe dal gusto americano come la bandiera e il mimetico- militare che personalizzano il nylon e il nylon camouflage tinti in capo.
Proseguiamo anche con il tema green partendo dalle imbottiture dei piumini, per passare ai tessuti utilizzati, ma anche alle tinture. Già da anni infatti usiamo colorazioni che rispettano l’ambiente”. Così, Enzo Fusco, patron in Italia del marchio Blauer Usa, che dal 1936 fornisce le divise ai poliziotti americani, e che festeggia nel 2019 i primi 20 anni di presenza nel nostro paese. La nuova collezione richiama l’heritage del brand con uno stile urbano e sempre presenti riferimenti al mondo militare- poliziesco. I piumini leggeri comprendono un’ampia selezione di modelli green. L’azienda FGF Industry, a cui fa capo il marchio Blauer Usa e Fusco, che ne è direttore creativo, hanno cominciato già da tempo la conversione conscious.
Capsule Save the Duck per tutela oceaniCollaborazione con la flotta Sea Shepherd a supporto attività

10 giugno 201915:58

– Save the Duck, marchio animal friendly, presenta a Pitti Uomo la collezione che celebra la collaborazione con Sea Shepherd, una delle più attive organizzazioni per la tutela degli oceani e della fauna marina, fondata nel 1977 dal capitano Paul Watson. La collaborazione permetterà di supportare le sue attività in difesa degli animali marini. La capsule dedicata a Sea Shepherd è composta da parka antipioggia black e navy per l’uomo e bianchi per la donna, felpe e T-shirt che riportano il logo della flotta di Sea Shepherd e i claim condivisi dalle parti: Defend – Conserve – Protect e We Respect Animals.
La flotta di Sea Shepherd è composta da 13 navi con a bordo equipaggi di volontari da tutto il mondo, disposti a rischiare la vita per la causa. Sea Shepherd agisce utilizzando tattiche di azione diretta, per investigare, documentare e impedire attività illegali ai danni degli oceani. In 40 anni di aatività si ricordano gli interventi in Canada contro il massacro delle foche, alle Isole Faroe per i delfini.
Orchestra sinfonica Verdi omaggia BowiePrima assoluta per ‘Blackstar suite’ di Falzone
MILANO10 giugno 201916:26

– David Bowie oltre l’immagine, la provocazione, il carisma. Quindi musica pura e bellissima. La sperimentazione è dell’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, completata dal trio del trombettista Giovanni Falzone che ha composto e proposta la sua ‘Blackstar suite’, dal titolo dell’ultimo album di Bowie.
E’ stata una prima assoluta che ha tolto cupezza al lavoro d’addio di Bowie senza perderne la forza evocativa, un ultimo appuntamento di rilievo per la rassegna laVerdi POPs. Come ricco antipasto, non sono mancati riferimenti al capolavoro ‘Heroes’, per un tutto esaurito della grande sala dell’Auditorium del capoluogo lombardo per l’orchestra diretta da Francesco Bossaglia che ha eseguito la Sinfonia 4 di Philip Glass, composta nel 1996 e ispirata proprio al celebre album della ‘trilogia di Berlino’.
Ficarra e Picone, ciak in MaroccoNel cast anche Popolizio. In sala il 12 dicembre

0 giugno 201916:31

– Sono iniziate nel cuore del Marocco, a Ouarzazate, le riprese del settimo film di Ficarra e Picone, prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited e distribuito nelle sale il 12 dicembre da Medusa Film. Nel cast insieme a Ficarra e Picone, tra gli altri, ci sarà anche Massimo Popolizio. Il nuovo film, titolo e trama top secret, arriva dopo il grande successo de L’Ora Legale che, uscito a gennaio 2017, ha registrato una grande accoglienza da parte del pubblico e della critica, diventando l’incasso più alto dell’anno con oltre 11 milioni di euro.
Il lungometraggio scritto dagli stessi Salvo Ficarra e Valentino Picone con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, avrà una lavorazione di 10 settimane. Otto saranno interamente girate a Ouarzazate, mentre le restanti due toccheranno il Lazio. Il direttore della fotografia è Daniele Cipri, ai costumi Cristina Francioni, la scenografia è affidata a Francesco Frigeri.

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Elettra Lamborghini, costumi per Twinset
Colori flou su motivo leopardato, come il tatuaggio della star

10 giugno 201916:33

– Twinset lancia una limited edition di costumi da bagno disegnati in collaborazione con Elettra Lamborghini, star televisiva e artista poliedrica amata per il suo spirito libero e la sua spontaneità.
La capsule di beachwear, firmata Twinset U&B è un’esplosione di tinte fluo su motivo leopardato ormai divenuto tratto distintivo di Elettra, tanto da aver voluto un tatuaggio su un fianco e sul lato B che riproduce proprio il manto del nobile felino. Icona della generazione Z, cantante reggaeton, influencer con oltre 4 milioni di follower e reality-star appena accolta tra i giudici della nuova edizione di The Voice of Italy, Elettra si è divertita ad infondere il suo spirito fashion nella linea swimwear. Il costume intero con stampa animalier all-over si alterna ai due bikini con brasiliana, di cui uno interpretato nelle sfumature arancio fluo e l’altro decorato con un profilo di frange ondeggianti sulla tonalità bubble gum pink. Tutti i costumi sono disponibili anche nei modelli da bambina.
Tony, stravince il musical sul mito di OrfeoPremiata anche attrice su sedia a rotelle, è la prima volta

NEW YORK10 giugno 201920:02

– “Haedestown” e’ il miglior musical del 2019. Otto Tony Awards, l’equivalente degli Oscar per il mondo del teatro, hanno premiato con otto statuette su 14 nomination il mito di Orfeo ed Euridice trasferito in una società post-apocalittica e in depressione. Un trionfo quasi al livello di “Hamilton” che nel 2016 sbaraglio’ con undici premi e anche il sesto anno consecutivo in cui la creativita’ di una nuova produzione indipendente ha la meglio sullo spettacolo commerciale.Con un’orchestra jazz di sette strumenti sul palcoscenico, allusioni a temi come il cambiamento climatico e le lotte dei lavoratori, indirettamente anche l’immigrazione con la canzone “Why we build the wall” scritta prima che Donald Trump diventasse presidente, il musical creato dalla cantautrice Anais Mitchell e’ nato nel 2006 come spettacolo regionale per piccoli teatri del Vermont e via via cresciuto passando per il Canada, Londra e off Broadway per arrivare quest’anno sulla “Lunga Strada Bianca”. Ai Tony, in un anno di incassi record per Broadway, ha battuto una nuova commedia musicale, “The Prom”, due adattamenti di film famosi come “Tootsie” e “Beetlejuice” e il musical “Ain’t Too Proud” sul complesso anni ’60 dei Temptations: quattro show che, individualmente, sono costati piu’ di “Haedestown”, notevole anche per l’alto numero di donne coinvolte nella produzione tra cui la regista Rachel Chavkin che ha vinto nella sua categoria per un musical.Anche “The Ferryman” che ha vinto per la prosa e “Oklahoma!,” il miglior revival musicale, sono stati prodotti da donne. Bryan Cranston ha sbaragliato Jeff Daniels e Adam Driver come miglior attore protagonista per l’adattamento teatrale di “Network” (Quinto Potere): nel ricevere la statuetta ha dedicato il premio a “tutti i veri giornalisti del mondo” ricordando “I media non sono nemici del popolo, la demagogia e’ nemica del popolo”. Il suo equivalente femminile e’ stata l’87enne Elaine May nella parte di una donna che perde le sue facoltà mentali in “The Waverly Gallery”: la sua prima volta in una lunga carriera da attrice. Un’altra prima volta e’ stata quella di Ali Stroker per il ruolo di Ado Annie in “Oklahoma!”: ha dedicato il primo Tony conferito a una persona in sedia a rotelle “a tutti i ragazzi disabili che mi guardano stasera”.

Premio Strega, è totocinquinaIl 12 giugno al Tempio di Adriano, l’11 giugno lo Strega Giovani

10 giugno 201920:04

– A pochi giorni dalla votazione della cinquina del Premio Strega 2019, il 12 giugno, e della proclamazione del vincitore del Premio Strega Giovani, l’11 giugno, si moltiplicano i pronostici e le previsioni che danno in impennata Antonio Scurati con il suo libro impegnato civilmente ‘M. il figlio del secolo’ (Bompiani). Viene dato per sicuro anche l’ingresso di Marco Missiroli che in ‘Fedeltà’ (Einaudi) indaga nei tormenti e dubbi dell’animo umano, anche se il tormentone, partito oltre un anno fa, sulla sua probabile vittoria si è fermato e non sembra avergli portato poi così tanta fortuna.Sale la tensione, ma oltre alla sfida tra i due favoriti, a complicare lo scenario sono le pluricandidature di uno stesso marchio editoriale in un’edizione che ha visto un super record di presentazioni, 57 opere, e segnato la fine del candidato unico di un editore. Tra i cinque, scelti tra i dodici in gara – che verranno votati per la prima volta il 12 giugno al Tempio di Adriano poiché la tradizionale sede a Casa Bellonci è in ristrutturazione – ha molte probabilità di esserci anche Nadia Terranova con il suo ‘Addio fantasmi’, pubblicato da Einaudi come il romanzo di Missiroli che in questo modo ne uscirebbe indebolito. La Terranova ha però buone chance di vincere il ‘Premio Strega Giovani’ – che sarà proclamato l’11 giugno alle 17 nella Sala della Regina, alla Camera dei Deputati – ed è difficile dire se questo potrebbe escluderla o rafforzarla sulla sua presenza in cinquina. Sono due anche i candidati de La nave di Teseo che si contendono l’ingresso tra i cinque: Claudia Durastanti con ‘La Straniera’ e Mauro Covacich con ‘Di chi è questo cuore’. I posti, uno o due, che restano potrebbero essere occupati da Benedetta Cibrario con ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori), da Eleonora Marangoni con Lux (Neri Pozza), data in risalita, e perché no da Pier Paolo Giannubilo con ‘Il risolutore’ (Rizzoli) o Marina Mander con ‘L’età straniera’ (Marsilio), ai quali è più facile però possa venire assegnato il Premio Strega Giovani.Nell’edizione 2019 dello Strega in cui prevalgono le scrittrici: sette autrici e cinque autori nella dozzina, ci sono anche Paola Cereda con ‘Quella metà di noi’ (Perrone), Cristina Marconi con ‘Città irreale’ (Ponte alle Grazie) e Valerio Aiolli con ‘Nero ananas’ (Voland). A ognuno di loro potrebbe essere assegnato lo ‘Strega Giovani’ che sarà votato da ragazzi tra i 16 e i 18 anni, in rappresentanza di oltre 50 licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero. In attesa della cinquina torna anche, l’11 giugno alle 21 al Wegil di Roma, per la quarta edizione, ‘EffettoStrega’, l’appuntamento aperto al pubblico con i dodici autori candidati al Premio Strega, organizzato dalla Scuola del libro con il patrocinio della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. I candidati al Premio risponderanno alle domande degli allievi del master ‘Il lavoro editoriale’ e per la prima volta gli studenti potranno contribuire, esprimendo un voto collettivo, alla scelta del prossimo vincitore del Premio Strega. Non mancheranno come sempre le polemiche, ma questa volta potrebbero essere superate dalle sorprese in un quadro che fornisce meno certezze del solito. Così non è detto che i pronostici non vengano ribaltati e che la sfida tra Missiroli, presentato da Sandro Veronesi che ha parlato di ‘Fedeltà’ come di quei romanzi di cui “si usa dire che ‘fanno epoca'”, e Scurati – alla sua terza volta allo Strega dopo aver sfiorato due volte la vittoria – presentato da Francesco Piccolo, sia all’ultimo voto il 4 luglio alla finale al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma.

Schmidt invita Uffizi star Firenze RocksVideomessaggio direttore a Tool, Sheeran, Vedder, The Cure

IRENZE10 giugno 201916:53N

– Un appello per portare le stelle del rock a visitare gli Uffizi è stato lanciato dal direttore Eike Schmidt in un videomessaggio pubblicato sul sito e sui canali social della Galleria a pochi giorni da Firenze Rocks, la kermesse in programma dal 13 al 16 giugno all’ippodromo Visarno.
“Cari Tool, caro Ed Sheeran, caro Eddie Vedder, cari The Cure – dice Schmidt – sono Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi.
Voglio salutare tutti voi ragazzi, eroi del Firenze Rocks che sta per iniziare. Il rock è una grande arte, e l’arte è da sempre grande amica del rock: per questo voglio invitarvi, insieme ai vostri fan, in uno dei posti più rock di Firenze, la Galleria degli Uffizi”. E continua: “Voglio dire, conoscete qualcuno di veramente più rock del nostro Caravaggio? Vi faccio un in bocca al lupo per i vostri fantastici concerti e vi aspetto tutti, qua in Galleria, per presentarvi i nostri capolavori!”.
30 anni moda maschile in mostra a PittiAl Museo del Costume di Firenze, collezione unica con 500 capi

FIRENZE10 giugno 201916:56

– Trent’anni di moda maschile, dal 1989 a oggi, celebrati attraverso 500 capi ma soprattutto attraverso la lente di Pitti Uomo. E’ ‘Romanzo Breve di moda maschile’, ospitata dal 12 giugno al 29 settembre, al Museo della Moda e del Costume di Firenze, un’esposizione firmata dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Olivier Saillard per raccontare storia ed evoluzione del menswear incrociando il Made in Italy con le collezioni dei guest designers che in 30 anni hanno partecipato al salone fiorentino Pitti Uomo.
La mostra, dedicata alla memoria di Marco Rivetti, presidente di Pitti Immagine dal 1987 al 1995, include circa 110 brand: di questi 79 hanno donato i capi, 32 li hanno prestati mentre da 11 marchi la Fondazione Pitti Discovery li ha acquistati – valore di 307.756 euro -, formando così una collezione unica di moda maschile donata alle Gallerie degli Uffizi proprio per la mostra.
Diciannove concerti per festival MundusDal 14 giugno al 15 agosto con settanta musicisti da 17 Paesi

ODENA10 giugno 201917:00

– Diciannove concerti, 70 musicisti da 17 Paesi, dieci location in sei Comuni tra Reggio Emilia, Modena e province. Sono i numeri della 24/a edizione della rassegna musicale Mundus, organizzata da Ater-Associazione Teatrale Emilia-Romagna in collaborazione con la Regione e i Comuni, che si svolgerà dal 14 giugno al 15 agosto a Carpi, Casalgrande, Correggio, Modena, Reggio e Scandiano.
Sarà un viaggio tra sonorità jazz, rock, world, folk, soul e popolari, con noti artisti della scena italiana – tra cui Fabrizio Bosso, Cristina Donà, Ginevra Di Marco, Mauro Pagani, Joe Barbieri – e internazionale, come Bombino, Omar Sosa, Luisa Sobral, Carmen Souza.
Si parte venerdì a Modena, nel cortile del circolo Arci Left Vibra, con il concerto ‘Ready Fi Di Feeling’ di Jah9 & The Dub Treatment: Jah9 è diventata un’icona femminile di un movimento basato sulla coscienza universale. Istruttrice di yoga, porta il pubblico durante i concerti a fermarsi, respirare profondamente per sentirsi rinvigoriti e pieni di potere.
Trionfa il ‘Silenzio’ di De GiovanniDebutta la piece con Gallo, Rocca e Nappo, Gassmann alla regia

10 giugno 201919:59

– Alessandro Gassmann regista, Maurizio De Giovanni autore, con gli interpreti Massimiliano Gallo, Stefania Rocca, Monica Nappo e i giovani Paola Senatore e Jacopo Sorbini tutti in scena chiamati più volte a prendere applausi calorosissimi, alla fine di questo ”Il grande silenzio” che ha debuttato al Napoli Teatro Festival prima di intraprendere la prossima stagione una lunga tournée che sarà sicuramente uno straordinario successo.Il fortunato autore dei ”Bastardi di Pizzofalcone” ha infatti una facilità e felicità di scrittura come dimostrano costruzione, misura e scioltezza nel far nascere attraverso i dialoghi i personaggi di questa commedia borghese nonostante tutto realistica, molto sentimentale, venata di tragico e comico nell’affrontare problemi di coppia e genitori-figli molto comuni e coinvolgenti, oltre a far capire come i fantasmi che ognuno di noi si porta dentro siano più veri della realtà stessa. Protagonista è lo scrittore di grande successo Valerio Rimic (un Gallo straordinario nelle sfumature, nelle piccole gigionerie, insofferenze e intime fragilità che costruisce per il personaggio), che però non pubblica più nulla da venti anni e vive chiuso da sempre nel suo studio con una bella finestra su Napoli e tutto foderato di libri che tiene suddivisi ”per omogeneità emotiva” (bella scena imponente e concreta di Ginaluca Amodio), preso dal suo lavoro e estraneo a quel che accade in famiglia come alla conduzione organizzativa e economica della casa, tanto da non accorgersi che le cose stanno andando male e i soldi sono finiti. Nello studio ci sono due porte, una da cui entra l’altra protagonista del lavoro, la fedele cameriera Bettina (cui dà vitalità, verità e colore senza mai esagerare un’ottima Nappo), vera anima della famiglia, che ”i rumori di questa casa li sente tutti” e li interpreta col suo semplice buon senso e partecipazione sentimentale per il padrone presuntuoso, vanesio, egoista. Specie quando dall’altra porta comincia a irrompere la vita vera, visto che ”oramai è troppo tardi” e si pensa l’unica via d’uscita sia vendere la bella grande casa.Prima la moglie Rose (una Rocca assolutamente in parte tra sentimenti e frustrazioni), che gli rivela la situazione e lo accusa di disinteressarsi da sempre di quel che è accaduto e accade nelle altre stanze di casa; poi il figlio Massimiliano (un Sorbini che, unico, va sempre sopra le righe) che odia quel padre assente e quella stanza inaccessibile in cui è chiuso e inoltre gli rivela la propria omosessualità; quindi la figlia (una brava Senatore assolutamente credibile) che invece lo ha sempre ammirato talmente, anche come artista, da non sopportare la superficialità dei suoi coetanei e quindi capace di mettersi nei pasticci solo con uomini molto, molto più grandi di lei, anziani come il padre. La seconda parte si svolgerà quindi nella stessa stanza, ma oramai con i libri tutti inscatolati e ogni cosa pronta per il trasloco, mentre il grande scrittore riflette sui rapporti dei figli col padre, cominciando dal suo. Così, mentre il presente prende sempre più spazio e forza, i ricordi appaiono e svaniscono proiettati quasi evanescenti su un velatino (dove andrà anche un cammeo dello stesso Gassman). La casa è venduta, la crisi economica scongiurata, ma tutti si son trovati a doverci fare i conti e a scoprire che ci si deve impegnare per cercar di camminare con le proprie gambe, specie quando nessuno, nessun padre, te lo ha mai insegnato.Insomma, il maestro del giallo De Giovanni costruisce una serie di piccoli colpi di scena sino a quello sostanziale finale, d’effetto perché subdolamente giocato sul ricatto dei sentimenti verso lo spettatore e su quel ”Grande silenzio” del titolo, silenzio al centro di tante osservazioni sui solchi che scava tra le persone, nelle famiglie, se si rimanda sempre le cose che sarebbe invece necessario dirsi, come Bettina non ha mai smesso di far notare.

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Crono Locman dedicato a salvezza mare
Azienda dell’isola d’Elba accanto a Marevivo con ricavi vendita

10 giugno 201918:21

– Nel corso di Pitti Uomo, Locman lancerà un nuovo orologio sportivo, subacqueo, performante, dedicato al mare, ambiente naturale dell’azienda dell’Isola d’Elba. Il nuovo crono è stato chiamato infatti Mare.
In occasione del lancio, Locman ha stretto una partnership con l’associazione Marevivo, che da oltre trent’anni si batte a livello nazionale e internazionale per la difesa e la salvaguardia del mare. Nei prossimi anni Locman sarà al fianco di Marevivo in questa battaglia e devolverà all’associazione parte dei ricavi dalla vendita degli orologi Mare.
Con una cassa ampia ed ergonomica, l’orologio trae ispirazione dal mondo degli sport acquatici. In continuità con la tradizione di Locman che dagli esordi vede l’azienda toscana impegnata nella ricerca su nuovi materiali, il nuovo crono è caratterizzato da una cassa in acciaio 316L, la stessa lega utilizzata in ambito chirurgico, quadrante in fibra di carbonio, nelle versioni con trattamento pvd golden rose o movimento automatico.
Salmo-Dylan Dog, nuova coppia a fumettiNumero speciale da un’idea del rapper in edicola a fine luglio

CAGLIARI10 giugno 201919:48

– Salmo, il rapper di Olbia che ha fatto il botto con Hellvisback e l’ultimo Playlist, e Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo firmato da Tiziano Sclavi. Il 30 luglio usciranno insieme nel numero 395 del fumetto cult della Sergio Bonelli. Il matrimonio si farà con un albo che nasce proprio da un’idea di Salmo. La scrittura è affidata a Roberto Recchioni. Sarà un allegato di 32 pagine – questo l’annuncio dell’editore – in edicola a fine luglio, poi in fumetteria e libreria il mese successivo.D’altra parte Salmo e Dylan Dog sono quasi coetanei: il musicista sardo è del 1984, si legge nell’autobiografica traccia del penultimo album, mentre la prima apparizione del detective è del 1986. Ed è verosimile che i due possano essere cresciuti insieme: facile che Dylan Dog possa essere stato un fumetto di formazione per Salmo. Il rapper, soprattutto nei suoi pezzi e nei video, ha mostrato talvolta un approccio abbastanza horror.Emblematico il risveglio da incubo nella bara di “Morte in diretta”. “Salmo e Dylan Dog – dice Recchioni dal sito della Bonelli – sono icone popolari con tantissime similitudini: dall’amore per l’horror alla difesa dell’emarginato, il diverso e del freak. Se divisi hanno fatto molto, uniti saranno inarrestabili!”. L’ultima uscita di Salmo, vero nome Maurizio Pisciottu, è Playlist, un disco che ha subito battuto il record di ascolti giornalieri sulla piattaforma Spotify. La svolta è stata l’album Midnite, poi numeri in crescendo con il successo di Hellvisback e la conferma dell’ultimo lavoro.

Il Salvator Mundi forse su un mega-yachtAttribuito a Leonardo, ora sul panfilo erede trono saudita

NEW YORK10 giugno 201918:51

– Il quadro più costoso della storia, di cui si erano misteriosamente perse le tracce dopo una clamorosa vendita all’asta da Christie’s nel 2017 a New York, sarebbe finito su un mega-yacht. Secondo il sito ArtNet.com, che cita due fonti non identificate “coinvolte nella transazione”, il “Salvator Mundi” attribuito con molti dubbi a Leonardo, sarebbe approdato sul panfilo “Serene” di proprietà del principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.
Un altro principe saudita avrebbe acquistato il quadro per conto di Salman per 450 milioni di dollari.
Al via Sguardi Altrove Film FestivalApre la rassegna il film sull’autrice di Pippi Calzelunghe

10 giugno 201919:45

– Nuove date e nuova location per la 26/a edizione di Sguardi Altrove International Women’s Film Festival, la rassegna internazionale dedicata al cinema e ai linguaggi artistici al femminile. Il Festival approda, dal 13 al 21 giugno, in uno dei luoghi più significativi della cultura milanese, il Teatro Franco Parenti (Sala AcomeA, Café Rouge e Sala Treno Blu), con diramazioni in altri tre spazi, Il Cinemino, Wanted Clan e Après-Coup oltre che a Rho.
Il tema dell’edizione 2019 è ‘Bellezza e coraggio: plurale femminile contemporaneo’. Saranno proiettati oltre 60 film, tra lungometraggi e cortometraggi, provenienti da 5 continenti.
La serata di apertura di giovedì 13 giugno, a ingresso gratuito, comincia alle 18.30 con un dibattito sulla violenza di genere. Alle 19.30, l’inaugurazione ufficiale del Festival, cui segue il film di apertura del concorso Nuovi Sguardi, ‘Becoming Astrid’, della regista danese Pernille Fischer Christensen, ispirato alla storia dell’autrice di Pippi Calzelunghe.
Bartlett, sto scrivendo a mano la vita di PetraLa scrittrice a Letterature con Spencer, Manzini e Alajmo

10 giugno 201919:47

– Sta lavorando a “un libro strano, la biografia di Petra Delicado, di un personaggio di fiction” e lo sta “scrivendo a mano” Alicia Gimenez-Bartlett che con la sua ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, uscita in Italia per Sellerio, ha venduto nel nostro Paese oltre un milione e mezzo di copie. “Non ho mai raccontato prima come è la famiglia di Petra, come era lei da giovane, dove ha studiato, come è diventata poliziotta. E’ la vita immaginata di un personaggio che la gente ha fatto suo, alla fine. E non ci sarà nessun morto in questo libro” dice la Bartlett, a Roma per salire domani sul palco di Massenzio per il Festival Internazionale di Roma Letterature in una serata speciale, in blu, come i libri della casa editrice Sellerio che compie 50 anni. Con la scrittrice spagnola ci saranno Scott Spencer, Antonio Manzini e Roberto Alajmo accompagnati da Carlo Boccadoro, al piano solo.
“Sto scrivendo a mano e non so perché. Forse semplicemente perché voglio sentire la prosa. Quando ho completato venti o trenta pagine le passo al computer e magari faccio dei cambiamenti. E’ la terza volta che lavoro così. La letteratura per me è suono, non immagini. La mano segue in maniera naturale il pensiero più del computer” afferma la scrittrice originaria di Almansa dove è nata nel 1951, premio Planeta nel 2015. “Per finire la biografia ci vorrà sicuramente un anno. Non uscirà prima del 2020” aggiunge e potrebbe essere pubblicata prima in Italia, come è accaduto con Gli onori di casa, che in Spagna. Petra intanto è diventata protagonista di una serie originale Sky prodotta con Cattleya e Bartlebyfilm. “Credevo di sapere tutto di Petra, mi sembrava facilissimo scrivere la sua biografia e invece no, è difficile” racconta la Bartlett con il suo caschetto che ora lascia argentato. E rivela nel suo buon italiano: “Avevo pensato di fare la mia biografia, ma alla fine mi sono chiesta: ‘a chi interessa la biografia di Alicia? A nessuno’. Petra ha una vita più interessante della mia e allora ho deciso di raccontare la sua di vita”. Sulle scene l’ispettrice di polizia, che indaga con il suo vice Fermin Garzon, è apparsa vent’anni fa e in fondo non è mai cambiata. “Ora è più tranquilla, meno impetuosa, ma sempre continua a essere un po’ giovane, un po’ infantile, si arrabbia e penso che questo sia un diritto della donna. Vede la sua vita in maniera non melanconica ma fatalista” spiega l’autrice.
Ma perché è così tanto amata? “E’ una donna del suo tempo, vicina a noi e mi hanno detto le lettrici che a volte fa ridere anche quando dice cose importanti che non sono battute. Credo sia importante per le donne avere questo senso della vita un po’ relativo, non considerare tutto grave, serio. Prendiamo la vita anche un po’ scherzando” sottolinea la scrittrice che a Massenzio porta l’inedito ‘La maledizione dei classici’.
“Parlare di classici cercando di essere minimamente originale o non noioso per la gente è difficile. E allora mi sono chiesta: cosa so fare meglio? Raccontare una piccola storia e scherzare un po’ e allora ho fatto così, ho dato voce a una ragazza che spiega quale è stata la sua esperienza con i classici” dice.
“Petra non so se è un classico, è un riflesso della società, di come sono cambiate le cose in Spagna, e non solo”.

Herzog al Biografilm FestivalIn sala le sue opere ‘Family Romance’ e Meeting Gorbachev’

BOLOGNA10 giugno 201920:15

– La “solitudine esistenziale”, vista attraverso un microcosmo familiare in “cui tutto è recitato e finto” ma in cui, alla fine, le “emozioni sono genuine ed autentiche”. E poi il racconto di un uomo capace di cambiare il corso della storia, aprire una breccia alla riunificazione della Germania che “poteva essere fatta solo da un poeta” e sulle cui spalle si è appoggiata tutta la “tragicità” del dissolvimento di un impero. Si muove sul filo di queste due narrazioni la presenza a Bologna di Werner Herzog – cineasta tedesco da tempo nell’empireo cinematografico mondiale – ospite dell’edizione 2019 di Biografilm Festival, in cui, oltre a ricevere il premio ‘Celebration of Lives Award’, presenta l’anteprima italiana del suo ‘Family Romance’ e di ‘Meeting Gorbachev’, intervista all’ultimo leader dell’Unione Sovietica.
Istituto Marangoni sfila a FirenzeVia de’ Tornabuoni diventa una passerella con pedana arancione

10 giugno 201920:53

– Alla vigilia dell’apertura ufficiale di Pitti Uomo 96, l’11 giugno, la prestigiosa Via de’ Tornabuoni, cuore dello shopping del lusso fiorentino, è stata trasformata per la prima volta in una passerella, con le collezioni uomo e donna dei migliori designer di Istituto Marangoni di Firenze, che hanno sfilato su una lunga e luminosa pedana arancione.
Il fashion show ha visto protagoniste le creazioni di dieci giovani designer internazionali. Collezioni non legate soltanto al tema di Pitti Uomo, ma che corrono in ogni direzione, tracciando un vertiginoso percorso di suggestioni e argomenti diversi. Si va dalla donna sensualmente militare di Mariagrazia Abbagnale (collezione Guise) alle creazioni di Costanza Brunelli ispirate dalla filosofia danese dell'”Hygge”, rilassato ed essenziale (A Danish Hug); dai capi futuristici in stile cartoon di Pierluigi De Mita (Futura) a quelli ispirati agli sconnessi percorsi lavorativi delle donne (The Staircase of Success di Laura Gacci).
Giletti, futuro? Ho deciso, ora vacanzaIl giornalista presenta a Roma suo libro Le dannate

10 giugno 201920:57

– “Dentro di me ho deciso, ora mi prenderò 15 giorni di vacanza, e staccherò i telefoni. Quando tornerò incontrerò chi devo”. Lo dice Massimo Giletti, rispondendo a una domanda sulla possibilità che possa tornare in Rai o continuare il suo percorso televisivo a La7. Il giornalista a Roma, in un incontro alla libreria Mondadori di Via Cola di Rienzo, ha presentato il suo libro ‘Le dannate’ (Mondadori) nel quale ripercorre la battaglia, raccontata più volte a Non è l’arena, delle tre sorelle Napoli (Irene, Ina e Anna) per difendere la loro azienda agricola, contro la cosiddetta mafia dei pascoli, nelle campagne di Mezzojuso, in Sicilia. Prima del firmacopie, nella conversazione con Pietrangelo Buttafuoco, Giletti ha accennato anche al suo futuro televisivo: “Quella con la Rai è ancora una ferita ancora molto grande, mandare a casa un programma che faceva 4 milioni e non pagarne le conseguenze è molto grave. Credo ognuno di noi debba lottare dove si trova, comunque e sempre”.

Incassi, Pets 2 conquista la vettaBattuti al debutto gli X-Men, Aladdin oltre quota 13 milioni
10 giugno 201914:00

– Il cartoon Pets 2 – Vita da animali vince la sfida contro il nuovo capitolo della saga degli X-Men.
I simpatici cagnolini incassano nel weekend di debutto 1 milione 34mila euro e si piazzano sopra il live-action della Disney Aladdin che ha superato in tre settimane i 13 milioni. X-Men: Dark Phoenix si piazza al terzo posto con 913mila euro. Perde una posizione Il Traditore di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, che con altri 459mila euro porta a 3,5 milioni l’incasso in tre settimane, davanti a Godzilla 2 che scivola al 5/o posto con 391mila euro (1,6 milioni il totale). Il biopic su Elton John, Rocketman, è sesto con 290mila euro (1,2 milioni in 15 giorni). L’horror estivo Polaroid di Lars Klevberg debutta con 204mila euro, mentre A mano disarmata, con Claudia Gerini nei panni della giornalista minacciata dalla mafia romana Federica Angeli, guadagna 141mila euro. Chiudono la top ten Dolor y Gloria di Pedro Almodovar (2,8 milioni totali) e John Wick 3 (3,1 milioni). Incassi a 4,8 milioni, in calo del 26%.
L’Egizio set Bernie e il giovane faraoneProdotto da Walt Disney Italia, nelle sale dal 20 luglio

SATORINO10 giugno 201917:

– Il Museo Egizio di Torino è protagonista del film ‘Bernie e il Giovane faraone’, prodotto da Walt Disney Company Italia e 3Zero2, in uscita il 20 luglio. Si tratta di un fantasy, girato tra le mummie e i corridoi di uno dei musei più misteriosi d’Italia, diretto da Marco Chiarini e interpretato dagli adolescenti Jacopo Barzaghi ed Emily De Meyer. Il primo è Ram, un ragazzo di tremila anni fa, figlio della dinastia di faraoni Ramsete, catapultato nel caotico mondo contemporaneo; la ragazza è Berenice, figlia di una ricercatrice e abituata a stare dentro il museo, dove un giorno incontra il figlio del faraone che la coinvolge in un’avventura mozzafiato.
“Abbiamo subito sposato l’idea di questo film perché contribuisce a rendere ulteriormente familiare il museo tra i ragazzi”, dice la presidente dell’Egizio, Evelina Christillin, che dedica la giornata a Paolo Tenna, l’ad di Fip e membro del cda di Film Commission Torino Piemonte morto dieci giorni fa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La nonviolenza da Ginsberg a Internet
‘Prometeo Beat’ di Fabrizio Petri, viaggio tra India e Occidente

10 giugno 201912:54

– FABRIZIO PETRI, PROMETEO BEAT (Moretti&Vitali, pp. 300, euro 25,00) Cosa hanno a che fare la Beat Generation, gli hippie, il movimento psichedelico e il punk con la nascita di Internet? “Molto, ma molto di più di quanto non si pensi”, risponde Fabrizio Petri, da molti anni studioso e autore di libri sulla nonviolenza che proprio a questo tema ha dedicato il suo primo romanzo, ‘Prometeo Beat’.
L’idea di una rete senza un centro, ricorda Petri, era già alla base del progetto Arpanet finanziato dal ministero della Difesa americano e realizzato con la collaborazione di istituzioni accademiche. Ma tutto ciò aveva solo finalità militari ed escludeva il comune cittadino. Tanto che quando Steve Wozniak inventò il primo personal computer, nessuno lo prese sul serio. Il concetto di connettività universale in cui tutto debba essere condiviso è, secondo Petri, “figlio delle comuni controculturali e del credo nonviolento”. Un’idea che viene realizzata nel mondo punkhacker-cyberpunk californiano.
“All’inizio tutti erano degli hacker, da Steve Jobs a Bill Gates, convinti – afferma ancora Petri – che ogni invenzione, ogni informazione, dovesse essere condivisa con tutti, salvo che poi quando alcuni di loro arrivarono al successo abiurarono il loro credo hacker e arrivarono le royalties… e la legge del capitalismo”. Alla nonviolenza e alla cultura indiana Petri – diplomatico e presidente della Commissione interministeriale per i diritti umani – ha già dedicato due saggi, ‘Karma Aperto’ e ‘Dharma Aperto’. Ora è alla sua prima esperienza di romanziere. Nel titolo della storia, edita come i volumi precedenti da Moretti&Vitali, unisce il nome del titano simbolo della sfida al potere nel nome di un sapere motore di un autentico progresso, ad un richiamo alla Beat Generation che segnò l’inizio dei movimenti controculturali partiti dall’America.
Il romanzo mescola realtà storica e invenzione, ma veri sono i protagonisti: Allen Ginsberg, poeta e scrittore della Beat Generation, e Derek Jarman, regista inglese di formazione punk.
Ginsberg, dopo aver abbracciato la nonviolenza, accompagna il lettore dall’inizio degli anni Sessanta alla metà dei Settanta attraverso le varie fasi della controcultura, partendo appunto dal periodo beat, per passare alla fase psichedelica, poi a quella hippie e infine underground. Jarman raccoglie la staffetta per attraversare il periodo punk e arrivare al cyberpunk alla fine degli anni Ottanta. Essendo la nonviolenza il soggetto cardine del romanzo, l’India è una tappa fondamentale. Il viaggio, realmente avvenuto, che Ginsberg farà nel biennio 1962-63, rappresenterà un punto di svolta epocale. Il viaggio di Jarman in India, invece, è totalmente inventato. Ma il punto che li unisce è che entrambi faranno incontri con donne indiane – Ginsberg con una anziana donna lebbrosa e Jarman con Phoolan Devi (la famosa ‘Regina dei Banditi’) – che rivoluzioneranno le loro vite orientandoli definitivamente verso la nonviolenza.
La storia si conclude alla vigilia dell’avvento di Internet.
Questa rivoluzione e i suoi effetti sulla società globale verranno affrontati in un nuovo romanzo già scritto da Petri che verrà dato alle stampe in futuro. “Partirò – dice il diplomatico-scrittore – dal presupposto che se è stata una certa forma di capitalismo a creare un eccesso di individualismo nella nuova società in rete, per ristabilire un equilibrio tra individualità e altruismo occorre agire sul capitalismo stesso per trasformarlo”.

Fabrizio Gifuni, l’attore e la sua voceUna nuova collana di libri dedicati all’arte del recitare

11 giugno 201909:59

– KRISTIN LINKLATER, ‘LA VOCE NATURALE – IMMAGINI E PRATICHE PER UN USO EFFICACE DELLA VOCE E DEL LINGUAGGIO’ (FRANCO ANGELI, PP. 340, 28,00 EURO) e PATSY RODENBURG, ‘IL DIRITTO DI PARLARE – LAVORARE CON LA VOCE (FRANCO ANGELI, PP. 274 – 28,00 EURO) E’ una voce innanzitutto un attore. E’ attraverso essa che soprattutto lo riconosciamo subito: il suo modularla, intonarla, misurarla che esprime e trasmette sentimenti e emozioni dei personaggi che interpreta, come ha dimostrato per anni e anni il teatro alla radio. Certo anche il corpo ha sempre avuto un suo ruolo preciso in teatro, e la postura, il movimento di mani e braccia, i muscoli del viso hanno oggi un’importanza nuova dovuta ai piani ravvicinati del cinema e la televisione nel loro essere in stretto rapporto appunto con la voce. E’ così alla voce che sono dedicati i primi due titoli della nuova collana ‘Drama’ di Franco Angeli Editore diretta dall’attore Fabrizio Gifuni e firmati da due donne tra i maggiori Voice Coach a livello internazionale: Kristin Linklater (”La voce naturale – Immagini e pratiche per un uso efficace della voce e del linguaggio”, pp. 340 – 28,00 euro) e Patsy Rodenburg (”Il diritto di parlare – Lavorare con la voce”, pp. 274 – 28,00 euro).
Due libri per molti versi tecnici, ma non solo per attori o specialisti, visto che sono dedicati alla voce naturale, quella che usiamo tutti articolando suoni sin dalla nascita per esprimere istintivamente la più vasta gamma di modulazioni ed emozioni, un’istintività che quasi tutti perdiamo negli anni per autocensure, timori, cattive abitudini, e che in queste pagine ci vine spiegato il modo e le tecniche per ritrovarla. ”E’ un compito fondamentale per un attore, ma altrettanto importante per chi usa la voce per ragioni professionali o semplicemente perché vuole dar voce al suo mondo interiore”, spiega lo stesso Gifuni, aggiungendo che ”con questa Collana, vogliamo esplorare il vasto ventaglio di argomenti e discipline legate a tutto ciò che ha a che fare con il senso più profondo della parola ‘drama’, sostantivo del verbo greco dráo, che vuol dire ‘fare, agire, prendere iniziativa’. Dai manuali sulle tecniche vocali e di movimento ai testi sulle tecniche shakespeariane e la storia del teatro, i volumi proposti mirano ad arricchire il bagaglio di strumenti di teoria e saggistica, colmando il divario oggi esistente tra l’offerta disponibile all’estero e in Italia. Per supportare, con strumenti di primordine, il lavoro delle attuali e future generazioni di artisti”. Sono due libri, due manuali che, a chi avesse la voglia e l’impegno di affrontarli, ci guidano inaspettatamente in una parte misteriosa e dimenticata di noi stessi, portandoci alla scoperta della nostra personalità più vera attraverso l’indagine dei rapporti della voce col nostro corpo e le sue varie parti.
Quindi letture utili a tutti, capaci di offrire un contributo culturale che per la storia e il lavoro degli artisti è strumento oggi essenziale, che fa esclamare a Gifuni, a proposito delle sue necessità professionali e delle sue scelte editoriali: ”Memori di ieri, rivolti al domani, marciamo affamati nel presente”.
Del resto è alla voce soprattutto che vanno le indicazioni di recitazione che Shakespeare attraverso il principe Amleto rivolge agli attori arrivati a corte: ”Recita la battuta come te l’ho detta io, agile sulla lingua. Se ti sgoli come fanno molti dei nostri attori, tanto valeva dare i versi al banditore.
E non trinciare l’aria con la mano, così, ma in tutto abbi misura… Ah mi disturba fin nel profondo sentire un energumeno imparruccato che ti sbrana una passione, la riduce in cenci, per rintronare la platea… Ma non essere nemmeno troppo controllato, lasciati guidare dal tuo stesso giudizio con la particolare avvertenza di non andare mai oltre la moderazione della natura. Perché ogni eccesso in questo è lontano dallo scopo del teatro, il cui fine è stato sempre ed è di porgere uno specchio alla natura”. E il tema è di quelli ovviamente trattati da chiunque affronti i problemi della recitazione, come fa a suo modo per esempio Dario Fo suo ”Manuale minimo dell’attore” che inizia parlando di ”trombonismi, cantilene, birignao”.
I due volumi appena usciti sono ormai due classici. Quello di Patsy Rodenburg, con la presentazione di Ian McKellen, suo allievo e attore shakespeariano nonché interprete di Gandalf ne ‘Il Signore degli Anelli’, dedica la prima parte a una analisi delle abitudini che atrofizzano la nostra voce naturale rendendoci ‘invalidi vocali’, mentre la seconda è un manuale di istruzioni ed esercizi per la voce. E’ invece una nuova edizione aggiornata (la vecchia fu edita in Italia da Elliot) il libro di Kristin Linklater, oggi 82enne, sul suo metodo insegnato ad allievi molti dei quali divenuti famosi (da Sigourney Weaver a Bill Murray), diviso in tre parti che combinano immagini, informazioni tecniche, racconti e esercizi per recuperare la ‘voce naturale’ e riportarla ”in diretto contatto con impulsi emozionali che dall’intelletto verranno, sì, articolati, ma non più inibiti”.
Fabrizio Gifuni nella direzione di ‘Drama’ è affiancato da un comitato composto da Lucio Argano , Sonia Bergamasco, Jonathan Dawes, Alessandro Fabrizi, Raffaella Giordano, Graziano Graziani, Gail Sixsmith, oltre a un coordinatore della Collana, Matt Franco, attore e performer della Royal Academy of Dramatica Art di Londra.

Cinema: Juliet, Naked, musica e commedia da Nick HornbyEthan Hawke è un rocker che cambierà la vita ai protagonisti

11 giugno 201909:59

– Un nuovo film arriva in sala da un romanzo di Nick Hornby: si tratta di Juliet, Naked – Tutta un’altra musica, in sala dal 6 giugno con Bim. Una commedia musicale e romantica sulle nuove chance che la vita ci offre.
Annie (Rose Byrne) vive da lungo tempo una relazione abitudinaria con Duncan (Chris O’Dowd), fan ossessivo dell’ormai sconosciuto musicista rock Tucker Crowe (Ethan Hawke). L’uscita del demo acustico di un album di successo di Tucker di venticinque anni prima porterà a un incontro con l’elusivo rocker che cambierà la vita di tutti i protagonisti.
Tra Alta Fedeltà e About a Boy – Un ragazzo, “gli adattamenti dei romanzi di Nick Hornby” sono praticamente diventati un genere cinematografico a sé – un genere per altro molto amato.
“Per i cineasti – dice il regista Jesse Peretz – attratti dalle commedie realistiche, come il sottoscritto, Nick Hornby è un vero punto di riferimento”. Anche Juliet, Naked presenta gli irresistibili tratti caratteristici dell’autore: una forte ossessione per la cultura pop; dei personaggi moderni, pieni di idiosincrasie e costruiti con empatia; una miscela ben calibrata di umorismo e affetto velato; una prospettiva saggia sulla natura della vita. “Il fatto che la storia fosse incentrata su un fandom musicale quasi folle mi ha fatto venire ancora più voglia di vederla trasposta sullo schermo. Io stesso sono un fanatico della musica, anche se sto guarendo (negli anni Ottanta sono stato anche il primo bassista della band punk Lemonheads)”, aggiunge il regista.
“La storia ruota attorno ad alcuni personaggi che, a metà della loro vita, si ritrovano a desiderare una seconda chance” spiega ancora Peretz. “La protagonista, Annie, è una che si prende cura di tutti e si è assestata su una vita chiaramente confortevole, ma che non le ha permesso di realizzare i suoi sogni e il suo potenziale. Tutte le persone che popolano il suo mondo l’hanno intralciata quando per lei era il momento di prendersi cura di se stessa, ma ora è il momento di uscire da quella situazione”.
Nel corso della storia, Annie e Tucker offrono l’uno all’altra la speranza e l’opportunità di una seconda chance, ma non necessariamente insieme: si tratta più di ispirarsi a vicenda a tirarsi fuori dalla situazione di stallo in cui si trovano.
“Lasciamo – conclude il regista – il finale aperto per il pubblico. Non sappiamo esattamente cosa succederà a entrambi, sappiamo che c’è una possibilità. Il mio scopo è che lo spettatore senta che i due si sono sbloccati a vicenda. Perciò, anche se non finiscono insieme, stanno comunque meglio dopo che si sono incontrati e hanno passato del tempo insieme”.          [print-me title=”STAMPA”]

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