Ultimo aggiornamento 27 Giugno, 2019, 17:27:11 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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DALLE 10:55 DI MERCOLEDì 26 GIUGNO 2019
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Rammstein a Torino nel 2020
Band tedesca annuncia concerto in stadio Olimpico Grande Torino
TORINO26 giugno 2019 10:55 (anche in “Piemonte” DELLE 11:49)
– Tornano in Italia, dopo quattro anni, i Rammstein. Dopo il successo del nuovo album e i numerosi sold out negli stadi europei, la band tedesca si esibirà il 13 luglio 2020 allo stadio Olimpico Grande Torino. I Rammstein porteranno negli stadi un’incredibile produzione con effetti scenografici, fuochi d’artificio e colpi di scena che trasformeranno questo show in un’imperdibile esperienza collettiva.
Per i fan l’attesa è dunque iniziata. La prevendita dei biglietti parte venerdì 5 luglio, alle ore 11, su eventim.com/rammstein.
Morte Caravaggio, rebus in un dipintoRomanzo Brena-Salvini, cold case al via da Martirio di S. Orsola
26 giugno 201913:31
– SILVIA BRENA, LUCIO SALVINI ”L’ULTIMO RESPIRO DEL CORVO. L’OMICIDIO CARAVAGGIO” (SKIRA, PP. 512 – EURO 24,50). ”Reverendissima eminenza, le tribolazioni non sono finite con la partenza da Napoli di Caravaggio”, recitava la lettera. ”Del suo ultimo dipinto, quel Martirio di sant’Orsola destinato ai Doria, pare il Merisi abbia fatto una copia, che è scomparsa. Qualcuno suppone sia ormai in Spagna. Inutile dire che la tela va assolutamente recuperata, poiché, come Ella ben sa, reca in calce l’accusa più infamante”. Michelangelo Merisi (1571 – 1610), il maestro delle luci e ombre, ma anche l’anima tanto geniale quanto dannata, come è morto veramente? E se in realtà fosse stato ucciso, con un piano diabolico la cui rete coinvolge sfere altissime del suo e del nostro tempo? Il mistero più fitto della storia dell’arte degli ultimi quattro secoli si nasconderebbe in un piccolissimo dettaglio della sua ultima opera secondo la scrittrice e giornalista Silvia Brena e Lucio Salvini, giornalista e autore televisivo, per 17 anni direttore generale della Ricordi e per un decennio amministratore delegato alla Fonit Cetra. Oggi i due firmano ”L’ultimo respiro del corvo. L’omicidio Caravaggio” (ed. Skira), romanzo che come un cold case prova a dipanare il giallo. ”Sulla vita di Caravaggio c’è pochissimo di accertato.
Gli storici non sono d’accordo su nulla – racconta Lucio Salvini – Mettendo insieme alcune cose che probabilmente sono accadute e altre possibili, noi siamo partiti dal mistero che si nasconde nel Martirio di sant’Orsola”, l’opera commissionata a Napoli dal banchiere genovese Marcantonio Doria (e a lungo erroneamente attribuita a Mattia Preti). Dopo quattro anni di studi e ricerche, tra Archivi di Stato e visite all’estero alle molte copie che il Merisi usava dipingere dei suoi quadri, protagonista del romanzo è Dante Hoffman, critico d’arte sui generis, gay, tormentato, ipocondriaco e coltissimo, che indaga oggi sulle tracce di uno dei peggiori casi di corruzione e malaffare della storia del Vaticano.
Ritrovandosi lui stesso in una corsa contro il tempo per salvare se stesso.
”Caravaggio, è vero, viveva in maniera sregolata – prosegue Salvini – Era quasi un ragazzo di vita 400 anni prima di Pasolini. Conosceva le pratiche alchemiche, ma perché si ammalò fino a morire? Perché aveva tanti scatti di ira improvvisa? Forse qualcosa, e qualcuno, stava volutamente indebolendo il suo fisico? Il Papa gli stava concedendo la grazia, ma chi era contrario?”.
Il martirio di sant’Orsola, prosegue Salvini, ”fu dipinto da Caravaggio nel 1610, poco prima di imbarcarsi sulla feluca diretta a Porto Ercole e da molti è ritenuta una denuncia del suo assassinio”. Tanto che l’autore, al tempo in fuga verso il feudo degli Orsini, si sarebbe anche ritratto nel volto dolorante trafitto dalla stessa freccia che uccide la santa. Ma non solo. ”Nell’ultimo periodo della sua vita – prosegue Salvini – il Merisi era inseguito da tutti: Cavalieri di Malta, Guardie Pontificie, cacciatori di taglie. Fugge da Malta e poi da Napoli, ma siccome capisce che è in atto una congiura contro di lui, decide di denunciare coloro che riteneva i suoi nemici proprio nel Martirio di sant’Orsola e nel dettaglio di una mano nera e di una piccolissima cicatrice molto difficilmente attribuibile ai personaggi ritratti dietro Attila”. Un particolare celato per secoli, ma tornato prepotentemente alla luce dopo l’ultimo restauro sulla tela, oggi proprietà di Intesa Sanpaolo e conservata a Palazzo Zevallos a Napoli, portando alla fatidica domanda: è questa la mano che uccise Caravaggio? Un giallo da best seller e anche da blockbuster. ”Effettivamente film è stato scritto pensando a una serie tv”, sorride Salvini, già al lavoro su una vicenda della Germania prenazista che arriva a fino a Munch. Ma quello, è un altro mistero.
Tra ulivi malati al piano in legno ulivoIniziativa anti Xylella della pianista Beatrice Rana
LECCE26 giugno 201911:50
– Si chiama “TramontOlive” il concerto che la pianista ventiseienne Beatrice Rana ha in programma il primo luglio alle 19 in un uliveto di Gallipoli colpito dalla Xylella, dove suonerà un pianoforte Fazioli in legno d’ulivo.
Portare questo piano “in un campo di ulivi flagellato dalla Xylella – sottolinea – è un momento di riflessione sull’identità del Salento e dei suoi abitanti, riflessione verso le sorti di questa pianta che ha segnato la storia non solo gastronomica di un territorio”. Il concerto anticipa Classiche Forme, terzo Festival internazionale di Musica da camera (dal 5 al 7 luglio a Lecce), fondato e diretto dalla stessa pianista, annunciata alla tastiera dello stesso piano anche nel Chiostro dell’Antico Seminario di Lecce la sera del 6 luglio, in un concerto con il suo maestro Benedetto Lupo e i percussionisti Simone Rubino e Andrea Toselli. Beatrice Rana girerà inoltre dal 29 giugno nel suo Salento il video del suo terzo album, in uscita in ottobre con brani di Stravinskij e Ravel.
All’Ischia Film Festival torna Best ofDal 29 giugno al 6 luglio con i protagonisti stagione italiana
NAPOLI26 giugno 201914:38
Torna la sezione ‘Best of’ all’Ischia Film Festival, che ripropone il meglio del cinema italiano della stagione dal 29 giugno al 6 luglio. La vetrina, voluta dai direttori artistici Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, porta sull’isola registi, attori, sceneggiatori, produttori che si incontreranno per parlare dello stato di salute della nostra industria e presentare i propri titoli al pubblico del Castello Aragonese.
Tra gli ospiti della 17/a edizione ad accompagnare i 18 film della sezione ‘Best of’, anche Valerio Mastandrea, Alessandro Borghi, Luca Argentero, Michele Placido, Lillo, Violante Placido, Alice Rohrwacher, Walter Veltroni, Massimiliano Bruno, Ilenia Pastorelli, Edoardo De Angelis, Pina Turco, Pietro Marcello, Marina Confalone, Cristina Donadio, Paolo Calabresi.
L’Ischia Film Festival 2019 è realizzato con il contributo del ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania e con il sostegno di Campari, BPER: Banca, Artisti 7607 e Mini.
Bologna Sonic Park si apre con SlipknotFestival diventa ‘green’, mette al bando la plastica monouso
BOLOGNA26 giugno 201914:51
– L’attesa sta per finire: dopo cinque anni tornano i concerti nella storica Arena Parco Nord di Bologna con un festival ‘green’ che mette al bando la plastica monouso e lancia un nuovo modo, sostenibile e consapevole, di ascoltare e vivere la musica. Bologna Sonic Park parte giovedì 27 giugno con l’unica data italiana, dopo tre anni di assenza, degli Slipknot, la metal band di Corey Taylor, tra le più influenti del panorama metal degli ultimi vent’anni, che si presenta sul palco con maschere che ne celano le sembianze.
Venerdì 28 giugno, dopo una prima tournée sold out nei palazzetti, approda a Bologna Salmo con il tour dell’album ‘Playlist’ lanciato sul sito ‘Pornhub’, con un’operazione di marketing fuori dagli schemi e in testa alle classifiche dopo aver infranto tutti i record su Spotify. Sabato 29 giugno sarà il turno di J-Ax: in occasione dei 25 anni di carriera, ritornerà sul palco assieme agli Articolo 31, il gruppo che ha fatto la storia dell’hip hop italiano.
Il regista messicano Reygadas a BariAnnunciato per film Nuestro tiempo,in Puglia dopo Venezia e Oslo
BARI26 giugno 201914:52
– Il regista messicano Carlos Reygadas è annunciato il 4 luglio al Cineporto di Bari per la proiezione del suo film ‘Nuestro tiempo’, che arriva all’ottava edizione della rassegna “Registi fuori dagli sche[r]mi”, per la sua terza visione europea dopo i festival di Venezia e Oslo. Appuntamento alle 20, a ingresso libero. A dialogare con il regista ci saranno Cristina Piccino (Il Manifesto) e il direttore artistico della rassegna e della rivista Uzak.it, Luigi Abiusi.
Reygadas, autore di film come “Luz Silenciosa” (Gran premio giuria a Cannes) e “Post Tenebras Lux” (miglior regia Cannes 2012), descrive sentimenti forti, modi irruenti a volte poetici, questioni sociali che considera, insieme al sesso, gli elementi più rilevanti, in mondi ruvidi e reticenti poco illuminati. In ‘Nuestro tiempo’, ambientato nelle distese del Messico, lo stesso regista interpreta Juan, poeta e allevatore di tori da combattimento, con una moglie che si invaghisce di un addestratore di cavalli mettendo in discussione la loro vita.
Bonisoli, polo unico Uffizi-AccademiaLettera Nardella a ministro per chiedere stop riforma
FIRENZE26 giugno 201915:20
– La Galleria dell’Accademia “viene messa insieme agli Uffizi, viene creato un polo”, per cui “di due direzioni se ne farà una”. Lo ha detto Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali, parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa a Firenze. “L’Accademia – ha spiegato Bonisoli – manterrà un’autonomia di tipo scientifico, quindi ci sarà un comitato scientifico che si occupa in generale dell’Accademia, e ci sarà una regia generale di quello che saranno gli Uffizi più l’Accademia. Abbiamo un posto da direttore, dobbiamo trovare un direttore per questo lavoro”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella invierà una lettera a Bonisoli in cui chiede “di sospendere l’iter della riforma e invitare a accettare la richiesta dei sindaci di un incontro”.
Maestro Bosso al ‘Viandanti Festival’Rassegna dedicata alle migrazioni in programma nel Barese
BARI26 giugno 201915:51
“La dedica della mia prima sinfonia diceva questo, ‘Chiamateci tutti migranti se vi pare’, perché di fatto lo siamo, da giovani, da bambini, da anziani e poi cambiamo e poi cerchiamo sempre un posto migliore dove vivere in un modo o nell’altro”. Il maestro Ezio Bosso, musicista e direttore d’orchestra, ha raccontato così la sua idea di ‘Mediterraneo in cammino’, titolo del ‘Viandanti Festival’, che ha per sottotitolo ‘Le migrazioni’, in programma ad Altamura e Santeramo in Colle, nel Barese, il 28 e il 29 giugno e del quale il maestro Bosso sarà uno dei protagonisti. L’evento è stato presentato nella sede della Regione Puglia in una conferenza stampa che è stata l’occasione per donare al maestro Bosso tre tele dell’artista barese Vito Savino raffiguranti un ulivo, San Nicola e Domenico Modugno, tre simboli della Puglia.
Ezio Bosso suonerà ad Altamura alle 20.30 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta con la sua Europe Philharmonic Orchestra.
All’asta a New York l’arte LgbtqDa Sotheby’s il nudo che fece innamorare Allen Ginsberg
NEW YORK26 giugno 201916:40
– Il quadro che fece innamorare Allen Ginsberg va all’asta il 27 giugno da Sotheby’s a New York: Nudo con cipolle, il ritratto di Peter Orlovski che all’epoca era il compagno dell’autore, Robert LaVigne, è il pezzo più importante della vendita organizzata alla vigilia del 50/o anniversario dei moti di Stonewall, una serie di dimostrazioni spontanee di gruppi gay contro la polizia di New York considerate simbolicamente la nascita del movimento Lgbtq in tutto il mondo.
Il quadro, che ha una stima di oltre 150mila dollari, è considerato uno dei dipinti più importanti sia per il movimento gay che per la storia dei Beat. L’asta mira a raccogliere fondi per il movimento gay. “Quel che cominciò il 28 giugno 1969 cambiò la narrativa e la storia continua oggi”, afferma Sotheby’s che ha intitolato la vendita “Bent (piegato). Perché il progresso non è mai una linea retta”: è il titolo del dramma di Martin Sherman che debuttò nel 1979 a Londra sulla persecuzione degli omosessuali nella Germania nazista.
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Al via Fori uniti, il 29 ingresso gratis
Per festa SS. Pietro e Paolo anche Museo di Roma aperto la sera
26 giugno 201916:59
– In occasione della Festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, due grandi iniziative promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per il prossimo 29 giugno. Prende il via sabato 29 la bigliettazione congiunta del nuovo ticket “Forum pass. Alla scoperta dei Fori” per accedere al percorso unificato dell’area archeologica dal Foro Romano ai Fori Imperiali, realizzato grazie all’intesa tra Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e Parco archeologico del Colosseo per conto di Roma Capitale e Mibac. E per festeggiare i patroni della Capitale, questa prima giornata sarà ad ingresso gratuito, con ingressi dalle 8.30 alle 19.15 per cittadini e turisti. Il Museo di Roma a Palazzo Braschi sarà straordinariamente aperto dalle 19 alle 24 (ultimo ingresso alle 23) con la serata-evento Tutt’altra musica. La marchesa Boccapaduli e il suo Cabinet di storia naturale al Museo di Roma, in collaborazione con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.
Kidman-Urban, 13 anni di matrimonioLa coppia posta foto romantiche su Instagram
NEW YORK26 giugno 201917:06
– Lui le bacia teneramente la fronte oppure le stringe le braccia intorno alla vita. Attimi di una vita felice che Keith Urban e Nicole Kidman hanno voluto condividere sui social media mentre si scambiano reciprocamente gli auguri per il loro 13/o anniversario di matrimonio con delle foto romantiche su Instagram. Innamorata come il primo giorno, la coppia si è anche scambiata messaggi d’amore. “Tredici anni di magia, musica, sentimento e avventure e la scoperta continua dell’amore puro.
Buon anniversario piccola. xxxx – KU – ha scritto il cantante country sotto la sua foto. “… amore (con il simbolo di un cuore) buon anniversario tesoro” – ha scritto invece la Kidman.
I due si sono sposati nel giugno del 2006 in Australia. Si erano incontrati nel 2005. Hanno due figlie, Sunday Rose, 10 anni e Faith Margaret, di 8 anni. La Kidman ha avuto Isabella, 26 anni e Connor, 24 anni, dal precedente matrimonio con Tom Cruise.
Scamarcio, insospettabile cattivo in Welcome HomeL’attore, voglio battere Sordi e fare un film su Federico II
27 giugno 201913:11
– Un Riccardo Scamarcio davvero stakanovista (“voglio lavorare tutti i giorni sul set” dice l’attore quest’anno già a quota otto film e del tutto intenzionato a battere il record di 12 pellicole stabilito da Sordi nel 1954) e sempre molto a-social quello che ha presentato a Roma ‘Welcome Home’, thriller psicologico girato in Umbria con la modella e star del web Emily Ratajkowski, Aaron Paul, il Jesse Pinkman di Breaking Bad, e Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra.Per l’attore pugliese, che nel film di produzione americana è un insospettabile cattivo, insomma tanto lavoro. Sta girando infatti ora a Roma ‘Gli infedeli’ di Stefano Mordini (da lui anche prodotto) e, a marzo, sarà il Caravaggio di Michele Placido. E non finisce qui. Per lui due opere prime da girare in Puglia: un horror, ‘Fascinazione’, di Domenico De Feudis e, ad ottobre, ‘Ciccio Paradiso’ di Rocco Ricciardulli. Nel cassetto dei desideri dell’attore-produttore pugliese anche la voglia di realizzare un film su Federico II: “È stato l’uomo che ha portato la modernità nel nostro Paese e in Europa, un uomo grandissimo che parlava sette lingue e su cui non è mai stato fatto un film”.Welcome Home, in sala dall’11 luglio con Altre storie e Minerva Pictures, ci porta nel cuore dell’Umbria, nelle campagne intorno a Todi. Qui una coppia di giovani americani in crisi, Bryan (Paul) e Cassie (Ratajkowski), prende in affitto un’antica villa in campagna tramite il sito web ‘Welcome Home’. Ma una volta arrivati alla villa, Cassie fa subito amicizia con Federico (Scamarcio), vicino di casa bello e gentile. Una cosa che non piacerà a Bryan che si sentirà subito minacciato dal fascino di Federico, vedendolo come una persona ostile. Nascerà così, non a caso, tra la coppia di giovani americani e Federico uno strano e sottile gioco di potere. E una vacanza da sogno si trasforma, lentamente e inesorabilmente, in un incubo quando Federico si rivelerà non solo essere il vicino sempre disponibile che puoi chiamare quando vuoi a farti da guida. “Il mio è un personaggio ambiguo e pericoloso che passa dalla dolcezza alla violenza senza mezze misure – spiega Scamarcio -. Non amo fare i cattivi sempre e solo veramente cattivi, perché così sono anche peggio. E questo perché voglio che il pubblico si identifichi”. Dall’attore, infine, la conferma della sua rinnovata idiosincrasia verso i social: “Trovo sia infame che qualcuno ti filmi e ti posti mentre stai mangiando. Ci sono tre miliardi di persone che così facendo arricchiscono quattro persone nel mondo che hanno come complessivi guadagni il corrispettivo del Pil italiano”.
Il premio Casanova 2019 a BattistonL’attore pluripremiato riceverà il riconoscimento il 12 luglio
UDINE26 giugno 201917:54
– E’ stato assegnato a Giuseppe Battiston, nato a Udine nel 1968, già Premio Ubu 1997, 2008 e 2009, e David di Donatello 2000, 2009, 2011, nonché Nastro d’Argento 2016, l’edizione 2019 del Premio Casanova, promosso dall’Associazione culturale Amici di Giacomo Casanova con l’Azienda Castello di Spessa di Capriva del Friuli (Gorizia) e Civibank, Banca di Cividale. Lo hanno annunciato la curatrice del Premio, Barbara Borraccia, e la presidente di Civibank, Michela Del Piero. Il riconoscimento ricorda e celebra il passaggio di Giacomo Casanova al Castello di Spessa, dove lo scrittore, diplomatico e avventuriero veneziano soggiornò per un paio di mesi nell’autunno 1773. “Giuseppe Battiston è uno degli attori più amati e più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo – ha detto Borraccia – e vince il Premio Casanova 2019 per essere stato un formidabile ambasciatore del Friuli Venezia Giulia attraverso scelte e performance attoriali intense e appassionate”.
Dark, si gira 3/a stagione serie NetflixLa seconda ha debuttato solo il 21 giugno
26 giugno 201918:13
– La seconda stagione di Dark, la serie originale tedesca di Netflix, avrà una terza stagione. Ad annunciarlo è il colosso dello streaming che ha confermato l’inizio della produzione della terza e ultima stagione, di cui sono da poco iniziate le riprese e che sarà prossimamente disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.
Al centro della terza stagione ci saranno nuovamente le famiglie Nielsen, Kahnwald, Tiedemann e Doppler. Tenteranno di svelare i misteri della piccola città di Winden e di trovare finalmente la soluzione alla questione più importante: si può risolvere il tema del tempo e cambiare il destino di tutti i personaggi? La terza stagione sarà composta da 8 episodi di un’ora ciascuno. Location: Berlino e dintorni. La seconda stagione, che ha debuttato il 21 giugno (in tutti i paesi dove il servizio è attivo), era focalizzata sul misterioso gruppo di viaggiatori nel tempo in un mondo sconvolto dall’Apocalisse.
Jantje Friese e Baran bo Odar, gli showrunner di Dark, hanno commentato così il finale della serie: “Dark è stata pianificata sin dal suo inizio come una trilogia di un viaggio nel tempo.
Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal successo che la prima stagione di Dark ha avuto nel mondo. Ora, mentre i fan possono godersi la seconda stagione, abbiamo iniziato la produzione della terza e ultima parte della saga familiare. Risponderemo a tutte le domande che gli spettatori si sono posti nel corso delle varie stagioni”.
Kelly Luegenbiehl, Vice President International Originals Netflix, ha aggiunto: “Iniziare la produzione della stagione finale è qualcosa di più che produrre semplicemente la terza: stiamo per tornare al punto di partenza con la nostra prima serie tedesca originale e non vediamo l’ora di rivelare gli ultimi segreti ai fan di tutto il mondo che hanno accolto Dark con entusiasmo sin dall’inizio.”.
Nel cast Paul Lux, Maja Schöne, Lisa Vicari, Moritz Jahn, Louis Hofmann, Sammy Scheuritzel e Baran bo Odar.
Il mondo visto dalle fotografe di LifeAlla NY Historical Society 70 scatti sei donne in staff magazine
SANEW YORK26 giugno 201918:
– Le sei firme al femminile che definirono il fotogiornalismo: per la prima volta una mostra celebra le fotografe della rivista life. ‘LIFE: Six Women Photographers’ (LIFE: Sei fotografe), alla New York Historical Society dal 28 giugno al 6 ottobre, mostra come il lavoro di queste donne abbia contribuito all’obiettivo di Life di mostrare l’identità americana attraverso il fotogiornalismo.
Margaret Bourke-White, Hansel Mieth, Marie Hansen, Martha Holmes, Nina Leen e Lisa Larsen con i loro scatti hanno definito ciò che il direttore di Life Henry Luce chiamò l”American Century’, il Secolo Americano, ossia quello che secondo lui avrebbe dovuto essere il ruolo degli Stati Uniti durante il XX secolo, una superpotenza in termini in termini politici, economici e culturali. Curata da Sarah Gordon, Marilyn Satin Kushner e Andrew Mellon, la mostra è uno spaccato sulla vita americana tra il 1937 e il 1956 attraverso gli scatti delle uniche donne su un totale di 88 fotografi assunti dalla rivista.
All’asta gli abiti di Claudia CardinaleSotheby’s vende online 130 creazioni, da Capucci a Nina Ricci
PARIGI26 giugno 201920:12
PARIGI – In mostra e all’asta i guardaroba delle dive: il trend sembra inarrestabile e dopo la collezione degli abiti di Catherine Deneuve alcuni mesi fa tocca al guardaroba di Claudia Cardinale, atterrato direttamente dagli anni della Dolce Vita idolatrati dai francesi ai salotti di Sotheby’s. Icona glamour dei francesi degli anni Sessanta, dalla notorietà mondiale, Claudia Cardinale è stata forse meno nota fino ad oggi, rispetto ad altre attrici degli anni d’oro del cinema, come appassionata di moda.La vendita della grande casa d’aste “Claudia Cardinale, la stoffa di una diva” il titolo, rende omaggio alla moda all’italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, quelli in cui gli stilisti italiani cominciarono ad affermarsi e a strappare ai francesi il monopolio delle passerelle. La vendita di Sotheby’s, esclusivamente online, è in programma dal 28 giugno al 9 luglio. Dal 2 al 4, nei locali della celebre casa d’aste al Faubourg Saint-Honoré, saranno in mostra gli abiti della Cardinale in vendita.In tutto si tratta di 130 creazioni di alta moda e di pret-a-porter, disegnati dai principali creatori italiani, da Emilio Schuberth a Roberto Capucci, Irene Galitzine, Rocco Barocco e Balestra ma anche dalla maison parigina Nina Ricci, che vestì regolarmente l’attrice italiana negli anni Sessanta. I pezzi forti annunciati sono: una pelliccia ricoperta di paillettes di metallo, con orlo ricamato con fiori ricamati rosa e blu Nina Ricci che la Cardinale indossò alla consegna dei 37/i Academy Awards a Los Angeles nel 1965; l’abito da cocktail con petali neri (Nina Ricci) che indossava ne “Il magnifico Cornuto” di Antonio Pietrangeli, il mantello di cuoio che indossò in “Ruba al prossimo tuo” di Francesco Maselli, al fianco di Rock Hudson e il costume da bagno che sfoggiò in “Né onore né gloria” di Mark Robson, al fianco di Alain Delon.
Pirandello, carte e taccuini in mostraMaratona di lettura per 152 anni dalla nascita dello scrittore
AGRIGENTO26 giugno 201918:59
– Le carte, un diario di viaggio, abbozzi teatrali di Luigi Pirandello saranno in mostra il 28 giugno nella casa natale del drammaturgo in contrada Caos. I documenti, tra cui appunti molto preziosi, fanno parte del fondo documentario posseduto dalla Biblioteca museo e saranno esposti per un giorno. Dalle 18 a mezzanotte una maratona di lettura racconterà il tema del viaggio in occasione dei 152 anni dalla nascita dello scrittore. Il pezzo più importante è il manoscritto noto come “Taccuino di Bonn”. Il quadernetto ha raccolto le note di Pirandello durante il soggiorno in Germania e restituisce una viva testimonianza sulla sua rielaborazione creativa e sull’origine di tante opere future. Nel taccuino sono annotate, tra l’altro, le “Elegie Boreali” poi date alle stampe con il titolo di “Elegie renane”. In mostra anche numerosi disegni, appunti di viaggio, tracce di opere teatrali e alcune poesie della raccolta “Pasqua di Gea” pubblicata nel 1891.
“L’Unesco tuteli la canzone napoletana”Venturini, “Serve unità artisti per ottenere il riconoscimento”
NAPOLI26 giugno 201920:08
– Chiama a raccolta tutti gli artisti della canzone napoletana classica e dice: “Serve unità della categoria”. L’obiettivo del maestro Bruno Venturini è di quelli ambiziosi: ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. “Ho lanciato un appello a chi, negli anni, si è fatto strada nel mondo della musica con la canzone classica napoletana – dice il cantante – ad ora nessuno ha ancora risposto”. “Andrò, in ogni caso, a Roma a testa alta nella sede Unesco che è nella capitale. Io mi sto battendo, ma nessuno mi affianca in questa battaglia”. Venturini, noto come “The new Caruso” e all’estero anche come ambasciatore della canzone napoletana nel mondo, spiega di aver “apprezzato molto l’interesse nei confronti del grande patrimonio artistico della canzone classica napoletana mostrato dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli”. Ma, tiene a precisare, oltre alle istituzioni, “serve che si crei un senso di comunità tra gli artisti della canzone classica napoletana”.
Harington giovane divo in crisi per DolanIn sala La mia vita con John F. Donovan, con Portman e Sarandon
27 giugno 201910:08
– Un giovane attore di grande fascino, diventato un divo globale grazie a una serie televisiva fantasy (niente draghi come ne Il trono di spade, qui si parla di un ragazzo dotato di poteri ‘magici’): un personaggio non troppo lontano, sotto questo aspetto, dal suo interprete, Kit Harington, protagonista di La mia vita con John F. Donovan, in sala dal 27 giugno con Lucky Red. E’ il primo film in lingua inglese dell’enfant prodige Xavier Dolan, e quello finora che per l’attore/regista canadese, è stato, come lui stesso ha raccontato, il suo più complesso da realizzare. Nel cast fra gli altri, Susan Sarandon, Jacob Tremblay, Natalie Portman e Katie Bates. La storia ruota intorno all’innocente amicizia di penna (non si sono mai incontrati) tra la star Donovan e un suo piccolo fan, Rupert (Tremblay), bambino, ai suoi inizi come attore, cresciuto da una mamma single. Una strada di dialogo onesto da parte del giovane divo, che nel proprio quotidiano, invece, dice molte bugie, per nascondere la sua omosessualità. Una scelta dettata dalla paura di perdere la carriera hollywoodiana, che l’ha anche portato a un matrimonio di facciata a una crescente inquietudine.
Come sempre Dolan (che al contrario di John non ha mai nascosto di essere gay), unisce alla storia elementi autobiografici: dall’aver realmente scritto da bambino una lettera a un divo (era Leonardo DiCaprio e pare non gli abbia risposto), al rapporto primario dei protagonisti con le madri.
Qui ce ne sono due impegnative: quella di Rupert, Sam (Portman) che soffre per aver rinunciato ai propri sogni e l’intensa e a volte incontrollabile Grace (Sarandon), mamma di John. Il nucleo drammatico della trama arriva con la scoperta da parte di una testata di gossip, della corrispondenza fra John e Rupert: una ‘notizia’ che sconvolge il mondo della star. Rupert ormai attore adulto (Ben Schetzner) ripercorre anni dopo la vicenda del suo idolo con una giornalista (Thandie Newton) e pronuncia le tre domande che Dolan rivolge a se stesso e a tutti noi: Cosa dovremo sapere di un artista? Cosa dovrebbe rivelare di se stesso? E perché ci interessa?.
Il viaggio emotivo che qui ci propone il cineasta è discontinuo: montagne russe, tra grande coinvolgimento e passaggi a vuoto, ‘figlie’ dei continui rimaneggiamenti della sceneggiatura e del montaggio, che hanno anche portato il regista eliminare completamente il personaggio dei una ‘cattiva’ interpretata da Jessica Chastain. La critica Usa ha in gran parte demolito La mia vita con John F. Donovan, giudicandolo troppo manieristico e superficiale, ma il regista, pur ammettendo le tante difficoltà in fase di realizzazione è contento del risultato finale: “Il film passa dal tema dello show business a un’analisi più privata della vita quotidiana di un giovane uomo che lotta per diventare una grande star, per essere ricordato come un grande attore, e che allo stesso tempo vuole vivere liberamente il suo sogno e la sua vita – ha spiegato -. E racconta di quanto sia difficile riuscire a fare tutto questo a Hollywood. Fondamentalmente la storia descrive come la celebrità cambia la vita privata delle persone e di come si affronta questa cosa a livello personale. È un film che tratta il tema della celebrità in maniera molta intima”. Fra le curiosità, un bel cameo di un attore (chi sia lo lasciamo scoprire il pubblico), legato alla saga di Harry potter, di cui Dolan è grande fan e di cui ha doppiato per il Canada francese il personaggio di Ron interpretato da Rupert Grint.
Tradurre la Shoah nella Germania 1963un romanzo sulla generazione che scoprì il passato dei genitori
27 giugno 201909:54
– ANNETTE HESS, ”L’INTERPRETE” (NERI POZZA, pp. 316 – 18,00 euro – traduzione diChiara Ujka).
Ecco un bel romanzo che ci racconta una storia che pare incredibile, affascinante e inquietante, perché è davvero difficile oggi rendersi conto che un’intera nazione e popolo, protagonista di quei fatti, per venti anni, sino al 1963, era riuscita a cancellare orrore e memoria dell’Olocausto. I giovani tedeschi nati alla fine e subito dopo la guerra non ne sapevano e non sospettavano nulla perché nessuno, dopo il processo di Norimberga del 1945-46 ne aveva più fatto parola alcuna. Proprio come accade a Eva Bruhns, protagonista di questa opera narrativa di Annette Hess, che conduce una vita normale in una Francoforte in gran ripresa economica e sta fidanzandosi, lei figlia del proprietario di una trattoria popolare, con Jurgen, figlio di un ricco industriale pioniere del commercio per posta.
Questo totale, paradossale occultamento era stato il soggetto tre anni fa de ”Il labirinto del silenzio” film dell’italo-tedesco Giulio Ricciarelli, sul giovane magistrato che contro tutti aveva indagato e scoperto lui stesso quegli orrori e portato a processo una ventina di ex SS che avevano operato nei lager nazisti della ‘Soluzione finale’. Fu l’inizio di un difficile periodo in cui però i tedeschi riuscirono a ripensare e fare i conti col proprio passato, che, piegati dalla sconfitta e dalla distruzione, per ricominciare si erano lasciarti vincere da un’amnesia collettiva. Fin dal 1965 comunque Peter Weiss aveva portato in teatro quel processo con ”L’istruttoria”.
Eva, che fa occasionalmente la traduttrice dal polacco, viene chiamata quasi per caso a quel processo per far da traduttrice ai testimoni. La prima volta quel che sente raccontare delle camere a gas la cosa è così assurda che non riesce a capire e sbaglia traducendo ‘luce’ invece di ‘gas’ e ‘illuminati’ invece che ‘eliminati’. Inizialmente è quindi riluttante, tutti attorno a lei, a cominciare dalla famiglia, le consigliano di lasciar perdere, che è meglio non rinvangare il passato, ma quel che sente e scopre di terribile non riesce a cancellarlo, la sconvolge e le sembra qualcosa su cui non si può soprassedere e accetta l’incarico per bisogno di scoprire e capire, solo dopo anche come un naturale dovere morale di aiutare a far condannare quegli imputati, riconosciuti e confermati colpevoli, che oggi fanno gli agiati professionisti come non avessero alle spalle un passato di sadismo e orrori e per i quali è tutta una montatura.
La Hess racconta il processo dal punto di vista di una giovane ragazza che non immaginava di avere vicino a sé, nella vita quotidiana, dei mostri. Nella prima parte prevale il racconto del privato di Eva, di sua sorella Annagret, dei genitori, del cagnolino Purzel, nella Germania primi anni ’60, tra cene, cinema, divertimenti, l’arrivo in casa di una lavatrice, il lento cambiare dei costumi che vede le donne in prima linea, poi pian piano le cose cambiano. Via via tutto diventa chiaro e incontrovertibile, coi giudici e avvocati si recherà persino a fare un sopraluogo proprio ad Auschwitz, ma questa chiarezza, come è inevitabile, finisce per rendere trasparente il passato di tutti. Sin dall’inizio sappiamo che la madre di Eva vomita quando sente puzza di bruciato e arriveremo a scoprire come mai. Anche i suoi genitori hanno qualcosa da nascondere, essendo stati gestori della mensa delle SS attigua al lager di Aushwitz e ai fumi del famigerati forni. Eva traduce e traduce cose talmente inaudite che comunque le parole non riusciranno a rendere nella loro bruciante verità, anche se cercare di farlo è necessario. Il romanzo è costruito con sapienza e misura, dice tutto con chiarezza ma rendendolo spesso implicito, e ci coinvolge nel vivere quotidiano di Eva in quel mondo che le appare sempre più soffocante, nel suo scoprire che, vicino e lontano, attorno a lei tutti hanno qualcosa da nascondere, eppure continuano ad essere reticenti, timorosi che il processo e la verità sulla Shoah facciano riprecipitare tutto, chiusi e attaccati egoisticamente al po’ di benessere e rispettabilità borghese ritrovati. Mentre per vivere bene bisogna che la prima generazione senza colpa riesca a guardare in faccia i propri genitori, a fare i conti con quel mostruoso abisso per poter andare avanti, magari sbandando o andando a chiedere scusa, come fa Eva, alle vittime, quasi per averne paradossalmente ”conforto”, sentirsi sollevata delle colpe che vive anche come sue. E tutto questo pare poi trovare nuova necessità per i lettori di oggi, davanti a certi rigurgiti di violenza razzista, di negazionismo, di democrazia violata.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Biennale Vallauris omaggia arte ceramica
In Francia opere dalla raccolta contemporanea del Mic di Faenza
FAENZA (RAVENNA)27 giugno 201912:12
– La 25/a Biennale di Vallauris, in Francia, omaggia l’arte ceramica italiana – Paese ospite di questa edizione – con ‘Terra d’Italia’, mostra curata da Claudia Casali, direttrice del Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza. La mostra, dal 28 giugno al 4 novembre, è un omaggio anche al Premio Faenza che lo scorso anno ha celebrato 80 anni e 60 edizioni. In esposizione sono affrontate due tematiche: l’evoluzione della figurazione e la gestualità nella materia.
“La figurazione – spiega Casali – è sempre stato un leit motiv dell’arte italiana, e nella scultura è stata maggiormente trattata da artisti quali Arturo Martini già dagli anni ’30. La materia è stata trattata nella sua declinazione informale soprattutto dalla metà degli anni ’50: artefice massimo di questa espressione è Lucio Fontana, qui rappresentato con una ‘icona’ classica, la ‘Corrida'”. ‘Terra d’Italia’ sarà affiancata da un omaggio al design ceramico che dagli anni ’50 ha avuto in Italia la sua massima espressione.
Due Giuda in affresco, scoperta UmbriaStudioso veneziano, originale doppia raffigurazione a Bettola
NEZIA27 giugno 201912:38
– Una rara e unica versione dell’Ultima Cena di Cristo, con la caratteristica di vedere raffigurati ben due Giuda Iscariota. Un affresco situato nella parete di fondo del refettorio francescano a fianco della chiesa di San Crispolto a Bettona (Perugia), che sembra provenire dalla fine del ‘500.
La scoperta è stata fatta dallo studioso e artista veneziano Guerino Lovato, che sul tema tiene un incontro il 28 giugno proprio a Bettona, e che è giunto alla conclusione del “doppio Giuda” dopo un’analisi di carattere iconografico sull’affresco.
“Le figure – nota Lovato – sono in totale 17: Cristo, 13 apostoli e non 12, due servi, uno addetto a lavare le mani dei commensali e un responsabile trinciante addetto alle carni e, nondimeno, il Demonio in persona”. Il primo Giuda di Bettona si lava le mani, anticipando il gesto di Pilato. Una posizione “ambigua”, per Lovato, visto che a differenza del governatore, Giuda tradisce effettivamente Gesù, “ma qui i francescani di Bettona pongono la variante del libero arbitrio, della libera scelta che potrebbe ancora cambiare la Storia”. Nella seconda raffigurazione Giuda è invece seduto, unico tra gli apostoli senza aureola. Ha sempre lunghi capelli divisi nel mezzo e barba folta e scura, ha una veste rossa.
Leonardo e gli studi navali a CesenaticoAl Museo della Marineria dal 29 giugno all’8 settembre
CESENATICO (FORLI’27 giugno 201912:40
– Al Museo della Marineria di Cesenatico, dal 29 giugno (inaugurazione ore 21) all’8 settembre, una mostra – ‘Barche et navili’ – racconta interessi e studi di Leonardo da Vinci in campo navale: rappresentazioni, disegni, studi riferiti a barche, navi e alle loro attrezzature. La mostra, a cura di Marco Bonino, permetterà di fare un viaggio nella storia della marineria italiana e negli studi di ingegneria militare che Leonardo fece in uno dei momenti più interessanti del Rinascimento a confine tra due mondi: quello medievale ormai alla fine e con lampi di modernità già alle porte.
L’esposizione – che Cesenatico propone nel 500/o della morte – inizia dalle raffigurazioni di navi nell’arte del 400 e dalla tradizione degli ingegneri civili e militari del tardo medioevo, che Leonardo arricchisce con le sue osservazioni sulle imbarcazioni incontrate e con studi originali. Anche in campo militare sono presenti innovazioni, come l’applicazione delle artiglierie e diversi mezzi d’assalto.
Matera 2019, una mostra sulle cisterneLe “Strutture invisibili” a Palazzo Viceconte dal 29 giugno
MATERA27 giugno 201912:42
– Il sistema di cisterne sotterranee risalenti al XV secolo, nel cuore dei Rioni Sassi, parte simbolica del “patrimonio territoriale” di Matera – Capitale europea della Cultura nel 2019 – rivivrà nella mostra “Invisible hyperstructures”, che verrà inaugurata la sera del 29 giugno nei suggestivi sotterranei di Palazzo Viceconte. Sarà un percorso espositivo dedicato all’incontro tra sperimentazioni artistiche e architettura scavata e ipogea, che vedrà all’allestimento delle opere di Riccardo Arena, Andrew Friend, John Bock e Rob Pruitt. La mostra prosegue l’attività del progetto “Padiglioni Invisibili” coprodotto dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea e Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito del programma di Matera Capitale Europea della Cultura.
Elle Fanning al Giffoni Film FestivalL’attrice premiata con il Giffoni Experience Award
SALERNO27 giugno 201913:37
– L’attrice statunitense Elle Fanning ospite alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival, lunedì 22 luglio, insieme all’anteprima nazionale di Teen Spirit – A un passo dal sogno. Ispirato alla contemporaneità, in cui a volte basta poco per ottenere il successo, il film sarà presentato proprio dalla sua protagonista, che incontrerà i jurors nella Sala Truffaut. Elle Fanning sarà premiata anche con il Giffoni Experience Award. Teen Spirit sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures dal 29 agosto. Il lungometraggio, esordio alla regia dell’attore Max Minghella (The Social Network, The Handmaid’s Tale), che ne firma anche la sceneggiatura e la produzione esecutiva, racconta le aspirazioni di un’adolescente e la caparbietà nel realizzarle.
Anteprima “A ciascuno il suo” restauratoIl 26 luglio a La Maddalena in rassegna La Valigia dell’attore
LA MADDALENA27 giugno 201913:49
– “A ciascuno il suo”, il film di Elio Petri tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia con protagonista Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti, sarà presentato in anteprima nella sua versione restaurata a La Valigia dell’Attore, in programma dal 23 al 28 luglio sull’isola di La Maddalena. Il restauro è stato curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e Movietime, realizzata presso il laboratorio Studio Cine di Roma, con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi.
Un restauro fortemente voluto da Giovanna Gravina Volonté, fondatrice de La Valigia dell’Attore, oltre che direttore artistico insieme a Fabio Canu, e sostenuto da Paola Petri, vedova di Elio. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono custoditi e gestiti il Fondo Volonté e il Fondo Petri, ha raccolto l’appello, avviando il processo necessario a restituire il film all’originale splendore. Il modo migliore per ricordare il grande attore italiano nel 25esimo anniversario dalla scomparsa
Harington divo in crisi per DolanIn sala La mia vita con John F. Donovan, con Portman e Sarandon
27 giugno 201914:25
– Un giovane attore di grande fascino, diventato un divo globale grazie a una serie tv fantasy: un personaggio non troppo lontano, sotto questo aspetto, dal suo interprete, Kit Harington, protagonista di La mia vita con John F. Donovan, in sala dal 27 giugno con Lucky Red. E’ il primo film in lingua inglese dell’enfant prodige Xavier Dolan. Nel cast, fra gli altri, Susan Sarandon, Jacob Tremblay, Natalie Portman e Kathy Bates. La storia ruota intorno all’innocente amicizia di penna (non si sono mai incontrati) tra la star Donovan e un suo piccolo fan, Rupert (Tremblay), bambino, ai suoi inizi come attore, cresciuto da una mamma single. Una strada di dialogo onesto da parte del giovane divo, che nel proprio quotidiano, invece, dice molte bugie, per nascondere la sua omosessualità. Una scelta dettata dalla paura di perdere la carriera hollywoodiana, che l’ha anche portato a un matrimonio di facciata a una crescente inquietudine.
A Roma un giardino per Claudio AbbadoLa Fondazione Abbado dona partiture e una bacchetta del maestro
27 giugno 201914:30
Il nome di Claudio Abbado si aggiunge ai grandi della classica ai quali l’Auditorium Parco della Musica di Roma rende omaggio. Al celebre direttore, che con l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia ha diretto pagine significative del repertorio classico e contemporaneo, sono stati intitolati i giardini pensili che circondano le tre sale da concerto ideate da Renzo Piano. Alla cerimonia hanno partecipato i figli del maestro, Daniele e Sebastian, il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, il presidente dell’Accademia di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, il presidente e l’ad della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina e José Dosal.
La Fondazione Abbado ha donato a Santa Cecilia una copia del catalogo – sul quale la Fondazione e la Biblioteca di Stato di Berlino lavorano da anni – che include partiture, pubblicazioni e registrazioni di proprietà del maestro, materiale che diventerà presto fruibile e consultabile. Daniele Abbado ha poi consegnato a dall’Ongaro una delle tre bacchette usate dal maestro.
Altan illustratore Bologna Jazz FestivalLa prossima edizione si terrà tra ottobre e novembre
BOLOGNA27 giugno 201914:31
Altan è l’illustratore del Bologna Jazz Festival 2019, che si terrà tra ottobre e novembre: una serie di disegni invaderanno la città con le sue creature appositamente ideate.
Dal 2013 il Festival caratterizza ogni edizione avvalendosi della creatività di importanti illustratori, chiamati a interpretare l’iconografia jazzistica e i contenuti artistici del festival con un proprio lavoro originale: da Filippo Scòzzari a Vanna Vinci, poi Manuele Flor, Guanluigi Toccafondo, Lorenzo Mattotti e Andrea Bruno, che lo scorso anno ha coordinato un gruppo di persone con disabilità mentale per creare tutti i disegni realizzati durante il BJF.
Altan, 76 anni, ha fatto i primi studi a Bologna, dove ha mostrato il suo amore per il jazz frequentando il Jazz Festival cittadino e collaborando con Enrico Rava, il più noto jazzista italiano nel mondo. Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica; responsabile del progetto illustratori per il BJF è il giornalista Vanni Masala.
Restaurato monumento Raffaello a UrbinoScultura Luigi Belli fine ‘800. Contributo soci Coop Alleanza
URBINO27 giugno 201914:37
– Presentato a Urbino il restauro del monumento a Raffaello Sanzio: nella sua casa natale sono stati illustrati i lavori e poi è stata svelata l’opera nei giardinetti pubblici di Piazzale Roma (o Pian del Monte). Il monumento, originariamente collocato in Piazza Duca Federico (di fronte al Palazzo Ducale), venne realizzato dallo scultore torinese Luigi Belli tra il 1894 ed il 1897 – ha spiegato il presidente della stessa Accademia Luigi Bravi -, a seguito di una pubblica sottoscrizione promossa dall’Accademia Raffaello.
Il restauro è avvenuto grazie al voto e al contributo dei soci di Coop Alleanza 3.0 per l’edizione 2018 del progetto “Opera Tua” a sostegno della cultura. “E’ facile dire che i soldi non ci sono – ha detto il sindaco, Maurizio Gambini – per poi non fare nulla; oggi abbiamo invece dimostrato che, se ci sono idee e progetti, poi i finanziamenti arrivano”.
“I monumenti all’esterno – ha spiegato il responsabile del restauro, Michele Papi – subiscono tantissimo degrado, ma ora abbiamo ridato nuova vita al monumento, togliendo il pulviscolo atmosferico, le ossidazioni e anche un nido di uccellini sotto la tavolozza”. Cecilia del Prete, presidente della Commissione scientifica dell’Accademia, ha annunciato, nell’ambito delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore urbinate, un evento espositivo, a fine estate del 2020, dedicato alla prima “Mostra internazionale raffaellesca” che si tenne nel 1897, in occasione dell’inaugurazione dello stesso monumento.
Venaria, avanti restauro fontana ErcoleLavori completano più grande recupero bene culturale d’Europa
TORINO27 giugno 201914:44
– Termineranno nell’inverno 2020 i lavori di recupero e restauro del complesso monumentale della Fontana d’Ercole, nel cuore dei Giardini della Reggia di Venaria. Si tratta dell’ultimo tassello del cantiere culturale più grande d’Europa degli ultimi decenni che ha portato al recupero della Reggia, patrimonio Unesco dal 1997, con un investimento complessivo di oltre 300 milioni di euro.
“Quest’ultimo cantiere, del costo complessivo di 3 milioni e della durata di 5 anni, è forse uno dei più difficili – spiega la presidente della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, Adriana Acutis – perché si tratta della ricostruzione di uno spettacolare monumento dedicato ai giochi d’acqua del quale sono rimasti solo alcuni resti emersi 15 anni fa”.
La seicentesca fontana dedicata ad Ercole venne abbandonata nel 1750 con la revisione juvarriana della Reggia secondo i gusti del tempo. Il re Carlo Emanuele III disperse tutte le statue che la ornavano, compreso il mastodontico Ercole recentemente tornato a Venaria. Buona parte delle statue mancanti (circa 250) sono state o recuperate, o copiate o ricostruire con progetti tecnologici digitali.
Sostengono l’intervento, tra gli altri, Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, Reale Mutua, Consorzio delle Residenze Sabaude.
Liguria-Piemonte, viaggio su orme DoriaTre mostre itineranti, avranno per tema il tradimento
GENOVA27 giugno 201914:58
Dal Palazzo del Principe di Genova fino ai castelli dell’Alessandrino passando per i borghi della riviera ligure in un percorso che si snoderà, tra il 18 luglio e il 26 settembre, tra le Alpi e gli Appennini Liguri, nei luoghi legati alle famiglie Floridi Doria Pamphilj. Tre mostre itineranti sul tema del tradimento, che riporteranno questi borghi alla memoria grazie all’associazione Genius Loci, per la valorizzazione e la promozione del territorio storico e culturale. “Dopo un anno di lavoro abbiamo sintetizzato la nostra presenza con queste attività itineranti – ha detto Massimiliano Floridi di Genius Loci -: due mostre e un concerto che abbiamo iniziato a Genova, aprendo le esposizioni nella zona gratuita di Palazzo del Principe all’ingresso del giardino. La mostra in futuro andrà anche a Roma, con i borghi minori, comuni che in passato avevano dignità di grandi centri e che ora sono borghi montani, anche molto piccoli, ma con un grande valore storico”.
Baby, terminate riprese serie NetflixIn onda in autunno, tra new entry: Max Tortora, Thomas Trabacchi
27 giugno 201915:55
– Sono appena terminate le riprese della seconda stagione di Baby, la serie originale italiana Netflix prodotta da Fabula Pictures che sarà disponibile in autunno in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Tornano i protagonisti della serie Benedetta Porcaroli (Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando), Isabella Ferrari (Simonetta) e Claudia Pandolfi (Monica), Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla), Lorenzo Zurzolo (Niccolò), Giuseppe Maggio (Fiore), Tommaso Ragno (Fedeli) e Galatea Ranzi (Elsa). Si uniscono al cast Max Tortora (Roberto), Thomas Trabacchi (Tommaso), Denise Capezza (Natalia), Sergio Ruggeri (Vittorio), Filippo Marsili (Carlo).
Novità anche dietro la macchina da presa, accanto ad Andrea De Sica nella seconda stagione troviamo Letizia Lamartire. Alla sceneggiatura ancora i GRAMS, collettivo di scrittori composto dai cinque giovani autori Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzarioli.
A Castello Sonnino Trattato VersaillesDal 28/6 al 30/9. In esposizione documenti originali
MONTESPERTOLI (FIRENZE)27 giugno 201915:56
– Il Castello Sonnino di Montespertoli (Firenze) ospiterà dal 28 giugno al 30 settembre una mostra sui cento anni dalla firma del Trattato di Versailles con documenti originali appartenuti proprio a Sidney Sonnino, ministro degli Esteri del Regno d’Italia dalla neutralità fino alla conferenza di pace di Parigi. La manifestazione è promossa dall’associazione nazionale Case della Memoria e sarà inaugurata alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani e di altre autorità, con un concerto del coro e dell’orchestra filarmonica ‘Amedeo Bassi’ di Montespertoli. La mostra, intitolata ‘Memoria d’Autore. I Grandi Personaggi e la Grande Guerra nelle Case della Memoria’, “si propone di ripercorrere le vicende di alcune personalità italiane legate al circuito delle Case della Memoria che, in diversa misura, vennero coinvolte nel conflitto bellico”, come spiega una nota dell’associazione.
Sgarbi trova casa a Morgan sfrattato’Metto a disposizione piano Palazzo Savorelli a Sutri’
27 giugno 201916:37
Vittorio Sgarbi trova casa a Morgan. Lo storico e critico d’arte ha messo a disposizione del musicista il secondo piano di Palazzo Savorelli a Sutri, la cittadina della Tuscia di cui Sgarbi è sindaco dallo scorso anno. Il Palazzo, che ha una storia secolare – spiega una nota -, è immerso in un grande parco ed ospita attualmente le iniziative culturali promosse da Sgarbi.”Ho impartito le necessarie direttive ai miei uffici – spiega Sgarbi – perché, almeno fino alla scadenza del mio mandato (tra 4 anni) Palazzo Savorelli possa ospitare lo studio di Morgan. Qui potrà trasferirsi già nei prossimi giorni. L’arte e la creatività vanno sostenute in maniera concreta. Qui Morgan potrà insegnare il suo magistero ai giovani sensibili alla musica”.Contestualmente Sgarbi chiede al governo di apporre un vincolo sulla casa di Monza andata all’asta e dalla quale Morgan è stato sfrattato alcuni giorni fa: “Quella di Morgan è una casa museo”.
‘Apocalypse now-Final cut’ in autunnoDistribuito da Cineteca di Bologna, Coppola ad anteprima
BOLOGNA27 giugno 201916:39
– Il Final Cut di Apocalypse Now sarà nelle sale italiane il prossimo autunno, distribuito dalla Cineteca di Bologna. L’annuncio è stato dato in occasione della 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’ di Bologna, dove domani, venerdì 28 giugno, verrà presentata l’anteprima europea del restauro, realizzato da American Zoetrope, presentato dallo stesso Francis Ford Coppola, alle 21.45 in Piazza Maggiore.
Tra i titoli più iconici della storia del cinema, su Apocalypse Now il regista Francis Ford Coppola è tornato più volte fino ad arrivare a quella che ora considera la “versione perfetta”. “Dato che l’originale di Apocalypse Now non era solo lungo ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare ove possibile non solo per questioni di tempo ma anche per tutto ciò che poteva sembrare strano”, dice Coppola.
Spettacolo per Faletti a 5 anni morte’Il Giumbotto di Carlino’ apre festival Monferrato On Stage
ASTI27 giugno 201917:02
– ‘Il Giumbotto di Carlino’ in ricordo di Giorgio Faletti, a cinque anni dalla scomparsa del comico astigiano, è lo spettacolo che apre il festival musicale ed enogastronomico ‘Monferrato On Stage’, che anima l’estate in 17 Comuni del Monferrato fino al 20 settembre. Va in scena domenica 30 giugno proprio nella piazza di Passerano Marmorito, piccolo Comune astigiano di cui il cabarettista parlava spesso nelle sue gag.
La serata, ideata e condotta dal musicista, giornalista e autore Ezio Guaitamacchi, amico di Faletti, ripercorre la carriera di Faletti – spiegano i promotori – “artista poliedrico, comico, attore, cantautore e soprattutto scrittore, attraverso alcuni video delle sue celebri esibizioni, racconti, aneddoti e musica”. Salgono sul palco anche la moglie Roberta Faletti, il cantautore Alberto Fortis, la cantautrice Andrea Mirò e l’attrice Chiara Buratti. Prevista un’esibizione tratta dallo spettacolo teatrale ‘L’ultimo giorno di sole’, andato in scena postumo.
Strega, la cinquina vola in FranciaIl vincitore il 4 luglio in una serata condotta da Strabioli
PARIGI27 giugno 201917:05
– Chi si porterà a casa il Premio Strega 2019? A una settimana dalla proclamazione del vincitore, il 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, rilancia la domanda la scritta sulla locandina all’ingresso dell’incontro all’Istituto italiano di Cultura a Parigi con i cinque finalisti del più ambito premio letterario italiano. Nella loro ultima tappa di un lungo tour che si conclude il 27 luglio all’Istituto italiano di Cultura di Lione, Antonio Scurati, Marco Missiroli, Nadia Terranova, Benedetta Cibrario e Claudia Durastanti si presentano affiatati e contenti di stare in questa cinquina “di alto livello” dicono tutti insieme in una Parigi assediata dalla canicola. Due gli appuntamenti in Francia che mostra interesse per la narrativa italiana e dove tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 saranno pubblicati quattro dei cinque romanzi in corsa per la vittoria dello Strega.
A condurre la serata di premiazione, il 4 luglio, sarà Pino Strabioli, dalle 23 in diretta su Rai3.
Da Coppola a Wenders con Cinema AmericaDopo le aggressioni. Carocci, andiamo avanti senza paura
27 giugno 201912:48
– “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai ragazzi e le ragazze aggredite a Roma, nonché all’esperienza del Cinema America e a tutti quei giovani che creano un dialogo tra il mondo dell’arte e le persone. È inammissibile che ci sia ancora chi pensa di imporre il proprio pensiero con l’uso della violenza. Non si può accettare una ferita del genere, inferta non solo al mondo del cinema e dell’arte ma al mondo tutto”. E’ il messaggio di solidarietà firmato da Francis Ford Coppola, Alfonso Cuarón, Willem Dafoe, Guillermo del Toro, Stephen Frears, Costa-Gavras, Richard Gere, Amos Gitai, Alejandro González Iárritu, Jeremy Irons, JR, Babak Karimi, Mathieu Kassovitz, Spike Lee, John Malkovich, Radu Mihileanu, Keanu Reeves, Paul Schrader, Wim Wenders, Debra Winger.
“Sono state giornate complesse e dolorose – dice Valerio Carocci dell’associazione Piccolo America – ma la risposta del nostro paese, e ora del mondo del cinema internazionale, ci sta dando la forza di andare avanti senza paura”.
Laura-Biagio, negli stadi come se fossimo al pianobarDebutto al San Nicola di Bari “per un concerto che è uno show”
BARI27 giugno 201911:32
lleghi, ma soprattutto amici, di vecchia data. E in nome dell’amicizia, e della voglia di fare un po’ di strada insieme, hanno deciso di incrociare per la prima volta i loro successi e la loro musica. Laura Pausini e Biagio Antonacci debuttano stasera, al San Nicola di Bari (città d’origine della famiglia Antonacci), con il tour negli stadi che li porterà in giro per l’Italia per 11 serate (prossimo appuntamento il 29 giugno all’Olimpico di Roma, poi doppia data a San Siro a Milano il 4 e 5 luglio, qualche biglietto ancora disponibile).
Un vero e proprio show di più di tre ore, con in scaletta 33 brani, dell’uno e dell’altra (che ballano, suonano, si travestono nei video che fanno da cornice al live, si divertono), e una produzione che non sfigurerebbe a confronto con quelle internazionali. “Eppure tutto questo è nato dalla nostra voglia di stare insieme – racconta Laura, poco prima di salire sul palco -. Non c’era una volontà discografica dietro.
Per assurdo, vorremmo che l’attitudine fosse quella di fare pianobar, anche se in uno stadio”.
La sintonia tra Laura e Biagio è nelle battute che si scambiano, nell’affetto che si dimostrano reciprocamente, nel mettersi uno a disposizione dell’altra e viceversa. Mai litigato in questi mesi di lavoro a stretto contatto? “Solo quando durante le prove di un tango Laura mi ha infilzato il piede con il suo tacco 26”, scherza Antonacci che racconta di essersi sentito “libero di muovermi in maniera inedita, anche se è stato difficile essere cantante per la prima volta”. Nessun problema neanche nella divisione degli spazi e della scaletta, costruita ad hoc e con tutti i pezzi riarrangiati. “Due persone che si vogliono bene hanno un equilibrio innato”, dice Biagio e Laura gli fa eco: “In amicizia non c’è uno che prevale sull’altro”.
Solo su una cosa si è imposta la cantante romagnola: “nessun ospite. Eravamo già io e lui, perché invitare altra gente? E non canto neanche brani scritti da altri cantautori: mi sembra una questione di rispetto. Ho ancora tanti anni davanti per cantare il mio repertorio”.
L’unico “ospite” d’eccezione è Luca Tommassini, direttore artistico del tour, che li ha spinti verso mete che neanche loro, forse, pensavano di poter raggiungere. Come Laura nei panni di Freddie Mercury (“ero scettica, ma lui è un riferimento per tutti noi e Luca pensava che avessimo molto in comune”) o Antonacci ballerino (“la cosa più difficile di tutte”, ironizza Tommassini che per la sua direzione ha guardato molto agli Stati Uniti). “Volevamo divertirci e Luca l’ha capito prima di noi. E’ stato un modo nuovo per noi di lavorare”, concordano i due artisti.
Una parte del materiale girato negli otto mesi di lavorazione del tour, è finito in un mini-documentario di 8 minuti che farà da countdown ad ogni live. E si sta ragionando sull’ipotesi di realizzare un film del tour per un evento speciale al cinema.
“Stiamo filmando tutto dal giorno 1 – racconta ancora Laura, che senza essere troppo credibile annuncia uno stop di due anni -.
Anche se non diventa niente, da vecchia lo voglio rivedere. E una cosa ho imparato da Biagio che sento come un fratello: a essere un po’ più tranquilla. Ho sempre esagerato nella ricerca della perfezione”.
Carmen y Lola, coppia gitana da premioEsce domani film debutto regista spagnola Eschevarria
26 giugno 201915:09
po un passaggio al festival MIX di Milano, dedicato alle storie Lgbt, il primo film della spagnola Arantxa Echevarria Carmen y Lola esce domani, 27 giugno nelle sale italiane grazie alla distribuzione coraggiosa di Exit Media. Le credenziali che dovrebbero portare al cinema il pubblico sono di primo livello: nonostante si tratti di un’opera prima, il film risultava tra le migliori scoperte della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes un anno fa. Dopo sono venuti due prestigiosi Premi Goya (i David spagnoli) assegnati alla regista e all’attrice Carolina Yusta, un’uscita in moltissimi mercati mondiali, un franco successo di pubblico sia in patria che in Francia. Basterà per convincere i cinefili italiani, oppressi dalla canicola, ma incuriositi da una stagione estiva mai così ricca di anteprime di qualità? C’è da sperarlo per almeno due buone ragioni. La prima sta nella straordinaria verità del racconto che conserva un tocco lieve e fresco pur affrontando un tema delicato (anche in Spagna) come l’amore tra donne in un contesto chiuso e conservatore come la comunità gitana. La seconda è perché Arantxa Echevarria dimostra un’inattesa maturità di scelte registiche, non si appiattisce mai nello stereotipo, non racconta coi toni della favola e pian piano rovescia i rapporti di forza tra le due protagoniste facendo della timida Lola una ragazza disposta a molto per conservare la propria libertà di scelta e una guida sicura verso l’amore nei confronti dell’esuberante Carmen. Questa è una ragazza gitana piena di vita ma già promessa sposa secondo le tradizioni della comunità in cui è cresciuta e per la quale le donne debbono essere prima di tutto madri e mogli. Quando un giorno al mercato (dove i suoi hanno una bancarella di vestiti) lo sguardo di Carmen incrocia quello di Lola, si avverte che tra loro può nascere una complicità naturale che è anche libero sfogo ai desideri della giovinezza. Da qui all’attrazione e poi all’amore il passo sarà breve, ma pieno di dramma: il fidanzamento di Carmen è cancellato con grave danno per le famiglie; il padre di Lola la caccia di casa, la comunità addita le due ragazze al pubblico disprezzo e si rinserra in un orgoglioso rifiuto di comportamenti che anche la chiesa (i gitani spagnoli sono religiosissimi) condanna. Eppure niente di tutto questo basterà a incrinare un rapporto che ogni giorno diventa più appassionato e sarà proprio la solidarietà femminile a proteggere la giovane coppia. Nonostante Almodovar, nonostante una società in rapida trasformazione, per la Spagna di oggi un soggetto del genere è ancora, a suo modo, rivoluzionario, ma l’abilità della regista sta nel non prendere partito in forma militante, bensì nel mostrare (anche agli uomini) come l’amore quando è condivisione e coraggio non viva di schemi prefissati e vada chiamato amore senza ulteriori specifiche. Le due protagoniste, Rosy Rodriguez e Zaira Morales, non hanno alle spalle una carriera professionistica ma si muovono sulla colorita scena del mondo gitano con sicurezza da veterane. La cinepresa le pedina, spesso con riprese quasi documentarie, alla ricerca delle emozioni e delle incertezze di due ragazze poco più che adolescenti. E suggestiva risulta la puntuale rappresentazione di un mondo sospeso tra tradizioni antichissime (e talvolta poco comprensibili) e modernità obbligata come quello dei gitani che in Spagna sono ormai parte integrante della società. Le famiglie di Carmen e Lola sono modeste ma il cibo in tavola non manca mai e se c’è da organizzare una festa (il fidanzamento di Carmen) non si bada a spese. Eppure sotto la superficie di una solidarietà diffusa permangono antichi pregiudizi e maschilismi contro cui le due protagoniste dovranno combattere. Con coraggio Arantxa Echevarria non sceglie il finale “in rosa” da favola, né sprofonda nelle secche del melodramma: racconta invece la vita dove niente è scontato e tutto è possibile. Con un cinema semplice, quasi umile nelle scelte di regia, Carmen Y Lola indica però una prospettiva ai cineasti debuttanti: inutile rinchiudersi nell’intellettualismo da salotto, scontato appiattire la finzione ai modi del documentario. Esiste una via di mezzo che passa per l’onestà della narrazione come per la cura di scrittura e montaggio.
Caratteristiche troppo spesso sottovalutate dal cinema italiano
